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Galateo: Secondo matrimonio

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Chi ottiene il divorzio o chi disgraziatamente ha perso il suo primo compagno di vita, generalmente si risposa, lo dicono i dati delle statistiche. (..)

Ma la seconda volta – e a maggior ragione la terza o la quarta – la discrezione si impone come regola generale. In chiesa o in municipio, la sposa non si veste di bianco e lo sposo non indossa il tight. Per tutti e due sarà perfetto un abito molto semplice, grigio scuro per lui, un tailleur con cappellino per lei. Un piccolo e raffinato bouquet di fiori sarà l’unico distintivo matrimoniale. Pochi amici, di solito invitati informalmente per telefono, assisteranno alla cerimonia, mentre la più cara amica di lei e il più caro amico di lui fungerannno da testimoni. Seguirà un pranzo o una cena, a seconda dell’ora del matrimonio, al ristorante se gli sposi non abitano ancora insieme, in casa se le nozze hanno coronato una stabile e collaudata convivenza.

In tono anche le partecipazioni, da inviare a matrimonio avvenuto agli amici e ai conoscienti per i quali sarebbe un torto non essere informati della felice unione: un cartoncino bianco con i nomi dei due sposi che partecipano da soli l’avveniimento, anche se mamma e papà sono giovanissimi e in perfetta salute. Persino i regali si adeguano a un contegno così riservato e sono facoltativi per tutti, compresi i testimoni. Ma è impensabile che i più cari amici degli sposi non attestino con un dono la loro piena ed entusiatica adesione all’iniziativa.

Ma perchè è necessaria tanta discrezione? Innanzi tutto perchè primi mariti e prime mogli, presenti o assenti dal pianeta, hanno avuto un preciso ruolo sociale, che è ingenuo e sciocco voler annullare. Poi perchè i secondi matrimoni avvengono quando non si è più giovanissimi (..). E infine perchè l’occhio vuole la sua parte: i matrimoni in bianco e relativi festeggaimenti solenni sono bellissimi spettacoli se i priotaginisti sono molto giovani, mentre anche solo poche rughe rovinano l’estetica della cosa.
 
E se ci sono dei figli di prime nozze? Piccoli o adulti che siano, quando mamma e papà si risposano, gli secondo matrimonio,nozze,sposo,sposa,testimoni,figlisono dovute attenzioni particolari, perchè non si sentano scavalcati o trascurati. Comunicate loro per primi ogni decisione, chiedetegli in tutta sincerità cosa ne pensano, fateli partecipare. Con loro la discrezione è inutile e sbagliata perchè preferiscono la sincerità.

Fonte: Confetti e auguri – Passigli e Buffetti 1986

CONFETTI: colore giallo

Mirto per amore
Se volete addobbare la tavola degli sposi, cercate dei ramoscelli di mirto. Questa pianta per secoli è stata considerata un simbolo d’amore. In Gran Bretagna venne introdotta nel XIX secolo una deliziosa tradizione, quando il principe Albero, futuro marito della regina Vittoria, aggiunse un ramoscello di mirto al bouquet della sposa. Il ramo venne poi piantato e attecchì. Da allora, tutte le spose, della casa reale inglese adottarono la consuetudine di staccare un ramoscello da quella pianta per aggiungerlo al proprio bouquet.
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Galateo: Secondo matrimonio
Eleganza Galateo nozze Autunno-Inverno: LA SPOSA

Eleganza e Galateo per le nozze di Autunno-Inverno: LA SPOSA

Enciclopedia della donna 1963

Le cerimonie
: MATRIMONIO

 

NOZZE DI AUTUNNO-INVERNO

I problemi più importanti della sposa di autunno e d’inverno sono legati proprio alla stagione in cui verrà celebrato il matrimonio: quali sono i tessuti più adatti per l’abito da sposa? Come ripararsi dal freddo di un rigido giorno di dicembre? Lo sposo può indossare il cappotto? Il cappello? Quali sono i particolari che la stagione suggerisce?

L’ABITO DELLA SPOSAsposa autunno
La sposa, grande protagonista, ha a disposizione per il suo abito formule diverse secondo il tono delle nozze, il suo gusto personale, le sue possibilità:

  • abito molto importante, bianco lungo, magari provvisto di strascico,
  • abito bianco, lungo, più semplice e meno sontuoso,
  • abito bianco e corto,
  • abito da passeggio colorato.

Se sceglie l’abito bianco in una delle tre formule suddette, ecco qualche suggerimento.

I tessuti:
I più adatti alla stagione autunnale o già decisamente invernale sono piuttosto consistenti pesanti. Meglio perciò scartare quelli aerei, vaporosi e trasparenti (come il tulle, l’organza, il voile, lo chiffon) e preferire invece il raso, il velluto, il pizzo, l’ottoman, il crespo, il faille, il broccato. Tra tutti questi il più morbido, cedevole, adatto ai drappeggi è il crespo (può essere di seta o di fibra artificiale ma anche di lana) o anche il cady; il più tradizionale è il raso, il più vistoso il pizzo. È estremamente importante per la perfetta riuscita dell’abito che il tessuto sia scelto in stretto rapporto al modello: per ottenere certi effetti e certi risultati ci vogliono morbidezze o pesantezze speciali. Con un tessuto inadatto al modello scelto si può rischiare di rovinare tutto.

Il modello:
I tessuti che abbiamo elencato sono indicati sia per confezionare abiti tradizionali, sia modernissimi o comunque meno classici, come per esempio (adattissimo, data la stagione) l’ insieme di abito più mantello uguale, lungo o corto. L’essenziale sarà scegliere un modello adatto alla propria figura e anche alle propria personalità.sposa autunno
La sposa “pratica” quella cioè che preferisce andare all’altare con un abito sfruttabile poii in molte occasioni, sceglie, invece del tradizionale abito bianco, un insieme elegante ma non troppo. Evita i colori decisamente scuri (fa eccezione il blu che però è più adatto alla primavera) e si orienta su colori delicati: per esempio il grigio chiarissimo, lievemente rosato oppure ghiaccio, il beige in tutte le sue gradazioni (cognac, biscotto, castoro), l’azzurro e il rosa in tutte le sfumature. Circa i tessuti sceglierà un tessuto di lana abbastanza caldo ma non necessariamente pesante (crespo, grap, ecce.), oppure la lana-seta. Per quanto riguarda il modello, sempre sicuri e godibili i completi formati da abito più giacca o abito più soprabito che potranno essere impreziositi da una guarnizione di pelliccia. (Ndr: sintetica). Anche il tailleur classico, completato da una blusa o camicetta, è molto adatto.
In testa un cappello o un’acconciatura, ma senza velo; consigliamo di scegliere un cappello, per esempio, di velluto o di pelliccia, oppure, molto chic, una cuffia-turbante nello stesso tessuto dell’abito. In mano la sposa avrà solo il bouquet, dono gentile e romantico dello sposo, e unica nota bianca. In guanti e le scarpe saranno intonate all’abito; da scartare le scarpe bianche che sono fuori stagione, ingrossano il piede e non dopo non donano affatto.

