Rotolo con frutta sciroppata alla maniera di Petronilla

Rotolo con frutta sciroppata alla maniera di Petronilla

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 (per desinaretto)

Vuoi un suggerimento per quando vorrai deliziare la famiglia con un dolcetto? Il suggerimento è questo: impasta lungamente lungamente in una terrrinetta 250 gr. di farina bianca e 50 gr. di fecola di patate (o 300 gr. di farina se non puoi avere fecola) con 50 gr. di burro appena disciolto, 50 gr. di zucchero, un uovo intiero, un bicchierino di marsala ed un cucchiaino di lievito.

Versa l’impasto sulla spianatoia, stendilo con il mattarello in una sfoglia alta quant’era alto uno scudo del tempo… che fu; spalma la sfoglia, con una qualsiasi delle tue marmellate (se non ti abbonda il tempo necessario ad alquanto spignattare), o stendi sopra: mele, pere, prugne, albicocche, pesche sciroppate (se quel tempo non ti difetta affato).

Avvolgi su sè stessa la sfoglia in rotolo (in un quasi salame), stendi il rotolo in una tortiera imburrata e pennelane la superficie con un po’ d’albume. Inforna la teglia o ponila tra le brage; toglila dopo circa mezz’ora (quando colore e odore ti diranno che il rotolo è ben cotto); lascialo raffreddare; ritaglialo in fettine alte non più di un dito; stendi le fettine (che saranno tutte concentrici strati variegati) sopra al piatto; e… a deliziar la famiglia sarà pronto il dolcetto.

Le perline 1947/50

Petronilla, chi era?Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

 

Rotolo con frutta sciroppata alla maniera di Petronilla

 

Golosità fatte in casa Come sterilizzare i recipienti

Conserviamo la frutta: al naturale, sciroppata, sotto spirito.

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Oltre ad essere simpatico elemento decorativo, i vasi di conserva sono meraviglioso aiuto per la padrona di casa: anche se ormai è assai facile rifornire la cucina facendo la spesa al supermarket, è altrettanto vero che le conserve in genere, fatte in casa, acquistano un sapore particolare.

 Conservazione al naturale

Disponete nei vasi le frutta preparate, intere o divise a metà, a seconda delle loro dimensioni. Battete il fondo del vaso su un canovaccio ripiegato, posato sulla tavola, per aiutare le frutta a disporsi l’una accanto all’altra e riempite i vasi fino a circa 2 cm. dall’orlo. Aggiungete, ma è facoltativo, 2 o 3 cucchiai di zucchero per ogni vaso da 1 litro, a seconda dell’acidità delle frutta scelte. Chiudete ermeticamente i vasi e passate subito alla sterilizzazione.

Conservazione nello sciroppo

Per questo tipo di conservazione si usa uno sciroppo di zucchero che si ottiene mescolando acqua e zucchero nelle proporzioni dovute e facendoli bollire. Dal momento in cui lo sciroppo comincia a bollire, calcolate un po’ meno di 1 minuto; utilizzatelo poi a freddo o appena tiepido. Tenete presente che anche la frutta conservata nello sciroppo va poi sterilizzata.

Conservazione sotto spirito

È il sistema di conservazione riservato in genere alle ciliegie (ciliegie grosse e a polpa dura), ma si possono conservare allo stesso modo anche grossi grani di uva, uva spina e piccole susine. Le frutta (ben mature e pulite) vanno trapassate più volte con un grosso ago (in tal modo l’acquavite in cui sarà immersa penetrerà meglio) e poi disposte nei vasi, aggiungendo lo zucchero e l’acquavite a 45° oppure alcool a 97°, in questo caso NON punzecchiare le frutta perchè seccherebbero. Chiudete i vasi e durante la prima settimana, rigirateli e scuoteli un po’ in modo che lo zucchero e l’acquavite si possano mescolare bene. Le frutta sotto spirito non vanno mangiate prima che siano trascorsi almeno 2 mesi dal momento in cui sono state messe sotto spirito, meglio se questo tempo viene prolungato fifrutta,verdura,essicati,sotto spirito,sciroppateno a 3 o 4 mesi.

La ricetta della nonnafrutta,verdura,essicati,sotto spirito,sciroppate
«1 chilogrammo di pesche, o pere, o albicocche, 2 litri di grappa di vinacce buone, 4 cucchiai di zucchero caramellato.
Versate lo zucchero sul fondo del vaso da conserva, sopra mettete a spicchi la frutta (le albicocche a metà senza il nocciolo). Coprite con la grappa, invasate e lasciate per 60 giorni a maturare. Il frutto si serve sul piattino, il liquore nel bicchierino del rosolio.»

 Frutta e verdura essiccate
  1.  Essiccamento “al sole”: è adottato in campagna nei paesi in cui il sole ha grande forza e quando si può contare su più giorni di sole consecutivi. Ci si serve di graticci formati da un intreccio di vimini, su cui si dispongono frutta e verdura pulite e, se occorre, tagliate a fette. I graticci vengono poi esposti in pieno sole coperti con una leggera garza per evitare polvere ed insetti. I graticci devono essere ritirati la notte e in genere 4 o 5 giorni bastano per un perfetto essicamento. In alcuni paesi funghi e pomodori vengono infilati in lunghe collane e quindi esposti al sole.
  2. Essicamento “con calore artificiale”: si può usare il forno tiepido a 50-60°. La porta del forno deve essere socchiusa per consentire l’uscita del vapore acqueo e l’operazione va compiuta in 3-4 giorni.Si tiene la frutta nel forno per 7-8 ore e quindi si leva lasciando sempre un intervallo di dodici ore fra un essicamento e l’altro.
  3. Essiccamento “misto”: si può cominciare l’essiccamento al sole e terminare in forno.

Fra le frutta più adatte: albicocche e pesche gialle, tagliate a metà e senza nocciolo. Pere e mele a fette. Prugne intere o anche aperte e snocciolate. Ciliegie intere.
Fra le verdure: funghi, tagliati a fette. Pomodori tagliati a metà e senza semi.

Conservre la frutta: al naturale, sciroppata, sotto spirito.