Menù per il GIORNO DEI SANTI

Menù per il GIORNO DEI SANTI delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Giuseppe De Nittis, Il pranzo del vescovo, 1863

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Menù
PRANZO
Minestre
Cappelletti romagnoli in brodo. Passatelli in brodo
Pietanza
Oca arrosto contornata da
Fave alla pancetta
Sformato di fagiolini
Formaggi
di Romagna
Frutta
Uva, mele, pere
Dolce
Pere al Cognac, Castagne lessate al Cognac

CENA
Minestre
Capellini in brodo. Spaghettini in brodo
Pietanza
Carni di pollame lessate e condite con olio, aceto, pepe e sale.
Timballo di riso
Formaggi
di Parma e Reggio
Frutta
Uva, mele, pere
Dolce
Bodino di uova sode

“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini.
Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

Menù per il GIORNO DEI SANTI
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La Torta Mimosa è buona tutto l’anno…

festa donna
.. e non solo l’8 marzo!
Lo so che la Torta Mimosa è ispirata al fiore simbolo della Festa della Donna, ma perchè relegarla solo a quel giorno? E’ così deliziosa, delicata  e anche abbastanza facile da preparare, e allora?
Allora, io ho deciso che un giono di questa settimana me la preparerò, inviterò le mie amiche per un tè e tutte insieme festeggeremo, magari, proprio la torta che riuscirà benissimo anche grazie alla ricetta che ho trovato sul web.
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Ingredienti:
75 gr. di Farina 150 gr. di Zucchero 75 gr. di Fecola di patate 6 Uova 200 gr. di Panna da montare 50 gr. di Zucchero a velo Rum q.b. Crema pasticcera.

Preparazione:
Sbattete a lungo le uova con lo zucchero fino a che non otterrete un composto ben fermo. Aggiungete lentamente la farina e la fecola setacciandole. Mescolate delicatamente.
Versate il composto ottenuto in uno stampo e cuocete in forno per 40 minuti circa a 150 gradi.
In tal modo avrete ottenuto il pan di Spagna.
Capovolgete lo stampo e lasciate raffreddare.
Tagliate orizzontalmente un disco di 1 cm di spessore, e scavate il restante pan di Spagna ricavando dei pezzetti che serviranno per la copertura.
Mentre il pan di Spagna cuoce, preparate la crema pasticcera e lasciatela raffreddare.
Preparate la panna montata addolcendola con lo zucchero a velo.
Bagnate il pan di Spagna col rum.
Mescolate delicatamente la panna alla crema pasticcera ottenendo una crema con cui farcirete il pan di Spagna. Ricoprite col disco che avevate tagliato. Stendete il resto della crema e ricoprite con i ciuffetti di mollica che avevate ricavato scavando la base, in modo da formare la vostra torta mimosa.

Accorgimenti:
Per ottenere una buona panna montata, mettete una ciotola di metallo in freezer per 20 minuti, e sbattete la panna appena tolta dal frigorifero nel contenitore ben freddo.

Idee e varianti:
Potete sostituire il rum col succo d’arancia. Decorate la torta con dei rametti di mimose.

  • La torta Mimosa è un dolce preparato con il Pan di Spagna bagnato con uno sciroppo aromatizzato, farcito con crema pasticcera e cosparso in superficie di pezzetti di Pan di Spagna sbriciolato. La torta può essere farcita anche con frutta fresca (ananas) o sciroppata aggiunta alla crema pasticcera.
  • Cocktail Mimosa 
  • Gelato Mimosa senza gelatiera

http://www.gustissimo.it/articoli/ricette-bimby/torte-biscotti-bimby/original_torta-mimosa-bimby.jpg

 

Menù per la Festa di Laurea

2. Menù per la Festa di Laurea

Torta di laurea

Menù
Asparagi con salsa al crescione
Pasticcio di funghi in crosta
Codino di vitello o Portafogli in bellavista
Barchette al pistacchio

Asparagi con salsa al crescioneAsparagi con salsa al crescione
Tempo occorrente: 50′
Ingredienti per 6 persone
2 kg. di asparagi, 160 gr. di burro, 3 tuorli d’uovo, 60 gr. di crescione, 2 cucchiai di succo di limone, sale e pepe.

  • Raschiate la parte bianca degli asparagi, eliminate il terriccio, lavateli e legateli a mazzetti e fateli cuocere per 20 minuti in acqua bollente salata dopo averli sistemati ben ritti nella casseruola (in modo che le punte restino fuori dall’acqua) e averli chiusi con un coperchio.
  • Sgocciolateli, tagliate e scartate le parti dure e disponete le punte così ottenute in un piatto di portata ben caldo.

