Frittata di cavolfiore alla maniera di Artusi

Frittata di cavolfiore alla maniera di Artusi

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Pellegrino Artusi (1820-1911) è stato uno scrittore, gastronomo e critico letterario italiano; fu autore di un notissimo libro di cucina, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Di particolare interesse è una testimonianza dello stesso Artusi riguardo ad una sua disavventura avvenuta durante la stagione dei bagni a Livorno, nel 1855, quando lo stesso gastronomo entrò a diretto contatto con il colera, la malattia infettiva che in quegli anni mieteva molte vittime in Italia.
Giunto a Livorno, Artusi si recò in una trattoria per cenare. Dopo avere consumato il minestrone, decise di prendere alloggio presso la palazzina di un certo Domenici in piazza del Voltone. Come Artusi testimonia, passò la notte in preda a forti dolori di stomaco e diede la colpa per questi ultimi al minestrone. Il giorno dopo, di ritorno a Firenze, gli giunse la notizia che Livorno era stata colpita dal colera e che il Domenici ne era caduto vittima. Fu allora che comprese chiaramente la situazione: non era stato il minestrone, ma i primi sintomi della malattia infettiva a procurargli i forti dolori intestinali.
L’episodio convinse l’Artusi a scrivere una personale e celebre ricetta del minestrone. […]

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Per fare questa frittata di un erbaggio de’ più insipidi, com’è il cavolfiore, è necessario, onde renderla grata al gusto, ve ne indichi le dosi.cavolfiore

Cavolfiore lessato, privo delle foglie e del gambo, gr 300.
Burro, grammi 60.
Parmigiano grattato, due cucchiaiate ben colme.
Olio, una cucchiaiata.
Uova, n. 6.

Tritate minuto il cavolfiore e mettetelo in padella col burro e l’olio, condendolo con sale e pepe. Sbattete le uova col parmigiano, salatele e versatele sopra il cavolo quando avrà ritirato l’unto. Tenete sottile la frittata, per non rivoltarla, e se la padella è piccola fatene piuttosto due.

  • Frittata di fagiolini in erbafrittata fagiolini (5)
  • Le frittate si possono servire come antipasto o come secondo piatto, ma non in un’occasione importante. Quasi tutte sono buone sia calde che tiepide o fredde. Servitele intere o affettate o, fredde e come antipasto, tagliate a grossi dadi.
Frittata di cavolfiore alla maniera di Artusi
umbria torta testo

la Torta al testo Umbra

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La torta al testo, conosciuta anche come crescia o ciaccia è tipica della gastronomia umbra. Si compone di un impasto di acqua, farina, bicarbonato e sale, a cui viene data forma piatta e rotonda. La cottura avviene su di un piano in ghisa detto testo.
La torta al testo ha origini antichissime. Nasce come alternativa non lievitata al pane tradizionale. Ne esistevano due varianti: quella di grano, più popolare, e quella di granoturco, utilizzata dalle famiglie benestanti.

Il piano di cottura, un disco dello spessore di circa 3 cm, è chiamato testo dal latino ‘testum’, ovvero la tegola in laterizio sulla quale, nella Roma antica, venivano cotte le focacce. Originariamente si fabbricava in casa scolpendo grosse pietre refrattarie oppure modellando un impasto di argilla e ghiaia finissima, mentre oggi è possibile acquistarlo in ghisa o cemento. 

Ingredienti
Farina 0, sale, olio d’oliva, acqua q.b.

Preparazione
Setacciare la farina. Aggiungere il sale, l’olio d’oliva, l’ acqua ed amalgamare fino ad ottenere un impasto ben omogeneo e morbido. Lasciare riposare per un 15 minuti circa. Scaldare il “testo” sul fuoco (avrà raggiunto la giusta temperatura quando versandovi un pizzico di farina, questa tosterà senza annerire); oppure preriscaldare una padella antiaderente. Con il mattarello stendere l’impasto in un disco alto un dito e del diametro della spanna di una mano. Metterlo sul testo, bucherellarlo con i rebbi della forchetta e cuocerlo per venti minuti a fuoco lento, girandolo ogni tanto. Tagliare la “torta al testo” a spicchi e farcire a piacere con stracchino e rucola, o salsicce e verdura, o prosciutto e formaggio.
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Vino
Vino Bianco Fermo, robusto.
Umbria:Torta al testo
Gubbio (Pg)
Il territorio del comprensorio turistico è collocato nell’area nord-orientale dell’Umbria, al confine con le Marche (est). Zona prevalentemente montuosa, delimitata ad est dalla catena appenninica e ad ovest dalla valle del Tevere, è ricca di bellezze naturali e tesori d’arte dove storia, cultura e paesaggio convivono in una simbiosi armonica. Accanto a centri storici di straordinaria bellezza e suggestione che conservano testimonianze eccellenti dell’epoca medievale, offre una natura con ambienti incontaminati e produzioni artigianali artistiche che testimoniano la maestria secolare di una consolidata abilità.

