Costumi femminili da maschera per il Carnevale di inizio '900

Costumi femminili da maschera per il Carnevale di inizio ‘900

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Dalla fine dell’Ottocento agli inizi del Novecento la rivista italiana più importante fu “Margherita, giornale per signore e signorine”, in onore dell’omonima regina; la rivista uscì a Milano nel 1871 fino al 1926 e costava 1 Lira nella edizione di lusso e 50 centesimi in edizione economica.
Nel 1904 uscì a Napoli la rivista mensile “Regina” che nel primo numero aveva in copertina il ritratto della regina Margherita, a conferma del grande carisma della sovrana che riusciva ad influenzare la moda dell’epoca in tutte le sue manifestazioni.
Tra le riviste francesi era molto richiesta “Le petit courrier pour Dames”, da cui le signore traevano le toilettes di maggior pregio; il “Journal des Dames et des Modes”, “La Gazette du Bon Ton Modes et Manierès D’Aujourd’Hui”, il Journal des Damoiselles.

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1908

Damine dai gioiosi costumi. A destra Bacco, il “Dio dell’ebrezza”, viene proposto con l’inserimento di grappoli e foglie d’uva lungo tutta le veste.

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1909

Le dame si trasformano bizzarramente in pipistrelli e libellule e in questi magici costumi alati sembrano prendere il volo.

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1911

Ultime reminescenze dello stile Liberty: il Carnevale interpreta la “donna fiore”.

La maschera è un artefatto che si indossa per ricoprire l’intero viso o solamente gli occhi. È utilizzata fin dalla preistoria per rituali religiosi, rappresentazioni teatrali o feste popolari come il carnevale.

Funzioni della maschera: Uso religioso, uso funerario, uso nel teatro..

  • Nel teatro greco le maschere avevano la doppia funzione di caratterizzare il personaggio e da fungere da cassa di risonanza sonora per amplificare la voce e rendere più udibili i dialoghi.
  • Il teatro osco, una forma di teatro diffuso nel centro Italia prima della conquista romana usava caratteri fissi per i personaggi rappresentati da maschere.
  •  La commedia dell’arte (comedie italienne) fa uso di maschere che si estendono, diventano costumi e ricoprono tutto il corpo.
  • L’uso di maschere è adottato nelle forme di teatro tradizionale di tutto il mondo.

Raffigurazione di maschere tragicomiche del teatro romano antico
La maschera è principalmente un oggetto usato per celare la propria identità, per esempio durante feste in maschera o a Carnevale.

Nella Venezia del medioevo, durante le pestilenze, i medici erano soliti indossare una maschera il cui lungo naso veniva riempito di spezie a un doppio scopo: in primo luogo coprire i miasmi emanati dai corpi degli appestati e secondariamente offrire una difesa, seppur debole, dal contagio per l’inalazione dell’aria. Tale oggetto viene appunto definito “maschera dello speziale”.

Nell’antica Africa venivano usate maschere per nascondere il volto e rappresentare il Dio. Le maschere africane in casa, per superstizione, si accaniscono contro una persona con disgrazie malanni che la possono portare sino alla morte.

In un piccolo paese dell’Ogliastra, esattamente a Ulassai le maschere quali sa Ingrastula e is Assogadoris, nel periodo de Su Maimulu entravano nelle case per farsi invitare e lanciando la crusca in faccia ai bambini propiziavano la fortuna dei pascoli per l’anno successivo.

Costumi femminili da maschera per il Carnevale di inizio ‘900

Per Carnevale in Francia è tempo di Crêpes Menù per la Festa della Mamma

Per la Candelora e per Carnevale in Francia è tempo di Crêpes!

 

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In Francia, loro patria di origine, le crêpes dolci sono il dessert nazionale per il 2 febbraio giorno della Candelora e per tutto il periodo del Carnevale, mentre le crêpes salate vengono presentate in tavola come gustosa variante al menù della tavola familiare.
  • Per la Candelora, in Francia, chi vuole felicità e ricchezza deve far saltare le Crêpes tenendo in mano una moneta. La leggenda narra che Napoleone, poco prima della Campagna di Russia, rivoltando una crêpes si disse che se la avesse fatta saltare bene avrebbe vinto una battaglia, così fece per altre tre volte voltandola sempre a dovere, ma alla quarta il tentativo fallì: difatti la quarta battaglia (Beresina) fu un disastro.
Le crêpes, che in italiano si chiamano crespelle, sono delle sottilissime frittatine, preparate con una speciale pastella e poi farcite in modi diversi e spesso cosparse di liquore e presentate in tavola fiammeggianti. Possono essere dolci e salate; una volta cotte si arrotolano come omelettes o si piegano in quattro oppure si sovrappongono a strati, mettendo tra uno strato e l’altro un ripieno a piacere. Vanno servite sempre ben calde.

