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Menù medievale ai sapori d’ Oriente con pollo al curry e riso pilaf

Nota bene

Ricette medievali manuale di cucina con ricette antiche

Sicurezza, responsabilità e consapevolezza sono elementi chiave per la preparazione di qualsiasi ricetta
Queste ricette antiche sono frutto di una lunga documentazione e ricerca in vecchi libri storici. Sono state composte utilizzando alimenti talvolta in disuso. Questa caratteristica aggiunge un valore storico e culturale al ricettario, ma si consiglia comunque di fare attenzione durante la preparazione e il consumo.
Godetevi la preparazione di queste ricette medievali con consapevolezza e attenzione. La sicurezza è la priorità principale mentre vi immergete nel mondo della cucina antica e affascinante.

Ricette medievali manuale di cucina con 50 ricette antiche – Testi creativi Scrittura professionale online

Lista delle vivande ai Sapori d’ Oriente

Pollo al curry con frutta secca
Riso pilaf con mandorle e uvetta
Melanzane in stile orientale
Dolce di pistacchi e fiori d’arancio
Tè alla menta con miele

 

 

Pollo al curry con frutta secca

E’ un piatto avvolto dai profumi e dai sapori intensi delle spezie orientali.

Ingredienti

  • 500 gr. di petto di pollo, tagliato a cubetti
  • 2 cucchiai di curry in polvere
  • 1 cipolla tritata
  • 3 spicchi d’aglio tritati
  • 1 pezzo di zenzero fresco grattugiato
  • 200 ml. di latte di cocco.
  • 100 gr. di frutta secca mista (uvetta, noci, mandorle)
  • Olio vegetale
  • sale e pepe

Preparazione

  1. In una padella rosola la cipolla in olio vegetale finché dorata.
  2. Aggiungi l’aglio, il curry in polvere e lo zenzero, mescolando bene.
  3. Aggiungi il pollo e rosola fino a quando è dorato.
  4. Versa il latte di cocco e lascia cuocere finché il pollo è cotto.
  5. Aggiungi la frutta secca e cuoci a fuoco lento per amalgamare i sapori.
  6. Regola di sale e pepe secondo il gusto.

Note storiche:
il curry è una miscela di spezie originaria dell’India, ma divenne popolare nelle cucine orientali. medievali. L’uso di frutta secca era comune nelle ricette mediorientali e asiatiche.

File:Chicken Curry - A mix of South Indian and North India preparation.jpg

Riso pilaf con mandorle e uvetta

E’ un contorno aromatico arricchito dalla dolcezza dell’uvetta e la croccantezza delle mandorle.

Ingredienti

  • 2 tazze di riso basmati,
  • 50 gr. di mandorle tostate
  • 50 gr. di uvetta.
  • 1 cipolla tritata
  • 2 cucchiai di burro
  • 4 tazze di brodo di pollo
  • sale q.b.

Preparazione

  1. Preparazione In una pentola rosola la cipolla nel burro finché diventa trasparente.
  2. Aggiungi il riso e tostalo per un paio di minuti.
  3. Aggiungi l’uvetta e le mandorle.
  4. Versa il brodo caldo e porta ad ebollizione.
  5. Riduci il fuoco, copri e lascia cuocere finchéil riso assorbe il liquido.
  6. Fluffa il riso con una forchetta e regola di sale secondo il gusto.

Nota storica
Il riso pilaf ha origini persiane, diffondendosi poi nelle cucine mediorientali e asiatiche. L’uvetta era spesso utilizzata nelle preparazioni.

riso pilaf

 Tè alla menta con miele
E’ una bevanda rinfrescante e aromatica che riflette la tradizione del tè nel mondo orientale.
File:Mint Tea.jpg

Tè alla menta con miele per Menù medievale ai sapori d’ Oriente

Medio-evo, Rinascimento, Barocco: ricette con foto
torte maestro martino medioevoTudor_pies_on_pewter_plates_at_Hampton_Court
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Tè alla menta con miele per Menù medievale ai sapori d’ Oriente

Idromele, bevanda medievale per la “Luna di miele”

La ricetta dell’ Ippocrasso, il vino speziato del Medioevo

Fried rice and chicken curry served during lunch in India.jpg [[File:Fried rice and chicken curry served during lunch in India.jpg|Fried_rice_and_chicken_curry_served_during_lunch_in_India]] Chicken Curry – A mix of South Indian and North India preparation.jpg
[[File:Chicken Curry – A mix of South Indian and North India preparation.jpg|Chicken_Curry_-_A_mix_of_South_Indian_and_North_India_preparation]]
Mint Tea.jpg [[File:Mint Tea.jpg|Mint_Tea]] Bademli pilav.jpg [[File:Bademli pilav.jpg|Bademli_pilav]]
rotolo di tacchino capodanno Leftover_turkey_roll_with_homemade_BBQ_sauce_on_an_onion_roll._(6427666895)

Rotolo di tacchino per Colazione di Capodanno, da Almanacco della Cucina del 1935

Menù
Ravioli in brodo
Trote in bianco con salsa tonnata
Rotolo di tacchino con spinaci alla panna
Frutta invernale di stagione
Budino caldo di cioccolata con biscotti delicati

Prendete un bel tacchino del peso di quattro chili circa e dopo averlo pulito a dovere tagliatelo lateralmente in modo da ottenere due parti distinte: la parte davanti, alla quale saranno uniti il collo e le ali, e quella dietro composta, oltre che dal corpo del tacchino, dalle cosce.

Per fare il vostro rotolo, vi dovete servire soltanto della parte davanti, alla quale toglierete le ali che utilizzerete col resto mettendole arrosto secondo il vostro gusto. Levate pure il collo al quale, dopo aver tolta la pelle, staccherete tutti i filoni di carne scura che lo compongono aiutandovi con un coltello a punta.

Adagiate il vostro tacchino così confezionato sopra l’asse appoggiando a questa ultima la parte carnosa e staccatene la pelle che arrovescerete man mano. Questa operazione la farete al solito aiutandovi con un coltello a punta. Levate il grasso che taglierete a strisce larghe un centimetro e staccate dalle ossa tutte le parti carnose che taglierete a fettine come si trattasse di farne delle cotolette.

Preparate a parte su di un piattino  una miscela composta da quattro cucchiaini di sale fine, mezzo cucchiaino di pepe, mezzo cucchiaino di spezie ed uno spicchio d’aglio finemente tritato.

Prendete la pelle del tacchino e dopo aver cucito l’apertura delle ali stendetela sopra l’asse appoggiando ad essa la parte esterna. Cospargete qua e là con dei pizzichi del composto sopra descritto; stendete sopra uno strato di fettine di carne e sopra questo uno strato di strisce di grasso alternate con filoni di carne scura. Continuate la stratificazione sino ad esaurimento e non dimenticate di cospargere ogni nuovo strato con pizzichi del condimento sopra descritto.

Arrotolate su se stessa la pelle e foggiate il vostro rotolo che cucirete bene. Legatelo come si trattasse di un salame tenendo la distanza fra un passo e l’altro di circa 2 cm.
Punzecchiatelo e fatelo cucinare per non meno di due ore in abbondante acqua bollente salata.
Levatelo dal suo brodo che è saporitissimo e che vi servirà per cuocere i  ravioli (in brodo) sopra descritti.

Lasciate raffreddare il rotolo, affettatelo e servitelo con un contorno di spinaci alla panna, come da ricetta seguente.

