Artusi: Giugno - Nota pranzo I

ARTUSI: Febbraio – Nota di pranzo II

“Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest’appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell’anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come unanscorta per rendervi più facile il compito della scelta”
FEBBRAIO
 
Nota di pranzo II
Minestre in brodo. Zuppa ripiena n. 32
Principii. Crostini diversi n. 113
Lesso. Pollastra, con passato di patate n. 443 o Cavolo verzotto n.453
Rifreddo.Pane di lepre n. 373
Umido. Pasticcio di maccheroni n. 349
Arrosto. Gallina di faraone n. 546 e piccioni
Dolci. Pizza alla napoletana n. 609 – Pezzo in gelo (Biscuit) n. 753
Frutta e formaggio. Pere, mele andarini e frutta secca
32. Zuppa ripiena
Prendete mezzo petto di cappone o di un pollo grosso, una fettina di prosciutto grasso e magro, un pezzetto di midollo; fatene un battuto, conditelo con parmigiano grattato, dategli l’odore della noce moscata e legatelo con un uovo. Il sale, essendovi il prosciutto, non occorre. Prendete un filoncino di pane raffermo, affettatelo in tondo alla grossezza di mezzo dito, levate alle fette la corteccia e sulla metà del numero delle medesime spalmate il composto suddetto; ad ognuna di queste fette spalmate, sovrapponete una fetta senza battuto e pigiatele insieme onde si attacchino. Poi queste fette così appaiate, tagliatele a piccoli dadi, e friggeteli nel lardo vergine o nell’olio o nel burro, conforme al gusto del paese o vostro. Quando è ora di servir la zuppa in tavola, ponete i dadi fritti nella zuppiera e versateci sopra il brodo bollente.
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Pollastra, con passato di patate
Ormai in Italia se non si parla barbaro, trattandosi specialmente di mode e di cucina, nessuno v’intende; quindi per esser capito bisognerà ch’io chiami questo piatto di contorno non passato di…; ma purée di… o più barbaramente ancora patate mâchées.
Patate belle, grosse, farinacee, grammi 500.
Burro, grammi 50.
Latte buono, o panna, mezzo bicchiere.
Sale, quanto basta.
Lessate le patate, sbucciatele e, calde bollenti, passatele per istaccio. Poi mettetele al fuoco in una casseruola coi suddetti ingredienti, lavorandole molto col mestolo onde si affinino. Si conosce se le patate son cotte bucandole con uno stecco appuntato che deve passare da parte a parte liberamente.453.
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Cavolo verzotto
Lessatelo a metà, strizzatelo dall’acqua, tritatelo colla lunetta, mettetelo al fuoco con burro e latte per tirarlo a cottura e salatelo. Quando sarà ben cotto unitegli della besciamella piuttosto soda; fate che s’incorpori bene sul fuoco col cavolo e aggiungete parmigiano grattato. Assaggiatelo per sentire se ha sapore e se è giusto di condimenti e servitelo per contorno al lesso o a un umido di carne; vedrete che piacerà molto per la sua delicatezza.349.

Artusi: Giugno - Nota pranzo IARTUSI: Febbraio – Nota di pranzo II

 

 

Artusi: Giugno - Nota pranzo I

ARTUSI: Gennaio – Nota di pranzo I

“Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest’appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell’anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta”
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GENNAIO
Nota di pranzo I
Minestre in brodo. Tortellini alla bolognese n. 9
Lesso. Cappone con contorno di riso n. 245
Fritto. Pasta siringa n. 183 – Crocchette d’animelle n.197
Erbaggi. Sedani al sugo n. 412
Arrosto. Tordi n. 528 e insalata
Dolci. Torta ricciolina n. 579 – Pudding Cesarino n. 671
Frutta e formaggio. Pere, mele, aranci e frutta secca
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Riso per contorno n. 245
Quando avrete per lesso una pollastra o un cappone mandateli in tavola con un contorno di riso che vi sta bene. Per non consumar tanto brodo imbiancate il riso nell’acqua e terminate di cuocerlo col brodo dei detti polli. Tiratelo sodo e, quando è quasi cotto, dategli sapore con burro e parmigiano in poca quantità; posto che il riso sia grammi 200, quando lo ritirate dal fuoco legatelo con un uovo o, meglio, con due rossi.
Se il riso, invece che al lesso di pollo dovesse servire di contorno a uno stracotto di vitella di latte o a bracioline, aggiungete agl’ingredienti sopra indicati due o tre cucchiaiate di spinaci lessati e passati per istaccio. Avrete allora un riso verde e più delicato.
Si può dare migliore aspetto a questi contorni restringendo il riso a bagno-maria entro a uno stampo; ma badate non indurisca troppo, che sarebbe un grave difetto.
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Crocchette d’animelle n.197
Prendete grammi 150 di animelle, cuocetele nel sugo oppure con un battutino di cipolla e burro, e conditele con sale, pepe e l’odore della noce moscata. Poi tagliatele a piccoli dadi e mescolatele a due cucchiaiate di besciamella piuttosto soda aggiungendo un rosso d’uovo e un buon pizzico di parmigiano. Prendete su il composto a piccole cucchiaiate, versatelo nel pangrattato dandogli la forma bislunga ad uso rocchetto. Dopo immergetele nell’uovo sbattuto, poi un’altra volta nel pangrattato e friggetele. Potrete renderle di gusto più grato se nel composto aggiungete prosciutto grasso e magro, lingua salata a piccoli dadi e se, invece della noce moscata, date loro l’odore dei tartufi a pezzettini.
Col suddetto quantitativo di animelle otterrete dieci o dodici crocchette le quali potete unire ad altra qualità di fritto per fare un piatto di fritto misto.
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Pudding Cesarino n. 671
Ve lo do per un buon ragazzo, questo Cesarino, e ve lo vendo col nome strano con cui lo comprai da una giovane e piuttosto bella signora, religiosa ed onesta, uno di quei tipi che, senza volerlo, sono capaci, per leggerezza, di compromettere le persone che li avvicinano.Midolla di pane fine, grammi 200.
Zucchero, grammi 250.
Altro zucchero per lo stampo, circa grammi 100.
Uva malaga, grammi 125.
Uva sultanina, grammi 125,
Latte, mezzo litro.
Marsala e rhum, in tutto tre cucchiaiate.
Uova, n. 5.

