Apparecchiare decorare la tavola CARNEVALE

Apparecchiare e decorare la tavola di CARNEVALE

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Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica. I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l’elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l’uso del mascheramento.

La parola carnevale deriva dal latino “carnem levare” (“eliminare la carne”) poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Le prime testimonianze dell’uso del vocabolo “carnevale” (detto anche “carnevalo”) vengono dai testi del giullare Matazone da Calignano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il 1400
Il Carnevale non termina ovunque il Martedì grasso: fanno eccezione il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ovodda il carnevale di Poggio Mirteto, il carnevale di Borgosesia e il Carnevalone di Chivasso.

Anche il Carnevale di Foiano della Chiana termina la domenica dopo le Ceneri. In diversi Carnevali il martedì grasso si rappresenta, spesso con un falò, la “morte di Carnevale”.

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Tradizionalmente nei paesi cattolici, il Carnevale ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle nove che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano; finisce il martedì precedente il Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima. Il momento culminante si ha dal Giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso). Questo periodo, essendo collegato con la Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. In realtà la Pasqua Cattolica può cadere dal 22 marzo al 25 aprile (Calcolo della Pasqua) e intercorrono 46 giorni tra il mercoledì delle Ceneri e Pasqua. Ne deriva che in anni non bisestili martedì grasso cade dal 3 febbraio al 9 marzo. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo.

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CARNEVALE

 
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Apparecchiare decorare la tavola SAN VALENTINO

Apparecchiare e decorare la tavola di SAN VALENTINO

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La festa di San Valentino ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. Tale tradizione fu diffusa dai benedettini, primi custodi della basilica dedicata al Santo in Terni, attraverso i loro monasteri prima in Italia e quindi in Francia ed in Inghilterra Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono. Sono molte le leggende entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita di san Valentino:

  • Una di esse narra che Valentino, graziato ed “affidato” ad una nobile famiglia, compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo “carceriere”: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole: «…dal tuo Valentino…».
  • Un’altra, di origine statunitense, narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci gesti d’affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.
  • Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separato dall’amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi.

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Apparecchiare decorare la tavola SAN VALENTINO
NATALE la casa la tavola la festa

Per NATALE la casa e la tavola sono in festa!

In Danimarca, nel mese di dicembre, non può mancare la Candela  Calendario

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La casa in festa


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Decorazioni albero Natale pigne, globi e ghirlande.
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La tavola in festa

La tavola di Natale è la più attraente e ricca di decori che vi sia. Attenetevi alla tradizione preferendo un’elegante tovaglia bianca: darà spicco al verde dell’agrifoglio, al rosso delle bacche e dei nastri di raso. Non dimenticate i tocchi lucenti dell’oro e dell’argento.

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Perchè un pranzo possa dirsi memorabile deve compiacere l’olfatto, il gusto e la vista: il profumo dei cibi deve essere invitante, i sapori eccellenti e la presentazione splendida. Una delle regole d’oro è quella di tener conto che l’allestimento della tavola diventa parte integrante dell’ambiente. Valutate con attenzione l’atmosfera della stanza e adeguate la tavola allo spirito dell’ambiente: fresco, misurato, disinvolto o elegante. Non abbiate timore di osare qualche contrasto,
“…basta solo abbinare bene i colori partendo ovviamente dal proprio servizio di piatti, dal sottopiatto o dalla fantasia della tovaglia, da un particolare insomma e poi armonizzare bene i colori di tutti gli altri addobbi”. theitaliantaste.com

candele natale.