 Turkey roll whole turkey 2018.jpg   Turkey roll prior to rolling with stuffing 2018.jpg   Turkey roll prior to trussing 2018.jpg   Turkey roll ready for oven 2018.jpg

Almanacco della Cucina del 1935: Colazione di Capodanno

I classici. Arrosti ripieni: Rotolo di tacchino con mortadella e frittata

Tacchino ripieno arrosto alla maniera di Petronilla

Turkey roll whole turkey 2018.jpg [[File:Turkey roll whole turkey 2018.jpg|Turkey_roll_whole_turkey_2018]] Mmm… Leftover turkey roll with homemade BBQ sauce on an onion roll. (6427666895).jpg
menù santo stefano albero di natale

Pranzo e Cena di SANTO STEFANO. 25 dicembre, delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900

Leopold Graf von Kalckreuth: Children by the Christmas Tree 1912

cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

SANTO STEFANO – PRANZO

Menù

Minestra
Riso alla campagnola
Riso al pomodoro
Pietanza
Arrosto di gallina di Faraone e di piccioni contornati da patate fritte ed insalata
Salsiccia e fegato di maiale nella rete in graticola contornati da sformato di cavolo fiore
Formaggi di Roma, d’Olanda, di Francia
Frutta di stagione
Dolce
Torta di mele
Castagne inzuccherate col rum (o cognac)

Riso alla campagnola
A 500 gr. di fagioli bianchi lessati ed al loro brodo di cottura aggiungere 6 pomidoro, 2 cipolle finemente tritate, 50 gr. di burro, un cucchiaio di farina,, uno di conserva, uno di sale e 300 gr. di riso e cuocere il tutto a brodo bollente per 15 minuti circa.

Fegato di maiale (nella sua rete) 

Torta di mele

Castagne al rum

Fegato di maiale (nella sua rete) alla maniera di Petronilla

torta di mele

Castagne al rum

 

 

 

SANTO STEFANO – CENA

Menù

Minestra
Cappelletti all’uso di Romagna in brodo
Tagliatelle in brodo
Pietanza
Cappone con spinaci
Tordi finti o quagliette contornati da sedani al sugo
Formaggio di Roma, di Francia, d’Olanda
Frutta di stagione
Dolce
Torta di biscotti

Cappelletti all’uso di Romagna in brodo

Menù per pranzo e cena San Biagio Cappelletti di Romagna Artusi

 

 

 

 

 

Tordi finti o quagliette (uccellini scappati)
Magro di vitello per 6 tordi, grammi 300. Coccole di ginepro, numero 6. Fegatini di pollo. numero 3. Acciughe salate, numero 3. Olio, 3 cucchiaiate. Lardone quanto basta.
Fate sei fette sottili. Con i fegatini, un pezzo di lardone, le coccole di ginepro, le acciughe pulite e una foglia di salvia, tritate il tutto finissimo, condite con sale e pepe. Riempite le bracioline col composto, fasciandole con una fetta sottile di lardone, frapponendo  fra questa e la carne una foglia di salvia e legatele con filo. Cuocerle con tre cucchiaiate di olio e aggiungere brodo durante la cottura.

Saltimbocca cooked (1).jpg

Torta di biscotti
(per 6 persone) 300 gr. di biscotti,60 grammi di miele, un budino di crema, un budino di cioccolata, ciliegie in acquavite.
Mettere entro un piatto molto fondo di portata, una mano (strato) di biscotti e inzupparli con marsala, versare sopra questi uno strato di crema di cioccolato e ricoprirlo di biscotti e inzupparli di marsala, versare sopra questi uno strato di crema e ricoprirlo con una mano di biscotti e inzupparli con marsala, fino a consumare il tutto. coprire l’ultima mano di biscotti con  miele e disporre con fantasia sopra questo, qua e là delle ciliegie tolte dall’acquavite.

Menù per PRANZO DI CAPODANNO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Menù per l’EPIFANIA delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Menu per PRANZO NATALIZIO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Saltimbocca cooked (1).jpg[[File:Saltimbocca cooked (1).jpg|Saltimbocca_cooked_(1)]]
Artusi: Menù di Ferragosto

Menù di Ferragosto dell’ Artusi

The Azure Window (Maltese: Tieqa Żerqa) was a natural arch in the Maltese island of Gozo. Unfortunately, in March 2017, the natural arch collapsed during a strong storm.,
La Finestra Azzurra (maltese: Tieqa Żerqa) era un arco naturale nell’isola maltese di Gozo. Purtroppo nel marzo 2017 l’arco naturale è crollato durante un forte temporale.

QUINDICI AGOSTO
Nota di pranzo

Minestra in brodo. Riso con le quaglie n. 44, o Minestra di semolino composta n. 16.
Fritto. Pasta siringa n. 183. – Fritto alla romana n. 176.
Umido. Bue alla moda n. 297, con Tortino di zucchini n. 445.
Tramesso. Pollo in salsa tonnata n. 365.
Arrosto. Pollastri giovani con insalata.
Dolci. Babà n. 565, o Dolce alla napoletana n. 586. – Spumone di the n. 771, o Gelato di cioccolata n. 761

Artusi: Giugno - Nota pranzo I

₄₄. Quaglie col riso
Fate un battuto con prosciutto e un quarto di una cipolla comune: mettetelo al fuoco con burro, e quando la cipolla avrà preso colore, collocateci le quaglie pulite, sventrate ed intere. Conditele con sale e pepe e, rosolate che siano, tiratele a mezza cottura col brodo, indi versate il riso per cuocerlo con quel tanto di brodo che occorre, insieme colle quaglie. Conditelo quando è cotto, col parmigiano e servitelo, brodoso od asciutto, come più piace, frammisto alle quaglie.
Quattro quaglie e grammi 400 di riso potranno bastare per quattro persone.

Bignè bombe pasta siringa

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₁₈₃. Bombe e Pasta Siringa
(A Roma sono i Bigné di San Giuseppe)

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₁₇₇₆. Fritto alla romana
Mettete al fuoco un battutino di cipolla e burro, e quando sarà ben colorito cuoceteci un pezzo di magro di vitella di latte condendolo con sale e pepe. Allorché la carne sarà rosolata bagnatela con marsala per tirarla a cottura. Pestatela nel mortaio e per rammorbidirla alquanto servitevi dell’intinto rimasto, e se questo non basta aggiungete un gocciolo di brodo e per ultimo un rosso d’uovo; ma badate che il composto deve rimaner sodettino.
Ora prendete delle cialde, ossia ostie, non troppo sottili, e tagliatele a quadretti consimili a quelli che usano i farmacisti per le presine.
Frullate un uovo e la chiara rimasta; poi prendete su con le dita un’ostia, intingetela nell’uovo e posatela sopra uno strato di pangrattato; sulla medesima ponete tanto composto quanto una piccola noce, intingete nell’uovo un’altra ostia, fatela toccare il pangrattato da una sola parte, cioè da quella che deve rimanere all’esterno, e con essa coprite il composto appiccicandola all’ostia sottostante, panatela ancora, se occorre, e mettete il pezzo da parte, ripetendo l’operazione fino a roba finita.
Friggetelo nell’olio o nel lardo e servite questo fritto come piatto di tramesso. Con grammi 200 di carne senz’osso, otterrete una ventina di questi bocconi.

 

merenda-pasquetta

Mangiari per MERENDA DEL LUNEDI’ DI PASQUA delle famiglie nobiliari di inizio ‘900 in Romagna

Merenda sul prato, http://www.domenicoronca.it

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Col tempo buono, era usanza in Romagna di trasformare il pranzo del Lunedì di Pasqua o dell’Angelo in una merenda che le famiglie consumavano in un prato, lungo il ciglio di un boschetto o sopra un rivale (argine) per godere in festosa allegria la prima tiepida brezza di Primavera.
Il mangiare e il bere erano entro canestri infiocchettati e venivano portati seco dai gitanti, con cura, a spalla o a dorso di quadrupede.
I “brendoni” (merendoni) cantavano, ridevano, ballavano, lazzavano (scherzavano), bevevano, mangiavano fino a sera e quando ritornavano soddisfatti e felici nelle loro abitazioni, avevano solamente voglia di dormire.
Questi erano i mangiari che più comunemente usavano coloro che avevano le tasche piene (i ricchi):

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La Piadina, la più romagnola delle ricette romagnolepiadotto piadina romagnola 2 pngmarocca pane di castagne (2).

