Pomodori ripieni al tonno

Pomodori ripieni al tonno sott’olio

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Che buono questo antipasto, che può essere anche un fresco secondo piatto estivo. Ho letto che una ricetta dei pomodori così preparati, venne dedicata all’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, da Alberto Cougnet (nizzardo garibaldino, storico e geografo della cucina) nel 1910 e pubblicata su “L’arte culinaria italiana”, un trattato tecnico pratico e dimostrativo della cucina italiana e straniera. Il Cougnet fu amico intimo del fratello di Garibaldi.

Come preparare i pomodori ripieni al tonno

Ingredienti e dosi per 4 persone

4 Pomodori tondi,120 gr. di Tonno sott’olio,1 Uovo, 2 cucchiai di Maionese, Capperi, qualche foglia di Lattuga, io ho aggiunto alcune olive nere snocciolate e tagliate a fettine..

Preparazione

Lavate i pomodori e tagliateli a metà svuotandoli della polpa e dei semini. Lessate un uovo, sgusciatelo e tritatelo col tonno. Aggiungete la maionese e lavorate bene l’impasto. Farcite i mezzi pomodori col composto e decorate con qualche cappero.
Servite i pomodori ripieni al tonno su un letto di foglie di lattuga fresca.

Accorgimenti

Ricordatevi di sgocciolare bene il tonno dal suo olio di conservazione e di sciacquare bene i capperi, soprattutto se sono conservati sotto sale.

Idee e varianti

Potete arricchire questa ricetta con qualche filetto di alici e del prezzemolo da tritare insieme gli altri ingredienti.
Seguendo la stessa lavorazione potete anche utilizzare dei pomodorini tipo pachino per dei deliziosi stuzzichini da mangiare in un sol boccone!

Pomodori ripieni al tonno

Pomodori ripieni al tonno
Finocchi fritti come antipasto o contorno

Finocchi fritti come antipasto o contorno

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I finocchi, quanto il sedano, non vanno al di là di una modesta utilizzazione culinaria. La parte commestibile (grumolo) è gradita per il fragrante aroma e per il sapore dolce; viene consumata cruda in insalata o cotta (Finocchi gratinati), diventando più digeribile.

I Finocchi fritti come antipasto o contorno, sono sfiziosi ed insoliti.

Ingredienti e dosi per 4 persone

4 finocchi, 100 g di farina 00, 125 ml di vino bianco secco (½ bicchiere), 1 albume d’uovo, Sale q.b, Olio d’oliva per friggere q.b,

Preparazione:

Pulite i finocchi, eliminando i gambi e le prime foglie esterne, dopodiché tagliateli a metà, lavateli e fateli cuocere in abbondante acqua bollente e salata per 15 minuti. Una volta pronti scolateli, fateli raffreddare e divideteli in spicchi sottili.
Intanto preparate la pastella: setacciate la farina raccogliendola in una terrina, diluitela lentamente con il vino bianco e salatela, quindi incorporate l’albume montato a neve e mescolate.
Immergete i finocchi prima nella pastella e poi nell’olio caldo per farli friggere fino a doratura. Una volta pronti scolate i finocchi fritti e fateli liberare dell’olio in eccesso su dei fogli di carta assorbente.

Accorgimenti:

Vi suggeriamo di unire l’albume alla pastella solo qualche momento prima di utilizzarla.

Idee e varianti:

Rendete la pastella dei finocchi fritti ancor più sfiziosa aggiungendo del pepe bianco.

Autore: Ricettaidea.it
Fried Fennel and Onion Petals – black lager & rye batter, caraway salt, trout caviar dip

File:Fried Fennel and Onion Petals - black lager & rye batter, caraway salt, trout caviar dip (14362974035).jpg

Di Arnold Gatilao from Oakland, CA, USA [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
 Finocchi fritti come antipasto o contorno
Antipasti caldi anzi caldissimi Rustico che si crede una Torta delle rose

Un rustico che si crede una Torta delle rose

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La torta delle rose² è un dolce realizzato con pasta lievitata ricca di burro e zucchero che viene arrotolata e disposta nella teglia assumendo la caratteristica forma di un cesto di boccioli di rose, da cui il nome.