LA REALIZZAZIONE
Ed ecco qualche consiglio circa la realizzazione pratica dell’abito da sposa. A chi rivolgersi dunque? Sarta? Sartina? Sartoria? Oppure acquistarlo già pronto in un negozio specializzato? Le risposte a questi interrogativi sono diverse, naturalmente, secondo i casi. Tuttavia ci pare utile qui dare alle future spose qualche consiglio.

  • Chi ha sottomano la sartina brava, volonterosa e non vuole che l’abito da sposa venga a costare un piccolo patrimonio, le affidi pure l’incarico, ma abbia l’avvertenza di scegliere un modello estremamente semplice, da realizzare magari in un tessuto già di per sé importante e vistoso (per esempio il pizzo o in genere tutti tessuti ricamati) che non richiede alcuna estrosità.
  • Chi può disporre di una brava sarta le affidi senza preoccupazione la realizzazione dell’abito. Coi suoi consigli, la sua esperienza e la sua già provata capacità non si correranno rischi e i risultati saranno senza dubbio eccellenti.
  • Chi ha buone disponibilità finanziarie e decide, data l’eccezionalità dell’occasione, di rivolgersi a una sartoria di un certo nome, potrà essere certa di avere un abito non solo bello e ben fatto, ma anche di linea. Un consiglio, tuttavia: cercate di non farvi troppo influenzare e scegliete un abito che si addica al vostro gusto, indipendentemente dalla moda o da altre considerazioni strane.
  • Chi ha poco tempo a disposizione, chi non ha una sarta di fiducia e non ama rischiare, chi ama acquistare gli abiti dopo averli visti già belli e pronti, può rivolgersi alle case di confezioni, e negozi specializzati (ce ne sono parecchi nelle grandi città) persino ai grandi magazzini, dove troverà diversi modelli e potrà scegliere quello che più le piace e le sta bene.

“IDEE” DI STAGIONEsposa autunno
Qualunque sia l’abito scelto, ricordate che come guarnizione è particolarmente adatta la pelliccia (…). Ed ecco a proposito di pelliccia, un’idea insolita, romantica e molto di stagione: il manicotto-bouquet. Sul piccolo manicotto di pelliccia bianca si appuntano i fiori del bouquet: l’effetto è veramente delizioso, specie se un altro piccolo tocco della stessa pelliccia compare nell’abito da sposa.

  • Un’idea diversa per l’acconciatura: il velo alla Lawrence d’Arabia, consigliato alle spose più moderne, a quelle con l’ovale perfetto e possibilmente brune. È formato da una grandissima sciarpa di voile o di chiffon sistemata asppunto come i barracani degli arabi. La sciarpa, a fitte pieghe, è avvolta tutto attorno al capo, copre interamente le orecchie e il collo, come un grande cappuccio. L’effetto, veramente insolito, è bellissimo e la soluzione è pratica anche perché è “antifreddo”.
  • Un’idea che piacerà alle appassionate di maglia: è il vestito da sposa interamente lavorato a pizzo con l’uncinetto. Diritto, semplicissimo, l’abito potrà essere corto o lungo, e sarà completato da un giacchino bolero o da una cappa soprabito uguale.

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 Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986

I riti nuziali di ogni civiltà e tradizione hanno attribuito grande importanza alla veste indossata dalla sposa, come simbolo di passaggio dal suo stato di sdonna nubile a quello di dona sposata. Il rosso, in tutte le sue sfumature, è stato per secoli il colore tradizionale della tunica della sposa sia in occidente che in oriente. Il bianco, che per noi è il colore classico delle spose, si è affermato in tempi recenti, per la precisione nel secolo scorso nell’inghilterra vittoriana: solo le famiglie più ricche e benestanti potevano concedere alle proprie figlie che si sposavano un abito di un colore così delicato e così facile da sporcare, che come un fiore durava soltanto un giorno e come un fiore doveva essere bellissimo ed effimero. E poi il bianco era anche il colore della purezza e dell’innocenza.(..).


Ecco la gustosa descrizione di un modello per un abito da sposa tratta da La dernière Mode, una famora rivista francese del 1874: “Sottabito di raso bianco con gonna in tarlantana, ogni voltant termina con un fiocco di nastri frastagliati come foglie di di cicoria. Bene, ve n’erano almeno venti sullo strascico, mentre sul davanti ne ho contati solo quattro. Tunica pieghettata trasversalmente e fissata sulla gonna; sul bordo della tunica, in basso, frangia con perle bianche. Larga cintura in raso, che parte da un lato e avvolge, ricadendo lungo la tunica, per annodarsi sullo strascico… Il corpino è accollato e a barchetta, interamente foderato di raso, come le maniche, e tutta la guarnizione consiste in un nodo di nastri frastagliati simile a folta cicoria, e in un mazzolino di fiori d’arancio posto a lato, sulla spalla”. Cronista d’eccezione, sotto pseudonimo, il grande poeta francese Stéfhane Mallarmé.

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Abito del 1870 fonte: donne.notizie.it

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14 luglio 2012 – Le nozze di Eleonora e Walter

 

 

Eleganza Galateo per nozze Autunno-Inverno. LO SPOSO gli invitati

Eleganza e Galateo per le nozze di Autunno-Inverno. LO SPOSO e gli invitati

Enciclopedia della donna 1963

Le cerimonie
NOZZE DI AUTUNNO-INVERNO
I problemi più importanti della sposa di autunno e d’inverno sono legati proprio alla stagione in cui verrà celebrato il matrimonio: quali sono i tessuti più adatti per l’abito da sposa? Come ripararsi dal freddo di un rigido giorno di dicembre? Lo sposo può indossare il cappotto? Il cappello? Quali sono i particolari che la stagione suggerisce?

LO SPOSO
In un matrimonio decisamente importante lo sposo indossa quel bellissimo abito da cerimonia che è il tight.

Anche se nevica lo sposo non indosserà sul tight il soprabito, se mai provvederà a mettere sotto una maglietta di lana.

