Corriere delle Signore, ago. 1901: Tinca carpionata TincaGobba

#2- il Corriere delle Signore, ago. 1901: Tinca carpionata

foto: www.parks.it

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17 agosto 1901

Economia domestica

  • Tinca carpionata. Polite la tinca, infarinatela e fatela friggere nell’olio bollente.
    Ponete poi a fuoco e fate bollire in un etto d’olio alcune foglie di salvia, della maggiorana e del finocchio.
    Indi aggiungetevi un cucchiaio di farina bianca, e , poco dopo, un bicchiere di aceto, uno di vino bianco, pepe, sale, e una presa di zucchero.
    Quando la salsa si sarà quasi a metà consumata, toglietela dal fuoco, passatela allo staccio versatela sul pesce, che conserverete così buonissimo per qualche giorno.

L’ arte di farsi belle

  • Latte virginale. Questo latte conviene alle persone la cui pelle è grassa, unta, lucente.
    Serve ad aromatizzare, sera e mattina l’acqua delle abluzioni:
    Spirito di lavanda………60 grammi
    Aceto aromatico………..60 grammi
    Tintura d’opoponax¹….15 grammi
    Tintura di eucalipto……10 grammi
    Naturalmente l’acqua delle abluzioni deve essere usata calda.
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¹Opopanax chironium, noto comunemente come mirra dolce o mirra bisabololo, è una pianta che in climi caldi come l’Iran, l’Italia, la Grecia, la Turchia e la Somalia, ma riesce a crescere anche in climi più freschi, benché gli opoponax coltivati in questi climi vengono visti come di qualità inferiore.Può essere estratta dall’opoponaco una resina di consumo, tagliando la base dello stelo ed essiccando al sole il liquido giallo-dorato che ne fuoriesce. Anche se spesso le persone trovano il suo sapore acre e amaro, la resina può essere bruciata come incenso per produrre un profumo simile al balsamo o alla lavanda. La resina è stata utilizzata nel trattamento degli spasmi, ed in precedenza anche come emmenagogo, nel trattamento di asma, infezioni croniche viscerali, isteria e ipocondria. L’opoponaco è utilizzato anche nella produzione di alcuni profumi.

Corriere delle Signore, Tinca carpionata
Riviste femminili inizio '900

Riviste femminili d’epoca: “Il Ricamo” 19 Febbraio 1911 e “La Stagione” 1 Marzo 1906

 UNIVERSO DONNA

Alle origini delle riviste femminili

(Silvia Cutuli) – Nel corso della seconda metà dell’800, una folla di donne autentiche pioniere del giornalismo, ha condotto una vera battaglia privata e pubblica a colpi di penna. Lo scenario è quello dell’Italia che cambia, diventando un Paese democratico ed industriale. Il Risorgimento culturale e artistico coincide con il cammino dell’universo femminile verso l’emancipazione ed affermazione personale e di tutte. La rivista “La Donna” è uno degli esempi più importanti dell’orientamento femminista nascente, già per il fatto di essere redatto da sole donne. Dalle sue pagine, Gualberta Beccari, parla dei doveri e dei diritti della “nuova donna italiana”. [segue…controluce.it]

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“Il Ricamo” 19 febbraio 1911

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“La stagione” 1 Marzo 1906

Camicia a punto tagliato
Sottoveste elegante
Cuscino per stanza da scapolo
Camicia con scollatura quadrata
Mutande aperte
Mutande chiuse
Due tappetini
Frangia annodata

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Due tappetini
Giacca a pieghe con sprone
Paltoncino semilungo
Costume con gona, bolero e gilé
Mantello a sacco
Cappello di paglia con cocuzzolo di raso
Cappello con falda rialzata

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 Riviste femminili inizio ‘900

Abiti Sposa fine '800 inizio '900

Abiti da Sposa di fine ‘800 ed inizio ‘900

 Illustrirte Zeitung, Nr. 8 vom 19. August 1843, J. J. Weber, Leipzig 1843. MDZ München

