C’era una volta… la zuppa e la minestra di sassi, ma anche ‘A pasta cu ‘e pprete (la pasta con le pietre)

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  • La zuppa e la minestra di sassi sono due favole che appartengono alla tradizione popolare e hanno almeno 400 anni; ne esistono infinite versioni in tutte le lingue europee.
  • ‘A pasta cu ‘e pprete  (la pasta con le pietre) è, invece, una ricetta “vera” di un piatto povero della cucina napoletana. È una specialità a base del profumo di frutti di mare, per chi aveva problemi economici. Le pietre usate solitamente venivano raccolte dal fondo del mare di Pozzano, frazione del comune di Castellammare di Stabia, nella città metropolitana di Napoli.
    Leggete la ricetta qui
La zuppa di sassi

 C’era una volta un giramondo che un giorno arrivò in un paese e, avendo fame, bussò alla prima porta che vide per chiedere cortesemente qualcosa da mangiare. Un uomo aprì la porta e, vedendo uno straniero, gli rispose bruscamente e lo cacciò via. Il giramondo bussò allora ad un’altra porta, ma anche questa volta venne allontanato. Ricevette la stessa risposta in tutte le case del paese.

Per niente scoraggiato, andò nella piazza e accese un fuoco, prese una pentola, la riempì d’acqua e vi gettò dentro un grosso sasso. Cominciò quindi a cucinare. Da lì a poco, incuriositi da questa cosa strana, uno dopo l’altro, gli abitanti del paese si avvicinarono al giramondo. Ad un certo punto qualcuno gli chiese cosa stesse facendo. Lo straniero, assaggiando l’acqua, rispose: “Sto preparando una squisita zuppa di sasso, una mia specialità!”.

Un altro curioso, vedendolo assaggiare la zuppa, gli chiese come stava venendo. Il giovane rispose che era molto buona, ma che lo sarebbe stata ancora di più se avesse avuto qualche carota e un po’ di sale. Non fece in tempo a finire la frase che qualcuno gli offrì carote e sale. Assaggiò di nuovo la zuppa e disse: “Andiamo bene, ma se ci fosse un po’ di carne e qualche patata sarebbe ancora meglio!”. E così gli fu offerto anche questo. La cosa si ripeté per molti altri ingredienti e il giramondo dopo poco poté gustarsi finalmente la sua zuppa. Cucchiaio dopo cucchiaio, se la mangiò tutta e rimase dentro alla pentola solo il sasso. A quel punto la gente che lo osservava disse in coro:

“E il sasso?”. Il giramondo, sorridendo, si mise in tasca il sasso e rispose: “Lo porto con me, perché se incontrerò nuovamente gente così generosa come lo siete stati voi, mi potrà servire ancora!”.

La minestra di sassi

C’era una volta una vecchina, molto povera che viveva ai margini di un bosco. Era magra e viveva di stenti, mangiando ciò che capitava. Un giorno bussa alla sua porta un giovane viaggiatore. La vecchina lascia bussare a lungo, perché ha paura di essere disturbata o peggio derubata, ma il giovane insiste ed alla fine lei si decide ad aprire lo spioncino:
“Sono povera! Non ho nulla! Cosa vuoi?”
“Ho freddo e sono stanco, ma sono forte e posso ricompensarti con il mio lavoro se mi darai ospitalità..”
“La casa è fredda: io non posso tagliare la legna, e la pentola è vuota”.
“Va bene se mi ospiti accenderò il fuoco e riempirò la pentola”
La vecchina apre ed il giovane entra portando con sé un fascina di legna ed un vecchio ciocco di legno con cui accende il fuoco.
“Va bene abbiamo il calore… ma la pentola è vuota ed io non ho nulla da metterci!”
“Tu sei stata generosa, ed io ti farò un regalo: ho con me una pietra magica che permette di sfamarsi sempre con piacere”, risponde il giovane e posa un sasso venato di rosso e oro sul fondo del calderone, poi va al pozzo ed aggiunge un secchio di acqua fresca.
Apre la sua bisaccia e tira fuori dei funghi raccolti durante il giorno nel bosco, poi dice alla vecchina: “Ho visto i resti di un orto qua fuori…” “Non ci sarà nulla” Il giovane senza scomporsi si alza e dice
“Se permetti ci guardo, non si sa mai..”
Poco dopo torna con due rape tre carote, una cipolla e due broccoli, qualche foglia di ortica e una manciata di castagne. Lava tutto nel secchio, taglia a pezzetti e butta sul sasso. Si siede e stirandosi alza gli occhi al soffitto
“Nonnina posso prendere quell’osso di prosciutto?”
“E’ vecchio e spolpato cosa ne farai?”
“La magia del sasso ci aiuterà!”
Il giovane recupera l’osso, lo lava con cura e lo sistema nel calderone. Rimescola con calma e dopo un’ora serve alla vecchina una ciotola di zuppa.
“E’ molto buona!”
“Certo, è la magia del sasso, che premia l’ingegno e la generosità!”
Attenti però la storia continua: il giorno dopo il giovane riparte lasciando il sasso in dono alla vecchina, che è tutta felice. Passa un po’ di tempo e qualcuno bussa di nuovo, ma questa volta la vecchina non apre:
“Vattene! Non ho bisogno di niente!”
“Ma io ho freddo e fame” dice il viandante.
La vecchina è inamovibile: teme che le rubi il sasso e non apre la porta. Al mattino dopo però non trova più il sasso.
Come farò adesso si dispera… Passa qualche tempo ed il giovane mago torna:
“Mi hanno rubato il sasso! Sono più miserabile di prima!”
“ Se non credi in te chiunque ti potrà derubare e nessuno ti potrà aiutare; pensa a ciò che hai da offrire, e a quello che puoi scambiare: nessuna minestra è più buona di quella mangiata in compagnia. Coltiva il tuo orto, raccogli la legna e scambia le tue idee e le tue risorse e sarai sempre sazia”.
Poi il giovane uscì dalla porta e nessuno lo vide più nella regione.
da www.cucinaitaliana.info

 ‘A pasta cu ‘e pprete  (la pasta con le pietre)

Zuppa e minestra di sassi e pietre

 

C’era una volta… la zuppa e la minestra di sassi, ma anche ‘A pasta cu ‘e pprete (la pasta con le pietre)ultima modifica: 2016-05-20T00:12:00+02:00da patiba
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