In questi ultimi anni si è andata affermando per lo sposo un tipo d’abito che somiglia molto al tight senza essere così impegnativo. È il cosiddetto “tight corto”. È composto da un paio di pantaloni grigi a righe, uguali a quelli del tighti e da una giacca nera, classica. Il gilet può essere nello stesso tessuto della giacca oppure come quello del tight, color grigio perla. Camicia bianchissima con collo inamidato, cravatta grigia o meglio ancora bianca piccolissimi disegni neri, molto fitti e discreti. Calze nere, scarpe nere a punta arrotondata. Se la stagione è già avanzata lo sposo potrà indossare sul tight corto un soprabito nero, leggero che servirà poi per tutte le occasioni eleganti della sua vita futura.
Lo sposo che opta per un abito più semplice, sceglie un bel monopetto grigio fumo di Londra, in lana pettinata, abbastanza pesante ma non troppo. Non dimentica assolutamente di farsi fare il gilet (e di indossarlo).
Lo sposo “pratico” sceglie un abito più sportivo col quale partirà anche per il viaggio di nozze: per esempio un bel vestito classico di cheviot o di flanella, grigio medio. Camicia di seta bianca, cravatta blu a piccoli pois bianchi, scarpe nere, calze blu scuro. Potrà accompagnare questo insieme con un soprabito di lana grigio medio, di tono non troppo sportivo.

TESTIMONI E INVITATI
Come si sa, i testimoni, i parenti degli sposii e gli invitati vestono come lo sposo. Gli altri invitati possono vestire in modo più semplice, ma sempre in tono piuttosto elegante. Un abito serio, grigio scuro, è sempre distinto e va sempre bene. Anche il soprabito non deve mai essere troppo sportivo: niente, perciò, loden, spigati, tweed.

Le signore hanno una larghissima scelta per il loro abbigliamento. Di solito i completi abito più mantello sono i più adatti. (NdR: ricordo che siamo nel 1963) Chi ha la pelliccia (anche nera), può indossarla, a patto però che non sia decisamente sportiva (da scartare le pellicce maculate come ocelot, leopardo, opossum, marmotta).

In testa un cappello o un’acconciatura intonata all’abito. Questo potrà essere un abito tipo pranzo; elegante ma non troppo scollato e non troppo da sera. Meglio evitare il nero.

La Bottoniera
o Boutonnière è un piccolo tocco di raffinatezza ed un dettaglio irrinunciabile. E’ il fiore che si posiziona all’occhiello della giacca dello sposo. Per comporre la Bottoniera si usa il fiore principale presente nel bouquet della sposa assieme ad un rametto, per esempio, di gipsophyla (Velo da Sposa o Nebbiolina).
Anche per i testimoni e per i genitori è di tradizione la Bottoniera, che sarà più piccola di quella dello sposo.

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Eleganza Galateo per nozze Autunno-Inverno. LO SPOSO gli invitati
La sposa bella degli anni Sessanta

La sposa bella degli anni Sessanta

 ENCICOPEDIA DELLA DONNA 1963

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Viso riposato, carnagione luminosa, occhi scintillanti fanno la sposa bella. Non è solo la felicità a far splendere il suo viso: ella si è preparata al gran giorno per tempo e con cure sapienti.

LA SPOSA BELLA

“Le spose sono tutte belle”: c’è una parte di verità in questo amabile luogo comune. Si è mai vista una sposa bruttina, scialba, in disordine? La commozione le addolcisce i lineamenti, la felicità dà una nuova luce ai suoi occhi: è tenera, patetica, radiosa. Ma a volte l’emozione, il trambusto della vigilia giocano brutti scherzi e la sposa, la mattina delle nozze, si ritrova col viso tirato, i capelli che non tengono la piega, il colorito terreo. Che fatica, allora, per rimettersi in sesto! Senza contare che questi rimedi di “emergenza” la renderanno agitata e nervosa. Meglio pensarci in tempo. Qualche precauzione, durante le due settimane che precedono le nozze, eviterà sorprese incidenti.

QUINDICI GIORNI PRIMA
Occorre mettersi a dieta, una dieta senza eccessive imposizioni ma che semplicemente eviti troppi intingoli, liquori, cioccolatini, grassi. Proprio per arrivare al giorno delle nozze con una linea impeccabile e una carnagione limpida: niente antiestetici “cuscinetti”, niente rossori nè macchie. Così il giorno delle nozze, la sposa potrà concedersi i brindisi più festosi senza paura del foruncolo improvviso; e durante la luna di miele non sarà costretta a immalinconire suo marito con “passati” di verdura e bistecche senza sale.

UNA SETTIMANA PRIMA
Visita dal pedicure: depilazione con ceretta a caldo, che assicura gambe lisce almeno per un mese. Sarà bene anche farsi fare una leggerissima permanente “a freddo”. I capelli avranno una piega naturalmente morbida e facile da pettinare. In questo modo eviterete durante il viaggio di nozze quei bigodini notturni così poco romantici o (per chi non usa i bigodini) le ciocche sfilacciate che danno subito un’aria disfatta.

DUE GIORNI PRIMA
Un trattamento all’Istituto di bellezza: le sopracciglia saranno regolate, i punti neri eliminati e un massaggio finale darà “tono” a tutto il viso. La sposa deve apparire “riposata” e serena, anche se ossessionata dagli inviti, dalle telefonate, dal fiorista, dalla sarta, dalle amiche premurose. Il viso “ripulito” e rivitalizzato perderà, in due giorni, quel tono troppo “rimesso a nuovo” che alle volte si acquista negli istituti di bellezza, ma sarà sempre tanto gradevole e morbido da incantare “lui” e di altri ospiti.

IL GIORNO PRIMA
Un bagno riposante e disintossicante a base di fiori o vitamine. Visita dal parrucchiere: la “messa in piega” sarà bene irrigidita dal fissatore (solo il mattino delle nozze si dovranno spazzolare da ogni lato i capelli per averli soffici e a posto). Meglio scegliere un’ acconciatura facile (sempre sulla base della permanente fatta una settimana prima), a meno che il velo da sposa non esiga una linea tanto elaborata e fastosa da richiedere l’intervento del parrucchiere, anche un’ora prima del “sì”.

IL MATTINO DELLE NOZZE
La sposa ha il viso scavato dall’emozione: comprensibilissimo. Però, potrà ammorbidirlo con una maschera di bellezza leggera leggera, appena idratante e stimolante. Subito dopo, sottocipria quasi incolore e un po’ di cipria che non nasconda il pallone (è così romantico), ma che dia più luminosità a tutti il volto. Per questo, sarà bene sceglierla leggermente rosata. Gli occhi? Una goccia di collirio e nient’altro: nè rimmel, nèi ombretto, né matita nera. Il mattino di nozze non va confuso con la notte di Capodanno. È concesso solo il rimmel impermeabile, ma poco: se una sposa felice si lascia sfuggire una lacrima anche una sola, il viso non deve improvvisamente e desolatamente rigarsi di nero e di blu, a causa del trucco. Il rossetto sarà chiaro chiaro, sui toni del rosa, mai dell’arancione. Profumo? Niente, anche se quello che piace a “lui”. Basterà il profumo del bouquets.

TRE CONSIGLI PREZIOSI

  • Mai cambiar colore ai capelli, per il giorno delle nozze. È una mancanza di stile. Se il parrucchiere vi tenta con splendide sfumature dorate o rossiccie, abbiate il coraggio di dire “no”. A “lui” piacete così come siete: non è il giorno adatto per tentativi azzardati.
  • Curate le mani in modo particolare: niente smalto rosso, niente smalto rosa: solo un pochino di lacca incolore. Guai se un’unghia è scheggiata, guai se le mani non sono morbide. Basta un po’ di crema al mile o alla glicerina, basta una spazzolata energica con la pietra pomice insaponata.
  • Non colmate con creme e barattoli la valigia della “luna di miele”. Occorrerà solo una crema per la pulizia serale, il solito tonico, molte veline detergenti per rinfrescare il viso durante il giorno, senza troppe complicazioni. Poca cipria, sempre il sottocipria; il vostro preziosissimo deodorante, il vostro solito rossetto. Guai atteggiarsi subito a “sposine”, con acconciature austere o troppo elaborate, trucco deciso, stile imponente: “lui” vuole ritrovare accanto se la ragazza di cui si è innamorato e che ha voluto sposare.
La sposa bella degli anni Sessanta
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Eleganza Galateo nozze Autunno-Inverno: LA SPOSA

Eleganza e Galateo per le nozze di Primavera-Estate: LA SPOSA

Enciclopedia della donna 1963 Le cerimonie

 MATRIMONIO

PRIMAVERA-ESTATE: TEMPO DI NOZZE

Non c’è una stagione per i matrimoni; eppure quasi tutte le donne sognano di sposarsi in un giorno caldo e luminoso, pieno di profumi e di fiori, indossando un abito candido e fresco, un velo leggero leggero nel quale il sole e la brezza scherzino volentieri. La primavera e ancor più l’inizio dell’estate sembrano dunque le stagioni ideali per i matrimoni; se ne celebrano moltissimi, infatti, da aprile a luglio; tutti, semplici o importanti, intimi o sfarzosi sono, salvo rare eccezioni, assistiti da del tempo.

LA SPOSA
La sposa può scegliere il suo abito tra gli innumerevoli modelli tradizionali o tra quelli proposti dall’ultima moda. In ogni caso, per l’abito lungo e importante oppure corto e “svelto”, bianco o in colore, bisognerà studiare soprattutto due elementi: linea e tessuto.

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La linea.
Nella scelta del vestito di nozze la futura sposa dovrà tener presente la sua figura, la sua età, il suo tipo. Tutti guardano la sposa, si sa, e in genere i commenti sono benevoli perché la felicità rende, si dice, tutte le spose belle. Ma un vestito sbagliato, magari bellissimo in sé, ma inadatto, può compromettere seriamente la sua bellezza che, non dimentichiamolo, sarà “eternata” dalle immancabili fotografie. Non dica ” io mi sposo per lui e lui quel giorno non guarderà il vestito, tanto non se ne intende” per improvvisare all’ultimo momento un abito che può rivelarsi poco felice; e neppure però faccia un dramma, un problema mondiale di questo vestito. Se ne occupi possibilmente, parecchio tempo prima della fatidica data, consigliandosi con la sarta, sfogliando riviste di moda (esistono di “speciali” che presentano soltanto abiti di nozze), provando a schizzare da sola, se ne è capace, il modello che ha sempre sognato. Ricordi poi che la lineaimpero sta bene a tutte: alle piccole perché le allunga, a chi non ha la vita di vespa perché la nasconde (ma non esageri spostandola troppo in su). I vestiti dalla gonna ampia a palloncino stanno bene alle magrissime che hanno bisogno di “riempirsi” e di mettere in risalto la vita sottile.
Le linee molto elaborate, con mantelli e cappe che appesantiscono inevitabilmente l’insieme,, non sono adatte alla stagione primaverile-estiva. Meglio adottare corpini lisci, con maniche corte (se non si hanno braccia troppo robuste o magre come grissini) e scollature a barchetta appena scese sotto la base del collo che danno slancio a tutta la testa. Non troppi particolari e troppi motivi, per carità: pochi, ma ben studiati. I nodi, i fiori, i volants sono classici, sempre nuovi, sempre bellissimi, ma vanno usati con discrezione.

I tessuti
più adatti per la sposa d’estate sono quelli leggieri, leggerissimi, quasi inconsistenti. Perciò tulle, organza, chiffon, sete papillons saranno molto più adatti del raso, del broccato e del pizzo, decisamente invernali. Per i matrimoni non troppo pomposi sono bellissimi e particolarmente freschi i tessuti di cotone, sangallo, plumetis, batista, piquet (delizioso soprattutto per la sposa giovane e romantica). Un altro tessuto adatto alla stagione estiva è il lino, liscio o ricamato, perché è fresco ed elegante: potrete renderlo più importante accostandogli una guarnizione di pizzo o di plumetis.

L’acconciatura
Importantissimo: non sbagliare l’acconciatura. Perciò studiatela bene e, prima ancora, studiate e decidete la pettinatura che adotterete “quel giorno”. Il binomio pettinatura-acconciatura è indissolubile. Se volete qualcosa di sicuro, scartate tutto ciò che è troppo voluminoso o troppo piatto. Dimenticate l’esistenza di lustrini e orientatevi sulle coroncine di fiori piccoli o sul coprichignon, sempre di fiori. Quando il velo classico è in tulle la sua lunghezza dipende dall’abito. Se il velo è lungo dovrà essere sempre più lungo dell’abito; se è corto sarà piuttosto ricco e spumeggiante. Meno classico ma molto bello il velo di organza o di chiffon. La sposa che ha adottato la formula “da viaggio” rinunciando all’abito bianco tradizionale sceglierà un cappello: una cuffietta di fiori, un coprichignon di paglia lucida o un cappello ad ala ampia di tessuto vaporoso (ad esempio: organza, tulle) nello stesso colore dell’abito.
Stabilito l’abito e decisa l’acconciatura bisogna scegliere gli altri accessori che, naturalmente, dovranno essere perfetti e intonati al vestito.

I guanti
Saranno bianchi, dello stesso bianco dell’abito, in capretto o in pelle glacée con cuciture interne. la loro lunghezza dipenderà direttamente dalla lunghezza della manica: se la manica è corta saranno lunghissimi, salìranno cioè oltre il gomito in modo da coprire interamente il bracccio. Se la manica dell’abito è a tre-quarti saranno semi-lunghi. Se la manica è lunga saranno cortissimi, al polso. Con l’abito colorato si portino guanti neutri (bianco avorio, beige rosato, bianco ghiaccio) o colorati in sfumature pallide (rosa, lilla, azzurro polvere).

