Galateo: Come usare correttamente le posate

Posate dal mondo: bacchette, cucchiaio in porcellana, cucchiaio da dolce, cucchiaio da tavola, forchetta, coltello da tavola, coltello da pesce.

.

Le posate non si impugnano come martelli ma si tengono dalla parte alta del manico senza, mai, sollevare il mignolo. Non si gesticola o giocherella con le posate in mano. Quando si interrompe per un attimo di mangiare, le posate vanno appoggiate sul proprio piatto con il manico sul bordo e le punte rivolte verso il centro. Alla fine del pasto vanno poste parallele sul piatto, con i manici rivolti a sé.

Il coltello

  • Il coltello (chiamato anche coltella in alcuni paesi del Sud Italia) è un utensile di uso manuale utilizzato per il taglio. Il termine deriva dal latino cultellus, diminutivo di culter (cioè coltello dell’aratro). Solitamente consiste in una lama ad una punta con uno o più bordi affilati fissata ad un manico. lame sono state utilizzate come utensili ed armi dall’età della pietra, all’alba dell’umanità. Gli antropologi ritengono che il coltello sia uno dei primi attrezzi progettati dagli esseri umani per sopravvivere. Le prime lame erano di selce o di ossidiana, scheggiata o levigata ad un bordo, a volte dotate di un manico. Più tardi con gli sviluppi della fusione e della metallurgia le lame sono state sostituite prima dal rame, poi dal bronzo, dal ferro, e infine dall’acciaio. Mentre i materiali sono cambiati con il tempo, il disegno di base rimane lo stesso. Insieme alla forchetta ed al cucchiaio, il coltello è stato un utensile comune di largo consumo nel mondo occidentale almeno dal medioevo. Si usa per tagliare, mai per portare il cibo alla bocca e si usa sempre insieme alla forchetta: la forchetta nella mano sinistra e serve per tenere fermo il pezzo da tagliare; il coltello va tenuto dalla destra. Il coltello si può usare da solo in alcuni casi: come per splmare il burro e il formaggio sul pane. Se si deve porgere il coltello a qualcuno lo si fa tenendolo nel punto in cui la lama si congiunge al manico e rivolgendo il manico verso l’altra persona.

La forchetta

  • La forchetta è una posata da tavola con due o più punte (generalmente quattro) denominate rebbi e disposte a pettine, usata per infilzare cibi solidi e portarli alla bocca o per tenerli fermi e tagliarli per mezzo di un coltello. La forchetta è principalmente di metallo; un tempo in argento, ottone e alpacca, oggi acciaio inossidabile, ma esistono anche forchette di legno. Per la ristorazione veloce o per occasioni in cui non vi è la possibilità di lavare le posate come picnic o feste ci sono forchette in plastica usa e getta anche imbustate, in genere con coltello cucchiaio e tovagliolo di carta, per motivi igienici. Va tenuta con la mano destra, ma se occorre usare il coltello, questo verrà tenuto con la destra e la forchetta con la sinistra. Nel caso di cibi morbidi come la purea, il flan, il paté, la forchetta verrà usata “a cucchiaio” dal centro del piatto verso di noi.

Il cucchiaio

  • Il cucchiaio è una posata da tavola costituita da una paletta concava ovale fornita di manico. Il cucchiaio è principalmente di metallo; un tempo in argento, ottone e alpacca, oggi acciaio inossidabile, ma ne esistono anche di legno, corno e quelli di porcellana, tipici della cucina orientale. Per la ristorazione veloce o per occasioni in cui non vi è la possibilità di lavare le posate come picnic o feste ci sono cucchiai in plastica usa e getta anche imbustati, in genere con coltello, forchetta e tovagliolo di carta, per motivi igienici. Il cucchiaio va usato solo per i cibi liquidi o semi liquidi come minestre o dolci alla crema. Il brodo, invece, va servito nelle apposite tazze con due manici e bevuto direttamente. Il cucchiaio va tenuto tra pollice ed indice e appoggiato sul medio. Non va riempito attirandolo dal bordo del piatto verso noi, ma in senso contrario, cioè con un movimento che vada dal bordo della tavola verso il centro. Non si introduce il cucchiaio troppo profondamente in bocca e si consuma il brodo tutto in una volta, perciò non va riempito troppo. Se si vogliono raccogliere anche le ultime cucchiaite, si inclinerà il piatto verso il centro della tavola e non verso di sé. Finita la minestra il cucchiaio va posto perpendicolare al bordo della tavola.
Gli stuzzicadenti La pulizia dei denti non va fatta a tavola, neppure coprendo la bocca con la mano o il tovagliolo.
  • Non si sparecchia mai se tutti i commensali non hanno terminato.
  • Non si sparecchia mai quando le posate sul piatto hanno i manici divaricati mentre le punte si toccano.
  • Si sparecchia quando le posate (forchetta e coltello) sono unite e perpendicolari al tavolo (la forchetta con i rebbi all’ingiù).
  • Non si prendono mai due bocconi con la stessa forchettata.
  • La forchetta deve avere le punte all’insù quando è nella mano destra e le punte all’ingiù quando è nella mano sinistra.
  • Il coltello si usa mettendo l’indice posato sopra al dorso dei manici (molti usano tenere il coltello tenendolo tra il pollice e l’indice come se fosse una penna ed è scorretto).
  • Il cucchiaio non serve per assaggiare il consommé, ma lo si sorseggia direttamente dalla tazza.
  • La minestra non si sorseggia mai due volte dalla medesima cucchiaiata. Terminato il consommé il cucchiaio si poserà sul piattino (sottotazza), mai nella tazza.
  • Per il pesce ci sono apposite posate così come per aragoste, le lumache, ostriche, gli asparagi, ecc. Le posate da pesce, oltre al coltello e alla forchetta, sono composte dalla forchettina per molluschi, lama a cucchiaio per crostacei.
  • Pinze per crostacei. La forchettina per molluschi è piccola e corta e ha due punte. La lama a cucchiaio per crostacei è molto lunga e sottile, all’estremità inferiore termina con un cucchiaino a spatola all’altra estremità termina con una forchetta a due punte. Questa posata fa coppia con una pinza per rompere gli involucri duri delle zampe.
  • Le posate da dessert vanno portate in tavolo al momento del servizio della frutta o del dolce.
  • Il numero delle forchette è pari a quello dei coltelli sempre, anche per l’insalata (che non deve essere mai tagliata), va messo il coltello in tavola.

da “Enciclopedia della Donna” anno 1963 e da Wikipedia

Le bacchette per il cibo
sono una coppia di piccoli bastoncini che si ritiene generalmente abbiano avuto origine nell’antica Cina e che vengono utilizzate tradizionalmente come posate o utensili per il cibo in vari paesi dell’Asia orientale e sud-orientale (in particolare Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Thailandia, Vietnam e Singapore). Al di fuori di tali aree, le bacchette si trovano prevalentemente nei ristoranti che propongono piatti delle cucine originarie di questi paesi.
Sono fatti comunemente di legno, bambù, metallo, osso, avorio e, nei tempi moderni, anche di plastica.[…]

Uso delle bacchette
La coppia di bastoncini si manovra con una sola mano – tra il pollice e le altre dita – e si usa per prendere piccole quantità di cibo.

Place setting with place card holder, individual salt cellar and pepper shaker, utensil setting for 8 courses (charger plate, dinner napkin in napkin ring, bread plate, individual butter dish with lid, butter spreader on crystal knife rest, cocktail fork, soup spoon, fish knife and fork and crescent shaped bone dish for fish bones, entrée knife and fork, ice cream fork (for sorbet during palate cleansing course), relevé (main) course knife and fork, salad knife and fork, dessert fork and dessert spoon. Also stemware for water goblet, sherry glass, white wine glass, red wine glass, and champagne flute. Salad course is served in European fashion at end of meal. Sherry is served during appetizer and soup courses, white wine is served during fish and entrée courses, red wine during the relevé (main) course, and champagne during the dessert course. Coffee/tea would be served after the dessert course.

posatel_Place_Setting

 “Formal Place Setting” di Hopefulromntic – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Come usare correttamente le posate
Galateo: Come usare correttamente le posateultima modifica: 2014-07-24T21:41:31+00:00da patiba
Reposta per primo quest’articolo