Ho voluto provare a fare la versione saltata:

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia già pronta, proscutto cotto, besciamella soda, parmigiano grattugiato, prezzemolo, semi di girasole¹, 1 uovo.

Preparazione

Togliete la pasta sfoglia dalla confezione, ma lasciatela sulla carta da forno. Con il matterello cercate di stenderla il più rettangolare possibile.Disponete sulla pasta sfoglia il prosciutto spezzettato, stendete sopra la besciamella e cospargete di abbondante parmigiano grattugiato. Distribuite i semi di girasole e le foglioline di prezzemolo. Arrotolate la pasta, così farcita, dal lato più lungo formando un salsicciotto.

t. delle rose 1t.delle rose 2rustico rose

Tagliate il salsicciotto in 16 fette se saranno larghe 2-3 cm. oppure in 8 fette se saranno alte 4-5 cm. e disponetele in cerchio in una teglia  foderata con la carta da forno: una girella (o rosellina)  accanto all’altra, distanziandole un po’. Battete un uovo come per fare una frittata, quindi versatelo uniformemente sulle girelle.
Mettete la teglia in forno già caldo a 200-230 gradi per 30 minuti circa, fino a quando la superficie sarà diventata ben colorata e croccante.

t.delle rose 4t.delle rose 5rustico rose (2)

Potete servire questo rustico (che imita la famosa “Torta delle rose²“) così intero, oppure potete staccare delicatamente le roselline l’una dall’altra e presentarle come finger food per accompagnare l’Aperitivo.

Io lo preferisco leggermente caldo.

Varianti
  • Potete sostituire il prosciutto cotto con altri affettati: prosciutto crudo, speck, mortadella.
  • Anzichè la besciamella potete mettere formaggi cremosi tipo stracchino.
  • Invece del prezzemolo, per dare un tocco di verde, provate con foglioline di basilico, timo ecc.
  • Potete aggiungere fette sottili del formaggio che preferite: scamorza, pecorino ecc.

Spazio alla fantasia!

rustico-rose (2)

  • ¹I Semi di girasole sgusciati, biologici, sono un toccasana per la nostra salute e possono sostituire degnamente i pinoli (provate a preparare il pesto alla genovese!). Numerose sono le propietà di questi semini. Contengono Vitamine del gruppo B e la  vit. E, antiossidanti e numerosi minerali come selenio, ferro, magnesio, manganese, fosforo, zinco. Inoltre sono ricchi di proteine e fibre, perciò sono perfetti crudi, eventualmente salati, come snack o aggiunti ad insalate, müesli, torte e biscotti.
  • ²La torta di rose vanta antichissime e nobili origini. Nel 1490, alla corte dei Gonzaga, giunse, sposa del marchese Francesco II, Isabella d’Este.
    Per onorare gli ospiti ferraresi si fece festa con molto sfarzo; vennero imbanditi sontuosi banchetti con le prelibatezze della splendente cucina rinascimentale mantovana. In occasione di quelle feste, per rendere omaggio a colei che sarà definita la “First Lady” del Rinascimento, si ideò la Torta delle Rose, un delicatissimo dolce che non aveva eguali nelle corti d’Europa.
    Isabella ne fu a tal punto incantata che, in seguito, si narra predisponesse favorevolmente l’animo dei suoi ospiti con una rosa ancora calda di forno […] ” Ricostruzione/rivisitazione storica” di Luigi Mattiazzi

rustico rose

Rustico che si crede una Torta delle rose
Chicchi d'uva con Gorgonzola e pistacchi

Chicchi d’uva con Gorgonzola e pistacchi di Bronte, un finger food veloce e sfizioso

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Per un aperitivo, come antipasto oppure come stuzzichino, questi chicchi così ricchi di sapore sono perfetti. Gli ingredienti sono pochi e la preparazione è semplice. Potete sbizzarrirvi per presentarli: per esempio mettete un solo chicco in un pirottino, oppure in coppia (o più) infilati negli stecchini per spiedini e poi adagiati su piattini.

Ingredienti e dosi 

20 acini d’uva bianca tutti della stessa dimensione e ben sodi, 100 gr. di formaggio Gorgonzola dolce,100 gr. di formaggio cremoso tipo Philadelphia,  100 gr. di pistacchi tostati e ridotti in granella (o altra frutta secca: noci, mandorle, nocciole).

Preparazione

Da un grappolo d’uva bianca ben lavato ed asciugato,  raccogliete 20 acini tutti della stessa dimensione. Versate in una ciotola i due formaggi ed amalgamateli bene, fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.
Tritate grossolanamente i pistacchi, prima sbucciati, per ottenere la granella.
Con l’aiuto di uno stecchino o di una pinza, prendete ogni singolo acino e passatelo nella crema di formaggi e ricopritelo completamente, poi passatelo nella ciotola con i pistacchi e ricopritelo completamente.
Mettete ogni chicco d’uva in un pirottino e tutti i pirottini presentateli su un vassoio.

chicco d'uva con glassa al gorgonzola e pistacchi di bronteChicchi d’uva con Gorgonzola e pistacchi
Come regolarsi con l’antipasto?
Quando si compila un menù, sorge immancabilmente un dubbio: presentare o no l’antipasto?
Non presentarlo, può dar l’impressione di poca considerazione verso gli ospiti; presentarlo, oltre a comportare lavoro e spesa, può dar l’impressione di volere strafare. Come regolarsi?
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L’ ANTIPASTO A CENA
Di sera l’antipasto deve essere solamente composto di caviale, salmone affumicato, ostriche, cocktails di crostacei. Non è più, quindi, questione di gusti o di preferenze, è una questione… finanziaria: o si può o non si può: se non si può, come accade per buona parte di noi, niente di male: riserviamo l’antipasto solo alle grandi occasioni.
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L’ANTIPASTO A PRANZO
A pranzo invece qualsiasi antipasto può senz’altro ben figurare. Se si tratta di un antipasto completo, a base di piatti caldi e freddi, sostituisce egregiamente la minestra e precede il piatto di pesce o di carne. […]
Panettone gastronomico, Pan Canasta

Sulla tavola delle feste un antipasto ricco: signore e signori ecco a voi il Pan Canasta!

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Pan Canasta?!  Sì, è la base per il ricco Panettone gastronomico, un antipasto che non può mancare sulle tavole festose di Natale e Capodanno. E’ composto da un pane morbido salato, tagliato a strati e farcito con “ogni ben di Dio”: tonno, salmone, pomodorini, creme salate, formaggi molli,  maionese, vari tipi di paté ecc. ecc..

Qui, di seguito, vediamo Come preparare il panettone gastronomico con pomodorini e philadelphia.

Ingredienti e dosi per 6 persone

300 gr. di farina, 200 gr. di farina manitoba, 1 cubetto di lievito di birra, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 70 gr. di burro, Acqua q.b, 350 gr. di tonno sott’olio, 12 pomodorini, 150 gr. di patè d’oliva, 200 gr. di Philadelphia, 200 gr. di stracchino.

Tempo: 70 minuti + 2 ore per la lievitazione dell’impasto.

Usate uno stampo per panettone del diametro di 24 cm

Preparazione

  • Mettete le farine su una spianatoia e conferite loro la forma a fontana. Al centro del buco mettete il lievito sbriciolato, lo zucchero, il sale e il burro tagliato a tocchetti.
  • Aggiungete poco alla volta l’acqua e iniziate a impastare, continuando sino a quando otterrete una consistenza morbida e omogenea.
  • Formate una palla, copritela con un canovaccio e lasciate riposare l’impasto in un luogo riparato da correnti d’aria per 60 minuti.
  • Trascorso il tempo di lievitazione, mettete l’impasto nell’apposito stampo, che avrete precedentemente imburrato e infarinato, e fatelo lievitare per ulteriori 60 minuti.
  • A questo punto potete infornare il panettone in forno preriscaldato a 180°C per circa 50 minuti, dopodiché sfornatelo e fatelo raffreddare a temperatura ambiente.
  • Nel frattempo fate sgocciolare il tonno dall’olio in eccesso e mettetelo in una terrina.
  • Lavate i pomodorini, eliminate i piccioli e tagliateli a fettine sottili.
  • Tagliate il panettone a fette orizzontali, in modo da ottenere circa 6 dischi.
  • Farcite il primo disco con metà quantità di tonno e pomodorini e richiudete con il disco soprastante.
  • Farcite il successivo disco con il Philadelphia e quello seguente con paté di olive. Utilizzate il tonno e i pomodorini rimanenti per farcire il penultimo disco e terminate con lo stracchino.
  • Richiudete il panettone e servitelo in tavola, intero o tagliato a fette.
Accorgimenti

Fate lievitare l’impasto in un luogo asciutto e riparato da correnti d’aria.

Idee e varianti

Divertitevi a farcire il panettone con gli ingredienti che più vi piacciono, come la mousse di prosciutto o le acciughe dissalate.
Noi vi abbiamo proposto anche la preparazione per l’impasto del panettone; se volete velocizzare il tutto, potete però comprarlo già pronto e farcirlo come più vi piace. In commercio se ne trovano di molti tipi, tutti molto buoni.

Panettone gastronomico, Pan Canasta
caponata di melanzane, ricetta della tradizione siciliana

La caponata di melanzane, ricetta della tradizione siciliana

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“Montalbano sono”

Salvo Montalbano è il protagonista dei romanzi polizieschi di Andrea Camilleri e delle serie televisive derivate, con protagonista Luca Zingaretti (fisicamente molto diverso da Pietro Germi, a cui Camilleri si era ispirato per la creazione del suo personaggio). Montalbano è un commissario di polizia che svolge le sue funzioni nell’immaginaria cittadina di Vigàta, sita nell’altrettanto immaginaria provincia di Montelusa. (Vigàta è il nome immaginario di Porto Empedocle (Ag), città natale di Camilleri). I racconti sono caratterizzati dall’uso di un italiano fortemente contaminato da elementi della lingua siciliana e da un’ambientazione siciliana particolarmente curata, elementi ripresi anche nella trasposizione televisiva. Il nome Montalbano venne scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, ideatore di un altro detective famoso, Pepe Carvalho: i due personaggi hanno in comune l’amore per la buona cucina e le buone letture, i modi piuttosto sbrigativi e non convenzionali nel risolvere i casi, una storia d’amore controversa e complicata con donne anch’esse complicate.

Montalbano è legato alla sua terra, al mare, alla casa di Marinella, alla sua donna ed al cibo. Il cibo ha per Salvo una notevole importanza come, del resto, il sedersi a tavola per gustarlo che è un vero e proprio rituale. Il commissario non sa cucinare (e non ha alcuna intenzione di imparare), perciò ad occuparsi delle sue esigenze alimentari c’è la “cammarera” Adelina che, ogni giorno, gli fa trovare in frigorifero prelibati manicaretti della tradizione isolana. Alternativa all’Adelina c’è in un primo tempo la Trattoria San Calogero di Vigata e, in seguito, la Trattoria Da Enzo; in entrambi i luoghi trova cordialità ed un rassicurante senso di pace, oltre alle succulente pietanze preferite.