Le scarpe
Poiché l’estate, o quasi estate, la sposa potrà scegliere le classiche scarpine scollate o quelle a sandalo, con punta chiusa, stile Chanel, più comode e fresche. Le scarpe classiche da sposa sono in raso, lisce o impreziosite da ricami, da fibbie di perline, da piccoli motivi vari. Ma possono essere anche in canneté o della stessa stoffa dell’abito. meglio evitare invece la pelle che, in bianco, non è molto elegante. ma qualunque modello di scarpine abbia scelto la sposa, c’è un articolare da prendere in considerazione, al momento dell’acquisto: il tacco. basso o altissimo, a spillo o a roicchetto, non dovrà piacere soltanto alla sposa, ma dovrà soprattutto essere proporzionato alla statura dello sposo.

Il bouquet
E’ il mazzo di fiori tradizionale che sostituisce la borsetta nelle mani della sposa. A questo dolce e bellissimo particolare deve pensaare lo sposo; sarà percxiò, per lei, una sorpresa. ma lo sposo farà bene a informarsi diplomaticamente, magari presso la futura suocera, se c’è (e quasi sempre c’è) qualche fiore nell’abito e nella acconciatura della sua promessa, in modo da far preparare il bouquet con gli stessi fiori. E’ una piccola pignoleria? No, una raffinatezza che costa poco e che sarà certo apprezzata. Il bouquet potrà essere piccolo, e allora la sposa lo terrà in mano, oppure più grande e allora lo porterà nell’incavo del braccio. I fiori più classici e più adatti al bouquet sono i fiori d’arancio, i gelsomini, i mughetti, le boarie, circondati da ruches di tulle e legati da nastro di raso. Ma a questi se ne aggiungono altri, legati strettamente alla stagione, non importa che siano tutti assolutamente bianchi, possono avere sfumature diverse: rosa, azzuro, lilla, giallo.

La bella stagione suggerisce ancora il rinfresco all’aperto
Poiché ormai le giornate sono calde e serene si potrà predisporre il rinfresco, che seguirà la cerimonia, all’aperto. Invece della solita, fredda e un po’ anonima sala d’albergo perché non scegliere un locale (trattoria, piccolo albergo) appena fuori città ma già pieno di verde e di odore di campagna? Oppure si può organizzare il matrimonio nel paese ove abbiamo trascorso tante estati e dove abbiamo conosciuto “lui”, o dove abbiamo una casetta con giardino. In questi casi, la sposa può sottolineare anche nel suo abbigliamento il tono semplice dell’insieme, scegliendo un abito di cotone, un acconciatura insolita formata da un velo annodato sotto il mento o sulla nuca come un foulard, un bouquet di fiori di campo.

L’abito si trasforma
La bella stagione ci dà un suggerimento utile anche per l’abito della sposa previdente. Potrà essere cioè un abito con ampia scollatura coperta da bolero o da giacchettino perfettamente chiuso. Questa soluzione permette di utilizzare l’abito scollato come abito da sera; potrà essere portato specialmente se corto, anche in viaggio di nozze e messo per andare a ballare sotto la luna. In questo caso sarà bene completarlo con accessori coloratissimi; scarpine, borsetta a bustina e rosa in vita rosso brillante o verde smeraldo; o anche nero, secondo l’accostamento classico e sempre raffinato.
Torniamo ancora ai fiori che, se non fanno parte dell’abbigliamento vero e proprio, sono però strettamente legati alle decorazioni di un matrimonio. Oltre a quelli classici della sposa, si possono scegliere quelli legati alla stagione, che sono oltretutto, più economici. In maggio saranno ideali le rose, i lillà, le tuberose, in luglio le camelie, le fresie, i gladioli.

L’acconciatura di fiori freschi
Ecco un’idea originale. Invece dei soliti fiori finti, l’acconciatura della sposa può essere di fiori freschi puntati sulla nuca, in cima allo chignon, dietro le orecchie. Mettetevi d’accordo con il fioraio che vi preparerà un mazzetto o un ciuffo di fiori (secondo un “disegno” studiato con la modista che vi appunterà il velo) che saranno poi fissati con qualche forcina sotto il velo. Naturalmente, dovranno arrivare in casa della sposa la mattina stessa delle nozze proprio all’ultimo momento (ma non in ritardo) per essere freschissimi.

Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986
I riti nuziali di ogni civiltà e tradizione hanno attribuito grande importanza alla veste indossata dalla sposa, come simbolo di passaggio dal suo stato di sdonna nubile a quello di dona sposata. Il rosso, in tutte le sue sfumature, è stato per secoli il colore tradizionale della tunica della sposa sia in occidente che in oriente. Il bianco, che per noi è il colore classico delle spose, si è affermato in tempi recenti, per la precisione nel secolo scorso nell’inghilterra vittoriana: solo le famioglie più ricche e benestanti potevano concedere alle proprie figlie che si sposavano un abito di un colore così delicato e così facile da sporcare, che come un fiore durava soltanto un giorno e come un fiore doveva essere bellissimo ed effimero. E poi il bianco era anche il colore della purezza e dell’innocenza.(..).

14 luglio 2012 – Le nozze di Eleonora e Walter

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 Galateo x nozze Primavera-Estate: LA SPOSA

Galateo x nozze Primavera-Estate. LO SPOSO invitati

Eleganza e Galateo per le nozze di Primavera-Estate. LO SPOSO e gli invitati

 

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MATRIMONIO

PRIMAVERA-ESTATE: TEMPO SI NOZZE
Non c’è una stagione per i matrimoni; eppure quasi tutte le donne sognano di sposarsi in un giorno caldo e luminoso, pieno di profumi e di fiori, indossando un abito candido e fresco, un velo leggero leggero nel quale il sole e la brezza scherzino volentieri. La primavera e ancor più l’inizio dell’estate sembrano dunque le stagioni ideali per i matrimoni; se ne celebrano moltissimi, infatti, da aprile a luglio; tutti, semplici o importanti, intimi o sfarzosi sono, salvo rare eccezioni, assistiti da del tempo.

