Cocktails alcoolici

Le ciel de Paris (restaurant) – Cocktail Zodiac

 

 

ALEXANDERALEXANDER

  • 1/3 di panna liquida, 1/3 di Crema di cacao scura, 1/3 di Brandy
    7Mettere 4-5 cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere gli altri ingredienti. Agitare bene per 6-8 secondi e versare nel bicchiere. Aggiungere un pizzico di noce moscata in superficie, appena prima di servire in coppette da cocktail.
    L’Alexander è un cocktail a base di cognac, con crema di cacao e crema di latte. È stato creato a Londra nel 1922 da Henry mc Elhone al “Ciro’s Club”, in onore di una sposa famosa. Pare che il primo nome di questo cocktail fosse Panamà: al posto del cognac si usava il gin. L’Alexander è un cocktail storico, sin dall’inizio nelle file dei cocktail internazionali. La miscela, profumata, è rimasta quasi inalterata. Oltre al gin si è preferita la crema di cacao scura al posto di quella chiara, anche se in realtà per l’effetto scenico è meglio usare la crema di cacao bianca. Due sono le ipotesi sulla sua origine: Alexander ricorderebbe Alessandro Magno, il grande condottiero dell’antica Grecia; la seconda leggenda è riferita al maresciallo Alexander, che divenne conte di Tunisi dopo la vittoria a El Alamein sulle truppe dell’Asse, nel 1943.

BACARDIBACARDI

  • 6/10 di Rhum bianco, 3/10 di succo di limone o lime fresco, 1/10 di sciroppo di Granatina
    Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere gli altri ingredienti. Agitare bene per 6-8 secondi e versare nel tumbler alto ben freddo. Servire non decorato.
    Il Bacardi è una variante del cocktail Daiquiri (che contiene rum, succo di lime o limone e sciroppo di zucchero, anziché lo sciroppo di granatina). La versione che conosciamo noi oggi è nata negli USA. Le prime ricette del Bacardi apparvero verso il 1917, in un ricettario di Tom Bullock, “Ideal Bartender”. Il distillato Bacardi invece è legato a Don Facundo Bacardi. Nato in Catalogna, si trasferì successivamente a Santiago di Cuba per avviare un’attività di commercio in vini. Poi nel 1862 acquistò un alambicco e cominciò la distillazione della melassa da canna da zucchero delle piantagioni vicine. Il suo ron (rum) diffusosi prima a L’Avana e poi in Florida, ebbe un grande successo. Ci fu una pausa solo durante il proibizionismo, quando furono interrotte le esportazioni verso gli USA, tuttavia Bacardi continuò l’espansione anche grazie a numerosi “turisti” americani che vennero ad approvvigionarsi alla fonte. Nel 1960 Fidel Castro, con un colpo di mano, nazionalizzò le distillerie di Santiago, ma l’azienda aveva fatto in tempo a trasferirsi in Messico e a Porto Rico. Oggi Bacardi è uno dei maggiori produttori di alcolici del mondo e possiede distillerie alle Bahamas, in Brasile, in Canada, in Venezuela e in Martinica, per un totale di oltre 200 milioni di bottiglie prodotte.

BLODY MARYblody mary

  • 3/10 di Vodka, 6/10 di succo di pomodoro, 1/10 di succo di limone, 2 gocce di salsa Worcester, 1 spruzzo di Tabasco, Sale e pepe
    Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere vodka, pomodoro, limone, sale, tabasco e worcester. Agitare bene per 6-8 secondi, lasciar riposare un attimo e riprendere poi più lentamente e versare nel tumbler ben ghiacciato. Spolverizzare con un pizzico di pepe, decorare con un gambo di sedano e servire
    L’origine del Bloody Mary è oggetto di disputa. Una versione vuole che venne creato originariamente dall’attore George Jessel attorno al 1939. Lucius Beebe, nella sua colonna scandalistica “This New York” (New York Herald Tribune, 2 dicembre 1939, pagina 9), pubblicò quello che si ritiene sia il primo riferimento a questo drink, assieme alla ricetta originale: “Il nuovo tonico di George Jessel, che sta ricevendo attenzione dagli editorialisti della città, è chiamato Bloody Mary: metà succo di pomodoro, metà vodka.” Il francese Fernand Petiot corrobora la tesi per cui George Jessel inventò il drink e il nome, e che egli (Petiot) aggiunse semplicemente le spezie alla semplice bevanda composta da vodka e succo di pomodoro. Dal New Yorker Magazine del luglio 1964: “Io ho dato il via al Bloody Mary odierno,” ci dice. “George Jessel disse di averlo creato, ma non era altro che vodka e succo di pomodoro quando lo rilevai. Io copro il fondo dello shaker con quattro grosse prese di sale, due di pepe nero, due di pepe di Caienna e uno strato di salsa Worcestershire; Quindi aggiungo una spruzzata di succo di limone e del ghiaccio tritato, verso due once di vodka e due di spesso succo di pomodoro, scuoto, filtro e verso. Noi serviamo da cento a centocinquanta Bloody Marys al giorno, qui nella King Cole Room e negli altri ristoranti e sale per banchetti.” L’epiteto “Bloody Mary” viene associato a diversi personaggi femminili, storici o fittizi, soprattutto la regina Maria I d’Inghilterra (si veda Bloody Mary per le altre). Si ritiene che l’ispirazione per il cocktail fu la star Hollywoodiana Mary Pickford, che in precedenza ebbe un cocktail simile, consistente di rum, granatina e maraschino che portava il suo nome. Nel 1934 il cocktail veniva chiamato “Red Snapper” al St. Regis Hotel, dove all’epoca lavorava Petiot. Fu li che al drink venne aggiunto il tabasco e il nome “Bloody Mary” divenne popolare. Negli anni 1960 divenne popolare servire il cocktail con il sedano per via di un ospite della “Pump Room” dell’Ambassador East Hotel di Chicago. Il nome probabilmente si riferisce al colore rosso sangue del cocktail.

