Piada kebab

Piada farcita con kebab di pollo

.

La piadina, la più romagnola della specialità romagnole, in questa ricetta si unisce felicemente ad un ingrediente esotico.

La piadina romagnola è un pane senza lievito della più antica usanza, cotto nella lastra di sasso o nella teglia di terracotta messa sopra la fiamma viva (di fascine della potatura delle viti). Si mangia tagliata a metà e anche imbottita […]
Piada kebab 
 Preparazione

Farcite la piadina con il kebab e arrotolate come si fa per il panino arabo con dürüm kebab: questo panino si differenzia dal döner per l’utilizzo della yufka, altro tipo di pane arabo, più simile a una piadina.HPIM1610.JPG

“Dürüm Döner” di LenZ – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons 

Ossi-buchi alla milanese alla maniera di Petronilla

Ossi-buchi alla milanese alla maniera di Petronilla

“Risotto alla milanese con ossobuco di vitello piemontese”

.

L’ossobuco (in Insubre, dialetto lombardo, oss bus o òs büüs) è un taglio di carne bovina da cui deriva un tipico piatto della cucina milanese.
Vi sono vari modi di prepararlo. Può essere servito come seconda portata, ma solitamente accompagna il risotto allo zafferano.  La parte da cucinare proviene dalla tibia della vitella da latte, da cui si ricavano fette di circa 3-4 cm di altezza, contenenti l’osso che, nel piatto mostra, appunto, il buco contenente il midollo. Parte integrante della ricetta dell’osso buco alla milanese è la gremolada, trito finissimo a base di acciughe,aglio e prezzemolo.

.

 La ricetta di Petronilla

« Mi è pervenuta, da lontano… lontano… la preghiera di una certa amorosa mogliettina che, avendo sposato un milanese, vorrebbe fargli una bella sorpresa di un piatto di ossi-buchi, di uno cioè dei tanti piatti che sono la specialità della grande metropoli lombarda. Anche voi tutte, che non siete di Milano e che non conoscete questa pietanza prelibata, vorreste…? Eccomi allora pronta ad accontentarvi tutte quante.
* * *
Per preparare gli ossi-buchi, bisogna raccomandarsi al proprio macellaio e far da lui segare l’osso e tagliare la carne tutt’in giro di una o due zampe di vitello, in tanti pezzi (alti ciascuno, circa 3 dita) quante saranno le persone che dovranno poi fare onore al piatto. Così ad ognuno toccherà un pezzo d’osso col relativo buco colmo di dolce midollo e circondato da un anello di carne.

Veal-shank.jpg

Questi pezzi, infarinati, dovranno essere rosolati, con un po’ di burro, di sale e di pepe, in una teglia tanto larga da non dover esservi l’uno all’altro sovrapposti, e che abbia anche I bordi piuttosto alti. Tosto che sui due lati, gli ossi-buchi saranno rosolati, si dovrà versare nella teglia, mezzo bicchiere di vino bianco e secco; dopo 5 minuti, un abbondante bicchiere d’acqua; e, coperta la teglia con il suo coperchio, lasciar cucinare adagio, adagio, per circa un’oretta. Si potrà, intanto, preparare il pesto con un pizzico di prezzemolo, mezza acciuga, un cucchiaino di gialla corteccia di limone grattugiata e, se si crede, anche un spicchietto di aglio. Qualche minuto prima di servire, si dovrà spargere, su gli ossi-buchi, il pesto; far cucinare ancora un poco, mescolando con un cucchiaio di legno; e portare infine in tavola… (purchè non ci siano invitati d’importanza) nella stessa teglia.
* * *Petronilla libri
E’ questa la semplicissima ricetta della pietanzina milanese che, specie se contornata di milanesissimo risotto giallo o di piselli, sia freschi, sia di scatola, e cucinati con un po’ di burro (sono questi degli ossi-buchi i classici contorni) vi farà avere dal marito un’occhiata di meraviglia; un sorriso soddisfatto ed un affettuoso: « Grazie, cara », mentre egli andrà succhiando il dolce midollo degli ossi-buchi nostrani.»

Ricette di Petronilla 1939
Petronilla, chi era?
  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Ossi-buchi alla milanese alla maniera di Petronilla

Osobuco - 2010-10-20 2.jpg

“Ossobuco – 2010-10-20 2” by juantiagues from Pontevedra, España – MP1040624. Licensed under CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons –
Di Mogens Engelund – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5231054
“Risotto alla milanese con ossobuco di vitello piemontese (4520611482)” by Micaela & Massimo from Vaprio d’Adda (MI), Italy –
   
Crostata con farina integrale e « Savòr » di Romagna

Crostata con farina integrale e « Savòr » di Romagna

.

Ingredienti e dosi per 4 persone

200 gr. di farina bianca 00, 200 gr. di farina integrale, 200 gr. di zucchero, 150 gr.di strutto (o margarina o burro), 1 bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone, 2 uova, latte q.b, Savòr di Romagna¹ (o marmellata ) q.b.

Preparazione

Lavorare bene lo strutto, che deve diventare cremoso. Aggiungere l’uovo, lo zucchero, la scorza di limone, il lievito ed un pizzico di sale. Amalgamare bene il tutto. Lasciare riposare per 30 minuti.
Stendere l’impasto con il mattarello della misura qualche centimetro più grande della base della tortiera.
Foderare una tortiera di 24 cm. di diam. e porvi la pasta tirata. Stendere la marmellata che si vuole utilizzare (io ho usato il « Savòr ») e risvoltare il bordo esterno della pasta sfoglia lasciando scoperto il centro del “cartoccio” Spolverare la superficie della crostata con zucchero. Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi circa per 30 – 45 minuti. Verificare la cottura introducendo nella pasta uno stecchino: se uscirà pulito, la crostata è pronta.

Vino

Verdicchio (Marche), Moscato d’Asti, Lacrima Christi dolce (Campania)

 

¹«Savòr» di Romagna"Savòr" di Romagna ricetta inizio ’900

Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare di inizio ’900
è un dolce tipico della tradizione contadina romagnola. È un dolce mieloso scuro e di sapore molto intenso ricco di calorie, adatto ai periodi invernali, quando appunto erano necessarie per lavorare nei campi. Ogni massaia (azdòra) aveva una ricetta tramadata da madre in figlia o figlio. E’ ottimo per accompagnare formaggi freschi e cremosi come lo Squacquerone (in romagnolo squäquaròn). […]

Crostata con farina integrale e marmellata (Savòr)

 

 Crostata con farina integrale e « Savòr » di Romagna
Bocconcini di Tofu fritto

Bocconcini di Tofu fritto

.

Ingredienti per 700 gr. circa di tofu pressato (circa 4 porzioni):

10 cucchiai di polvere di kudzu¹ (oppure amido di mais o farina integrale), olio di girasole per friggere.

Preparazione

Tagliate il tofu a cubetti e passatelo nella polvere di kudzu (o nell’amido di mais o nella farina). Scaldate l’olio nel wok (o in una padella dai bordi alti). Adagiatevi i cubetti di tofu e friggete finché saranno dorati da tutte le parti. Raccogliete i cubetti dorati con una paletta forata (ragno o ramina) fateli sgocciolare e metteteli su una carta assorbente da cucina.

Servite i bocconcini caldi e accompagnati da una ciotolina, per commensale, con lo shoyu (salsa di soia) e zenzero grattuggiato, daikon², wasabi³ o porri finemente affettati, fettine di limone e un po’ di sale.

  • ¹Il kudzu (Pueraria lobata (Lour.) Merr) è una pianta selvatica rampicante originaria del Giappone. La polvere della radice di kudzu è un amido privo di glutine. Stemperato in acqua è utile per addensare e, in dosi maggiori, per gelificare diverse preparazioni culinarie: zuppe, creme e dolci al cucchiaio. Rende le panatutre dorate e croccanti.
    • Bevanda classica. Si fa sciogliere un cucchiaino di kudzu in una tazza d’acqua fredda, si mescola fino ad ebollizione e quando diventa trasparente, si serve aggiungendo della salsa di soia.
    • Ume-Sho-Kudzu. Si fa sciogliere un cucchiaino di kudzu in una tazza d’acqua a cui si aggiunge una prugna umeboshi, si mescola e si porta ad ebolizione. Al termine si aggiunge salsa di soia e zenzero grattugiato.
    • Budino di mele –kudzu. Si fanno sciogliere due cucchiaini di kudzu in una tazza di succo di mele, si mescola fino ad ebollizione.
  • ²Il daikon è chiamato anche ravanello cinese, ravanello giapponese, o ravanello invernale, è una varietà del ravanello comune originaria dell’Asia orientale. Il daikon crudo può essere servito in insalata, come guarnizione per piatti di sashimi, oppure marinato in aceto.
    • Il daikon grattugiato, conosciuto come daikon oroshi, è popolare come guarnizione per piatti come lo yakizakana o il natto.
    • Il daikon cotto è spesso servito come ingrediente nelle zuppe di miso o in stufati come l’oden.
  • ³La Wasabia japonica, conosciuta comunemente come wasabi, è una pianta di origine giapponese della stessa famiglia del ravanello, del cavolo, del rafano e dela senape. Dal rizoma si ottiene una pasta, di colore verde e dal sapore particolarmente piccante, usata nella cucina giapponese e conosciuta con lo stesso nome della pianta, wasabi.
    La pasta wasabi viene usata per accompagnare pesce crudo e, in particolare, il sushi e il sashimi. Nel sushi ne viene spalmata una piccola quantità tra il pesce e il riso; nel sashimi si scioglie nella salsa di soia, nella quale viene poi intinto il pesce crudo.

Wikipedia

 Bocconcini di Tofu fritto
umbria torta testo

la Torta al testo Umbra

.

La torta al testo, conosciuta anche come crescia o ciaccia è tipica della gastronomia umbra. Si compone di un impasto di acqua, farina, bicarbonato e sale, a cui viene data forma piatta e rotonda. La cottura avviene su di un piano in ghisa detto testo.
La torta al testo ha origini antichissime. Nasce come alternativa non lievitata al pane tradizionale. Ne esistevano due varianti: quella di grano, più popolare, e quella di granoturco, utilizzata dalle famiglie benestanti.

Il piano di cottura, un disco dello spessore di circa 3 cm, è chiamato testo dal latino ‘testum’, ovvero la tegola in laterizio sulla quale, nella Roma antica, venivano cotte le focacce. Originariamente si fabbricava in casa scolpendo grosse pietre refrattarie oppure modellando un impasto di argilla e ghiaia finissima, mentre oggi è possibile acquistarlo in ghisa o cemento. 

Ingredienti
Farina 0, sale, olio d’oliva, acqua q.b.

Preparazione
Setacciare la farina. Aggiungere il sale, l’olio d’oliva, l’ acqua ed amalgamare fino ad ottenere un impasto ben omogeneo e morbido. Lasciare riposare per un 15 minuti circa. Scaldare il “testo” sul fuoco (avrà raggiunto la giusta temperatura quando versandovi un pizzico di farina, questa tosterà senza annerire); oppure preriscaldare una padella antiaderente. Con il mattarello stendere l’impasto in un disco alto un dito e del diametro della spanna di una mano. Metterlo sul testo, bucherellarlo con i rebbi della forchetta e cuocerlo per venti minuti a fuoco lento, girandolo ogni tanto. Tagliare la “torta al testo” a spicchi e farcire a piacere con stracchino e rucola, o salsicce e verdura, o prosciutto e formaggio.
.
Vino
Vino Bianco Fermo, robusto.
Umbria:Torta al testo
Gubbio (Pg)
Il territorio del comprensorio turistico è collocato nell’area nord-orientale dell’Umbria, al confine con le Marche (est). Zona prevalentemente montuosa, delimitata ad est dalla catena appenninica e ad ovest dalla valle del Tevere, è ricca di bellezze naturali e tesori d’arte dove storia, cultura e paesaggio convivono in una simbiosi armonica. Accanto a centri storici di straordinaria bellezza e suggestione che conservano testimonianze eccellenti dell’epoca medievale, offre una natura con ambienti incontaminati e produzioni artigianali artistiche che testimoniano la maestria secolare di una consolidata abilità.

***

 
 
biscotti

Biscotti “sempre freschi” alla maniera di Petronilla

 

Quella donna che nella sua credenza (e quindi al riparo di salda chiave) tenga sempre anche una scatola ricolma di biscotti – di biscotti che costino poco perché fatti dalle sue manine esperte – di biscotti che, all’offerta, appaiano comperati allora allora dal primo pasticcere della città – di biscotti, insomma, sempre pronti per ogni visita improvvisa – è una donna che dev’essere imitata da quante aspirano a venir chiamate “padrone di casa perfette”.

Non è infatti, questa, l’ambizione di tutte noi, mamme amorose e mogli desiderose di tenere alto il decoro familiare? Ebbene; una delle scatole che serbate nella vostra credenza, riempitela (ve lo consiglio) di certi biscotti…Di biscotti che sono lesti a fare ; che costano poco ; che sono ultrasquisiti; che si conservano sempre freschi ; e che hanno un solo difetto: quello di essere bis-cotti ; cioè di dover venire… quasi cotti due volt einsomma di richiedere quell’intensissimo calore che si può trovare soltanto sotto la volta d’un forno.

* * *

Se, dunque, possedete un forno, o se potete disporre di quello del fornaio… Impastate insieme 1/2 kg. di farina bianca, 1 etto di zucchero, 1 etto d’olio d’oliva, 2 uova intiere, 1 bustina di lievito in polvere e quel goccio di latte necessario a far l’impasto.Impastate bene; lungamente; e se voleste i biscotti ancora più squisiti, unite all’impasto anche 1/2 etto di uva sultanina scevra di semi. Tagliate l’impasto in 2 parti e fatene, con ciascuna d’esse, 3 cilindri grossi quanto un dito e lunghi… quanto vi riusciranno lunghi. Tagliate ogni cilindro in tanti cilindretti uguali e lunghi un dito. Leggermente infarinateli. Allineateli tutti (2 dita distanti l’uno dall’altro) sulla latta del forno, né unta, né infarinata. Mettete la latta in forno piuttosto caldo Toglietela dopo 15 minuti e vi vedrete troneggiare dei biscotti grossi, rigonfi, e che all’assaggio…

* * *

Vi raccomando: lungi dagli occhi e sotto chiave, se voleste conservarli!

Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

Foto cyclonebill – <a href="http://www.flickr.com/photos/2317

Salmone in crosta di sale

Salmone in crosta di sale

.
Ill salmone, è un pesce d’acqua dolce e marina tipico dei mari temperati e freddi del nord Atlantico. Si tratta di un predatore che in mare si ciba principalmente di pesci, di crostacei e di cefalopodi. I giovanili in acqua dolce catturano insetti, crostacei, molluschi e pesci. Durante la risalita dei fiumi smette di nutrirsi
 Ingredienti e dosi

1 trancio di salmone (lato coda perchè non ci sono le spine sottili), 2 bicchieri di farina 0, 3 bicchieri di sale fino, 2 spicchi d’aglio,acqua qb, 2 rametti di rosmarino, insaporitore per pesce.

Preparazione

Praticare un taglio nel dorso del trancio dove inserire gli odori.
Avvolgerlo in foglio di alluminio perchè il sale non vada a contatto con il pesce.In una teglia, di proporzioni adeguate per far in modo che non si disperda il sale, preparare un letto di sale di 1 cm di spessore. Adagiarvi il pesce e ricoprirlo con un composto di farina, sale e acqua.

.salmone crosta sale (2)              salmone crosta sale (4)

Infornare a 180 gradi per un’ora. Una volta sfornato, porre su un tagliere e con l’aiuto di un mazzuolo e di un grosso coltello aprire delicatamente l’involucro. Servire accompagnato da patate al forno

Vino

Orvieto Classico Superiore (Umbria), Etna rosato Superiore (Sicilia), Pinot bianco (Trentino), Riesling (Trentino).

riso_e_petali_di_rosa_6_.jpg

Salmone in crosta di sale
Filetto trota salmonata con salsa di Ribes

Filetto di trota salmonata al burro con salsa di Ribes rosso

.

Che sia di lago o di fiume o di allevamento, salmonata o iridea, l’ottima carne delicata della trota si presta a qualsiasi pietanza.

Ingredienti e dosi per 4 persone

4 filetti di trota salmonata, farina, 100 gr. di burro, sale.
 
Per la salsa di ribes¹
150 gr. di ribes, una noce burro, 2 gocce di aceto balsamico, una cipolla bianca, uno spicchio d’aglio, un cucchiaino da caffè di zucchero, sale, pepe.

Preparazione

 Preparare la salsa di ribes rosso.
Sgranate il ribes aiutandovi con una forchetta e lavatelo. Tritate la cipolla e lo spicchio d’aglio. Passate al mixer ¾ degli acini di ribes e mettete da parte quelli rimasti che verranno aggiunti, poi, alla salsa.
In una casseruola fate sciogliere una noce di burro, unitevi la cipolla e l’aglio tritati, il sale, il pepe e fate insaporire per circa 10 minuti a fuoco basso; aggiungete poca acqua calda se occorre.
Aggiungete il succo di ribes, gli acini di ribes interi, il cucchiaino di zucchero, l’aceto balsamico e mescolate delicatamente. Tenete in caldo

trota ribes (4)    trota ribes (7)    trota ribes (5)

Preparare i filetti di trota salmonata
Asciugate e passate i filetti nella farina mescolata a un po’ di sale. Friggeteli nel burro sfrigolante. Servite i filetti di trota salmonata con la salsa di ribes rosso calda.

Filetti di Trota alla Mugnaia (3)    trota ribes (6)    Filetti di Trota alla Mugnaia (5)

  • ¹La salsa di Ribes rosso è una salsa agrodolce tipica del Nord Europa, che può accompagnare sia il pesce (trota salmonata, sgombro, pesce spada) che la carne (anatra, tacchino, capriolo, maiale, renna), sia gli arrosti che i bolliti.
Vino

I consigli di ropa55 Cookaround Administrator:
“A naso perché è un abbinamento mai provato ..non è che dalle mie parti i pesci d’acqua dolce siano frequenti direi che rosato no la trota se pur salmonata tenderebbe a sparire direi un bianco, se la salsa al ribes vira su sentori acidi uno Chardonnay barricato o un Traminer o senza lambiccarti troppo il cervello un Pinot bianco e amen.
Accetta sempre con beneficio d’inventario che il terreno degli abbinamenti è minato dal gusto personale…………….altra alternativa un Orvieto bianco classico.”

File:Ribes rubrum2005-07-17.JPG

Filetto trota salmonata con salsa di Ribes
Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura al forno Cena di Capodanno in casa

Decorazioni natalizie in Pasta al sale con asciugatura al forno

 Acqua, farina e sale sono gli ingredienti necessari per preparare bellissime sculture
Con acqua, farina e sale si ottiene un impasto facilmente manipolabile e di poco costo. L’abbondante quantità di sale usata, nella ricetta classica è pari a quella della farina, assicura una buona conservazione del modello.Nel passato il sale veniva usato anche per proteggere gli oggetti da topi e insetti. Con la pasta al sale i poveri creavano gli addobbi per l’abete natalizio.Quest’arte, conosciuta soprattutto in Germania (salzteig), si è sviluppata anche in Italia. Con un po’ di esperienza si ottengono ottimi risultati e si costruiscono: animaletti, trecce, bomboniere, si confezionano regali creativi….Al principio potrà sembrare un po’ difficile, ma come in ogni attività manuale, la pratica consente di raggiungere la perfezione.
 Ricetta classica con cottura al forno
  1. Per iniziare dovete procurarvi dalla farina, del sale, una caraffa d’acqua ed una terrina. Acquistate possibilmente la farina migliore tipo 00 di grano tenero per preparare sfoglie e dolci. Adoperate il sale raffinato: per renderlo sottilissimo, impalpabile come lo zucchero a velo, dovete frullarlo. Se usate del sale grossolano le vostre sculture di pane saranno porose e brutte da vedere.
  2. Versate in una terrina della farina e la stessa quantità di sale: ad esempio per 1 kg. di sale, 1 kg. di farina.
  3. Aggiungete lentamente dell’acqua e un cucchiaio di colla vinilica ogni due 2 etti e mezzo di farina.

Usando come misura sempre lo stesso bicchiere sarà più facile controllare il risultato delle variazioni apportate.

  • Se la pasta si attacca alle dita aggiungete delle piccole quantità di farina.
  • Se invece tende a sgretolarsi, bagnate le mani con un po’ d’acqua.
  • Preparate solo la quantità di pasta che serve.
  1. Tirate e ripiegate verso di voi, girate, tirate nuovamente. Trattenete l’impasto con una mano e premete contro il piano di lavoro con il palmo delll’altra. Ripetete questi movimenti per 10 minuti circa.
  2. Manipolate bene l’impasto per 4-5 minuti, poi formte una palla e ponete l’impasto sul tavolo di lavoro.
  3. La qualità del modello finale dipende molto dal fatto che la pasta sia stata lavorata a lungo e amalgamando bene sale e farina.
  4. L’impasto ideale non deve essere troppo molle né troppo duro, ma elastico, simile alla creta.
  5. Prima di iniziare a modellare, lasciate riposare la pasta per circa 2 ore.

Colorare la pasta
I modelli possono essere colorati in due modi:

  1. Usando un impasto colorato. Per colorare l’impasto mescolate un po’ di colore a tempera nella pasta e lavorate bene premendo con i polpastrelli finchè il colore si è ben amalgamato. Per ottenere la tinta desiderata aggiungete colore in piccole quantità. Formate delle palle di pasta colorata e appoggiatele al tavolo.
  2. Dipingendo i modelli dopo l’asciugatura. Quando il modello è perfettamente asciutto, dipingetelo utilizzando colori a tempera. Usate colori tenui, nonostante sbiadiscano durante la cottura, aumentano di intensità dopo essere stati verniciati.

Al termine della lavorazione ricoprite le sculture di pasta al sale con una vernice idrorepellente, spray o liquida, per proteggere gli oggetti dall’umidità e conservarne le caratteristiche.

Gli strumenti per modellare
Le dita e le mani sono gli strumenti migliori per modellare le figure in pasta al sale; tuttavia semplici attrezzi aiutano e risolvono vari problemi. Gli strumenti in ferro, a causa del sale, arrugginiscono.

  • Spremiaglio
  • Trancino per il ferro
  • Spatola e bastoncino per modellare la creta
  • Matterello
  • Pinzette
  • Coltello
  • Tagliapasta
  • Struzzicadenti
  • Colino da tè
  • Schiacciapatate
  • Filo di ferro sottile

Asciugatura
I modelli possono essere asciugati all’aria aperta, ma non è consigliabile perchè gli oggetti assumono una colorazione gessosa. Inoltre sulla superficie si formano facilmente delle screpolature. In ogni caso l’aria deve essere asciutta e calda, non umida.
Gli oggetti realizzati con pasta al sale non devono assolutamente lasciati all’aria aperta durante la notte altrimenti vengono rovinati dall’umidità.

  1. Normalmente gli oggetti si asciugano nel forno elettrico, a gas. ad aria calda (consigliato perchè il calore è uniforme e non c’è rischio di bruciacchiare il modello). Non asciugate nel microonde i modelli con intelaiature in ferro perchè è pericoloso. La temperatura dovrà essere molto bassa.
  2. Appena avete terminato la costruzione dell’oggetto, mettetelo nel forno, anche spento, soprattutto se l’aria circostante è umida.
  3. All’inizio tenete aperto lo sportello del forno per impedire che si formino delle bolle sulla superficie degli oggetti.
  4. Dopo una prima cottura (10 minuti per i modelli molto piccoli), poneteli all’aria aperta, purchè non sia umida. Appoggiateli su un supporto in legno, non di plastica, in modo che l’umidità venga assorbita dal legno.
  5. Per completare l’asciugatura utilizzate anche un ventilatore.
Angioletti, stelle, frutta…tante idee per decorare l’abete: per appenderli occorre inserire un asola in fil di ferro sul retro dell’oggetto.

presepi natale pasta sale

Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura al forno
La Piadina, la più romagnola delle ricette romagnole

La Piadina, la più romagnola delle ricette romagnole

.
E’ la più romagnola della specialità romagnole. E’ un pane senza lievito della più antica usanza, cotto nella lastra di sasso o nella teglia di terracotta messa sopra la fiamma viva (di fascine della potatura delle viti). Impastate 500 gr. di farina con 300 gr. di grasso (strutto), sale, un pizzico di bicarbonato, tanta acqua tiepida quanta ci vuole per fare un impasto piuttosto duro. Stendetela in cerchi grossi circa 1/2 cm. e di diametro di 15 cm. Cuocete la piadina sopra il testo o la lastra, girandola spesso e forandola sopra con le punte di una forchetta. Si mangia tagliata a metà e imbottita di formaggio morbido (squaquerone) o di fette rosolate di pancetta, o cavoli alla romagnola (c’è la ricetta). Le buone piadine fatte in casa devono sempre essere accompagnate da un bel po’ di vino rosso (Sangiovese o Cagnina).
Ricetta classica in dialetto romagnolo da “Romagna in cucina” ed. Gulliver libri.
.

La ricetta passo a passo di chocomolly:

.

Ingredienti per 5-6 piadine
500 gr. di farina, 50 gr. di strutto, 15 gr. di sale grosso, una bustina di lievito per piadine, latte.
Preparazione
Riscaldate la piastra (o testo¹) sul fornello più grande, al minimo. Rompete con il mattarello il sale grosso. Mescolate tutti gli ingredienti per ottenere un panetto sodo e morbido.
.
piada_1_piada_2_piada_3_testo piadina.
.
.
.
.
.
.
.
Senza far riposare dividete l’impasto in 5-6 palline (a me ne sono venute 6 da 140 gr l’una). Tiratele una alla volta e mettete a cuocere sulla piastra (o testo) o in una padella antiaderente: quando sta finendo di cuocere una, cominciate a tirare l’altra. Cuocete al minimo girando spesso. Se le volete congelare le piadine, cuocetele del tutto prima da un lato e giratele solo una volta.
.

romagna crescionekebab piadapiadina-salsiccia-e-cipollepiadina farcita rucola

 

 

.

 

Leggi anche

piadina pancetta verzatortelli lastraPiadina romagnola “imbottita”piadina farcita rucola

.

.

.

 

La piadina romagnola: a sn. la riminese e a ds. la forlivese

La piadina romagnola: a sn. la riminese e a ds. la forlivese

Caratteristica soprattutto dell’Appennino tra Forlì, Cesena e Rimini, la piadina è tuttavia diffusa anche nel ravennate e nel resto della Romagna, fino a sconfinare nel Montefeltro, nella provincia di Pesaro Urbino e nella Repubblica di San Marino. Non si presenta ovunque uniforme: la piadina forlivese, cesenate e ravennate è più spessa, mentre nel riminese (piada) tendono a stenderla molto sottile; quella pesarese, chiamata anche crescia o crostolo nell’entroterra, è sfogliata e saporita. La piadina, o piada, romagnola veniva cotta su una “teggia” di terracotta: testo¹…ma oggi viene cotta su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria oppure su una semplice padella antiaderente.
La piadina, per dirla con Giovanni Pascoli, è «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli». In realtà, lo era innanzitutto per i più poveri.

La piadina romagnola: a sn. la riminese e a ds. la forlivese

.

 Puo essere servita come:
  • antipasto se condita con rucola e squacquerone e servita a spicchi.
  • sostituto del pane per grigliate di carne o pesce.
  • piatto unico se farcita con salumi o formaggi.
 Abbinamenti con i vini

Dato che si presta per vari utilizzi, i vini da abbinare possono essere sia bianchi che rossi.

  • Come antipasto, servita a spicchi e condita con formaggi freschi ed una foglia di rucola, si abbina bene con un vino bianco come l’ Albana o il Trebbiano di Romagna, oppure un vino spumante: Prosecco.
  • Come sostituto del pane, allora è la preparazione principale a dettare l’abbinamento. Nel caso di una grigliata di carne, un classico rosso fermo è l’ideale e, per non tradire le origini romagnole, si potrebbe optare per un Sangiovese di Romagna.
  • Come piatto unico, l’abbinamento con il vino dipende dalla farcitura. Data la secchezza della piadina e delle farciture classiche (salumi e formaggi freschi o mediamente stagionati), un vino bianco fermo è ottimo, sempre per restare in Romagna, il Pagadebit (chiamato così perchè il contadino, anche nelle annate peggiori, produceva comunque del vino utilizzabile per pagare i debiti contratti nell’annata precedente. Per questo motivo un altro nomignolo dato al vitigno è “Straccia Cambiale”.
piadina,scquaquerone,crescione,romagna,farina,acqua,sale¹Il testo (dal latino testum che significa coccio di terracotta), è un utensile utilizzato nella cucina regionale della Romagna, della Liguria e del centro Italia. I testi più antichi erano, e sono tuttora, realizzati in argilla formati da una piastra tonda di terracotta sulla quale cuocere focacce piatte non lievitate; attualmente sono più diffusi quelli fabbricati in ghisa. L’argilla viene ancora raccolta a mano, nelle vene del territorio di Montetiffi (FC); lavorandola si ottiene un impasto che viene tirato su piani di marmo. La lavorazione avviene con l’uso di torni a pedale. v. Le teglie di Montetiffi
.

In Romagna Piadina e crescioni sono venduti freschi e realizzati al momento, in appositi chioschi anche detti piadinerie diffusissimi nella riviera. I chioschi della piadina sono colorati a bande verticali e i colori sono diversificati per località romagnole.
Il grande poeta romagnolo Giovanni Pascoli invece dei sontuosi banchetti preferì descrivere i piatti delle mense dei poveri. Attento alle piccole cose e ai semplici riti della famiglia, ha scritto come si prepara e si cuoce proprio la piadina.

 http://ierioggiincucina.myblog.it/media/00/00/628404231.JPG

Un chiosco della piadina
 La Piadina, la più romagnola delle ricette romagnole