Merenda di compleanno

Galateo: Merenda di compleanno

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COME SI INVITANO GLI AMICI
Non è il caso, per una festicciola tra amici, di fare le cose con molta “etichetta”; ma con correttezza questo sì. Dunque, il festeggiato o la festeggiata, almeno un paio di giorni prima della festa, invita gli amici. L’invito deve essere in ogni modo confermato dalla madre: perciò la signora telefonerà alle mamme delle amiche e degli amici invitati, dando la conferma.

CHE COSA SI PREPARA E COME SI DISPONE
Tazze e bibite
E ora prepariamo la tavola, naturalmente con un’allegra tovaglia colorata. Se la tovaglia bianca, si può guarnirla, in primavera, con piccoli rametti di fiori di pescoi o mazzolini di violette o di primule. Sulla tovaglia si dispongono le tazze per le bevande calde, ognuna col suo cucchiaino (sul piattino, a destra) col tovagliolino ben piegato. Meglio che tovagliolini siano di carta, e che ci sia una buona scorta. D’estate, invece delle tazze si mettono in tavola le coppete da macedonia o i grandi bicchieri colorati da bibite. Si infilano nei bicchieri cannuccie di colori diversi, affinché gli invitati possano riconoscere il rpopirio bicchiere.

La torta
Al centro della tavola troneggia la grande torta di compleanno, con le candeline colorate che simboleggiano gli anni del festeggiato. Invece del compleanno fosse un’altra festa, alla torta con le candeline si potrà sostituire un piattone di dolci e paste varie.

Tartine e panini
Ai lati della torta, vengono posti, in vassoi, i cibi salati. (In mancanza di vassoi, bastano i normali piatti di portata). Su un vassoio sono disposti in fila ordinata (per facilitare la scelta) le tartine che devono essere il più possibile variante: all’acciuga, al tonno, al paté, con pomodoro, con uova sode, con cetriolini e con ogni sorta di divertenti guarnizioni alla maionese; su un altro vassoio i panini imbottiti di prosciutto, salame, affettati vari. Se poi la mamma ha un po’ di tempo e un buon forno a disposizione, può preparare al momento piatti caldi di pizzette e di tosti.

Le bevande
Come bevande, se si è in inverno, si prepara un tè, o meglio ancora una cioccolata, da versarsi caldissima.
Se invece è primavera o estate, l’ideale saranno le macedonie di frutta e le spremute di arancia e di limone.
La macedonia si presenta già nelle coppette, le spremute si portano in tavola nelle apposite caraffe.
Solo se non c’è stato abbastanza tempo per i preparativi, si offrono bibite (succhi di frutta, aranciate, chinotti, eccetera) già confezionati in bottigliette: stappandole e versandole in presenza degli ospiti.
Se la tavola della merenda non è abbastanza grande da poter contenere tutte queste leccornìe, quel che non ci sta (per esempio i piatti di portata, le caraffe delle varie bibite, i tovagliolini di ricambio) può trovar posto sulla credenza, o meglio ancora su un carrello o su un tavolino qualsiasi, dal quale viene preso man mano ciò che occorre. Solo la torta di compleanno deve stare da padrona, sempre in mezzo alla tavola.

Prima della merenda
All’arrivo degli amici, il festeggiato/a li aiuta a togliere il soprabito o il golfino e li accompagna salutare la mamma. Se la mamma non conosce ancora alcuni degli amici invitati, il festeggiato/a si ricorda di presentarglieli.
Poi li guida nella stanza destinata alla festicciola e, se non tutti gli amici si conoscono tra di loro, provvede a fare le presentazioni, dicendo i loro nomi con semplicità e con un cordiale sorriso.

Durante la merenda
Dopo che la mamma ha acceso le candeline, il festeggiato/a le spegne soffiandovi sopra, senza gonfiare troppo le guance e senza sbruffare goccioline di saliva.
Se è bravo/a in materia, taglia personalmente la torta (dalla quale saranno state tolte le candeline). Se invece è ancora inesperto/a, prega la mamma di tagliarla, ma la serve personalmente ai suoi amici: non già facendo il giro del tavolo col piattone in mano, ma rimanendo sul posto e facendosi porgere il loro piatto a turno, in ordine di posto e non di simpatia. Con l’aiuto della mamma, si preoccupa che tutti gli amici e le amiche abbiano bibite, tartine e dolci a sufficienza; bada con garbo che il più goloso non si ingozzi a scapito degli altri e che il più timido non resti a bocca asciutta. Non pretende di fare tutto lui/lei: offrire, versare, servire; primo, perché farebbe aspettare troppo gli amici e le amiche; poi, perché non è piacevole per gli amici avere un ospite che invece di far loro compagnia, continua a girare intorno alla tavola come una trottola, per servirli. Ma, fatti girare una volta i piatti, il festeggiato/a può dire: “Adesso servitevi da soli, per piacere, ogni volta che lo desiderate”.
Infine, per tenere viva la festa, non si mette a fare lo/la spiritoso/a, ridendo e parlando a voce troppo alta.

Dopo la merenda

  • Finita la merenda, il festeggiato cerca di organizzare qualche gioco divertente (non troppo violento o chiassoso parenti.
  • Cerca di fare in modo che gli amici si affiattano tra loro, incoraggiando i più timidi, calmando i più prepotenti.
  • Evita di imporre la propria volontà, non pretende di dirigere tutto, ma si adatta ai desideri e ai gusti dei suoi ospiti.
  • Non si mette in un angolo a bisbigliare con l’amico/a più caro/a; ne si isola mettendosi a leggere, magari in un’altra stanza, disinteressandosi degli amici.
  • Non litiga con gli ospiti: appunto perché ospiti, gli amici vanno trattati con riquarto (anche se hanno torto).
  • Non grida giocando e non si agita.

Un’idea:
Se la mamma glielo concede, per rendere più festoso il compleanno, il festeggiato/a potrà mettere vicino al piatto di ognuno dei suoi amici un piccolo oggetto ricordo, uguale per tutti:un fiore, un pupazzetto, un segnaposto (come questi). Così anche gli amici si sentiranno festeggiati insieme a lui/lei e più contenti.

 Merenda di compleanno Liberamente tratto da L’ enciclopedia della fanciulla 1963

CONFETTI per compleanno: Multicolor o tinte pastello

biglietti da stampare
Biglietti per la Nascita
Biglietti Auguri  Battesimo
bigliettini da stampare
Bigliettini Prima Comunione
Bigliettini Cresima
bigliettini da stampare
Biglietti Auguri Matrimonio
Biglietto auguri di Nozze
invito compleanno
Invito Compleanno
Biglietto Auguri 18 anni

 

Galateo: Onomastici e compleanni

Galateo: Onomastici e compleanni

Nella foto la torta di compleanno di tiz

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Probabilmente è accaduto a tutti di lasciar passare il giorno di San Luigi o di San Giuseppe senza far gli auguri all’amica Luisa, alla zia Giuseppina o a qualcuno che porta uno di questi nomi e con il quale siamo legati da un sentimento di amicizia, di rispetto o di gratitudine. Qualche volta si tratta di trascuratezza: prese dall’ingranaggio della vita di tutti giorni finiamo per dimenticare certe piccole cose che dovrebbero essere suggerite non soltanto dal saper vivere, ma anche dalla nostra sensibilità e dal nostro affetto verso le persone che ci circondano.

Qualche volta, invece, si tratta di non saper come fare: incerte se fare gli auguri di persona o per telefono, se mandare un semplice biglietto o un regalo, rimandiamo la decisione di giorno in giorno e così la ricorrenza passa e noi restiamo con ill rimorso di non aver fatto giungere in tempo il nostro ricordo.

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GLI AUGURI
Tutti, più o meno, gradiscono essere ricordati da parenti e amici in occasione del proprio onomastico o compleanno, ma non è necessario, e tantomeno obbligatorio, che amici e parenti facciano sempre un regalo. Il più delle volte è sufficiente un augurio affettuoso purché sia fatto in tempo: non troppo in anticipo e, naturalmente, non iin ritardo. Il giorno stesso o la vigilia, ecco il momento per fare o ricevere gli auguri di compleanno o di onomastico.
Come si fanno gli auguri?
Per telefono, per iscritto, di presenza? Dipende dai casi. Poiché le visite d’ augurio oggi sono del tutto passati di moda, si fanno gli auguri di presenza solamente quando si è invitati alla festa di compleanno o di onomastico. Si fanno gli auguri per telefono quando si sa di non incontrare la persona festeggiata ma si è abbastanza in confidenza con lei per essere certi di non disturbarla e di non imbarazzarla con una telefonata. In tutti gli altri casi, e cioè ai superiori, alle persone anziane e, in genere, a quelle con cui non si è in grande confidenza, è preferibile mandare un biglietto (mai una cartolina): una telefonata potrebbe recare disturbo.
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I DONI
Stabilito che gli auguri, se fatti come si deve, riescono sempre graditi, ricordiamo che, se vogliamo sottolineare la ricorrenza in modo particolare, è bene fare un dono. Ricordiamo che il dono deve essere sempre adatto alla persona che lo riceve che, anche se modesto, deve essere presentato con garbo ed eleganza, perché possa testimoniare liberamente il nostro affetto per la persona al quale è destinato.
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I BAMBINI
Se per particolari ragioni si può trascurare di festeggiare l’ onomastico o il compleanno di un adulto, non bisognerebbe mai mancare di festeggiare quello di un bambino: i bambini, si sa, sono particolarmente sensibile a questo genere di festeggiamenti, non tanto per i doni che possono ricevere, quanto per il fatto di sentirsi al centro dell’affetto e dell’attenzione generale. Se appena è possibile, i familiari inviteranno alla festicciola gli amichetti del bambino per un’allegra merenda; soffrirà cioccolata calda (d’inverno), spremuta di frutta (d’estate), dolciumi vari e, per finire, la tradizionale torta con le candeline. Se non ci si può permettere la festicciola con merenda, basterà festeggiare il bambino in famiglia, con una torta, molta allegria e molto affetto. L’importante è che la data del compleanno e quella dell’onomastico siano ogni anno due giorni lieti, da ricordare con gioia.
Fonte: Enciclopedia della donna 1963

 

Nozze Argento, Oro e Diamante, seconda parte

Nozze d’Argento, Nozze d’Oro e Nozze di Diamante, seconda parte

Nozze d' Argento.

