Confettura di giuggiole al profumo di limone

Confettura di giuggiole al profumo di limone

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Narra Omero (Odissea, libro IX) che Ulisse e i suoi uomini, portati fuori rotta da una tempesta, approdarono all’isola dei Lotofagi (secondo alcuni l’odierna Djerba), nel nord dell’Africa. Alcuni dei suoi uomini, una volta sbarcati per esplorare l’isola, si lasciarono tentare dal frutto del loto, un frutto magico che fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. È probabile che il loto di cui parla Omero sia proprio lo Zizyphus lotus, un giuggiolo selvatico, e che l’incantesimo dei Lotofagi non fosse provocato da narcotici ma soltanto dalla bevanda alcolica che si può preparare coi frutti del giuggiolo.

Una specie affine, lo Zizyphus spina-christi, è ritenuto dalla leggenda una delle due piante che servirono a preparare la corona di spine di Gesù.

Pare che per gli antichi Romani il giuggiolo fosse il simbolo del silenzio, e come tale adornasse i templi della dea Prudenza.

In Romagna e in altre regioni, in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa, nella zona più riparata ed esposta al sole. Si riteneva che fosse una pianta portafortuna.
Secondo gli scritti di Erodoto, le giuggiole potevano essere usate, dopo aver fermentato, per produrre un vino, le cui più antiche preparazioni risalgono a Egizi e Fenici.giuggiole brodo (2)

Ad Arquà Petrarca, comune veneto dove i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni, le giuggiole sono utilizzate per realizzare ottime confetture, sciroppi, e il famoso Brodo di giuggiole, un antico liquore. I frutti del giuggiolo hanno un blando effetto lassativo.

Confettura di giuggiole al profumo di limone
Ingredienti e dosi

1 kg. di giuggiole ben mature, 750 gr. di zucchero, la scorza grattugiata ed il succo di un limone, 400 ml. d’acqua.

Preparazione
  1. Lavare le giuggiole.
  2. Tagliarle a metà o a pezzi.
  3. Metterle in una pentola di acciaio più larga che alta e aggiungere l’acqua, la scorza ed il succo del limone.
  4. Cuocere a fuoco moderato sino a quando la polpa dei frutti si sarà ammorbidita.
  5. Togliere la pentola dal fuoco, far rafreddare il composto e passarlo al passaverdura per ottenere una purea e per eliminare i noccioli.
  6. Porre la purea ottenuta nella pentola già usata, aggiungere lo zucchero e cuocere a fuoco basso fino al raggiungimento della giusta consistenza.
  7. Per verificare la consistenza, versare qualche goccia su un piattino e far raffreddare: se tenendo in mano il piattino verticalmente, la confettura non cola, significa che è pronta, altrimenti prolungare la cottura per altri 5 minuti.
  8. Togliere la pentola dal fuoco e versare la confettura in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati, riempendoli sino ad un centimetro dal bordo.
  9. Chiudere ermeticamente e conservare in luogo fresco ed al buio.
Fonte: Vita in campagna 2011

Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.

 

Brodo di giuggiole

Brodo di giuggiole

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«Andar in brodo di giuggiole», succede nella zona dei Colli Euganei in Veneto, in alcune località della riviera del lago di Garda e nel mantovano; in particolare ad Arquà Petrarca, in provincia di Padova, si può dire che non ci sia casa senza almeno un albero di giuggiole!

Il brodo di giuggiole è un succo liquoroso preparato con le giuggiole appassite; è ricco di vitamina C e zuccheri, ha sapore dolciastro ed è talmente gustoso che l’espressione andare in brodo di giuggiole, riferita a chi manifesta grande felicità, deriva proprio dalla bontà di questo prodotto e quindi dal piacere che si prova consumandolo.
Va servito a temperatura ambiente per accompagnare biscotti e torte secche, ma anche cioccolato fondente, gelato e formaggi stagionati.giuggiole marmellata Ottimo come aperitivo, abbinato al Prosecco, oppure come digestivo.

La giuggiola, frutto del giuggiolo pianta proveniente dalla Siria e già conosciuta in Italia nel 1660, come risulta dal vocabolario della Crusca dell’epoca, oggi è coltivata anche in Italia ed è tipica della zona dei Colli Euganei in Veneto. Essendo uno degli ultimi frutti a maturare viene usato per fare il liquore omonimo.

– Narra Omero che Ulisse e i suoi uomini approdarono all’isola dei Lotofagi nel Nord dell’Africa. Alcuni dei suoi uomini, una volta sbarcati per esplorare l’isola, si lasciarono tentare dal frutto del loto, un frutto magico fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa.-

È probabile che il loto di cui parla Omero sia proprio lo Zizyphus lotus, un giuggiolo selvatico, e che l’incantesimo dei Lotofagi non fosse provocato da narcotici, ma soltanto dalla bevanda alcolica che si può preparare coi frutti del giuggiolo. In Romagna in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa nella zona più riparata ed esposta al sole. Si riteneva che fosse una pianta portafortuna.

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Ricetta 1 con vino bianco

 

Ingredienti
1 chilo di giuggiole, 1 chilo di zucchero, 2 grappoli di uva zibibbo, 2 bicchieri di vino bianco, 2 mele cotogne, la buccia grattugiata di un limone, acqua q.b.

Preparazione
In un tegame aggiungere le giuggiole precedentemente lavate e coprirle con acqua. Aggiungere l’uva e lo zucchero. Cuocere per 1 ora a fuoco dolce mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno. Aggiungere le mele, prive di buccia, tagliate sottili ed il vino. Alzare la fiamma e fare evaporare il vino. A fine cottura (quando si sta gelificando) aggiungere la buccia del limone grattuggiato. Passare il composto con un colino e invasare a caldo. Capovolgere i vasetti e lasciare raffreddare.

Vita in campagna 2011
Ricetta 2 con vino rosso

 

Ingredienti
1 chilo di giuggiole, 1 chilo di zucchero, 2 grappoli di uva zibibbo, 2 bicchieri di vino rosso, 2 mele cotogne, la buccia grattugiata di un limone, acqua q.b.

Preparazione
Lasciare appassire le giuggiole (ci vogliono un paio di giorni); non sbucciarle. Pesare e mettere in una pentola, ricoprire d’acqua. Pulire ed aggiungere l’uva e lo zucchero. Cuocere per un’ora a fuoco lento. Aggiungere le mele e il cabernet. Alzare la fiamma e far evaporare il vino. Verso fine cottura (quando si sta gelificando) aggiungere la buccia del limone grattugiato. Portate a ebollizione fino a ottenere uno sciroppo cremoso: passatelo, fate raffreddare e sigillatelo in bottiglie sterili lasciandolo al fresco e al buio.

Wikipedia

giuggiole brodo 1

 Brodo di giuggiole