Uova tonnate alla maniera di Petronilla

Uova tonnate alla maniera di Petronilla

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 – Quaresima –

Se, in questa, che è la stagione delle uova (delle uova sempre fresche e sempre a buon mercato), voleste qualche giorno presentarne in tavola un piatto in forma un po’… non usuale, e un piatto che sarà, anche, di stretto magro e assai adatto, quindi, in questi giorni di Quaresima magra… seguite il mio consiglio e fate le uova tonnate.
Come? Il modo semplice, economico e spiccio di prepararle, eccolo qua:

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Siete in quattro in famiglia? Cucinate allora 6 uova sode (7 minuti di bollitura); raffreddatele subito in acqua, e sgusciatele.
Tagliatele a mezzo, per traverso, e toglietene I 12 mezzi tuorli, lasciando possibilmente intatti gli orli dei buchi rotondi.Ai 12 mezzi albumi sodi, tagliate le punte, in modo che possiate così disporli, tutti dritti e ravvicinati, sul piatto di portata. Tritate finissimamente ½ etto di tonno, un pizzichino di prezzemolo, 6 capperi ed una acciuga senza spina, e raschiata.

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Passate per setaccio assieme ai tuorli e ad un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Mescolate per bene e impastate con quel goccio d’olio (attente a non abbondare troppo) che sarà necessario a farne una pasta. Lavatevi le mani; asciugatele; e, aiutandovi con le vostre pulitissime dita, fabbricate, con quella tal pasta, 12 tuorli sferici, completi, e che riusciranno leggermente verdolini. Nel buco di ciascun mezzo uovo mettete uno di questi vostri tuorli che così sporgerà per una buona metà.

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.Con il cucchiaio di legno battete e ribattete, in una scodella, un tuorlo. Aggiungete prima, a poco a poco, (e sempre mescolando) il succo di un limone e poscia, uno alla volta (e sempre mescolando e sempre nello stesso senso), 12 cucchiai d’olio. Avrete così una gialla salsa maionese con la quale, dopo avervi aggiunta una presina di sale, coprirete le vostre tonnate. 

Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Uova tonnate alla maniera di Petronilla

 

 


Spinaci con uova Quaresima Petronilla

Spinaci con uova per Quaresima alla maniera di Petronilla

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« Ora ch’è tornata l’abbondanza delle uova…; ora che gli spinaci non sono ancora spariti tutti dai mercati…; ora, soprattutto, che da ogni pulpito si predica « niente carne»; ora… eccomi ad insegnarvi uno dei miei piatti; un piatto, cioè, spiccio a fare, di poca spesa, assai prelibato, veramente sano, e persino di bella… prestanza!

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Comperate 1 kg. e 1/2 di spinaci (qualora siate 6 in famiglia); toglietene i grossi gambi; lavateli; rilavateli; lavateli ancora (son sempre sì sporchi di terra quei benedetti spinaci!); metteteli in una pignatta vuota; incoperchiatela, ponetela sul fuoco; toglietela quando gli spinaci saranno cotti.
Friggete nel burro (o nell’olio) 6-8-10 fettine di pane, possibilmente da crostoni, e che con il vostro estro artistico avrete tagliate in modo da dar loro… un aspetto decorativo.

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Con le vostre mani spremete gli spinaci (ormai intiepiditi) per toglier loro parecchia della loro abbondante acqua; metteteli in una casseruola; aggiungete un cucchiaio colmo di burro e un pizzico di sale; fate soffriggere lentamente. Con la forchetta, battete in una scodella 4 uova intiere; aggiungete 3 cucchiai di parmigiano trito e (se potete averla) qualche foglia di maggiorana sminuzzata.