Christmas Pudding candele natale

 I segnaposto  su ogni piatto, sono i “Christmas Crackers”: pacchettini a forma di caramella  da tirare contemporaneamente dai due lati con un compagno di tavolo,  a chi rimane la parte più grande si aggiudica il regalino contenuto: Segnaposto “sorprendente, UK Christmas Cracker
segnaposto natale.
Facili e carini i segnaposto con i tappi di sughero

segnaposto tappi-sughero

carolina natale 2Pranzo di Festa da Carolina

alberino di biscotti gingerbread 0

deco.plurielles.fr

immediatamente.”Kalenderlys”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

NATALE la casa la tavola la festa
 
Dove come mettere il Tovagliolo

Galateo: Dove e come mettere il Tovagliolo

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Il tovagliolo inizialmente si chiamava “truccabocca” ed inizia ad essere utilizzato a tavola nel Rinascimento. Questo accessorio nasce come mezzo di purificazione delle dita sporche di cibo e per pulirsi la bocca prima di bere dal bicchiere comune. I galatei dell’epoca raccomandano di non usare il tovagliolo per pulirsi il viso, i denti o per soffiarsi il naso. Quando le posate sono in cumune tra i commensali, viene anche utilizzato per pulirle prima di porgerle agli altri commensali. Il tovagliolo viene portato sulla spalla o sul braccio sinistro perchè si usa mettere nei piatti comuni la mano destra.

 Dove lo si mette

Nell’apparecchiare la tavola, il tovagliolo va messo:

  • sopra il piatto se si tratta di un pranzo di etichetta;
  • alla destra del piatto se si tratta di un pranzo normale; quando in un pranzo d’etichetta (cioè col tovagliolo “sopra” il piatto), l’antipasto o il primo piatto viene servito prima che i commensali si siedano e spieghino il tovagliolo, questo va tolto dal piatto e posto
  • alla sinistra, accanto alla forchetta.
Come si piega 

Il modo più classico è piegarlo in modo di formare un quadrato o un rettangolo. Esistono, però, anche fantasiose piegature

Come si tiene

Non si spiega il tovagliolo finchè la padrona di casa non abbia spiegato il proprio. Non lo si spiega completamente, ma in modo da formarne un lungo rettangolo che si appoggia sulle ginocchia. Vietato assolutamente legarlo al collo o infilarlo per un lembo nel gilé, nella scollatura o magari in un occhiello della giacca, come capita di veder fare a certi signori che si credono molto raffinati.

Come si usa
  • E’ assolutamente vietato usare il tovagliolo per pulire piatti e bicchieri, magari controllando l’operazione controluce, come se non si fosse ancora ben persuasi della loro pulizia.
  • Ci si pulisce sempre la bocca col tovagliolo prima di bere.
  • Si usa il tovagliolo con semplicità e decisione, non con affettata e ridicola delicatezza, senza fregarlo sulle labbra come se fosse uno strofinaccio dei pavimenti, ma senza farlo aleggiare come un’ape sui fiori.
  • Le signore che usano il rossetto sono pregate di fare attenzione: secondo alcuni dovrebbero pulirsi preventivamente la bocca con l’apposito fazzolettino rosso, ma anche senza giungere a queste meticolosità è bene che cerchino di non sporcare il tovagliolo e comunque non usino, per un pranzo in casa altrui, un rossetto che lasci macchie indelebili.
 Come va lasciato

Alla fine del pranzo il tovagliolo non deve essere piegato, né arrotolato, né steso come un dubbio lenzuolo, ma va lasciato appoggiato con garbo alla sinistra del piatto: infatti si presuppone che dopo l’uso debba essere lavato. In famiglia, però, ognuno faccia il piacere di piegare il proprio tovagliolo e metterlo nell’apposita busta o portatovagliolo, anzichè buttarlo là in malo modo, secondo un’abitudine troppo diffusa.

 Enciclopedia della Donna 1965

portatovagliolo bacche

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portatovagliolo

portatovagliolo

 

 

 

 

tovagliolo

Dove come mettere il Tovagliolo

2 Portatovagliolo carici

2. Portatovaglioli fai-da-te: Il portatovagliolo di carici

Occorrente

Un mazzetto di 18 foglie di carice¹ lunghe circa 40 cm.

 Preparazione
  1. L’ allineamento: Disponete le foglie in modo che siano allineate ala base; adagiatevi sopra il tovagliolo e avvoltolatelo per illungo avendo cura di non spiegazzarlo.
  2. Legare le foglie: Con cura legate tra di loro le foglie con un nodo semplice, assicurandovi che restino allineate alla base.
  3. Apritele a ventaglio

¹Carici – Carex è un genere di piante della famiglia delle ciperacee. È il genere più ricco di specie dell’intera famiglia. Si trova in tutto il mondo ma principalmente nelle zone temperate. La maggioranza dei carici (ma non tutti) si trovano in zone umide dove possono costituire la vegetazione dominante, in particolare nelle torbiere basse dette cariceti.

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da Idee creative 1982   

Il Portatovagliolo

  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food 

2 Portatovagliolo carici 

3 Portatovaglioli FIORI

3. Portatovaglioli fai-da-te di FIORI

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Il portatovagliolo con nastro di fiori

Occorrente

Gipsofila, speronella ed euforbia a mazzetti o in fiori singoli, più facili da legare; del nastro adesivo verde; del filo metallico verde lungo 20 cm.

Preparazione
  • Ricoprite il filo metallico. Sciegliete i fiori e spuntateli. Avvolgete il nastro intorno al filo metallico, tenendolo teso in modo che aderisca bene. Ripiegate ad anello un’estremità del filo.

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  • Fissare i fiori. Quando il filo metallico è ricoperto per circa 5 cm., iniziate a sistemare i fiori, fissandone il gambo al filo con il nastro adesivo.
  • Come dosporli. Ora formate una composizione compatta lunga 12 cm., avvolgendo il restante filo metallico con il nastro. Poi piegate a
    uncino l’altra estremità del filo e agganciatela all’anello dando forma al portatovagliolo.
  • Nodo supplementare. Per avere un nodo più grosso, eseguitene un altro sopra il primo, scegliendo fogliie piuttosto lunghe.

Il portotovagliolo con il gladiolo

Occorrente

1 fiore di gladiolo con gambo; 1 foglia di gladiolo lunga 30 cm; un paio di forbici.

Preparazione
  • La foglia in ammollo.Verificate che la foglia sia abbastanza lunga da avvolgere tutt’attorno il tovagliolo. Per poter lavorare con facilità immergete la foglia in un po’ di acqua calda
  • Il nodo. Lasciate la foglia a bagno per un’ora, poi asciugatela bene. Avvolgete la foglia intorno al tovagliolo e fate un nodo largo, avendo cura di non danneggiarla oppure spezzarla.
  • La rifinitura. Con le forbici tagliate le due estremità della foglia.
  • Aggiungete al portatovagliolo il gladiolo, fissando il gambo nel nodo della foglia.

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3 Portatovaglioli  FIORI

 

Il Portatovagliolo
  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food.

 da Idee creative 1982

4 Portatovagliolo edera

4. Portatovaglioli fai-da-te: Il portatovagliolo d’edera

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Occorrente

90 cm. d’edera, tagliata in tre pezzi; filo metallico verde.

Preparazione

 

  1. I preparativi. Prendete un pezzo d’edera e piegatelo a formare un anello della circonferenza di 20 cm. Fissatele un capo dell’edera al resto dell’anello utilizzando del filo metallico verde.
  2. Il rivestimento dell’anello. Assicurate l’altra estremità all’anello, poi avvolgete i rimanenti pezzi d’edera lungo l’anello, rivestendolo.
  3. Ultimi ritocchi. Quando siete soddisfatti della vostra composizione utilizzate il filo metallico per fissarla. Inserite il tovagliolo nell’anello e sistemate l’edera con eleganza.edera1.JPG

 

Il Portatovagliolo
  • a anello, è il portatovagliolo tradizionale, consiste in un anello di materiale robusto: metallo, legno o plastica, che contiene, arrotolato un solo tovagliolo di tessuto. Nel coperto viene posato a destra del piatto. Serviva per motivi igienici a distinguere i tovaglioli, in modo che non fossero scambiati tra i commensali, e sulla tavola di tutti i giorni, a ritrovare il proprio quando i tovaglioli non venivano cambiati ad ogni pasto, in questo caso avevano un diverso disegno o il nome per riconoscerlo.
  • per tovaglioli di carta, di forme e materiali vari contiene un mazzo di tovaglioli di carta. Di due tipi: formato da due pareti contiene i fogli in posizione verticale o costruito a scatola contiene i fogli impilati. Posto al centro della tavola quando non si posizionano i tovaglioli col coperto e nelle occasioni informali.
  • dispenser, contenitore a forma di scatola che fa uscire un solo tovagliolo di carta per volta. Usato nella grande ristorazione, come mense, bar e fast food.
4 Portatovagliolo edera Idee creative 1982
Apparecchiare decorare la tavola di HALLOWEEN

Apparecchiare e decorare la tavola di HALLOWEEN

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Ogni anno coinvolge grandi e piccoli, per festeggiare la notte delle streghe! Se non volete essere impreparati al “dolcetto scherzetto?“, ecco a voi una raccolta delle migliori immagini di addobbi per Halloween, dalle quali prendere spunto per creare le proprie prsonali decorazioni. Come addobbare la casa per Halloween. L’ingresso di casa, è il primo ambiente che dev’essere pronto ad accogliere i bambini alla ricerca dei dolcetti, ragion per cui deve rendere a pieno l’idea dell’Halloween, con zucche, fantasmi, ragnatele ed ogni elemento utile ad incutere orrore! Non solo, per chi tiene una festa, anche gli interni della casa devono rispettare la macabricità dell’evento.

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Apparecchiare decorare la tavola di HALLOWEEN
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«Il popolo di Penne, paese in provincia di Pescara, ha creato, secolo per secolo, un mondo fantastico, “magico”, in cui elementi tipici e costitutivi del cristianesimo, del paganesimo ed altri provenienti da culture e tradizioni diverse si fondono e si concretizzano in una particolare forma di religiosità somma di quelle conoscenze e di quelle acquisizioni….»
Arcobaleno
Dove l’arcobaleno s’appuje n’terre sono nascosti i tesori delle fate e dei “mazzimarille”. Generalmente sono custoditi in grosse pentole di rame.
Determinazione del sesso del nascituro
Si prende un pezzo di massa di pane e si pone vicino alla brace del focolare: se fa un bozzo (s’arrezze) nascerà un maschio; se si apre (fa la spaccarelle) sarà una femmina.
Fate
Sono donne bellissime vestite di […]
Galateo: TAVOLA RUSTICA

Galateo: LA TAVOLA RUSTICA

Arabia Steamboat Museum,  Kansas City, USA. The ship Arabia sank in the Missouri River on September 5, 1856, and was rediscovered in 1988.

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Solo l’essenziale: In una graziosa cucina di campagna, sul bel tavolo in legno di pino, tutto ciò che serve è semplicità e un po’ di gusto nei colori.

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Perché mangiare sia un’esperienza piacevole, perché l’ora dei pasti diventi una gradevole pausa di distensione o uno svago, non basta scegliere preparazioni appetitose, realizzarle con cura e presentarle in modo attraente; è anche abbastanza importante creare un ambiente confortevole, e a questo contribuisce molto una tavola apparecchiata con garbo e rispondente alle esigenze del momento.

tyavola rustica,campagna,posate,tovaglia,pratiIn una casa di campagna, dove magari si mangia in cucina, o in una casa arredata con molta semplicità,, o in un giardino, in genere non è il caso di apparecchiare la tavola con tovaglie di pizzo, piatti di porcellana sottile, calici di fragile cristallo: quasi sempre stanno meglio piatti e bicchieri robusti e, se il tavolo è bello, la tovaglia potrà non esserci o essere sostituita da un servizio all’americana. Tutto più disinvolto; e potrete portare in tavola la minestra in un recipiente di coccio, o la frittata nella padella di ferro dove l’avete cotta, o il vino del suo fiasco.La disinvoltura, però, non vi impedirà di avere tavole bellissime, se volete, e se curate l’armonioso accostamento di colori e forme. Potete, se vi piace, mettere l’accento sull’allegria, scegliendo oggetti di tinte vivaci; e potrete sbrigliare la fantasia nella decorazione, disponendo al centro un mazzo di fiori coloratissimi, un cesto di frutta, un trofeo di pannocchie o di verdure.

 Galateo:  TAVOLA RUSTICA
da Il grande libro della cucina d’oggi – 1982

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“Arabia Steamboat Museum – Kansas City, MO – DSC07258” by Daderot – Daderot. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Arabia_Steamboat_Museum_-_Kansas_City,_MO_-_DSC07258.JPG#/media/File:Arabia_Steamboat_Museum_-_Kansas_City,_MO_-_DSC07258.JPG
Galateo: LA TAVOLA ELEGANTE

Galateo: LA TAVOLA ELEGANTE

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Sofisticata e pallida questa tavola di primavera che cattura la freschezza dei boccioli chiari e dei verdi teneri. Un decoro di questo tipo richiede un certo tempo: la raccolta dei fiori, dei rami, delle foglioline, il comporli con grazia. Ma ne vale la pena!

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Perché mangiare sia un’esperienza piacevole, perché l’ora dei pasti diventi una gradevole pausa di distensione o uno svago, non basta scegliere preparazioni appetitose, realizzarle con cura e presentarle in modo attraente; è anche abbastanza importante creare un ambiente confortevole, e a questo contribuisce molto una tavola apparecchiata con garbo e rispondente alle esigenze del momento.

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Una bella tovaglia ben stirata, naturalmente con i suoi ben stirati tovaglioli, dei piatti, posate e bicchieri di prima qualità possono essere già sufficienti ad apparecchiare una tavola elegante. Ma, per renderla più ricca e accogliente, si possono aggiungere molte altre cose. Prima di tutto, forse, un centrotavola: un mazzo di fiori, oppure un’alzata di frutta, magari ingentilita con fiori o con foglie, o un bell’oggetto, d’argento o porcellana o ceramica: qualunque cosa, purché in armonia con gli altri arredi. Badate a non fare un centrotavola troppo alto, che impedisca ai commensali la vista l’uno dell’altro. Potete anche sostituire il mazzo di fiori centrale con mazzi più piccoli, da sistemare qua e là, o posare fiori e foglie direttamente sulla tovaglia. Ci potranno essere anche sottopiatti d’argento, salierine individuali, piattini per il pane, segnaposto con i nomi dei convitati. Su una tavola elegante il vino si porta adagiato in uncestello o, meglio ancora, versato in belle caraffe. E sta anche molto bene, la sera, qualche candela accesa: dovranno essere nuove, ma, perché non mandino cattivo odore, saranno state prima accese per un momento e subito spente in attesa degli ospiti. Il vostro buon gusto basterà a suggerirvelo, ma evitate i contrasti stridenti. Per esempio, sulla tovaglia bianca andranno bene piatti di qualsiasi colore (tranne, forse, quelli interamente bianchi); se invece la tovaglia ha un colore intenso, dovrete fare attenzione alle tinte dei piatti e un po’ anche dei fiori. Altro esempio: a una tavola apparecchiata con ricercatezza non servite vivande di tipo troppo campagnolo. Del resto, sono cose che vanno da sé: l’occasione importante vi suggerirà nella scelta del menù la stessa raffinatezza che mettete nel preparare la tavola.

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Galateo: LA TAVOLA ELEGANTE
da Il grande libro della cucina d’oggi – 1982
Museum Senftenberg (im Schloss Senftenberg) Festlich gedeckter Tisch
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“Gedeckter Tisch 1 Museum Senftenberg” by Photo: Andreas Praefcke – Own work (own photograph). Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons –
Apparecchiare decorare la tavola per la FESTA DELLA DONNA:

Apparecchiare e decorare la tavola per la FESTA DELLA DONNA

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La giornata internazionale della donna (comunemente definita festa della donna) ricorre l’otto marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.
La mimosa, fiorisce proprio nei primi giorni di marzo: nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell’Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto. Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
Apparecchiare e decorare la tavola per la FESTA DELLA DONNA:
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casaetrend.it


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8 marzo FESTA DELLA DONNA 
 
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