Galateo di Donna Letizia, Ricevimenti: il Cocktail

Galateo di Donna Letizia, Ricevimenti: il Cocktail

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Il Grande Libro della Casa, 1965

I Ricevimenti

Il COCKTAIL
Può essere una riunione di pochi intimi o un grande ricevimento per una cinquantina di persone. Utilissimo per chi deve sdebitarsi di molti inviti.

Inviti
La signora che è invitata a una colazione evita di fare, prima, molte commissioni, per non presentarsi carica di pacchetti. Non si toglie il cappello se non è intima della casa. Prima di entrare in salotto, affida alla cameriera il mantello e l´ombrello e si sfila i guanti per porgere la mano ai padroni di casa. In sala da pranzo, l´invitata si siede senza aspettare l´esempio della padrona di casa, ma fa in modo di non precederla troppo. L´invitato, invece, si siede dopo le signore. Gli invitati incominciano a mangiare appena si sono serviti: solo per il dessert è consuetudine aspettare che la padrona di casa sia stata servita. In nessun caso, la persona invitata si rivolge al cameriere per chiedere del pane, del sale, del vino, o qualsiasi altra cosa. Questo comportamento è ammesso solo al ristorante.

Il preavviso
Si invita per telefono o per lettera, a colazione, a pranzo, a cocktail, con quattro o cinque o sette giorni di anticipo. Se si tratta di un ricevimento molto importante l’anticipo sarà di 10 giorni almeno. L’invito telefonico non va mai fatto all’ultimo momento, per non dare l’impressione di voler colmare un posto lasciato vuoto da un altro invitato. un invito formale va spedito con almeno 15 giorni di anticipo.
 
Orario
Gli ospiti arrivano in genere verso le 19,19 30, e se ne vanno verso le 20:30, 21. È consentito arrivare una mezz’ora dopo l’ora precisata sull’ invito, ma tardare oltre è ineducato. È consigliabile precisare all’atto dell’invito la durata del cocktail, non solo per indicare tacitamente agli ospiti il massimo di ritardo che possono prendersi ma anche per scoraggiare chi avesse intenzione di prolungare la visita.

Numero degli invitati
E’ importante invitare un numero di persone proporzionato alla sala: non si deve essere pigiati come sardine ma nemmeno aggirarsi in un salotto semivuoto. Se gli invitati sono pochi si farà in modo che possano essere seduti, non in cerchio, ma sparsi secondo i loro gusti.
 
Comportamento dei padroni di casa
Se il ricevimento è molto affollato, i padroni di casa devono rimanere vicino alla porta d’ingresso per non obbligare i nuovi arrivati a cercarli. In un cocktail intimo il padrone di casa si improvvisa barman.

Preparazione
Esistono ditte specializzate che per una cifra stabilita a persona, si incaricano di provvedere a un cocktail a domicilio fornendo cibo, bibite, piatti, bicchieri, e quanto altro è necessario. Chi preferisce fare da solo, deve predisporre tutto accuratamente, con prudente anticipo; comunque, se gli invitati sono numerosi, è indispensabile un aiuto almeno per la cucina: lavare piatti e bicchieri, servire pizzette calde, vuotare nportacenere, richiedere molto lavoro. Nella lista degli acquisti vanno inclusi: fiori, sigarette, olive, nocciole, mandorle salate, piccoli würstel. e gli ingredienti di tutti i “canapés” che si s’intende offrire, oltre alle bibite. Piatti, bicchieri, vassoio debbono essere in numero sufficiente.

Bibite
Ormai la parola cocktail è anacronistica: alle miscele complicate si preferiscono i drinks semplici. Comunque è sempre indispensabile che chi si incarica delle bibite sappia il fatto suo. Quando le possibilità sono limitate, è meglio offrire una scelta di due o tre alcoolici, non dimenticando per gli astemi, il classico succo di pomodoro,
e il succo di pompelmo. La lista normale per un piccolo cocktail comprenderà: Wihisky, Carcano e Campari, Martini con gin. Graditissimo sempre e lo Champagne.

Accessori nel bar.
Shaker, coltellino per tagliare le scorze di limone e di arancia, passino, ghiaccio, frullino per champagne, limone, arancia, olive. (leggi)

Come servire
I cocktails possono essere preparati prima e i bicchieri si offrono a scelta su un vassoio. Si chiede a ogni invitato cosa desidera precisandogli le bevande che gli si possono offrire, e appena ha scelto viene servito.

Cosa si mangia
A un cocktail non si offre da bere senza offrire anche da “masticare”. I sandwiches sono ammessi solo se piccoli e leggeri. In generale le tartine sono più indicate, vanno spalmate di pasta d’acciughe, paté di fegato, salmone affumicato, uova strapazzate e crescione. Il caviale è considerato un lusso per il suo notevole costo. Hanno sempre successo le pizzette, i vol-au-vents ripieni, le palline di purea, i bignè con fonduta. Vanno serviti, naturalmente, caldi. Sono insoliti: punte di asparagi avvolte in fette sottilissime di pane integrale imburrato, scampi fritti serviti su bastoncini che si intingono in una salsa piccante.

Fiori
La sala va addobbata di fiori, disposti in modo che gli invitati non ci si impiglino. Sigarette e portacenere in quantità non debbono mancare.

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Il Grande Libro della Casa, 1965

Galateo di Donna Letizia, Ricevimenti: il Cocktail

 

Cocktail di creme: melone e menta

Cocktail di creme: melone e menta

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Preparate le creme e, una volta rassodate, versatele a strati in un bicchiere. Decorate a piacere: con granella di nocciola e/o pistacchi, cialde, foglioline di menta.

Crema di melone

Ingredienti
400 gr di polpa di melone, 120 gr di zucchero, 1/4 di l. di panna, 12 gr di gelatina in fogli.

Preparazione
Fare ammorbidire la gelatina in una ciotola con acqua fredda Tagliare a cubetti il melone e frullarlo con lo zucchero. Unire la gelatina già ammollata e poi strizzata. Amalgamare bene il tutto e con un cucchiaio di legno aggiugere delicatamente la panna, precedentemente montata, con movimenti dal basso verso l’alto. Mettete in frigo a rassodare per almeno 2 ore.

Crema di menta

Ingredienti
50 gr. di latte, 2 tuorli d’uovo, 100 gr. di zucchero, 50 gr. di farina, 1 bustina di vanilina, 5 cucchiai di sciroppo di menta

Preparazione
Portare a ebollizione il latte, levare dal fuoco e aggiungere la vanilina e lo sciroppo di menta. A parte battere i tuorli con lo zucchero, unire la farina e il latte, mescolando per non formare grumi. Rimettere il composto sul fuoco e cuocere, sempre mescolando, per circa 10 minuti finchè la crema non si sarà addensata. Lasciarla intiepidire e porre in frigo per 1 ora a rarssodare. Decorare con menta fresca.

Leggi anche

File:Cafe bombon - Daquella manera.jpg

 Di Daniel Lobo – Bombón, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10283578
Cocktail di creme: melone e menta
Halloween Cocktail Vampiro

Per Halloween ecco il Cocktail Vampiro

Elena Giannarelli – Foto di Elena Giannarelli realizzata per Associazione Italiana Bartender & Mixologist – www.aibmproject.it

Il Vampiro è un cocktail simile al Bloody Mary.

 Ingredienti e preparazione
  • 5 cl Tequila (silver)
  • 7 cl Succo di pomodoro
  • 3 cl Succo d’arancia fresco
  • 1 cl Succo di lime fresco
  • 1 cucchiaino da tè di miele chiaro
  • Mezza fettina di cipolla, tritata finemente.
  • Alcune gocce Worchestershire sauce
  • Sale

Versare gli ingredienti in uno shaker, con ghiaccio. Shakerare bene per far rilasciare un po’ di succo dal peperoncino. Filtrare in un highball con ghiaccio e guarnire con fettina di lime e peperoncino (verde o rosso).

 Halloween Cocktail Vampiro
Halloween è una festività anglosassone celebrata la notte del 31 ottobre. Trae le sue origini da ricorrenze celtiche e ha assunto negli Stati Uniti le forme accentuatamente macabre e commerciali con cui oggi la conosciamo.
L’usanza si è poi diffusa anche in altri Paesi del mondo e le sue manifestazioni sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del trick-or-treat (dolcetto o scherzetto).
Caratteristica della festa è la simbologia legata alla morte e all’occulto, di cui è tipico il simbolo della zucca intagliata, derivato dal personaggio di Jack-o’-lantern.
La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows’ Eve, cioè la vigilia di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows’ Day, moderno All Saints’ Day).Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i santi), All Hallows’ Eve non è attestato fino al 1556
Cocktail MARTINI DRY James-Bond-Vodka-Martini

Cocktail MARTINI DRY

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lI Martini è un celebre cocktail composto da quattro parti di gin e una di vermut dry; viene chiamato anche Martini dry. Il nome deriva dal celebre vino aromatizzato italiano “Martini” che sottolinea anche le origini italiane del Vermut.

La ricetta del Martini Dry è la seguente:
8/10 Gin
2/10 Vermouth Dry
Si prepara in un mixing-glass e si serve in una coppetta da cocktail (conosciuta anche come Martini cocktail glass; nome che deriva proprio da questo tipo di cocktail). Si guarnisce o con un’oliva verde con il nocciolo (o farcita) o con scorza di limone.

Varianti
Esistono diverse varianti del Martini, come lo Sweet Martini, il Martini Perfect ed il Medium Martini, oltre al Vodkatini o Martini Vodka, la cui variante è il Vesper cocktail, quello preferito da James Bond.

  • Il Vesper o Vesper Martini è un cocktail composto da gin, vodka e Kina Lillet (quest’ultimo oggi viene chiamato Lillet Blanc). Fa parte della categoria dei pre-dinner cocktail.
    Il cocktail è stato inventato nel 1953 da Ian Fleming nel romanzo Casino Royale. L’agente segreto James Bond ordina e nomina il cocktail in onore di Vesper Lynd, bondgirl di cui l’Agente 007 era innamorato.
    Ingredienti
    3 parti di Gordon’s gin
    1 parte di vodka
    ½ parte di Kina Lillet (oggi chiamato Lillet Blanc)
    1 fetta lunga ma sottile di scorza di limone.
    Preparazioneì
    Shakerare gli ingredienti con ghiaccio in uno shaker e servire in una coppa champagne larga e profonda decorando con una fetta lunga ma sottile di scorza di limone.
  • Il Martini Dry faceva parte delle 6 ricette fondamentali del “The Fine Art of Mixing Drinks” di David A. Embury, del 1948.
    La ricetta proposta da Embury era la seguente:
    7 parti di gin
    1 parte di vermouth (dry)
    Fonte: Wikipedia

James-Bond--Vodka-Martini--Celebrity-Image-332082  La fama del Dry Martini è legata al cinema:

  • James Bond è molto sensibile a come il gin si mescola con il vermouth, affinché la bevanda non si ferisca (bruised) con un mescolamento barbaro: “Shaken, not stirred” (agitato non mescolato), così come preferisce il sesso, agitamento delle sensazioni e non degli sgarbati contorsionismi.
  • Anche l’attrice Mae West dal grande schermo sospira: “Devo liberarmi di questi abiti bagnati ed infilarmi in un Martini dry”.
  • E un Dry Martini è quello richiesto al barman del Taft Hotel da Mrs. Robinson (Anne Bancroft) accompagnata da Benjamin (Dustin Hoffman) protagonisti nel film “The Graduate” da noi conosciuto come “il Laureato”.
    Fonte: tempiemodi.com

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Sparkling Cocktails 800px-Jealous_yet

Sparkling Cocktails

 Vancouver, Canada, BC

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Non è solo questione di immagine, è anche un fatto di degustazione.
  • Nella coppetta da cocktail si gustano meglio short drinks, anche shakerati, senza aggiunta di acqua gassata.
  • Il Flûte, calice slanciato, è indicato per drinks a base di vini e spumanti o per aperitivi con aggiunta di seltz.
  • L’Old Fashioned è adatto per drinks con molto ghiaccio a cubetti.
  • Il Tumbler, bicchiere internazionale da whisky, è perfetto per long drinks a base di spremute di agrumi e succhi di frutta, bibite con seltz e ghiaccio.
Gli Sparkling sono cocktails, freschi e dissetanti composti da vino spumante o Champagne e frutta fresca: bollicine e frutta fresca da servire in flùte. Meglio usare bicchieri raffreddati (metterli capovolti nel secchiello del ghiaccio per qualche minuto).

Cocktail MIMOSA
E’ il capostipite degli Sparkling, il nome originale è Buck’s Fizz e fu inventato nel 1921 da Mr. McGarry, un barman che lavorava al Buck’s Club di Londra. Questo cocktail prende il nome dal suo particolare colore che ricorda i fiori della mimosa. Preparato con succo d’arancia, rigorosamente di arance fresche, e Champagne o Prosecco.

Cocktail BEETHOVEN 
Dedicato al grande musicista tedesco. Il gusto può cambiare molto a seconda della varietà di frutta utilizzata, i frutti di bosco, e del loro grado di maturazione. Quando si prepara questo cocktail, va ricordato che se all’assaggio il gusto risulta troppo dolce, può essere corretto con un po di lime.
 
Cocktail BELLINI 
La delicata pesca bianca è la regina di questo cocktail appartenente alla famiglia degli sparkling. Dedicato al grande pittore del ‘400 Giovanni Bellini, fu inventato nel 1948 da Giuseppe Cipriani all’Harry’s Bar di Venezia, ma divenuto ben presto fra i 60 cocktail più famosi a livello internazionale. La ricetta originale prevede l’uso del frutto fresco, ma fuori stagione può essere utilizzato il succo già pronto.
 
Cocktail BONAPARTE
succo di mirtillo e autentico Champagne. Quest’ultimo può essere tranquillamente sostituito con un buon prosecco o spumante brut.
Questo cocktail è dedicato al grande imperatore Francese. La versione originale prevede l’uso di autentico champagne. Ma si può usare tranquillamente un buon Spumante italiano con abbondante ghiaccio nel bicchiere. Per smorzare un pò il gusto del cranberry juice (mirtillo americano), si può aggiungere alla fina alcune gocce di lime.

Cocktail PUCCINI
succo di clementine e spumante secco o prosecco
Questo drink è dedicato al famoso compositore toscano della Tosca e di Madama Butterfly.
Si prepara con il succo di clementine fresche.Cocktail ROSSINI (leggi)

Cocktail TINTORETTO
succo di melograno e spumante
Il nome rende omaggio al pittore veneziano Tintoretto, il periodo ideale per gustarlo sono i mesi di settembre e ottobre, quando maturano i frutti del melograno.
E’ tipico delle città di Asolo, in provincia di Treviso. Cocktail TIZIANO
succo ricavato dalla polpa dell’uva fragola e spumante secco o prosecco
Questo cocktail può essere preparato solo in alcuni periodi dell’anno; questo è dovuto dal fatto che l’uva fragola appare poco sul mercato ed è poco commercializzata. Ed è proprio per questa sua ricercatezza che questo cocktail è dedicato a un maestro della pittura italiana, ossia Tiziano. Il succo deve essere ricavato dalla polpa di questa dolcissima uva, escludendo ovviamente la buccia che darebbe un gusto aspro e sgradevole al palato.

fonte: cindystarblog.blogspot.

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Per decorare il bicchiere, vengono utlizzate: olive, ciliegie, scorze di arancia e limone, foglie di menta.

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Cockails per le signore!!

Cockails per le signore!!

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Cockails per le signore!!

Un cocktail è una bevanda ottenuta tramite una miscela proporzionata ed equilibrata di diversi ingredienti alcolici, non alcolici e aromi. Un cocktail ben eseguito deve avere struttura, aroma e colore bilanciati; se eseguito senza l’uso di componenti alcoliche viene detto cocktail analcolico.

Il cocktail può presentare all’interno del bicchiere del ghiaccio, non presentarlo affatto (come alcuni cocktail invernali quali i grog), oppure può essere solo raffreddato con del ghiaccio.

Una classe particolare di cocktail è costituita dagli shot, piccoli cocktail che possono avere tutte le caratteristiche di un normale cocktail e sono serviti in due tipologie di bicchieri, gli shot e i bite.

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Cockails per le signore!!

Cocktail MANHATTAN
1/2 whisky, 1/2 Vermouth rosso, goccia di Angostura, ghiaccio tritato nello shaker. Scuotere, versare in piccoli bicchieri ghiacciati con buccia di limone.
Il Manhattan è uno dei più famosi cocktail a base di whisky; si serve come aperitivo. Si narra che l’inventore di questo aperitivo fosse un barman del Manhattan Club di New York (da cui il nome), che lo avrebbe preparato per la prima volta nel 1874.

Cocktail PATRIZIA
2/3 Vodka, 1/3 Vemouth dry, goccia di Angostura, buccia d’arancia. Mescolare con cubetti di ghiaccio e servire in bicchieri ghiacciati.

Cocktail PRINCESSE
1/4 Vermouth bianco amabile, 1/4 Cognac, 174 Benedectine, 1/4 Cointreau, spruzzo di Angostura ghiaccio tritato. Scuotere nello shaker.

Cocktail QUEEN ELISABETH
1/2 vermouth rosso, 1/2 Cognac. Mescolare con ghiaccio.

SPUMANTE SOUR
Versare nella flûte un cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaio di zucchero, colmare con spumante.

Cocktail WHITE LADY
1/3 Gin, 1/3 Curaçao blu, 1/3 succo di limone.

Cockails per le signore!!

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“Rum, Manhattan, Tequila Old Fashioned” di Marler – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Cocktails alcoolici Ciel_de_Paris,_Cocktail_Zodiac

Cocktails alcoolici

Le ciel de Paris (restaurant) – Cocktail Zodiac

 

 

ALEXANDERALEXANDER

  • 1/3 di panna liquida, 1/3 di Crema di cacao scura, 1/3 di Brandy
    7Mettere 4-5 cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere gli altri ingredienti. Agitare bene per 6-8 secondi e versare nel bicchiere. Aggiungere un pizzico di noce moscata in superficie, appena prima di servire in coppette da cocktail.
    L’Alexander è un cocktail a base di cognac, con crema di cacao e crema di latte. È stato creato a Londra nel 1922 da Henry mc Elhone al “Ciro’s Club”, in onore di una sposa famosa. Pare che il primo nome di questo cocktail fosse Panamà: al posto del cognac si usava il gin. L’Alexander è un cocktail storico, sin dall’inizio nelle file dei cocktail internazionali. La miscela, profumata, è rimasta quasi inalterata. Oltre al gin si è preferita la crema di cacao scura al posto di quella chiara, anche se in realtà per l’effetto scenico è meglio usare la crema di cacao bianca. Due sono le ipotesi sulla sua origine: Alexander ricorderebbe Alessandro Magno, il grande condottiero dell’antica Grecia; la seconda leggenda è riferita al maresciallo Alexander, che divenne conte di Tunisi dopo la vittoria a El Alamein sulle truppe dell’Asse, nel 1943.

BACARDIBACARDI

  • 6/10 di Rhum bianco, 3/10 di succo di limone o lime fresco, 1/10 di sciroppo di Granatina
    Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere gli altri ingredienti. Agitare bene per 6-8 secondi e versare nel tumbler alto ben freddo. Servire non decorato.
    Il Bacardi è una variante del cocktail Daiquiri (che contiene rum, succo di lime o limone e sciroppo di zucchero, anziché lo sciroppo di granatina). La versione che conosciamo noi oggi è nata negli USA. Le prime ricette del Bacardi apparvero verso il 1917, in un ricettario di Tom Bullock, “Ideal Bartender”. Il distillato Bacardi invece è legato a Don Facundo Bacardi. Nato in Catalogna, si trasferì successivamente a Santiago di Cuba per avviare un’attività di commercio in vini. Poi nel 1862 acquistò un alambicco e cominciò la distillazione della melassa da canna da zucchero delle piantagioni vicine. Il suo ron (rum) diffusosi prima a L’Avana e poi in Florida, ebbe un grande successo. Ci fu una pausa solo durante il proibizionismo, quando furono interrotte le esportazioni verso gli USA, tuttavia Bacardi continuò l’espansione anche grazie a numerosi “turisti” americani che vennero ad approvvigionarsi alla fonte. Nel 1960 Fidel Castro, con un colpo di mano, nazionalizzò le distillerie di Santiago, ma l’azienda aveva fatto in tempo a trasferirsi in Messico e a Porto Rico. Oggi Bacardi è uno dei maggiori produttori di alcolici del mondo e possiede distillerie alle Bahamas, in Brasile, in Canada, in Venezuela e in Martinica, per un totale di oltre 200 milioni di bottiglie prodotte.

BLODY MARYblody mary

  • 3/10 di Vodka, 6/10 di succo di pomodoro, 1/10 di succo di limone, 2 gocce di salsa Worcester, 1 spruzzo di Tabasco, Sale e pepe
    Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere vodka, pomodoro, limone, sale, tabasco e worcester. Agitare bene per 6-8 secondi, lasciar riposare un attimo e riprendere poi più lentamente e versare nel tumbler ben ghiacciato. Spolverizzare con un pizzico di pepe, decorare con un gambo di sedano e servire
    L’origine del Bloody Mary è oggetto di disputa. Una versione vuole che venne creato originariamente dall’attore George Jessel attorno al 1939. Lucius Beebe, nella sua colonna scandalistica “This New York” (New York Herald Tribune, 2 dicembre 1939, pagina 9), pubblicò quello che si ritiene sia il primo riferimento a questo drink, assieme alla ricetta originale: “Il nuovo tonico di George Jessel, che sta ricevendo attenzione dagli editorialisti della città, è chiamato Bloody Mary: metà succo di pomodoro, metà vodka.” Il francese Fernand Petiot corrobora la tesi per cui George Jessel inventò il drink e il nome, e che egli (Petiot) aggiunse semplicemente le spezie alla semplice bevanda composta da vodka e succo di pomodoro. Dal New Yorker Magazine del luglio 1964: “Io ho dato il via al Bloody Mary odierno,” ci dice. “George Jessel disse di averlo creato, ma non era altro che vodka e succo di pomodoro quando lo rilevai. Io copro il fondo dello shaker con quattro grosse prese di sale, due di pepe nero, due di pepe di Caienna e uno strato di salsa Worcestershire; Quindi aggiungo una spruzzata di succo di limone e del ghiaccio tritato, verso due once di vodka e due di spesso succo di pomodoro, scuoto, filtro e verso. Noi serviamo da cento a centocinquanta Bloody Marys al giorno, qui nella King Cole Room e negli altri ristoranti e sale per banchetti.” L’epiteto “Bloody Mary” viene associato a diversi personaggi femminili, storici o fittizi, soprattutto la regina Maria I d’Inghilterra (si veda Bloody Mary per le altre). Si ritiene che l’ispirazione per il cocktail fu la star Hollywoodiana Mary Pickford, che in precedenza ebbe un cocktail simile, consistente di rum, granatina e maraschino che portava il suo nome. Nel 1934 il cocktail veniva chiamato “Red Snapper” al St. Regis Hotel, dove all’epoca lavorava Petiot. Fu li che al drink venne aggiunto il tabasco e il nome “Bloody Mary” divenne popolare. Negli anni 1960 divenne popolare servire il cocktail con il sedano per via di un ospite della “Pump Room” dell’Ambassador East Hotel di Chicago. Il nome probabilmente si riferisce al colore rosso sangue del cocktail.

DAIQUIRIDAIQUIRI

  • 10 di rum bianco, 3/10 di succo di lime, 1/10 di zucchero di canna scioltoNello shaker pieno di ghiaccio aggiungere il rum, il succo di lime e lo zucchero sciolto. Shakerare con forza per pochi secondi (deve solo rinfrescarsi). Servire in una coppetta da cocktail senza ghiaccio e guarnire con due o tre spicchi di lime.
  • Già in voga negli USA ai primi del Novecento, si può bere anche come corroborante e dissetante. Le sue origini vengono fatte risalire al 1898, quando vi fu la guerra tra Stati Uniti e Spagna, dopo l’affondamento della nave Maine, nel porto dell’Avana. Secondo gli storiografi, un marine sbarcò in un piccolo villaggio nei pressi di Santiago di Cuba, precisamente a Daiquiri. Qui per placare la sete entrò in una baracca che fungeva da mescita. Rifiutandosi di bere rum liscio, lo fece allungare con succo di lime e poi lo corresse ulteriormente con un po’ di zucchero. Nacque così il Daiquiri. Un’altra leggenda riportata da Elfloridita.net, sposta la sua data di nascita pochi anni più tardi, nel 1905, quando alcuni ingegneri americani impegnati nei lavori in una miniera, lo inventarono e gli diedero il nome della spiaggia cubana Daiquiri. Successe che l’ingegnere Pagliuchi visitò una miniera di ferro ad est di Cuba chiamata Daiquiri. Qui fa domande all’ingegnere americano Jennings S. Cox sul funzionamento della miniera per poterne esplorare altre… Alla fine della giornata, Pagliuchi propose di bere qualcosa. La leggenda narra che Cox aveva a disposizione solo rum, dei lime e dello zucchero. Miscelarono gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio e Pagliuchi fece: “Come si chiama questo cocktail?”. “Non ha un nome…potrebbe essere un rum sour”, rispose Cox. Pagliuchi concluse: “Questo nome non è degno di un cocktail così fine e delizioso come il nostro. Lo chiameremo Daiquiri”. Il Daiquiri è celebre per essere stato uno dei preferiti dallo scrittore Ernest Hemingway, assieme al mojito (“My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita”), viene anche ripetutamente citato nel film “Il Nostro Agente all’Avana” (1958). Viene citato inoltre in “Improvvisamente l’estate scorsa” (film del 1959, diretto da Joseph L. Mankiewicz) da Kathrine Hepburn che lo offre a Montgomery Clift. UnGARIBALDI Daiquiri è uno degli elementi chiave nel giallo Assassinio allo specchio di Guy Hamilton, dal romanzo di Agatha Christie.

GARIBALDI

  • 3/10 Bitter, 7/10 Succo d’Arancia Si prepara direttamente nel Tumbler colmo di Ghiaccio guarnire con mezza fetta d’Arancia.
    Il nome rende omaggio all’eroe dei due mondi: Giuseppe Garibaldi, in quanto il rosso del Bitter ne ricorda la celebre giubba rossa e le arance lo sbarco in Sicilia.

GIN FIZZGIN FIZZ

  • 3/10 gin, 2/10 succo di limone, 1/10 sciroppo di zucchero, 4/10 soda waterAgitare nello shaker, esclusa la soda, e servire in un tumbler (senza ghiaccio). Completare con la soda water. Guarnire con mezza fetta di limone e ciliegina.

GIN TONIC

  • 3/10 di gin, 7/10 di acqua tonica
    Direttamente nel bicchiere da long drink (tumbler grande), mettere 3 o 4 cubetti di ghiaccio, il gin e riempire di acqua tonica. Mescolare e decorare con una fetta di limone.GIN TONIC
    Il Gin tonic è un long drink a base di gin ed acqua tonica la cui introduzione pare sia stata ad opera della divisione Compagnia Inglese delle Indie Orientali dell’esercito inglese di stanza in India.

MARGARITA

  • 6/10 di tequila, 3/10 di Cointreau, 1/10 di succo di limone o lime, sale
    Mettete a ghiacciare in un freezer una coppetta da cocktail; quando sarà ben fredda estraetela ed umettatevi il bordo con un pezzetto di lime, capovolgete il bicchiere posandolo su un piatto di sale in modo che possa ben aderire al vetro inumidito. Versate MARGARITAnello shaker alcuni cubetti di ghiaccio cristallino, aggiungete la tequila,Cointreau e succo di limone, quindi agitate brevemente. Versate il cocktail nella coppetta filtrandolo con apposito passino.
    Il Margarita è il più comune cocktail messicano a base di tequila. In latino “margarita” significava perla, in spagnolo è la traduzione della parola margherita. Secondo quanto afferma William Grimes, autore di Straight Up or On the Rocks: The Story of the American Cocktail, molte persone affermano di aver bevuto Margarita in Messico già negli anni trenta, da cui si deduce che il margarita non fu inventato dopo il 1940. Il drink è normalmente servito shakerato con ghiaccio, “on the rocks”, o mescolato con ghiaccio (il “frozen margarita”); nella ricetta classica è servito nella tipica coppetta detta crusta. Il cocktail viene frequentemente servito con sale sul bordo del bicchiere. Sebbene i margarita più comuni contengano tequila, liquore all’arancia, succo di lime o di limone, e qualche volta un dolcificante aggiuntivo, molte variazioni stanno diventando sempre più comuni. Usare succo di lime imbottigliato (che contiene zucchero) è un altro modo usato per dolcificare il cocktail.

PIÑA COLADAPIÑA COLADA

  • 3/10 Rum Bianco, 2/10 Latte di Cocco, 5/10 Succo d’Ananas
    Frullare nel Blender con Ghiaccio.Servire in un bicchiere Long Drink. Decorare con Ananas e una Ciliegina.
    Il Piña Colada (in spagnolo “Ananas pressata”) è un cocktail molto dolce a base di rum chiaro, latte di cocco e succo d’ananas (o ananas a pezzetti), originario di Porto Rico. Esistono diverse versioni circa l’origine di questa bevanda. Alcune testimonianze parlano di “bevande a base di ananas e rum”, ma senza il latte di cocco, già dagli anni venti. Un’altra versione riconosce il Piña Colada come bevanda tipica di Porto Rico, paese dove si dice sia stato creato per la prima volta nel 1963 da Don Ramon Portas Mingot, che tentando di ideare un cocktail originale a base di frutta, preparò il primo Piña Colada. Nella Vecchia San Juan c’è una targhetta commemorativa in marmo per ricordare questo evento. È probabile quindi che in buona parte dei Caraibi, già dagli anni cinquanta, si fosse a conoscenza di questo tipo di bevanda, chiamata semplicemente “ananas colata”, ma fu nel 1963 che essa venne ufficializzata col nome di Piña Colada e assunta come bevenda nazionale portoricana.

SKIWASSER ALCOLICO

  • 4 cl. di Succo di limone, 4 cl. di sciroppo di lampone, kirsh, acqua calda
    Versare gli ingredienti in un bicchiere alto da long drink (tumbler)

SKIWASSER ANALCOLICO

  • 4 cl. di Succo di limone, 4 cl. di sciroppo di lampone, 12 cl. di soda, ghiaccio cristallino.
    Riempire un bicchiere alto da long drink (tumbler) con ghiaccio cristallino, aggiungete il succo di limone, lo sciroppo di lampone ed infine la soda. Mescolate delicatamente e guarnite con una fetta di lime.

VODKA MARTINI

  • 8/10 Vodka, 2/10 Vermouth Dry
    Si prepara nel Mixing Glass. Si serve nella Coppetta da Cocktail. Strizzatina di Scorza di Limone sulla superficie. Si può servire con un’oliva verde.
    Il vodka martini è un cocktail composto da Vodka e Vermouth, ha diversi nomi Martini vodka, Vodkatini, una delle sue varianti, divenuta famosa grazie al personaggio di James Bond, è il Vesper cocktail tratto dal romanzo Casino Royale di Ian Fleming.

ZODIAC

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 Di J.hagelüken (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

Cocktail MIMOSA

Cocktail MIMOSA

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MIMOSA – Sparkling Cocktail

7,5 cl (2 1/2 oz.) Champagne
7,5 cl (2 1/2 oz.) Orange juice, fresh

Pour orange juice into flute and gently pour Champagne wine. Stir gently. Garnish with orange twist (optional). For all intents and purposes, a Buck’s Fizz and a Mimosa are the same drink.

Cocktail Mimosa

7.5 cl Spumante
7.5 cl Succo d’arancia

Procedimento: versare il succo d’arancia in una flûte insieme allo spumante (si può usare anche champagne). Mescolare delicatamente. Si può guarnire con un twist d’arancia (è facoltativa).

Il Mimosa è un cocktails di gran classe. Gli ingredienti sono quelli del Buck Fizz, solo che si può utilizzare, al posto dello champagne, lo spumante. Quando viene aggiunto il Grand Marnier, allora prende il nome di Grand Mimosa.

Le origini del Mimosa sono sconosciute. Si presume che sia stato inventato al Paris Ritz nel 1925, e somiglia molto al Buck’s Fizz, ideato in Inghilterra nei 1921, il cui nome rispecchia il locale dove è stato servito per primo. Inoltre nel Buck’ Fizz si utilizza tradizionalmente champagne e succo di arancia (a volte con aggiunta di sciroppo di granatina).

Il nome “mimosa” comparso nel 1925 viene dai fiori della omonima pianta del mimosa, colore giallo brillante.
Mentre la maggior parte dei barman sono concordi che il Mimosa dovrebbe essere servito in una flûte, le proporzioni esatte della bevanda sono dibattute spesso. Alcune ricette richiedono una misura di tre parti di champagne ad una parte di succo di arancia, mentre altre preferiscono metà e metà. Entrambi gli ingredienti dovrebbero essere raffreddati ed alcuni barman inoltre servono il cocktail con alcuni cubetti di ghiaccio. Altri contestano l’uso di ghiaccio poiché il suo sciogliersi diluisce la bevanda. I Mimosa sono serviti generalmente senza guarnizione, ma si può utilizzare un twist d’arancia.
Fonte: aibmproject.i

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Champagne Cocktails

Champagne Cocktails

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Si possono preparare con lo champagne, o, più economicamente, con un buon spumante secco (con assoluta esclusione degli spumanti dolci e semi-secchi) delle migliori case italiane: il risultato non cambierà!

Avvertenze preliminari

  • Champagne e spumante non devono essere agitati nello shaker (pron. scecar); è sufficiente metterli, assieme agli altri ingredienti, nel mixer-glass, il bicchierone miscelatore di cristallo, e miscelare con un cucchiaio ouna bacchetta di vetro.
  • Spumante e liqori vanno versati sul ghiaccio e non viceversa.
  • Il ghiaccio deve essere a pezzi e non tritato.
  • Uno spruzzo equivale a circa 3 – 4 gocce.
  • Non si debbono riempire i bicchieri sino all’orlo, ma soltanto per due terzi.
  • I liquori non devono mai essere lasciati in recipienti di metallo

CHAMPAGNE COBBLER .1

(long drink freddo) per 1 persone. Servire in bicchiere cilindrico alto (tumbler). 1 bicchiere di champagne o spumante italiano brut (1/8 di bottiglia), 1 zolletta di zucchero, 3 gocce di angostura, 4 gocce di curaçao, 2 ciliegine al maraschino, 1 fetta di arancia. Mettere nel tumbler la zolletta imbevuta di angostura; unire il curaçao.
Aggiungere lo spumante e mescolare con un cucchiaio lungo. Decorare con la frutta.

CHAMPAGNE COBBLER .2

(long drink freddo) per 1 persona. Servire in bicchiere cilindrico alto (tumbler). 1 bicchiere di champagne o spumante italiano brut, 1 cucchiaino di zucchero, mezzo bicchierino di curaçao, mezzo bicchierino di maraschino. Mettere, nel mixer glass, gli ingredienti e mescolare. Versare nel bicchiere di servizio pieno per 2/3 di ghiaccio e guarnito con frutta fresca

CHAMPAGNE CUP .1champaGNE COCKTAIL

(long drink – freddo) a persona. Servire in coppe o flùte. 1 bicchiere di champagne o spumante italiano brut, 1 zolletta di zucchero, 3 gocce di angostura, 2 cucchiai di macedonia di frutta, 4 gocce di curaçao. Mettere nel bicchiere la zolletta imbevuta di angostura, unire il curaçao e la macedonia.Aggiungere lo spumante e mescolare a fondo con un cucchiaio lungo. Usando una bottiglia intera di spumante moltiplicare per 8 le dosi e preparare lo champagne cup in una zuppiera o in una caraffa e tenere in frigo fino al momento di servire. Per versarlo nei bicchieri usare un piccolo mestolo.

CHAMPAGNE CUP .2

(long drink – freddo) per 4 persone. Servire in coppe o flùte. 1 bottiglia di champagne o di spumante italiano brut, 2 cucchiai di zucchero, mezzo bicchiere di cognac, frutta fresca a piacere (banane, fette di arancia, fragole). In una zuppiera o in una caraffa far macerare per circa 1 ora, in frigo, la frutta con il cognac e lo zucchero. Poco prima di servire aggiungere lo spumante. Con un mestolo versare nei bicchieri.CHAMPAGNE COCKTAIL61

CHAMPAGNE COCKTAIL

per 1 persona. Servire in un bicchiere a calice aggiungendo una buccia di limone. 1 bicchiere di champagne o spumante, 1 cucchiaio da caffè di sciroppo di zucchero o 2 zollette di zucchero, 1 spruzzo di angostura, 2 spruzzi di Curaçao. Riempite per circa un terzo il miscelatore con ghiaccio a pezzi, mettete lo zucchero, l’angostura e il Curaçao. Aggiungete tanti bicchieri di spumante quanti sono gli invitati e mescolate. Versate la miscela nel bicchiere guarnito da buccia di limone.

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Cocktail NEGRONI

Cocktail NEGRONI

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Il Negroni è un cocktail alcolico dal tipico colore arancione, ideato a Firenze nel 1919-20 dal conte Camillo Negroni. Negli anni ’20 il Conte frequentava il Caffè Casoni, ora chiamato Caffè Giacosa, di Firenze e, stanco del solito aperitivo Americano, chiese al barman Fosco Scarselli, dell’aristocratico Caffè, una spruzzatina di Gin in sostituzione del seltz al suo Americano in onore agli ultimi viaggi londinesi. E così nel caffè di Via de’ Tornabuoni, quello che per il conte era «il solito», divenne per gli altri un’Americano alla moda del conte Negroni ovvero un «Americano con un’aggiunta di gin», e prese il nome del conte che tanto lo amava. Oggi come allora il cocktail è considerato uno dei più famosi aperitivi italiani, e in tutto il mondo viene ordinato semplicemente Negroni. Cavalcando l’onda del successo, un imprenditore, certo Cavaliere Guglielmo Negroni, nato a Villanova sull’Arda vicino a Busseto nel 1889, ma non parente del conte Camillo, nel 1919 fondò a Treviso (TV), Italia, l’Industria Liquori Negroni, oggi denominata Distillerie Negroni e realizzò tra i vari prodotti l’omonimo Antico Negroni 1919

La ricetta dal mio sito preferito

COCKTAIL NEGRONI

Ingredienti:
3 parti di Gin, 2 parti di Vermouth rosso, 3 parti di Bitter Campari

Preparazione:
In un bicchiere colmo di ghiaccio versate il Gin, il Vermouth e il Campari, mescolate e avrete così ottenuto il Negroni.

Consigli:
Servite in un bicchiere del tipo old fashioned insieme con una mezza fetta di arancia.
segue

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Altri due cocktails con il vermuth rossoCOCKTAILS

SUN-RISE
5/10 Martini Rosso, 5/10 Ginger ale.
Si prepara nel tumbler grande con cubetti di ghiaccio. Si decora con 2 ciliegine

SAMOVAR
2/10 Martini Rosso, 2/10 Vodka, 1/10 Fraise des Bois Dolfi, 3/10 Acqua tonica.
Si prepara nel tumbler grande con cubetti di ghiaccio. Si decora con una fettina di limone e una fragola. Si serve con cannuccia

 

 

 

 

cocktail bellini

Cocktail BELLINI

Il Bellini è un cocktail ufficiale IBA, appartenente alla categoria dei long drinks a base di vino bianco frizzante (usualmente del Prosecco) e polpa frullata e succo di pesca bianca. È internazionalmente uno dei più noti cocktail italiani.

Ingredienti
10 cl di Prosecco
5 cl di Pesca
Zucchero

Procedimento
la ricetta originale prevede l’uso di polpa e succo di pesca bianca prodotta nel veronese, schiacciata e non frullata, mescolata al Prosecco, e un po’ di zucchero per correggere il sapore; servire in un flûte.

Varianti
Per via della diffusione limitata delle pesche bianche e del prosecco, esistono numerosissime varianti. Per esempio, quando non è stagione di pesche bianche, vengono usate al loro posto pesche gialle oppure succo di pesca. In altre varianti la pesca bianca viene sostituita con altri succhi o con altri liquori al sapore di pesca.

Nelle varianti si usano anche altri tipi di vino bianco frizzante al posto del Prosecco, anche se alcuni sostengono che il francese Champagne non sia il massimo accoppiato al gusto delicato delle pesche bianche del Bellini. Per una versione non alcolica, si usano succhi frizzanti o soda al posto del vino. Se usiamo lo champagne, diventa Bellini Royal.
Succo di lampone o fragola sono aggiunti nella versione confezionata.

Storia: Il Bellini è stato inventato nel 1948 da Giuseppe Cipriani, capo barista dell’Harry’s Bar. Per via del suo colore rosato che ricordò a Cipriani il colore della toga di un santo in un dipinto del pittore Giovanni Bellini, egli nominò il cocktail Bellini.

Il drink divenne una specialità stagionale dell’Harry’s Bar di Venezia, uno dei locali favoriti da Ernest Hemingway, Sinclair Lewis e Orson Welles. Successivamente divenne molto popolare anche alla sede dell’Harry’s Bar di New York. Dopo che un imprenditore francese instaurò una rotta commerciale per trasportare polpa di pesche bianche fra le due località, il cocktail divenne un classico perenne.

Cultura popolare
Il Bellini è uno dei cocktail ufficiali dell’Associazione Internazionale Bartender, ciò indica la sua popolarità ed il fatto che è noto a molti baristi.
“Io credo che la crescita della fama del cocktail Bellini sia strettamente legata alla notevole crescita delle catene di ristoranti italiani, specialmente Olive Garden, visto che i ristoranti italiani sono i luoghi dove questo cocktail è stato diffuso e promosso” ha detto Jack Robertiello, editor del magazine Cheers.
Fonte: Wikipedia

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Cocktail Rossini

Cocktail ROSSINI

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Il Rossini è una variante dei cocktail Bellini, Tintoretto e Mimosa, messa a punto verso la metà del XX secolo. Viene preparato con purea fresca di fragola e prosecco, che adesso viene sostituto da Champagne.
Si serve in flûte e ha un sapore fresco e rinfrescante.
Il nome rende omaggio al compositore Gioachino Rossini.

Il cocktail è composto da 1/3 di frullato di fragole e 2/3 di prosecco (o Champagne) freddo. Normalmente servito in flute.

Cocktail ROSSINI

Preparazione
La preparazione del cocktail consiste nella semplice unione di tutti gli ingredienti nel bicchiere assieme a del ghiaccio.
L’unico dettaglio è la purea di fragole, l’unico sistema per ottenerla è frullare le fragole; infatti, essendo queste un frutto senza succo, la polpa della fragola va tritata con il frullatore; la purea ottenuta andra’ poi mescolata assieme ad alcune gocce di succo di limone ed alcune gocce di sciroppo di zucchero.
Fonte: Wikipediarossini

 

Gioachino Rossini, o Gioacchino, al battesimo Giovacchino Antonio Rossini ( 1792 – 1868), è stato un compositore italiano.

Le ricette del Rossini bon vivant

Rossini era un amante della buona cucina. Sin da bambino – secondo i suoi biografi – avrebbe fatto il chierichetto essenzialmente per poter bere qualche ultima goccia del vino contenuto nelle ampolline della Messa. Ma, lo si capisce facilmente, questa asserzione – pure riportata in passato – ha il sapore della leggenda che, nel tempo, si è costruita attorno ad un personaggio sicuramente dalle molte sfaccettature e ricco di ironica originalità.

Alcune delle frasi che gli vengono attribuite e che, per questo aspetto, meglio lo definiscono sono l’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Non conosco – era solito aggiungere – un lavoro migliore del mangiare; Per mangiare un tacchino dobbiamo essere almeno in due: io e il tacchino; Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita.

Il compositore era spesso alla ricerca di prodotti di ottima qualità che faceva giungere da diversi luoghi: da Gorgonzola l’omonimo formaggio, da Milano il panettone, ecc.

Era anche grande amico di Antonin Carême, uno dei più famosi chef dell’epoca, il quale gli dedicò parecchie delle sue ricette; al che Rossini contraccambiò dedicando proprie composizioni musicali al grande cuoco. Una delle ricette che Rossini amava di più è l’insalata che aveva personalmente ideato, composta da mostarda, limone, pepe, sale, olio d’oliva e tartufo.

Durante la visita di Richard Wagner nella sua villa di Passy, è stato narrato che Rossini si alzasse dalla sedia durante la conversazione quattro o cinque volte per poi tornare a sedersi dopo pochi minuti. Alla richiesta di spiegazioni da parte di Wagner, Rossini rispose: “Mi perdoni, ma ho sul fuoco una lombata di capriolo. Dev’essere innaffiata di continuo”.

Nel libro “Con sette note”, di Edoardo Mottini, è scritto che un ammiratore – vedendolo così allegro e pacifico – chiese al maestro se egli non avesse mai pianto in vita sua: “Sì”, gli rispose Rossini, “una sera, in barca, sul lago di Como. Si stava per cenare e io maneggiavo uno stupendo tacchino farcito di tartufi. Quella volta ho pianto proprio di gusto: il tacchino mi è sfuggito ed è caduto nel lago!”.

Della passione culinaria di Rossini restano varie ricette, nelle quali compare sempre il tartufo d’Alba, o forse, meglio, di Acqualagna, viste le origini del Maestro, e, tra queste, i Maccheroni alla Rossini, ripassati in padella col tartufo,ed i tournedos alla Rossini, cuori di filetto di manzo cucinati al sangue, poi coperti con foie gras e guarniti col tartufo.