Unite questo battuto agli spinaci ormai soffritti, ma dopo di aver, però, un po’ abbassato il fuoco; rimestate in gran fretta; dopo non più di 2-3 minuti versate gli spinaci nel mezzo del piatto di portata che avrete già inghirlandato con le artistiche fette di pane arrostite; servite il vostro piatto caldo; e lo troverete ben degno della Quaresima e della Primavera. »

Petronilla, chi era?Artusi: Giugno - Nota pranzo I

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  Spinaci con uova Quaresima Petronilla

 

… e Risotto « maritato » alla maniera di Petronilla

… e Risotto « maritato » alla maniera di Petronilla

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Con gli avanzi, potete anche ammannire un piatto di risotto « maritato », mettendo a fuoco, in un tegame, un po’ di burro con un pizzico di sale, aggiungendo il risotto tosto che il burro sarà « dorato »; mescolando in fretta fino a che il riso sarà diventato ben secco e croccante; scavando allora nel mezzo, con il cucchiaio, un buco che raggiunga il fondo del tegame; versando, dentro al buco un uovo che, con quel caldo e in quel po’ di burro che vi troverà, subito si cucinerà; rivoltando là, nel buco, l’uovo con il cucchiaio e servendo infine, al più… golosone o mangione della famiglia la sopraffina coppia: uovo e risotto!

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Se nemmeno questo piatto lo aveste mai fatto, ricordatevene alla prima occcasione e sentirete… e anche di questo poi mi direte…

Ricette di Petronilla 1938

Vino

Bonarda (Lombardia), Lambrusco (Emilia), Sangiovese (Romagna), Etna superiore rosato (Sicilia).

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… e Risotto « maritato » alla maniera di Petronilla
Crema fritta Petronilla

Crema fritta alla maniera di Petronilla

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Poco fa, entro nella bottega del fornaio, e chi vi trovo? La Damia, la vecchia mia amica, che sta comperando dei rombi di crema, di quella tal crema che prima s’indora e poi si frigge nel burro o nell’olio. Nel veder la Damia far l’acquisto, io le faccio gli occhiacci; dimeno la testa; le parlo persino pian piano; ma… la Damia, insensibile e sorda, compera; paga; e infine, esce con me. “La crema dolce la compero (tosto mi dice, accennando al pacchetto) perchè io non so farla; perchè a noi piace tanto; e infine perchè (hai visto tu pure) costa così poco!”.
Tutto il mio istinto casalingo e cucinario allora si desta, prorompe, e scatta: “Per questo tu comperi la crema? Nulla sai, dunque, di saggia economia, e di genuini ingredienti, e di saporiti cibi? Della crema ti scrivo subito la ricetta; e tu leggila; e conservala e fanne tesoro; e, d’ora innanzi, prepara sempre tu stessa la crema; e vedrai come, fatta da te, ancor meno ti costi; poco tempo ti rubi; e riesca ancor più squisita!”
***
Così, per la Damia, ho scritto la ricetta: “Metti, in una casseruola, un uovo, un etto di farina bianca e un goccio di latte. Stempera col cucchiaio di legno e aggiungi, a poco a poco, e sempre mescolando, altro latte (a questo scopo ne avrai comperato mezzo litro). Quando il tutto sarà per bene almagamato, metti a fuoco la casseruola e, mescolando, cucina per circa dieci minuti, fino a che la crema si sarà per bene addensata. Togli dal fuoco la casseruola e unisci subito un rosso d’uovo (metti da parte l’albume), un cucchiaio colmo di zucchero e un po’ di scorza di limone raschiata.
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Mescola con energia; versa la crema sul tavolo di marmo, o su larghi piatti, bagnati; stendila col coltello in modo da farne uno strato uniforme e alto un centimetro circa; lasciala raffreddare; tagliala a rombi o in quadrati larghi 3 dita; passali nella farina bianca; poi in un uovo intero battuto insieme a quell’albume messo da parte; e infine nel pane grattugiato. Poco prima del pranzo, in una casseruola, riscalda a bollore dell’olio. Friggivi 3 creme alla volta. Scolale per bene; e disponile, di mano in mano, nel piatto ricoperto da una salvietta. Inzucchera e… … e mi saprai poi dire, cara Damia, e mi saprete voi pure dire (qualora abbiate la stessa abitudine dell’amica mia) se la crema da friggere sia meglio comperarla o farla noi stesse, nella nostra padella, e sul nostro fornello.
Ricette di Petronilla 1939
La presentazione dei dolcetti fritti
  • Fritti leggeri e voluminosi come cenci e frappe si servono in grandi vassoi dove formano una bella cupola. A parte si presenterà altro zucchero vanigliato nello spargizucchero.
  • Castagnole e frittelline si servono in vassoi piccoli, coperti con un tovagliolino o un disco di carta pizzettata.
Enciclopedia della donna 1965

