Weekend assolato di inizio settembre a Rimini e dintorni

 Hotel Carnaby, Viserba di Rimini

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Rimini è il principale centro della Riviera romagnola, luogo di soggiorno estivo di fama internazionale. Rimini è anche una città di livello storico-culturale non indifferente:  fu una colonia fondata dai Romani nel 268 a.C. e sul suo suolo, gli imperatori romani eressero monumenti quali l’Arco d’Augusto, il Ponte di Tiberio e l’Anfiteatro. Durante il primo Rinascimento, sotto i Malatesta, la sua corte fu una delle più vivaci dell’epoca, ospitando artisti del calibro di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Roberto Valturio, Matteo de’ Pasti e producendo opere quali il Tempio Malatestiano.
Nell’epoca contemporanea fu Federico Fellini, tra i più noti registi della storia del cinema, a rendere celebri nel mondo personaggi, luoghi e atmosfere di Rimini attraverso i suoi film, ispirati alla sua città natale.
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La Cucina
La cucina riminese è semplice e legata alle tradizioni della civiltà contadina e alla cultura della terra. I piatti riminesi contengono ingredienti classici della cucina romagnola ed di quella marchigiana.
  • I primi piatti sono preparati con la pasta ottenuta dalla sfoglia: un impasto di uova e farina, lavorato a mano e steso con il mattarello, dalla superficie fine e lievemente rugosa per assorbire i condimenti. Tra i primi figurano i cappelletti , i passatelli in brodo, le lasagne al forno anche nalla versione verde (la sfoglia è preparata con l’aggiunta di spinaci), i cannelloni, i tortelli, le tagliatelle, i garganelli, i maltagliati, gli gnocchi e gli strozzapreti.
  • I secondi piatti comprendono piatti di carne quali il pollo alla cacciatora, il coniglio in porchetta, le zucchine ripiene, i salumi, le grigliate miste composte da braciole di castrato e salsicce di maiale, e piatti di pesce, tra cui le grigliate di sgombri, saraghine, sardoncini e sarde, gli spiedini di pesce cotti sul “focone”, le seppie con i piselli, le fritture di calamaretti e di bianchetti (qui conosciuti come “omini nudi”).
  • La Piada è un pane di antica tradizione, sottile e friabile, ottenuto da un impasto di farina, acqua, strutto e sale, e fatta cuocere al fuoco su un testo di terracotta o in ghisa. È spesso accompagnata a grigliate di carne o di pesce, salsicce, verdure gratinate, salame, prosciutto, formaggi freschi o erbe di campagna. I cassoni, o cascioni, sono focacce ripiene che costituiscono una variante “chiusa” della piada e vengono farciti con numerosi ripieni differenti: rosole ed erbe di campo, patate e salsicce, pomodoro e mozzarella.
  • I contorni comprendono insalate miste, verdure gratinate, patate al forno, strigoli saltati in padella, olive marinate con finocchio selvatico, aglio e scorza d’arancia.
  • I dolci riminesi sono rustici e venivano preparati quasi esclusivamente in occasione del Natale e del Carnevale. La ciambella appartiene alla tradizione di Natale; i fiocchetti e le castagnole a quella di Carnevale; la piada dei morti è un dolce con noci, uvetta, pinoli e mandorle, caratteristico del mese di novembre La zuppa inglese è un dolce particolarmente ricco che combina il gusto delicato della crema pasticciera a quello robusto dei savoiardi imbevuti in diversi liquori
  • I dessert di frutta includono i fichi caramellati, le pesche con l’Albana e le fragole con il vino rosso.
  • Prodotti tipici locali sono lo squacquerone, formaggio fresco a pasta molle e la saba, sciroppo d’uva o mosto cotto, usato per la preparazione di dolci.
  • I vini più noti sono il Sangiovese, dal colore rosso rubino carico, e il Trebbiano, bianco asciutto e armonico, ma anche altri vini si sono imposti per le loro caratteristiche qualitative: il Pagadebit, la Rebola, il Cabernet Sauvignon e l’Albana, bianco secco e amabile risalente probabilmente all’epoca romana.
Cosa ho mangiato:
Gradara panoramica colline e mare.jpg
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A pochi chlometri da Rimini, nell’entroterra della riviera marchigiano-romagnola, poco distante dal mare e in un piacevole paesaggio collinare, è situata la cittadella di Gradara (PU) conosciuta soprattutto per la sua storica rocca. La Rocca di Gradara avrebbe fatto da sfondo, secondo talune ipotesi storiche, al tragico amore tra Paolo e Francesca, moglie del fratello Gianciotto, cantato da Dante nella Divina commedia.

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«Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.»
Queste parole da lor ci fuor porte.
Dante Alighieri, Inferno V, 100-108

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La rocca di Gradara agosto 2014 (r).jpg
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Nel 1937 il castello fu location per le riprese del film di Luis Trenker Condottieri, ispirato alla figura del soldato di ventura Giovanni dalle Bande Nere. Nel 1949 vi fu ambientato Paolo e Francesca di Raffaello Matarazzo e alcune scene del film vincitore di due Premi Oscar Il principe delle volpi, diretto da Henry King. Nel 1961 il borgo e gli interni della rocca fanno da sfondo alla storia d’amore tra il rivoluzionario Pietro Missirilli e la protagonista del film Vanina Vanini, di Roberto Rossellini. Negli anni ottanta vi furono ambientati due film del filone vacanziero: Stesso mare stessa spiaggia (1983) di Angelo Pannacciò e Yesterday – Vacanze al mare (1985) di Claudio Risi.
Hostaria del Castello di Gradara,

http://www.justhotels.it/public/hosteria-del-castello.jpg

Weekend di inizio settembre a Rimini
“Gradara panoramica colline e mare” di Alien66 – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons –
“La rocca di Gradara agosto 2014 (r)” di Alien66 – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Weekend assolato di inizio settembre a Rimini e dintorniultima modifica: 2015-09-03T06:00:36+02:00da patiba
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