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ieri e oggi in cucina

Ricette di ieri (antica Roma, medioevo, Risorgimento ecc) e di oggi, vagabondando tra arte, letteratura ecc, "nel mio piccolo"

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INDICE ricette: Artusi

                                                              artusi1.jpg

                    Pellegrino Artusi (leggi)

Minestre

MINESTRE IN BRODO

  • Agnolotti
  • Bomboline di patate
  • Cappelletti dell'Artusi
  • Cuscussù
  • Minestra del Paradiso
  • Minestra di carne passata
  • Minestra di Passatelli
  • Minestra di semolino composta
  • Minestrone
  • Nocciuole di semolino
  • Panata
  • Passatelli di semolino
  • Riso con le quaglie
  • Tortellini alla bolognese
  • Zuppa alla certosina
  • Zuppa nel brodo di pesce

MINESTRE ASCIUTTE E DI MAGRO

Una volta si diceva che la minestra era la biada dell'uomo; oggi i medici consigliano di mangiarne poca per non dilatare troppo lo stomaco e per lasciare la prevalenza al nutrimento carneo, il quale rinforza la fibra, mentre i farinacei, di cui le minestre ordinariamente si compongono, risolvendosi in tessuto adiposo, la rilassano. A questa teoria non contraddico: ma se mi fosse permessa un'osservazione, direi: Poca minestra a chi non trovandosi nella pienezza delle sue forze, né in perfetta salute, ha bisogno di un trattamento speciale; poca minestra a coloro che avendo tendenza alla pinguedine ne vogliono rattener lo sviluppo; poca minestra, e leggiera, ne' pranzi di parata se i commensali devono far onore alle varie pietanze che le vengono appresso; ma all'infuori di questi casi una buona e generosa minestra per chi ha uno scarso desinare sarà sempre la benvenuta, e però fatele festa. Penetrato da questa ragione mi farò un dovere d'indicare tutte quelle minestre che via via l'esperienza mi verrà suggerendo.
I piselli del n. 427 possono dar sapore e grazia, come tutti sanno, alle minestre in brodo di riso, pastine e malfattini; ma si prestano ancora meglio per improvvisare, se manca il brodo, il risotto del n. 75.

  • Risotto alla milanese I - II - III
  • Risotto coi ranocchi
  • Maccheroni al pangrattatoù
  • Maccheroni alla bolognese
  • Maccheroni alla napoletana I - II
  • Pappardelle con la lepre
  • Ravioli
  • Ravioli all'uso di Romagna
  • Ravioli alla genovese
  • Spaghetti da Quaresima
  • Tagliatelle all'uso di Romagna
  • Tagliatelle col prosciutto

PRINCIPII

Principii o antipasto sono propriamente quelle cosette appetitose che s'imbandiscono per mangiarle o dopo la minestra, come si usa in Toscana, cosa che mi sembra più ragionevole, o prima, come si pratica in altre parti d'Italia. Le ostriche, i salumi, tanto di grasso, come prosciutto, salame, mortadella, lingua; quanto di magro: acciughe, sardine, caviale, mosciame (che è la schiena salata del tonno), ecc., possono servire da principio tanto soli che accompagnati col burro. Oltre a ciò i crostini, che vi descriverò qui appresso, servono benissimo all'uopo.

  • Baccalà montebianco
  • "Cacimperio" (Fonduta)
  • Crostini con tartufi
  • Crostini di caviale
  • Crostini di fegatini di pollo
  • Tartufo

 UOVA

Le uova, dopo la carne, tengono il primo posto fra le sostanze nutritive. L'illustre fisiologo Maurizio Schiff, quando teneva cattedra a Firenze, dimostrava che la chiara è più nutriente del torlo, il quale è composto di sostanze grasse e che le uova crude o pochissimo cotte sono meno facili a digerirsi delle altre, perché lo stomaco deve fare due operazioni invece di una: la prima di coagularle, la seconda di elaborarle per disporle all'assimilazione. Meglio è dunque attenersi alla via di mezzo, e cioè: né poco, né troppo cotte.
La primavera è la stagione in cui le uova sono di più grato sapore. Le uova fresche si danno a bere alle puerpere e il popolo giudica sia cibo conveniente anche agli sposi novelli.
Ci fu una volta il figlio di un locandiere da me conosciuto, un giovinastro grande, grosso e minchione, il quale essendosi sciupata la salute nel vizio, ricorse al medico che gli ordinò due uova fresche a bere ogni mattina. Datosi il caso favorevole e sfavorevole, insieme, che nella locanda v'era un grande pollaio, ivi si recava e beveva le uova appena uscite dalla gallina; ma, come accade, il tempo dando consiglio, dopo qualche giorno di questa cura il baccellone cominciò a ragionare: "Se due uova fanno bene, quattro faranno meglio" e giù quattro uova. Poi: "Se quattro fanno bene, sei faranno meglio che mai" e giù sei uova per mattina; e con questo crescendo arrivò fino al numero di dodici o quattordici al giorno; ma finalmente gli fecero fogo, e un forte gastricismo lo tenne in letto non so quanto tempo a covar le uova bevute.

  • Frittata colla pietra di vitella di latte
  • Frittata di cavolfiore
  • Frittata di cipolle
  • Frittata di fagiolini in erba
  • Frittata di spinaci
  • Frittata in riccioli per contorno
  • Frittata in zoccoli
  • Frittate diverse

FRITTI

  • Agnello trippato
  • Bomba
  • Carciofi, animelle e Bocconi di pane ripieni
  • Crocchette d'animelle
  • Fritto alla romana
  • Fritto d'agnello alla Bolognese
  • Frittelle di "Tondone" per Carnevale
  • Pasta siringa
  • Perine di riso
  • Pollo dorato

LESSO

  • Cappone con Sformato di riso verde
  • Lesso rifatto
  • Pesce con Salsa genovese
  • Pollastra ingrassata con Sparagi in salsa
  • Pollo e vitella con Spinaci al sugo

TRASMESSI

Sono gli entremets dei Francesi; piatti di minor conto, che si servono tra una portata e l'altra.

  • "Cacimperio" (Fonduta)
  • Gnocchi alla romana
  • Pasticcini di pasta sfoglia ripieni di carne
  • Pollo in salsa tonnata
  • Salame dal sugo di Ferrara con Sauer-kraut
  • Sformatodi fagiuolini
  • Soufflet di farina di patate
  • Zampone

UMIDI

Gli umidi, generalmente, sono i piatti che più appetiscono; quindi è bene darsi per essi una cura speciale, onde riescano delicati, di buon gusto e di facile digestione. Sono in mala voce di esser nocivi alla salute; ma io non lo credo. Questa cattiva opinione deriva più che altro da non saperli ben fare; non si pensa, cioè, a digrassarli, si è troppo generosi cogli aromi e coi soffritti e, ciò che è il peggio, se ne abusa.
Nelle grandi cucine, ove il sugo di carne non manca mai, molti umidi si possono tirare con questo insieme col burro; e allora riescono semplici e leggieri; ma quando il sugo manca, ed è necessario ricorrere ai soffritti, bisogna usarli con parsimonia e farli con esattezza tanto nella quantità, che nel grado di cottura.

  • Agnello coi piselli all'uso di Romagna
  • Budino alla genovese
  • Bue alla moda
  • Cignale in dolce-forte
  • Cotolette di vitella di latte coi tartufi alla Bolognese
  • Fricandò
  • Lampredotto o trippa in umido
  • Lepre dolce-forte
  • Manicaretto di piccioni
  • Ossobuco
  • Pasticcio di maccheroni
  • Pesce a taglio in umido
  • Petti di pollo alla sauté
  • Pollo alla Marengo
  • Pollo colla Marsala
  • Stracotto alla bizzarra
  • Scaloppine alla genovese
  • Scaloppine alla livornese
  • Stracotto di vitella
  • Stracotto dell'Artusi
  • Timballo di piccioni
  • Umido incassato
  • Vitella di latte in guazzetto con Zucchini ripieni

RIFREDDI

  • Àrista
  • Agnello in frittata
  • Pane di lepre
  • Pasticcio di lepre

ERBAGGI E LEGUMI

Gli erbaggi, purché non se ne abusi, sono un elemento di igiene nella cucina. Diluiscono il sangue, e, amalgamati alla carne, rendono questa meno nauseabonda; ma il più o meno uso dei medesimi, in un paese qualsiasi, dipende in gran parte dal clima.

  • Carciofi in umido colla nepitella
  • Fagiuolini con la balsamella
  • Funghi fritti
  • Funghi in gratella
  • Funghi in umido
  • Funghi mangerecci
  • Funghi secchi
  • Funghi trippati
  • Petonciani (melanzane) fritti -Verdure fritte
  • Sedani al sugo
  • Torta di zucca gialla
  • Tortino di zucchini
  • Zucchini fritti I - II
  • Zucchini ripieni in salsa di pomodoro

PIATTI DI PESCE

Qualità e stagione dei pesci
Tra i pesci comuni, i più fini sono: lo storione, il dentice, l'ombrina, il ragno, la sogliola, il rombo, il pesce San Pietro, l'orata, la triglia di scoglio, la trota d'acqua dolce; ottimi tutto l'anno, ma la sogliola e il rombo specialmente d'inverno.
Le stagioni per gli altri pesci più conosciuti sono: pel nasello, l'anguilla e i totani, tutto l'anno; ma l'anguilla è più adatta l'inverno e i totani sono migliori l'estate.
Pel muggine grosso di mare, il luglio e l'agosto; pel muggine piccolo (cefalo), l'ottobre e il novembre, ed anche tutto l'inverno. Pei ghiozzi, frittura e seppie, il marzo, l'aprile e il maggio. Pei polpi, l'ottobre. Per le sarde e le acciughe, tutto l'inverno fino all'aprile. Per le triglie (barboni), il settembre e l'ottobre. Pel tonno, dal marzo all'ottobre. Per lo sgombro, la primavera, specialmente il maggio; questo pesce, per la sua carne dura e tigliosa, si usa cuocerlo in umido; volendolo fare in gratella sarà bene metterlo al fuoco sopra un foglio grosso di carta unto e condirlo con olio, sale, pepe e qualche foglia di ramerino.
Tra i crostacei, uno de' più stimati è l'arigusta, o aragosta, buona tutto l'anno, ma meglio in primavera, e tra le conchiglie, l'ostrica, la quale ne' luoghi di ostricultura si raccoglie dall'ottobre all'aprile.
Il pesce, se è fresco, ha l'occhio vivace e lucido; lo ha pallido ed appannato se non è fresco. Un altro indizio della sua freschezza è il colore rosso delle branchie; ma queste potendo essere state colorite ad arte col sangue, toccatele con un dito e portatevelo al naso: l'odore vi farà la spia. Un altro carattere del pesce fresco è la sodezza delle carni, perché se sta molto nel ghiaccio diventa frollo e morbido al tatto.
I marinai dicono che, i crostacei e i ricci di mare, sono più pieni pescati durante il chiaro di luna.

  • Acciughe fritte e acciughe alla marinara
  • Anguilla
  • Telline o arselle in salsa d'uovo

ARROSTI

Gli arrosti allo spiede, eccezion fatta degli uccelli e dei piccioni, ne' quali sta bene la salvia intera, non si usa più di lardellarli né di pillottarli, né di steccarli con aglio, ramerino od altri odori consimili che facilmente stuccano o tornano a gola. Dove l'olio è buono ungeteli con questo liquido, altrimenti usate lardo o burro ove, per qualche ragione locale, si suol dar la preferenza all'uno più che all'altro di questi condimenti. L'arrosto, in generale, si preferisce saporito e però largheggiate alquanto col sale per le carni di vitella di latte, agnello, capretto, pollame e maiale: tenetevi più scarsi colle carni grosse e coll'uccellame perché queste sono carni per sé stesse assai saporite; ma salate sempre a mezza o anche a due terzi di cottura. Commettono grave errore coloro che salano un arrosto qualunque prima di infilarlo nello spiede perché il fuoco allora lo prosciuga, anzi lo risecchisce.
Il maiale e le carni di bestie lattanti, come vitella di latte, agnello, capretto e simili, debbono esser ben cotte per prosciugare la soverchia loro umidità. Il manzo e il castrato cuoceteli assai meno perché, essendo queste carni molto asciutte devono restare sugose. Gli uccelli cuoceteli a fiamma, ma badate di non arrivarli troppo, ché quelle carni perderebbero allora gran parte del loro aroma; però avvertite che non sanguinino il che potrete conoscere pungendoli sotto l'ala. Anche dei polli si può conoscere la giusta cottura quando, pungendoli nella stessa maniera, non esce più sugo.
Le carni di pollo risulteranno più tenere e di miglior colore se le arrostirete involtate dentro ad un foglio la cui parte aderente alla carne sia prima stata unta di burro; per evitare che la carta bruci, ungetela spesso all'esterno. A mezza cottura levate il foglio e terminate di cuocere il pollo, il tacchino o altro che sia, salandoli ed ungendoli.
In questo caso sarà bene di mettere un po' di sale nel loro interno prima d'infilarli allo spiede e di steccar con lardone il petto de' tacchini e delle galline di Faraone. Qui è bene avvertire che il piccione giovane e il cappone ingrassato, sia arrosto che lesso, sono migliori diacci che caldi e stuccano meno.
Le carni arrostite conservano meglio, che preparate in qualunque altra maniera, le loro proprietà alimentari e si digeriscono più facilmente.

  • Agnello all'orientale
  • Arrosto d'agnello all'aretina
  • Agnello e insalata
  • Bistecca alla Fiorentina
  • Cappone con insalata
  • Cappone tartufato
  • Fegatelli toscani
  • Gallina di Faraone
  • Lombata di vitella di latte
  • Pollo ripieno arrosto
  • Quagliette con Insalata maionese
  • Rosbiffe allo spiedo
  • Tordi
  • Uccelli e beccacce

PASTICCERIA

  • Babà
  • Brigidini toscani
  • Castagnole
  • Cavallucci di Siena
  • Cenci
  • Composta e gelato di albicocche
  • Croccante
  • Crostate di pasta frolla
  • Fave alla roman dei morti
  • "Lingue di gatto"
  • Offelle di Marmellata
  • Offelle di mele
  • Pane certosino di Bologna
  • Panforte di Siena
  • Pasta frolla
  • Pasta margherita
  • Pasta sfoglia
  • Pasticcini di marzapane
  • Savarin
  • Stiacciata livornese
  • Torta alla Marengo
  • Torta ricciolina

TORTE E DOLCI AL CUCCHIAIO

Non per farmene bello, ma per divertire il lettore ed appagare il desiderio di un incognito, che si firma un ammiratore, pubblico la seguente lettera giuntami il 14 luglio 1906, da Portoferraio, mentre stavo correggendo in questo punto le bozze di stampa della decima edizione.

Stimat.mo Sig. Artusi,
Un poeta mi regala un esemplare del suo bel libro La scienza in cucina, aggiungendovi alcuni versi, che le trascrivo, perché possano servirle in caso di una nuova ristampa, che le auguro prossima.
Ecco i versi:
Della salute è questo il breviario,
L'apoteosi è qui della papilla:
L'uom mercè sua può viver centenario
Centellando la vita a stilla a stilla.
Il solo gaudio uman (gli altri son giuochi)
Dio lo commise alla virtù de' cuochi;
Onde sé stesso ogni infelice accusi
Che non ha in casa il libro dell'Artusi;
E dieci volte un asino si chiami
Se a mente non ne sa tutti i dettami.

UN AMMIRATORE

  • Bianco mangiare
  • Crema alla francese
  • Dolce alla napoletana
  • Dolce Torino
  • Gelato di aranci
  • Gelato di cioccolata
  • Gelato di mandorle
  • Gelato di pistacchi
  • Gelato di ribes
  • Latte alla portoghese
  • Migliaccio (o sanguinaccio)
  • Pesche ripiene
  • Plum-cake
  • Pudding Cesarino
  • Spumone di the
  • Torta di zucca gialla
  • "Zuppa Inglese"

SCIROPPI

  • Marena da trastullarsi
  •  "Sapa"

CONSERVE

Le conserve e le gelatine di frutta fanno molto comodo nelle famiglie, perché entrano spesso nella composizione dei piatti dolci, sono gustate dalle signore alla fine di una colazione e, spalmate sul pane, sono un ottimo spuntino, nutriente e salubre, pei bambini.

  • Conserva di more
  • Conserva di rose
  • Conserva di susine 

COSE DIVERSE

  • Il Tè
  • La Cioccolata
  • Il Caffè
  • I liquori
  • Le Salse

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