Petronilla, chi era? Ricette della Petronilla libri

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Crema fritta Petronilla
Omelette ai funghi

Omelette ai funghi

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Ingredienti e dosi per 6 persone
6 uova, burro, formaggio grattugiato, un cucchiaino di fecola di patate, 1 cucchiaio di latte, besciamella piuttosto soda, 400 gr. di funghi freschi, prezzemolo tritato, mezzo spicchio di aglio, olio, sale e pepe.
.Tempo di preparazione: 10 minuti circa – Tempo di cottura: 50 minuti
Preparazione
In una terrina battete le uova condite con sale e pepe; quindi unite il formaggio e la fecola sciolta con il latte, amalgamando bene il tutto. In una padella di grandezza adeguata fate sciogliere del burro; versatevi 2 o 3 cucchiai del composto facendone delle frittatine sottili (dalla consistenza “bavosa”) che, una volta pronte, ammucchierete su un piatto caldo. Nel frattempo avrete messo a trifolare in una teglia i funghi con olio, aglio e prezzemolo (i funghi grossi dovranno essere taglliati e i piccoli lasciati interi). Dopo aver preparato una besciamella piuttosto soda, aggiungeteci i funghi amalgamando bene. Ponete questo composto su ciascuna delle frittatine e arrotolatele. Mettete le frittatine ripiene sul piatto di portata e guarnitele con altra besciamella.
Enciclopedia della donna 1978
 Omelette ai funghi

  • L’omelette è un piatto nato in Francia nel XVI secolo, anche se le prime versioni sono risalenti al 1300.  È a base di uova rapidamente cotte con burro e olio in una padella. È di uso comune piegare l’omelette intorno ad un ripieno che può essere composto da formaggio, erba cipollina, verdura o carne, soprattutto prosciutto.Talvolta, per ottenere una consistenza soffice dell’omelette, vengono impiegati solo gli albumi delle uova, sbattuti con una piccola quantità di latte. In questo modo vengono rimossi il grasso e il colesterolo del tuorlo.  Spesso l’omelette viene confusa con la frittata. La differenza è che l’omelette viene cotta solo da una parte e poi viene ripiegata.
  • La frittata è un piatto di origine italiana il cui principale elemento sono le uova, simile alla francese omelette. Viene cotta da entrambi i lati e a seconda degli ingredienti, aggiunti durante o al termine della cottura, può essere consumata come secondo piatto, contorno o come dessert. L’omelette, con la quale venne confusa all’estero fino alla metà degli anni cinquanta,invece non viene girata durante la cottura e viene servita piegata in due, eventualmente farcita con altri ingredienti.
By cyclonebill (Omelet med ristede svampe og grøn salat) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons
Rotolo cotechino Petronilla

Rotolo con cotechino alla maniera di Petronilla

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Niente di straordinario, niente di eccezionale, nel piattino che oggi voglio insegnarvi; ma quando, seguendo il mio consiglio, lo avrete preparato, anche voi potrete vedere e constatare com’esso sia un piatto… dal bell’aspetto, dal profumo molto promettente, assai appetitoso, abbastanza nuovo, lesto a fare e, per di più, poco costoso!

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Allorchè vorrete far la prova… comperate 1 kg. di polpa di vitello e, fidandovi più dell’abilità… preparatoria del macellaio, che della vostra, fate da lui tagliare, aprire, battere e spianare quella polpa in un foglio molto sottile. comperate anche un piccolissimo cotechino (del peso di circa 3 etti) ma comperatelo di primissima qualità, di quelli composti con carne assai finemente tritata, di quelli di forma rotondeggiante, possibilmente insomma di quelli che nel Veneto vengono chiamati bondole¹.

Comperate pure 3 uova, cucinatele sode e sgusciatele. Ecco così pronto il necessario per ammannire il piatto. Stendete sull’asse il foglio di carne. Con un colpo di coltello aprite il cotechino; toglietene tutta la polpa; spargetela sulla carne, uniformemente lasciandone libero, tutto all’ingiro, gli orli, per un’altezza di circa due dita. Disponete nel mezzo le 3 uova sode in stretta fila.

Avvoltolate su se stesso, e con il suo contenuto, il foglio di carne; ma delicatamente e stando ben attente di non scomporre la… doppia disposizione interna. Legate stretto quasi fosse un salame e stringete anche forte, con 2 lacci, le estremità. Mettete il rotolo in casseruola con poco burro e parecchio olio crudi; spargete sulla superficie poco sale (convien ricordare come la carne insaccata sia sempre salata) e qualche foglia di salvia. Ponete la casseruola prima a fuoco basso e coperchiata; poscia a fuoco alto e coperchiata; e fate così cucinar l’arrosto non scordando di rivoltarlo, di tanto in tanto.

Allorchè il rotolo sarà leggermente bruciacchiato su tutta la superficie, anche il piatto sarà fatto, e non vi mancherà che di levare tutti i lacci, di affettarlo, di disporre per bene le fette tutte variegate sul piatto, e di portare questo in tavola insieme ad una insalatiera colma di insalatina fresca. Non vi ho detto? Bello l’aspetto; promettente il profumo; appetitoso il sapore; nuova la trovata; lesto a fare; e… lieve la spesa giacchè… se con saggia furberia, sottili saran tagliate le fettine… il piatto servirà certamente per più di un pasto.

¹Il piatto più esclusivo del Polesine è la “bondola”, insaccato d’antica tradizione, preparato con carne di suino, carne di manzo e lingua salmistrata accompagnato possibilmente con il robusto Cabernet delle vigne locali. giornale.ilsettimosenso.com

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Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

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Cos’é la Bondola Sagra della bondola
Risultati immagini per bondolaRotolo cotechino Petronilla
6 Mani di Fata” del 1939

Riviste femminili d’epoca: Ricette di cucina da “Mani di Fata” 1939

Rivista di ricamo, uncinetto e maglia, rubriche di cucina, bambini, casa.
La Casa Editrice MANI DI FATA. Nota a chiunque ami “fare” il ricamo, la maglia, l’uncinetto e altre tecniche di merletto, Mani di Fata viene fondata nel 1925 dalla famiglia Canetta e diventa, nel tempo, una delle più famose case editrici del settore. Oltre a offrire gli spunti più originali nel campo dei lavori femminili, propone anche la vendita di prodotti di ottima qualità, come tessuti, cotoni, disegni, tele disegnate, articoli di merceria e anche capi realizzati a mano.

Riviste femminili d'epoca Mani di Fata del 1939...Riviste femminili d'epoca Mani di Fata del 1939....Riviste femminili d'epoca Mani di Fata del 1939...

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1 luglio 1939

  • La buona tavola
  • Uova sode intere fritte nel burro
  • Uova sode al forno
  • Uova all’ italiana
  • Uova ricoperte
  • Pomodori ripieni di uova sode
  • Il dolce della Domenica: Bignette
Riviste femminili d'epoca Mani di Fata del 1939 .Riviste femminili d'epoca Mani di Fata del 1939Riviste femminili d'epoca Mani di Fata del 1939,.
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 UNIVERSO DONNA

Alle origini delle riviste femminili

(Silvia Cutuli) – Nel corso della seconda metà dell’800, una folla di donne autentiche pioniere del giornalismo, ha condotto una vera battaglia privata e pubblica a colpi di penna. Lo scenario è quello dell’Italia che cambia, diventando un Paese democratico ed industriale. Il Risorgimento culturale e artistico coincide con il cammino dell’universo femminile verso l’emancipazione ed affermazione personale e di tutte. La rivista “La Donna” è uno degli esempi più importanti dell’orientamento femminista nascente, già per il fatto di essere redatto da sole donne. Dalle sue pagine, Gualberta Beccari, parla dei doveri e dei diritti della “nuova donna italiana”. [segue…controluce.it]

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Uova al tegamino, dolce pasquale Petronilla finte pesche

Finte uova al tegamino, dolce pasquale alla maniera di Petronilla

 Finte uova al tegamino
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Non è vecchia usanza familiare, quella di mangiare ova, ova, ed ova, nel giorno della Pasqua?

