Il coniglio Pasquale di pasta speziata

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Occorrente
Pasta speziata¹, Glassa reale², Uovo di cioccolato rivestito di zucchero, Carta trasparente, Forbici, Stampino a forma di uovo, Carta d’alluminio.
 
¹Pasta speziata
dose per 40-45 biscotti
700 gr. di farina, 200 gr. di burro morbido, 200 gr. di zucchero di canna, 200 gr. di miele, 1 uovo battuto, 1 cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiaini di cannella in polvere, 2 cucchiaini di drogapura, 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere, 1/2 cucchiaino di sale.
Unite tutti gli ingredienti nell’impastatrice o sul tavolo e impastate bene fino a quando saranno perfettamente amalgamati. Stendete la pasta con il mattarello in una sfoglia spessa 1/2 cm. e tagliatela con gli stampini. Mettete i biscotti su di una teglia rettangolare foderata con carta d’alluminio. Fateli cuocere in forno a 180° per 15 minuti.
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²Glassa reale
dosi per 200 gr.
1 chiara d’uovo, 150-200 gr. di zucchero a velo, sciroppi per colorare.
Setacciare lo zucchero a velo in una ciotola. Unite la chiara d’uovo e mescolate bene con una forchetta fino a quando diventerà una pasta liscia, omogenea e spessa. Se volete colorare la glassa, aggiungete qualche goccia di sciroppo di more, di lamponi, di mirtilli o di menta. Stendete la glassa sui biscotti con un pennello grosso. Per fare i disegni, usate un pennellino fine di quelli che si adoperano per il trucco degli occhi. Decorate la superficie della glassa con: zuccherini colorati, mandorle e noci, lenticchie colorate, caramelline. Fare asciugare bene la glassa prima di muovere i biscotti o di toccare la superficie.
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 Preparazione
Preparare ill coniglietto:
Disegnate la sagoma del coniglio e ritagliatela. Stendete la pasta speziata in una sfoglia spessa 1 cm. Ritagliate il coniglio. Mettetelo su di una teglia foderata di carta d’alluminio. Premete lo stampino a forma dimezzo uovo sul corpo del coniglio. Fate cuocere in forno a 180° per 15 minuti: deve essere ben dorato. Fatelo raffreddare bene. Fissate l’uovo di cioccolato nel buco lasciato dallo stampino con la glassa reale. Decorate il resto del coniglio con la glassa. Fatelo asciugare perfettamente.da “Regali dalla mia cucina” 1978

Tra i diversi richiami pasquali che fanno bella mostra di sé nelle vetrine dei negozi compare anche un simpatico coniglietto che porta delle uova. La sua presenza non è casuale ma si richiama alla lepre che sin dai primi tempi del cristianesimo era presa a simbolo di Cristo.
Inoltre, la lepre, con la caratteristica del suo manto che cambia colore secondo la stagione, venne indicata da sant’Ambrogio come simbolo della risurrezione.
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Nella ricca tematica delle usanze pasquali emerge la tradizione di mangiare l’agnello; ricorda il pranzo pasquale degli ebrei in memoria dell’esodo dall’Egitto mediante il “passaggio” del Mar Rosso, il “passaggio” cioè dalla schiavitù dell’Egitto alla libertà; per festeggiare il rinnovamento Mosè ordinò al popolo di sacrificare un agnello tutto bianco, tingerne le porte con il sangue, farlo arrostire e mangiarlo con pane azzimo, la sera del quattordicesimo giorno del primo mese di primavera; per gli Ebrei, quindi, mangiare l’agnello ricorda il sacrificio offerto al Dio d’Israele prima di partire dall’Egitto; per i cristiani significa “l’agnello di Dio”, l’agnello figura di Cristo, vittima innocente e immacolata.
Le uova benedette ricordano che nei tempi passati erano proibite durante la Quaresima per poi ricomparire sulla tavola insieme al capretto, all’agnello, al salame con il significato che il tempo della penitenza e del digiuno era finito; venivano portate a benedire prima di essere donate come simbolo di speranza, di abbondanza e di nuova vita. Intorno al XV secolo venivano servite a pranzo le uova sode dipinte a mano ed in molti paesi europei si diffuse la tradizione di iniziare la colazione con una frittata fatta con le uova deposte dalle galline il venerdì santo. Nel XVI secolo nacque l’usanza di nascondere tra le uova una sorpresa e con l’importazione del cacao dal Messico la sorpresa entrò nell’uovo di cioccolata. La tradizione della colomba pasquale, che è il simbolo dello Spirito Santo, non dovrebbe comparire sulla tavola a Pasqua, ma a Pentecoste, giacché vuole ricordare la pace che tornò fra Dio e gli uomini dopo il diluvio universale, infatti fu proprio una colomba a tornare nell’Arca con un ramoscello d’ulivo nel becco. Una tradizione popolare della sera del sabato santo è quella che viene ancora seguita a Firenze, durante i riti della Resurrezione; una colomba (ora non più viva ma artificiale) viene fatta partire dall’altare maggiore con un piccolo razzo e scorrendo su un filo va ad incendiare un carro: il tutto vuole simboleggiare il candore dell’animo e la forza purificatrice del fuoco sempre presente negli antichi riti ma che il cristianesimo, molto spesso, ha sostituito con l’acqua benedetta.
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  Il coniglio Pasquale pasta speziata

Il coniglio Pasquale di pasta speziataultima modifica: 2013-03-21T14:49:00+01:00da patiba
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