Tagliate la midolla di pane a fette sottili e gettatela nel latte. Aspettando che questa inzuppi, nettate l’uva, levate i semi alla malaga e preparate la forma per cuocerlo, che sarà quella pei budini, di rame lavorata. Disfate al fuoco in una casseruola i suddetti grammi 100 circa di zucchero e preso che abbia il color nocciola, versatelo nello stampo per intonacarlo tutto; quando poi sarà diaccio ungete l’intonaco dello zucchero con burro fresco.
Alla midolla inzuppata unite i detti grammi 250 di zucchero, i rossi delle uova e i liquori, rimestando bene ogni cosa. Per ultimo aggiungete l’uva e le chiare montate. Cuocetelo a bagno-maria per tre ore intere, ponendovi il fuoco sopra soltanto nell’ultima ora. Servitelo caldo e in fiamme e perciò annaffiatelo abbondantemente di rhum e dategli fuoco con una cucchiaiata di spirito acceso.
Potrà bastare per dieci o dodici persone.
Artusi: Giugno - Nota pranzo I

ARTUSI:Gennaio Nota di pranzo I
Artusi: Giugno - Nota pranzo I

ARTUSI: Gennaio – Nota di pranzo II

“Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest’appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell’anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta”
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GENNAIO
Nota di pranzo II
Minestre in brodo. Nocciuole di semolino n. 23 o Bomboline di patate n. 29
Lesso. Un pesce con contorno n. 459
Umido. Cignale dolce-forte o Lepre dolce-forte n. 285
Trasmesso. Pasticcini di pasta sfoglia ripieni di carne n. 161
Arrosto. Rosbiffe allo spiede, con patate e insalata n. 521 o n. 522
Dolci. Pasta margherita n. 576 – Bianco mangiare n. 681
Frutta e formaggio. Pere, mele, mandarini e frutte secche diverse

Pasticcini di pasta sfoglia ripieni di carne n. 161
Si può fare questo ripieno o con vitella di latte stracottata, o con fegatini di pollo, o con animelle. Io preferirei le animelle come cosa più delicata d’ogni altra; ma comunque sia non mancherei di dare a questo ripieno l’odore de’ tartufi alla loro stagione. Se trattasi di animelle mettetele al fuoco con un pezzetto di burro, conditele con sale e pepe, e quando avran preso colore finite di cuocerle col sugo n. 4, poi tagliatele alla grossezza di un cece o meno. Alle medesime unite un cucchiaio o due di besciamella n. 137, un po’ di lingua salata, oppure un poco di prosciutto grasso e magro tagliato a piccoli dadi, un pizzico di parmigiano e una presa di noce moscata, procurando che gli ingredienti siano in dose tale da rendere il composto di grato e delicato sapore. Lasciatelo ghiacciare bene che così assoda e si adopra meglio.

Per chiuderlo nella pasta sfoglia n. 154 ci sono due modi, potendovi servire in ambedue dello stampo delle offelle di marmellata n. 614, od anche di uno stampo ovale. Il primo sarebbe di cuocere la pasta col composto framezzo, il secondo di riempirla dopo cotta. Nel primo caso ponete il composto in mezzo al disco, inumiditene l’orlo con un dito bagnato, copritelo con altro disco simile e cuoceteli. Nel secondo caso, che riesce più comodo per chi, avendo un pranzo da allestire, può cuocere la pasta sfoglia un giorno avanti, si uniscono i due dischi insieme senza il composto; ma nel disco di sopra, prima di sovrapporlo, s’incide con un cerchietto di latta un tondo della grandezza di una moneta da 10 centesimi.

Il pasticcino cuocendo rigonfia naturalmente e lascia un vuoto nell’interno; sollevando poi colla punta di un coltello il cerchietto inciso di sopra, che ha la forma di un piccolo coperchio, potete alquanto ampliare, volendo, il vuoto stesso, riempirlo e riporvi il suo coperchio. In tal modo, per mandarli in tavola, basta scaldarli; ma la pasta sfoglia prima di esser cotta va sempre dorata coi rosso d’uovo, solo alla superficie.
Se si trattasse di riempire un vol-au-vent va tirato invece un intingolo con rigaglie di pollo ed animelle, il tutto tagliato a pezzi grossi.

Artusi: Giugno - Nota pranzo I

ARTUSI Gennaio Nota di pranzo II
Pranzo Epifania Almanacco della Cucina 1935

Pranzo d’Epifania da Almanacco della Cucina del 1935

Minestra di brodo reale

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Menù
Paté di fegato con Canapè di acciughe e di caviale
Minestra di brodo reale
Branzino a “court bouillon”
Salsa “mayonnaise”
Medaglioni di vitello al forno
con patate fritte
Sformato di cavolfiore
Arance al maraschino
Budino freddo di ananas

Paté di fegato
Ponete al fuoco una padella con 2 etti e mezzo di fegato di vitello affettato, 1 noce di burro, una foglia di lauro e una cipolletta isteccata con due chiodi di garofano. Salate, pepate e fate cucinare a fuoco regolare rivoltando di tanto in tanto. A metà cottura unite un etto di fegato di pollo e un etto di filone di vitello entrambi tagliati a fette. Mescolate e quando tutto sarà quasi cotto, bagnate conmezzo bicchiere di marsala. Fate assorbire, indi levate dal fuoco e tritate tutto con la mezzaluna assieme a mezzo etto di prosciutto cotto e ad un etto di fesa che avrete cucinato allesso per non meno di cinque o sei ore. Passate ancora detto composto attraverso uno staccio ed aiutatevi in tale operazione bagnando di tanto in tanto col brodo della fesa lessata. Lavorate il paté con un cucchiaio di legno e per far sì che risulti ben morbido, unitevi un etto di burro a pezzi. Mettete la purée ottenuta in uno stampo e comprimetela bene affinchè non vi siano dei vuoti. Ponete lo stampo sul ghiaccio e fate gelare per qualche ora. Servite il paté assieme ai seguenti