Ebbene; se al giungere della grande festa di primavera, preparerete le tradizionali ova sode, rosse, e con il loro indispensabile contorno di novella insalatina, vi consiglio di preparare ova anche per il piatto dolce pasquale.
.Ma ova non già celate in creme, in pasticcini, in torte ed in bodini (ova cioè che non si vedono affatto); ma bensì ova ben manifeste; ova che sian lì a vedersi; ova, anzi, dall’apparenza stessa di quelle cucinate al burro, dentro al tegamino. Vi assicuro che dolce più pasquale di questo (che ora vi insegnerò a preparare) non potrebbe uscire nemmeno dalla più fantasiosa mente di una cuoca di grido; sebbene… Sebbene le ova… mie non celeranno in sè stesse, di ova vere nemmeno un briciolino.
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In quanti sarete festeggiare la Santa Pasqua? Allineate, sul vassoio, altrettante coppe da sciampagna, o altrettanti piattini un po’ fondi, di vetro (meglio), oppure di porcellana. Comperate dal lattaio lattemiele (panna montata¹) o – se ricordando il vecchio adagio «chi fa da sé fa per tre» voleste voi stesse tutto fare… Comperate mezzo, oppure un quarto di litro, a seconda del numero dei commensali, di panna; versatela in un’insalatiera capace; portate l’ insalatiera nell’ambiente più freddo della casa (o all’aperto); qualora non possediate l’apposito istrumento di filo di ferro, legate stretto, ad un estremo, un fascetto di fuscelli lavati; e con l’istrumento o con il fascetto sbattete la panna; sbattetela per bene; e innalzando sempre alto lo… sbattitore, fino a che la panna si sarà tramutata in soffice lattemiele. Unite uno (oppure mezzo) cucchiaio di zucchero, e date l’ultima sbattuta.

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Pesche sciroppate

Avrete comperata una scatola di mezze albicocche o di mezze pesche gialle sciroppate; apritela; toglietene tanti di quei mezzi frutti, quante saranno le coppe preparate. Versate, in ogni coppa, due cucchiai del dolce lattemiele; nel mezzo del lattemiele disponete una mezza albicocca od una mezza pesca gialla con la parte convessa verso l’alto e che, leggermente affondando fra il lattemiele bianco, assumerà tutto l’aspetto di un giallo smagliante torlo appena cucinato, fra il biancore del suo albume ancora schiumante. Spolverate con pochissimo cacao che darà l’illusione di quel pizzichino di pepe che su ova al burro non può mancare mai.
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Vi assicuro che quando, al finire del pranzo pasquale, ognuno si vedrà porgere innanzi quell’… ovo al burro, non potrà a meno di sorridere alla geniale trovata. No; un dolce più pasquale di questo qua non potrebbe uscire nemmeno dalla fantasiosa mente di una cuoca di grido!

  • ¹(…A proposito di panna voglio ora dire a quelle, specialmente di province lontane, che mi hanno chiesto, e mi chiedono stupite, cosa sia questa panna che io nomino spesso e che esse non conoscono affatto…: la panna è la parte più grassa del latte; è quella che, lentamente, si porta alla superficie del latte quando, appena munto, lo si versa nelle apposite bacinelle; è quella, insomma che i lattai sogliono scremare per farne burro e lattemiele e che costa… precisamente 10 volte più del latte).
Altre ricette di Petronilla 1937

 Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Vere uova al tegamino
File:Huevos de dos yemas.jpg Di Luisfi (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons
 Di Larra Jungle Princess from Kuala Lumpur, Malaysia (P4020929) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
Il coniglio Pasquale pasta speziata

Il coniglio Pasquale di pasta speziata

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Occorrente
Pasta speziata¹, Glassa reale², Uovo di cioccolato rivestito di zucchero, Carta trasparente, Forbici, Stampino a forma di uovo, Carta d’alluminio.
 
