Arancinetti di Montalbano

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Gli arancini di Montalbano è uno dei racconti di Andrea Camilleri che dà il titolo alla prima raccolta di racconti brevi avente come protagonista il Commissario Salvo Montalbano, pubblicata nel 1999, dalla casa editrice Mondadori. []

  • La prova generale
  • La povira Maria Castellino
  • Il gatto e il cardellino
  • Sostiene Pessoa
  • Un caso di omonimia
  • Catarella risolve un caso
  • Il gioco delle tre carte
  • Pezzetti di spago assolutamente inutilizzabili
  • Referendum popolare
  • Montalbano si rifiuta
  • Amore e Fratellanza
  • Sequestro di persona
  • Stiamo parlando di miliardi
  • Come fece Alice
  • La revisione
  • Una brava fimmina di casa
  • “Salvo amato…” “Livia mia…”
  • La traduzione manzoniana
  • Una mosca acchiappata al volo
  • Gli arancini di Montalbano: Il titolo è dovuto appunto all’ultimo racconto, in cui Montalbano, la notte di Capodanno, dopo essersi rifiutato di partire con la fidanzata Livia per la Francia e di passarlo a casa dei colleghi, rimane a Vigàta in compagnia della cammarera Adelina, pronto a gustarsi i suoi deliziosi arancini. I suoi figli sono entrambi pregiudicati, e la combinazione che entrambi siano fuori di prigione per quest’occasione, sembra quasi più rara di un evento celeste o del passaggio di una cometa. Montalbano è proprio felice di poter cenare a casa di Adelina, quando viene a sapere che proprio uno dei due suoi figli, Pasquale, è sospettato di furto in un supermercato di Montelusa. Gli inquirenti, infatti, sembrano aver trovato il suo portafoglio sul luogo del furto. Montalbano è amareggiato più per il fatto che non potrà gustare gli arancini, che per la cattura di Pasquale. Contattato il delinquente, Montalbano riesce a gettare luce, con i suoi soliti trucchi da commissario astuto, sulla vicenda. Il furto è stato compiuto in realtà da un’altra banda di malviventi, ed il povero Pasquale stavolta non c’entra davvero nulla. Una telefonata anonima agli inquirenti, risolverà la faccenda. E salverà la cena di Capodanno di Montalbano.

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In questo racconto il commissario preferisce lasciare sola la fidanzata Livia per trascorrere l’ultimo dell’anno a casa della cammerera Adelina che ha preparato i suoi insuperabili arancini.Nel brano che segue troviamo la ricetta di Adelina:

“Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta.

«Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si prìpara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!»

 (Gli arancini di Montalbano, pp. 266-267- A. Camilleri)

La ricetta in dialetto siciliano da “Cucina che vai natura che trovi”1978

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L’arancino (in siciliano arancinu o arancina) è una specialità della cucina siciliana”. Si tratta di una palla o di un cono di riso, farcito, impanato e fritto. Il nome deriva dalla forma e dal colore che ricordano un’arancia, ma nella Sicilia orientale gli arancini hanno più spesso una forma conica. Nella parte occidentale dell’isola questa specialità è conosciuta come “arancina”, mentre nella parte orientale è chiamata “arancino”. Il termine della lingua italiana arancino deriverebbe dal siciliano arancinu.

Arancine in Favignana.jpg

Gli arancini di Montalbano
“Arancine in Favignana (Tp)” di Francesco Zaia – Flickr: Favignana – Arancine. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons
 “Arancini-Lipari (Me)” di Ji-Elle – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Arancinetti di Montalbanoultima modifica: 2014-06-26T17:12:37+00:00da patiba
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