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Nozze d’argento Confetti: colore argento

Per il venticinquesimo anniversario di nozze, ammesso che ci si rammenti il menù di… 25 anni prima, la tradizione vuole anche che i regali che si ricevono e si scambiano siano tutti in argento. D’argento anche i confetti che si distribuiscono solo ai presenti.

Cosa regalare Venticinquesimo anno di matrimonio, le cosiddette nozze d’argento, un traguardo importante, da festeggiare! Per ogni festa che si rispetti, c’è un dono adatto! Cosa regalare per i venticinque anni di matrimonio dei nostri genitori o dei nostri suoceri? O di una coppia di amici?

Un’idea regalo interessante e molto usata per questa ricorrenza è quella di regalare un viaggio alla coppia che festeggia, un weekend fuori porta, in un’agriturismo o una crociera. Ovviamente il budget a disposizione in questo caso deve essere abbastanza alto, quindi potrebbe essere anche un regalo “cumulativo”, di gruppo, da parte di tutti i figli per i genitori o da parte dei nipoti! Un’altra idea interessante è quella di regalare un percorso benessere in un centro specializzato o un pacchetto di massaggi rilassanti di coppia. I figli potrebbero regalare ai genitori una festa a sorpresa o una bella cena romantica! Organizzano tutto e poi con una scusa li portano nel luogo della festa o nel ristorante dove hanno prenotato una cena per loro due a lume di candela, con menù stabilito o con menù da scegliere, fatta salva, poi, la possibilità di passare a pagare il conto. Un abbonamento a teatro, al cinema o ad un corso per due in palestra di ginnastica o di ballo, sono idee originali, assicuriamoci, però, che possano essere di gradimento per chi le riceve. Il regalo classico, da parte dei testimoni in chiesa a questa ricorrenza, sono le fedi in oro bianco, che simboleggiano tradizionalmente questo step. Il marito potrebbe regalare alla moglie un bel gioiello (una collana, un bracciale o un anello), insieme ad un bel mazzo di fiori.

I regali classici sono dei calici di vino, oggetti per la casa, come per esempio un vassoio d’argento o una cornice (magari con una loro foto dentro), soprammobili, una fotocamera o una videocamera, un televisore (se si ha un budget alto o se si è in tanti) o la cosiddetta “busta” con un regalo in soldi. Idea carina, molto dolce e commovente è quella di preparare un DVD con tutte le foto che ritraggono la coppia insieme, da fidanzati fino ad oggi, passando per gli step più importanti, matrimonio, viaggio di nozze, il primo figlio e così via…. creare uno slideshow, associando anche qualche canzone che sia per loro significativa, l’effetto lacrima è garantito! Questa è una cosa che si può fare autonomamente o ci si può affidare ad un fotografo, portando le foto scelte e facendolo realizzare ad hoc. Se l’anniversario ricade nei primi giorni dell’anno o negli ultimi sarebbe carino regalare un calendario con dodici pagine, una per ogni mese dell’anno, con le foto della coppia. Festeggiare venticinque anni di matrimonio è un traguardo, rendiamone unico il ricordo!(ìconsigli-regali.it)

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Nozze d’oro Confetti: colore oro

Il traguardo delle nozze d’oro viene generalmente festeggiato nell’intimità della famiglia, considerata l’età avanzata degli sposi, e tocca ai figli organizzare tutto e provvedere a due regali, ovviamente d’oro: un braccialetto a lei, un lapis a lui o altro oggetto. I confetti saranno dorati.

Sono un traguardo importantissimo, che segna un lungo percorso di vita. Partecipare, come spettatori ai festeggiamenti dei 50 anni di matrimonio di una coppia a voi cara è davvero un evento! Cosa regalare in questa occasione? Ecco, per voi, una serie di consigli per i regali! Considerate, innanzitutto l’età degli sposini! Saranno sicuramente anziani, quindi fare regali adatti alla loro età sarebbe davvero indicato! Potete optare per oggetti per la casa, una trapunta matrimoniale, un piumone, uno scaldaletto o, perché no, un quadro! Un’idea per chi ha un bugdet un pochino più elevato o, magari, fa un regalo insieme ad altre persone, è un televisore, con decoder e, magari, un abbonamento a qualche pacchetto di documentari, film, quello che loro guardano più spesso! Attenzione però, in questo caso, a considerare bene la durata dell’abbonamento che prendete e le modalità di disdetta, non è carino fare un regalo che “costringe” chi lo riceve a pagare, poi, una somma che non aveva preventivato per la disdetta! Originale e indicato se “gli sposini” sono anziani dinamici, un bel viaggio in una meta indicata per loro, magari un viaggio organizzato in bus o in treno. Accertatevi però della loro predisposizione a viaggiare e soprattutto del periodo in cui preferiscono farlo. Se in inverno, tra acciacchi vari e freddo preferiscono stare a casa o se, invece, sono dinamici e “avventurieri”! Ancora, regali possibili sono un abbonamento al teatro vicino casa o al cinema, un massaggio adatto alla loro età o un percorso benessere, solo se trovate offerte adatte alla loro età. Molto romantico e di sicuro gradimento è un album fotografico con una raccolta delle loro foto! Se riuscite a recuperare le loro foto da piccoli sarebbe proprio come realizzare una cronologia della loro vita, da piccoli, al loro incontro, al matrimonio, al primo figlio, ripercorrendo tutte le tappe più importanti della loro vita. In questo caso, la commozione è assicurata ed anche la bella figura! Se avete tempo e possibilità, potete anche realizzare un dvd con uno slideshow delle foto, con sottofondo musicale o farlo fare ad un fotografo! Anche un calendario personalizzato con una selezione delle foto degli sposini è una bella idea, pratica e fantasiosa oltre che comoda in quanto potete acquistarlo anche on line! Non dimenticate il bigliettino con la frase di auguri!

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Nozze di diamante Confetti: colore bianco

Le nozze di diamante sono un traguardo davvero molto importante e anche, ammettiamolo, difficile da raggiungere. Non tutte le coppie riescono infatti ad arrivare a ben 60 anni insieme e quando questo accade è necessario fare dei festeggiamenti davvero da re. Le nozze di diamante devono essere assolutamente festeggiate con una cena o un pranzo in famiglia magari accompagnato da musiche e da tanto divertimento. Ma non solo, è necessario anche scegliere un regalo per le nozze di diamante che sia adeguato a questa tipologia di festeggiamento. I 60 anni di matrimonio vengono festeggiati ovviamente da persone anziane ed è proprio per questo che è necessario scegliere un regalo adatto alla loro età. Le idee regalo per l’anniversario di matrimonio migliori sono in questo caso quelle che abbelliscono l’abitazione dei festeggiati e cosa ci può essere allora di meglio che scegliere una decorazione per la propria casa capace di portare alla luce i ricordi più belli di questi 60 anni insieme? Scegliere di stampare l’immagine di 60 anni prima del giorno del loro matrimonio su un cristallo da posizionare come soprammobile nella camera da letto o in salotto oppure scegliere di stamparla in grande formato su un pannello da posizionare sopra al divano può essere davvero un’idea regalo eccezionale capace di commuovere chiunque. Ma questi sono solo un paio di esempi di regali che è possibile fare per questa occasione. Album fotografici, cornici o addirittura portachiavi, non c’è davvero limite ai regali che potrete scegliere.(..).(decido.it)

Nozze Argento, Oro e Diamante, seconda parte
Menù
Mirto per amore Se volete addobbare la tavola degli sposi, cercate dei ramoscelli di mirto. Questa pianta per secoli è stata considerata un simbolo d’amore. In Gran Bretagna venne introdotta nel XIX secolo una deliziosa tradizione, quando il principe Albero, futuro marito della regina Vittoria, aggiunse un ramoscello di mirto al bouquet della sposa. Il ramo venne poi piantato e attecchì. Da allora, tutte le spose, della casa reale inglese adottarono la consuetudine di staccare un ramoscello da quella pianta per aggiungerlo al proprio bouquet.
 

Petronilla

Le bomboniere le puoi ordinare a:
Apri il PDF per avere tutte le informazioni e il modulo d’ordine.

“Cake N roses” di Hash Milhan – originally posted to Flickr as Cake N roses. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cake_N_roses.jpg#/media/File:Cake_N_roses.jpg
Dove come mettere il Tovagliolo

Galateo: Dove e come mettere il Tovagliolo

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Il tovagliolo inizialmente si chiamava “truccabocca” ed inizia ad essere utilizzato a tavola nel Rinascimento. Questo accessorio nasce come mezzo di purificazione delle dita sporche di cibo e per pulirsi la bocca prima di bere dal bicchiere comune. I galatei dell’epoca raccomandano di non usare il tovagliolo per pulirsi il viso, i denti o per soffiarsi il naso. Quando le posate sono in cumune tra i commensali, viene anche utilizzato per pulirle prima di porgerle agli altri commensali. Il tovagliolo viene portato sulla spalla o sul braccio sinistro perchè si usa mettere nei piatti comuni la mano destra.

