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mag 17, 2013

n. 9, Tortellini alla bolognese dell'Artusi, in brodo

Lo scrittore e poeta Alessandro Tassoni, vissuto tra la fine del 1500 ed il principio del 1600, nel suo celebre poema eroicomico "La secchia rapita" spiega l'origine del tortellino. Questa opera racconta in chiave fantastica la guerra realmente avvenuta nel sec. XIII tra modenesi e bolognesi. Imitando gli antichi poemi epici, il tassoni fa scendere in campop a fianco degli eserciti delle due città, gli dei dell'Olimpo venere, marte e Giove. Accade così durante una pausa dei combattimenti venere e >marte si rechino ad alloggiare in una taverna e l'oste, quando al mattino si reca a portare la colazione, ha la grande occasione di vedere nuda la dea della bellezza:

"E l'oste che era guercio e bolognese
imitando di venere il bellico
l'artre di fare il tortellino apprese..."

Nella sua opera il Tassoni svela anche l' inventore delle pappardelle: tali divagazioni gastronimiche hanno un certo interesse storico. Quando il Tassoni scrive: "... il cuoco maggior Mastro Prosciutto..." informa il lettore che questo salume era un ingrediente molto importante nella cucina emiliana fin da allora. inoltre le descrizioni dei banchetti che vedevano impegnati i contendenti sui rispettivi fronti sono un vero manuale storico-gastronomico.

n.9, Tortellini alla bolognese dell'Artusi

Nella foto: Stampa romagnola a ruggine¹ su tela di cotone rappresentante P. Artusi

Minestre in brodo

Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, ché se la merita. È un modo di cucinare un po’ grave, se vogliamo, perché il clima così richiede; ma succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che colà le longevità di ottanta e novant’anni sono più comuni che altrove. I seguenti tortellini, benché più semplici e meno dispendiosi degli antecedenti, non sono per bontà inferiori, e ve ne convincerete alla prova.

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Pappardelle al sugo di lepre

Lo scrittore e poeta italiano Alessandro Tassoni (1565-1635) "svela" l'inventore delle pappardelle (un pover uomo al quale fa fare una brutta fine) nella sua opera più famosa "La secchia rapita", poema eroicomico in cui l'autore riprende la tradizione burlesca di irridere il mondo cavalleresco: è ambientato nel Medioevo, in una guerra tra modenesi e bolognesi per una contesa che ha per oggetto una secchia da pozzo "rapita" dai modenesi, mentre i bolognesi tengono come prigioniero re Enzo di Sardegna, figlio naturale di Federico II.

"... e'l miser Beccarin da San Secondo,
che delle pappardelle era inventore,
morto lasciò con gli altri malaccorti
sotto Rubiera ad ingrassar quegli orti".

Nella sua opera il Tassoni spiega anche l'origine del tortellino, ma tali divagazioni gastronimiche hanno un certo interesse storico. Quando il Tassoni scrive: "... il cuoco maggior Mastro Prosciutto..." informa il lettore che questo salume era un ingrediente molto importante nella cucina emiliana fin da allora. inoltre le descrizioni dei banchetti che vedevano impegnati i contendenti sui rispettivi fronti sono un vero manuale storico-gastronomico.

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Domenico Romoli¹, detto il Panunto, scalco² e autore di "La singolar dottrina" del 1564, è il primo a fornirci la ricetta di lepri con pappardelle:"lasagne sottili, delicate e morbide" cotte in un brodo "nero e pieno di sangue" della lepre "e se il suo non basterà, prendetene uno di porco".
Fonte: redibis.it

¹Panunto è il soprannome di Domenico Romoli, del quale non ci sono pervenute ne data di nascita o morte, ne informazioni che servano ad illustrarne la personalità. Si può desumere, dalla prima edizione del suo trattato “La Singolar dottrina” (Venezia 1560), e da alcuni accenni ivi contenuti, che visse in pieno ‘500 svolgendo mansioni di scalco presso diversi signori, fra i quali Papa Leone X. Fu, come scrisse un suo contemporaneo: “un gentiluomo fiorentino, esperto delle cose di cucina non meno che di quelle di corte, dotato di buone letture d’autori classici e moderni”. Il trattato del Panunto (o Panonto), suddiviso in due parti, si presenta come una sorta di enciclopedia dell’arte gastronomica. Nella prima, descrive in vari libri i compiti dello scalco, l’attenzione ai rapporti umani con il signore e i propri dipendenti, la natura di carni e pesci, il menù quotidiano e del banchetto. La seconda parte dell’opera è invece dedicata alla qualità dei cibi, alle diete da osservare, agli effetti che le vivande possono produrre a danno o a profitto della salute, e agli esercizi fisici convenienti nelle varie stagioni dell’età. Dalla "Singolar dottrina” è possibile ricavare testimonianze sia sull’arte della tavola che sugli stili di vita del XVI sec.  Curiosi sono i consigli a favore di certi cibi ritenuti afrodisiaci: "la senape... accende la lussuria, i porri... commuovono il coito, i capperi... lo fan vivace".
Fonte: taccuinistorici.it