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Il composto base.

Crêpes dolci
Ingredienti e dosi per 20 crêpes
250 gr. di farina, 3 uova intere, ½ litro di latte, 50 gr. di burro fuso, 1 pizzico di sale, 2 cucchiai di zucchero in polvere, 1 bicchierino di cognac o di rum.
Preparazione
Mettete la farina in una terrina e scavatela al centro, rompetevi le uova che incorporerete poco a poco mescolandole con l’aiuto di una forchetta. Aggiungete il latte freddo un poco alla volta e contunuate a sbattere fino a che la farina lo avrà assorbito tutto. Alla fine unite lo zucchero, il liquore, il sale e il burro fuso. La pasta deve avere una consistenza molto fluida.
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Crêpes salate
Ingredienti e dosi per 20 crêpes
250 gr. di farina, 3 uova intere, ½ litro di latte, 50 gr. di burro fuso, 1 pizzico di sale.
Naturalmente le Crêpes salate si preparano con lo stesso procedimento usato per quelle dolci. Qualcuno sostituisce, nella preparazione della pastella, il latte con la birra: ciò rende la pasta molto più leggera e sottile.
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Cottura delle Crêpes
Occorre una padella non troppo grande (18-20 cm. di diametro) col fondo pesante e completamente piatto. Si mette un fiocchetto di burro nella padella e quando tutto il fondo appare unto vi si versano 2-3 cucchiaiate del composto preparato. La frittatina sottilissima va voltata in modo da rosolarla leggermente da entrambe le parti. Via via che le crêpes sono pronte, si dispongono su di un piatto, una sopra l’altra. La piegatura dipenderà dal ripieno preparato: per un leggero strato di burro al liquore o di marmellata, di cioccolata, di crema viene piegata in quattro, se invece il ripieno è più corposo e salato viene arrotolata come una omelette.
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Le Crêpes come pietanza
Queste frittatine sottilissime vengono utilizzate come un primo delicato per la colazione o come piatto di mezzo in un pranzo. Si possono farcire in cento modi diversi: si riempiono con una besciamella cui si aggiungono formaggio, prosciutto a dadini, pollo, pesce o passati di verdura.
Arrotolate come omelettes, si dispongono in una pirofila ben imburrata, si cospargono di formaggio grattugiato e di fiocchetti di burro, poi si passano al forno a gratinare. Si servono ben calde.

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Le Crêpes come dessert
Anche il ripieno delle Crêpes dolci può essere molto vario, dalla crema di burro lavorata con il liquore, alla marmellata profumata con il liquore, alla crema pasticcera, alla crema di marroni. Le crêpes dolci possono essere servite “fiammeggianti”, ossia cosparse di ottimo liquore (rum, cognac, kirsch) cui si sia dato fuoco: in questo caso le crêpes devono essere caldissime, altrimenti l’alcool non prende fuoco. Oppure possono essere cosparse di zucchero o di una salsa dolce.
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Ricette

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Fonti. Wikipedia e Enciclopedia della Donna 1965

Fritole, le frittelle dolci veneziane

« Camagnari » cibo di strada della Serenissima come le Fritole, le frittelle dolci veneziane

La venditrice di fritole, Pietro Longhi 1750.

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Fritoleee, venghino siori e siore fritoleee!

« (..) Ho già accennato dei modi di dire Veneziani e delle parole che, se dette da un foresto, possono anche essere … scabrose, ma se dette da un Veneziano e in circostanze particolari fanno sorridere; così come cercherò di riportare talune parole cadute completamente in disuso, ma che fanno parte, e sono parte insostituibile, del nostro bagaglio tradizionale.

Iniziamo da taluni piatti, o “camagnari, che sono introvabili.
Una volta in giro per Venezia, vi erano diversi negozietti che vendevano il “Gardo” o “Castagnasso”. Il gardo o castagnasso non è altro che la farina di castagne secche, oStraccaganasse” impastata con l’acqua e cotta al forno, e che veniva venduto a fette e servito su un pezzo di carta: una vera leccornia, ai nostri tempi…
Poi c’erano i banchi dei dolci che vendevano le frittelle, le scioponele (gli odierni pop-corn), el “zucaro filà”, el “franfraniche”. Questa era un doppia leccornia, che se al giorno d’oggi fosse ancora in uso, il pasticcere andrebbe dritto in galera! Donca: il “franfraniche” era solo dello zucchero fondente e variamente colorato, per amalgamare bene i colori (aniline!) il pasticcere lo “tirava” come un lungo salame e lo passava e ripassava su un gancio posto ad una altezza dovuta alla sua statura. Solo che ad ogni passaggio si spuatava nelle mani affinchè lo zucchero non gli si “petasse” (attaccasse!). Quinti, una volta semi-rassodato, lo tagliava a tocchi e gli infilzava uno stecco. E questo sarebbe l’odierno lecca-lecca.  …

Poi vendevano anche le “fritole”: quelle col buco o intere, con la marmellata o con la crema o col Zabajon”.  E lì i doppi sensi si sprecavano…(..) »
da “Motti e detti: ossia libere parole iin vernacolo”

Anche oggi in periodo carnevalesco, a Venezia per calli e rii si sente il profumo delle frittelle dolci tipiche del luogo, e non si può fare a meno di comprarne uno scartosso (cartoccio9 per poi mangiarle passeggiando, tral’allegria delle splendide maschere che ci circondano.
E mentre siamo lì che ce le gustiamo, ci ripromettiamo di prepararle da noi, una volta tornati a casa. Ma… la ricetta? Nessun problema io l’ho trovata!

Le classiche ricette carnevalesche

Fritole, le frittelle dolci veneziane

Ingredienti e dosi per 4 perone

200 gr. di farina, 15 gr. di lievito di birra, 50 gr. di uvetta sultanina, 50 gr. di pinoli, 50 gr. di cedro candito, 40 gr. di zucchero, ½ bicchiere di grappa, zucchero a velo qb, olio di arachidi qb.

Preparazione

In una terrina, sciogliete il lievito di birra e lo zucchero con una tazza di acqua tiepida e unite la grappa. Incorporate la farina e lavoratela fino a ottenere una pasta elastica, se necessario aggiungete un po’ di acqua. Coprite il composto con un telo e aspettate che con la lievitazione raddoppi il suo volume.

A questo punto, unite l’uvetta, i pinoli e il cedro sminuzzato. Friggete la pastella facendola cadere nell’olio bollente a cucchiaiate. Scolate su carta assorbente, trasferite su un piatto da portata e cospargete le frittelle di zucchero a velo. Sono ottime gustate ancora calde!

Accorgimenti

Il cedro candito confezionato ha poco profumo e il suo sapore si limita a una pronunciata zuccherosità.
Acquistate questo importante ingrediente da un pasticciere, il sapore delle vostre frittelle ne sarà completamente stravolto in positivo.

Idee e varianti

In alcune versioni il cedro è sostituito dalla mela.
Il mio suggerimento è di gustare la ricetta nella sua interpretazione più tipica: è veramente squisita.

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Ricetta Frittelle veneziane

 Fritole, le frittelle dolci veneziane
Da Carolina prove tecniche di Carnevale

Da Carolina prove tecniche di Carnevale

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Vi ho già presentato Carolina deliziosa e accogliente padrona di casa che ama intrattenere i commensali con manicaretti, anche complicati, e mise en place impeccabili.

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Questa volta l’occasione è il Carnevale e, come potete vedere, ha preparato tra l’altro come decori alcune mascherine, glitterate e con piume, molto scenografiche. Ha inoltre adornato il  decanter e il piano del tavolo con scintillanti charms.

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Sulla tavola in festa sono presenti i tradizionali dolcetti fritti che compaiono sempre nellle festicciole carnascialesche, accolti sempre con grande entusiamo da grandi e piccini.
Questi dolcetti hanno la caratteristica di essere economici e molto apprezzabili soprattutto se se ne preparano in grande quantità, perchè “uno tira l’altro”. Ci sono anche focaccine varie e la macedonia è presenta in modo festoso.

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E, dopo queste prove tecniche restiamo in attesa del menù completo, non vedo l’ora!

Grazie carissima Carolina.

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Da Carolina prove tecniche di Carnevale
Festa a tema in stile Medievale con menù

Leggiadre Madonne et baldi Messeri, udite! Festa a tema in stile Medievale con menù

 Festa della Stagion Bona – Panzano in Chianti
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Se per Carnevale, o in altre occasioni, volete organizzare una festa a tema, ecco alcuni suggerimenti che spero possano esservi utili:

Abbigliamento e accessori.

Abbigliamento 1100-1200
Abbigliamento 1300-1400

Palio delle Contrade, Fucecchio (Fi)

Palio delle Contrade, Fucecchio (Fi)

Trucco e parrucco

Ambientazione

Musica

  • Carmina Burana – Carl Orff – (video): Zubin Mehta dirige per il Maggio Musicale Fiorentino l’opera di Carl Orff mentre nella evocativa abbazia rinascimentale di San Galgano illuminata da falò e torce vengono messe in scena azioni di teatro profano da artisti di strada: una evocazione immaginifica delle atmosfere medievali che accompagna la magistrale esecuzione musicale di Piazza della Signoria. (dramatic rendition)
  • Medievale
  • Rinascimentale

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  Il Banchetto

Alimentazione medievale

RICETTE
Medioevo, Rinascimento

PRIMI

Polpette di broccolo romanescoZuppa di cavolfiore e patatefrittelle cavolfioreriso cavolfiore

 

 

 

 

SECONDI

VERDURE

DOLCI

VARIE

Aspetti di vita quotidiana,Taccuino Sanitatis

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42- medicine
43- illuminazione,
44- stagione calda
45- stagione fredda
46- discrezione
46- discrezione
46- discrezione
47- ira
48- ubriachezza
48- ubriachezza,
5-impiego prodotti vegetali
50- veglia
51- sonno
53- insonnia
54- canto in chiesa
55- gioia
56-abbigliamento in seta
57- abbigliamento lana
58- abbigliamento lino
alimenti, pasta

Il banchetto rinascimentale e barocco era una complessa macchina conviviale e teatrale, oltre che gastronomica. Dietro le quinte, per così dire, si svolgeva il lavoro di preparazione e presentazione delle numerose portate, che implicava il concorso di specifiche professionalità. Per descrivere la “squadra”, anzi il piccolo esercito necessario per la messa in opera di cotanto evento ci serviremo di un celebre dipinto, le Nozze di Cana, dipinto da Paolo Veronese tra il 1562 e il 1563, esposto a Parigi nel museo del Louvre. In esso sono raffigurati infatti tutti personaggi che concorrevano alla realizzazione di un banchetto principesco come quello in cui il Veronese ambienta l’episodio evangelico.

 

Le Nozze di Cana, dipinto da Paolo Veronese tra il 1562 e il 1563, esposto a Parigi nel museo del Louvre.Veronese_ le nozze di cana _1563
Festa a tema in stile Medievale con menù
Di Larry Ferrante – Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1666133
antica roma

Ave populus! Festa a tema in stile Antica Roma con menù

Tra le mansioni della schiava romana di medio livello vi era la cura estetica ed il benessere fisico della persona; esistevano addetti al bagno, manicure e pedicure, massaggiatori, prostitute, truccatrici e guardarobieri con il compito di aiutare ad indossare la toga, la palla,  

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 Se per Carnevale, o in altre occasioni, volete organizzare una festa a tema, ecco alcuni suggerimenti che spero possano esservi utili:

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Abbigliamento e accessori. 
Abbigliamento nell’antica Roma
Vestiti dell’antica Roma
Idee per costumi antica Roma

  • Tunica e Toga: procuratevi un lenzuolo bianco ed uno rosso o viola.
    1. Piegate il lenzuolo bianco a metà dal lato più corto.
    2. Avvolgetelo attorno alla vita e fissatelo con spille da balia.
    3. Portate su una spalla la parte di lenzuolo che avanza e fermatela con una spilla da balia.
    4. Drappeggiatelo in modo che il lenzuolo sia disposto in ampie pieghe “che ricadano con armoniosa eleganza”.
    5. Mettete il lenzuolo rosso o viola (se è possibile, rifinitelo con passamaneria dorata) sulla spalla rimasta nuda e fermatelo con spille da balia al lenzuolo bianco.

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      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/92/Dr%C3%A4kt%2C_Romare%2C_Nordisk_familjebok.png      

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CONVIVIUM (Il Banchetto)
Alimentazione nell’antica Roma

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b3/%C3%80pat_rom%C3%A0.jpg

Festa a tema in stile Antica Roma con menù

“Parassita-big” di Original uploader was Twice25 at it.wikipedia –
By Nordisk familjebok – →This file has been extracted from another file: Dräkt, Gamla tiden och medeltiden, Nordisk familjebok.jpgNordisk familjebok (1907), vol.6, Dräkt [1], Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=850563
By Linda Spashett (Storye book) – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9394373 
Galateo Festa di bambini

Festa di bambini da Il galateo di Donna Letizia

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Un buon rinfresco, un’ allegra apparecchiatura e qualche trovata spiritosa sono la sicura garanzia per un pomeriggio ben riuscito.  
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Orario.
I bambini si invitano per le 16. Dovrebbero accomiatarsi non oltre le 19.
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Apparecchiatura.
Deve essere coloratissima, estrosa, divertente. I bambini non devono sentirsi impacciati da pizzi e porcellane fragili, ma devono potersi muovere liberamente. Perciò: tovaglie allegre e stampate, centrii tavola composti da animaletti di cartone, fiori di carta, palle di plastica.
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Cibo.
Che sia semplice ma abbondante: sandwiches, tartine, pizzette, crostate e sempre una torta spettacolare. 
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Bibite.
Aranciate, succhi di frutta, l’immancabile coca-cola e eventualmente cioccolata calda; alle mamme e alle bambinaie che accompagnano i piccoli si potrà servire del tè.

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Per divertire i bambini.
Il problema di come divertire una dozzina di bambini da cinque ai dodici anni, senza che l’appartamento ne risenta e i vicini si lamentino, oggi viene generalmente risolto da una proiezione cinematografica; (..). I bambini siedono su cuscini sparsi a terra, tranquilli e felici, le mamme intanto possono sorbire il loro tè senza la preoccupazione continua di sorvegliare i loro marmocchi. La soluzione “film” permette inoltre di invitare a una stessa festa bambini di diversa età, maschi e femmine. .

Il Grande libro della casa di Donna Letizia 1967

CONFETTI per compleanno: Multicolor o tinte pastello

biglietti da stampare
Biglietti per la Nascita
Biglietti Auguri  Battesimo
bigliettini da stampare
Bigliettini Prima Comunione
Bigliettini Cresima
bigliettini da stampare
Biglietti Auguri Matrimonio
Biglietto auguri di Nozze
invito compleanno
Invito Compleanno
Biglietto Auguri 18 anni
 Galateo Festa di bambini
Tortelli dolci Carnevale

Tortelli dolci di Carnevale

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Ingredienti e dosi

Per la pasta dei tortelli
300 gr. di farina, 2 uova, 100 gr. di zucchero, qualche cucchiaio di vino bianco secco.

Per il ripieno
Marmellata a piacere: di castagne, di arancia, di fichi, di pesche, di albicocche, di uva e pere, ecc.

Preparazione

 

Impastate la farina con le uova,  lo zucchero e qualche cucchiaio di vino bianco secco. Se l’impasto ottenuto risulterà troppo sodo ammorbiditelo con altro vino. Stendete la sfoglia piuttosto sottile e ritagliate delle strisce. Su ogni striscia mettete dei mucchietti di marmellata distanziati 5 cm. circa l’uno dall’altro.

Coprite con un’altra striscia di pasta e premete ai bordi, così da evitare che, durante la cottura, la marmellata fuoriesca. Con la rotella dentata tagliate i tortelli di 3-4 cm. di lato.

Questi tortelli dolci possono essere fritti o cotti in forno:

  • Fritti: In abbondante olio bollente
  • In forno: dopo aver imburrato e infarinato la placca del forno, disponete i tortelli distanziati l’uno dall’altro. Cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti circa.

Spolverizzateli, quindi, con zucchero a velo e serviteli sia caldi che freddi.

Variante

Potete farcire i tortelli dolci anche con un composto di castagne secche e Savòr o Sapa:

  • La sera precedente mettete a bagno 300 gr. di castagne secche in acqua tiepida. Il giorno dopo lessatele e passatele al setaccio. In una terrina mescolate le castagne con 150 gr. di zucchero e la scorza gratttugiata di ½ limone. Impastate il tutto con il Savòr o la Sapa, in quantità tale da ottenere un composto morbido.

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 Tortelli dolci Carnevale
Apparecchiare decorare la tavola CARNEVALE

Apparecchiare e decorare la tavola di CARNEVALE

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Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica. I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l’elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l’uso del mascheramento.

La parola carnevale deriva dal latino “carnem levare” (“eliminare la carne”) poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Le prime testimonianze dell’uso del vocabolo “carnevale” (detto anche “carnevalo”) vengono dai testi del giullare Matazone da Calignano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il 1400
Il Carnevale non termina ovunque il Martedì grasso: fanno eccezione il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ovodda il carnevale di Poggio Mirteto, il carnevale di Borgosesia e il Carnevalone di Chivasso.

Anche il Carnevale di Foiano della Chiana termina la domenica dopo le Ceneri. In diversi Carnevali il martedì grasso si rappresenta, spesso con un falò, la “morte di Carnevale”.

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Tradizionalmente nei paesi cattolici, il Carnevale ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle nove che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano; finisce il martedì precedente il Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima. Il momento culminante si ha dal Giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso). Questo periodo, essendo collegato con la Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. In realtà la Pasqua Cattolica può cadere dal 22 marzo al 25 aprile (Calcolo della Pasqua) e intercorrono 46 giorni tra il mercoledì delle Ceneri e Pasqua. Ne deriva che in anni non bisestili martedì grasso cade dal 3 febbraio al 9 marzo. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo.

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CARNEVALE

 
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Menù Arlecchino di Carnevale

Piccolo, coloratissimo Menù Arlecchino di Carnevale

Menù

Tartine fantasia
Riso arlecchino
Arrosto arlecchino all’austriaca
Insalata arlecchino all’americana
Torta arcobaleno o arlecchino
Cookies, biscotti con confettini colorati
Macedonia

 Tartine, canapé, stuzzichiniCanapé: cosa sono e come si preparano tartineRiso arlecchino Involtini arlecchino, Rouladen or Rindsrouladen.

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Tartine e panini fantasia

Mini panini alla ricotta
Lavorate 150 g di ricotta fresca con un pizzico di sale. Quando avrete ottenuto una crema mettetela in frigorifero a raffreddare. A parte tritate finemente del prezzemolo, erba cipollina e un po’ di timo, mescolate e disponete in una scodella. In un altro contenitore formate una miscela composta da pepe rosso e da paprica in polvere. Preparate delle palline con la ricotta, che avevate messo in frigorifero, paprica e altre nelle erbe già tritate. Ne ricavate così dei tartufini di ricotta rossi e verdi che serviranno per farcire i panini, precedentemente tagliati a metà. Infine fissate il tutto con gli stecchini lunghi.

Rondelle ai carciofini
Tagliate una baquette a rondelle. Spalmate su alcune rondelle del mascarpone, su altre adagiate del prosciutto crudo e ricoprite con le rimanenti fette. Appoggiate su ciascun panino un carciofino e fissatelo con uno stecchino. Lavate dei fili sottili di erba cipollina per decorare i panini.

Bastoncini di pan carrè con pancetta e frutta secca
Prendete due fette di pan carrè e togliete completamente il bordo più scuro. Spennellate le fette con olio d’oliva e fatele tostare brevemente al forno, fatto in precedenza riscaldare. Quando le fette saranno ben dorate toglietele dal forno e tagliatele la bastoncini. Una volta raffreddati, ornate ciascun bastoncino nel modo seguente: al centro ponete un dattero secco e un’albicocca disidratata. Avvolgetevi intorno una fettina di pancetta affumicata. Prendete i bastoncini decorati e inseriteli in forno per farli dorare. Lasciateli sino a quando la pancetta comincerà a prendere colore. Per rendere i bastoncini più presentabili adagiateli su un piatto da portata e decorateli a piacere con qualche rametto di timo fresco o di prezzemolo.

 Insalata Arlecchino o AmericanaTorta ArlecchinoBiscotti con confettini coloratiMacedonia alla frutta

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Menù Arlecchino di Carnevale
Castagnole farcite di Carnevale

Castagnole farcite di Carnevale

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Le castagnole o favette sono un dolce carnevalesco diffuso in tutta Italia; fa parte della tradizione culinaria ligure, emiliana-romagnola, marchigiana, laziale, umbra meridionale (con la variante detta “strufoli” nell’Umbria settentrionale), abruzzese, veneta, lombarda. La ricetta delle castagnole è sicuramente molto antica: è stato ritrovato nell’archivio di stato di Viterbo un volume manoscritto del Settecento in cui sono descritte ben quattro ricette di castagnole, di cui una prevede la cottura al forno, che quindi non è stata adottata recentemente nell’intento di rendere il dolce più leggero, come spesso si crede. Nella tradizione italiana le castagnole sono considerate uno dei simboli del Carnevale.

Preparare le castagnole:

Per farcire:
Nutella o Crema alla nocciola o la crema che preferite, come ad esempio:

  • Crema di cioccolata
  • Crema di mascarpone
  • Nutella casalinga
  • Crema pasticcera In una casseruola battete i tuorli d’uovo con lo zucchero e quando sono ben schiariti unite la farina e un poco di scorza di limone. Diluite tutto con il  latte e, senza mai smettere di girare, portate la crema a ebollizione su fuoco  basso, poi levate dal fuoco e lasciate raffreddare.

Una volta preparata la crema preferita, riempite con questa una tasca da pasticciere (o una siringa per decorare) e farcite le castagnole.
Fate riposare, quindi servite: potete lasciarle così oppure spolverizzate con zucchero a velo o bagnate con Alchèrmes.

castagnole farciteCastagnole farcite di Carnevale

 

Frittelle di Tondone dell'Artusi

Frittelle di Tondone dell’Artusi

A.Inganni 1880, Cucina con frittelle in Carnevale

Il tondone è una pasta di acqua e farina fritta in un grasso. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi nella tradizione gastronomica toscana. Ricorda la piadina romagnola e come essa può sostituire il pane per accompagnare salumi e formaggi.
Quella che segue è la ricetta per preparare le frittelle proprio con il tondone.Ero curiosa di assaggiarle e non mi hanno delusa. Il sapore è gradevole ed aggiungendo zucchero o miele (che non sono elencati essendo una ricetta povera), diventano ancora più golose e una tira l’altra. Non assorbono eccessivamente il grasso, ma con l’uso di un buon olio di semi saranno più leggere.

frittelle tondone
«Se non sapete cosa sia un tondone, chiedetelo a Stenterello che ne mangia spesso perché gli piace.

Farina, grammi 250.
Uova, n. 6.
Acqua, decilitri 3.
Un pizzico di sale.
Odore di scorza di limone.

Stemperate la farina con la detta acqua versata a poco per volta e salatela.
Gettate questo intriso in padella per cuocerlo in bianco con burro, olio o lardo e quando è assodato da una parte voltatelo con un piatto dall’altra, ed eccovi il tondone.

Frittelle di Tondone (3)Frittelle di Tondone (4)Frittelle di Tondone (5).

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Ora pestatelo nel mortaio con l’odore suddetto e rammorbiditelo con le uova: due a un tratto, le altre quattro una alla volta con le chiare montate, lavorando molto il composto.Friggetelo a cucchiaiate per ottener le frittelle che, gonfiando molto,
prendono l’aspetto di bombe. Spolverizzatele di zucchero a velo.

Frittelle di Tondone (6)Frittelle di Tondone (2)Frittelle di Tondone (7).

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Al composto potete unire, piacendovi, grammi 100 di uva malaga, ma allora questa tenetela prima in molle per ventiquattr’ore nell’acqua fresca e dopo toglietele i semi. Potranno bastare per sei persone, o per quattro se fate la metà della dose.

Vino

Albana di Romagna dolce e passita, Malvasia di Lipari

La presentazione dei dolcetti fritti

  • Fritti leggeri e voluminosi come cenci e frappe Si servono in grandi vassoi dove formano una bella cupola. A parte si presenterà altro zucchero vanigliato nello spargi zucchero.
  • Castagnole e frittelline Si servono in vassoi piccoli, coperti con un tovagliolino o un disco di carta pizzettata.
Enciclopedia della donna 1978
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