¹Pasta speziata
dose per 40-45 biscotti
700 gr. di farina, 200 gr. di burro morbido, 200 gr. di zucchero di canna, 200 gr. di miele, 1 uovo battuto, 1 cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiaini di cannella in polvere, 2 cucchiaini di drogapura, 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere, 1/2 cucchiaino di sale.
Unite tutti gli ingredienti nell’impastatrice o sul tavolo e impastate bene fino a quando saranno perfettamente amalgamati. Stendete la pasta con il mattarello in una sfoglia spessa 1/2 cm. e tagliatela con gli stampini. Mettete i biscotti su di una teglia rettangolare foderata con carta d’alluminio. Fateli cuocere in forno a 180° per 15 minuti.
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²Glassa reale
dosi per 200 gr.
1 chiara d’uovo, 150-200 gr. di zucchero a velo, sciroppi per colorare.
Setacciare lo zucchero a velo in una ciotola. Unite la chiara d’uovo e mescolate bene con una forchetta fino a quando diventerà una pasta liscia, omogenea e spessa. Se volete colorare la glassa, aggiungete qualche goccia di sciroppo di more, di lamponi, di mirtilli o di menta. Stendete la glassa sui biscotti con un pennello grosso. Per fare i disegni, usate un pennellino fine di quelli che si adoperano per il trucco degli occhi. Decorate la superficie della glassa con: zuccherini colorati, mandorle e noci, lenticchie colorate, caramelline. Fare asciugare bene la glassa prima di muovere i biscotti o di toccare la superficie.
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 Preparazione
Preparare ill coniglietto:
Disegnate la sagoma del coniglio e ritagliatela. Stendete la pasta speziata in una sfoglia spessa 1 cm. Ritagliate il coniglio. Mettetelo su di una teglia foderata di carta d’alluminio. Premete lo stampino a forma dimezzo uovo sul corpo del coniglio. Fate cuocere in forno a 180° per 15 minuti: deve essere ben dorato. Fatelo raffreddare bene. Fissate l’uovo di cioccolato nel buco lasciato dallo stampino con la glassa reale. Decorate il resto del coniglio con la glassa. Fatelo asciugare perfettamente.da “Regali dalla mia cucina” 1978

Tra i diversi richiami pasquali che fanno bella mostra di sé nelle vetrine dei negozi compare anche un simpatico coniglietto che porta delle uova. La sua presenza non è casuale ma si richiama alla lepre che sin dai primi tempi del cristianesimo era presa a simbolo di Cristo.
Inoltre, la lepre, con la caratteristica del suo manto che cambia colore secondo la stagione, venne indicata da sant’Ambrogio come simbolo della risurrezione.
formorefun.it
Nella ricca tematica delle usanze pasquali emerge la tradizione di mangiare l’agnello; ricorda il pranzo pasquale degli ebrei in memoria dell’esodo dall’Egitto mediante il “passaggio” del Mar Rosso, il “passaggio” cioè dalla schiavitù dell’Egitto alla libertà; per festeggiare il rinnovamento Mosè ordinò al popolo di sacrificare un agnello tutto bianco, tingerne le porte con il sangue, farlo arrostire e mangiarlo con pane azzimo, la sera del quattordicesimo giorno del primo mese di primavera; per gli Ebrei, quindi, mangiare l’agnello ricorda il sacrificio offerto al Dio d’Israele prima di partire dall’Egitto; per i cristiani significa “l’agnello di Dio”, l’agnello figura di Cristo, vittima innocente e immacolata.
Le uova benedette ricordano che nei tempi passati erano proibite durante la Quaresima per poi ricomparire sulla tavola insieme al capretto, all’agnello, al salame con il significato che il tempo della penitenza e del digiuno era finito; venivano portate a benedire prima di essere donate come simbolo di speranza, di abbondanza e di nuova vita. Intorno al XV secolo venivano servite a pranzo le uova sode dipinte a mano ed in molti paesi europei si diffuse la tradizione di iniziare la colazione con una frittata fatta con le uova deposte dalle galline il venerdì santo. Nel XVI secolo nacque l’usanza di nascondere tra le uova una sorpresa e con l’importazione del cacao dal Messico la sorpresa entrò nell’uovo di cioccolata. La tradizione della colomba pasquale, che è il simbolo dello Spirito Santo, non dovrebbe comparire sulla tavola a Pasqua, ma a Pentecoste, giacché vuole ricordare la pace che tornò fra Dio e gli uomini dopo il diluvio universale, infatti fu proprio una colomba a tornare nell’Arca con un ramoscello d’ulivo nel becco. Una tradizione popolare della sera del sabato santo è quella che viene ancora seguita a Firenze, durante i riti della Resurrezione; una colomba (ora non più viva ma artificiale) viene fatta partire dall’altare maggiore con un piccolo razzo e scorrendo su un filo va ad incendiare un carro: il tutto vuole simboleggiare il candore dell’animo e la forza purificatrice del fuoco sempre presente negli antichi riti ma che il cristianesimo, molto spesso, ha sostituito con l’acqua benedetta.
correrenelverde.it

  Il coniglio Pasquale pasta speziata