Ad occuparsi della casa e delle esigenze alimentari del commissario, c’è la “cammarera” Adelina che, ogni giorno, gli fa trovare in frigorifero prelibati manicaretti della tradizione isolana.

“Appena aperto il frigorifero, la vide. La caponatina!  Sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare. Il pane, nel sacco di plastica, era fresco, accattato nella matinata. Naturali, spontanee, gli acchianarono in bocca le note della marcia trionfale dell’Aida. Canticchiandole, raprì la porta-finestra doppo avere addrumato la luce della verandina. Sì, la notte era frisca, ma avrebbe consentito la mangiata all’aperto. Conzò il tavolinetto, portò fora il piatto, il vino, il pane e s’assittò”. (La gita a Tindari, p. 219 – A. Camilleri).

La ricetta in dialetto siciliano, da Cucina che vai natura che trovi, “Il Vespro” 1978caponata.JPG

« È una ricetta antichissima che si prepara nell’intera Sicilia, sia pure con alcune vaianti. Vi diamo la versione classica: tagliate a dadi quattro belle melanzane nere con tutta la scorza, mettetele in un colapasta, salatele abbondantemente, pressatele con un coperchio ed un peso e lasciatele così per per qualche ora in modo che perdano il loro liquido amaro. Affettate finemente due cipolle e soffriggetele nell’olio. Quando saranno trasparenti, unite due pomodori pelati senza semi, tutt’e due tagliati fini. Dopo qualche minuto, alla salsa aggiungete 200 gr. di olive verdi in salamoia e tagliate a pezzi, 150 gr. di capperi freschi e dissalati, 2 cuori di sedano ben lavati e anch’essi tagliati a pezzi. Salate e fate cuocere il tutto a fuoco basso. Sciacquate le melanzane, asciugatele e friggetele. Unitele al sugo e fatele cuocere ancora per qualche minuto. Poi per finire con un cucchiaio e mezzo di zucchero ed un bicchierino d’aceto di vino, mescolate e lasciate raffreddare ».

Caponata di melanzane, ricetta della tradizione siciliana

Vino
Bianco di Partinico (Sicilia) servito a 10°C, Etna rosato (Sicilia) servito a 15°C, Catarratto – Terre Rosse di Giabbascio, Grillo – Rocce di Pietra Longa, Trebbiano – Tendoni di Trebbiano – Terre Siciliane

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Dettagli prodotto    I segreti della tavola di Montalbano. Le ricette di A. Camilleri di S. Campo

Antipasto italiano

Antipasto all’italiana

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Il classico Antipasto all’italiana: ottimi affettati misti come salame, prosciutto, speck e altri, uova sode, formaggi misti, fresca insalatina.

Antipasto italiano

Rotolini di piadina con formaggio, salumi e verdura
Preparate la piadina come da ricetta classica, ma aggiungendo olio (50 gr. per chilo di farina) o aumentando la quantità dello strutto. Ciò serve per rendere elastica la piadina al fine di formare il rotolino. Scottare la piadina su ambo i lati ma non cuocere completamente. Raffreddare. Preparare la farcitura formaggio: stracchino, squaquerone, mozzarella salumi tagliati sottilmente: prosciutto cotto o crudo, salsiccia verdura: spinaci, erbette o altro, passate in padella; oppure rucola fresca. Riscaldare la piadina e formare i rotoli stringendoli bene e fermandoli con stecchini. Passare in forno finchè la piadina prenderà colore ed il formaggio fonderà. Servire caldi e tagliati a metà.

Crostini misti
Pane, paté di olive nere, formaggio, pomodori maturi, olio e sale
Lavare il pomodoro e tagliarlo a dadini. Condire con sale e olio. Ridurre le olive snocciolate in una crema morbida. Affettare il pane a fette sottili e tostarle in forno. Condire le fette di pane con il pomodoro, il paté di olive, il formaggio. I crostini farciti di formaggio vanno ripassati per 2 minuti al grill e serviti caldi. Disporre i crostini nel piatto di portata alternando i colori.