 

Abiti Sposa fine ‘800 inizio ‘900

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sposa abito matrimonio nozze

1870

I riti nuziali di ogni civiltà e tradizione hanno attribuito grande importanza alla veste indossata dalla sposa, come simbolo di passaggio dal suo stato di sdonna nubile a quello di dona sposata. Il rosso, in tutte le sue sfumature, è stato per secoli il colore tradizionale della tunica della sposa sia in occidente che in oriente. Il bianco, che per noi è il colore classico delle spose, si è affermato in tempi recenti, per la precisione nel secolo scorso nell’inghilterra vittoriana: solo le famioglie più ricche e benestanti potevano concedere alle proprie figlie che si sposavano un abito di un colore così delicato e così facile da sporcare, che come un fiore durava soltanto un giorno e come un fiore doveva essere bellissimo ed effimero. E poi il bianco era anche il colore della purezza e dell’innocenza.(..).

Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986

Stéphane Mallarmé -Printemps publication, 1874 and and La Dernière Mode, 1874
fashionversusart.blogspot.com

Ecco la gustosa descrizione di un modello per un abito da sposa tratta da La dernière Mode, una famora rivista francese del 1874: “Sottabito di raso bianco con gonna in tarlantana, ogni voltant termina con un fiocco di nastri frastagliati come foglie di di cicoria. Bene, ve n’erano almeno venti sullo strascico, mentre sul davanti ne ho contati solo quattro. Tunica pieghettata trasversalmente e fissata sulla gonna; sul bordo della tunica, in basso, frangia con perle bianche. Larga cintura in raso, che parte da un lato e avvolge, ricadendo lungo la tunica, per annodarsi sullo strascico… Il corpino è accollato e a barchetta, interamente foderato di raso, come le maniche, e tutta la guarnizione consiste in un nodo di nastri frastagliati simile a folta cicoria, e in un mazzolino di fiori d’arancio posto a lato, sulla spalla”. Cronista d’eccezione, sotto pseudonimo, il grande poeta francese Stéfhane Mallarmé. *** Dalla fine dell’Ottocento agli inizi del Novecento la rivista italiana più importante fu “Margherita, giornale per signore e signorine”, in onore dell’omonima regina; la rivista uscì a Milano nel 1871 fino al 1926 e costava 1 Lira nella edizione di lusso e 50 centesimi in edizione economica. Nel 1904 uscì a Napoli la rivista mensile “Regina” che nel primo numero aveva in copertina il ritratto della regina Margherita, a conferma del grande carisma della sovrana che riusciva ad influenzare la moda dell’epoca in tutte le sue manifestazioni.

Tra le riviste francesi era molto richiesta “Le petit courrier pour Dames”, da cui le signore traevano le toilettes di maggior pregio; il “Journal des Dames et des Modes”, “La Gazette du Bon Ton Modes et Manierès D’Aujourd’Hui”, il Journal des Damoiselles.

fonte: donne.notizie.it

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1908 Abito nuziale per la prima volta bianco nella storia del costume. L’atteggiamento inarcato del corpo è tipico della moda di questi primi anni del ‘900.

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1909 Candido abito aderente con corpetto e maniche di pizzo per il giorno nuziale

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1911 Abito da sposa arricchito da prezioso merletto che cinge le spalle e incornicia il volto.

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1911 Abito nuziale con motivi verticali, che richiamano il costume gotico dalle linee ascendenti.

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1935

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“Joy McGibbon (Mrs. Henri G. Lafleur), Charles Hosmer house, Montreal, QC, about 1935” di Anonyme – Anonymous
 “Illustrirte Zeitung (1843) 08 128 2 Brautanzug” di Johann Jacob Weber (Hrsg.), 1803–1880 – Illustrirte Zeitung, Nr. 8 vom 19. August 1843, J. J. Weber, Leipzig 1843. MDZ München. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons