Pinza veneta Petronilla

Pinza veneta dell’ Epifania alla maniera di Petronilla

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Non vivete nel Veneto, ma è veneto il marito? Allora, quest’anno, rincasando sul vespro nel dì dell’Epifania, bisognerà ch’egli abbia la mirabolante sorpresa di trovare, anche lungi dai patrii lari, la venetissima, e squisitissima, e tradizionale sua pinza. E’, la pinza, una dolce focaccia casalinga che nelle patriarcali famiglie venete si usa cucinare sulla stessa pietra del focolare, sotto la cenere e la brace, mentre i ragazzi laggiù, in piazza, fra canti, suoni e lazzi, lentamente bruciano sul rogo la strega, “la vecia”.

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Per fare al marito la sorpresa mirabolante, si preparino 10-12 grandi foglie di verza, e questi ingredienti: 900 gr. di farina gialla, 400 gr. di farina bianca, 100 di zucchero, 100 di cedrini (o di cedro candito tagliato a pezzettini), 250 di uva sultanina, 80 di burro (veramente, invece di burro, la ricetta classica dice “strutto” oppure “metà burro e metà strutto”), un pugno di pignoli, 1/2 bicchiere di olio di oliva, 2 bustine e 1/2 di lievito in polvere; e si metta infine a bollire 1 litro abbondante d’ acqua. Sul tavolo, a portata di mano, si dispongano tutti questi ingredienti; si collochi anche una capace insalatiera di terraglia e, se il tavolo fosse di marmo, si faccia al recipiente un cuscinetto, con un panno ripiegato. Nell’insalatiera si metta il burro (o lo strutto, o lo strutto e burro), un cucchiaio di sale, 2 pugni di farina gialla; si versi un mestolo d’acqua bollente e, con il cucchiaio di legno, si mescoli e rimescoli. Quando la farina avrà bevuta tutta l’acqua, si aggiunga un pugno di farina bianca ed un altro mestolo d’acqua bollente, e ancor si rimescoli.

Si aggiungano poi altri 2 pugni di farina gialla ed altro mestolo d’acqua; e così di seguito fino a che – aggiungi e mescola – di farina ne rimarranno soltanto 2-3 pugni. Si unisca allora lo zucchero; e si mescoli. Si versi l’olio e la farina rimasta; e si mescoli. Si aggiungano i cedrini ed i pignoli; e ancora si mescoli. Si unisca il lievito e si dia un’altra rimescolata. Si distribuisca sulla superficie l’uvetta, e si dia la brevissima e finale rimescolata. Sul piano di pietra ben pulito del focolare, e ancora caldo perchè allora allora vi scoppiettava la legna, si distribuiscano le foglie di verza; sul verde piano si rovesci la pasta che assumerà di colpo l’aspetto d’una polenta; si rivoltino tutt’in giro le foglie (ed altre si se ne aggiungano) in modo da ben ricoprire con esse la pinza; sulle verze si metta cenere scottante, e sulla cenere (per stare nella tradizione) con “tutoli” (i torsoli di granoturco) si accenda un bel falò.

Quando il marito, rincasando, si stupirà, e chiederà, e sentirà che là sotto sta cucinando quella tale pinza… oh, qual gioia alla sorpresa mirabolante! E, chissà!… Forse forse, gli parrà persino sentire… anche il crepitar del rogo sulla quale “la vecia la brusarà in piazza”.

Altre ricette di Petronilla 1935

Ricetta della tradission venessiana
La pinza è uno dei più antichi dolci della tradizione veneta.  Ne esistono diverse varianti, ma tutte hanno in comune la farina gialla e la farina bianca come base; è consigliabile ammollare l’uvetta nella grappa e aggiungere agli ingredienti i fichi secchi. La cottura in forno sarà di 1 ora e 20 circa a 170 gradi. Può essere servita tiepida e spolverata con zucchero a velo. Agli adulti sarà servita accompagnata da un vino passito o vin brulé.

pinza veneta (2)Pinza veneta Petronilla

Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

Galette des Rois au chocolat

Galette des Rois au chocolat, il dolce francese dell’Epifania

 Francia Cialda dei Re Magi

 Ingredienti e dosi per 4 persone

2 dischi di pasta sfoglia surgelata, 100 gr. di cioccolato fondente , 80 gr. di burro, 100 gr. di mandorle pelate e tritate , 80 gr. di zucchero, 1 uovo e 1 tuorlo.

 Preparazione

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. In una ciotola lavorare il burro con lo zucchero e l’uovo.Incorporarvi il cioccolato e le mandorle. Adagiare un disco di pasta nella teglia foderata con carta forno. Versare il composto di cioccolato aggiungendo una fava o una mandorla. Coprire con il secondo disco di pasta. Sigillare i bordi con una forchetta. Spennellare la superficie con il tuorlo.
Con la punta di un coltello praticare, delicatamente, delle sottili venature a raggiera partendo dal centro. Cuocere in forno caldo a 200 gradi per 30 minuti.

Galette des Rois (5)    Galette des Rois (4)     Galette des Rois    Galette des Rois (6)

Servire tiepido accompagnato da Sidro dolce. In alternativa

Vino

Muscat de Frontignan (Langue doc Roussillon Francia), Albana di Romagna dolce, Malvasia (Puglia), Prosecco.

Questo è un dolce tradizionale francese che viene preparato e consumato nel periodo dell’Epifania: i Re sono i Re Magi. Durante la preparazione viene nascosta, nell’impasto, la “fève” (una fava come in origine) che potrà essere un piccolo oggetto più o meno prezioso.
Chi avrà la fetta di dolce con dentro la sorpresa, verrà incoronato e festeggiato “Re o Regina della Festa” e offrirà la torta successiva. Perciò, La torta sarà decorata e presentata con una corona di carta dorata.
Le Gâteau des Rois, par Jean-Baptiste Greuze, 1774 (musée Fabre).

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  • Il king cake e’ un tipo di dolce tradizionalmente associato con la festivita’ della Befana in molti paesi europei:
  • in Francia, Belgio e’ chiamato Gâteau des Rois,
  • in Svizzera Corona dei Re,
  • in Spagna Roscón de Reyes,
  • in Messico Rosca de Reyes,
  • in Grecia Vasilopita
  • in Bulgaria Banitsa.
  • Negli Stati Uniti, invece, soprattutto a New Orleans e’ associato col Mardi Gras, Louisiana style King Cake
La Fête des Rois, de Jacob Jordaens, v. 1640-45 (Kunsthistorisches Museum, Vienne).

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Galette des Rois au chocolat
Cena tipica Trentina per l'Epifania

Cena tipica Trentina per l’Epifania

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Menù

Panino Trentino con Salsa Bolzanina
Zuppa di cipolla con pane casereccio e formaggio Vezzena
Spätzle di grano saraceno con patate, verza e formaggio Puzzone di Moena
Carré di maiale affumicato
Linzer Torte

Vino
Vino Bianco Fermo di medio corpo.

Hotel Bienvivre Cavalese

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Panino Trentino
con pane di farro fatto in casa, speck, cetrioli e formaggio Fontal con salsa Bolzanina.

Ricetta della Salsa Bolzanina di snoop
Ingredienti e dosi per 4 persone:
4 uova, 1 cucchiaino di senape, olio extravergine d’oliva, erba cipollina, sale, pepe.
Preparazione:
Fate cucinare 4 uova sode, tritate il bianco finemente, il rosso passatelo al setaccio e unite in una terrina le uova, la senape, sale, pepe e l’erba cipollina tagliata finemente. a filo fate scendere l’olio fino ad ottenere una salsa montata della densità media (tipo maionese)
Usate la salsa per condire gli asparagi lessati ed irrorati di burro fuso non colorito.

Zuppa di cipolla con pane casereccio e formaggio Vezzena
Si tagliano le cipolle alla julienne finissima e si fanno appassire a fuoco lento in una pentola bassa e larga con fuoco extravergine d’oliva, si aggiunge un po’ di sale. Si sfuma con brandy e Trento doc. Si aggiunge un brodo di carne o vegetale, si fa cuocere a fuoco lento per un’ora e mezza, si insaporisce con sale e pepe. La zuppa va servita in una fondina con un crostone di pane casereccio e del formaggio Vezzena di Lavarone tagliato a scaglie. Prima di servire, passare la fondina in forno con il grill acceso, che fa sciogliere il formaggio. Ecco la proposta di Federico Parolari, chef delle Due Spade.

Spätzle di grano saraceno con patate, verza e formaggio Puzzone di Moena
Gli spätzle (termine originario dal dialetto svevo che significa piccolo passero) sono gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, uova e acqua, originari della Germania meridionale, diffusissimi anche in Tirolo, Alsazia e Svizzera, Alto Adige e Trentino, nonostante la loro patria per eccellenza sia la Svevia e la Baviera (la Germania del sud-ovest).
A volte si usa la birra al posto dell’acqua.
Normalmente vengono serviti come contorno a piatti di cacciagione e carni ricche di intingolo, ma sono ottimi anche come primo piatto, gratinati, conditi con panna fresca o burro fuso.
Il metodo di preparazione degli Spätzle resta costante al di là delle tecniche di “taglio” e degli ingredienti con i quali vengono composti: farina di frumento, farina integrale, spinaci, ricotta o erbe.
A seconda dei luoghi e delle forme, questo piatto prende il nome di knöpfle, spätzlâ, spatzâ, spätzli (Svizzera), spatzen, Spatzln (Alto Adige) o, in italiano, troffi.