DAIQUIRIDAIQUIRI

  • 10 di rum bianco, 3/10 di succo di lime, 1/10 di zucchero di canna scioltoNello shaker pieno di ghiaccio aggiungere il rum, il succo di lime e lo zucchero sciolto. Shakerare con forza per pochi secondi (deve solo rinfrescarsi). Servire in una coppetta da cocktail senza ghiaccio e guarnire con due o tre spicchi di lime.
  • Già in voga negli USA ai primi del Novecento, si può bere anche come corroborante e dissetante. Le sue origini vengono fatte risalire al 1898, quando vi fu la guerra tra Stati Uniti e Spagna, dopo l’affondamento della nave Maine, nel porto dell’Avana. Secondo gli storiografi, un marine sbarcò in un piccolo villaggio nei pressi di Santiago di Cuba, precisamente a Daiquiri. Qui per placare la sete entrò in una baracca che fungeva da mescita. Rifiutandosi di bere rum liscio, lo fece allungare con succo di lime e poi lo corresse ulteriormente con un po’ di zucchero. Nacque così il Daiquiri. Un’altra leggenda riportata da Elfloridita.net, sposta la sua data di nascita pochi anni più tardi, nel 1905, quando alcuni ingegneri americani impegnati nei lavori in una miniera, lo inventarono e gli diedero il nome della spiaggia cubana Daiquiri. Successe che l’ingegnere Pagliuchi visitò una miniera di ferro ad est di Cuba chiamata Daiquiri. Qui fa domande all’ingegnere americano Jennings S. Cox sul funzionamento della miniera per poterne esplorare altre… Alla fine della giornata, Pagliuchi propose di bere qualcosa. La leggenda narra che Cox aveva a disposizione solo rum, dei lime e dello zucchero. Miscelarono gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio e Pagliuchi fece: “Come si chiama questo cocktail?”. “Non ha un nome…potrebbe essere un rum sour”, rispose Cox. Pagliuchi concluse: “Questo nome non è degno di un cocktail così fine e delizioso come il nostro. Lo chiameremo Daiquiri”. Il Daiquiri è celebre per essere stato uno dei preferiti dallo scrittore Ernest Hemingway, assieme al mojito (“My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita”), viene anche ripetutamente citato nel film “Il Nostro Agente all’Avana” (1958). Viene citato inoltre in “Improvvisamente l’estate scorsa” (film del 1959, diretto da Joseph L. Mankiewicz) da Kathrine Hepburn che lo offre a Montgomery Clift. UnGARIBALDI Daiquiri è uno degli elementi chiave nel giallo Assassinio allo specchio di Guy Hamilton, dal romanzo di Agatha Christie.

GARIBALDI

  • 3/10 Bitter, 7/10 Succo d’Arancia Si prepara direttamente nel Tumbler colmo di Ghiaccio guarnire con mezza fetta d’Arancia.
    Il nome rende omaggio all’eroe dei due mondi: Giuseppe Garibaldi, in quanto il rosso del Bitter ne ricorda la celebre giubba rossa e le arance lo sbarco in Sicilia.

GIN FIZZGIN FIZZ

  • 3/10 gin, 2/10 succo di limone, 1/10 sciroppo di zucchero, 4/10 soda waterAgitare nello shaker, esclusa la soda, e servire in un tumbler (senza ghiaccio). Completare con la soda water. Guarnire con mezza fetta di limone e ciliegina.