ELEGANZA E GALATEO
Preparare il matrimonio è una grande e bellissima fatica: tutti lo sanno, per esperienza diretta o per sentito dire. Si tratta, comunque d’una fatica cui ci si accinge con gioia. Molti problemi da risolvere (partecipazioni, corredo, bomboniere, ricevimento, ecc.) il problema di “come vestirsi” è uno dei più importanti non soltanto per gli sposi e i parenti prossimi, ma anche per tutti gli altri invitati. Infatti, se è giusto che quel giorno gli sposi (specialmente la sposa) e i loro familiari siano eleganti e in forma è anche giusto che chi partecipa di persona alla loro festa, sottolinei nell’abbigliamento l’eccezionalità della cerimonia. Il problema “come vestirsi” è comunque, prima ancora che un problema di eleganza, un fatto di buon gusto, di opportunità e, proprio così di galateo.
A parte i casi eccezionali, e per fortuna non troppo frequenti, di matrimoni celebrati in fondo al mare, su un aeroplano o in cima a una montagna, ci sono, anche per quello che riguarda l’abbigliamento, delle regole da rispettare, delle tradizioni da seguire, delle usanze che sono divenute norme e così via. Tutte cose, queste, che a certe persone disincantate e anti-tradizionaliste possono sembrare inutili e superate, ma che hanno invece una loro ragione e anche una loro poesia.
Dunque, l’abbiglilamento di chi partecipa da protagonista o da “coro” ad un matrimonio, per essere elegante, deve essere prima di tutto adeguato al tono della cerimonia, omogeneo rispetto a quello degli altri, intonato allo stile di tutto l’insieme

IL “TONO” DELLE NOZZE
Un matrimonio può essere importante sontuoso, oppure semplice modesto: dipende dalla possibilità, dal gusto personale, dall’opportunità e da molti altri fattori che devono essere valutati e discussi insieme da entrambe le parti, cioè dalla famiglia di lui e da quella di lei. Una volta deciso il “tono” delle nozze, il problema di “come vestirsi” trova una soluzione pronta, almeno nelle sue grandi linee. Sarà lo sposo (e non la sposa come in genere si crede) a impostare l’abbigliamento di tutti; della sposa compresa, che avrà il buon gusto e il buon senso di non voler fare delle bizze da prima attrice, pretendendo un abito favoloso con strascico chilometrico e lussureggianti cascate di velo, se il matrimonio è intimo o comunque semplice. Si seguiranno queste regole fondamentali:
Matrimonio importante:
lo sposo indossa il tight (pron. tait); la sposa un abito bianco, lungo, abbastanza ricco, con o senza strascico e con velo lungo.
Matrimonio semplice:
lo sposo indossa un abito grigio scuro; la sposa può scegliere un abito bianco, lungo, senza strarscico, oppure un abito bianco, corto con velo alle spalle oppure ancora un abito da pomeriggio, in tinta chiara, cosiddetto “da viaggio”, completato da guanti e cappello intonato o piccola acconciatura.

TESTIMONI E INVITATI
Abbiamo parlato di omogeneità tra l’abbigliamento degli sposi; importante, anzi indispensabile, è anche l’omogeneità tra quello dei testimoni, dei genitori degli sposi e dei componenti il corteo nuziale. Gradita, ma non necessaria, l’omogeneità tra l’abbigliamento degli invitati.
I testimoni e i padri degli sposi
Vestono come lo sposo. Così, se in un matrimonio importante, lo zio che farà da testimone non ha iil tight e non può o non vuole farselo, bisognerà che tutti rinuncino al tight.
Le damigelle e i paggetti.
Le damigelle fanno la loro comparsa soltanto nei matrimoni molto importanti, con lo sposo in tight, tanto per intenderci. Possono essere due o più (è però permesso anche averne una sola). Vestono tutte allo stesso modo in tinta chiara, ma non in bianco, con abito lungo, come la sposa. In testa portano coroncine di fiori o piccole acconciature. Spesso si preferiscono alle damigelle i paggetti, ossia maschietti tre i 4 e i 10 anni, oppure anche la coppia damigelle e paggetto, più o meno della stessa età. I paggetti vestono con pantaloni di velluto blu o verde cupo o di shantung azzurro lunghi fino al ginocchio, camicetta di seta bianca e con jabot plissettato, scarpe, calze e guanti bianchi.
Le signore
Madri degli sposi, amiche e invitati sceglieranno abiti o completi più o meno eleganti secondo il tono della cerimonia. Per i matrimoni sontuosi sono permessi cappelli eccentrici e voluminosi, tessuti preziosi; è bene ricordare sempre che un matrimonio non è un ballo e tanto meno un ballo… in maschera. Si eviteranno perciò il più possibile i luccichii, i tessuti lucidi, le paillettes, i lustrini. Assolutamente proibito il tutto nero e il tutto bianco: il primo è un colore che “fa lutto”, il secondo è riservato alla sposa.
I signori invitati
Non sono obbligati, come i testimoni, a indossare lo stesso abito dello sposo. Vestiranno di blu scuro; calze e scarpe nere, cravatta non troppo chiara, camicia bianca. Ma se lo sposo è in tight ed essi possiedono l’abito, se lo mettano:, la cosa sarà gradita e non andrà perduta una delle rare occasioni in cui si può indossare questo abito.

LO SPOSO

Il tight è composto di giacca nera o grigio scurissimo dalle caratteristiche “code”, gilé uguale o grigio perla (data la stagione estiva o quasi è senz’altro preferibile quest’ultimo), pantaloni senza risvolto, a righe grigie e nere. Inutile dire che il tight deve essere perfetto, fatto con tessuto di prima qualità. È un abito che sta bene a tutti (aiuta anche i meno dotati in fatto di proporzioni e di figura) ma è poi inutilizzabile per altre circostanze. Il tight va completato da camicia bianca con colletto duro, cravatta grigia o bianca e nera, scarpe di vernice nera, calzini neri, guanti grigi di pelle scamosciata e cilindro. Quest’ultimo, secondo la stagione, si può eliminare: non così il gilé che è veramente indispensabile anche se la si cerimonia si svolgerà in pieno luglio. I guanti non vanno infilati ma tenuti in mano, e in Chiesa vanno posati di fianco sull’inginocchiatoio. All’occhiello della giacca è di prammatica un garofano o altro fiore bianco.

L’abito grigio scuro deve essere di lana; perché questo tessuto “veste” di più e cade meglio di qualunque altro. Lo completeranno camicia bianca, cravatta grigio argento, calze nere, scarpe nere lisce e opache.

Per la cerimonia frettolosa, “in sordina” (per esempio per un’matrimonio solo civile, seconde nozze, nozze in tempo di lutto, nozze alla presenza dei soli testimoni, eccetera), può essere adottato un abito decisamente da viaggio in grisaglia, in gabardine o anche in lino se l’estate è già cominciata. Accessori: camicia bianca, cravatta a righe, scarpe e calze nere.

chematrimonio.com

Matrimonio formale di giorno

TIGHT

  • Giacca grigio Oxford o nero
  • Pantaloni grigi a righe
  • Gilé in tono o grigioperla
  • Camicia con sparato inamidato a collo rigido o normale
  • Gemelli di madreperla grigia
  • Spilla da cravatta con perla
  • Cravatta Ascot, cioè a plastron, se la camicia ha il collo duro con gli angoli piegati, d’argento operato se ha il collo normale
  • Scarpe nere di vitello liscio
  • Calze nere
  • Guanti scamosciati grigi
  • Cappello a cilindro nero o grigio
  • Fazzoletto bianco
  • Fiore bianco (garofano o gardenia) all’occhiello

Nota bene: Il tight è un abito da mattina, quindi non va mai indossato di sera. Dato il suo uso limitatissimo, si può ricorrere alla soluzione di affittarlo, prassi molto comune anche tra i signori del Bel Mondo.

 
La Bottoniera o Boutonnière è un piccolo tocco di raffinatezza ed un dettaglio irrinunciabile. E’ il fiore che si posiziona all’occhiello della giacca dello sposo. Per comporre la Bottoniera si usa il fiore principale presente nel bouquet della sposa assieme ad un rametto, per esempio, di gipsophyla (Velo da Sposa o Nebbiolina).Anche per i testimoni e per i genitori è di tradizione la Bottoniera, che sarà più piccola di quella dello sposo.
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Matrimonio formale di sera (dopo le 18)
 
ABITO DI SOCIETA’ BLU SCURO O NERO (MARSINA)

  • Pantaloni con banda di raso
  • Gilé di picché bianco
  • Camicia con sparato inamidato
  • Cravatta a nodo di picché bianco
  • Gemelli e bottoni di madreperla bianca
  • Fazzoletto bianco
  • Scarpe nere di vitello liscio
  • Calze nere
  • Guanti di capretto bianco
  • Cappello a cilindro

La complicanza di queste due vere e proprie “uniformi” parla da sola: sono da usare solo in matrimoni solenni, dove tutto è solenne, la Musica, il Ricevimento, i Regali, le Spese…(..). E’ molto più pratico scendere dall’Olimpo e rientrare nella media nazionale, decidendo per un bel vestito blu o grigio scuro da mattina, magari fatto su misura, corredato di camicia bianca, cravatta grigio-argento, calze in tono e scarpe lisce nere. Unica concessione alla vanità, un fiore bianco all’occhiello.

Nota Bene: Mai per nessuna ragione dovrà essere usato lo smoking o dinner jacket, o giacca da pranzo, che è un abito da sera, da cena elegante, da serata di gala, da ballo.

da Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986

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Galateo x nozze Primavera-Estate. LO SPOSO invitati
 
Menù sposa Primavera Secret_Garden_Flower_Cupcakes_(3787720170)

Menù per la sposa di Primavera

Lemon cupcakes frosted with green tea buttercream and topped with handmade fondant flowers for a whimsical secret garden themed wedding. 

 

Un menù raffinato che comprende specialità della cucina francese e tenere primizie, verdure presentate con grande delicatezza e un dolce tutto bianco prima dei confetti.

Menù
Canapè di asparagi
Crespelle al prosciutto e ricotta
Costolette di agnello alla Nelson
Gâteau à la crème

Canapè di asparagi
Ingredienti per 6 persone
1 kg e mezzo di asparagi, 6 fette di pan carrè, 150 gr. di burro, 1 bicchiere di panna, sale, pepe, 150 gr. di emmenthaler.
Preparazione
Tagliate la crosta tutt’intorno alle fette di pane e fatele dorare nel burro. Disponetele, una di fianco all’altra, in una pirofila imburrata. Mondate gli asparagi, lavateli bene, legateli a mazzetti e fateli lessare nell’apposita casseruola o comunque in modo che le punte rimangano fuori dall’acqua. Appena pronti, scolateli e prendete solo le punte. Disponetele in numero uguale su ogni fetta di pane, irrorate con la panna, salate, pepate e cospargete di sottili fettine di formagggio. Passate nel forno fino a quando il formaggio non comincerà a fondere. Servite subito
Gli asparagi preparati così sono delicatissimi, belli da vedere e possono essere serviti con grande facilità, sono quindi adatti anche per occasioni importanti.
Vino
Corvo bianco.

Costolette di agnello alla Nelson
Ingredienti per 6 persone
12 costolette di agnello, burro, sale, pepe.

  • Salsa Soubise¹
    350 gr. di cipolle, burro, 4 dl. di besciamella, sale pepe, noce moscata, 12 fondi di carciofi.
    Preparazione
    Preparare la salsa: Fate stufare le cipolle affettate sottilmente nel burro. Appena saranno cotte, unite 4 dl. di besciamella densa, sale, pepe, noce moscata e continuate la cottura per una decina di minuti a fuoco molto lento. Fate rosolare in una casseruola da forno, nel burro, le costolette da una parte, voltatele, asciugatele con carta da cucina, salate e pepate. Mettete la salsa in una tasca di tela con bocchetta larga e dentellata e ricoprite le costolette. Irroratele di burro e finite di cuocere in forno. Preparate dei fondi di carciofo lessati al dente, farciteli con un po’ di salsa e fateli colorire in forno contemporaneamente alla carne. Servite le costolette disposte a corona e guarnite con i fondi di carciofo.
    Una versione nuova e raffinata dell’agnello, che vi piacerà moltissimo.

    ¹La salsa Soubise è una salsa calda adatta ad accompagnare carni rosse arrosto o bolliti. Essa è composta da un preparato a base di cipolle finemente tritate, appena imbiondite nel burro cui si aggiunge vino bianco, brodo e sugo di carne ed infine si amalgama ad un roux bianco caldo e se ne completa la cottura a fuoco lento per alcuni minuti. Dopo il passaggio del tutto al setaccio si riporta a bollore per breve tempo e vi si aggiunge la panna liquida. La salsa deve essere servita calda. Il nome proviene da Carlo di Rohan-Soubise, Pari e Maresciallo di Francia, (1715 – 1787).

Vino
Gattinara DOCG del Vercellese (Piemonte)

Gâteau à la crème
Ingredienti per 6 persone
125 gr. di farina, 100 gr. di burro, 15 gr. di zucchero, 3 gr. di sale, 1/4 di lt. di acqua, 4 uova intere.
Per il ripieno
Crema Chantilly, 5 dl di panna fresca, 4 cucchiai di zucchero a velo.
Preparazione
Mettete l’acqua in una casseruola con il sale, lo zucchero e il burro. Portatela sul fuoco e appena il burro sarà sciolto toglietela e versate la farina tutta insieme. Mescolate bene e lavoratela con la spatola fino ad ottenere una pasta compatta e spessa. Riportate la casseruola sul fuoco e continuate a lavorare fino a quando la pasta si staccherà bene sia dalle pareti della casseruola sia dalla spatola.
Toglietela allora dal fuoco e unite le uova intere, una per volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Dovete ottenere un composto molle ma non liquido. Mettete il composto in una tasca di tela con bocca larga e spremete su una placca imburrata due cerchi vicini, uno dentro l’altro , ed un terzo appoggiato sugli altri due. Fate cuocere in forno già caldo per 30 minuti circa, fino a quando la superfice apparirà dorata. Lasciate reffreddare. Montate bene la panna con lo zucchero . Tagliate il dolce orrizzontalmente, farcitelo con la crema, sovrapponete le due metà e cospargete con zuccheroi a velo.
Un dolce leggero come una nuvola di Primavera ma di grande tradizione.
Vino
Champagne

La Buona tavola 1982

Menù sposa Primavera

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“1Wedding-cake-64821287878047ARgX” di Amy Quinn – http://www.publicdomainpictures.net/view-image.php?image=9889&picture=brollopstarta. Con licenza CC0 tramite Wikimedia Commons –
“Secret Garden Flower Cupcakes (3787720170)” di Clever Cupcakes from Montreal, Canada – Secret Garden Flower Cupcakes. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons –
Uncinetto: Abito sposa vintage

Uncinetto: Abito da sposa vintage

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Per il fatidico giorno del sì, la sposa non può rinunciare al suo abito, anzi è essenziale. Ma in tempo di crisi il costo è notevole: allora che fare? Si può noleggiare, ma è da restituire… e allora perchè non “farlo in casa”, magari chiedendo aiuto alla nonna o alla zia bravissime nel lavorare all’uncinetto! Sarà un prezioso ricordo ad un prezzo più contenuto.

Qui di seguito ho postato un abito dal sapore Hippy ed è un modello tratto da Tuttouncinetto di Aprile 1981. Nell’occorente è indicato il cotone ecrù ma, naturalmente, potrà essere utilizzato cotone bianco!

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Uncinetto: Abito sposa vintage

  • Non c’è una stagione per i matrimoni; eppure quasi tutte le donne sognano di sposarsi in un giorno caldo e luminoso, pieno di profumi e di fiori, indossando un abito candido e fresco, un velo leggero leggero nel quale il sole e la brezza […]
  • I problemi più importanti della sposa di autunno e d’inverno sono legati proprio alla stagione in cui verrà celebrato il matrimonio: quali sono i tessuti più adatti per l’abito da sposa? Come ripararsi dal freddo di un rigido giorno di dicembre? Lo sposo può […]

Abiti Sposa fine '800 inizio '900

Abiti da Sposa di fine ‘800 ed inizio ‘900

 Illustrirte Zeitung, Nr. 8 vom 19. August 1843, J. J. Weber, Leipzig 1843. MDZ München

 

Abiti Sposa fine ‘800 inizio ‘900

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sposa abito matrimonio nozze

1870

I riti nuziali di ogni civiltà e tradizione hanno attribuito grande importanza alla veste indossata dalla sposa, come simbolo di passaggio dal suo stato di sdonna nubile a quello di dona sposata. Il rosso, in tutte le sue sfumature, è stato per secoli il colore tradizionale della tunica della sposa sia in occidente che in oriente. Il bianco, che per noi è il colore classico delle spose, si è affermato in tempi recenti, per la precisione nel secolo scorso nell’inghilterra vittoriana: solo le famioglie più ricche e benestanti potevano concedere alle proprie figlie che si sposavano un abito di un colore così delicato e così facile da sporcare, che come un fiore durava soltanto un giorno e come un fiore doveva essere bellissimo ed effimero. E poi il bianco era anche il colore della purezza e dell’innocenza.(..).

Confetti e Auguri – Il Galateo del matrimonio dall’A alla Z- 1986

Stéphane Mallarmé -Printemps publication, 1874 and and La Dernière Mode, 1874
fashionversusart.blogspot.com

Ecco la gustosa descrizione di un modello per un abito da sposa tratta da La dernière Mode, una famora rivista francese del 1874: “Sottabito di raso bianco con gonna in tarlantana, ogni voltant termina con un fiocco di nastri frastagliati come foglie di di cicoria. Bene, ve n’erano almeno venti sullo strascico, mentre sul davanti ne ho contati solo quattro. Tunica pieghettata trasversalmente e fissata sulla gonna; sul bordo della tunica, in basso, frangia con perle bianche. Larga cintura in raso, che parte da un lato e avvolge, ricadendo lungo la tunica, per annodarsi sullo strascico… Il corpino è accollato e a barchetta, interamente foderato di raso, come le maniche, e tutta la guarnizione consiste in un nodo di nastri frastagliati simile a folta cicoria, e in un mazzolino di fiori d’arancio posto a lato, sulla spalla”. Cronista d’eccezione, sotto pseudonimo, il grande poeta francese Stéfhane Mallarmé. *** Dalla fine dell’Ottocento agli inizi del Novecento la rivista italiana più importante fu “Margherita, giornale per signore e signorine”, in onore dell’omonima regina; la rivista uscì a Milano nel 1871 fino al 1926 e costava 1 Lira nella edizione di lusso e 50 centesimi in edizione economica. Nel 1904 uscì a Napoli la rivista mensile “Regina” che nel primo numero aveva in copertina il ritratto della regina Margherita, a conferma del grande carisma della sovrana che riusciva ad influenzare la moda dell’epoca in tutte le sue manifestazioni.

Tra le riviste francesi era molto richiesta “Le petit courrier pour Dames”, da cui le signore traevano le toilettes di maggior pregio; il “Journal des Dames et des Modes”, “La Gazette du Bon Ton Modes et Manierès D’Aujourd’Hui”, il Journal des Damoiselles.

fonte: donne.notizie.it

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1908 Abito nuziale per la prima volta bianco nella storia del costume. L’atteggiamento inarcato del corpo è tipico della moda di questi primi anni del ‘900.

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1909 Candido abito aderente con corpetto e maniche di pizzo per il giorno nuziale

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1911 Abito da sposa arricchito da prezioso merletto che cinge le spalle e incornicia il volto.

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1911 Abito nuziale con motivi verticali, che richiamano il costume gotico dalle linee ascendenti.

Joy McGibbon (Mrs. Henri G. Lafleur), Charles Hosmer house, Montreal, QC, about 1935.jpg

1935

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“Joy McGibbon (Mrs. Henri G. Lafleur), Charles Hosmer house, Montreal, QC, about 1935” di Anonyme – Anonymous
 “Illustrirte Zeitung (1843) 08 128 2 Brautanzug” di Johann Jacob Weber (Hrsg.), 1803–1880 – Illustrirte Zeitung, Nr. 8 vom 19. August 1843, J. J. Weber, Leipzig 1843. MDZ München. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons