mag 19, 2013
Fave e funghi - Maestro Martino "Il Libro de Arte Coquinaria"
Fave fresche con brodo di carne
Herbe con lacte d'amandole
Herbe senza lacte
Fonghi
Altro modo di acconciare gli detti fonghi
Le fave e la festa del 2 novembre: Il 2 novembre, in tutto il mondo cristiano, è il giorno della commemorazzione dei morti. oggi, da noi, è consuetudine visitare i cimiteri, ripulire le tombe, illuminarle con ceri, deporre crisantemi e pregare. Tipica di un tempo era invece l'usanza delle fave. Infatti, sia i Greci che i Romani vedevano nel bianco e nero dei suoi fiori una sigla mortuaria, e perciò le consideravano emblema della morte. Esse, pertanto, venivano sparse sulle tombe per implorare pace e placare gli spiriti maligni.
mag 04, 2013
Riso alla cantonese
炒飯
Ingredienti
per 4 persone
300 gr di riso basmati, 200 gr di piselli, 1 fetta di prosciutto cotto tagliata grossa, 2 uova, una cipolla, salsa Tamari (salsa di Soja)¹.Preparazione
Lessare il riso poi farlo raffreddare disteso su un vassoio. Cuocere i piselli in acqua salata.
Rosolare la cipolla tritata in una padella e toglierne metà, quindi aggiungere, nella padella calda, le uova battute, rimestando e schiacciando continuamente fino a completa cottura (due minuti).
Tagliare il prosciutto cotto a cubetti. In una padella grande (wok) scaldare l'olio e aggiungere il riso e gli altri ingredienti. Scaldare il tutto e condire con la salsa Tamari.
¹Il tamari è una salsa di soia, molto salata e dal sapore più forte rispetto alla shoyu.È tradizionalmente usata per condire il riso e i piatti a base di verdura. Nata 2.500 anni fa in Cina, si diffuse in Giappone, grazie anche alla proibizione buddhista di usare salse a base di carne o pesce. La variante giapponese contiene anche frumento.La salsa tamari va bene per chi soffre di celiachia mentre la shoyu è sconsigliata.
Il riso cantonese è un tipico piatto appartenente alla cucina cinese. È una delle ricette cinesi maggiormente conosciute ed apprezzate, insieme agli involtini primavera. Immancabile in ogni pranzo o cena cinese, è preparato con prosciutto, frittata a pezzettini, piselli, a volte accompagnati da mais, gamberetti, peperoni ed altre verdure. Nella ricetta classica, viene usato il riso a chicco lungo, che viene bollito. Viene servito caldo ed è solitamente condito con salsa di soia. È consigliato sia come primo piatto sia come contorno per piatti a base di carne o di pesce.da Wikipedia
mag 03, 2013
La Domenica del Corriere 1934- Mele alla crema della Petronilla
"Tra i fornelli"di PetronillaSe ad un pranzo voleste presentare un dolce di frutta squisitissimo, eccomi qua ad insegnarvi, tali e quali le preparo io, le mele alla crema.
Per far questo squisito dolce, che non costa un patrimonio; che in meno di un'oretta è sempre preparato; e che, quando compare in tavola, ha tutta l'apparenza di un dolce... di gran chic...Comperate dellemele; scieglietele tutte, possibilmente, della stessa grandezza; in numero non meno di una per ogni commensale, e non troppo acerbe nè troppo mature. Sbuciatele: fate in ciascuna (con l'apposito strumento o, se non lo possedete, con un coltello a punta)un buco nel mezzo che tutte le attraversi (ne toglierete così torsolo e semi); mettetele sul piatto della bilancia e pesatele.
Pesano esse circa gr. 600, quanto cioè le 8 mele che io ho cucinate ieri! Mettetele allora in una pentola bassa con 1 quinto di vino bianco, mezzo bicchiere d'acqua e gr. 130 di zucchero.Fatele un po' cucinare rivoltandole spesso (ma con ogni cura affinchè non si rompono); quando saranno a mezza cottura toglietele dal tegame e disponetele in una di quelle...terrine di terracotta o di porcelllana che, pur sopportando il forno, sono degne d'essere portate in tavola e, nella pentola ribollendo, fate un po' addensar quel sugo che vi avran lasciato il vino, le mele e lo zucchero.
Servendovi di un cucchiaio di legno, sbattete nella casseruola 3 tuorli con gr. 70 di zucchero: aggiungete a poco a poco gr. 20 di farina bianca e mezzo litro di latte; mettete a fuoco basso e continuate a rimescolare fino a che, lievemente bollendo, vedrete che la crema si addensa.
Versatela tutta sopra le mele, riempiendone così i buchi e tutte ricoprendole.
Montate a fiocco (ben sbattendoli) i 3 albumi; aggiungete gr. 20 di zucchero a velo; e quando la vostra bianca spuma sarà per ene indurita, ricoprite con essa mele e crema.Un'ora circa prima del pranzo, mettete la terrina al forno; al momento di servire versatevi sopra quel tal sugo che vi ho detto di addensare e di metter poi da parte, e...
Son qui, in attesa che mi diciate...se le mie spumeggianti mele alla crema siano o non siano un dolce ultra squisitissimo e di gran chic!
mag 02, 2013
Riviste femminili d'epoca: Ricette di cucina da "Mani di Fata" 1934-1939
mag 01, 2013
MAGGIO - Almanacco della Cucina 1935
apr 18, 2013
GASTRONOMIA - Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers
Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri

apr 14, 2013
APICIO - De re coquinaria: raccolta di ricette dell'antica Roma
MARCO GAVIUS APICIUS
(Marco Gavio Apicio)
Nacque intorno al 25 A.C. e morì suicida verso la fine del regno di Tiberio. Fu considerato il più grande gastronomo della Roma del basso Impero. Era in grado di preparare sontuosi banchetti e, quando rimase con gli ultimi 10 milioni di sesterzi, si uccise per il timore di non poterne allestire più. Passò alla storia per li suoi piatti fantasiosi: manicaretti a base di talloni di cammello, intingoli di creste tagliate a volatili vivi, triglie fatte morire nel garum della migliore qualità, oche ingrassate nei fichi secchi e ingozzate con mulsum, lingue di usignoli, di pavoni e di fenicotteri.
Intorno al 230 D.C. un cuoco di nome Celio compilò una raccolta di ricette in dieci libri, il De re coquinaria (L' arte culinaria), attribuendola ad Apicio.
apr 13, 2013
Uncinìnetto: Un centrino per un tocco di vanità in credenza
Ecco una idea creativa per utilizzare un centrino realizzato all'uncinetto.
Abbiamo preparato deliziose conserve o dolcetti. Li abbiamo messi nei barattoli. Ora vogliamo personalizzarli perchè siano veramente unici sia come regalo che come decoro per la nostra cucina o la credenza.
Possiamo coprire i tappi con ritagli di stoffa (come spiegato qui), oppure con centrini realizzati da noi. In questo modo possiamo anche "riciclare" centrini, o ritagli di pizzo, che teniamo in un cassetto perchè non sappiamo dove metterli.
- coprite i tappi con carta crespata colorata o con stoffa, e legateli con nastrini.
- Oppure decorate i coperchi di vasi e vasetti con composizioni "Biedermeier": spezie, anice stellato, cannella, semi vari......
apr 11, 2013
Per far ogni sapore: More -Maestro Martino da Como - Capitolo III
Maestro Martino da Como
Libro de Arte Coquinaria, 1450-60 Capitolo III Per far ogni sapore
Per fare sapor de moroni.
Habi dell'amandole monde et piste bene con un pocha di mollicha di pane biancho.
Et piglia li ditti moroni, et macina con diligentia ogni cosa inseme.
Et non gli dare colpo né pistare, per non rompere quelli granelli piccini
che hanno dentro; poi gli mecti de la cannella, del zenzevero
et un pocho di noce moscata. Et ogni cosa passa per la stamegnia.
Per fare sapor celeste de estate.
Piglia de li moroni salvatiche che nascono in le fratte,
et un poche de amandole
ben piste, con un pocho di zenzevero.
Et queste cose distemperarai con
agresto et passarale per la stamegnia.
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Per far ogni sapore: Agretti -Maestro Martino da Como - Capitolo III
Maestro Martino da Como Libro de Arte Coquinaria, 1450-60
Capitolo III
Per far ogni sapore
Per fare agresto verde.
Pigliarai de una herba agra che se chiama usiglie o agrette,
et pistala molto bene seco mettendovi un pocho di sale;
et haverai un pocho d'agresto vecchio con il quale
la destemperarai passandola per la stamegnia.
Per fare salsa.
Habi de le pampane et pistale molto bene,
et piacendoti vi p
oterai mettere alcuna fronde de aglietto,
con un pocha di mollicha di pane et di sale.
Et queste cose distemperarai con aceto o agresto, et passale per la stamegnia.
Per fare agresto con finocchio.
Piglia dell'aglio se ti piace, et del fiore del finocchio del più dolce
et migliore che tu possi havere,
et pistali molto bene inseme mettendovi de lo agresto novo,
et con esso agresto distemperarai questa materia passandole per la stamegnia;
et fa' che sia un pocho salato quanto bisogna.
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