Princìpii o antipasto di Pellegrino Artusi
sono propriamente quelle cosette appetitose che s’imbandiscono per mangiarle o dopo la minestra, come si usa in Toscana, cosa che mi sembra più ragionevole, o prima, come si pratica in altre parti d’Italia. Le ostriche, i salumi, tanto di grasso, come prosciutto, salame, mortadella, lingua; quanto di magro: acciughe, sardine, caviale, mosciame (che è la schiena salata del tonno), ecc., possono servire da principio tanto soli che accompagnati col burro. Oltre a ciò i crostini, che vi descriverò qui appresso, servono benissimo all’uopo.

Vino
Colli Bolognesi Pignoletto Superiore Doc (Emilia), Trebbiano di Romagna, Orvieto (Umbria), Frascati (Lazio).

Cheese meat tomato bread.jpg
“Cheese meat tomato bread” di BobPetUK – http://www.flickr.com/photos/22179048@N05/5947451320/sizes/l/. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cheese_meat_tomato_bread.jpg#mediaviewer/File:Cheese_meat_tomato_bread.jpg
tonno e verdure-sottovetro

Insalata di mare sottovetro

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Abbiamo messo sotto vetro frutta e verdura, sughi, salse e marmellate. Proviamo a conservare anche il profumo del mare, mettendo sotto vetro un delizioso antipasto:

Insalata di mare
 Ingredienti e dosi

3,500 kg. di cozze grandi e freschissime, 1 kg. di molluschi (polipetti, seppioline, totani, moscardini teneri ecc.), un litro di aceto bianco, 2 bicchieri di vino bianco secco, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, 1 peperoncino rosso, 1 chiodo di garofano, qualche foglia di alloro, qualche spicchio d’aglio, olio d’oliva evo, prezzemolo, pepe in grani, sale q.b.

Preparazione

 Mettete le cozze in una padella senz’acqua, incoperchiate e scaldate finchè saranno tutte aperte. Pulite i molluschi e lessateli per 10 minuti in acqua e aceto in parti uguali, con il vino, un pugnetto di sale, qualche gambetto di prezzemolo, le verdure, l’aglio, l’alloro, il chiodo e qualche grano di pepe. Mettete le cozze sgusciate in una teglia, bagnatele con poco olio e passatele nel forno caldo 5 minuti ad asciugare. Scolate i molluschi e strizzateli bene fra due teli, lasciateli asciiugare. Fate bollire l’aceto e varsatelo sui moscardini e le cozze messi insieme in una terrina e lasciate raffreddare. Scolate con un po’ di prezzemolo e peperoncino, coprite con olio e chiudete per mezz’ora.

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Insalata di mare sottovetro (2)

 

Cestini di patatine fritte

Cestini di patatine fritte

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Questi graziosi cestini (come i Cestini di parmigiano e i Cestini di spaghetti) sono delle vere sfiziosità e potranno essere riempiti con spinaci al burro, piselli al prosciutto, caviale o lompo con burro ecc. Vi faranno fare un figurone!

Ingredienti e dosi per 4 persone

4 patate medie (400 gr. circa), abbondante olio per friggere, sale.
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Preparazione
Sbucciare le patate, lavarle con cura ed asciugarle. Tagliarle a trucioli sottilissimi (paglia) e metterle tra due colini (o nel’attrezzo apposito), pressando leggermente.
Fare scaldare l’olio ed appena sarà ben caldo, immergervi le patate fino a quando sarannno uniformemente dorate e croccanti. Togliere dall’olio, scolare e togliere dal contenitore. Servire ben calde, spolverizzare di sale, oppure riempire a piacere.
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Vino
Se i nidi sono serviti come contorno, si userà lo stesso vino usato per il piatto principale, altrimenti accompagnare con un vino rosso giovane e leggero o un rosato.
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Le patate fritte (chiamate familiarmente anche patatine o patatine fritte) sono un alimento a base di patate tagliate a fette di forma allungata e fritte in vari modi nei diversi paesi: in Belgio si usa il grasso bovino “Blanc de bœuf” in una speciale friggitrice, ma in generale sono gli oli vegetali (anche di arachidi) i più diffusi; in Italia e Spagna le patate sono cotte anche al forno finché non assumono la caratteristica croccantezza, e poi servite. Le varietà in commercio sono impacchettate per la vendita, di solito in buste. Le patatine fritte sono uno snack molto importante nel mercato dei Paesi di lingua inglese.[…]

Cestini di patatine fritte

Cestino a nido di rondine in acciaio inox – 6/8 cm

Crema fritta Petronilla

Crema fritta alla maniera di Petronilla

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Poco fa, entro nella bottega del fornaio, e chi vi trovo? La Damia, la vecchia mia amica, che sta comperando dei rombi di crema, di quella tal crema che prima s’indora e poi si frigge nel burro o nell’olio. Nel veder la Damia far l’acquisto, io le faccio gli occhiacci; dimeno la testa; le parlo persino pian piano; ma… la Damia, insensibile e sorda, compera; paga; e infine, esce con me. “La crema dolce la compero (tosto mi dice, accennando al pacchetto) perchè io non so farla; perchè a noi piace tanto; e infine perchè (hai visto tu pure) costa così poco!”.
Tutto il mio istinto casalingo e cucinario allora si desta, prorompe, e scatta: “Per questo tu comperi la crema? Nulla sai, dunque, di saggia economia, e di genuini ingredienti, e di saporiti cibi? Della crema ti scrivo subito la ricetta; e tu leggila; e conservala e fanne tesoro; e, d’ora innanzi, prepara sempre tu stessa la crema; e vedrai come, fatta da te, ancor meno ti costi; poco tempo ti rubi; e riesca ancor più squisita!”
***
Così, per la Damia, ho scritto la ricetta: “Metti, in una casseruola, un uovo, un etto di farina bianca e un goccio di latte. Stempera col cucchiaio di legno e aggiungi, a poco a poco, e sempre mescolando, altro latte (a questo scopo ne avrai comperato mezzo litro). Quando il tutto sarà per bene almagamato, metti a fuoco la casseruola e, mescolando, cucina per circa dieci minuti, fino a che la crema si sarà per bene addensata. Togli dal fuoco la casseruola e unisci subito un rosso d’uovo (metti da parte l’albume), un cucchiaio colmo di zucchero e un po’ di scorza di limone raschiata.
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Mescola con energia; versa la crema sul tavolo di marmo, o su larghi piatti, bagnati; stendila col coltello in modo da farne uno strato uniforme e alto un centimetro circa; lasciala raffreddare; tagliala a rombi o in quadrati larghi 3 dita; passali nella farina bianca; poi in un uovo intero battuto insieme a quell’albume messo da parte; e infine nel pane grattugiato. Poco prima del pranzo, in una casseruola, riscalda a bollore dell’olio. Friggivi 3 creme alla volta. Scolale per bene; e disponile, di mano in mano, nel piatto ricoperto da una salvietta. Inzucchera e… … e mi saprai poi dire, cara Damia, e mi saprete voi pure dire (qualora abbiate la stessa abitudine dell’amica mia) se la crema da friggere sia meglio comperarla o farla noi stesse, nella nostra padella, e sul nostro fornello.
Ricette di Petronilla 1939
La presentazione dei dolcetti fritti
  • Fritti leggeri e voluminosi come cenci e frappe si servono in grandi vassoi dove formano una bella cupola. A parte si presenterà altro zucchero vanigliato nello spargizucchero.
  • Castagnole e frittelline si servono in vassoi piccoli, coperti con un tovagliolino o un disco di carta pizzettata.
Enciclopedia della donna 1965

Petronilla, chi era? Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

Crema fritta Petronilla