Serviteli accompagnandoli con la salsa al crescione preparata nel seguente modo:

  • Lavate con cura il crescione, tritatelo finemente e tenetelo da parte in una ciotola. Quindi dividete il burro in pezzetti, mettetene uno in un casseruolino posto a bagnomaria (cioè immerso in una casseruola più grande piena di acqua e messa sul fuoco) con i tuorli d’uovo privati del bianco ed il succo di limone. Sempre sbattendo il tutto con un cucchiaio di legno fate cuocere finchè il pezzo di burro si sarà sciolto. Aggiungete allora gli altri, uno alla volta, soltanto quando il precedente sarà già ben incorporato e continuate sempre a sbattere.
  • Quando la salsa avrà raggiunto la consistenza di una maionese, aggiungete un poco di sale, un po’ di pepe macinato al momento ed il crescione tenuto da parte. tenete la salsa in caldo a bagnomaria fino al momento di servirla. In caso la salsa, durante la cottura, non dovesse addensare unitevi uno o due cucchiai di acqua fredda.

Vino: Erbaluce di Caluso (Piemonte) servito a 11-12°C. Verdicchio dei Colli di Jesi (Marche) servito a 10-11°C.

Pasticcio di funghi in crosta Pasticcio di funghi in crosta
Tempo occorrente: 1h 30′
Ingredienti per 6 persone
1 confezione di pasta sfoglia surgelata, 800 gr. di funghi freschi possibilmente porcini (se utilizzate invece i funghi coltivati potete rafforzarne il sapore ed il profumo aggiungendo, durante la cottura, 30 gr. di funghi secchi ammollati e tritati finemente), 100 gr. di prosciutto cotto, 100 gr. di fontina tagliata a fettine, 2 uova, 2 dl. di panna, 2 scalogni (oppure 1 spicchio d’aglio ed 1 pezzetto di cipolla), 1 ciuffo di prezzemolo, 40 gr. di burro o margarina vegetale, latte quanto basta, sale, pepe, 1 cucchiaio di farina.

  • Fate scongelare la pasta sfoglia, dividetela in due parti e tiratela sottilmente servendovi di un matterello in modo da ottenere due sfoglie di forma rettangolare.
  • Foderate allora il fondo di una pirofila,, anche questa rettangolare, con un foglio di carta d’alluminio ed adagiatevi una delle due sfoglie avendo cura di rivestire anche le pareti della teglia.
  • Mondate i funghi eliminando il terriccio e le eventuali parti di scarto, lavateli con cura con uno straccetto umido e tagliateli a fettine non troppo sottili. In una casseruola rosolate gli scalogni tritati finemente insieme al burro e appena iniziano a prendere colore aggiungete i funghi preparati. Insaporite con un poco di sale e un pizzico di pepe, incoperchiateli e lasciateli cuocere a fuoco basso per 20-25 minuti circa.
  • Trascorso questo tempo unite ai funghi la farina, la panna liquida, girate tutto con cura, levate dal fuoco ed incorporate anche il prezzemolo tritato finemente e le uova intere. Versate il composto di funghi nella pirofila contenente la sfoglia alternandola a strati con fettine di fontina e prosciutto cotto.
  • Coprite tutto con la seconda sfoglia, unite i lembi delle due sfoglie dopo averli inumiditi in modo che il ripieno non fuoriesca durante la cottura e con i ritagli guarnite a piacere la superficie. Con i rebbi di una forchetta forate la pasta in modo che il ripieno possa respirare e pennellatela con un poco di latte.
  • Passate il pasticcio di funghi in forno preriscaldato a 220°C per 40 minuti circa o finchè la sfoglia non sarà ben dorata. Servite immediatamente.

Vino: Sassella (Valtellina Superiore) servito a 18-19°C. Chianti Classico Vignamaggio (Toscana) servito a 18-19°C.

Codino di vitello Codino di vitello
Tempo occorrente: 2h
Ingredienti per 6 persone
800 gr. di codino di vitello tagliato nel centro in modo da ottenere una sacca, 500 gr. di zucchine, 3 uova, mollica di un panino bagnata nel latte e strizzata, 1 ciuffo di prezzemolo, ½ cipolla, 2 cucchiai di olio, 40 gr. di burro, un rametto di rosmarino, ½ bicchiere di vino bianco, sale, pepe, 30 gr. di parmigiano reggiano grattugiato.

