2. Menù per la Festa della Donna

Menù

Antipasto freddo di pesce
Scrigno di Venere con tagliolini verdi o con tortellini
Grigliata di crostacei su pinzimonio
Sorbetto al limone
Torta al croccante con crema e maraschino o Mimosa

Cocktail MIMOSAAntipasto di mare con frutti di mare, molluschi, crostacei e verdureScrigno di Venere con tortelliniScrigno di Venere con tagliolini verdi

 

 

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Antipasto freddo di pesce
Salmone affumicato, gamberi, seppioline, acciughe marinate, salume di tonno, verdure, olive nere, salsa rosa, maionese.

Grigliata di crostacei su pinzimonio
Gamberoni, mazzancolle, scampi, spiedini di gamberi, astici, verdure miste crude per pinzimonio.

Vino e bevande
Verdicchio di Iesi, Albana di Romagna, Pignoletto dei Colli Bolognesi, Prosecco

Sorbetto al limoneInsalatona con erbe primaverili e carciofi crudigelato mimosa_tnServire il Vino ad ogni vino il suo bicchiere Abbinamento cibo-vino

 

 

 2. Menù per la Festa della Donna
La Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.
La mimosa
Nel settembre del 1944, si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un’idea di Teresa Noce di Rita Montagnana e di Teresa Mattei.
Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell’Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
2. Menù per la Festa della Donnaultima modifica: 2013-02-15T20:54:19+01:00da patiba
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