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Lingua bollita con salsa verde toscanaAgnello in Tajine con prugne e spezie.Pollo alla cacciatora alla romagnola

 

 

 

.cotolette in umido (3)Uova tonnate

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Uova sode "Funghi sul prato"

Fritti, frittate, frittelleciambella romagnola forlì

 

 

 

 

  • Ciambelle e Ciambelloni, ciambelline, biscotti, Crema fritta, favette fritte¹, pinoli e mandorle al vecchio cognac¹.
  • ¹Favette venete fritte
  • ²Pinoli al vecchio cognac
    Sgusciare e spellare i pinoli, metterli per cinque giornate entro un vaso contenente vecchio cognac e zucchero. Servire il tutto in piccoli bicchierini. Ottime, fatte in questo modo, anche le mandorle dolci.

 biscottini della tradizione

crema fritta

castagnole

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cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

Menù per PRANZO DI PASQUA delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Mangiari di metà Quaresima, detta anche della SÉGAVÈCIA (Segavecchia), dei primi del ‘900

Mangiari di QUARESIMA dei RICCHI e dei POVERI nelle terre del ravennate di inizio Novecento

 

cena natale scozia gb ChristmasDinnerScotland

Cena di Natale in Scozia con il puré di sedano rapa

Plate of roast turkey, roast potatoes, mashed potatoes, mashed turnip, chipolatas, Brussels sprouts, bread sauce, redcurrant jelly, sage and onion stuffing
Nel piatto: arrosto di tacchino, patate arrosto, purè di patate, purè di rapa, chipolatas, cavolini di Bruxelles, salsa di pane, gelatina di ribes, ripieno di salvia e cipolla

La cena è il pasto principale di Natale in Gran Bretagna. La cena tradizionale comprende tacchino o oca arrosto, cavoletti di Bruxelles, patate arrosto, salsa di mirtilli rossi, ricco ripieno di nocciole, piccole salsicce avvolte nel bacon (pigs in a blanket) e salsa piccante in.abbondante quantità.
In epoca medievale,  alla cena di Natale, veniva servita una torta gigante da 165 libbre (75 kg. ca) con un diametro di 9 piedi (3 metri ca). Gli ingredienti includevano: 2 staia di farina, 20 libbre di burro, 4 oche, 2 conigli, 4 anatre selvatiche, 2 beccacce, 6 beccaccini, 4 pernici, 2 lingue di bue, 2 chiurli, 6 piccioni e 7 merli.
Sembra sia stato Enrico VIII il primo re inglese a gustare il tacchino, ma solo all’inizio del XX secolo il mangiare tacchino a Natale divenne  di moda.
Tradizionalmente accanto a ciascun piatto sulla tavola di Natale viene posto un Christmas Cracker.

webarchive.org

Menù

Roast turkey,
Tacchino arrosto,
roast potatoes,
patate arrosto,
mashed potatoes,
purè di patate,
mashed turnip,
purè di Natale con rape,
chipolatas,
Brussels sprouts,
cavolini di Bruxelles,
bread sauce,
salsa di pane,
redcurrant jelly,
gelatina di ribes rosso,
sage and onion stuffing
ripieno di salvia e cipolla

 Christmas Cracker come segnaposto

Christmas Cracker, segnaposto “sorprendente”

Christmas Cracker, segnaposto sorprendente

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Purè di Natale con rape

pranzo natale uk Christmas_lunch_in_the_United_KingdomUn contorno ideale sulla tavola natalizia per accompagnare carne: maiale, anatra, tacchino, vitello, agnello. Per pesce: salmone, orata.

Ingredienti per 4 persone

  • 600 gr. Sedano rapa
  • 500 ml. di latte
  • 1 pizzico di sale e 1 pizzico di pepe
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 1 manciata di semi di lino in polvere

Preparazione
Pulite il sedano rapa eliminando la buccia, sciacquandolo sotto acqua corrente e tagliandolo a fettine piuttosto sottili.
Trasferite il sedano rapa in una casseruola con il latte e fate cuocere a fiamma bassa per 30 minuti, quindi frullate il tutto con il mixer ad immersione.
Alla crema ottenuta, aggiungete il burro, un pizzico di noce moscata, di sale e di pepe, facendo cuocere a fuoco medio per almeno 15 minuti.
Trasferite la crema nei piatti da portata e servite ben caldo.

Chipolatas
La chipolata è un tipo di salsiccia piccante con carne di maiale macinata grossolanamente e condita con sale e pepe insieme a erbe e spezie. Il nome potrebbe derivare da “cipollata”, che indica un piatto contadino con cipolle stufate e che abbia avuto origine in Francia. Uno dei primi volumi che menziona l’alimento è l’edizione del 1903 di Le guide Culinaire di Auguste Escoffier.  La chipolata è oggi un alimento diffuso nel Regno Unito  come specialità tipica natalizia.

salsicce wurstel avvolti speck

 

 

 

 

Bread sauce, Salsa di pane

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Anatra in salsa Madeira per Pranzo di Natale a Cambridge UK

UK – Traditional Christmas dinner menu – Menù tradizionale per la cena di Natale

Scotch eggs, Uova alla scozzese

[[File:ChristmasDinnerScotland.jpg|ChristmasDinnerScotland]] 

pasqua carolina (6)

Menù per Pranzo di Pasqua EdD

GALATEO: Un po’ d’ordine tra Colazione e Pranzo
A differenza di quanto si creda, secondo il Bon Ton, la prima colazione si fa al mattino presto, la Colazione dalle 12,30 alle 14 ed il Pranzo dalle 19,30 alle 21 .

«Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi» dice un vecchio adagio, quasi la pasqua fosse una festa a carattere meno familiare, solo perchè la bella stagione, dopo i grigi e freddi giorni del trascorso inverno, ci invita all’evasione dalle mura domestiche (..). Uova e agnello continuano ad essere gli elementi base della cucina del giorno di pasqua, ma il modo di presentarli non sempre è quello classico. Infatti un tempo, le uova erano semplicemente assodate e servite accompagnate da una fresca insalata primaverile, e l’agnello o il capretto erano cucinati quasi esclusivamente arrosto e contornati da patatine rosolate nel sugo di cottura dell’arrosto stesso (..). Oggi si ammette una maggiore varietà nella scelta delle ricette, tanto che uova sode e agnello vengono presentati nei modi più svariati (..). Per dare poi l’ultimo tocco alla mensa di Pasqua basterà deporvi, su una bella tovaglia chiara e magari fiorita come la nuova stagione, un dolce tipicamente pasquale.

.Enciclopedia della Donna 1963

Riso alla cantonese
Uova sul crostone
Costolettine di agnello alla Villeroy
con patatine al burro e insalata di stagione
Colomba pasquale

Vini
Corvo, Nebiolo, Aleatico di Rodi

riso-alla-cantonesepanino crostone crostini fegatelli uovo

 

 

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Carré d'agneau bonne femme

 

 

 

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E’ consuetudine nel periodo pasquale regalare la colomba, un dolce la cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese. La colomba richiama all’episodio del diluvio universale descritto nella Genesi, allorché ritornò da Noe è tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino concluso, le acque del diluvio si stanno ritirando, inizia un’epoca nuova per l’umanità intera. La colomba diventa quindi simbolo della pace. formorefun.it

Colomba pasquale casalingaMenù Pranzo di Pasqua

Mangiari per MERENDA DEL LUNEDI’ DI PASQUA delle famiglie nobiliari di inizio ‘900 in Romagna

Galateo a tavola: come assegnare i posti, servire e cambiare piatti e posate

Galateo: A tavola nel modo giusto

Menù per Colazione di Pasqua

Menù per Colazione di Pasqua EdD

Cartolina d’epoca viaggiata l’1 aprile 1922

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GALATEO: Un po’ d’ordine tra Colazione e Pranzo
A differenza di quanto si creda, secondo il Bon Ton, la prima colazione si fa al mattino presto, la Colazione dalle 12,30 alle 14 ed il Pranzo dalle 19,30 alle 21 […]

«Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi» dice un vecchio adagio, quasi la pasqua fosse una festa a carattere meno familiare, solo perchè la bella stagione, dopo i grigi e freddi giorni del trascorso inverno, ci invita all’evasione dalle mura domestiche (..). Uova e agnello continuano ad essere gli elementi base della cucina del giorno di pasqua, ma il modo di presentarli non sempre è quello classico. Infatti un tempo, le uova erano semplicemente assodate e servite accompagnate da una fresca insalata primaverile, e l’agnello o il capretto erano cucinati quasi esclusivamente arrosto e contornati da patatine rosolate nel sugo di cottura dell’arrosto stesso (..). Oggi si ammette una maggiore varietà nella scelta delle ricette, tanto che uova sode e agnello vengono presentati nei modi più svariati (..). Per dare poi l’ultimo tocco alla mensa di Pasqua basterà deporvi, su una bella tovaglia chiara e magari fiorita come la nuova stagione, un dolce tipicamente pasquale..