Canapé di acciughe e di caviale
I canapè sono delle fettine di mollica di pane talgiate allo spessore di mezzo centimetro circa, abbrustolite e spalmate di burri composti. Procuratevi l’apposito pane rettangolare, tagliatelo come sopra indicato, indi fatelo abbrustolire al forno. Quando le fettine saranno raffreddate cospargetele con un composto che a parte avrete preparato così: prendete delle belle acciughe, togliete loro la spina e le lische, lavatele abbondantemente e, dopo averle passate finemente sotto la mezzaluna, unitevi del burro in quantità proporzionata. Amalgamate bene indi stendete sul pane. Avrete cosìconfezionato i canapé di acciughe. Per quelli di caviale dovete regolarvi così: prendete del burro e del caviale in pari proporzioni, mescolate amalgamando bene il composto e stendetelo sulle fettine di pane.

Minestra di brodo reale
Mettete al fuoco una pentola con una fetta di manzo del peso di circa 7 etti, una bella gallina pulita a dovere, un garretto di vitello e acqua quanto basta e coprite le carni. Salate, unite una cipollina, due carote, una gambetta di sedano ed un pizzico di prezzemolo. Fate bollire, indi abbassate il fuoco e lasciate cucinare dolcemente per non meno di cinque o sei ore. Se il brodo si restringesse eccessivamente, unite, di tanto in tanto, dell’acqua calda. Trascorso tale tempo, levate le carni, sgrassate, passate allo staccio e versate caldo nella zuppiera dove avrete a parte confezionato così:
Prendete dei tuorli d’uovo calcolandone uno per persona, diluiteli con poco brodo e conditeli con sale, pepe e con un pizzico di noce moscata. Riempite con ciò dei piccoli vasetti da crema e fate rapprendere a bagnomaria. Quando la crema così ottenuta sarà ben densa, levate dal fuoco, lasciate raffreddare e tagliate a dadolini. Questa vostra minestra di brodo reale sarà certamente degna di portare tale nome. Servitela accompagnandola con parmigiano grattugiato.

Branzino a court bouillon
Mettete sul fuoco la pesciaiuola con due terzi d’acqua, un terzo di vino bianco e qualche cucchiaiata di aceto. Unite una cipolletta, una carota, un gambetto di sedano, due foglioline di lauro, qualche ramoscello di prezzemolo e un pizzico di sale. Fate riscaldare e, prima che s’inizi il bollore, adagiate un bel branzino del peso di mezzo chilo circa convenientemeno pulito. Fate bollire pe qualche istante a fuoco vivo, indi abbassate il fuoco e lasciate terminare la cottura entro dieci minuti circa. Prima di levare il pesce dalla pesciaiuola, fatelo raffreddare nel suo brodo,dopo di che lo potrete adagiare sopra un piatto bislungo per servirlo in tavola con la seguente salsa

Salsa “Mayonnaise”
Mettete in una grande scodella, passata sotto l’acqua fresca senza poi averla asciugata, due tuorli d’uovo da cui avrete tolto con germe.Salate, pepate, indi sbattete girando con un cucchiaino sempre nello stesso senso. Quando le uova cominceranno ad essere legate, aggiungete dell’olio d’oliva finissimo. Da principio goccia a goccia, poscia a filo sino ad ottenere la consistenza desiderata. Quella cioè di una bella densa crema. Se credete potete anche incorporare mezzo cucchiaio di senape inglese. La salsa mayonnaise è ottima per accompagnare le insalate, i polli arrosto, ilegumi cotti ed i pesci.

Medaglioni di vitello al forno
Prendete 3 etti di tenera fesa di vitello tagliata a fettine che, dopo avere spalmato di burro da entrambi i lati, cucinerete per dieci minuti nella gratella voltandole rapidamente da ogni lato. Salate e pepate.
Preparate a parte una pastellacon 3 tuorli d’uovo, tre cucchiaiate di farina bianca e tre cucchiai di burro fuso. Il tutto bene amalgamato e convenientemente salato. Prendete una teglia da forno unta di burro, stendetevi i medaglioni di vitello e coprite con la pastella sopra descritta. Mettete al forno precedentemente riscaldato e fare prendere una bella tinta dorata. Servite con patate fritte.

Patate fritte
Prendete delle belle patate e sceglietele non troppo grosse. Mondatele e tagliatele in quarti che asciugherete con una pezzuola. Mettetele tosto in una padella dove avrete preparato una grande quantità di grasso oppure di olio bollente. Rivoltate continuamente le patate con la schiumarola per evitare che abbiano ad attaccarsi. Quando avranno assunto una bella tinta dorata, levatele dalla padella, lasciatele sgocciolare, cospargetele disale fine e servite.

Sformato di cavolfiore
Scegliete un bel cavolfiore, molto bianco che abbia la fioritura molto compatta. Staccatene le ramificazioni come tanti mazzettini, e, dopo aver mondato della leggera peluria che li riveste i gambi, gettate i mazzettini nell’acqua bollente e salata e fate cucinare per non più di di dieci minuti. Levate dal fuoco e fate scocciolare. Fate lessare pure due patate farinose; cotte che siano, passate tutto attraverso lo schiacciapatate. Mettete la pureé ottenuta in una terrina, indi unite due uova intere, una bella cucchiaiata di parmigiano grattugiato ed un pizzico di noce moscata. Mescolate bene il composto con un cucchiaio di legno e ponetelo in uno stampo da budino unto di burro sul quale avrete cosparso uno strato di pane grattugiato. Fate cucinare la pureé così confezionata a bagnomaria per una ventina di minuti; rovesciate il budino su di un piatto e servite caldo.

Arance al maraschino
Prendete sei belle arance e sceglietele di quella qualità che hanno la scorza molto sottile. Dopo averle diligentemente lavate, asciugatele con cura con una pezzuola pulita; tagliatele quindi a dischi dello spessore di mezzo centimetro circa ( togliendo il primo e l’ultimo disco che risulterà esclusivamente di scorza). Ponete tutto entro una grande coppa di cristallo e spolverizzate con quattro cucchiaiate di maraschino di buona marca. Lasciate riposare qualche ora possibilmente nel ghiaccio. In mancanza di quest’ultimo in un luogo fresco e non dimenticate di tenere coperta la coppa onde non far perdere il delicato profumo alla vivanda.Budino freddo di ananas
Tagliate a pezzi la polpa di un ananas avendo cura di mettere a parte in una terrina il sugo. Mettete l’ananas in una casseruola assieme a 200 gr. di zucchero, un bicchiere d’acqua ed al sugo. Lasciate bollire per dieci minuti, levate dal fuoco e fate raffreddare. Preparate a parte cinque uova intere, più un rosso, ben battute; aggiungetele al composto della casseruola al quale unirete pure il sugo di mezzo limone ed n bicchierino di kummel. Mescolate tutto. Fate fondere in un pentolino un po’ di zucchero con poca acqua e foderatene uno stampo che riempirete con il composto sopra descritto. Fate cucinare a bagnomaria per mezz’ora circa, levate dal fuoco, lasciate raffreddare, rovesciate lo stampo sopra un piatto e servite.

Pranzo Epifania Almanacco della Cucina 1935
Menù PRANZO DI CAPODANNO inizio '900

Menù per PRANZO DI CAPODANNO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Viggo Johansen, Merry Christmas (1891)

Menù
 
Minestre
Cappelletti romagnoli o Tortellini alla bolognese
Pietanza
Lessati di carni di bovino, di maiale, di cappone, di tacchino, di anatra domestica
Radicchi rossi e patate bollite all’ortolano
Formaggi
Parmigiano, Pecorino, di vacca, Squaquarone
Frutta fresca
Uva bianca e nera, arancie, mele e pere
Frutta secca
Noci, nocciole, mandorle, castagne
Dolci
Di cioccolata allo stampo
Salame all’inglese
Crema di Ravenna

Vini
Albana secca, Trebbiano, Vino Santo
Liquore di fine pranzo
Nocino

Crema di Ravenna
Zucchero grammi 200, latte un litro, rossi d’uovo otto, odore di vaniglia.
Battere i rossi d’uovo con lo zucchero e aggiungere il latte a poco a poco e l’odore di vaniglia. Mettere il composto a fuoco vivo mistando con spatola di legno e quando incomincia a fumare rallentare il calore. Quando la crema si attacca alla spatola è cotta.

CENA DI CAPODANNO

Nella cena del primo dell’anno venivano usati, anche sulla tavola del ricco, i cibi rimasti in abbondanza del cenone di San Silvestro e dal pranzo di Capodanno.

da “Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”.
Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985

Menù PRANZO DI CAPODANNO inizio ‘900
Menù PRANZO DI CAPODANNO inizio '900

Menu per PRANZO NATALIZIO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

Viggo Johansen, Merry Christmas (1891)

Alla Vigilia del Natale i signori romagnoli mangiavano pesci di acqua dolce e di acqua salata lessati, in umido e arrosto; mangiavano pure per minestra i tortelloni ripieni di ricotta e prezzemolo, i cavoli in umido e i “marroni castrati”, cioè le castagne cotte sotto la cenere calda.*

Menù

Minestra
Cappelletti romagnoli in brodo

Pietanza
Cotechino e Zampone con passato di patate stemperate al burro e con lenticchie al burro.
Pollo arrosto e cappone arrosto contornati da patate.

Formaggi di Roma, d’Olanda, di Francia

Frutta di stagione

Dolci
Zuppa Inglese con savoiardi inzuppati nel liquore dolce e ricoperti di crema e cioccolato.
Panspeziale.
Ciambella dorata
Pinoli

Menù e festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985
Menu PRANZO NATALIZIO inizio ‘900

Menù Pranzo della Vigilia

2. Menù per la Vigilia

Mercato di Natale, Manizer Matveevich Henry (1847-1925)
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Menù
Antipasto in coppa di pompelmo*
Risotto alla certosina*
Triglie al caertoccio con insalata
Torta di mele
Vini
Soave, Marsala

Antipasto in coppe di pompelmo
Occorrente per coppa:
2 grosse carote, qualche spicchio di limone, pezzetti di coda di rospo o di granchio in scatola, mezzo pompelmo, olive nere.
Preparazione
Scavate il pompelmo, formate delle coppe e riempitele con le carte affettate crude, a julienne, il granchio a pezzi, pezzetti di polpa di pompelmo, olive. mettete in frigo e servite gelato.

Risotto alla certosina
Ingredienti per 4 persone.
500 gr. di riso, 400 gr. di gamberi, 150 g. di piselli, 20 gr. di funghi secchi, 50 gr. di burro, 1 spicchio d’aglio, 1 bicchierino di cognac, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco, 1 cipolla, sale, pepe, brodo.
Preparazione
Lessate i gamberi, levate loro l’involucro, mettete da parte le code intere e passate al setaccio quanto resta. Fate rosolare nel burro la cipolla tritata finissima e l’aglio intero che toglierete quando sarà dorato. Versate nella casseruola il riso, mescolandolo in modo che assorba il condimento, bagnatelo con il cognac e quando questo sarà evaporato, unite anche il vino bianco e il passato di gamberi. Fate evaporare il vino, aggiungete i funghi ammollati e tritati grossolanamente, i piselli, il pomodoro, sale, pepe e il brodo procedendo come per un npormale risotto. A metà cottura, unite le code dei gamberi.

da Enciclopedia della donna 1965libri enciclopedia_donna
Menù per la Vigilia 2
Tacchino ripieno di castagne e prugne

Tacchino ripieno di castagne e prugne

Albero di Natale a Gubbio (Umbria)
 

.Per chi vuole rispettare la tradizione ecco due ricette per preparare il più classico piatto di Natale.