Carré di maiale affumicato con cavolo stufato e polenta di Storo (comune della provincia di Trento).

Linzer Torte (Linzertorte)
La Linzer Torte è considerata la torta più antica del mondo, essendo nominata per la prima volta già nel 1653. Comunque è rimasto un segreto sia l’inventore (o inventrice) sia chi le diede il nome. La prima ricetta si trova sul libro di cucina: Buech von allerley Eingemachten Sachen, also Zuggerwerckh, Gewürtz, Khütten und sonsten allerhandt Obst wie auch andere guett und nützlich Ding etc. risalente a 350 anni fa. Già in questo periodo il libro contiene quattro ricette diverse per la torta e la pasta di Linz — prova della grande popolarità e divulgazione di questo dolce nel periodo del barocco! La differenza alle ricette più recenti è che la torta s’impastò sempre con burro fuso, aggiungendo del burro proprio più tardi. In più la torta venne fatta in scodella, cioè messa al forno in un recipiente d’argento in modo simile alla terrine odierne. Delle spezie se ne parla una sola volta, le mandorle invece fanno parte di tutte le ricette storiche.

Ricetta per la Linzer Torte Originale (www.linz.at)

Ingredienti
150 g burro, 250 g farina (00), 150 g zucchero a velo, 100 g nocciole arrostite, 1 uovo, spezie (vaniglia, scorza di limone, cannella, polvere di garofano), 10 g lievito in polvere, 300 g marmellata di ribes.
Preparazione
Impastate il burro e lo zucchero, aggiungetevi la farina mescolata col lievito, le nocciole grattugiate, l’uovo e le spezie. Fate riposare la pasta al fresco, dopo mezz’ora ritiratela dal frigorifero e tagliatela in quattro parti. Spianate tre quarti della pasta a circa 1,5 cm di spessore per un diametro di 22 cm, spalmatevi sopra la marmellata di ribes. Il resto della pasta va aggiunto sopra come orlo e a forma di grata. Spalmate la superficie dell’orlo e della grata con un pò di uovo e coprite l’orlo di sottili fette di mandorla. Mettete a forno per 40–45 minuti a circa 190 gradi.

  • La torta Linzer è una torta austriaca con un disegno a forma di reticolo sopra l’impasto. Prende il nome dalla città di Linz, in Austria. La torta Linzer è molto bassa, dall’impasto friabile di farina, burro classico, tuorli d’uovo, scorza di limone, cannella e succo di limone, e nocciole, ma vengono usate anche noci o mandorle, ricoperto da marmellata di ribes rosso o lekvar o, in alternativa, lekvar di prugne, lampone duro, oppure marmellata di albicocca. È coperta da un reticolo di strisce di impasto. La pasta viene srotolata in strisce molto sottili, disposte per formare una rete sopra le conserve. La pasta viene spazzolata con albume d’uovo leggermente sbattuto, messa in forno, e, a volte decorato con mandorle a lamelle. La torta Linzer è un classico delle feste nella tradizione austriaca, ungherese, svizzera, tedesca, tirolese e viene frequentemente mangiata a Natale. La Torta Linzer è spesso realizzata sotto forma di tartine o biscotti nei panifici del Nord America. La torta Linzer è la ricetta di torta più antica conosciuta al mondo.
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“Linzer Torte and raspberries, March 2011” di Hungry Dudes – Flickr: (Rattlesnake Club) Raspberry Linzer Torte (1). Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons
Cena tipica Trentina per l’Epifania
Louisiana style King Cake

Louisiana style King Cake – Torta per l’ Epifania e per il Mardi Gras di New Orleans

  • Il King Cake è simile ad una brioche (quasi come il cinnamon bread) ripiena; il ripieno può essere semplice cheese cream (o la crema alle mandorle) cosparsa di glassa e confettini colorati o zucchero colorato. La forma ad anello vuole ricordare il percorso che fecero i tre Re Magi per cercare di deviare Erode. Ecco perchè il doce contiene anche un piccola figurina in plastica rappresentante Gesu’. La tradizione vuole che chi trovi il giocattolo/premio venga incoronato re e sia colui che organizzerà il prossimo King Cake party.
  • I colori furono decisi nel 1872 da The Rex Krewe, il gruppo che organizza la sfilata dei carri per il Mardi Gras in Louisiana, e da allora sono rimasti in uso e simboleggiano i colori della stessa New Orleans. La ricetta è di un grande chef di New Orleans, proprietario di ben 10 ristoranti tutti di successo e notorio chef televisivo Emeril Lagasse: VERDE (il colore della fede, la passione di Cristo), VIOLA (la giustizia, la speranza), GIALLO ORO (il potere, i frutti di una vita cristiana).
Traditional king cake baby

How to make a Mardi Gras King Cake Skip To My Lou

Louisiana style King Cake

Ingredienti e dosi

2 bustine di lievito liofilizzato in granuli, ½ tazza di zucchero, 113 gr burro fuso, 340 ml latte tiepido, 113 ml acqua tiepida, 5 tuorli a temperatura ambiente, 4 + ½ tazze di farina, 2 cucchiaini di sale, 1 cucchiaino di noce moscata grattuggiata, 1 cucchiaino di scorza di limone, 2 cucchiai di latte.