Enciclopedia della Donna 1963
File:Happy Easter - Flickr - ButterflySha.jpg

Un tempo, al mattino di Pasqua a colazione, si mangiavano per devozione uova dure (sode) salate e condite con olio, pepe, sale e prezzemolo tritato. le uova, già cotte dure in acqua bollente venivano “pitturate nei gusci in segno di festa, in forme, maniere e colori diversi, la sera della vigilia pasquale e riposte in bella mostra sulla tavola entro piccoli canestri, addobbati con seta azzurra, per la colazione del mattino”.

Menù per Colazione di Pasqua

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Uova sul prato
Tortellini alla bolognese
Cosciotto d’agnello alla Normanna con piselli al prosciutto
Pagnotta di Pasqua

Vino
Soave, Gattinara, Vin Santo.

Uova sode "Funghi sul prato"tortellini-alla-bolognese-dellartusiPagnotta dolce Pasquale

 

Cosciotto d’agnello alla Normanna di Escoffier

Ingredienti e dosi per 4 persone.

  • Un bel cosciotto di agnello,
  • 100 grammi di burro,
  • un bicchierino di cognac,
  • un bicchiere di panna,
  • 6 cucchiai di brodo di carne,
  • del sale, del pepe.

Per legare la salsa invece:

  • una noce di burro impastata con un cucchiaino di farina.

Iniziate a salare ed a pepare bene il cosciotto di agnello. Mettetelo in un tegame basso, in cui avrete fatto sciogliere il burro. Bagnatelo bene con il burro fuso stesso, da tutte le parti, e dopo passatelo a cuocere in forno già ben caldo per circa tre quarti d’ora. Durante la cottura, irroratelo spesso con il suo sugo di cottura e, giratelo in modo che che si cuocia e si colora, in modo uniforme in tutte le sue parti. Quando l’agnello sarà cotto a puntino, toglietelo dal forno e mettetelo su un piatto di servizio. Mantenete l’agnello ben in caldo, mettendo il piatto di servizio nel forno spento, che rimarrà ancora tiepido per un poco. Sciogliete il fondo di cottura rimasto nel tegame con il brodo, raschiando il fondo con un mestolo pulito. Unitevi anche il cognac, quindi fate cuocere per un po’ questo sugo, aggiungendovi infine il burro impastato con il cucchiaino di farina e la panna, che avrete prima scaldato. Condite con pepe e sale, e versate questa salsa sul cosciotto.

Artusi: Menù per la Pasqua d’Uovo

Happy Easter – Flickr – ButterflySha.jpg.  Menù per Colazione di Pasqua
Menù PRANZO della VENDEMMIA di inizio '900

Menù per il PRANZO della VENDEMMIA delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Raffaello Sorbi – La festa delle vendemmia -1893
Folklore Romagnolo: I momenti principali dell’anno erano scanditi da usanze molto sentite dal popolo
Menù delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Minestre
Tortelloni asciutti o ravioli asciutti o tagliatelle asciutte
Pietanza
Polpette di tacchino
Pizza al prosciutto
Pizza alle acciughe
Formaggio
di monte e di piano
Frutta
di stagione
Dolce
Ciambella

ravioli noci tortelli pansotti (2)tortelli zucca- funghi-

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Tagliatelle all'uso di Romagna alla maniera di Artusipolpette tacchinociambella romagnola forlì.

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Pizza al prosciutto
Prendere della pasta lievitata di pane, lavorarla con un po’ di olio e tirarla fino a darle una forma rotonda ed una altezza di un centimetro. Stendere la pasta in un tegame di terracotta ben unto e ricoprirla di una leggera mano (strato) di formaggio di vacca fresco, di alcune fette di prosciutto, di alcune fette di uova dure (sode) e spolverarla di formaggio parmigiano grattugiato. Sopra il tutto mettere alcuni pezzi di pomidoro fresco, cuocere al forno e servire la pizza calda.
Questa pizza si può ricoprire anche colla salsiccia o con olio, un po’ di prezzemolo ed aglio tritati.

Pizza alle acciughe
Tirare della pasta di pane grossa un centimetro, tagliarla a quadri di dieci centimetri di lato, mettere i quadri in una casseruola unta ben bene con olio, spalmarli di formaggio di vacca fresco, e disporre sopra questi tre filetti di acciughe ben puliti ed alcuni pezzi di pomidoro, salare e pepare il tutto e riporlo in forno caldo per dieci minuti.

Menù PRANZO della VENDEMMIA di inizio ‘900

cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

« Al Lovarìe », le Ghiottonerie di Carnevale nella Romagna di inizio ‘900

Menù per il PRANZO della GRAMOLATURA DELLA CANAPA in autunno

Menù per PRANZO della BATTITURA DEL GRANO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

garmolatura canapa pranzo

Menù per il PRANZO della GRAMOLATURA DELLA CANAPA in autunno

Foto: E. Pasquali: Gramolatura della canapa, Bagnara di R. (Ra), ottobre 1953
Folklore Romagnolo: I momenti principali dell’anno erano scanditi da usanze molto sentite dal popolo

In Romagna attorno al 25 marzo (La Madòna d’j garzòn) arrivava il momento della semina della canapa; in agosto si tagliavano le canne di canapa e nel periodo autunnale avveniva la lavorazione tradizionale della canapa. Dopo la raccolta e dopo aver completato il processo di macerazione (macerazione con rugiada, macerazione con acqua), i fusti di canapa “defogliati” vengono poi seccati, liberati dal nocciolo di legno in una sequenza di procedimenti quali: pigiatura, spezzatura e gramolatura.

La fase più importante era la gramolatura, la procedura che consentiva di spezzare gli steli della canapa mediante l’uso di uno specifico utensile: la gramola, uno strumento a leva di legno, lungo e ingombrante che, a causa della sua pesantezza, era piuttosto faticoso da manovrare. La gramolatura era anche l’evento socialmente più atteso poiché, per tradizione, gli adulti lasciavano questa incombenza ai ragazzi, i quali ne approfittavano per parlare fra di loro e conoscersi. Nascevano anche nuovi amori. La gramolatura andava avanti fino a tarda notte. L’occasione era propizia anche per le proposte di matrimonio. L’espressione “T’a m’ dé un sciaf ch’a t’ dagh un bés” (dammi uno schiaffo che ti do un bacio) è associata a questi momenti, quando un giovane, entusiasta di stare vicino alla propria amata, scambiava il ‘no’ (schiaffo) per il tanto atteso ‘sì’. Le donne di casa eseguivano la cardatura e la filatura durante l’inverno. Wikipedia

Menù delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)
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Minestre
Malfattini o malfettini o mafrigoli asciutti con ragù di piselli
Pietanza
Zucchini ripieni
Polpette di trippa
Tortino di melanzane
Formaggio
di Romagna
Ricotta e di vacca
Frutta
di stagione
Dolce
Ciambella

Polpette di trippa
Trippa tritata e lessata grammi 350, prosciutto grammi 100, parmigiano grattugiato grammi, midollo di bue grammi 20, uova 2, un pizzico di prezzemolo e di noce moscata.
Cuocere il tutto con due cucchiaiate di pane bagnato nel brodo o nel latte.

zucchine zucchini ripieneTortino di melanzaneciambella romagnola forlì

cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

Menù PRANZO della GRAMOLATURA DELLA CANAPA.

Menù per il PRANZO della VENDEMMIA delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Mangiari di SAN GRUGNONE delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900

Menù per PRANZO della BATTITURA DEL GRANO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

 

Menù di una cena degli anni 80

Menù di una cena degli anni 80 al Grand Hotel di Cesenatico

Grand Hotel di Cesenatico
23 Settembre 1989.
Amarcord anni ’80
Le tavole di quegli anni erano un tripudio di panna, maionese, checiap (proprio così), gelatine e salse grondanti colesterolo a non finire, in pieno edonismo reganiano.
  • Yeah! Ricette anni ’80
    • Cucina: Le tavole degli anni ’80 erano un tripudio di panna, maionese, checiap (proprio così), gelatine e salse grondanti colesterolo a non finire, in pieno edonismo reganiano. Yeah! Ricette anni ’80
    • Fashion: Predominavano i colori accesi (fluo e neon), spalline imbottite di misura incredibile che regalavano alla figura di donne e uomini una imponenza inusuale. Maniche a pipistrello, fiocchi, strass, pizzo, , il piumino Moncler ecc.
    • Gli accessori: coloratissimi fuseaux (oggi leggings) e scaldamuscoli da indossare anche sopra i jeans a vita alta; tanti braccialetti e collane, orecchini enormi e vistosi con le clip. Video

    [continua]

.Menù
I Cocktails Aperitivi
Il Melone al vin di Porto
Il Risotto di scampi in terrina
Le Crêpes agli asparagi
Il Gran Buffet di pesci pregiati in Bellavista
Il Sorbetto di limone al liquore di menta
La sella di vitello in salsa di verdure fresche
Patate al forno
Zucchine alla francese
Macedonia di frutti estivi
Il Soufflé di gelato flambè alla norvegese
Il caffè e i liquori

Vini
Il vino Soave dei colli veronesi
Il Rosabel vino rosato frizzante
Lo spumante Riesling Martini

  • Cocktails Aperitivi
    sul terrazzo a mare ai bordi della piscina con crostini caldi d’estate, salatini e tartine delizie di dama.
  • Buffet ‹büfè› di pesci pregiati in Bellavista:
    • le Aragoste di Sardegna all’ Imperiale
    • i Granchi rossi della laguna
    • le Capesante di Cesenatico
    • gli Scampi all’americana
    • l’ Insalata di totani
    • i Salmoni rosati di Saint-Tropez
    • i Branzini dell’Argentario

Risotto con gli scampiPatate novelle al rosmarinoCome si mangia la fruttaSorbetto al limone

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Menù di una cena degli anni 80
Porto Canale Leonardesco
Cesenatico vanta un pregevole porto-canale realizzato nel 1500 da un progetto originale di Leonardo da Vinci. Secondo le intenzioni di Leonardo e dell’amministrazione cittadina dell’epoca, questo canale avrebbe dovuto raggiungere la città di Cesena, situata nell’entroterra a circa 15 km da Cesenatico.

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Portocanale in nel borgo 1.jpg

Menù vintage anni ’80 per un Fine anno a Barcellona

Menù di un matrimonio degli anni 70 nell’hotel creato da Gio Ponti a Forlì

“Portocanale in nel borgo 1″ di Marco della pasqua – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons”Cesenatico-grandhotel” di No machine readable author provided. Nerijp assumed (based on copyright claims). – No machine readable source provided. Own work assumed (based on copyright claims).. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Menù di un matrimonio degli anni 70

Menù di un matrimonio degli anni ’70 nell’Hotel progettato da Gio Ponti a Forlì

Sabato, 30 Dicembre 1978
Hotel Della Citta Et De La Ville – Forlì

Menù

Cocktail aperitivo nel saloncino

Antipasti
Antipasto alla francese
Galantina di cappone
Insalata alla russa
Uova alla moscovita con caviale
Ananas primizia d’ Israele
Prosciutto dolce di San Daniele

Primi
Consommé di passatelli
Scrigno di Venere

Secondi
Suprême de volaille
Sella di vitello Savoia
Sformato coi funghi freschi

Dolci
Coppa Melba
Torta marriage alla bavarese

Vini
Trebbiano di Bertinoro, Sangiovese di Predappio, Spumante italiano

Caffè, Liquori, Digestivi

Antipasti alla Francese, Appetizer français, Entrée

Escargots à la Bourguignonne, Lumache alla Borgognonacozze fritte senza pastella (2)Salsa Rémoulade.

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Un pranzo o una cena francese, comincia con una serie di Entrée (antipasti). Tipici antipasti francesi sono le Escargot, i crostini spalmati di paté o di Foie Gras chiamati Canapé. Gli antipasti di mare sono composti dalle ostriche, i granchi, l’astice bretone, le Coquilles Saint Jacques (capesante), le cozze (Moules frites) con patatine fritte, i frutti di mare di Bretagna e Normandia. Quasi tutti gli antipasti francesi, le insalate, i piatti di carne e di pesce vengono accompagnati dalle salse: quelle più note  per le Entrée sono la Bechamelle. la Remoulade, la Moutarde de Dijon. Altri graditi antipasti sono le Crêpes o Galettes farcite, e le uova in padella.

presidentformaggi.it

buffet Tartine, canapé, stuzzichiniInsalata Francillon, detta anche giapponesecozze fritte con pastella street food turchia (2)

 

 

 

bignè salati formaggio di fossa Nataz_beteriko_profiterola_(2)Petto di vitello ripieno patate duchessaVol Au Vent Bouchées_champignons

 

 

 

 

Vino
Anjou bianco giovane (Val de Loire, Francia) servito a 11°C, Prosecco spumante secco (Veneto) servito a 8°C, Chiaretto di Bardolino giovane (Veneto).

Insalata russa "casalinga" PetronillaMinestra Passatelli Artusi 

Scrigno di Venere con tortellini778px-Chaud-froid_van_kip_de_schotel_is_klaar,_Bestanddeelnr_252-1844

.Pesche Melba

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Menù di un matrimonio degli anni 70

L’estro di Gio Ponti (architetto e designer italiano fra i più importanti del dopoguerra) e la sua architettura rappresentano il cuore storico e artistico dell’Hotel della Città []

Hotel della Città et de la Ville, comunemente noto come Hotel della Città è stato un hotel del centro storico di Forlì, progettato da Gio Ponti. La struttura comprende sia l’hotel che il Centro Studi Fondazione Livio e Maria Garzanti. L’edificio, progettato nel 1953 e terminato nel 1957, si segnala per i suoi spioventi invertiti, le finestre esagonali, gli spazi aperti e il respiro fra i corpi. [].
 Hotel della Città – Corso della Repubblica n° 117 Città di Forlì

« Suprêmes de Volaille Jeannette » Chaud-froid (caldo-freddo) di pollo alla maniera di Escoffier

Di Mannivu – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113622639
CAROLINA fiori

Pranzo di Pasqua da Carolina

Una bella domenica da Carolina che, come sempre, è stata una perfetta padrona dicasa.

Grissini al sesamo

Roselline di crespelle al radicchioCarré d'agneau bonne femme

 

 

 

 

Menù

Strawberry Pavlova, Torta Pavlova alle fragoleBerry crumble cheesecake Pecorelle Pasta di zucchero carolina

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Menù per Pranzo di Pasqua da Carolina

Il Pranzo di Pasqua da zia Marinella, mamma di Carolina

Pranzo per la Festa della Donna da Carolina e Marinella

Da Carolina prove tecniche di Carnevale

Un tè da Carolina

Un altro “Tè con le amiche” da Carolina

Festa di compleanno da Carolina

Pranzo di Natale da Carolina

 

 

torta pasqualina

Per il giorno di Pasqua un ricevimento ligure con la Torta pasqualina

Gustissimo.it

 

Torta pasqualina
Cotolette d’agnello e frittelline di maggiorana
Gelato alla fragola “Tramonto di Primavera”.

Torta pasqualina, la ricetta ligure
foto di Fabrizia- Cookaround
Questa specialità è sempre un pezzo forte per il menù di primavera. Sostituisce ogni tipo di primo ed è squisita sia calda che fredda, adatta dunque anche al pic-nic di Pasquetta insieme alle Cotolette d’agnello tenere e croccanti e alla Coppa di gelato alla fragola.

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Ingredienti e Dosi: per 8 persone

  • 600 gr. di farina,
  • 600 gr. di bietole,
  • 400 gr. di prescinsêua (quagliata) o ricotta,
  • 50 gr. di burro,
  • 8 uova,
  • 50 gr. di pecorino,
  • 50 gr. di parmigiano,
  • 1 bicchiere di latte,
  • Olio extravergine d’oliva q.b,
  • Sale q.b, Pepe q.b.

Preparazione
Impastate la farina con 4 cucchiai d’olio e un pizzico di sale. Aggiungete gradualmente acqua fino a che l’impasto non appare morbido e compatto. Impastate a lungo: dovrete sentire delle bollicine nella pasta. Fate riposare il composto per circa mezz’ora, dopodiché dividetelo in sei parti uguali e stendete ogni panetto fino a ottenere una sfoglia sottile.

1 torta pasqualina (2)2 torta pasqualina (2)3 torta pasqualina (2).

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Fate lessare le bietole e mescolatele con la ricotta, 2 uova intere, metà del formaggio grattugiato (mix di pecorino e parmigiano) e il latte.
Ungete uno stampo e le sfoglie: foderate il recipiente da forno con le prime tre sfoglie. Rovesciate il composto di ricotta e bietole in modo uniforme, poi scavate 6 buchette dove andrete a depositare le uova crude, facendo attenzione a non rompere i tuorli.

4 torta pasqualina (2)5 torta pasqualina (2)6 torta pasqualina (2)

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Spolverate con il resto del formaggio grattugiato e richiudete con le altre tre sfoglie. Fate cuocere in forno preriscaldato a circa 20°C per 40 minuti.
Accorgimenti
Stendete le sfoglie ben sottili per garantire la giusta leggerezza all’impasto.
Idee e varianti
Se volete attenervi alla tradizione originale, dovrete preparare 33 sfoglie, corrispondenti agli anni di Cristo.
Vino: Cinqueterre secco.Menù ligure con la Torta pasqualina

Cotolette d’agnello

Frittelline alla maggiorana

  • Questo piatto viene di solito accompagnato da verdissimo e tenero radicchietto con spicchi di uova sode e da frittelline alla maggiorana che si preparano così: 300 g. di farina, 25 g di lievito di birra, 1 uovo, sale, 2 dl di acqua, foglioline di maggiorana (o 2 cipolline novelle e qualche foglia di lattuga), olio. Fate sciogliere il lievito con un po’ d’acqua tiepida, aggiungete l’uovo, la farina ed il resto dell’acqua alternandoli. Salate e unite le foglioline di maggiorana. Mescolate bene, coprite e tenete in luogo caldo fino a quando non avrà raddoppiato il suo volume. Preparate il padellone di frittura con abbondante olio caldo e gettatevi il composto a cucchiaite. colatele ben dorate, deponetele su un foglio di carta da cucina, spolverizzate di sale e servite ben calde.
    Vino. Granaccia delle colline savonesi

Gelato “Tramonto di Primavera”

  • Ingredienti per 6 persone: 500 g di fragole ben mature, 300 g di zucchero, 6 bicchierini di Grand Marnier, mezzo litro di crema Chantilly.  Preparazione; Mondate e lavate velocemente le fragole. Fatele scolare ed asciugare bene, poi mettetele in una terrina, irroratele di liquore, zuccheratele e tenetele in frigorifero per almeno mezz’ora. Passate le fragole al setaccio e mettete la purea ottenuta nella sorbettiera. Preparate ilo gelato nel solito modo e appena pronto mescolatelo con crema Chantilly. Rimettete il composto nella sorbettiera e rimettetela in funzione per altri 20 minuti. Disponete il gelato, che avrà proprio il colore del tramonto, in coppe di cristallo individuali e servite. Se la sorbettiera non fosse abbastanza capace, dividete le dosi a metà e procedete in due tempi.
    Vino. Sciacchetrà (Sciacchetrà) delle Cinque Terre.
Menù ligure con la Torta pasqualina
Pranzo Festa della Donna da Carolina e Marinella

Pranzo per la Festa della Donna da Carolina e Marinella

In occasione dell’8 marzo Carolina e sua mamma Marinella, non si sono smentite ed hanno preparato un pranzo allegro e primaverile.

donna marinella carolinatavola (2)segnaposto donna marinella carolinatavola.

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In una nuvola giallo-mimosa, hanno servito in tavola tra l’altro:

Frittata con le erbe primaverili Insalatona con erbe primaverili e carciofi crudi Panini alle olive nereGelato Mimosa senza gelatiera.

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frutta donna marinella carolina pane donna marinella carolinasegnaposto (4)bicchieri

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Clicca sulle immagini per vederle ingrandite
Pranzo Festa della Donna da Carolina e Marinella
L’8 Marzo non è una “festa” ma una ricorrenza, per non dimenticare..
L’origine della Festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando, un gruppo di operaie di una industria tessile di New York, scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate, ma fu proprio l’8 Marzo che, la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo […]
Indice ricette, menù, suggerimenti e tanto altro
Curiosità

5 Ottobre 1893, LA MODA ILLUSTRATA giornale settimanale

segavecchia

Mangiari di metà Quaresima, detta anche della SÉGAVÈCIA (Segavecchia), dei primi del ‘900

A Forlimpopoli 
Nei tempi andati il giovedì di mezza Quaresima era dedicato alla penitenza e al digiuno. Oggi le occasioni di penitenza si sono trasformate in feste: la vecia da sghè (la vecchia da segare) viene segata e bruciata nella piazza del paese e dal suo ventre capiente escono giocattoli e dolci.
Le feste della Ségavècia più rinomate in Romagna sono quelle di Forlimpopoli e di Cotignola.
La festa della Segavecchia a Forlimpopoli (FO) arriva con la primavera. La leggenda narra che una donna, un giovedì di Quaresima, periodo di astinenza dalla carne, mangiò un salsicciotto; fu quindi condannata a morte e giustiziata per stregoneria. Tutta la città diventa festa con i carri mascherati, i banchi ambulanti, le giostre del luna park e l’allegria che da anni contraddistingue un appuntamento fisso dedicato al carnevale. Domenica 10 marzo e 18 marzo nel pomeriggio sfilata dei carri mascherati.
La festa della Segavecchia a Cotignola (RA), che spegne 562 candeline, è in programma dal 7 al 10 marzo. La manifestazione più antica della cittadina basso romagnola si ripete dal lontano 1451, ponendosi ogni anno a metà strada fra il primo giorno di Quaresima e la Pasqua Cristiana, per ricordare il momento del processo alla strega di Cotignola, colpevole di aver maledetto Francesco Sforza, duca di Milano e signore di Cotignola, e per questo condannata ad essere decapitata ed arsa sul rogo.

cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

 MINESTRE

bigoli spaghetti sardelleCurzul_piatto stampa romagnola

 

 

 

 

Curzoli o Curzuoli

Bigoli (spaghetti) con le sardelle

Strozzapreti o Tagliatellone dei giganti, pasta al burro e prosciutto

Cucciaroli (castagne secche) con pane e Sapa¹

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Zuppa di fagioli con la Sapa
Aggiungere del pane abbrustolito e della sapa entro l’acqua di cottura dei fagioli e servire questi col detto brodo.

Fagioli con la Sapa
Condire i fagioli lessati ben scolati con sapa e servirli in tavola.

Maccaroni con la Sapa
Condire i maccaroni cotti al dente in acqua bollente, ben scolati, con la sapa e servirli in tavola.