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Salmone in crosta di sale

Salmone in crosta di sale

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Ill salmone, è un pesce d’acqua dolce e marina tipico dei mari temperati e freddi del nord Atlantico. Si tratta di un predatore che in mare si ciba principalmente di pesci, di crostacei e di cefalopodi. I giovanili in acqua dolce catturano insetti, crostacei, molluschi e pesci. Durante la risalita dei fiumi smette di nutrirsi
 Ingredienti e dosi

1 trancio di salmone (lato coda perchè non ci sono le spine sottili), 2 bicchieri di farina 0, 3 bicchieri di sale fino, 2 spicchi d’aglio,acqua qb, 2 rametti di rosmarino, insaporitore per pesce.

Preparazione

Praticare un taglio nel dorso del trancio dove inserire gli odori.
Avvolgerlo in foglio di alluminio perchè il sale non vada a contatto con il pesce.In una teglia, di proporzioni adeguate per far in modo che non si disperda il sale, preparare un letto di sale di 1 cm di spessore. Adagiarvi il pesce e ricoprirlo con un composto di farina, sale e acqua.

.salmone crosta sale (2)              salmone crosta sale (4)

Infornare a 180 gradi per un’ora. Una volta sfornato, porre su un tagliere e con l’aiuto di un mazzuolo e di un grosso coltello aprire delicatamente l’involucro. Servire accompagnato da patate al forno

Vino

Orvieto Classico Superiore (Umbria), Etna rosato Superiore (Sicilia), Pinot bianco (Trentino), Riesling (Trentino).

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Salmone in crosta di sale
Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura SENZA forno: Presepi

Decorazioni natalizie in Pasta al sale con asciugatura SENZA forno: Presepi

Con acqua, farina e sale si ottiene un impasto facilmente manipolabile e di poco costo. L’abbondante quantità di sale usata, nella ricetta classica è pari a quella della farina, assicura una buona conservazione del modello. Nel passato il sale veniva usato anche per proteggere gli oggetti da topi e insetti. Con la pasta al sale i poveri creavano gli addobbi per l’abete natalizio. Quest’arte, conosciuta soprattutto in Germania (salzteig), si è sviluppata anche in Italia. Con un po’ di esperienza si ottengono ottimi risultati e si costruiscono: animaletti, trecce, bomboniere, si confezionano regali creativi….
Dal principio potrà sembrare un po’ difficile, ma come in ogni attività manuale, la pratica consente di raggiungere la perfezione.

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Ricetta senza cottura in forno

Per ottenere un impasto sempre più liscio, che non risenta dell’influenza dell’umidità, chiunque lavori con la pasta al sale avrà cercato di variare le dosidel sale ed inserire altre componenti: colle, farine di granoo fecola, collanti, caolino…
Con la ricetta qui di seguito, si ottiene un impasto che non ha bisogno di essere cotto. L’oggetto ottenuto non risente dell’umidità , non si rompe dadendo, la superficie è perfettamente liscia e trasparente. Può esssere lavorato in spessori sottilissimi.

Occorrente

  • 1 tazza di maizena
  • 1 tazza di colla vinilica
  • 1 cucchiaio da tqaavola di olio di vasellina.
  • 1 cucchiaio di succo di limone

Preparazione

  1. Versate le dosi indicate in una pentola antiaderente e mescolate l’impasto su foco moderato fino a che il prodotto aderisce alle pareti senza attaccarsi.
  2. Aspettate che si raffreddi lentamente e manipolate la pasta fino a che non vi siano grumi e si stacchi facilmente dalle mani.
  3. Colorate l’impasto con i colori tempera oppure dipingete il modello dopo l’asciugatura

Gli oggetti realizzati con questo materiale non hanno bisogno di essere cotti al forno, è sufficiente lasciarli asciiugare per 48 ore circa.
La pasta di sale può essere conservata se ben chiusa in sacchetti di plastica o di cellophane. È fondamentale che l’impasto fresco non entri in contatto con l’aria o tenderà ad essiccarsi in breve tempo. In generale è consigliabile usare tutto l’impasto realizzato, poiché col tempo esso tende a perdere le proprie caratteristiche di malleabilità.

Creare donna, Demetra 1997
Angioletti, stelle… tante idee per decorare l’abete: per appenderli occorre inserire un asola in fil di ferro sul retro dell’oggetto.
natale libri decori
Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura SENZA forno: Presepi