²lo scalco, lo speditore, il dispensiere o credenziere. Il primo determina le derrate da acquistare e ne incarica lo speditore, che a sua volta si serve del dispensiere il quale rifornisce la dispensa e istruisce i cuochi. (leggi)

La ricetta

Ingredienti

Per 6 persone

1 lepre intera, 600 gr. di pappardelle fresche, 1 cipolla, 2 carote, 1 gambo di sedano, ½ bicchiere di vino rosso, ½ tazza di latte , 150 gr. di pelati, olio e.v.o., parmigiano grattugiato, sale, pepe.

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mag 06, 2013

I liquori dell'Artusi



746. Rosolio di Portogallo
747. Rosolio di cedro
748. Rosolio d'anici
749. Rosolio tedesco
750. Nocino
751. Elisir di china
752. Ponche di arancio

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mag 01, 2013

ARTUSI: Maggio - Nota di pranzo I

"Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest'appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell'anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta""

MAGGIO

Nota di pranzo I

Minestre in brodo. Zuppa alla spagnuola n. 40
Principii. Crostini di fegatini di pollo n. 110
Umido. Umido incassato n. 350
Erbaggi. Piselli alla francese n. 424 o n. 425
Arrosto. Braciuola di manzo ripiena n. 537 con patate novelle e insalata
Dolci. Torta alla marengo n. 581 - Gelato di limone n. 754
Frutta e formaggio. Frutte diverse e fragole lavate col Chianti o vino rosso e aggraziate con zucchero a velo e marsala .

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ARTUSI: Maggio - Nota di pranzo II

"Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest'appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell'anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta""
MAGGIO

Nota di pranzo II

Minestra in brodo. Zuppa santé n. 36
Fritto. Composto alla bolognese n. 175 - Carciofi n. 186 - Zucchini n. 188
Umido. Timballo di piccioni n. 279
Erbaggi. Sparagi al burro n. 450
Arrosto. Vitella di latte, con contorno di Carciofi ritti n. 418
Dolci. Offelle di marzapane n. 615 - Gelato di fragole n. 755
Frutta e formaggio. Frutta di stagione, e Amaretti n. 626 o n. 627

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Verdure fritte: Zucchini dell'Artusi



188. Zucchini fritti #1

Gli zucchini fritti bene piacciono generalmente a tutti e si prestano a meraviglia per rifiorire o contornare un altro fritto qualunque.

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apr 11, 2013

ARTUSI: Aprile - Nota di pranzo I


"Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest'appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell'anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta"


APRILE

Nota di pranzo I

Minestra in brodo.
Mattoncini di ricotta n. 25
Lesso.
Vitella con sparagi in Salsa bianca n. 124
Trasmesso.
Pagnottelle n. 239
Erbaggi. Sformato di carciofi n. 391
Arrosto.
Vitella da latte con insalata
Dolci.
Panettone Marietta n. 604 - Latte brûlé n. 692, con Cialdoni n. 621
Frutta e formaggio.
Baccelli, càtere, ossia mandorle tenere con guscio,
e Pasta Maddalena n. 608 .

***

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ARTUSI: Aprile - Nota di pranzo II


"Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest'appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell'anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta"

APRILE

Nota di pranzo II

Minestra in brodo.
Panata n. 11
Fritto.
Krapfen n. 182
Umido. Pollo  ripieno n. 258 con piselli
Trasmesso.
Gnocchi alla romana n. 231
Arrosto.
Agnello pasquale con insalata e uova sode
Dolci.
Dolce alla napoletana n. 586 - Gelato di cioccolata n. 761,
Frutta e formaggio.
Frutta fresca di stagione e Stiacciata alla Livornese,n.598

***

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apr 09, 2013

Riso Long & Wild con cavolfiore, patate e speck

HPIM0273.JPG

Ingredienti

per 4 persone
360 gr. di riso Long and Wild, mezzo cavolfiore, 1 cipolla, 1 patata, 50 gr. di speck, grasso di speck a cubetti, formaggio tipo Asiago a tocchetti, 50 gr. di parmigiano a scaglie, latte q.b., burro, sale.

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apr 07, 2013

Uncinetto: Un grazioso grembiulino per la mamma

 Per la Festa della Mamma perchè non riscoprire l'uncinetto! Questo grembiulino potrebbe essere un'idea carina. Se non siamo ancora brave non importa, proviamo, sarà comunque un dono prezioso.

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