Menù Pranzo di Pasqua

Menù per Pranzo di Pasqua

 Cartolina d’epoca viaggiata l’1 aprile 1922

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GALATEO: Un po’ d’ordine tra Colazione e Pranzo
A differenza di quanto si creda, secondo il Bon Ton, la prima colazione si fa al mattino presto, la Colazione dalle 12,30 alle 14 ed il Pranzo dalle 19,30 alle 21 […]

«Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi» dice un vecchio adagio, quasi la pasqua fosse una festa a carattere meno familiare, solo perchè la bella stagione, dopo i grigi e freddi giorni del trascorso inverno, ci invita all’evasione dalle mura domestiche (..). Uova e agnello continuano ad essere gli elementi base della cucina del giorno di pasqua, ma il modo di presentarli non sempre è quello classico. Infatti un tempo, le uova erano semplicemente assodate e servite accompagnate da una fresca insalata primaverile, e l’agnello o il capretto erano cucinati quasi esclusivamente arrosto e contornati da patatine rosolate nel sugo di cottura dell’arrosto stesso (..). Oggi si ammette una maggiore varietà nella scelta delle ricette, tanto che uova sode e agnello vengono presentati nei modi più svariati (..). Per dare poi l’ultimo tocco alla mensa di Pasqua basterà deporvi, su una bella tovaglia chiara e magari fiorita come la nuova stagione, un dolce tipicamente pasquale.

.Enciclopedia della Donna 1965

Riso alla cantonese
Uova sul crostone
Costolettine di agnello alla Villeroy
con patatine al burro e insalata di stagione
Colomba pasquale

Vini
Corvo, Nebiolo, Aleatico di Rodi

Riso alla cantonese

 

Uova sul crostone
Ingredienti e dosi per 3 persone
6 uova, pane carré, 2 fegatini di pollo, 1 bicchierino di Marsala, 40 gr. di burro, olio, pepe, sale, poco brodo. Tagliate il pane a fette alte poco meno di un dito e friggetele in olio abbondante. Sgocciolatele quando saranno ben dorate dalle due parti e tenetele in caldo. Pulite i fegatini, badando che non vi sia traccia di fiele, lavateli e tagliateli a pezzetti molto piccoli. Fateli poi rosolare rapidamente nel burro, bagnateli con il Marsala e, quando, questo sarà evaporato, aggiungete qualche cucchiaiata di brodo, lasciando cuocere ancora qualche minuto. Se la salsa risultasse troppo fluida legatela con un cucchiaino di fecola precedentemente stemperata in poco brodo, salate e pepate. Friggete le uova in un padellino con l’olio, badando che l’albume ricopra il tuorlo. Deponete ogni uovo su un crostone di pane, mettete i crostoni guarniti sul piatto di serviszio e poi versate su ciascuno un po’ della salsa di fegatini.Costolette di agnello alla Villeroy

Colomba pasquale casalinga 
E’ consuetudine nel periodo pasquale regalare la colomba, un dolce la cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese. La colomba richiama all’episodio del diluvio universale descritto nella Genesi, allorché ritornò da Noeè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino concluso, le acque del diluvio si stanno ritirando, inizia un’epoca nuova per l’umanità intera. La colomba diventa quindi simbolo della pace. formorefun.it

Colomba pasquale casalingaMenù Pranzo di Pasqua
Menù per Colazione di Pasqua

Menù per Colazione di Pasqua

.Cartolina d’epoca viaggiata l’1 aprile 1922

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GALATEO: Un po’ d’ordine tra Colazione e Pranzo
A differenza di quanto si creda, secondo il Bon Ton, la prima colazione si fa al mattino presto, la Colazione dalle 12,30 alle 14 ed il Pranzo dalle 19,30 alle 21 […]

«Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi» dice un vecchio adagio, quasi la pasqua fosse una festa a caratteremeno familiare, solo perchè la bella stagione, dopo i grigi e freddi giorni del trascorso inverno, ci invita all’evasione dalle mura domestiche (..). Uova e agnello continuano ad essere gli elementi base della cucina del giorno di pasqua, ma il modo di presentarli non sempre è quello classico. Infatti un tempo, le uova erano semplicemente assodate e servite accompagnate da una fresca insalata primaverile, e l’agnello o il capretto erano cucinati quasi esclusivamente arrosto e contornati da patatine rosolate nel sugo di cottura dell’arrosto stesso (..). Oggi si ammette una maggiore varietà nella scelta delle ricette, tanto che uova sode e agnello vengono presentati nei modi più svariati (..). Per dare poi l’ultimo tocco alla mensa di Pasqua basterà deporvi, su una bella tovaglia chiara e magari fiorita come la nuova stagione, un dolce tipicamente pasquale..

Enciclopedia della Donna 1965
Menù per Colazione di Pasqua

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Uova sul prato
Tortellini alla bolognese
Cosciotto d’agnello alla Normanna con piselli al prosciutto
Ciambella di Pasqua

Vino
Soave, Gattinara, Vin Santo.