GIN TONIC

  • 3/10 di gin, 7/10 di acqua tonica
    Direttamente nel bicchiere da long drink (tumbler grande), mettere 3 o 4 cubetti di ghiaccio, il gin e riempire di acqua tonica. Mescolare e decorare con una fetta di limone.GIN TONIC
    Il Gin tonic è un long drink a base di gin ed acqua tonica la cui introduzione pare sia stata ad opera della divisione Compagnia Inglese delle Indie Orientali dell’esercito inglese di stanza in India.

MARGARITA

  • 6/10 di tequila, 3/10 di Cointreau, 1/10 di succo di limone o lime, sale
    Mettete a ghiacciare in un freezer una coppetta da cocktail; quando sarà ben fredda estraetela ed umettatevi il bordo con un pezzetto di lime, capovolgete il bicchiere posandolo su un piatto di sale in modo che possa ben aderire al vetro inumidito. Versate MARGARITAnello shaker alcuni cubetti di ghiaccio cristallino, aggiungete la tequila,Cointreau e succo di limone, quindi agitate brevemente. Versate il cocktail nella coppetta filtrandolo con apposito passino.
    Il Margarita è il più comune cocktail messicano a base di tequila. In latino “margarita” significava perla, in spagnolo è la traduzione della parola margherita. Secondo quanto afferma William Grimes, autore di Straight Up or On the Rocks: The Story of the American Cocktail, molte persone affermano di aver bevuto Margarita in Messico già negli anni trenta, da cui si deduce che il margarita non fu inventato dopo il 1940. Il drink è normalmente servito shakerato con ghiaccio, “on the rocks”, o mescolato con ghiaccio (il “frozen margarita”); nella ricetta classica è servito nella tipica coppetta detta crusta. Il cocktail viene frequentemente servito con sale sul bordo del bicchiere. Sebbene i margarita più comuni contengano tequila, liquore all’arancia, succo di lime o di limone, e qualche volta un dolcificante aggiuntivo, molte variazioni stanno diventando sempre più comuni. Usare succo di lime imbottigliato (che contiene zucchero) è un altro modo usato per dolcificare il cocktail.

PIÑA COLADAPIÑA COLADA

  • 3/10 Rum Bianco, 2/10 Latte di Cocco, 5/10 Succo d’Ananas
    Frullare nel Blender con Ghiaccio.Servire in un bicchiere Long Drink. Decorare con Ananas e una Ciliegina.
    Il Piña Colada (in spagnolo “Ananas pressata”) è un cocktail molto dolce a base di rum chiaro, latte di cocco e succo d’ananas (o ananas a pezzetti), originario di Porto Rico. Esistono diverse versioni circa l’origine di questa bevanda. Alcune testimonianze parlano di “bevande a base di ananas e rum”, ma senza il latte di cocco, già dagli anni venti. Un’altra versione riconosce il Piña Colada come bevanda tipica di Porto Rico, paese dove si dice sia stato creato per la prima volta nel 1963 da Don Ramon Portas Mingot, che tentando di ideare un cocktail originale a base di frutta, preparò il primo Piña Colada. Nella Vecchia San Juan c’è una targhetta commemorativa in marmo per ricordare questo evento. È probabile quindi che in buona parte dei Caraibi, già dagli anni cinquanta, si fosse a conoscenza di questo tipo di bevanda, chiamata semplicemente “ananas colata”, ma fu nel 1963 che essa venne ufficializzata col nome di Piña Colada e assunta come bevenda nazionale portoricana.

SKIWASSER ALCOLICO

  • 4 cl. di Succo di limone, 4 cl. di sciroppo di lampone, kirsh, acqua calda
    Versare gli ingredienti in un bicchiere alto da long drink (tumbler)

SKIWASSER ANALCOLICO

  • 4 cl. di Succo di limone, 4 cl. di sciroppo di lampone, 12 cl. di soda, ghiaccio cristallino.
    Riempire un bicchiere alto da long drink (tumbler) con ghiaccio cristallino, aggiungete il succo di limone, lo sciroppo di lampone ed infine la soda. Mescolate delicatamente e guarnite con una fetta di lime.

VODKA MARTINI

  • 8/10 Vodka, 2/10 Vermouth Dry
    Si prepara nel Mixing Glass. Si serve nella Coppetta da Cocktail. Strizzatina di Scorza di Limone sulla superficie. Si può servire con un’oliva verde.
    Il vodka martini è un cocktail composto da Vodka e Vermouth, ha diversi nomi Martini vodka, Vodkatini, una delle sue varianti, divenuta famosa grazie al personaggio di James Bond, è il Vesper cocktail tratto dal romanzo Casino Royale di Ian Fleming.

ZODIAC

bar bicchieri-Rum,_Manhattan,_Tequila_Old_Fashioned

 Di J.hagelüken (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

Cocktails alcooliciultima modifica: 2013-03-09T10:36:00+00:00da patiba
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