Abbacchio scottadito alla romana

Abbacchio a scottadito alla romana

 Ingredienti e dosi per 4 persone
8 (o più) costolette di agnello giovane, 2 cucchiai di strutto liquefatto, sale e pepe nero abbondante
Tempo di preparazione: 5 minuti – Tempo di cottura: 5-6 minuti
Preparazione
Ungete le costolette, da anbo le parti, con una leggera pennellata di strutto liquefatto, conditele con sale ed abbondante pepe nero macinato e mettetele sulla graticola, già pronta e caldissima, sopra un letto di brace. Appena le costolette appariranno ben rosolate da un lato, voltatele con l’aiuto di una paletta e lasciatele cuocere dall’altra parte; quindi servitele immediatamente in tavola, ben calde.
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  • Queste gustose costolette di agnello, di semplice e rapida esecuzione, appartengono alla più caratteristica e genuina tradizione gastronomica romana. Nel caso che non si possa disporre di fuoco a legna e di graticola, si potrà utilizzare la piastra a gas o elettrica fortemente riscaldata, adagiandovi sopra le costolette.
Vino
Sangiovese di Aprilia (Lazio), Rosso Conero (Marche), Aglianico dei Colli Lucani (Basilicata) serviti a 19°C. Marino rosso (Lazio), Valpolicella (Veneto), Merlot (Veneto)
“La mia cucina pratica” 1988
«Sciampagne»
Nun bevo che Frascati. Lo sciampagne
me mette in core come un’allegria
per una cosa che m’ha fatto piagne:
o pe’ di’ mejo sento
che er piacere che provo in quer momento
è foderato de malinconia .
Er botto che fa er tappo
quanno lo strappo, er fiotto de la schiuma
me rappresenta la felicità
che appena nasce, sfuma
come viè, sparisce.
Trilussa, Tutte le poesie
Abbacchio scottadito alla romana
 By masolino / Tommaso Passi  [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

Schiacciata dolce toscana

Pasqua in Toscana: la schiacciata dolce

 

La Schiacciata di Pasqua è tipica della tradizione gastronomica pasquale della Toscana, ed è un dolce povero della cucina contadina e della provincia di Pisa e in particolare delle zone di Fucecchio e San Miniato. La Schiacciata di Pasqua nasce nella seconda metà dell’Ottocento dall’idea delle famiglie contadine, per usare la gran quantità di uova del periodo pasquale per fare un dolce, che servisse a festeggiare la Pasqua.
Veniva preparata nel periodo della Quaresima e fino alla Pasqua di Rose (Pentecoste), quando non c’era molto altro da mangiare. Un vero e proprio pan dolce preparato con la pasta di pane arricchita di uova, zucchero e aromi. La tipicità é data dal tipo di lavorazione e dalla fermentazione naturale che avveniva grazie al calore che emanavano una volta i grandi bracieri, con cui anche si cucinava.

fucecchio FIFucecchio (FI)

La ricetta di toscanaetirreno.com

 Ingredienti per 3 schiacciate da 1 Kg ciascuna:

Farina 1500 g, Zucchero 500 g, Burro 250 g, Olio extravergine di oliva toscano 50 g, Uova 8 (5 intere, 3 tuorli e 3 chiare per spennellare da mettere da parte), Lievito di birra 85 g, Anici 45 g, Vin Santo metà bicchierino da liquore, Liquore tipo Sambuca, Strega o Rosolio di menta 1 bicchierino, Sale 5g, Miele 1 cucchiaio, 1 arancio e 1 limone.

Tempo di preparazione e cottura: 18 h circa, dipende dai tempi di lievitazione.

 Preparazione

1° lievito o lievitino bianco
Sciogliete 85 gr. di lievito in una tazza da circa125 g riempita di acqua o latte tiepidi e lavoratelo con circa 150 g circa di farina di grano tenero tipo “0”. Lasciate lievitare finché non forma tante bollicine e comunque raddoppia di volume, coperto con un panno al caldo in una madia (circa 20 minuti), utilizzando una pentola di acqua calda per infondere il calore necessario Mettete gli anici ad ammorbidire nel succo di arancia e limone con la buccia grattugiata di entrambi e 1 cucchiaio di zucchero semolato (in sostituzione si può utilizzare l’essenza di anici).

2° lavorazione o primo ritocco (dopo circa 20 minuti)
Unite al lievitino metà di tutti gli ingredienti: 750 g di farina, 2 uova intere e 2 tuorli, 250 g di zucchero, 125 g di burro leggermente ammorbidito, 25 g di olio extravergine di oliva, 22 g di anici, ½ Vin Santo e Sambuca, un pizzico di sale, miele, ½ arancia e ½ limone grattugiati. Lavorate a mano o con l’impastatrice finché l’impasto non diventa setoso ed omogeneo. La consistenza è morbida. A questo punto mettere a lievitare in forno al minimo (min. 30/40°). I tempi di levitazione non sono misurabili esattamente, dipende molto dalla temperatura del forno. La lievitazione è ottimale quando il composto diventa tremolante tipo un budino (dopo circa 1 ora/1 ora e ½).

3° lavorazione o secondo ritocco (dopo circa 1h-1h e ½)
Unite il resto degli ingredienti e impastate come nella fase precedente. Questa lievitazione viene fatta nelle teglie (3 da 18 cm di diametro) dove poi avverrà la cottura. Quindi prendete l’impasto, versatelo su una base di marmo unta di olio, dividete l’impasto in tre e disponetelo nelle teglie unte con strutto di maiale. Rimettete a lievitare come al solito nel forno.
Questa è la parte più delicata perché se non lievitano correttamente il risultato sarà compromesso.
Al temine della lievitazione, dopo circa 3 ore, estraete le teglie dal forno, mettete un pentolino con acqua e portate il forno a 160° circa.
Spennellate le schiacciate con le chiare d’uovo messe da parte e mettetele ancora in forno per circa 50 minuti a 160° circa. A cottura ultimata, lasciatele riposare 10/15 minuti, quindi estraetele e disponetele su un tagliere di legno finché non freddano, poi riporle in un sacchetto di naylon.

SCHIACCIATA

Un vecchio documento racconta…
«Ogni famiglia la confezionava nella propria casa. Quando la pasta era pronta veniva sistemata nelle teglie di rame. Con i grumi di pasta rimasti le mamme preparavano il Corollo, una ciambella che veniva posta sopra un pezzo di carta oleata. Le teglie con le schiacciate e il Corollo venivano messi a lievitare nella madia. La lievitazione però si rivelava sempre molto problematica. E siccome le schiacciate venivano preparate dopo la cena dovevamo vegliarle per vedere se lievitavano. Stabilivamo dei turni. Se a mezzanotte la pasta non si era mossa dovevamo farle fare i fumacchi: mettevamo dentro la madia alcune pentole di acqua bollente e affidavamo al loro vapore acqueo il miracolo della lievitazione. Se il miracolo non avveniva portavamo le schiacciate in “cardana” (un pertugio sopra il fondo) verso le sei di mattina. Al fornaio […] portavamo anche un uovo con il quale doveva spennellare la superficie delle schiacciate prima di metterle in forno. Io non vedevo l’ora di prendere il corollo perché potevamo mangiarlo…»
Caratteristiche della Schiacciata di Pasqua: La particolarità di questo dolce sta ancora nel processo di lievitazione naturale che avviene in tre fasi “ritoccando” l’impasto, cioè aggiungendovi in due volte gli ingredienti e grazie al calore sprigionato nella classica madia dai vecchi bracieri, utilizzati in quei tempi anche per scaldarsi.
Il procedimento è piuttosto lungo e delicato; la buona riuscita dipende in larga parte dalla lievitazione che permette alla schiacciata di divenire soffice e leggera. Tutto il processo deve essere svolto in un luogo molto caldo e umido, privo di correnti d’aria o di sbalzi di temperatura. Dolce, oltre che sublime al palato, assolutamente equilibrato con pochi grassi e non moltissime calorie. Ha la forma del panettone ma il sapore è molto più delicato con una dolcezza non troppo spiccata.
La Schiacciata è ottima accompagnata con il vin Santo, con la cioccolata delle uova di Pasqua per la merenda, ma perfetta anche inzuppata nel latte, per la prima colazione.
fonte: toscanaetirreno.com
Quadretti carta forata

Quadretti di carta forata

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Per completare l’arredo di una stanza o fare un regalo spendendo poco, questi quadretti di carta che, appesi vicino ad una finestra dove filtrano i raggi del sole, contribuiranno a creare giochi di luce e di ombre molto suggestivi. La decorazione assumerà così un imprevisto aspetto tridimensionale e le zone d’ombra attenueranno gli angoli delle figure ritagliate.

I “medaglioni” di carta vengono incorniciati utilizzando cerchietti di plastica per manici da borsetta (reperibilki nelle mercerie e nei grandi magazzini) dipinti a tempera con una spugna in modo da ottenere un piacevole effetto bicromatico marmorizzato.. Così rifiniti, possono essere appesi con un nastro di satin.Dopo esservi impratichiti ritagliando le figure, seguendo le linee guida fornite più avanti, vi sarà facile adattare motivi presi da riviste o creare voi stessi le figure da ritagliare.

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Appesi al sole le forme arrotondate e qualche forellino ottenuto con uno spillo, bastano a ricordare i delicati fiori di fucsia del quadretto di sinistra. Gli uccellini del quadretto di destra sono invece tratti da un motivo tradizionale tipico di molte porcellane cinesi.
Utilizzate figure di linee curve piuttosto che figure con gli angoli acuti: sono molto più facili da ritagliare.

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 Medaglioni con fiori di fucsia e salici

La tecnica per realizzare il disegno con le gemme e i fiori di fucsia vale anche per il motivo con i salici. Il medaglione ha una cornice verde menta, un nastro e un fiocco dello stesso colore. Appeso davanti a una finestra, darà all’ambiente un tocco primaverile.

Occorrente

  • Carta per acquerelli spessa, di 20 cm. di lato;
  • 2 fogli di carta da ricalco di 20 cm. di lato;
  • 1 cerchietto di plastica per manici da borsetta di 12,5 cm. di diametro;
  • 1 piccolo occhiello a vite;
  • 1 nastrino di satin largo 3 mm. e lungo 40 cm.;
  • 1 barattolo di emulsione per il colore di base;
  • 1 tubetto di tempera acrilica in un colore contrastante con quello dell’emulsione;
  • 1 spugna naturale di piccole dimensioni;
  • 1 coltellino da intaglio;
  • 1 paio di forbici ben affilate per effettuare i ritagli;
  • nastro adesivo removibile;
  • 1 punteruolo a punta piatta;
  • 1 spillo e un ago grosso;
  • colla liquida e solla solida per carta in stick;
  • carta vetrata fine;
  • 1 grosso ferro da calza;
  • cartoncino pesante da utilizzare come supporto su cui ritagliare.

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Preparazione

  1. Attaccare l’occhiello a vite: usando il punteruolo, fate un piccolo foro sul margine esterno della cornice e avvitatevi l’occhiello.
  2. Trasferire il disegno: stampate il disegno a fiori di fucsia e, utilizzando la carta da ricalco trasferite il motivo sul rovescio del foglio di carta per acquerelli.
  3. Ritagliare il motivo: posizionate la carta per acquerelli con il diritto appoggiato sul cartoncino pesante e poi fissatela al cartoncino con il nastro removibile. utilizzando la punta del coltellino da intaglio, ritagliate seguendo le linee di tutte le sezioni segnate a eccezione dei puntini.
  4. Forare i puntini: lavorando sul rovescio del foglio, forate i puntini con uno spillo. Girate il foglio e, lavorando sul diritto, con il ferro da calza, allargate i fori segnati con un puynto più grosso.
  5. Curvatre le forme ritagliate: lavorando sul diritto del foglio e utilizzando il ferro da calza, spingete delicatamente le parti ritagliate verso il rovescio, quindi incurvate dolcemente con le dita le estremità di ogni sezione
  6. Stendere il colore di base: carteggiare il cerchietto per manici da borsettta con la carta vetrata, poi stendetevi 3 mani di emulsione sulla cornice lasciando asciugare perfettamente ognistrato prima di applicare il successivo.
  7. Dipingere la cornice con la spugna: mescolate in un piattino della tempera acrilica con una piccola quantità di emulsione. immergete la spugna nella pittura così ottenuta, strizzate quella in eccesso, tamponate leggermente la cornice e lascite asciugare.ilo dei bordi ritagliati.
  8. Attaccare il supporto: spalmarte un po’ di colla solida per carta lungo la zona appena all’interno del bordo circolare del rovescio. Appooggiate un pezzo di carta da ricalco sul disegno e, facendo attenzione a non schiacciarne le parti in rilievo, incollate la carta da ricalco al disegno ritagliato.
  9. Ritagliare il medaglione: con le forbici ritagliate entrambi gli strati di carta lkungo i profili del medaglione.
  10. Incorniciare il quadretto: lavorando sul diritto de3l disegno, stendete uno strato di colla liquida a presa forte lungo la zona prossima al bordo tutto attorno al medaglione. Tenedo l’occhiello a vite rivolto in alto, incollate la cornice al medaglione.
  11. Formare un cappio: tagliate 30 cm. di nastro e incollate insieme le due estremità. lasciate asciuigare la colla e poi, tenendo la giuntura a un’estremità, piegate il nastro a metàù e fate passare l’estremità non giuntata prima attraverso l’occhiello, dal rovescio, e poi attraverso l’estremità giuntata; quindi tiraate il nastro in modo da formare il cappio.
  12. Fare un fiocco: con i rimanenti 10 cm. di nastro di satin, formate un fiocco decorativo. Quindi incollatelo sulle giunture del cappio formato precedentemente, vicino all’occhiello a vite.

Quadretti di carta forataQuadretti di carta forata

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 Qui, di seguito, trovate i due motivi da ricalcare con le linee guida:

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  • Le linee doppie indicano le zone da ritagliare completamente: gli steli, i rami e le venature delle foglie.
  • Le linee singole indicano le parti da tagliare e incurvare in avanti.
  • I puntini vanno forati con uno spillo.
  • Usate un ferro da calza per l’ultimo punto degli stami dei fiori di fucsia.

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Idee Creative

La tavola dipinta  ricamatatovaglioli

La tavola dipinta e ricamata

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Il tovagliolo, che inizialmente si chiamava “truccabocca”, inizia ad essere utilizzato a tavola nel Rinascimento. Questo accessorio nasce come mezzo di purificazione delle dita sporche di cibo e per pulirsi la bocca prima di bere dal bicchiere comune. I galatei dell’epoca raccomandano di non usare il tovagliolo per pulirsi il viso, i denti o per soffiarsi il naso. Quando le posate sono in cumune tra i commensali, viene anche utilizzato per pulirle prima di porgerle agli altri commensali. Il tovagliolo viene portato sulla spalla o sul braccio sinistro perchè si usa mettere nei piatti comuni la mano destra.

 la tavola dipinta e ricamata

La tavola dipinta e ricamata

Dipingere su tessuto è un metodo pratico e persino divertente per ringiovanire l’aspetto di un set di tovagloioli, oppure per vivacizzare una tovaglia troppo spenta. Con qualche ricamo poi, potrete impreziosire ulteriormente il disegno, personalizzando senza troppa spesa la vostra tavola. Naturalmente la stessa tecnica può essere usata per cuscini e coperte in modo da creare coordinati davvero originali.

Ecco come si presenta un set di tovaglioli rinnovato. Se il motivo ornamentale vi piace, stampate il disegno, quindi ricalcate con carta velina i tulipani e riproducetene la sagoma su uno dei vostri tovaglioli. Dipingeteli partendo dai colori più chiari e passando a quelli più intensi a mano a mano che vi avvicinate ai margini.

 la tavola dipinta e ricamata

Occorrente

  • Un set di tovaglioli in tinta unita;
  • un foglio di carta da ricamo per ricalco;
  • 3 vasetti (o tubetti) di pittura per tessuto (si acquistano nei colorifici o nei negozi di Belle arti) nei colori: verde malachite, rosso fuoco, bianco;
  • 1 pennello di medie dimensioni;
  • 1 ago da ricamo;
  • 1 matita;
  • 1 spirale di cotone muliné per ciascuno dei colori: verde giada, rosa, sabbia.

 Preparazione

  • Trasferite il disegno: riportate il disegno dei tulipani sul tovagliolo servendovi di carta da ricalco per ricamo a matita.
  • Dipingete i tulipani: mescolando la vernice bianca con quella rossa e quella verde si ottengono tonalità diverse di colore. prima di dipingere il tovagliolo, fate delle prove su un foglio di carta per verificare quale sfumatura di colore si intona meglio ali fondo del tessuto. Quindi dipingete il fiore facendo attenzione a non smarginare con la tinta. Lasciate asciugare e fissate poi i colori sul tessuto attenendovi alle istruzioni riportate sui vasetti (o sui tubetti) di pittura.
  • Ricamare sulla pittura: con il muliné raddoppiato ricamate a punto erba i contorni del fiore, avendo cura di seguire attentamente le linee del disegno. Per i petali usate il colore rosa, mentre per le foglie e il gambo servitevi del verde.
  • Evidenziare il motivo: affinchè il disegno spicchi maggiormente rispetto al fondo, eseguite a punto lanciato con muliné raddoppiato le nervature dei petali, usando il cotone color sabbia.
  • Rifinire i bordi: utilizando sempre il filo doppio rifinite il vostro lavoro con un ricamo a punto catenella lungo i bordi del tovagliolo.

Ecco riprodotti nella foto a lato tutti i passaggi necessari per eseguire senza commettere errori questa pittura con ricami.

(Clicca sull’immagine per vederla ingrandita).                                                                                         

ricamo (4)ricamo (5)ricamo (3).

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