 Dove lo si mette

Nell’apparecchiare la tavola, il tovagliolo va messo:

  • sopra il piatto se si tratta di un pranzo di etichetta;
  • alla destra del piatto se si tratta di un pranzo normale; quando in un pranzo d’etichetta (cioè col tovagliolo “sopra” il piatto), l’antipasto o il primo piatto viene servito prima che i commensali si siedano e spieghino il tovagliolo, questo va tolto dal piatto e posto
  • alla sinistra, accanto alla forchetta.
Come si piega 

Il modo più classico è piegarlo in modo di formare un quadrato o un rettangolo. Esistono, però, anche fantasiose piegature

Come si tiene

Non si spiega il tovagliolo finchè la padrona di casa non abbia spiegato il proprio. Non lo si spiega completamente, ma in modo da formarne un lungo rettangolo che si appoggia sulle ginocchia. Vietato assolutamente legarlo al collo o infilarlo per un lembo nel gilé, nella scollatura o magari in un occhiello della giacca, come capita di veder fare a certi signori che si credono molto raffinati.

Come si usa
  • E’ assolutamente vietato usare il tovagliolo per pulire piatti e bicchieri, magari controllando l’operazione controluce, come se non si fosse ancora ben persuasi della loro pulizia.
  • Ci si pulisce sempre la bocca col tovagliolo prima di bere.
  • Si usa il tovagliolo con semplicità e decisione, non con affettata e ridicola delicatezza, senza fregarlo sulle labbra come se fosse uno strofinaccio dei pavimenti, ma senza farlo aleggiare come un’ape sui fiori.
  • Le signore che usano il rossetto sono pregate di fare attenzione: secondo alcuni dovrebbero pulirsi preventivamente la bocca con l’apposito fazzolettino rosso, ma anche senza giungere a queste meticolosità è bene che cerchino di non sporcare il tovagliolo e comunque non usino, per un pranzo in casa altrui, un rossetto che lasci macchie indelebili.
 Come va lasciato

Alla fine del pranzo il tovagliolo non deve essere piegato, né arrotolato, né steso come un dubbio lenzuolo, ma va lasciato appoggiato con garbo alla sinistra del piatto: infatti si presuppone che dopo l’uso debba essere lavato. In famiglia, però, ognuno faccia il piacere di piegare il proprio tovagliolo e metterlo nell’apposita busta o portatovagliolo, anzichè buttarlo là in malo modo, secondo un’abitudine troppo diffusa.

 Enciclopedia della Donna 1965

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Dove come mettere il Tovagliolo

Galateo: Diploma, 18 anni, Laurea

Anche i regali hanno il loro galateo – Donna Letizia

.Omaggio a Donna Letizia

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Anche i regali hanno il loro galateo

Come comportarsi quando si riceve personalmente un dono
Se vi si consegna un dono, è cortese aprire subito il pacchetto e ringraziare il donatore con entusiasmo, anche se l’oggetto vi è indifferente o non è di vostro gusto. Quando un invitato si presenta con dei fiori e ve li rimette personalmente, in mancanza di personale, pregatelo di scusarvi un momento e andate svelta a metterli nell’acqua. Sarebbe peccato, e anche scortese, abbandonarli su una seggiola. Se si tratta di una scatola di dolci, offritene ai presenti. Se vi viene consegnato un regalo in presenza di altre persone, ringraziate subito, ma in separata sede.

Ciò che si usa e ciò che è bene fare
Una donna non offre fiori ad un uomo (n.d.r. siamo nel 1967!). Né un uoimo a un amico. Alle persone bisognose non si fanno regali utili, ma neppure troppo prosaicamente necessari. Al personale non si danno indumenti usati nelle ricorrenze importanti. Nell’anniversario di matrimonio è consuetudine gentile che i coniugi si scambino regali. Ai degenti in clinica si usa regalare dei fiori, possibilmente senza profumo. Regali graditi, libri e riviste, scelti a seconda del gusto della persona cui sono destinati. Quando si desidera sdebitarsi con un sacerdote, gli si può rimettere un’offerta in una busta chiusa, dicendogli: “Voglia accettare questa modesta offerta per le sue opere”. Gli si può donare un oggetto d’arte, un libro ben rilegato. Se gli si vuole fare un dono per la chiesa, lo si può pregare di provvedere lui stesso all’acquisto facendoci recapitare la fattura.

Ringraziamenti
Si tratti di adulti o di bambini, i ringraziamenti si fanno generalmente per iscritto. Si fanno per telefono se si tratta di amici molto intimi. Quando il dono è consegnato personalmente, bisogna ringraziare prima di slegare il nastro. Per un dono collettivo si ringrazia individualmente ogni donatore. Incontrando per caso una persona che ci ha fatto un regalo e che abbiamo già ringraziato per iscritto, le si rinnovano a viva voce i ringraziamenti.

Tra amici
Raramente una donna fa un regalo a un uomo, a meno che si tratti di un parente prossimo, di un medico, di un sacerdote, di un avvocato. Un giovanotto,, uno scapolo, ricevuto sovente in casa di amici, porterà fiori e dolci. Le persone che accettano inviti senza poterli restituire, si sdebitano con dei fiori, dolci, un soprammobile, dei giocattoli per i bambini. Alla persona di servizio di una casa in cui si è frequentemente invitati, si darà ogni tanto un’adeguata mancia.

Le dediche
Si dedicano libri e fotografie. Dove si mette la dedica:

  • Foto: solo gli autori e gli artisti appongono direttamente la firma sulle foto. Le nostre dediche, destinate agli intimi, si mettonop sul retro della fotografia.
  • Libri: la dedica va scritta su una delle pagine bianche, all’interno del libro.Va scritta pulitamente, senza cancellature, una formula d’amicizia o d’augurio, la firma, la data e basta. Non si fanno dediche sui libri antichi, sulle edizioni numerate, sui messali o libri di chiesa, in genere, soprattutto se si offrono ad un religioso.

Restituzione
A prescindere da ogni amichevole considerazione, la più elementare cortesia vuole che entro un periodo di tempo ragionevole, si restituisca quanto ci è stato prestato, senza aspettare che il proprietario ce lo chieda. Se un oggetto prestato è andato perso, o si è rotto, bisogna preoccuparsi di sostituirlo con uno identico; se invece è insostituibile, si cerca di rimediare con un altro oggetto di valore maggiore. Se l’oggetto è stato danneggiato, bisogna farlo riparare a nostre spese. Chi chiede, deve stare attento alla reazione della persona cui si rivolge: riluttanza ed esitazione devono essere subito interpretate come rifiuti, che occore incassare sportivamente, senza ritenersene offesi.

Chi concede un prestito in denaro, non deve poi abusare della condizione d’inferiorità del debitore, esigendo ogni sorta di piccoli servigi che originerebbero astio e rancore. E chi riceve, non deve alterare il suo comportamento col creditore: se non può restituire la somma ricevuta alla scadenza stabilita, anzichè eludere l’argomento, o sfuggire addirittura l’amico generoso, gli spieghi lealmente le sue ragioni, si scusi, continui a dimostrarsi grato. Salverà la faccia e l’amicizia. I libri vanno restituiti dopo essere stati letti. Tardarne la restituzionene, pone nell’imbarazzo il proprietario che si vede costretto a sollecitarla. Chi desidera ritornare in possesso di un oggetto prestato, dopo un periodo di inutile attesa, può sollecitare la restituzione con un cortese biglietto o a voce.

Anche i regali hanno il loro galateo
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Quando fare i regali
I regali si fanno nelle ricorrenze tradiziionali, Natale e Pasqua, compleanni, onomastici. I doni vanno generalmente ricambiati, quindi può essere indelicato offrire oggetti di valore tale da mettere in imbarazzo chi non può ricambiare alla pari. I regali fatti in occasione di nozze, battesimi, fidanzamenti, comunioni, per ospitalità ricevuta, per qualche servizio o favore reso, non comportano reciprocità.

Cosa offrire
Se è vero che i regali debbono corrispondere alla personalità del destinatario, tuttavia può essere imprudente regalare un’anticaglia ad un amatore d’arte, o una pipa tirolese a un collezionista di pipe. L’uno e l’altro gradiranno di più un dono che esuli dai loro “hobbies” i quali richiedono esperienza e gusto sicuro. Si possono offrire in dono cesti di frutta, dolci, libri, cose utili, cose inutili, denaro.

  • Denaro Un dono in denaro (meglio se per assegno) si fa solo a un parente più giovane o a un dipendente. Va accompagnato da qualche parola gentile.
  • Dolci Devono provenire da una delle migliori pasticcerie, esigono una confezione accurata e lussuosa. Si offrono di preferenza ai parenti e agli amici intimi, o per sdebitarsi di qualche cortesia, per es. alla segretaria di un amico professionista, alla telefonista o alla commessa di una ditta con cui si hanno rapporti di affari. Non si offrono ai superiori, ai diabetici, alle signore in continua lotta con la linea.
  • Doni collettivi Talvolta, specialmente in occasione di matrimoni, i doni si fanno in comune: qualche amico o i membri di una stessa famiglia si “quotizzano”, il che consente loro di offrire un dono di maggior valore. Può anche trattarsi di una sottoscrizione tra impiegati di una ditta, operai di una fabbrica, alunni di un istituto o colleghi degli sposi.
  • Doni inutili Sempre graditi i doni inutili, purchè rientrino nella categoria degli oggetti superflui e di lusso che non abbiamo il coraggio di acquistare personalmente. Inoltre non impegnano, non costringono chi li riceve a servirsene, e possono eventualmente esser rifilati a qualcun altro.
  • Doni utili Sono da riservare ai parenti più stretti e prima di decidersi nella scelta bisognerà esser sicuri di non sbagliare. Un dono “utile” non azzeccato è mortificante per ambo le parti.
  • Fiori Soccorrono chi non ha molta fantasia nella scelta dei regali, e sono sempre graditi. In occasione di nozze, battesimi, cresime, prime comunioni si inviano bianchi. Alla festa di fidanzamento; fiori vivaci e allegri.

regali -Wraxall_2011_MMB_62_Christmas

Anche i regali hanno il loro galateo
Galateo: il Battesimo (2^ parte)

Galateo: il Battesimo (2^ parte)

Nella foto la torta per un battesimo magico e fatato in rosa di Alu76 (vedi)

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Il battesimo è una cerimonia gentile e commovente e tale deve rimanere.