  • Mondate le zucchine, raschiatele, lavatele, asciugatele e tagliatele a fettine. In una casseruola rosolate la cipolla tritata finemente e l’olio e appena la prima inizia a prendere colore unite le zucchine. Insaporitele con un poco di sale ed un pizzico di pepe, incoperchiatele e lasciatele cuocere su fuoco medio per circa 15 minuti. Levate allora le zucchine dal fuoco; incorporatevi le uova, il parmigiano grattugiato, la mollica del pane ed il prezzemolo lavato e tritato finemente.
  • Con il composto preparato farcite il codino di vitello e cucite, con l’apposito spago da cucina, l’apertura attraverso la quale avete introdotto il ripieno facendo attenzione di non lasciare fessure attraverso le quali il ripieno possa fuoriuscire.
  • Rosolate l’arrosto preparato in una casseruola con il burro ed il rosmarino e quando ha preso un bel colore dorato da tutti i lati, irroratelo con il vino bianco, lasciatelo evaporare, salate l’arrosto e continuate la cottura a fuoco medio per circa un’ora e un quarto.
  • Servite la carne tagliata a fette e con contorno di zucchine trifolate o patate arrosto.

Vino: Dolcetto delle Langhe Monregalesi (Piemonte) servito a 17-18°C. Rosso Conero (Marche) servito a 18°C.

Portafogli in bellavista Portafogli in bellavista
Tempo occorrente: 30′
Ingredienti per 6 persone
6 fette di fesa di tacchino di circa 80 gr. l’una, 3 fette di prosciutto cotto o di spalla, 3 uova sode, 6 cetriolini sott’aceto, 1 uovo crudo, pangrattato quanto basta, 80 gr. di burro o margarina, sale.
Per la guarnizione: 1 tubetto di maionese, 6 cetriolini sott’aceto.

  • Sbattete le fette di carne, poi su ognuna mettete mezza fetta di prosciutto cotto, mezzo uovo sodo a fette e i cetriolini a fettine. Piegate la carne a metà e fissate l’apertura con uno stecchino che leverete quando la carne sarà cotta.
  • Passate i portafogli nell’uovo sbattuto e nel pangrattato, fateli dorare dalle due parti nel burro imbiondito, quindi lasciateli cuocere lentamente per 8-10 minuti, salandoli a metà cottura. Serviteli freddi, guarniti con maionese e cetriolini tagliati a ventaglio.

Vino: Pinot nero di Breganze (Veneto) servito a 18°C. Chianti Montalbano sevito a 8°C.Barchette al pistacchio

Cosa fare…

  • … il giorno prima del pranzo: Preparate le barchette di pasta frolla che conserverete a temperatura ambiente e il ripieno del pasticcio di funghi che terrete in frigorifero in un contenitore ermetico.
  • … 3 ore prima del pranzo: Preparate il ripieno per il codino di vitello, farcitelo e cucite la carne.
  • … 2 ore prima del pranzo: Fate cuocere il codino di vitello e preparate la crema al pistacchio.
  • … 1 ora prima del pranzo: Pulite gli asparagi e preparateli per la cottura. completate il pasticcio di funghi e fatelo cuocere.
  • … ½ ora prima del pranzo: Cuocete gli asparagi e preparate la salsa al crescione.
Fonte: I miei menù – Selezione dal Reader’s Digest 1989

Immagini dedicate alla laurea da allegare alle proprie mail o documenti, o stampare. Clicca per espandere l’immagine http://www.andromedafree.it/festivita/laurea/

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Menù per la Festa di Laurea
Galateo Festa di bambini

Festa di bambini da Il galateo di Donna Letizia

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Un buon rinfresco, un’ allegra apparecchiatura e qualche trovata spiritosa sono la sicura garanzia per un pomeriggio ben riuscito.  
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Orario.
I bambini si invitano per le 16. Dovrebbero accomiatarsi non oltre le 19.
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Apparecchiatura.
Deve essere coloratissima, estrosa, divertente. I bambini non devono sentirsi impacciati da pizzi e porcellane fragili, ma devono potersi muovere liberamente. Perciò: tovaglie allegre e stampate, centrii tavola composti da animaletti di cartone, fiori di carta, palle di plastica.
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Cibo.
Che sia semplice ma abbondante: sandwiches, tartine, pizzette, crostate e sempre una torta spettacolare. 
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Bibite.
Aranciate, succhi di frutta, l’immancabile coca-cola e eventualmente cioccolata calda; alle mamme e alle bambinaie che accompagnano i piccoli si potrà servire del tè.

tartinecarnevale bambini (2)Tavola colorata e fiore per cappello x festa di bambini 4tovaglioli colori

 

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Per divertire i bambini.
Il problema di come divertire una dozzina di bambini da cinque ai dodici anni, senza che l’appartamento ne risenta e i vicini si lamentino, oggi viene generalmente risolto da una proiezione cinematografica; (..). I bambini siedono su cuscini sparsi a terra, tranquilli e felici, le mamme intanto possono sorbire il loro tè senza la preoccupazione continua di sorvegliare i loro marmocchi. La soluzione “film” permette inoltre di invitare a una stessa festa bambini di diversa età, maschi e femmine. .