Ricetta .1

Ingredienti
Un tacchino da 5 kg, 1,5 kg di castagne, prugne secche, pinoli, 800 gr di pane raffermo senza crosta, 150 gr di burro, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 limone, 2 bicchieri di vino bianco secco, rosmarino, prezzemolo, maggiorana, timo, olio.

Preparazione

  • Fare bollire le castagne per circa 45 m. Pulire e lavare con cura il tacchino dentro e fuori, asciugarlo con cura e strofinare le carni con 1/2 limone. Quando le castagne saranno cotte, sbucciarle, privarle della pellicola interna e spezzettarle.
  • Sciogliere il burro in una padella, unire la cipolla ed il sedano puliti e finemente tritati, quindi lasciare insaporire a fuoco medio. Quando saranno morbidi, aggiungervi 1 bicchiere di vino e lasciarlo evaporare.
  • Tagliare il pane a dadini e poi versarlo nella padella, unendo anche le castagne spezzettate, la frutta secca, il prezzemolo, la maggiorana, il timo, sale e pepe. Mescolare con cura, lasciare sul fuoco per 5 m. poi lasciare raffreddare il tutto.
  • Quando il composto si sarà raffreddato, usarlo per riempire il tacchino e quindi cucire l’apertura con dello spago da cucina. Salare e pepare il tacchino all’esterno e legarlo con altro spago, frapponendo tra questo e la carne i rametti di rosmarino.
  • Sistemare il tacchino in una teglia, coprirlo con una garza da cucina impregnata di olio ed infornate a 180°, lasciando cuocere per circa 1 h. Aggiungere il bicchiere di vino bianco e rimettere in forno ancora per 2 h e 1/2, bagnando di tanto in tanto con il liquido di cottura. Per ultimo eliminare la garza e cuocere ancora per una ventina di minuti.
  • Prima di portare in tavola, lasciare raffreddare per alcuni minuti.

Vino
Servitelo con Chateauneuf-du-Pape, Rhone-France (secondo la classifica 2007 stilata da Wine Spectator il miglior vino al mondo), Moulin-à-vent (Beaujolais F), Rosso di Montalcino (Toscana)

  • Dindo o tacchino da 900 a 1800 gr. per 6 e più persone. Deve cuocere un’ora per ogni kg. di peso. La carne è piuttosto coriacea. Condite il tacchino anche all’interno, perchè si ammorbidisca e, se la ricetta lo richiede, spruzzatelo con vini o liquori, a mezza cottura, non prima. Si presta per le preparazioni al forno: meglio se possedete forno a fuoco di legna.

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Ricetta .2

Ingredienti Per 6-8 persone
1 tacchino di circa 3 kg. già pulito; il cuore, il fegato, il durello del tacchino già puliti, 70 gr. di burro, 2 mele ruggine del Piemonte, 50 gr. di prugne secche, 100 gr. di castagne, 100 gr. di salsiccia, 3 foglie di salvia, un rametto di rosmarino, sale e pepe. Attrezzatura Un recipiente ovale a pareti alte, con coperchio, sufficientemente ampio per contenere il tacchino, poco filo incolore, uno spago sottile.

Preparazione

  • Mettete le prugne in una terrina e lasciatele coperte di acqua tiepida per 6 ore, quindi scolatele e snocciolatele.
  • Sbucciate le mele, privatele del torsolo, tagliatele a fette piuttosto spesse e mettetele in una terrina.
  • Spellate la salsiccia, sbriciolatela con la forchetta e unitela alle mele.
  • Lavate il durello, il cuore e il fegato del tacchino asciugateli, tagliateli a pezzettini e mettete tutto nella stessa terrina delle mele con metà burro a pezzetti, sale e pepe.
  • Passate le castagne in un panno umido e poi, con un coltellino molto affilato, praticate in orizzontale un taglio di circa un centimetro sulla parte bombata della buccia. Mettetele nella padella bucata sul fuoco a fiamma piuttosto viva. Durante la cottura scuotete spesso la padella, in modo che le castagne cuociano bene e da tutte le parti senza bruciare. Quando le castagne saranno ben arrostite, sbucciatele e pelatele.
  • Tagliate a pezzi le prugne, spezzettate le castagne e unitele al resto, rigirando il tutto con il cucchiaio di legno, in modo da ottenere un ripieno omogeneo.
  • Fiammeggiate, lavate e asciugate bene il tacchino, salatelo, pepatelo leggermente all’interno e all’esterno e riempite, per tre quarti, la cavità addominale con il composto appena preparato. Cucite l’apertura con filo incolore e legate iltacchino con spago sottile.
  • Lavate ed asciougate la salvia e il rosmarino, mettete il burro rimasto nel recipiente ovale, mettete il burro rimasto nel recipiente ovale, unite la salvia e il rosmarino, ponetelo su fuoco vivace e quando il burro comincia a colorire disponetevi il tacchino. Fatelo rosolare a fiamma alta da tutte le parti. Salate, mettete il coperchio, abbassate la fiamma e fate cuocere per 4 o 5 ore, irrorandolo ogni tanto col fondo di cottura che si formerà.
  • Se necessario potete aggiungere durante la cottura poca acqua calda per volta.
  • A cottura ultimata il grasso del tacchino dovrà essere completamente sciolto; inoltre la pelle dovrà risultare croccante e rosolata in modo uniforme. Se così non fosse togliete il coperchio e passate il recipiente in forno molto caldo per altri 20 minuti, È necessario, però, che il tacchino venga prima cotto sul fornello e non al forno per ottenere una carne ben cotta, ma morbida e non asciutta.

Anzichè di un tacchino potete servirvi di una tacchinella di circa 2 kg., riducendo gli altri ingredienti in proporzione: basterà per 6 persone.

Vino
Servitelo con Chateauneuf-du-Pape, Rhone-France (secondo la classifica 2007 stilata da Wine Spectator il miglior vino al mondo), Moulin-à-vent (Beaujolais F), Rosso di Montalcino (Toscana)* Dindo o tacchino da 900 a 1800 gr. per 6 e più persone. Deve cuocere un’ora per ogni kg. di peso. La carne è piuttosto coriacea. Condite il tacchino anche all’interno, perchè si ammorbidisca e, se la ricetta lo richiede, spruzzatelo con vini o liquori, a mezza cottura, non prima. Si presta per le preparazioni al forno: meglio se possedete forno a fuoco di legna.

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“Roast turkey” by Mark Miller – Own work. Licensed under CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons –
“Tied up turkey-01” by Muffet – trussed turkey auf flickr. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons –
Tacchino ripieno di castagne e prugne
Menù per SAN LORENZO

Menù per SAN LORENZO delle famiglie nobiliari ravennati di inizio ‘900 (Romagna)

La notte stellata di V. Van Gogh, 1889

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10 Agosto, San Lorenzo
È considerato patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro. La notte di san Lorenzo è tradizionalmente associata al fenomeno delle stelle cadenti, considerate evocative dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato. In effetti, in quei giorni, la Terra attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi e l’atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.

Menù

PRANZO
Minestre
Maccheroni asciutti, Minestrone alla romagnola
Pietanze
Ossobuco,
Palle di patate ripiene contornate da melanzane e fagiolini fritti
Formaggi
della marca (marchigiani)
Frutta
Cocomero, melone, pesche, susine e pere
Dolci
frutta al vino Santo ricoperta di panna montata spolverata di cioccolato
Biscotti.

Maccheroni asciutti
Maccheroni grammi 500, polpa di manzo grammi 150, pancetta tritata grammi 50, sedano 1 gambo, carote 1, burro grammi 50, salsa di pomidoro 2 cucchiai, 1 bicchiere di latte e 2 cucchiai di panna, formaggio parmigiano grattugiato fresco grammi 100.

Palle di patate ripiene
Patate grammi 500, parmigiano grattugiato 3 cucchiai, uova numero 3, odore di noce moscata, farina quanto basta.
Lessare le patate e passarle al setaccio. Fare una buca nel monte delle patate, salarle, peparle e odorarle di noce moscata e versare le uova e il parmigiano poi con meno farina che si può, fare un pastone e dividerlo in 18 parti ed ognuna di queste ridurle in palle e fare col dito una incava nella quale introdurre il ragù. Infarinare e friggerle con strutto o olio.

Ragù per le palle ripiene
Manzo tritato grammi 200, fegatini di pollo tritati 2, prosciutto crudo tritato grammi 100, burro grammi 50, sale e pepe, 1 cucchiaio di pomidoro, 1 bicchiere di brodo.

Menù
CENA
Minestre
Spaghetti con le acciughe
Risotto coi piselli
Pietanze
Fegato bovino alla contadina, fegato bovino alla montanara, fegato bovino al prezzemolo, .
Cervello di manzo al burro contornati da pomidoro al pangrattato.
Pomidoro colle uova, pomidoro ripieni di riso, carne e salsiccia.
Asparagi con le uova
Formaggi
Dei Pastori.
Frutta
Cocomero, popone (melone), pesche, pere.
Dolci
Fragoline di bosco al maraschino.
Biscottini.

Fegato bovino alla montanara
Fegato grammi 500, Albana secca, olio, strutto, farina, pangrattato, formaggio pecorino, sale e pepe.

Fegato bovino al prezzemolo
Tagliare il fegato a fette, cuocerlo in un tegame di terracota con burro, prezzemolo tritato, sugo di limone, sale e pepe.

Cervello di manzo al burro
Riporre in un tegame con burro e sugo di limone delle cervelle bovine lessate. Farle rosolare e servirle in tavola, spolverandole abbondantemente con formaggio parmigiano grattugiato. Sulle cervelle, durante la rosolatura, si possono versare uova sbattute.

 “Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.
Menù per SAN LORENZO
Artusi: Giugno - Nota pranzo I

Artusi: Luglio – Nota di pranzo I

“Poichè spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzati sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest’appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell’anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poichè, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta”

LUGLIO
Nota di pranzoI

Minestre in brodo. Bomboline di farina n. 24
Lesso.Pollastra ripiena n. 160
Umido. Sformato di zucchini n. 451, ripieno di rigaglie e di braciolina di vitella di latte.
Trasmesso. Soufflet di Luisetta n. 704
Arrosto. Vitella di latte con Insalata russa n. 454
Dolci. Biscotto alla sultana n. 574 – Gelatina di lampone in gelo n. 718
Frutta e formaggio. pesche, albicocche ed altre di stagione

Minestra di Bomboline di farina n. 24
Sono le bombe composte del n. 184 meno la mortadella; per eseguirle guardate quindi quella ricetta, la cui quantità può bastare per otto o dieci persone, tanto rigonfiano per uso di minestra, anche se le terrete piccole quanto una nocciola. Per gettarle in padella prendete su il composto col mestolo, e colla punta di un coltello da tavola, intinto nell’unto a bollore, distaccatelo a pezzettini rotondeggianti. Friggetele nel lardo vergine o nel burro, ponetele nella zuppiera, versateci sopra il brodo bollente e mandatele subito in tavola.
Per avvantaggiarvi, se avete un pranzo, potete fare il composto il giorno innanzi e friggere le bomboline la mattina dipoi; ma d’inverno non patiscono anche se stanno fritte per qualche giorno.
 
Sformato di zucchini n. 451
Zucchini, grammi 600.
Parmigiano, grammi 40.
Uova, n. 4.
Fate un battuto con un quarto di cipolla, sedano, carota e prezzemolo. Mettetelo al fuoco con olio e quando avrà preso colore versate gli zucchini tagliati a tocchetti conditi con sale e pepe. Allorché saranno rosolati tirateli a cottura con acqua, passateli asciutti dallo staccio ed aggiungete il parmigiano e le uova.
Fate una besciamella con grammi 60 di burro, due cucchiaiate di farina e 4 decilitri di latte. Mescolate ogni cosa insieme e, servendovi di uno stampo liscio e bucato, cuocetelo a bagno-maria. Sformatelo caldo, riempite il vuoto con un umido delicato e servitelo.
Questa dose potrà bastare per otto o dieci persone

Soufflet di Luisetta n. 704
Provatelo che ne vale la pena, anzi vi dirò che sarà giudicato squisito.
Latte, mezzo litro.
Zucchero, grammi 80.
Farina, grammi 70.
Burro, grammi 50.
Mandorle dolci, grammi 30.
Uova, n. 3.
Odore di zucchero vanigliato.
Sbucciate le mandorle, asciugatele e pestatele fini fini con una cucchiaiata del detto zucchero.
Fate una besciamella col burro, la farina e il latte versato caldo. Prima di levarla dal fuoco aggiungete le mandorle, lo zucchero e l’odore. Diaccia che sia uniteci le uova, prima i rossi e poi le chiare montate. Ungete col burro un vassoio che regga al fuoco, versateci il composto e terminate di cuocerlo al forno da campagna. Potrà bastare per cinque o sei persone.

Biscotto alla sultana n. 574
Il nome è ampolloso, ma non del tutto demeritato.
Zucchero in polvere, grammi 150.
Farina di grano, grammi 100.
Farina di patate, grammi 50.
Uva sultanina, grammi 80.
Candito, grammi 20.
Uova, n. 5.
Odore di scorza di limone.
Rhum o cognac, due cucchiaiate.
Ponete prima al fuoco l’uva e il candito tagliato della grandezza dei semi di cocomero con tanto cognac o rhum quanto basta a coprirli; quando questo bolle, accendetelo e lasciatelo bruciare fuori del fuoco finché il liquore sia consumato; poi levate questa roba e mettetela ad asciugare fra le pieghe di un tovagliolo. Fatta tale operazione, lavorate ben bene con un mestolo per mezz’ora lo zucchero e i rossi d’uovo ove avrete posta la raschiatura di limone. Montate sode le chiare colla frusta, e versatele nel composto; indi aggiungete le due farine facendole cadere da un vagliettino e in pari tempo mescolate adagio adagio perché si amalgami il tutto, senza tormentarlo troppo. Aggiungete per ultimo l’uva, il candito e le due cucchiaiate di rhum o di cognac menzionate e versate il miscuglio in uno stampo liscio o in una casseruola che diano al dolce una forma alta e rotonda. Ungete lo stampo col burro e spolverizzatelo di zucchero a velo e farina, avvertendo di metterlo subito in forno onde evitare che l’uva e il candito precipitino al fondo. Se ciò avviene, un’altra volta lasciate indietro una chiara. Si serve freddo.

 Artusi: Luglio – Nota pranzo II

 

Galateo: Secondo matrimonio Pranzo nozze: suggerimenti menù Galateo

Pranzo di nozze: suggerimenti e menù – Galateo di Donna Letizia

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IL PRANZO DI NOZZE
Prima di parlare del pranzo vero e proprio, vediamo come disporre gli invitati, senza fare torto a nessuno, e scegliamo tra le due soluzioni:
Tavolini separati e tavolo centrale per gli sposi e i testimoni;
Grande tavolata a ferro di cavallo, con al centro gli sposi.

  • Tavolini separati per quattro persone (due uomini due donne): disporrete i posti in modo che gli invitati si conoscano tra loro e possano quindi scambiare una conversazione piacevole. Dividete le coppie di sposi: non dividete fidanzati. Mettete la gioventù con la gioventù. Non mettete allo stesso tavolo dirigenti e dipendenti, nel caso invitate colleghi di ufficio. Se sapete che la signora Rossi è maledettamente gelodel marito, non mettete il signor Rossi accanto alla più bella donna della compagnia, sistematelo vicino a una signora più matura e importante, meno pericolosa. Il tavolo degli sposi, disposto logicalmente dove tutti li possano vedere, dovrà essere composto da: sposi, testimoni e rispettive mogli, madrina, genitori di lei e di lui, e gli invitati più degni di riguardo. Il tavolo degli sposi sarà sempre servito per primo, ma abbiate cura di provvedere che tutti gli altri siano serviti contemporaneamente per evitare scompensi di servizio e fare in modo che al momento del taglio della torta, metà della sala non sia ancora alle prese con l’antipasto. Il servizio sia quindi accuratissimo e solerte: dovrà esserci sempre da bere per tutti, vini e acque minerali.
  • Tavolata forma di ferro di cavallo. Si procederà per l’assegnazione dei posti, dal centro della tavola. La sposa siederà a destra dello sposo, poi dall’alto della sposa, il padre dello sposo, la madrina (o la nonna), il padre della sposa, una parente, un testimone, e poi via via calando a seconda dell’importante degli invitati. Dal lato dello sposo siederà la madre della sposa, il testimone della sposa, la madre dello sposo, un testimone, una parente, un altro testimone, e poi via via come sopra. Nel servizio, i camerieri serviranno prima gli sposi, poi mentre procederanno verso l’esterno, altri due dall’esterno procederanno verso il centro. Lo champagne verrà sturato e servito da più camerieri contemporaneamente, e si attenderà a brindare che tutti siano stati serviti.