Cosciotto d’agnello alla Normanna di Escoffier
Ingredienti e dosi per 4 persone.
Un bel cosciotto di agnello, 100 grammi di burro, un bicchierino di cognac, un bicchiere di panna, 6 cucchiai di brodo di carne, del sale, del pepe. Per legare la salsa invece: una noce di burro impastata con un cucchiaino di farina.
Iniziate a salare ed a pepare bene il cosciotto di agnello. Mettetelo in un tegame basso, in cui avrete fatto sciogliere il burro. Bagnatelo bene con il burro fuso stesso, da tutte le parti, e dopo passatelo a cuocere in forno già ben caldo per circa tre quarti d’ora. Durante la cottura, irroratelo spesso con il suo sugo di cottura e, giratelo in modo che che si cuocia e si colora, in modo uniforme in tutte le sue parti. Quando l’agnello sarà cotto a puntino, toglietelo dal forno e mettetelo su un piatto di servizio. Mantenete l’agnello ben in caldo, mettendo il piatto di servizio nel forno spento, che rimarrà ancora tiepido per un poco. Sciogliete il fondo di cottura rimasto nel tegame con il brodo, raschiando il fondo con un mestolo pulito. Unitevi anche il cognac, quindi fate cuocere per un po’ questo sugo, aggiungendovi infine il burro impastato con il cucchiaino di farina e la panna, che avrete prima scaldato. Condite con pepe e sale, e versate questa salsa sul cosciotto.

Uova sode "Funghi sul prato"Tortellini in brodo alla bolognese dell'ArtusiPagnotta dolce Pasquale

Menù per Colazione di Pasqua

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Alcune specialità italiane per Pasqua

Alcune specialità italiane per Pasqua

.Uova sode,
presenti in tutta Italia (ed in altri Paesi europei), possono essere colorate e decorate.

Uova tonnate  Funghetti di uova sode Decorare le uova pasquali con fantasia, prima parte.cestini alimentari con uova sode decorate .

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Torte salate

  • Casatiello, tipica torta rustica della cucina napoletana
  • Crescia di Pasqua, è una torta salata alta, insaporita da formaggio pecorino, tipica delle Marche e dell’Umbria.
  • Sguta, di origine calabrese
  • Torta pasqualina (pizza di Pasqua o pasqualina): torta rustica ale erbe, uova e formaggio, tipico della Liguria.
  • Focacce:

Torta pasqualinaFocaccia genovese al rosmarinoFocaccia con salsiccia e friarelliCrescia di Pasqua al formaggio

 

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Torte dolci

  • Casadinas, è un dolce tipico sardo preparato per Pasqua che si presenta come un cestino di pasta sfoglia ripieno di ricotta. Viene preparato anche in versione salata.
  • Cassata (dall’arabo qas’at, “bacinella o dal latino caseum, formaggio) è una torta tradizionale siciliana a base di ricotta zuccherata (tradizionalmente di pecora), pan di Spagna, pasta reale e frutta candita.
  • Colomba pasquale, è un dolce pasquale italiano. Vi sono due dolci cui fa riferimento la dizione “colomba pasquale”:
  • Cuzzupa, o Anguta o Sguta è un dolce tipico pasquale calabrese, simile ai Cuddhuraci
  • Pagnotta dolce di Pasqua: dolce romagnolo nella ricetta di una vecchia “azdora“.
  • Pastiera, è un dolce napoletano tipico del periodo pasquale, e diffuso anche nella zona di Reggio Calabria e provincia). Viene farcito con grano tenuto a bagno per 2 o 3 giorni (può essere sostituito con orzo, che va ammollato per 12 ore), cedro candito, cannella, acqua di fiori d’arancio.
  • Pasimata, pane dolce lucchese, consumato tradizionalmente durante la Quaresima e, benedetto in chiesa, nel giorno di Pasqua.
  • Pie (in dialetto Pii), dolce tipico della Calabria e della tradizione di Mileto, composto da una sorta di pasta frolla a doppio strato contenente all’interno marmellata di uva con noci e aromi naturali,
  • Pigna ciociara, dolce tipico del Lazio.
  • Pinza triestina, pagnotta dolce, di forma rotonda con tre tagli in superficie. Tipico delle province di Gorizia e Trieste, simboleggia la spugna con la quale il centurione diede da bere l’aceto a Gesù.
  • Pizza di Pasqua è un prodotto da forno tipico di molte zone d’Italia, specialmente del centro. È tra le pietanze storiche servite alla colazione della mattina di Pasqua, tradizionale “rito” tipico del centro Italia. Si presenta in due tipi, uno salato ed uno dolce, per entrambi la forma è simile a quella di un panettone.
  • Scarcella della Puglia o pizz palumm, Cuddura, “cicilio” della Sicilia, È un dolce pasquale tipicamente pugliese. Ha la forma di una ruota (ciambella se si traduce letteralmente la parola scarcella). Questa viene ricoperta di glassa bianca su cui poi vengono adagiati dei piccoli ovetti in cioccolata a scopo decorativo o anche semplicemente delle perline color argento o multicolore
  • Schiacciata dolce,  è tipica della tradizione gastronomica pasquale della Toscana, ed è un dolce povero della cucina contadina e della provincia di Pisa e in particolare delle zone di Fucecchio e San Miniato.
  • Tortano di Pasqua, rustico napoletano tipico del periodo pasquale. E’ simile al Casatiello, ma si differenzia da questo per le uova che vanno messe, all’interno,  già cotte con affettati e formaggi.
  • Zamblôn romagnolo (ciambella), dolce tipico della romagna che le azdòre (massaie) andavano a cuocere al forno la Domenica delle Palme

Colomba pasquale casalinga Pastiera_e_limoncelloSCHIACCIATA TOSCANA CIAMBELLA

 

 

 

 

Cioccolato

  • Uovo di cioccolato (fondente o al latte) è una tradizione pasquale, divenuto nel tempo uno dei simboli della festività della Pasqua cristiana, assieme alla Colomba.