Il Grande libro della casa di Donna Letizia 1967

CONFETTI per compleanno: Multicolor o tinte pastello

biglietti da stampare
Biglietti per la Nascita
Biglietti Auguri  Battesimo
bigliettini da stampare
Bigliettini Prima Comunione
Bigliettini Cresima
bigliettini da stampare
Biglietti Auguri Matrimonio
Biglietto auguri di Nozze
invito compleanno
Invito Compleanno
Biglietto Auguri 18 anni
 Galateo Festa di bambini
CIAMBELLE e CIAMBELLONI ricette inizio '900

Ricette per CIAMBELLE e CIAMBELLONI delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900

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E’ Zamblôn
La Ciambella

La ciambella è, con la zuppa inglese, il dolce più comune gradito in Romagna.

Per 6 persone, prendete 500 g di farina, 300 g di zucchero, 100 g di burro, 100 g di margarina, una noce di strutto, 3 uova, una bustina, per mezzo chilo di farina, di lievito per dolci, un po’ di scorza di limone grattugiato.
(Queste dosi sono abbondanti, ma così la ciambella viene dolce e soffice).

Impastate la farina con il burro la margarina lo strutto liquefatti, le uova, lo zucchero e il latte necessario per ottenere una pasta consistente. Prima di finire e di impastare, mettete il lievito e l’odore di limone, imburrate uno stampo da forno, sistematevi la ciambella, dorate la superficie con tuorlo d’uovo e mettete in forno per circa mezz’ora. Ricordate: non c’è pranzo, non c’è merenda con salumi che siano completi se non si chiudono con una bella fetta di ciambella, meglio se inzauppata in un l bicchiere di Albana.

La ricetta in dialetto romagnolo da “Romagna in cucina”
ciambella: ricetta in dialetto romagnolo

 Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare dei primi del ‘900¹

Ciambella di Imola
Farina 300 grammi, zucchero 100 grammi, burro 100 grammi, 3 uova, un pizzico di lievito usato per il pane.
Lavorare ben bene la pasta, bagnarla con chiara di uova e cuocerla nel forno caldo.

Ciambella di Faenza
Farina 350 grammi, zucchero 150 grammi, mezzo chcchiaio di cannella, un bicchiere di vino bianco, un pizzico di lievito di pane.
Lavorare la pasta, ungerla con chiara d’uovo sulla superficie e cuocerla nel forno a caldo come per il pane. Cotta la ciambella riporla entro un grande piatto tondo e tagliarla a fette senza farle perdere la sua forma primitiva. Riempire il buco della ciambella con marmellata di cui uno è ghiotto.

Ciambella di Forlì
Farina grammi 500, zucchero grammi 180, burro grammi 100, 2 uova, odore di limone, mandorle sopra. Impastare col latte, forgiarla, ungerla alla superficie con tuorlo d’uovo sbattuto, guarnirla con mandorle e cuocerla al forno.
 
Ciambella di Ravenna
Farina grammi 400, zucchero grammi 150, burro grammi 100, 2 uova, un pizzico di lievito, una tazza di latte.

Ciambella della bassa Romagna
Farina gialla grammi 300, burro grammi 200, zucchero grammi 100, 5 tuorli d’uovo.
Si impasta, si foggia il tondo spolverizzandolo di zucchero e guarnendolo con mandorle dolci e nocciole e si cuoce in forno.

Ciambellone della Romagna alta
Farina grammi 400, mandorle pestate grammi 60, zucchero grammi 150, burro grammi 130, strutto un cucchiaio, latte 200 grammi, 3 uova e un pizzico di lievito e si cuoce in forno.

Ciambellone della Romagna bassa
Farina grammi 400, zucchero grammi 100, burro grammi 60, lardo grammi 30, latte grammi 100, Marsala grammi 100, Rum un bicchiere, 2 uova, un pizzico di sale, lievito di pane, scorza di limone tritata fine fine.
Cuocere in forno moderato per circa trenta minuti.

Ciambellone del povero
Farina 400 grammi, un po’ di strutto, 2 cucchiai di olio, un po’ di fichi tritati, un po’ di chicchi d’uva, un po’ di sale.
Impastare con acqua calda e metterlo in forno.

Ciambellone del ricco
Farina 400 grammi, zucchero 120 grammi, marmellata grammi 100, burro grammi 100, strutto gammi 50, latte grammi 200, 3 tuorli d’uovo, 3 chiare montate, mandorle tostate dolci, uva secca, pezzetti di fichi e di canditi, un pizzico di lievito per fare il pane e cuocere al forno.

¹Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985

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 CIAMBELLE e CIAMBELLONI ricette inizio ‘900

 

Luci e atmosfere: le candele Christmas pudding

Luci e atmosfere: le candele

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Le candele sono quasi certamente la più antica forma di luce artificiale inventata dall’uomo.

In Egitto erano note già nel 3000 a.C.; in Europa, nel Medioevo, i religiosi fabbricavano con la cera d’api candele per le funzioni solenni; nel secolo scorso, con la cera di paraffina e il perfezionamento degli stoppini, nasceva la produzione seriale delle candele bianche, più pulite e durevoli.

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Il tremolio del fuoco che arde nel camino e quello della fiamma delle candele sembrano essere portatori di messaggi magici. Non vi è di più spiccatamente natalizio di un candeliere di ottone o di vetro con delle candele rosse accese e il fuoco di un caminetto che scoppietta allegramente. Candele e caminetto creano un’atmofera calda, accogliente e di intimità e il loro fuoco attrrae per la sua danza ipnotica. Il tremolio di una fiamma ha un effetto irresistibilmente calmante e piacevole; la luce del fuoco è perennemente mobile e un elemento da non sottovalutare è quello dato a livello sensoriale: la luce del camino e delle candele ha un livello più basso di luminosità rispetto alla luce artificiale, non abbaglia, fa fantasticare ed abbellisce ogni ambiente. Un altro aspetto da non sottovalutare è il colore che solitamente è bello, dorato e caldo.

Non aspettate di festeggiare qualche anniversario in un ristorante romantico per pranzare a lume di candela. Accendetene più di una sulla vostra tavola e mettetene tante in soggiorno. Illuminate la casa con mille colori e forme, subito l’atmosfera si farà per incanto più misteriosa e fiabesca.

Non aspettate Natale o Capodanno per inserirle nel vostro arredamento, ma usatele per sottolineare le vostre serate. Raggruppatele sui tavoli o dovunque vi piaccia. Create luci a diverse altezze. ottimo anche l’effetto “candele più luce artificiale”, in questo caso però lasciate che siano le candele a prevalere. Se vi piace il colore sbizzarritevi con l’azzurro, il viola, il verde, così inusuali. Oppure accostate candele gialle a candele rosse e arancio ne enfatizzerete l’effetto caldo, di fiamma che brucia.

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Potete realizzare un centrotavola natalizio creando un gruppo di candele di forme e altezze diverse tutte dello stesso colore ma in tonalità variabili. Fissatele con un po’ di cera liquefatta su un piatto o su un piccolo vassoio, che nasconderete ad arte con dei rametti di agrifoglio o di altro sempreverde. Date brillantezza alla composizione con tocchi d’oro argento: potete farlo o con dei lievi spruzzi di polvere lucente, sia con dei nastrini arricciolati a spirale.

Oro splendente. Anche gli oggetti più comuni acquistano fascino se raccolti attorno a un gruppo di candele impreziosite da tanti palloncinioro e da un centrino lucente.

Sicurezza innanzitutto
Il rischio di incendio attribuibile alle candele è piutttosto basso a meno che non vengano accostate a materiali infiammabili, quali foglie, fiori essiccati o ghirlande di carta. Sono consigliabili, comunque, certe precauzioni:

  • fissate saldamente le candele al candeliere, per evitare che si inclinino o cadano;
  • accertatevi che i candelieri siano ben saldi e fuori dalla portata dei bambini;
  • controllate sempre di aver spento tutto prima di uscire dalla stanza;
  • per ragioni di sicurezza, le candele vanno spente prima che siano consumate troppo.

Acquistate un piccolo spegnitoio: se soffiate forte sulla fiamma la cera calda rischia di finire sulla tovaglia o sui mobili.

La scelta delle candele
Le candele danno un tocco particolare ad ogni serata, dalla più intima e domestica alla più importante: una cena a due lume di candela sarà più romantica , una tavola con dei candelabri importanti sarà più raffinata. La varietà di candele fra cui scegliere è vastissima. ed è vastissima anche la gamma delle candele da esterni, utili non solo per illuminare le cene in giardino o in terrazzo, ma anche per allontanare gli insetti. Non resta, dunque, che liberare la fantasia. Molte candele ornamentali sono ancora prodotte a mano ed è questa la ragione dei loro prezzi elevati. Gli appassionati del fai da te possono sperimentare la fabbricazione domestica delle candele.

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Le candele vengono prodotte in varie forme, colori e dimensioni.
  • Lumino, piccolo e basso, usato negli scaldavivande, nei brucia essenze, nel fojòt, nei lumi.
  • Cero, candela votiva di grosse dimensioni, vedi cero pasquale.ì
  • Candelina da torta, da mettere sulla torta di compleanno o sull’albero di Natale, oggi in tutte le forme e colori.
  • Moccolo o candelotto candela di forma tozza, non ha bisogno di un supporto per stare in piedi
  • Cerone, candela in contenitore trasparente per uso votivo
  • Fiamma” o “Padella romana”‘, candela in contenitore bassa e larga con stoppino largo per illuminazione decorativa di giardini e strade.
Oggi, comunque, se ne trovano di svariati tipi e con varie profumazioni che offrono un benessere olfattivo sfruttato molto dall’aromaterapia.
  1. Fantastico e romantico. Il rosa è un colore che si usa associare alla femminilità, ai romanzi d’amore, ma il rosa sa anche vibrare, riscaldare la più triste delle stanze, aggiungere quel pizzico di vita che manca in un insieme di colori neutri.
  2. Addobbo di Natale. Il bel candelabro antico a otto bracci è stato addobbato con delle insolite ghirlande cariche di mele e pigne di larice. la luce delle candele raggiunge gli oggetti argentati sul piano e li inonda di bei riflessi.
  3. Atmosfera magica al momento di infiammare il Christmas pudding e quando arrivano i dolci.

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Idee creative, De Agostini 1987
L’albero di Natale
è, con la tradizione del presepe, una delle più diffuse usanze natalizie. Si tratta in genere di un abete (o altra conifera sempreverde) addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. Può essere portato in casa o tenuto all’aperto, e viene preparato qualche giorno o qualche settimana prima di Natale (spesso nel giorno dell’Immacolata concezione), e rimosso dopo le feste. Soprattutto se l’albero viene collocato in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti. […]
La leggenda racconta che l’origine delle “lucine natalizie” si deve a Martin Lutero che una notte di Natale guardando lo splendore del cielo stellato, volle riprodurlo addobbando con candele l’albero di Natale.

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“Candletable” di WillieWax – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons –
Luci e atmosfere: le candele
Dove come mettere il Tovagliolo

Galateo: Dove e come mettere il Tovagliolo

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Il tovagliolo inizialmente si chiamava “truccabocca” ed inizia ad essere utilizzato a tavola nel Rinascimento. Questo accessorio nasce come mezzo di purificazione delle dita sporche di cibo e per pulirsi la bocca prima di bere dal bicchiere comune. I galatei dell’epoca raccomandano di non usare il tovagliolo per pulirsi il viso, i denti o per soffiarsi il naso. Quando le posate sono in cumune tra i commensali, viene anche utilizzato per pulirle prima di porgerle agli altri commensali. Il tovagliolo viene portato sulla spalla o sul braccio sinistro perchè si usa mettere nei piatti comuni la mano destra.

 Dove lo si mette

Nell’apparecchiare la tavola, il tovagliolo va messo:

  • sopra il piatto se si tratta di un pranzo di etichetta;
  • alla destra del piatto se si tratta di un pranzo normale; quando in un pranzo d’etichetta (cioè col tovagliolo “sopra” il piatto), l’antipasto o il primo piatto viene servito prima che i commensali si siedano e spieghino il tovagliolo, questo va tolto dal piatto e posto
  • alla sinistra, accanto alla forchetta.
Come si piega 

Il modo più classico è piegarlo in modo di formare un quadrato o un rettangolo. Esistono, però, anche fantasiose piegature

Come si tiene

Non si spiega il tovagliolo finchè la padrona di casa non abbia spiegato il proprio. Non lo si spiega completamente, ma in modo da formarne un lungo rettangolo che si appoggia sulle ginocchia. Vietato assolutamente legarlo al collo o infilarlo per un lembo nel gilé, nella scollatura o magari in un occhiello della giacca, come capita di veder fare a certi signori che si credono molto raffinati.

Come si usa
  • E’ assolutamente vietato usare il tovagliolo per pulire piatti e bicchieri, magari controllando l’operazione controluce, come se non si fosse ancora ben persuasi della loro pulizia.
  • Ci si pulisce sempre la bocca col tovagliolo prima di bere.
  • Si usa il tovagliolo con semplicità e decisione, non con affettata e ridicola delicatezza, senza fregarlo sulle labbra come se fosse uno strofinaccio dei pavimenti, ma senza farlo aleggiare come un’ape sui fiori.
  • Le signore che usano il rossetto sono pregate di fare attenzione: secondo alcuni dovrebbero pulirsi preventivamente la bocca con l’apposito fazzolettino rosso, ma anche senza giungere a queste meticolosità è bene che cerchino di non sporcare il tovagliolo e comunque non usino, per un pranzo in casa altrui, un rossetto che lasci macchie indelebili.
 Come va lasciato

Alla fine del pranzo il tovagliolo non deve essere piegato, né arrotolato, né steso come un dubbio lenzuolo, ma va lasciato appoggiato con garbo alla sinistra del piatto: infatti si presuppone che dopo l’uso debba essere lavato. In famiglia, però, ognuno faccia il piacere di piegare il proprio tovagliolo e metterlo nell’apposita busta o portatovagliolo, anzichè buttarlo là in malo modo, secondo un’abitudine troppo diffusa.

 Enciclopedia della Donna 1965

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portatovagliolo

portatovagliolo

 

 

 

 

tovagliolo

Dove come mettere il Tovagliolo

2 Portatovagliolo carici

2. Portatovaglioli fai-da-te: Il portatovagliolo di carici

Occorrente

Un mazzetto di 18 foglie di carice¹ lunghe circa 40 cm.

 Preparazione
  1. L’ allineamento: Disponete le foglie in modo che siano allineate ala base; adagiatevi sopra il tovagliolo e avvoltolatelo per illungo avendo cura di non spiegazzarlo.
  2. Legare le foglie: Con cura legate tra di loro le foglie con un nodo semplice, assicurandovi che restino allineate alla base.
  3. Apritele a ventaglio

¹Carici – Carex è un genere di piante della famiglia delle ciperacee. È il genere più ricco di specie dell’intera famiglia. Si trova in tutto il mondo ma principalmente nelle zone temperate. La maggioranza dei carici (ma non tutti) si trovano in zone umide dove possono costituire la vegetazione dominante, in particolare nelle torbiere basse dette cariceti.

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da Idee creative 1982   

Il Portatovagliolo

  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food 

2 Portatovagliolo carici 

3 Portatovaglioli FIORI

3. Portatovaglioli fai-da-te di FIORI

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Il portatovagliolo con nastro di fiori

Occorrente

Gipsofila, speronella ed euforbia a mazzetti o in fiori singoli, più facili da legare; del nastro adesivo verde; del filo metallico verde lungo 20 cm.

Preparazione
  • Ricoprite il filo metallico. Sciegliete i fiori e spuntateli. Avvolgete il nastro intorno al filo metallico, tenendolo teso in modo che aderisca bene. Ripiegate ad anello un’estremità del filo.

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  • Fissare i fiori. Quando il filo metallico è ricoperto per circa 5 cm., iniziate a sistemare i fiori, fissandone il gambo al filo con il nastro adesivo.
  • Come dosporli. Ora formate una composizione compatta lunga 12 cm., avvolgendo il restante filo metallico con il nastro. Poi piegate a
    uncino l’altra estremità del filo e agganciatela all’anello dando forma al portatovagliolo.
  • Nodo supplementare. Per avere un nodo più grosso, eseguitene un altro sopra il primo, scegliendo fogliie piuttosto lunghe.

Il portotovagliolo con il gladiolo

Occorrente

1 fiore di gladiolo con gambo; 1 foglia di gladiolo lunga 30 cm; un paio di forbici.

Preparazione
  • La foglia in ammollo.Verificate che la foglia sia abbastanza lunga da avvolgere tutt’attorno il tovagliolo. Per poter lavorare con facilità immergete la foglia in un po’ di acqua calda
  • Il nodo. Lasciate la foglia a bagno per un’ora, poi asciugatela bene. Avvolgete la foglia intorno al tovagliolo e fate un nodo largo, avendo cura di non danneggiarla oppure spezzarla.
  • La rifinitura. Con le forbici tagliate le due estremità della foglia.
  • Aggiungete al portatovagliolo il gladiolo, fissando il gambo nel nodo della foglia.

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3 Portatovaglioli  FIORI

 

Il Portatovagliolo
  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food.

 da Idee creative 1982

4 Portatovagliolo edera

4. Portatovaglioli fai-da-te: Il portatovagliolo d’edera

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Occorrente

90 cm. d’edera, tagliata in tre pezzi; filo metallico verde.

Preparazione

 

  1. I preparativi. Prendete un pezzo d’edera e piegatelo a formare un anello della circonferenza di 20 cm. Fissatele un capo dell’edera al resto dell’anello utilizzando del filo metallico verde.
  2. Il rivestimento dell’anello. Assicurate l’altra estremità all’anello, poi avvolgete i rimanenti pezzi d’edera lungo l’anello, rivestendolo.
  3. Ultimi ritocchi. Quando siete soddisfatti della vostra composizione utilizzate il filo metallico per fissarla. Inserite il tovagliolo nell’anello e sistemate l’edera con eleganza.edera1.JPG

 

Il Portatovagliolo
  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food.
4 Portatovagliolo edera Idee creative 1982
Galateo: LA TAVOLA x BAMBINI

Galateo: LA TAVOLA DEI BAMBINI

Festa di compleanno di Carolina

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Perché mangiare sia un’esperienza piacevole, perché l’ora dei pasti diventi una gradevole pausa di distensione o uno svago, non basta scegliere preparazioni appetitose, realizzarle con cura e presentarle in modo attraente; è anche abbastanza importante creare un ambiente confortevole, e a questo contribuisce molto una tavola apparecchiata con garbo e rispondente alle esigenze del momento..