Mirto per amore
Se volete addobbare la tavola degli sposi, cercate dei ramoscelli di mirto. Questa pianta per secoli è stata considerata un simbolo d’amore. In Gran Bretagna venne introdotta nel XIX secolo una deliziosa tradizione, quando il principe Albero, futuro marito della regina Vittoria, aggiunse un ramoscello di mirto al bouquet della sposa. Il ramo venne poi piantato e attecchì. Da allora, tutte le spose, della casa reale inglese adottarono la consuetudine di staccare un ramoscello da quella pianta per aggiungerlo al proprio bouquet.

Vediamo ora qualche menù-base per pranzo di nozze.

1° menu

  • Antipasto misto con le, salmone e caviale;
  • Primo piatto che potrà essere costituito da ravioli in brodo, o un risotto di funghi;
  • Un entremets di verdure;
  • Arrosto o roast-beef, o pollo con preparazione speciale; contorno di insalata e altre due verdure di stagione;
  • Piatto di formaggi assortiti;
  • Macedonia con gelato;
  • Torta di nozze.

Vini: vino bianco secco di bottiglia, Tocai o Soave; vino rosso o rosato-grigio tipo Merlot o Marzemino con gli arrosti; Champagne dal dolce poi; caffè e liquori.

2° menù

  • Coppe di scampi o aragosta all’americana;
  • Un brodo ottimo in tazza con guarnizioni;
  • Entemets di verdure o flan di verdura;
  • Manzo brasato o petti di pollo alla crema, con due verdure di stagione e insalata mista;
  • Formaggi assortiti;
  • Torta di nozze

Vini: vino bianco secco del Reno, con il pesce; vino rosso ambrato, tipo Borgogna o Barolo vecchio, con le carni; dal dolce poi, champagne; caffè e liquori.

3° menù

  • Ravioli alla panna;
  • Trotelle con patate al vapore;
  • Fette di punta di vitello al forno o di arrosto magro con contorno di insalata e due verdure di stagione;
  • Formaggi;donna letizia libri
  • Macedonia d fruttai;
  • Torta di nozze.

Vini:vino bianco secco del Reno o Soave con i primi due piatti; Merlot rosso fino alla macedonia; Champagne con la torta di nozze; caffè e liquori.

Si intende che i nostri sono semplici suggerimenti. Ogni ristorante o albergo ha dei menus base, proprio per pranzi di nozze, che variano ovviamente di prezzo, a seconda dell’importanza. Comunque vi ricordiamo che non è necessario dar tanto da mangiare agli ospiti, quanto curare al massimo la qualità, la presentazione, la raffinatezza dei piatti.

Pranzo nozze: suggerimenti menù Galateo

Le bomboniere le puoi ordinare a:
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“Wedding cake -18August2008” di Ferris – originally posted to Flickr as _MG_5690.jpg. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wedding_cake_-18August2008.jpg#/media/File:Wedding_cake_-18August2008.jpg
PRANZO NOZZE rustico tradizionale pic_noor_alan_7

Pranzo di nozze rustico e tradizionale

http://thebespokeweddingco.com/

Un’aria rustica da festa all’aperto, ma il menù èraffinato e dei piccoli stampini di riso danno equilibrio al rustico salame caserecce un dolce squisito all’amaretto è tutto bianco e oro. Questo pranzo nuziale appartiene alla tradizione pugliese.

Menù

Fave e salame
Agnello brasaro con riso e animelle
Riso con animelle di agnello
Insalata fiorita
Dolce all’amaretto

Insalata fiorita
Secondo il numero di commensali prendete in parti uguali cetrioli, puntine di asparagi lessati al dente; fagiolini lessati tagliati a losanghe, cimette di cavolfiore lessate, lattuga e crescione tagliati a striscioline sottili.
Per condire:
maionese mescolata con un po’ di panna e qualche fogliolina di dragoncello e cerfoglio tritati.
Per decorare:
qualche ravanello e qualche fiorellino di capuccina e nasturzio.
Mettete nell’insalatiera i cetrioli, gli asparagi, i fagionlini, il cavolfiore, condite con la maionese alla crema, coprite con la lattuga ed il crescione affettati, decorate tutt’intorno il bordo con fettine di ravanello ed il centro con fiorellini gialli e rossi.

Dolce all’amaretto
Un dolce facile e squisito, fresco e delicato per chiudere in bellezza una occasione felice.
Ingredienti per 6 persone
400 gr. di panna, 100 gr. di zucchero, 15 amaretti, 1 bicchierino di liquore di amaretto, 100 gr. di mandorle spellate e leggermente tostate.
Preparazione
Montate bene la panna con lo zuccchero e mescolatevi 7 amaretti sbriciolati. Versate il composto in uno stampo da plum-cake, copritelo con un foglio di alluminio e passatelo nel freezer. Quando la panna si sarà ben solidificata, sformatela in una terrina, rompetela a pezzi, unite il liquore e le mandorle sfilettate, mescolate ed amalgamate bene e rimettete il composto nello stampo (che avrete lavato ed asciugato), coprite e rimettete in freezer. Appena il dolce si sarà ben solidificato, rovesciate lo stampo sul piatto di portata. Avvolgetelo con un panno bagnato nell’acqua calda e ben strizzato fino a quando non si staccherà. Cospargete ora la superficie con il resto degli amaretti polverizzati, facendo in modo che vi aderiscano. Decorate con amaretti e nadorle spellate secondo la vostra fantasia.
Vino Spumante

  La Buona Tavola 1982

Mirto per amore
Se volete addobbare la tavola degli sposi, cercate dei ramoscelli di mirto. Questa pianta per secoli è stata considerata un simbolo d’amore. In Gran Bretagna venne introdotta nel XIX secolo una deliziosa tradizione, quando il principe Albero, futuro marito della regina Vittoria, aggiunse un ramoscello di mirto al bouquet della sposa. Il ramo venne poi piantato e attecchì. Da allora, tutte le spose, della casa reale inglese adottarono la consuetudine di staccare un ramoscello da quella pianta per aggiungerlo al proprio bouquet.

Le bomboniere le puoi ordinare a:
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PRANZO NOZZE rustico tradizionale