Il rinfresco in casa.

Dopo la funzione religiosa ci sarà. generalmente, un rinfresco al quale prenderanno parte tutti gli inviti alla cerimonia. Si preparerà una tavola con una tovaglia candida, si rallegrerà la stanza con fiori bianchi (lillà, rose o garofani) e si offrirà un buffet freddo oppure una vera e propria colazione, oppure un cocktail, a seconda dell’ora e del luogo.

Se si tratta di un buffet freddo, non mancheranno i sandwiches di vario tipo, tartine, salatini, pasticcini, accompagnati da vermuth e Marsala, cui seguirà la torta tradizionale: bianca, con decorazioni di zucchero.

Se è una vera e propria colazione, il menù sarà composto di una minestrina leggera o di un antipasto variato, una classica pietanza (vitello, cacciagione o pollame) con contorni, di un raffinato piatto di mezzo (pesce, paté o sformato di verdure) e infine di un dessert. Il dolce sarà accompagnato da champagne. Se il bimbo viene battezzato di pomeriggio presto, agli invitati si offrirà un tè con il solito contorno di pasticcini, tartine e salatini oltre alla torta tradizionale: lo champagne sarà servito subito dopo il tè.

Il Cocktail è la formula meno adatta per festeggiare un battesimo, ma è l’unica possibile quando il ricevimento si svolge nel tardo pomeriggio. I liquori verranno comunque serviti con moderazione (dato il carattere della cerimonia) e accompagnati da dolci e salatini.

Non mancheranno i confetti (rosa o celesti a seconda che si tratti di una bambina o di un maschietto) e lo champagne. Il festeggiato non verrà sballotato da uno zio all’altro come un giocattolo. Mai una festa di battesimo sarà troppo rumorosa; saranno rigorosamente evitate le troppe libagioni, il troppo fumo e le frivolezze varie. Invitati ed invitantii, in questo caso, dovranno essere particolarmente tranquilli e discreti.
Fonte: Enciclopedia della donna 1963

Galateo: il Battesimo (2^ parte)
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Biglietti Auguri  Battesimo
 
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Eleganza Galateo nozze Autunno-Inverno: LA SPOSA

Eleganza e Galateo per le nozze di Autunno-Inverno: LA SPOSA

Enciclopedia della donna 1963

Le cerimonie
: MATRIMONIO

 

NOZZE DI AUTUNNO-INVERNO

I problemi più importanti della sposa di autunno e d’inverno sono legati proprio alla stagione in cui verrà celebrato il matrimonio: quali sono i tessuti più adatti per l’abito da sposa? Come ripararsi dal freddo di un rigido giorno di dicembre? Lo sposo può indossare il cappotto? Il cappello? Quali sono i particolari che la stagione suggerisce?

L’ABITO DELLA SPOSAsposa autunno
La sposa, grande protagonista, ha a disposizione per il suo abito formule diverse secondo il tono delle nozze, il suo gusto personale, le sue possibilità:

  • abito molto importante, bianco lungo, magari provvisto di strascico,
  • abito bianco, lungo, più semplice e meno sontuoso,
  • abito bianco e corto,
  • abito da passeggio colorato.

Se sceglie l’abito bianco in una delle tre formule suddette, ecco qualche suggerimento.

I tessuti:
I più adatti alla stagione autunnale o già decisamente invernale sono piuttosto consistenti pesanti. Meglio perciò scartare quelli aerei, vaporosi e trasparenti (come il tulle, l’organza, il voile, lo chiffon) e preferire invece il raso, il velluto, il pizzo, l’ottoman, il crespo, il faille, il broccato. Tra tutti questi il più morbido, cedevole, adatto ai drappeggi è il crespo (può essere di seta o di fibra artificiale ma anche di lana) o anche il cady; il più tradizionale è il raso, il più vistoso il pizzo. È estremamente importante per la perfetta riuscita dell’abito che il tessuto sia scelto in stretto rapporto al modello: per ottenere certi effetti e certi risultati ci vogliono morbidezze o pesantezze speciali. Con un tessuto inadatto al modello scelto si può rischiare di rovinare tutto.

Il modello:
I tessuti che abbiamo elencato sono indicati sia per confezionare abiti tradizionali, sia modernissimi o comunque meno classici, come per esempio (adattissimo, data la stagione) l’ insieme di abito più mantello uguale, lungo o corto. L’essenziale sarà scegliere un modello adatto alla propria figura e anche alle propria personalità.sposa autunno
La sposa “pratica” quella cioè che preferisce andare all’altare con un abito sfruttabile poii in molte occasioni, sceglie, invece del tradizionale abito bianco, un insieme elegante ma non troppo. Evita i colori decisamente scuri (fa eccezione il blu che però è più adatto alla primavera) e si orienta su colori delicati: per esempio il grigio chiarissimo, lievemente rosato oppure ghiaccio, il beige in tutte le sue gradazioni (cognac, biscotto, castoro), l’azzurro e il rosa in tutte le sfumature. Circa i tessuti sceglierà un tessuto di lana abbastanza caldo ma non necessariamente pesante (crespo, grap, ecce.), oppure la lana-seta. Per quanto riguarda il modello, sempre sicuri e godibili i completi formati da abito più giacca o abito più soprabito che potranno essere impreziositi da una guarnizione di pelliccia. (Ndr: sintetica). Anche il tailleur classico, completato da una blusa o camicetta, è molto adatto.
In testa un cappello o un’acconciatura, ma senza velo; consigliamo di scegliere un cappello, per esempio, di velluto o di pelliccia, oppure, molto chic, una cuffia-turbante nello stesso tessuto dell’abito. In mano la sposa avrà solo il bouquet, dono gentile e romantico dello sposo, e unica nota bianca. In guanti e le scarpe saranno intonate all’abito; da scartare le scarpe bianche che sono fuori stagione, ingrossano il piede e non dopo non donano affatto.

LA REALIZZAZIONE
Ed ecco qualche consiglio circa la realizzazione pratica dell’abito da sposa. A chi rivolgersi dunque? Sarta? Sartina? Sartoria? Oppure acquistarlo già pronto in un negozio specializzato? Le risposte a questi interrogativi sono diverse, naturalmente, secondo i casi. Tuttavia ci pare utile qui dare alle future spose qualche consiglio.

  • Chi ha sottomano la sartina brava, volonterosa e non vuole che l’abito da sposa venga a costare un piccolo patrimonio, le affidi pure l’incarico, ma abbia l’avvertenza di scegliere un modello estremamente semplice, da realizzare magari in un tessuto già di per sé importante e vistoso (per esempio il pizzo o in genere tutti tessuti ricamati) che non richiede alcuna estrosità.
  • Chi può disporre di una brava sarta le affidi senza preoccupazione la realizzazione dell’abito. Coi suoi consigli, la sua esperienza e la sua già provata capacità non si correranno rischi e i risultati saranno senza dubbio eccellenti.
  • Chi ha buone disponibilità finanziarie e decide, data l’eccezionalità dell’occasione, di rivolgersi a una sartoria di un certo nome, potrà essere certa di avere un abito non solo bello e ben fatto, ma anche di linea. Un consiglio, tuttavia: cercate di non farvi troppo influenzare e scegliete un abito che si addica al vostro gusto, indipendentemente dalla moda o da altre considerazioni strane.
  • Chi ha poco tempo a disposizione, chi non ha una sarta di fiducia e non ama rischiare, chi ama acquistare gli abiti dopo averli visti già belli e pronti, può rivolgersi alle case di confezioni, e negozi specializzati (ce ne sono parecchi nelle grandi città) persino ai grandi magazzini, dove troverà diversi modelli e potrà scegliere quello che più le piace e le sta bene.

“IDEE” DI STAGIONEsposa autunno
Qualunque sia l’abito scelto, ricordate che come guarnizione è particolarmente adatta la pelliccia (…). Ed ecco a proposito di pelliccia, un’idea insolita, romantica e molto di stagione: il manicotto-bouquet. Sul piccolo manicotto di pelliccia bianca si appuntano i fiori del bouquet: l’effetto è veramente delizioso, specie se un altro piccolo tocco della stessa pelliccia compare nell’abito da sposa.

  • Un’idea diversa per l’acconciatura: il velo alla Lawrence d’Arabia, consigliato alle spose più moderne, a quelle con l’ovale perfetto e possibilmente brune. È formato da una grandissima sciarpa di voile o di chiffon sistemata asppunto come i barracani degli arabi. La sciarpa, a fitte pieghe, è avvolta tutto attorno al capo, copre interamente le orecchie e il collo, come un grande cappuccio. L’effetto, veramente insolito, è bellissimo e la soluzione è pratica anche perché è “antifreddo”.
  • Un’idea che piacerà alle appassionate di maglia: è il vestito da sposa interamente lavorato a pizzo con l’uncinetto. Diritto, semplicissimo, l’abito potrà essere corto o lungo, e sarà completato da un giacchino bolero o da una cappa soprabito uguale.