Marzapane

Altri piatti tipici

Alberello di Pasqua

Alberello di Pasqua con uova decorateAlcune specialità italiane per Pasqua
Menù per Pranzo di Pasqua da Carolina

Pranzo di Pasqua da Carolina

Una bella domenica da Carolina che, come sempre, è stata una perfetta padrona di casa.

CAROLINA fioriOvetti di Pasquapasqua carolina (6)pasqua carolina (8).

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.Menù

Roselline di crespelle al radicchioCarré d’agneau bonne femme, Carrè d’agnello con patate e cipolline alla maniera di EscoffierStrawberry Pavlova, Torta Pavlova alle fragoleBerry crumble cheesecake.

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Berry crumble cheesecake
Per una tortiera di 24 cm. di diametro

Ingredienti e dosi per 4 persone
400 g di formaggio Philadelphia, 100 g di Zucchero + 2 cucchiai per la copertura, 10 gr di amido di mais, 40 g di Burro, 100 g di Biscotti Digestivi, 45 g di Panna acida, 1 cucchiaino di essenza di Vaniglia, 1 pizzico di Cannella, 45 g di panna fresca, 1/2 Limone, 2 Uova + 1 tuorlo, un pizzico di Sale.

Preparazione
Tritate i biscotti nel frullatore. Versateci sopra il burro sciolto a bagnomaria e impastate.
Aggiungete la cannella e un pizzico di sale. Ungete di burro uno stampo, stendete il composto compattandolo per formare la base e i bordi del Cheesecake e lasciatelo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.
Nel frattempo impastate insieme il formaggio, la panna fresca, la maizena, lo zucchero, 1 cucchiaino d’essenza di vaniglia e il succo di limone. Aggiungete i tuorli d’uovo uno per volta. Montate a neve gli albumi e mescolateli delicatamente all’impasto. [continua]

Menù per Pranzo di Pasqua da Carolina
Menù ligure con la Torta pasqualina

Per il giorno di Pasqua un ricevimento ligure con la Torta pasqualina

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Torta pasqualina
Cotolette d’agnello
Gelato “Tramonto di Primavera”

Torta pasqualina, la ricetta ligure
è sempre un pezzo forte per il menù di primavera, sostituisce ogni tipo di primo ed è squisita sia calda che fredda, adatta dunque anche al pic-nic di Pasquetta insieme alle Cotolette d’agnello tenere e croccanti e alla Coppa di gelato e fragola.

  • Ingredienti e Dosi: per 8 persone
    600 gr. di farina, 600 gr. di bietole, 400 gr. di ricotta, 50 gr. di burro, 8 uova, 50 gr. di pecorino, 50 gr. di parmigiano, 1 bicchiere di latte, Olio extravergine d’oliva q.b, Sale q.b, Pepe q.b.
    Preparazione
    Impastate la farina con 4 cucchiai d’olio e un pizzico di sale. Aggiungete gradualmente acqua fino a che l’impasto non appare morbido e compatto. Impastate a lungo: dovrete sentire delle bollicine nella pasta. Fate riposare il composto per circa mezz’ora, dopodiché dividetelo in sei parti uguali e stendete ogni panetto fino a ottenere una sfoglia sottile.
    Fate lessare le bietole e mescolatele con la ricotta, 2 uova intere, metà del formaggio grattugiato (mix di pecorino e parmigiano) e il latte.
    Ungete uno stampo e le sfoglie: foderate il recipiente da forno con le prime tre sfoglie. Rovesciate il composto di ricotta e bietole in modo uniforme, poi scavate 6 buchette dove andrete a depositare le uova crude, facendo attenzione a non rompere i tuorli. Spolverate con il resto del formaggio grattugiato e richiudete con le altre tre sfoglie.
    Fate cuocere in forno preriscaldato a circa 20°C per 40 minuti.
    Accorgimenti
    Stendete le sfoglie ben sottili per garantire la giusta leggerezza all’impasto.
    Idee e varianti
    Se volete attenervi alla tradizione originale, dovrete preparare 33 sfoglie, corrispondenti agli anni di Cristo.
    Vino: Cinqueterre secco.