Tavola colorata e fiore per cappello x festa di bambiniTavola colorata e fiore per cappello x festa di bambini 4Galateo Festa di bambinicarnevale bambini (2)

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 Allegro è sicuramente il tono da dare a una tavola per una festa di bambini. E ad apparecchiarla non metterete molto, se andate scegliere il necessario in un negozio specializzato in oggetti di carta: vi troverete piatti, tovaglie, tovaglioli, bicchieri “coordinati”, con una varietà di disegni graziosi, e, se volete, altri simpatici oggetti per le decorazioni. Apparecchiare con carta è sicuramente una buona scelta: i bambini faranno sempre parecchio disordine e sarà un sollievo, alla fine, raccogliere tutto e non dover fare altro che gettarlo via. I piatti di carta, però, sono molli potrebbero piegarsi in mano a qualcuno dei piccoli ospiti, lasciando cadere il contenuto. Perciò sarebbe forse meglio sostituirli con piatti di plastica: un po’ più costosi,ma serviranno ancora; sono infrangibili e, se gli scegliete leggeri, sparecchiare e lavarli non vi costerà molta fatica.

Galateo: LA TAVOLA x BAMBINI

tavola-pasqua-2_tn     cestini alimentari con uova sode decorate     carolina (4)Galateo: LA TAVOLA x BAMBINI

Cocktail MARTINI DRY James-Bond-Vodka-Martini

Cocktail MARTINI DRY

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lI Martini è un celebre cocktail composto da quattro parti di gin e una di vermut dry; viene chiamato anche Martini dry. Il nome deriva dal celebre vino aromatizzato italiano “Martini” che sottolinea anche le origini italiane del Vermut.

La ricetta del Martini Dry è la seguente:
8/10 Gin
2/10 Vermouth Dry
Si prepara in un mixing-glass e si serve in una coppetta da cocktail (conosciuta anche come Martini cocktail glass; nome che deriva proprio da questo tipo di cocktail). Si guarnisce o con un’oliva verde con il nocciolo (o farcita) o con scorza di limone.

Varianti
Esistono diverse varianti del Martini, come lo Sweet Martini, il Martini Perfect ed il Medium Martini, oltre al Vodkatini o Martini Vodka, la cui variante è il Vesper cocktail, quello preferito da James Bond.

  • Il Vesper o Vesper Martini è un cocktail composto da gin, vodka e Kina Lillet (quest’ultimo oggi viene chiamato Lillet Blanc). Fa parte della categoria dei pre-dinner cocktail.
    Il cocktail è stato inventato nel 1953 da Ian Fleming nel romanzo Casino Royale. L’agente segreto James Bond ordina e nomina il cocktail in onore di Vesper Lynd, bondgirl di cui l’Agente 007 era innamorato.
    Ingredienti
    3 parti di Gordon’s gin
    1 parte di vodka
    ½ parte di Kina Lillet (oggi chiamato Lillet Blanc)
    1 fetta lunga ma sottile di scorza di limone.
    Preparazioneì
    Shakerare gli ingredienti con ghiaccio in uno shaker e servire in una coppa champagne larga e profonda decorando con una fetta lunga ma sottile di scorza di limone.
  • Il Martini Dry faceva parte delle 6 ricette fondamentali del “The Fine Art of Mixing Drinks” di David A. Embury, del 1948.
    La ricetta proposta da Embury era la seguente:
    7 parti di gin
    1 parte di vermouth (dry)
    Fonte: Wikipedia

James-Bond--Vodka-Martini--Celebrity-Image-332082  La fama del Dry Martini è legata al cinema:

  • James Bond è molto sensibile a come il gin si mescola con il vermouth, affinché la bevanda non si ferisca (bruised) con un mescolamento barbaro: “Shaken, not stirred” (agitato non mescolato), così come preferisce il sesso, agitamento delle sensazioni e non degli sgarbati contorsionismi.
  • Anche l’attrice Mae West dal grande schermo sospira: “Devo liberarmi di questi abiti bagnati ed infilarmi in un Martini dry”.
  • E un Dry Martini è quello richiesto al barman del Taft Hotel da Mrs. Robinson (Anne Bancroft) accompagnata da Benjamin (Dustin Hoffman) protagonisti nel film “The Graduate” da noi conosciuto come “il Laureato”.
    Fonte: tempiemodi.com

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