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 Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986

I riti nuziali di ogni civiltà e tradizione hanno attribuito grande importanza alla veste indossata dalla sposa, come simbolo di passaggio dal suo stato di sdonna nubile a quello di dona sposata. Il rosso, in tutte le sue sfumature, è stato per secoli il colore tradizionale della tunica della sposa sia in occidente che in oriente. Il bianco, che per noi è il colore classico delle spose, si è affermato in tempi recenti, per la precisione nel secolo scorso nell’inghilterra vittoriana: solo le famiglie più ricche e benestanti potevano concedere alle proprie figlie che si sposavano un abito di un colore così delicato e così facile da sporcare, che come un fiore durava soltanto un giorno e come un fiore doveva essere bellissimo ed effimero. E poi il bianco era anche il colore della purezza e dell’innocenza.(..).


Ecco la gustosa descrizione di un modello per un abito da sposa tratta da La dernière Mode, una famora rivista francese del 1874: “Sottabito di raso bianco con gonna in tarlantana, ogni voltant termina con un fiocco di nastri frastagliati come foglie di di cicoria. Bene, ve n’erano almeno venti sullo strascico, mentre sul davanti ne ho contati solo quattro. Tunica pieghettata trasversalmente e fissata sulla gonna; sul bordo della tunica, in basso, frangia con perle bianche. Larga cintura in raso, che parte da un lato e avvolge, ricadendo lungo la tunica, per annodarsi sullo strascico… Il corpino è accollato e a barchetta, interamente foderato di raso, come le maniche, e tutta la guarnizione consiste in un nodo di nastri frastagliati simile a folta cicoria, e in un mazzolino di fiori d’arancio posto a lato, sulla spalla”. Cronista d’eccezione, sotto pseudonimo, il grande poeta francese Stéfhane Mallarmé.

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Abito del 1870 fonte: donne.notizie.it

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14 luglio 2012 – Le nozze di Eleonora e Walter

 

 

Galateo: Il Grande libro della casa Donna Letizia 1967

Galateo: Il Grande libro della casa di Donna Letizia 1967

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Donna Letizia (pseudonimo di Colette Cacciapuoti Rosselli) negli anni 50 pubblicò, sulle pagine del settimanale “Gente” e in diversi libri, consigli pratici  relativi al galateo e alle buone maniere. Colette Cacciapuoti Rosselli (Losanna, 25 maggio 1911 – Roma, 9 marzo 1996) fu scrittrice e  illustratrice. Viene anche ricordata per essere stata moglie del grande giornalista Indro Montanelli.
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Indro Montanelli e Donna Letizia , polinice.org

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GabriellaTurnaturi – www.150anni.it

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Donna colta ed elegante, laureata in lingua e letteratura francese all’Università di Losanna, città dove nacque, Colette Rosselli è nota al grande pubblico soprattutto con lo pseudonimo di Donna Letizia. Donna Letizia nella storia del costume italiano ha ricoperto un ruolo significativo ed indiscusso di Signora del bon ton. Per più di trent’anni ha educato le italiane e gli italiani, all’arte della socievolezza e delle buone maniere con i suoi consigli e suggerimenti. Per chiunque fosse in difficoltà, sia nell’allestire un ricevimento che nello scegliere un abito era d’obbligo consultare “La Posta del cuore”, la sua seguitissima rubrica pubblicata dal settimanale femminile Grazia. E vero e proprio manuale imprescindibile per imparare l’arte del comportarsi in società divenne il suo libro Il saper vivere (Mondadori 1960, 1972, 1976, 1979).

Ma prima di diventare la Signora indiscussa del bon ton, Colette Rosselli aveva già raggiunto una grande notorietà, fra un pubblico più sofisticato, come illustratrice. Negli anni Quaranta illustrò soprattutto libri per l’infanzia come Per i bimbi buoni e anche quelli cattivi, Il primo libro di Susanna, Il secondo libro di Susanna, Il cavaliere Dodipetto, I poemetti di Susanna. Trasferitasi negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, lavora come illustratrice delle più prestigiose riviste dell’epoca: Harper’s Bazaar, Mademoiselle, Vogue. Nel 1950 vince un premio per la migliore copertina dell’anno. Le illustrazioni e la pittura resteranno la sua passione e nel corso degli anni i suoi quadri vennero esposti in importanti gallerie. La sua versatilità si proverà anche nella pubblicazione di due romanzi: Ma non troppo e Casa di randagia. Il suo prestigio personale e sociale si accrebbe notevolmente con il matrimonio con Indro Montanelli a cui resterà legata sino alla morte. La conoscenza diretta del bel mondo, la frequentazione dei salotti più esclusivi, sia nazionali che internazionali, il cosmopolitismo, una buona dose di cultura ed un’innegabile eleganza fecero di lei una maestra indiscussa del buon gusto borghese dell’Italia del dopoguerra. Ai consigli su come comportarsi ad un pranzo sapeva alternare suggerimenti sentimentali e velatamente indicare anche comportamenti “corretti” riguardanti la sfera, innominabile sino alla fine degli anni Sessanta, della sessualità. Celebre resta un suo ammonimento, quasi un grido che spesso echeggiava dalla rubrica “La Posta del cuore”:
«Non ceda, non ceda», rivolto alle signorine, fidanzate o meno, a cui sempre più pressantemente, il nuovo maschio italiano richiedeva, come certificato di modernità, la “prova d’amore”.

L’eleganza e l’ironia della scrittura nascondevano spesso un solido conservatorismo ed una celebrazione degli stili di vita della “gente per bene” ovvero della vecchia e consolidata borghesia, opposti tenacemente alla grossolanità ed ai nuovi modelli di comportamento introdotti dai nuovi ricchi. Gli anni della maggior popolarità di Donna Letizia, sono gli anni Sessanta, ovvero quegli anni attraversati da profonde contraddizioni nella società italiana, che si andava modernizzando, arricchendo, ma che al contempo cercava strenuamente di difendere consuetudini, tradizioni e rapporti di potere. Queste contraddizioni si riflettevano nel costume delle italiane e degli italiani, sospesi fra vecchio e nuovo, fra ansia di modernizzazione e paura del mutamento. Donna Letizia si fece interprete di questi timori e con prudenza cercò di traghettare le nuove aspiranti “vere signore” verso una modernità controllata, dove i rapporti fra le classi e fra i sessi restassero però indiscussi. Legittimati dalle regole eterne del saper vivere.

Di fronte al lusso vistoso ostentato dei nuovi ricchi, sono questi gli anni del boom economico, Colette Rosselli difenderà sempre una discreta eleganza. Sarà lei a costruire il modello della Vera Signora, della donna elegante che preferisce sempre ad una vistosa pelliccia, un cappotto di buon taglio, che tratta con cortesia e paternalismo la servitù, e soprattutto impegnata a difendere sempre e dovunque la sua immagine di donna pudica e riservata. La Vera Signora sembra essere innanzitutto asessuata, e non permette assolutamente mai che intorno a lei vi siano comportamenti e conversazioni poco rispettosi.

«La Vera Signora non cammina ancheggiando volutamente. […] Se qualche vitellone mugge dietro a lei un complimento superlativo, non lascia trasparire un sorriso compiaciuto». Il “Saper Vivere” di Donna Letizia diviene così il capofila di tutti i galatei di quegli anni impegnati soprattutto nell’educazione della nuova borghesia in ascesa, che si vuole plasmare a tutti i costi sul modello del vecchio ceto aristocratico-alto borghese. Leggiamo dai consigli di Donna Letizia alla “Signora che vuole arrivare”:
«Abbia un cuoco francese, elargisca laute somme alle Opere benefiche capeggiate da dame autorevoli; inviti spesso qualche nobile decaduto ma à la page, disposto a consigliarla e a pilotarla in cambio di un posto sempre disponibile a tavola. Abbia una casa arredata da un decoratore di gusto sicuro e piuttosto tradizionale e quando riuscirà a riunire nel suo salotto un mazzetto di marchese e di contesse non imiti di colpo i loro modi di parlare; non inserisca a vanvera parole straniere nella conversazione. Meglio piuttosto, inserire frasi di questo genere: “Io che non ho avuto un’infanzia privilegiata come tutte voi”, “Mio padre che si è fatto da sé…”

Si dirà di lei che ha l’orgoglio di essere quello che è, e il coraggio di non rinnegare le sue origini». Non sappiamo con precisione se ancora oggi esistano i salotti descritti da Colette Rosselli popolati da contesse, marchese ed alti prelati, ma i suoi consigli sono sopravvissuti a tutte le tempeste che hanno attraversato la storia della società e del costume italiano, tant’è che nel 1991 viene pubblicato con enorme successo Il nuovo Saper vivere, di Donna Letizia. E chi volesse oggi ricostruire la storia del costume italiano non può rinunciare alla lettura dei galatei di Donna Letizia e alla sua“Posta del cuore”, in gran parte raccolta in Cara Donna Letizia (Mondadori, 1981).

GabriellaTurnaturi – www.150anni.it
Manuali di galateo
  • Il saper vivere di Donna Letizia, Arnoldo Mondadori Editore, 1960
  • Cara Donna Letizia… venticinque anni in confidenza, Rusconi Editore, 1981
  • Ma non troppo, Longanesi & C., 1986
  • Case di Randagia, Longanesi & C., 1989
  • Il nuovo saper vivere di Donna Letizia, Arnoldo Mondadori Editore, 1990
  • C’era una volta il galateo, Longanesi & C., 1996
  • Il saper vivere di Donna Letizia, BUR, 2007
Galateo: Il Grande libro della casa Donna Letizia 1967

 

La sposa bella degli anni Sessanta

La sposa bella degli anni Sessanta

 ENCICOPEDIA DELLA DONNA 1963

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Viso riposato, carnagione luminosa, occhi scintillanti fanno la sposa bella. Non è solo la felicità a far splendere il suo viso: ella si è preparata al gran giorno per tempo e con cure sapienti.

LA SPOSA BELLA

“Le spose sono tutte belle”: c’è una parte di verità in questo amabile luogo comune. Si è mai vista una sposa bruttina, scialba, in disordine? La commozione le addolcisce i lineamenti, la felicità dà una nuova luce ai suoi occhi: è tenera, patetica, radiosa. Ma a volte l’emozione, il trambusto della vigilia giocano brutti scherzi e la sposa, la mattina delle nozze, si ritrova col viso tirato, i capelli che non tengono la piega, il colorito terreo. Che fatica, allora, per rimettersi in sesto! Senza contare che questi rimedi di “emergenza” la renderanno agitata e nervosa. Meglio pensarci in tempo. Qualche precauzione, durante le due settimane che precedono le nozze, eviterà sorprese incidenti.

QUINDICI GIORNI PRIMA
Occorre mettersi a dieta, una dieta senza eccessive imposizioni ma che semplicemente eviti troppi intingoli, liquori, cioccolatini, grassi. Proprio per arrivare al giorno delle nozze con una linea impeccabile e una carnagione limpida: niente antiestetici “cuscinetti”, niente rossori nè macchie. Così il giorno delle nozze, la sposa potrà concedersi i brindisi più festosi senza paura del foruncolo improvviso; e durante la luna di miele non sarà costretta a immalinconire suo marito con “passati” di verdura e bistecche senza sale.

UNA SETTIMANA PRIMA
Visita dal pedicure: depilazione con ceretta a caldo, che assicura gambe lisce almeno per un mese. Sarà bene anche farsi fare una leggerissima permanente “a freddo”. I capelli avranno una piega naturalmente morbida e facile da pettinare. In questo modo eviterete durante il viaggio di nozze quei bigodini notturni così poco romantici o (per chi non usa i bigodini) le ciocche sfilacciate che danno subito un’aria disfatta.

DUE GIORNI PRIMA
Un trattamento all’Istituto di bellezza: le sopracciglia saranno regolate, i punti neri eliminati e un massaggio finale darà “tono” a tutto il viso. La sposa deve apparire “riposata” e serena, anche se ossessionata dagli inviti, dalle telefonate, dal fiorista, dalla sarta, dalle amiche premurose. Il viso “ripulito” e rivitalizzato perderà, in due giorni, quel tono troppo “rimesso a nuovo” che alle volte si acquista negli istituti di bellezza, ma sarà sempre tanto gradevole e morbido da incantare “lui” e di altri ospiti.

IL GIORNO PRIMA
Un bagno riposante e disintossicante a base di fiori o vitamine. Visita dal parrucchiere: la “messa in piega” sarà bene irrigidita dal fissatore (solo il mattino delle nozze si dovranno spazzolare da ogni lato i capelli per averli soffici e a posto). Meglio scegliere un’ acconciatura facile (sempre sulla base della permanente fatta una settimana prima), a meno che il velo da sposa non esiga una linea tanto elaborata e fastosa da richiedere l’intervento del parrucchiere, anche un’ora prima del “sì”.

IL MATTINO DELLE NOZZE
La sposa ha il viso scavato dall’emozione: comprensibilissimo. Però, potrà ammorbidirlo con una maschera di bellezza leggera leggera, appena idratante e stimolante. Subito dopo, sottocipria quasi incolore e un po’ di cipria che non nasconda il pallone (è così romantico), ma che dia più luminosità a tutti il volto. Per questo, sarà bene sceglierla leggermente rosata. Gli occhi? Una goccia di collirio e nient’altro: nè rimmel, nèi ombretto, né matita nera. Il mattino di nozze non va confuso con la notte di Capodanno. È concesso solo il rimmel impermeabile, ma poco: se una sposa felice si lascia sfuggire una lacrima anche una sola, il viso non deve improvvisamente e desolatamente rigarsi di nero e di blu, a causa del trucco. Il rossetto sarà chiaro chiaro, sui toni del rosa, mai dell’arancione. Profumo? Niente, anche se quello che piace a “lui”. Basterà il profumo del bouquets.

TRE CONSIGLI PREZIOSI

  • Mai cambiar colore ai capelli, per il giorno delle nozze. È una mancanza di stile. Se il parrucchiere vi tenta con splendide sfumature dorate o rossiccie, abbiate il coraggio di dire “no”. A “lui” piacete così come siete: non è il giorno adatto per tentativi azzardati.
  • Curate le mani in modo particolare: niente smalto rosso, niente smalto rosa: solo un pochino di lacca incolore. Guai se un’unghia è scheggiata, guai se le mani non sono morbide. Basta un po’ di crema al mile o alla glicerina, basta una spazzolata energica con la pietra pomice insaponata.
  • Non colmate con creme e barattoli la valigia della “luna di miele”. Occorrerà solo una crema per la pulizia serale, il solito tonico, molte veline detergenti per rinfrescare il viso durante il giorno, senza troppe complicazioni. Poca cipria, sempre il sottocipria; il vostro preziosissimo deodorante, il vostro solito rossetto. Guai atteggiarsi subito a “sposine”, con acconciature austere o troppo elaborate, trucco deciso, stile imponente: “lui” vuole ritrovare accanto se la ragazza di cui si è innamorato e che ha voluto sposare.
La sposa bella degli anni Sessanta
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Eleganza Galateo nozze Autunno-Inverno: LA SPOSA

Eleganza e Galateo per le nozze di Primavera-Estate: LA SPOSA

Enciclopedia della donna 1963 Le cerimonie

 MATRIMONIO

PRIMAVERA-ESTATE: TEMPO DI NOZZE

Non c’è una stagione per i matrimoni; eppure quasi tutte le donne sognano di sposarsi in un giorno caldo e luminoso, pieno di profumi e di fiori, indossando un abito candido e fresco, un velo leggero leggero nel quale il sole e la brezza scherzino volentieri. La primavera e ancor più l’inizio dell’estate sembrano dunque le stagioni ideali per i matrimoni; se ne celebrano moltissimi, infatti, da aprile a luglio; tutti, semplici o importanti, intimi o sfarzosi sono, salvo rare eccezioni, assistiti da del tempo.

LA SPOSA
La sposa può scegliere il suo abito tra gli innumerevoli modelli tradizionali o tra quelli proposti dall’ultima moda. In ogni caso, per l’abito lungo e importante oppure corto e “svelto”, bianco o in colore, bisognerà studiare soprattutto due elementi: linea e tessuto.

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La linea.
Nella scelta del vestito di nozze la futura sposa dovrà tener presente la sua figura, la sua età, il suo tipo. Tutti guardano la sposa, si sa, e in genere i commenti sono benevoli perché la felicità rende, si dice, tutte le spose belle. Ma un vestito sbagliato, magari bellissimo in sé, ma inadatto, può compromettere seriamente la sua bellezza che, non dimentichiamolo, sarà “eternata” dalle immancabili fotografie. Non dica ” io mi sposo per lui e lui quel giorno non guarderà il vestito, tanto non se ne intende” per improvvisare all’ultimo momento un abito che può rivelarsi poco felice; e neppure però faccia un dramma, un problema mondiale di questo vestito. Se ne occupi possibilmente, parecchio tempo prima della fatidica data, consigliandosi con la sarta, sfogliando riviste di moda (esistono di “speciali” che presentano soltanto abiti di nozze), provando a schizzare da sola, se ne è capace, il modello che ha sempre sognato. Ricordi poi che la lineaimpero sta bene a tutte: alle piccole perché le allunga, a chi non ha la vita di vespa perché la nasconde (ma non esageri spostandola troppo in su). I vestiti dalla gonna ampia a palloncino stanno bene alle magrissime che hanno bisogno di “riempirsi” e di mettere in risalto la vita sottile.
Le linee molto elaborate, con mantelli e cappe che appesantiscono inevitabilmente l’insieme,, non sono adatte alla stagione primaverile-estiva. Meglio adottare corpini lisci, con maniche corte (se non si hanno braccia troppo robuste o magre come grissini) e scollature a barchetta appena scese sotto la base del collo che danno slancio a tutta la testa. Non troppi particolari e troppi motivi, per carità: pochi, ma ben studiati. I nodi, i fiori, i volants sono classici, sempre nuovi, sempre bellissimi, ma vanno usati con discrezione.

I tessuti
più adatti per la sposa d’estate sono quelli leggieri, leggerissimi, quasi inconsistenti. Perciò tulle, organza, chiffon, sete papillons saranno molto più adatti del raso, del broccato e del pizzo, decisamente invernali. Per i matrimoni non troppo pomposi sono bellissimi e particolarmente freschi i tessuti di cotone, sangallo, plumetis, batista, piquet (delizioso soprattutto per la sposa giovane e romantica). Un altro tessuto adatto alla stagione estiva è il lino, liscio o ricamato, perché è fresco ed elegante: potrete renderlo più importante accostandogli una guarnizione di pizzo o di plumetis.

L’acconciatura
Importantissimo: non sbagliare l’acconciatura. Perciò studiatela bene e, prima ancora, studiate e decidete la pettinatura che adotterete “quel giorno”. Il binomio pettinatura-acconciatura è indissolubile. Se volete qualcosa di sicuro, scartate tutto ciò che è troppo voluminoso o troppo piatto. Dimenticate l’esistenza di lustrini e orientatevi sulle coroncine di fiori piccoli o sul coprichignon, sempre di fiori. Quando il velo classico è in tulle la sua lunghezza dipende dall’abito. Se il velo è lungo dovrà essere sempre più lungo dell’abito; se è corto sarà piuttosto ricco e spumeggiante. Meno classico ma molto bello il velo di organza o di chiffon. La sposa che ha adottato la formula “da viaggio” rinunciando all’abito bianco tradizionale sceglierà un cappello: una cuffietta di fiori, un coprichignon di paglia lucida o un cappello ad ala ampia di tessuto vaporoso (ad esempio: organza, tulle) nello stesso colore dell’abito.
Stabilito l’abito e decisa l’acconciatura bisogna scegliere gli altri accessori che, naturalmente, dovranno essere perfetti e intonati al vestito.

I guanti
Saranno bianchi, dello stesso bianco dell’abito, in capretto o in pelle glacée con cuciture interne. la loro lunghezza dipenderà direttamente dalla lunghezza della manica: se la manica è corta saranno lunghissimi, salìranno cioè oltre il gomito in modo da coprire interamente il bracccio. Se la manica dell’abito è a tre-quarti saranno semi-lunghi. Se la manica è lunga saranno cortissimi, al polso. Con l’abito colorato si portino guanti neutri (bianco avorio, beige rosato, bianco ghiaccio) o colorati in sfumature pallide (rosa, lilla, azzurro polvere).

Le scarpe
Poiché l’estate, o quasi estate, la sposa potrà scegliere le classiche scarpine scollate o quelle a sandalo, con punta chiusa, stile Chanel, più comode e fresche. Le scarpe classiche da sposa sono in raso, lisce o impreziosite da ricami, da fibbie di perline, da piccoli motivi vari. Ma possono essere anche in canneté o della stessa stoffa dell’abito. meglio evitare invece la pelle che, in bianco, non è molto elegante. ma qualunque modello di scarpine abbia scelto la sposa, c’è un articolare da prendere in considerazione, al momento dell’acquisto: il tacco. basso o altissimo, a spillo o a roicchetto, non dovrà piacere soltanto alla sposa, ma dovrà soprattutto essere proporzionato alla statura dello sposo.

Il bouquet
E’ il mazzo di fiori tradizionale che sostituisce la borsetta nelle mani della sposa. A questo dolce e bellissimo particolare deve pensaare lo sposo; sarà percxiò, per lei, una sorpresa. ma lo sposo farà bene a informarsi diplomaticamente, magari presso la futura suocera, se c’è (e quasi sempre c’è) qualche fiore nell’abito e nella acconciatura della sua promessa, in modo da far preparare il bouquet con gli stessi fiori. E’ una piccola pignoleria? No, una raffinatezza che costa poco e che sarà certo apprezzata. Il bouquet potrà essere piccolo, e allora la sposa lo terrà in mano, oppure più grande e allora lo porterà nell’incavo del braccio. I fiori più classici e più adatti al bouquet sono i fiori d’arancio, i gelsomini, i mughetti, le boarie, circondati da ruches di tulle e legati da nastro di raso. Ma a questi se ne aggiungono altri, legati strettamente alla stagione, non importa che siano tutti assolutamente bianchi, possono avere sfumature diverse: rosa, azzuro, lilla, giallo.

La bella stagione suggerisce ancora il rinfresco all’aperto
Poiché ormai le giornate sono calde e serene si potrà predisporre il rinfresco, che seguirà la cerimonia, all’aperto. Invece della solita, fredda e un po’ anonima sala d’albergo perché non scegliere un locale (trattoria, piccolo albergo) appena fuori città ma già pieno di verde e di odore di campagna? Oppure si può organizzare il matrimonio nel paese ove abbiamo trascorso tante estati e dove abbiamo conosciuto “lui”, o dove abbiamo una casetta con giardino. In questi casi, la sposa può sottolineare anche nel suo abbigliamento il tono semplice dell’insieme, scegliendo un abito di cotone, un acconciatura insolita formata da un velo annodato sotto il mento o sulla nuca come un foulard, un bouquet di fiori di campo.

L’abito si trasforma
La bella stagione ci dà un suggerimento utile anche per l’abito della sposa previdente. Potrà essere cioè un abito con ampia scollatura coperta da bolero o da giacchettino perfettamente chiuso. Questa soluzione permette di utilizzare l’abito scollato come abito da sera; potrà essere portato specialmente se corto, anche in viaggio di nozze e messo per andare a ballare sotto la luna. In questo caso sarà bene completarlo con accessori coloratissimi; scarpine, borsetta a bustina e rosa in vita rosso brillante o verde smeraldo; o anche nero, secondo l’accostamento classico e sempre raffinato.
Torniamo ancora ai fiori che, se non fanno parte dell’abbigliamento vero e proprio, sono però strettamente legati alle decorazioni di un matrimonio. Oltre a quelli classici della sposa, si possono scegliere quelli legati alla stagione, che sono oltretutto, più economici. In maggio saranno ideali le rose, i lillà, le tuberose, in luglio le camelie, le fresie, i gladioli.

L’acconciatura di fiori freschi
Ecco un’idea originale. Invece dei soliti fiori finti, l’acconciatura della sposa può essere di fiori freschi puntati sulla nuca, in cima allo chignon, dietro le orecchie. Mettetevi d’accordo con il fioraio che vi preparerà un mazzetto o un ciuffo di fiori (secondo un “disegno” studiato con la modista che vi appunterà il velo) che saranno poi fissati con qualche forcina sotto il velo. Naturalmente, dovranno arrivare in casa della sposa la mattina stessa delle nozze proprio all’ultimo momento (ma non in ritardo) per essere freschissimi.

Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986
I riti nuziali di ogni civiltà e tradizione hanno attribuito grande importanza alla veste indossata dalla sposa, come simbolo di passaggio dal suo stato di sdonna nubile a quello di dona sposata. Il rosso, in tutte le sue sfumature, è stato per secoli il colore tradizionale della tunica della sposa sia in occidente che in oriente. Il bianco, che per noi è il colore classico delle spose, si è affermato in tempi recenti, per la precisione nel secolo scorso nell’inghilterra vittoriana: solo le famioglie più ricche e benestanti potevano concedere alle proprie figlie che si sposavano un abito di un colore così delicato e così facile da sporcare, che come un fiore durava soltanto un giorno e come un fiore doveva essere bellissimo ed effimero. E poi il bianco era anche il colore della purezza e dell’innocenza.(..).

14 luglio 2012 – Le nozze di Eleonora e Walter

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 Galateo x nozze Primavera-Estate: LA SPOSA

Galateo x nozze Primavera-Estate. LO SPOSO invitati

Eleganza e Galateo per le nozze di Primavera-Estate. LO SPOSO e gli invitati

 

Enciclopedia della donna 1963

Le cerimonie
 
MATRIMONIO

PRIMAVERA-ESTATE: TEMPO SI NOZZE
Non c’è una stagione per i matrimoni; eppure quasi tutte le donne sognano di sposarsi in un giorno caldo e luminoso, pieno di profumi e di fiori, indossando un abito candido e fresco, un velo leggero leggero nel quale il sole e la brezza scherzino volentieri. La primavera e ancor più l’inizio dell’estate sembrano dunque le stagioni ideali per i matrimoni; se ne celebrano moltissimi, infatti, da aprile a luglio; tutti, semplici o importanti, intimi o sfarzosi sono, salvo rare eccezioni, assistiti da del tempo.

ELEGANZA E GALATEO
Preparare il matrimonio è una grande e bellissima fatica: tutti lo sanno, per esperienza diretta o per sentito dire. Si tratta, comunque d’una fatica cui ci si accinge con gioia. Molti problemi da risolvere (partecipazioni, corredo, bomboniere, ricevimento, ecc.) il problema di “come vestirsi” è uno dei più importanti non soltanto per gli sposi e i parenti prossimi, ma anche per tutti gli altri invitati. Infatti, se è giusto che quel giorno gli sposi (specialmente la sposa) e i loro familiari siano eleganti e in forma è anche giusto che chi partecipa di persona alla loro festa, sottolinei nell’abbigliamento l’eccezionalità della cerimonia. Il problema “come vestirsi” è comunque, prima ancora che un problema di eleganza, un fatto di buon gusto, di opportunità e, proprio così di galateo.
A parte i casi eccezionali, e per fortuna non troppo frequenti, di matrimoni celebrati in fondo al mare, su un aeroplano o in cima a una montagna, ci sono, anche per quello che riguarda l’abbigliamento, delle regole da rispettare, delle tradizioni da seguire, delle usanze che sono divenute norme e così via. Tutte cose, queste, che a certe persone disincantate e anti-tradizionaliste possono sembrare inutili e superate, ma che hanno invece una loro ragione e anche una loro poesia.
Dunque, l’abbiglilamento di chi partecipa da protagonista o da “coro” ad un matrimonio, per essere elegante, deve essere prima di tutto adeguato al tono della cerimonia, omogeneo rispetto a quello degli altri, intonato allo stile di tutto l’insieme

IL “TONO” DELLE NOZZE
Un matrimonio può essere importante sontuoso, oppure semplice modesto: dipende dalla possibilità, dal gusto personale, dall’opportunità e da molti altri fattori che devono essere valutati e discussi insieme da entrambe le parti, cioè dalla famiglia di lui e da quella di lei. Una volta deciso il “tono” delle nozze, il problema di “come vestirsi” trova una soluzione pronta, almeno nelle sue grandi linee. Sarà lo sposo (e non la sposa come in genere si crede) a impostare l’abbigliamento di tutti; della sposa compresa, che avrà il buon gusto e il buon senso di non voler fare delle bizze da prima attrice, pretendendo un abito favoloso con strascico chilometrico e lussureggianti cascate di velo, se il matrimonio è intimo o comunque semplice. Si seguiranno queste regole fondamentali:
Matrimonio importante:
lo sposo indossa il tight (pron. tait); la sposa un abito bianco, lungo, abbastanza ricco, con o senza strascico e con velo lungo.
Matrimonio semplice:
lo sposo indossa un abito grigio scuro; la sposa può scegliere un abito bianco, lungo, senza strarscico, oppure un abito bianco, corto con velo alle spalle oppure ancora un abito da pomeriggio, in tinta chiara, cosiddetto “da viaggio”, completato da guanti e cappello intonato o piccola acconciatura.

TESTIMONI E INVITATI
Abbiamo parlato di omogeneità tra l’abbigliamento degli sposi; importante, anzi indispensabile, è anche l’omogeneità tra quello dei testimoni, dei genitori degli sposi e dei componenti il corteo nuziale. Gradita, ma non necessaria, l’omogeneità tra l’abbigliamento degli invitati.
I testimoni e i padri degli sposi
Vestono come lo sposo. Così, se in un matrimonio importante, lo zio che farà da testimone non ha iil tight e non può o non vuole farselo, bisognerà che tutti rinuncino al tight.
Le damigelle e i paggetti.
Le damigelle fanno la loro comparsa soltanto nei matrimoni molto importanti, con lo sposo in tight, tanto per intenderci. Possono essere due o più (è però permesso anche averne una sola). Vestono tutte allo stesso modo in tinta chiara, ma non in bianco, con abito lungo, come la sposa. In testa portano coroncine di fiori o piccole acconciature. Spesso si preferiscono alle damigelle i paggetti, ossia maschietti tre i 4 e i 10 anni, oppure anche la coppia damigelle e paggetto, più o meno della stessa età. I paggetti vestono con pantaloni di velluto blu o verde cupo o di shantung azzurro lunghi fino al ginocchio, camicetta di seta bianca e con jabot plissettato, scarpe, calze e guanti bianchi.
Le signore
Madri degli sposi, amiche e invitati sceglieranno abiti o completi più o meno eleganti secondo il tono della cerimonia. Per i matrimoni sontuosi sono permessi cappelli eccentrici e voluminosi, tessuti preziosi; è bene ricordare sempre che un matrimonio non è un ballo e tanto meno un ballo… in maschera. Si eviteranno perciò il più possibile i luccichii, i tessuti lucidi, le paillettes, i lustrini. Assolutamente proibito il tutto nero e il tutto bianco: il primo è un colore che “fa lutto”, il secondo è riservato alla sposa.
I signori invitati
Non sono obbligati, come i testimoni, a indossare lo stesso abito dello sposo. Vestiranno di blu scuro; calze e scarpe nere, cravatta non troppo chiara, camicia bianca. Ma se lo sposo è in tight ed essi possiedono l’abito, se lo mettano:, la cosa sarà gradita e non andrà perduta una delle rare occasioni in cui si può indossare questo abito.

LO SPOSO

Il tight è composto di giacca nera o grigio scurissimo dalle caratteristiche “code”, gilé uguale o grigio perla (data la stagione estiva o quasi è senz’altro preferibile quest’ultimo), pantaloni senza risvolto, a righe grigie e nere. Inutile dire che il tight deve essere perfetto, fatto con tessuto di prima qualità. È un abito che sta bene a tutti (aiuta anche i meno dotati in fatto di proporzioni e di figura) ma è poi inutilizzabile per altre circostanze. Il tight va completato da camicia bianca con colletto duro, cravatta grigia o bianca e nera, scarpe di vernice nera, calzini neri, guanti grigi di pelle scamosciata e cilindro. Quest’ultimo, secondo la stagione, si può eliminare: non così il gilé che è veramente indispensabile anche se la si cerimonia si svolgerà in pieno luglio. I guanti non vanno infilati ma tenuti in mano, e in Chiesa vanno posati di fianco sull’inginocchiatoio. All’occhiello della giacca è di prammatica un garofano o altro fiore bianco.

L’abito grigio scuro deve essere di lana; perché questo tessuto “veste” di più e cade meglio di qualunque altro. Lo completeranno camicia bianca, cravatta grigio argento, calze nere, scarpe nere lisce e opache.

Per la cerimonia frettolosa, “in sordina” (per esempio per un’matrimonio solo civile, seconde nozze, nozze in tempo di lutto, nozze alla presenza dei soli testimoni, eccetera), può essere adottato un abito decisamente da viaggio in grisaglia, in gabardine o anche in lino se l’estate è già cominciata. Accessori: camicia bianca, cravatta a righe, scarpe e calze nere.

chematrimonio.com

Matrimonio formale di giorno

TIGHT

  • Giacca grigio Oxford o nero
  • Pantaloni grigi a righe
  • Gilé in tono o grigioperla
  • Camicia con sparato inamidato a collo rigido o normale
  • Gemelli di madreperla grigia
  • Spilla da cravatta con perla
  • Cravatta Ascot, cioè a plastron, se la camicia ha il collo duro con gli angoli piegati, d’argento operato se ha il collo normale
  • Scarpe nere di vitello liscio
  • Calze nere
  • Guanti scamosciati grigi
  • Cappello a cilindro nero o grigio
  • Fazzoletto bianco
  • Fiore bianco (garofano o gardenia) all’occhiello

Nota bene: Il tight è un abito da mattina, quindi non va mai indossato di sera. Dato il suo uso limitatissimo, si può ricorrere alla soluzione di affittarlo, prassi molto comune anche tra i signori del Bel Mondo.

 
La Bottoniera o Boutonnière è un piccolo tocco di raffinatezza ed un dettaglio irrinunciabile. E’ il fiore che si posiziona all’occhiello della giacca dello sposo. Per comporre la Bottoniera si usa il fiore principale presente nel bouquet della sposa assieme ad un rametto, per esempio, di gipsophyla (Velo da Sposa o Nebbiolina).Anche per i testimoni e per i genitori è di tradizione la Bottoniera, che sarà più piccola di quella dello sposo.
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Matrimonio formale di sera (dopo le 18)
 
ABITO DI SOCIETA’ BLU SCURO O NERO (MARSINA)

  • Pantaloni con banda di raso
  • Gilé di picché bianco
  • Camicia con sparato inamidato
  • Cravatta a nodo di picché bianco
  • Gemelli e bottoni di madreperla bianca
  • Fazzoletto bianco
  • Scarpe nere di vitello liscio
  • Calze nere
  • Guanti di capretto bianco
  • Cappello a cilindro

La complicanza di queste due vere e proprie “uniformi” parla da sola: sono da usare solo in matrimoni solenni, dove tutto è solenne, la Musica, il Ricevimento, i Regali, le Spese…(..). E’ molto più pratico scendere dall’Olimpo e rientrare nella media nazionale, decidendo per un bel vestito blu o grigio scuro da mattina, magari fatto su misura, corredato di camicia bianca, cravatta grigio-argento, calze in tono e scarpe lisce nere. Unica concessione alla vanità, un fiore bianco all’occhiello.

Nota Bene: Mai per nessuna ragione dovrà essere usato lo smoking o dinner jacket, o giacca da pranzo, che è un abito da sera, da cena elegante, da serata di gala, da ballo.

da Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986

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Galateo x nozze Primavera-Estate. LO SPOSO invitati
 
PRANZO NOZZE rustico tradizionale pic_noor_alan_7

Pranzo di nozze rustico e tradizionale

http://thebespokeweddingco.com/

Un’aria rustica da festa all’aperto, ma il menù èraffinato e dei piccoli stampini di riso danno equilibrio al rustico salame caserecce un dolce squisito all’amaretto è tutto bianco e oro. Questo pranzo nuziale appartiene alla tradizione pugliese.

Menù

Fave e salame
Agnello brasaro con riso e animelle
Riso con animelle di agnello
Insalata fiorita
Dolce all’amaretto

Insalata fiorita
Secondo il numero di commensali prendete in parti uguali cetrioli, puntine di asparagi lessati al dente; fagiolini lessati tagliati a losanghe, cimette di cavolfiore lessate, lattuga e crescione tagliati a striscioline sottili.
Per condire:
maionese mescolata con un po’ di panna e qualche fogliolina di dragoncello e cerfoglio tritati.
Per decorare:
qualche ravanello e qualche fiorellino di capuccina e nasturzio.
Mettete nell’insalatiera i cetrioli, gli asparagi, i fagionlini, il cavolfiore, condite con la maionese alla crema, coprite con la lattuga ed il crescione affettati, decorate tutt’intorno il bordo con fettine di ravanello ed il centro con fiorellini gialli e rossi.

Dolce all’amaretto
Un dolce facile e squisito, fresco e delicato per chiudere in bellezza una occasione felice.
Ingredienti per 6 persone
400 gr. di panna, 100 gr. di zucchero, 15 amaretti, 1 bicchierino di liquore di amaretto, 100 gr. di mandorle spellate e leggermente tostate.
Preparazione
Montate bene la panna con lo zuccchero e mescolatevi 7 amaretti sbriciolati. Versate il composto in uno stampo da plum-cake, copritelo con un foglio di alluminio e passatelo nel freezer. Quando la panna si sarà ben solidificata, sformatela in una terrina, rompetela a pezzi, unite il liquore e le mandorle sfilettate, mescolate ed amalgamate bene e rimettete il composto nello stampo (che avrete lavato ed asciugato), coprite e rimettete in freezer. Appena il dolce si sarà ben solidificato, rovesciate lo stampo sul piatto di portata. Avvolgetelo con un panno bagnato nell’acqua calda e ben strizzato fino a quando non si staccherà. Cospargete ora la superficie con il resto degli amaretti polverizzati, facendo in modo che vi aderiscano. Decorate con amaretti e nadorle spellate secondo la vostra fantasia.
Vino Spumante

  La Buona Tavola 1982

Mirto per amore
Se volete addobbare la tavola degli sposi, cercate dei ramoscelli di mirto. Questa pianta per secoli è stata considerata un simbolo d’amore. In Gran Bretagna venne introdotta nel XIX secolo una deliziosa tradizione, quando il principe Albero, futuro marito della regina Vittoria, aggiunse un ramoscello di mirto al bouquet della sposa. Il ramo venne poi piantato e attecchì. Da allora, tutte le spose, della casa reale inglese adottarono la consuetudine di staccare un ramoscello da quella pianta per aggiungerlo al proprio bouquet.

Le bomboniere le puoi ordinare a:
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PRANZO NOZZE rustico tradizionale