Cotolette d’agnello

  • Questo piatto viene di solito accompagnato da verdissimo e tenero radicchietto con spicchi di uova sode e da frittelline alla maggiorana che si preparano così: 300 g. di farina, 25 g di lievito di birra, 1 uovo, sale, 2 dl di acqua, foglioline di maggiorana (o 2 cipolline novelle e qualche foglia di lattuga), olio. Fate sciogliere il lievito con un po’ d’acqua tiepida, aggiungete l’uovo, la farina ed il resto dell’acqua alternandoli. Salate e unite le foglioline di maggiorana. Mescolate bene, coprite e tenete in luogo caldo fino a quando non avrà raddoppiato il suo volume. Preparate il padellone di frittura con abbondante olio caldo e gettatevi il composto a cucchiaite. colatele ben dorate, deponetele su un foglio di carta da cucina, spolverizzate di sale e servite ben calde.
    Vino. Granaccia delle colline savonesi

Gelato “Tramonto di Primavera”

  • Ingredienti per 6 persone
    500 g di fragole ben mature, 300 g di zucchero, 6 bicchierini di Grand Marnier, mezzo litro di crema Chantilly.
    Preparazione.
    Mondate e lavate velocemente le fragole. Fatele scolare ed asciugare bene, poi mettetele in una terrina, irroratele di liquore, zuccheratele e tenetele in frigorifero per almeno mezz’ora. Passate le fragole al setaccio e mettete la purea ottenuta nella sorbettiera. Preparate ilo gelato nel solito modo e appena pronto mescolatelo con crema Chantilly. Rimettete il composto nella sorbettiera e rimettetela in funzione per altri 20 minuti. Disponete il gelato, che avrà proprio il colore del tramonto, in coppe di cristallo individuali e servite.Se la sorbettiera non fosse abbastanza capace, dividete le dosi a metà e procedete in due tempi.
    Vino. Sciacchetrà (Sciacchetrà) delle Cinque Terre.

Menù ligure con la Torta pasqualina

File:Strawberry Ice Cream with Strawberries 01.jpg

Di Lotus Head from Johannesburg, Gauteng, South Africa (sxc.hu) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html), CC-BY-SA-3.0 ( ], attraverso Wikimedia Commonsa
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Gelato Mimosa senza gelatiera

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Ingredienti per 4 persone

Per il gelato alla vaniglia
500 ml. di panna fresca zuccherata, 3 uova, 100 gr. di zucchero, estratto di vaniglia.

Per il pan di Spagna
75 gr. di farina 00, 150 gr. di zucchero, 75 gr. di fecola di patate, 6 Uova.

Preparazione

  • Preparate il gelato alla vaniglia (la ricetta è di Misya)
    Montate i tuorli con lo zucchero. Montate gli albumi a neve. Montate la panna. Riunite i tre composti in un contenitore e amalgamate il tutto delicatamente, aggiungendo l’estratto di vaniglia. Mettete il composto in freezer per almeno 2 ore (secondo quanto tempo il composto rimane in freezer potete deciderete se servirlo come gelato o come semifreddo). Prima di servire il gelato, lasciatelo ammorbidire fuori dal freezer per qualche minuto.

Assemblate il dolce

Con l’aiuto di due cucchiai formate delle chenelle e adagiatele sul piatto di portata formando un fiore. Ricoprite le chenelle di gelato alla vaniglia con le briciole di pan di Spagna. Potete rifinire il decoro con rametti di mimosa.

gelato mimosa_tn

 

Pranzo Pasqua da zia Marinella

Il Pranzo di Pasqua da zia Marinella, mamma di Carolina

..Menù

Crostini con crema di cuori di carciofi
Flan di piselli con uovo di quaglia
Cannelloni con ricotta e asparagi
Torta salata di rosolacce
Pinzimonio di verdure
Panini al burro e Galletti di piadina
Pastiera napoletana, Uova di cioccolato e Colomba pasquale
Fragole al limone

Flan di piselli con uovo di quaglia
Ingredienti: 300 gr. di piselli freschi, 100 gr. di ricotta, 30 gr. di grana, 2 uova, 1 scalogno, sale e pepe, 1 uovo di quaglia rassodato, per ogni flan.
Preparazione: Rosolate lo scalogno tritato con un po’ d’olio, quindi aggiungete i piselli e del brodo e portateli a cottura. Frullateli con la ricotta, il parmigiano, il brodo e i tuorli. Quindi aggiungete gli albumi montati a neve Versate il composto in stampini monoporzioni ben imburrati Cuocete a bagnomaria per 20-25 minuti.
Sformate i piccoli flan delicatamente e guarnite con l’ uovo di quaglia sodo.

Cannoli (cannelloni) ripieni alla maniera di Petronilla

Flan di piselli con uovo di quaglia    .Crostata salata di rosolacce    Panini al burro

Crostata salata di rosolacce
Ingredienti per 4-6 persone: Pasta brisée, 4 uova, 400 gr. di rosolacce, 100 gr. formaggio caprino fresco, 100 gr. di pancetta a dadini, 300 ml. di latte, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 3 cucchiai di olio evo,sale e pepe.
Preparazione: Rosolate la pancetta a dadini in olio, quindi aggiungete le rosolacce (pulite e lavate) e condite con sale e pepe. Fate insaporire per pochi minuti e lasciate intiepidire. Nel frattempo, in una terrina, sbattete bene le uova intere con il parmigiano, il latte, il  sale e il pepe. Aggiungete il caprino, la pancetta con le rosolacce, quindi mescolate bene.  Stendere la pasta brisée (tenetene un po’ da parte) su una teglia imburrata e bucherellate con i rebbi di una forchetta. Versatevi dentro il composto precedentemente preparato e spolverizzate altro parmigiano grattugiato. Con la pasta brisée tenuta da parte formate delle striscioline che poi adagerete sulla superficie della torta, come per una crostata. Infornate a 170° per 30 minuti o finchè la pasta avrà preso un colore dorato.

La “sontuosa” Pastiera napoletanaColomba pasquale casalingaCome preparare le Fragole dall’Almanacco del 1935

 

 

 

 

Panini al burro
a forma di animaletto (coniglietti, maialini ecc.). Per la ricetta passo passo vedi qui

Galletti di piadina
Preparate la piadina romagnola e, quando è ancora calda (altrimenti si romperà), intagliatela con un tagliapasta a forma di galletto.

Ovetti decorativi di pasta sfoglia
Intagliate due sagome a forma di ovetto nella pasta sfoglia. Ricoprite una con marmellata di lamponi e sovrapponete l’altra sagoma. Intagliate con la punta di un coltellino dei fregi, quindi cuocete in forno. Una volta sfornati e ancora caldi infilate uno stecchino.

Galletti di piadinaOvetti decorativi di pasta sfogliapasqua marinellaApparecchiare e decorare la tavola di PASQUA.

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Clicca sulle immagini per vederle ingrandite

pasqua marinella (2)

 Pranzo Pasqua da zia Marinella
Pastiera napoletana

La “sontuosa” Pastiera napoletana

“Pastiera napoletana e limoncello
«Narra la leggenda che la sirena Partenope, simbolo della città di Napoli, dimorasse nel Golfo disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, e che da qui ogni primavera emergesse per salutare le genti felici che lo popolavano, allietandole con canti di gioia. Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti, accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d’amore che la sirena aveva loro dedicato e, per ringraziarla, sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnarle i doni della natura: la farina, la ricotta, le uova, il grano tenero, l’acqua di fiori d’arancio, le spezie e lo zucchero. La sirena depose le offerte preziose ai piedi degli dei, questi riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera, che superava in dolcezza il canto della stessa sirena».
Enciclopedia della donna 1965
«Currite, giuvinò! Ce stà ‘a pastiera»
E’ nu sciore ca sboccia a primmavera,
e con inimitabile fragranza
soddisfa primm ‘o naso,e dopp’a panza.
Pasqua senza pastiera niente vale:
è ‘a Vigilia senz’albero ‘e Natale,
è comm ‘o Ferragosto senza sole.
Guagliò,chest’è ‘a pastiera.Chi ne vuole?
Ll’ ingrediente so’ buone e genuine:
ova,ricotta,zucchero e farina
(e’ o ggrano ca mmiscato all’acqua e’ fiori
arricchisce e moltiplica i sapori).
‘E ttruove facilmente a tutte parte:
ma quanno i’ à fà l’imposto,ce vò ll’arte!
A Napule Partenope,’a sirena,
c’a pastiera faceva pranzo e cena.
Il suo grande segreto ‘o ssai qual’è?
Stu dolce pò ghì pure annanz’ o Rre.
E difatti ce jette. Alludo a quando
il grande Re Borbone Ferdinando
fece nu’ monumento alla pastiera,
perchè facette ridere ‘a mugliera.
Mò tiene voglia e ne pruvà na’ fetta?
Fattèlla: ccà ce stà pur’ a ricetta.
A può truvà muovendo un solo dito:
te serve pe cliccà ncopp ‘ a stu sito.
Màngiat sta pastiera,e ncopp’ a posta
dimme cumm’era: aspetto na’ risposta.
Che sarà certamente”Oj mamma mia!
Chest nunn’è nu dolce: è na’ poesia!”
www.pastiera.it

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Foto dal pranzo di Pasqua da zia Marinella
Ingredienti e dosi per 4 persone

Per la pasta frolla
15 gr. di farina, 75 gr. di strutto, 75 gr. di zucchero, 1 tuorlo, un pizzico di sale, altro strutto per ungere la tortiera, latte o albume per dorare.

Per il ripieno
120 gr. di grano tenuto a bagno per 2 o 3 giorni (può essere sostituito con orzo, che va ammollato per 12 ore), 250 gr. di zucchero, 3 tuorli, 2 uova, 100 gr. di cedro candito, 1 cucchiiata di scorza di limone grattugiata, 2 pizzichi di cannella, sale, 1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio, mezzo litro di latte, 1 scorzetta di limone intera.

Preparazione

Mettete il grano o l’orzo ammollato in una casseruola copritelo con acqua e fatelo cuocere per un’ora circa. scolatelo e mettetelo di nuovo in una casseruola con il latte e la scorzetta di limone intero, lo zucchero, un pizzico di sale e un pizzico di cannella. Lasciate cuocere piano fino a che il latte sia tutto assorbito.
Mettete in una terrina il grano, la ricotta passata al setaccio, la scorza di limone grattugiata, il cedro a dadetti, ancora un pizzico di cannella, l’acqua d’arancio e i tuorli d’uovo e gli albumi montati a neve soda, mescolando con garbo.
Fate la Pasta frolla, tenetene a parte un terzo e stendete infine il resto in un disco. Sistemate il disco di pasta in una tortiera unta con strutto, risalendo anche sulle pareti.Versate nella forma il ripieno e disponetevi sopra, come per una crostata,tante striscioline ricavate dalla pasta frolla messa a parte. spennellate con latte o con albume e passate in forno a calore moderato la pastiera finchè avrà preso un colore leggermente dorato.