Riso nel latte al miele
Cuocere nel latte il riso al dente, scolarlo e condirlo con alcune cucchiaiate di miele liquido.

  • ¹La saba o sapa è uno sciroppo d’uva che si ottiene dal mosto appena pronto, di uva bianca o rossa.

Sapa o saba, sciroppo d'uva, alla maniera dell'Artusi

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DOLCI

Capricci di Mezzaquaresima: cookies di mandorle

Nidi di Mezzaquaresima: nidi di tagliatelle dolci e fritte.

Tortelli di Faenza con castagne e marmellata, per Quaresima e San Lazzaro (17 dicembre).

Gallette dolci
Farina grammi 400, zucchero grammi 200, burro o grasso grammi 150, uova tre.
Impastare con acqua o latte e tirare la pasta grossa due centimetri. Dare alla sfoglia tagliandola la forma che uno desidera e riporla sulle piastre ben unte e infarinare e cuocere al forno.

Pazientini di Quaresima
Farina grammi 400, zucchero grammi 300, chiari d’uovo dieci ben montati, pezzetti di pinoli mondati e un bicchierino di zabaione. Impastare il tutto e colla pasta formare tante piccole pastine di varie forme. Riporre le pastine su piastre ben unte e infarinate e cuocere al forno.

Capricci di Mezzaquaresima, cookies alle mandorleNidi di tagliatelle dolci e fritti (2)Tortelli di Faenza, detti anche di San Lazzaro

Nelle campagne romagnole il giorno della Ségavècia si mangiavano anche:

Marmellata di fichiLa Piadina, la più romagnola delle ricette romagnole

 

 

 

 

marocca pane di castagne (2)Menù EPIFANIA inizio '900 Torrone_di_mandorle

Panetti d' uva passa, ricetta di inizio '900

 

 

 

 

Mangiari di SAN GRUGNONE delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900

« Al Lovarìe », le Ghiottonerie di Carnevale nella Romagna di inizio ‘900

Pranzo e Cena di SAN LORENZO, 10 agosto, delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

 

Mangiari di SAN GRUGNONE

Mangiari di SAN GRUGNONE delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900

La Lotta tra Carnevale e Quaresima, olio su tavola di Pieter Bruegel il Vecchio, 1559, Kunsthistorisches Museum di Vienna. È firmato in basso a sinistra “BRUEGEL 1559″.

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Mangiari di SAN GRUGNONElibri cucinario dei nobili

“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

Il primo giorno di Quaresima, chiamato anche “Mercoledì delle Ceneri”, è detto in Romagna, scherzosamente San Grugnone, perchè essendo finito il Carnevale, la maggior parte delle persone è triste ed imbronciata.

Mangiari

Sarda in graticola
Sarda fritta
Sarda al tegame
Sarde al forno
Carpa al vino
Luccetti alla conserva di pomodoro
Luccio ripieno
Anguilla alla graticola
Ranocchi fritti

Sarda fritta
Infarinate la sarda ben bene, friggerla in grasso di maiale bollente e servirla calda o metterla a bagno in aceto forte con aglio, cipolla e prezzemolo finemente tagliuzzati.

Sarda in graticola
Cuocere la sarda sulla graticola e servirla entro una salsa di olio, limone e prezzemolo tritato fine, oppure solo con olio e limone.

Sarda al tegame
Cuocere le sarde in un tegame con olio e limone e servirle in tavola.

Carpa al vino
Pulire ben bene una grossa carpa, tagliarla a pezzi e riporli a cuocere per circa trenta minuti in una pignatta piena di vino bianco secco, con aglio, cipolla e prezzemolo finemente tagliati, sale e pepe.

Luccetti alla conserva di pomodoro
Infarinare e friggere in padella con olio dei piccoli lucci poi riporli in una teglia con olio, prezzemolo, conserva di pomodoro, sale e pepe per circa venti minuti.

Luccio ripieno
Ripulire ben bene un luccio dal pasto, dalle interiora, dalla testa, dalla coda e dalle spine, tritarlo fine fine insieme a cipolle lesse e mollica di pane ben bagnata e impastare il tutto con un uovo e un po’ di olio. Tagliare un luccio grande per la sua lunghezza sul dorso, svuotarlo e lavarlo, riempirlo coll’impasto fatto col luccio tritato e cucire l’apertura nel luccio grande. Mettere poi il luccio ripieno in acqua bollente e farlo cuocere per 15 minuti circa. Servirlo in tavola con abbondante limone.

Anguilla alla graticola
Tagliare l’anguilla in tanti pezzi lunghi dieci centimetri circa, ungerli bene di olio, spolverarli leggermente con sale e pepe e riporli sulla graticola per venti minuti circa. Spruzzate di limone i pezzi di anguilla cotti e servirli in tavola.

Ranocchi fritti
Pulire i ranocchi, passarli entro una pastella fatta con farina, uovo, sale e pepe e sugo di limone e friggerli in olio bollente.

Sarde fritte e marinate

Inguèla int la gardêla, anguilla in graticola alla romagnola

Fish and chips… all’italiana

Fritto di Acquadelle (o Latterini o Aole)

Sardelle, sardine, sardoncini al forno

Sópa ‘d ranòci, Zuppa di ranocchi di Artusi e ricetta in dialetto romagnolo


berlingaccio quadro (2)

Artusi: Menù per il “Berlingaccio” (Giovedì grasso)

“Berlingaccio in Piazza Santa Croce a Firenze” di Giovanni Signorini (1808 – 1862), padre del più famoso Telemaco appartenente al gruppo dei Macchiaioli, fu uno dei maggiori vedutisti fiorentini della metà dell’Ottocento.

 

« Berlingaccio » è una festa che si celebra a Firenze e nei comuni limitrofi il « Giovedì Grasso » ovvero il giovedì precedente l’ultimo giorno di Carnevale, il dolce tipico è il Berlingozzo.
 Il Dizionario della Lingua Italiana di Niccolò Tommaseo
 
berlingaccioberlingaccio
Nota di pranzo di Pellegrino Artusi
Minestra asciutta
Pappardelle con la lepre o Maccheroni alla bolognese
Principii
Crostini di tartufi
Umido
Budino di carne alla genovese (sformato)
Tramesso
Zampone o Salame dal sugo di Ferrara con Sauer-kraut
Arrosto
Cappone con insalata o Cappone tartufato
Dolci
Dolce Torino e Gelato di aranci
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₉₅. Pappardelle colla lepre I
₉₆. Pappardelle colla lepre II

₈₇. Maccheroni alla bolognese
I Bolognesi, per questa minestra, fanno uso dei così detti denti di cavallo¹ di mezzana grandezza, e questa pare anche a me la forma che meglio si presta, se cucinati in tal modo; avvertite però che siano di sfoglia alquanto grossa, onde nel bollire non si schiaccino; al qual difetto poco si bada in Toscana ove per la predilezione che sempre si dà ai cibi leggeri vengono fabbricate certe qualità di paste così dette gentili, a buco largo e a pareti tanto sottili che non reggono punto alla cottura e si schiacciano bollendo, il che fa disgusto a vederle non che a mangiarle. Come ognuno sa, le migliori paste da minestra sono quelle di grano duro, che si fanno distinguere pel colore naturale di cera. Diffidate di quelle gialle, di cui si tenta mascherare l’origine ordinaria di grano comune, per mezzo di una tinta artificiale, che una volta era data almeno con sostanze innocue, quali lo zafferano o il croco.
Le seguenti proporzioni sono approssimative per condire grammi 500 e più di minestra:
Carne magra di vitella (meglio se nel filetto), gr. 150.
Carnesecca, grammi 50.
Burro, grammi 40.
Un quarto di una cipolla comune.
Una mezza carota.
Due costole di sedano bianco lunghe un palmo, oppure l’odore del sedano verde.
Un pizzico di farina, ma scarso assai.
Un pentolino di brodo.
Sale pochissimo o punto, a motivo della carnesecca e del brodo che sono saporiti.
Pepe e, a chi piace,
l’odore della noce moscata.
Tagliate la carne a piccoli dadi, tritate fine colla lunetta la carnesecca, la cipolla e gli odori, poi mettete al fuoco ogni cosa insieme, compreso il burro, e quando la carne avrà preso colore aggiungete il pizzico della farina, bagnando col brodo fino a cottura intera. Scolate bene i maccheroni dall’acqua e conditeli col parmigiano e con questo intingolo, il quale si può rendere anche più grato o con dei pezzetti di funghi secchi o con qualche fettina di tartufi, o con un fegatino cotto fra la carne e tagliato a pezzetti; unite, infine, quando è fatto l’intingolo, se volete renderli anche più delicati, mezzo bicchiere di panna; in ogni modo è bene che i maccheroni vengano in tavola non asciutti arrabbiati, ma diguazzanti in un poco di sugo. ()
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₁₀₉. Crostini di tartufi
Prendete a preferenza i bastoncini di pane e tagliateli a fette diagonali: in mancanza di essi preparate fettine di pane a forma elegante, arrostitele appena e così a bollore ungetele col burro. Sopra di esse distendete i tartufi preparati nel modo descritto al n. 269 e bagnateli coll’intinto che resta.
₂₆₉. (…) Prendete un tegamino di metallo, versate nel medesimo tant’olio che appena ne ricuopra il fondo, distendete un suolo di fettine di tartufi, spargendovi sopra pochissimo parmigiano grattato e una presa di pangrattato. Ripetete la stessa operazione per tre o quattro volte, secondo la quantità, e per ultimo condite con olio, sale, pepe e qualche pezzettino di burro, il tutto a piccole dosi perché non nausei. Mettete il tegame al fuoco e quando avrà alzato il bollore annaffiate con un ramaiolino di sugo di carne o di brodo e un po’ d’agro di limone. Ritirate presto dal fuoco questo intingolo.
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pappardelle lepre ragù 2

₉₅ Pappardelle colla lepre I e II

₂₃₈. Salami dal sugo di Ferrara

₂₃₈. Salami dal sugo di Ferrara

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 “Berlingaccio in Piazza Santa Croce a Firenze” (particolare) di Giovanni Signorini (1808 – 1862), padre del più famoso Telemaco appartenente al gruppo dei Macchiaioli, fu uno dei maggiori vedutisti fiorentini della metà dell’Ottocento.
berlingaccio quadro
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Berlingozzo di Lamporecchio in Toscana

Due ricette dell’Artusi per le Pappardelle con la lepre

Cristoforo di Messisbugo 1549 “A fare mortadelle di carne”: Salama da sugo

Artusi: Menù per il Berlingaccio (Giovedì grasso)
Menù per pranzo e cena San Biagio Cappelletti di Romagna Artusi

Pranzo e Cena di SAN BIAGIO. 3 Febbraio

cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.
3 Febbraio, San Biagio di Sebaste
A san Biagio sono stati attribuiti diversi miracoli, tra cui il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce.In alcune zone dell’Italia del Nord, soprattutto in Lombardia, è usanza conservare fino al 2 febbraio il Panettone del Natale precedente. Il dolce verrà benedetto durante una funzione religiosa, e mangiato a colazione il giorno di San Biagio, quale auspicio di protezione dalle malattie della gola. In milanese si dice che “San Bias el benediss la gola e el nas(…)
La mattina di San Biagio (3 febbraio) è tradizione mangiare un pezzetto di panettone benedetto avanzato da Natale, per tenere lontano i malanni e proteggersi dal mal di gola

Menù

PRANZO
Minestre
Cappelletti romagnoli o Tortellini bolognesi o Cappelletti di zucca, tutti in brodo
Pietanze
Anguille in graticola
Anguilla contornata da polenta e da patate al forno
Bistecche nel tegame
Verze lessate
Patate cotte nel loro sugo
Formaggi
Ricotta, di vacca, di pecora
Frutta
fresca e secca
Dolci
Latte brulé
Budino di mandorle

Anguille contornate da polenta
Soffriggere in un pignatto, cipolle, aglio e prezzemolo tritati , olio, burro, sale, pepe e alcune foglie di alloro. Aggiungere poi nel pignatto conserva di pomodoro in abbondanza, un bicchiere di vino nero di bosco e i pezzetti di anguilla. Cuocere per 15 minuti circa e servire in tavola con polenta.

Bistecche al tegame
Mettere le bistecche in un tegame con burro e olio e odore di rosmarino. Aggiungere un goccio di acqua e brodo, oppure conserva di pomodoro e servire in tavola con patate o versa lessate cotte nel loro sugo e se questo non basta aggiungere del brodo

cappelletti (2)tortellini-alla-bolognese-dellartusiCapitone e Anguilla

 

 

 

 

Menù

CENA
Minestre
Tagliatelline fini o Strinchetti in brodo
Pietanze
Carni lessate di manzo, vitello, ova, anatra, tacchino,
gallina faraona, cappone, pollastra.
Spinaci, cavoli, patate tutti cotti col burro
Formaggi
Di vacca, Squaquarone
Frutta
fresca e secca
Dolci
Torta di riso
Biscotti viennesi
Liquore di Curaçao

Biscotti viennesi
Farina grammi 400, burro grammi 250, latte grammi 200, un pizzico di sale.
Lavorare il tutto qui sopra detto e tirare poi col mattarello la pasta ricavata. Tagliare la pasta in tante ruote della grandezza di uno scudo (moneta diffusa in passato in molti stati) e cuocerle su lastra unta e infarinata in forno ben caldo.

Alla fine della cena
Servire agli invitati il Curaçao (liquore dolce dal sapore di arancia pronto per l’uso che veniva acquistato in bottiglioni nelle botteghe o rivendite di alcoolici).

Spinaci con uova Quaresima Petronillatorta di risoliquore Blue_Curacao )

 

Menù per pranzo e cena San Biagio
Menù per cena per S, Antonio Abate

PRANZO di S. Antonio Abate. 17 gennaio. – “Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”

S. Antonio Abate, motivo per coperta da buoi sec. XIX. Stampa a ruggine con matrice cm. 20×25. Stamperia Visini, Meldola Fo. È questa una delle numerose varianti dell’immagine del Santo protettore degli animali domestici e contadini, veneratissimo nelle campagne romagnole. La sua effiìge, presente in ogni stalla, appare tra i primi motivi ad essere riprodotti sulle tradizionali coperte da buoi.
Questa tavola riproduce una versione già “evoluta” dell’immagine votiva: la figura del Santo, dapprima rappresentata con umili vesti, appare qui già solennizzata mediante la vestizione di paramenti liturgici. In particolare spicca la mitra vescovile e il bastone pastorale, che sostituisce l’originaria pertica.
cucinario dei nobili“Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.

17 gennaio, Sant’Antonio Abate

Menù
Minestre
Risotto imbragato
Pietanze
Cotechino alla campagnuola
Lenticchie alla contadina
Patate passate
Panetti
Formaggi
di vacca, di Reggio E.
Frutta
Fresca e secca
Dolci
Dolce al burro
Castagne al Rhum

“Risotto” imbragato (Ris imbraghê) 
La denominazione “risotto” non è corretta, poiché in questo caso i chicchi di riso durante la cottura vengono lessati e non mantecati.

Lenticchie alla contadina
Lessare le lenticchie con acqua piovana perchè diverranno più tenere; scolarle, condirle con sale e pepe e metterle in una casseruola con olio, cipolle e sedano finemente tritati, cotti a parte.

Panetti
Piccoli pani fatti di pasta salata o zuccherata cotta al forno. Venivano consumati per devozione nel giorno di Sant’Antonio Abate. Anche gli animali domestici, come era credenza, beneficiavano dell’assaggio di questo alimento che, secondo la credenza popolare, li preservava dalle malattie.

Panetti di sant’Antonio Abate, panini al latte

“Risotto” imbragato (Ris imbraghê)

Castagne al rum

CENA di S. Antonio Abate .17 gennaio. – “Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”


Menù pranzo per S. Antonio Abate