Sformato di fagiuolini dell' Artusi

Sformato di fagiuolini dell’ Artusi

Trasmessi:
Sono gli entremets dei Francesi; piatti di minor conto, che si servono tra una portata e l’altra.

«Prendete grammi 500 di fagiolini ben teneri e levate loro le punte e il filo se l’hanno. Gettateli nell’acqua bollente con un pizzico di sale ed appena avranno ripreso il bollore levateli asciutti e buttateli nell’acqua fresca. Se avete sugo di carne tirateli a sapore con questo e col burro, se no fate un soffritto con un quarto di cipolla, alcune foglie di prezzemolo, un pezzo di sedano e olio, e quando la cipolla avrà preso colore, buttate giù i fagiolini condendoli con sale e pepe e tirandoli a cottura con un po’ d’acqua, se occorre. Preparate una besciamella con grammi 30 di burro, una cucchiaiata scarsa di farina e due decilitri di latte. Con questa, con un pugno di parmigiano grattato e con quattro uova frullate, legate i detti fagiolini, già diacciati, mescolate e versate il composto in uno stampo liscio, imburrato prima e il cui fondo sia coperto di un foglio. Cuocetelo al fuoco o a bagno-maria e servitelo caldo»

Tempo di preparazione: 40 minuti – Tempo di cottura: 1 ora e 10 minuti

Ingredienti e dosi per 4 persone

400 gr. di fagiolini teneri e freschi, 50 gr. di burro, 2 cucchai di olio, 1/4 di cipolla tritata,  un cucchiaio di prezzemolo tritato finemente, 1 costola di sedano tritata, 1 punta di cucchiaio di estratto di carne, 1/2 bicchiere d’acqua, 1 tazza di béchamel, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 2 uova sbattute, 2 cucchiai di pane grattugiato, sale e pepe.

Attrezzatura: uno stampo rotondo del diametro di circa 15 cm., a bordi alti.

Preparazione

Pulite e lavate i fagiolini e fateli cuocere per 10 minuti in acqua bollente leggermente salata. Scolateli con cura e passateli sotto l’acqua corrente. Scolateli nuovamente e passateli in un canovaccio da cucina asciutto.

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Mettete in un tegame 2 cucchiai di olio e 40 gr. di burro, unite un trito preparato con la cipolla, il sedano e il prezzemolo e, quando il trito incomincerà a imbiondire, aggiungete i fagiolini. Fateli ben insaporire nel condimento, unite l’estratto di carne e mezzo bicchiere d’acqua. Coprite il recipiente e lasciate cuocere i fagiolini per 20 minuti.

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Unite intanto la bechamel il parmigiano e il pepe. Scolate i fagiolini, versateli in una terrina, unite metà della béchamel e le uova. Rimescolate il tutto in modo che il composto risulti ben amalgamato. Imburrate lo stampo, cospargetelo di pane grattugiato, quindi versatevi i fagiolini e coprite con la béchamel rimasta. Fate cuocere a bagnomaria per 40 minuti. Sformate e servite.

Vino

Pinot di Franciacorta naturale (Lombardia), Bianco di San Donà (Veneto) serviti a 9°C.

N.B. 

  • Potete accompagnare il piatto con una salsa di pomodoro fresca, servita aparte nella salsiera.
  • Potete anche unire ai fagiolini 1 etto di prosciutto cotto, in una sola fetta, tagliato a julienne.

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Sformato di fagiuolini dell’ Artusi  

Frittata di fagiolini Artusi

Frittata di fagiolini in erba dell’ Artusi

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Le frittate si possono servire come antipasto o come secondo piatto, ma non in un’occasione importante. Quasi tutte sono buone sia calde che tiepide o fredde. Servitele intere o affettate o, fredde e come antipasto, tagliate a grossi dadi.

Artusi: Giugno - Nota pranzo I

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene meglio noto come “L’Artusi” – Manuale di cucina del 1891 dello scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi. Scritto con sapienza e ironia, tradotta in numerose lingue, rappresenta un capolavoro della cucina italiana e del servire a tavola. […]

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Ricetta n.149. Frittata di fagiolini in erba
Lessate i fagiolini in acqua salata e tagliateli in due o tre parti. Poi trascinateli in padella con burro e olio (io questa operazione non l’ho fatta, così la frittata è risultata più leggera) condendoli con sale e pepe.

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Sbattete le uova con un pizzico di parmigiano e una presa di sale per versarle sui fagiolini quando li vedrete aggrinziti.

Leggi anche

frittata fagiolini (5)

 Frittata di fagiolini Artusi
 Pellegrino Artusi (1820-1911) – scrittore, gastronomo e critico letterario italiano.
Il caso del minestrone ed il colera
Di particolare interesse è una testimonianza dello stesso Artusi riguardo ad una sua disavventura avvenuta durante la stagione dei bagni a Livorno, nel 1855, quando lo stesso gastronomo entrò a diretto contatto con il colera, la malattia infettiva che in quegli anni mieteva molte vittime in Italia.
Giunto a Livorno, Artusi si recò in una trattoria per cenare. Dopo avere consumato il minestrone, decise di prendere alloggio presso la palazzina di un certo Domenici in piazza del Voltone. Come Artusi testimonia, passò la notte in preda a forti dolori di stomaco e diede la colpa per questi ultimi al minestrone. Il giorno dopo, di ritorno a Firenze, gli giunse la notizia che Livorno era stata colpita dal colera e che il Domenici ne era caduto vittima. Fu allora che comprese chiaramente la situazione: non era stato il minestrone, ma i primi sintomi della malattia infettiva a procurargli i forti dolori intestinali. L’episodio convinse l’Artusi a scrivere una personale e celebre ricetta del minestrone.

 

riso arlecchino

Per Carnevale… Riso arlecchino

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 Ingredienti e dosi per 4 persone

250 gr. di riso, 30 gr. di burro, 5 cucchiai d’olio, 100 gr. di punte di asparagi, 125 gr. di piselli, 2 carciofi, 3 pomodori pelati e privati dei semi, 100 gr. di fagiolini verdi, 1 patata a pasta dura, 1 cespo di lattuga, 2 carote, 1 cipolla media, 1 costola di sedano, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato finemente, 3 foglie di basilico tritate, 1 litro abbondante di brodo di carne bollente (anche di dado), 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale.
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Tempo di preparazione: 30 minuti – Tempo di cottura: 2 ore

 Attrezzatura

una pentola possibilmente di terracotta munita di coperchio.

 Preparazione

Sbucciate, pulite e lavate con cura tutte le verdure. Tagliate a pezzettini asparaci, carciofi, pomodori, fagiolini, patate, lattuga, carote e tritate finemente il sedano con la cipolla..
Fate soffiggere il trito di cipolla e sedano in una pentola di coccio con olio e burro; aggiungete le altre verdure a pezzettini e fatele cuocere a fuoco moderato per un’ora, aggiungendo, se necessario, un mestolo di brodo caldo.
Il fondo di cottura dev’essere alla fine molto ristretto.
Unite allora i piselli e, dopo mezz’ora, il riso; fatelo rosolare nel condimento, quindi versate un mestolo di brodo bollente e, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, fatelo cuocere al dente, aggiungendo man mano alla preparazione il resto del brodo bollente. Incorporate il prezzemolo e il basilico tritati, regolate di sale, togliete il recipiente dal fuoco, rigirate, unite il formaggio grattugiato e servite subito.

Potete variare le verdure secondo le disponibilità stagionali.

Questo risotto è soggetto a numerose varianti, in rapporto alla stagione e a quanto offre il mercato (sono da preferirsi i prodotti freschi a quelli conservati). Nel Veneto lo si prepara anche con sole erbe verdi, soprattutto le cime di luppolo selvatico (bruscandoli) raccolte e vendute solo per qualche settimana, in aprile e maggio, e praticamente introvabilli nelle altre regioni.

“La mia cucina pratica” 1988
 Vino

Merlot del Friuli servito a 18°C, Sangiovese di Romagna

Per Carnevale... Riso arlecchino  Tamorlan -Risotto_-_Spain“Rissoto – Spain” di Tamorlan – Opera propria. Con licenza CC BY 3.0 tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.or/wiki/File:Rissoto_-_Spain.JPG#mediaviewer/File:Rissoto_-_Spain.JPG