Vino

Bianco liquoroso: Lacryma Christi del Vesuvio, Forio d’Ischia, Marsala oro dolce, Passito di Pantelleria, Passito Gewürztraminer, Erbaluce di Caluso passito, Moscadello di Montalcino passito, Passito di Pantelleria, Tokaj Aszu 4 Puttonyos.

pastiera32
La pastiera napoletana (o più semplicemente pastiera) è un dolce napoletano tipico del periodo pasquale, uno dei capisaldi della cucina napoletana (ma diffuso anche nella zona di Reggio Calabria e provincia).
Origini
La leggenda che vuole la sirena Partenope creatrice di questa delizia deriva probabilmente dalle feste pagane e dalle offerte votive del periodo primaverile. In particolare la leggenda è probabilmente legata al culto di Cerere le cui sacerdotesse portavano in processione l’uovo, simbolodi rinascita che passò nella tradizione cristiana. La ricetta attuale fu perfezionata proprio nei conventi e divennero celebri quelle delle suore del convento di San Gregorio Armeno.
Caratteristiche
La pastiera è una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte. La pasta è croccante mentre il ripieno è morbido. Il colore è giallo oro molto intenso. Il profumo e il sapore cambiano a seconda delle spezie e degli aromi utilizzati durante la preparazione. Nella ricetta classica gli aromi utilizzati sono cannella, canditi, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio. Oggi ci sono numerose variazioni alla ricetta classica che vanno dall’aggiunta di crema pasticcera nell’impasto interno, al cioccolato bianco nella pasta frolla.
Le massaie partenopee la preparano di solito il giovedì santo o il venerdì santo, ma ormai è presente tutto l’anno nelle migliori pasticcerie napoletane.
 
Citazioni letterarie
La diffusione di pastiera, così come del casatiello, altro piatto napoletano tipicamente pasquale, risale almeno al ’600. Lo testimonia la seguente citazione tratta dalla favola la gatta Cenerentola di Giambattista Basile (1566–1632) che descrive i festeggiamenti dati dal re per trovare la fanciulla che aveva perso lo scarpino:
« E,venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato. »
(Giambattista Basile, La gatta Cenerentola.)
Aneddoti e curiosità
Si racconta che Maria Teresa d’Asburgo-Lorena, seconda moglie di re Ferdinando II di Borbone, soprannominata la Regina che non sorride mai, cedendo alle insistenze del marito buontempone, accondiscese ad assaggiare una fetta di pastiera e non poté far a meno di sorridere, e da qui nasce il termine “magnatell’na risata”(tipico detto partenopeo che sollecita le genti alla ilarità).
A Massaquano è tradizione che il giorno della Festa della Madonna, il martedì di Pentecoste, in ogni casa deve esserci la pastiera. Questo perché è un dolce legato soprattutto alla Pasqua e anticamente la Pentecoste era l’ultima Pasqua (prima Pasqua dell’Epifania, seconda Pasqua di Gloria o Resurrezione e terza Pasqua Rosata o delle Rose era appunto la Pentecoste). Questo era l’ultimo giorno in cui si consumava la pastiera perché il caldo, quando non c’erano i frigoriferi, non avrebbe permesso di conservarla a lungo.
Giambattista Basile, in La gatta Cenerentola, sesto racconto del Pentamerone, menziona la pastiera fra le delizie del banchetto finale.
Wikipedia
pastiera Pastiera napoletana
 Mattia Luigi Nappi – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Decorare le uova pasquali con fantasia, seconda parte.

Come decorare le uova pasquali con fantasia, seconda parte.

↑Cestini alimentari con uova sode decorate

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Uova Fabergé
Queste uova decorate con stoffe in lamè, fantasia e dorate in tinta unita ricordano le uova del gioielliere degli zar (leggi). Cordoncini dorati o verdi e perline completano le decorazioni. Per sorreggerle creare una base di spilli e perline.

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Uova marmorizzate
Uova in carta pressata, cartapesta, plastica, legno o stilizzate sono rivestite con ritagli di carta marmorizzata.

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Dipingere le uova
  • Forate con attenzione l’uovo, sopra e sotto.
  • Soffiate in una tazza il contenuto e risciacquate l’interno.
  • Lasciate l’uovo ad asciugare.
  • Prima di applicare i colori disegnate con la matita uno schizzo.
  • Quando il colore è asciutto passate una mano di vernice trasparente. Si possono usare anche i colori naturali. In un pentolino scaldate un po’ d’acqua in cui avrete messo qualche buccia di cipolla e un cucchiaino di aceto. Immergete i gusci nell’acqua bollente: prenderanno colore giallo, arancione, cannella e perfino rosso a seconda del colore delle bucce e del tempo in cui li lascerete immerse. Se desiderate un colore molto verde usate degli spinaci, per altre tinte vanno bene cavoli, sugo di barbabietola, tè, caffè.

Utilizzate le uova dipinte come segnaposto a tavola: Costruite dei cartoncini portauovo e scriveteci il nome degli invitati. Potete ritagliare anche le confezioni porta uovo.

Croatian Easter eggs, Lithuania, Russia, German

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Piantine nelle uova
  • Inserite nell’uovo un batuffolo di cotone bagnato.
  • Seminate del crescione, frumento, erba medica…
  • Mettete l’uovo in un armadio.
  • Abbiate cura di tenere il batuffolo di cotone sempre inumidito.
  • Dopo qualche giorno i semi sono germogliati, togliete l’uovo dall’armadio e portatelo sul davanzale.
  • Se disegnate sull’uovo il naso, la bocca e la cravatta, le foglioline sembreranno i capelli.
E l’ uovo diventa una candelina
  • Inserite uno stoppino nell’uovo, fissandolo con del nastro adesivo.
  • Versate della cera fusa che non deve essere troppo calda.
  • Dopo aver svuotato e risciacquato bene l’uovo, chiudete il secondo foro con della cera.
  • Dipingete l’uovo.
Uova di cioccolato
  • Versate dentro del cioccolato liquido.
  • Quando si sarà solidificato, richiudete i fori. Rompete il guscio e troverete un uovo di cioccolato.
 Un uovo di gesso tutto da dipingere
  • Per ottenere una forma d’uovo versate del gesso.
  • Quando si è rappreso, rompete il guscio e decorate.

Creare donna  1997 

 Decorare le uova pasquali con fantasia, seconda parte.
 

Altre decorazionialberello uova pasqua

Decorare le uova pasquali con fantasia, prima parte.

Come decorare le uova pasquali con fantasia, prima parte.

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Il mito racconta che la Notte, alata e nera, corteggiata dal Vento, diede alla luce un uovo dal quale uscirono i progenitori dell’umanità.
Nell’uovo è racchiusa l’origine della vita. Per questo motivo l’uovo è stato scelto fin dall’antichità, come dono primaverile, in coincidenza del risveglio della natura e delle attività agricole: il freddo lascia la terra e con la bella stagione rinasce la vita.
Uova colorate venivano nascoste fra i semi di frumento per favorire un raccolto abbondante oppure si passavano sul dorso del bestiame prima di mandarlo al pascolo, o venivano murate nelle fondamenta a protezione delle case e la gente se lo scambiava per gioco.
Uova di legno o di osso, decorate con motivi floreali sono diventate sempre più preziose come le uova di Fabergé. Le Uova Fabergé furono una realizzazione di gioielleria ideata presso la corte dello zar di tutte le Russie ad opera di Peter Carl Fabergé.

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L’ Alberello di Pasquaalberello uova pasqua
Con le uova decorate potete preparare un grazioso “alberello di Pasqua” composto da rami abbastanza lunghi (di kiwi o di nocciolo contorto, oppure di rami in fiore di ciliegio, di melo ecc.) messi in un contenitore alto e stretto.
La decorazione delle uova sarà completata con nastri colorati, incollati, che serviranno per appenderle.

Risultati immagini per Inna Forostyuk   

Uova ricamate a punto croce,
come le creazioni dell’artista ucraina Inna Forostyuk: i gusci vanno forati, quindi si passa il filo da ricamo (vedi emilytobias.com),

Uova mascherateuova
Trasformate il solito uovo bollito in qualcosa di speciale picchiettandolo, dopo averlo sbucciato, con una spugna imbevuta di colorante per cibo. Le uova della foto sono state decorate per assomigliare a uova d’anatra. Una pennellata di albume donerà loro, infine, un aspetto speciale.
Le uova decorate sono una simpatica tradizione pasquale, estremamente semplice da realizzare. Non è necessario, infatti, essere degli artisti per ottenere dei buoni risultati, ma tutta la famiglia può cimentarsi in questa operazione sfruttando l’opportunità di passare un po’ di tempo insieme, divertendosi. Le uova possono essere decorate in due modi: si possono dipingere, dopo averle bollite, con dei colori per alimenti, particolare ornamento per la colazione di un giorno festivo o di un brunch (una prima colazione molto ricca mista di dolce e salato da offrire verso la tarda mattinata), oppure potete creare qualcosa di più duraturo svuotando un uovo crudo e poi decorandone il guscio con dei colori o con il découpage.
Svuotare un uovo crudo è un’operazione un po’ lunga se eseguita correttamente, ma per le vostre prime uova decorate sarà sufficiente fare un buchino alla loro base. Dopo aver dipinto il guscio, coprite la piccola apertura con un cerchietto di feltro e mettetelo in bella vista, così decorato, appoggiandolo su un portauovo. Il découpage è una delle tecniche più facili da utilizzare per decorare le uova. Semplicemente ritagliate uno o due piccoli disegni a vostra scelta e poi incollateli sul guscio. Se desiderate qualcosa di più appariscente, dipingete sulle uova degli anelli, dei puntini o delle stelle in colori vivaci o impegnatevi nel riprodurre un motivo artistico
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Effetto marmorizzato
Queste bellissime uova di un blu elettrico non sono difficili da realizzare e inoltre possono essere tranquillamente mangiate. Tutto ciò che occorre fare è bollire le uova e poi rompere i gusci nelle vostre mani in modo, però, che rimangano sempre al loro posto. Togliere dei piccoli frammenti di guscio, in modo che si veda la parte interna dell’uovo e poi immergere il tutto in un colorante per cibi e lasciare in frigorifero per una notte.

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Arti decorative
Ispirati dalla decorazione di tessuti, questi gusci sono stati deliziosamente decorati a mano con colori da pittura.
E’ necessario avere la mano ferma per dipingere i gusci delicati con tanta precisione, ma è possibile ottenere un effetto simile anche con il découpage, incollando con cura sulle uova alcuni motivi di carta da regali o piccole forme riprodotte e ritagliate sulla carta velina. Rifinite il tutto con qualche strato di vernice trasparente.

cestini alimentari con uova sode decorate

Come colorare le uova

BLU
mettete 1/2 cavolo rosso in 1/2 litro d’acqua, bollitelo per 30 minuti, estraetelo e lasciate raffreddare il liquido di cottura. Immergete le uova sode a temperatura ambiente per 3 minuti.
GIALLO
bollite le uova in acqua a cui avrete aggiunto due bustine di zafferano.
VIOLA
bollite le uova in acqua rafforzata da un pestato di mirtilli.
ROSA
bollite le uova insieme a pezzetti di barbabietola rossa (meglio se grattuggiata).
ROSSO
Preparate un decotto di buccia di cipolla rossa, facendola bollire per almeno 30 minuti. Filtrate il decotto e lasciatelo raffreddare. Immergete le uova a temperatura ambiente, cuocetele a fuoco lento e toglietele dopo 10 minutidi bollitura. Oppure ricoprire l’uovo con petali di papavero e rivestire con buccia di cipolla e bollire
(Grecia in occasione della Pasqua): il rosso sarà molto acceso.
VERDE
come sopra, preparate un decotto di spinaci.
Se volete le uova monocrome immergetele semplicemente; se invece volete delle striscioline,applicate qualche giro di elastico.
Se vi sentite particolamente creative, create delle “riserve” alle vostre uova, applicando sul guscio ben lavato foglie o petali dopo averli immersi in po’ di albume (che farà da collante) e legate il tutto con un rettangolino di garza o di collant nuovo. In questo modo la parte coperta dalla fogliolina non verrà colorata e resteranno dei disegni bellissimi.

“Idee Creative” anno 1992

Easter eggs on grass.jpg          

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Confezionare i regali Carta da regalo

Come confezionare i regali: Carta da regalo “fai-da-te”

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Per avvolgere la vostra torta, o i tanti regalini, potete fare la carta decorata da voi usando delle patate come stampini, oppure il rullo per togliere i pelucchi dagli abiti.

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Occorrente
  • patata
  • carta bianca o carta da pacchi marrone
  • colori a tempera o a olio
  • coltellino a punta
Preparazione
  • Tagliate una patata cruda a metà. Incidete con un coltellino a punta sulla superficie tagliata un disegno a piacere: stella, cuore ecc.
  • Tagliate via i lati esterni della patata in modo da lasciare in rilievo il disegno.
  • Stendete la carta sul tavolo.
  • Bagnate la patata nel colore scelto e fatela impregnare bene. Premete con forza la patata sulla carta nei punti desiderati.
  • Ripetete più volte l’operazione fino a quando avrete decorato tutto il foglio come desiderate.
  • Fate asciugare perfettamente il colore prima di usare la carta.

Regali dalla mia cucina 1978

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Confezionare i regali Carta da regalo

Per dono (detto anche regalo o presente) si intende il passaggio di proprietà di un bene da un soggetto ad un altro senza una compensazione diretta che deriverebbe dallo scambio commerciale con un altro bene o servizio dotato di valore economicamente valutabile, anche se il dono stesso può comportare un’aspettativa di reciprocità, o un ritorno in termini di prestigio o simili. In molte società umane, il gesto di scambiarsi doni a vicenda contribuisce alla coesione sociale. Per estensione, il termine “dono” si può riferire a qualunque cosa fatta liberamente e spontaneamente, atta a rendere l’altro più felice o meno triste, come ad esempio un favore, un atto di perdono o di gentilezza.

Lo studioso francese Marcel Mauss ha elaborato negli anni 1920 una teoria del dono dal punto di vista antropologico, basandosi sui risultati di famose ricerche etnografiche. Tra gli scritti di Marcel Mauss su “L’Année sociologique” (poi raccolti in volume in Saggio sul dono) ci sono contributi di riflessione sulla cultura, sulla magia dei rituali, del sacrificio e dello scambio dei doni (braccialetti di conchiglie rosse scambiati con braccialetti di conchiglie bianche) tra melanesiani e polinesiani per rafforzare la fiducia dei popoli. Il dono per quanto spontaneo non è libero perché costituisce un’aspettativa della sua restituzione, perché fa parte di un sistema di obblighi e diritti proprio della società in cui si appartiene.

2 Portatovagliolo carici

2. Portatovaglioli fai-da-te: Il portatovagliolo di carici

Occorrente

Un mazzetto di 18 foglie di carice¹ lunghe circa 40 cm.

 Preparazione
  1. L’ allineamento: Disponete le foglie in modo che siano allineate ala base; adagiatevi sopra il tovagliolo e avvoltolatelo per illungo avendo cura di non spiegazzarlo.
  2. Legare le foglie: Con cura legate tra di loro le foglie con un nodo semplice, assicurandovi che restino allineate alla base.
  3. Apritele a ventaglio

¹Carici – Carex è un genere di piante della famiglia delle ciperacee. È il genere più ricco di specie dell’intera famiglia. Si trova in tutto il mondo ma principalmente nelle zone temperate. La maggioranza dei carici (ma non tutti) si trovano in zone umide dove possono costituire la vegetazione dominante, in particolare nelle torbiere basse dette cariceti.

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da Idee creative 1982   

Il Portatovagliolo

  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food 

2 Portatovagliolo carici