Ripieno:
450 gr formaggio cremoso a temperatura ambiente, 1 tazza di zucchero a velo, 1 figurina di plastica (facoltativo).

Glassa:
3 tazze di zucchero a velo, 3 cucchiai di latte, 3 cucchiai di succo di limone, zucchero o confettini colorati: verde, viola, giallo.

Preparazione

Mescolate il lievito con lo zucchero nella ciotola dell’impastatrice con il gancio; aggiungete i liquidi tiepidi e il burro fuso e mescolate per 1 minuto. Poi aggiungete i tuorli e mescolate per un altro minuto. A questo punto versate la farina, il sale, la noce moscata, la scorza di limone e impastate finchè tutti gli ingredienti sono incorporati. Aumentate la velocità e sbattete l’impasto finchè la pasta si staccherà dalle pareti formando una palla intorno al gancio. Fate lievitare finchè raddoppia in volume.

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Nel frattempo fate il ripieno, mescolando lo zucchero a velo col formaggio cremoso. Quando l’impasto sarà cresciuto, stendetelo su un piano infarinato, in un rettangolo di 76×15 cm. Spalmate il ripieno nel senso della lunghezza solo su un lato e ripiegate il lato senza ripieno sull’altro, in modo da formare una lunga striscia di pasta ripiena. Sigillate bene i due lati e formate una ciambella, sigillando di nuovo le due estremità.

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Inserite il pupazzetto (che rappresenta Gesù Bambino) nella parte sotto della ciambella, in modo che non si veda dove e’ stato posizionato e fate lievitare l’impasto, coperto da un tovagliolo in un luogo caldo, per circa 45 minuti. Prima di infornare, spennellate la ciambella con 2 cucchiai di latte e fate cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi C per 25-30 minuti o finche’ la ciambella assumera’ un bel colore dorato.

Sfornate e fate raffreddare. Quando è freddo preparate la glassa, mescolando lo zucchero con il latte e il succo di limone e versatela sulla ciambella.

Quando è quasi asciutto, distribuite sopra i confettini colorati, o lo zucchero colorato, e fate asciugare completamente prima di servire.

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Breve viaggio tra i dolci dell’Epifania nel mondo

  • Il king cake e’ un tipo di dolce tradizionalmente associato con la festivita’ della Befana in molti paesi europei:
  • in Francia, Belgio e’ chiamato Gâteau des Rois,
  • in Svizzera Corona dei Re,
  • in Spagna Roscón de Reyes,
  • in Messico Rosca de Reyes,
  • in Grecia Vasilopita
  • in Bulgaria Banitsa.
  • Negli Stati Uniti, invece, soprattutto a New Orleans e’ associato col Mardi Gras, Louisiana style King Cake
Foto: http://www.skiptomylou.org/wp-content/uploads/2009/02/king-cake
Louisiana style King Cake


Pranzo Epifania Almanacco della Cucina 1935

Pranzo d’Epifania da Almanacco della Cucina del 1935

Minestra di brodo reale

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Menù
Paté di fegato con Canapè di acciughe e di caviale
Minestra di brodo reale
Branzino a “court bouillon”
Salsa “mayonnaise”
Medaglioni di vitello al forno
con patate fritte
Sformato di cavolfiore
Arance al maraschino
Budino freddo di ananas

Paté di fegato
Ponete al fuoco una padella con 2 etti e mezzo di fegato di vitello affettato, 1 noce di burro, una foglia di lauro e una cipolletta isteccata con due chiodi di garofano. Salate, pepate e fate cucinare a fuoco regolare rivoltando di tanto in tanto. A metà cottura unite un etto di fegato di pollo e un etto di filone di vitello entrambi tagliati a fette. Mescolate e quando tutto sarà quasi cotto, bagnate conmezzo bicchiere di marsala. Fate assorbire, indi levate dal fuoco e tritate tutto con la mezzaluna assieme a mezzo etto di prosciutto cotto e ad un etto di fesa che avrete cucinato allesso per non meno di cinque o sei ore. Passate ancora detto composto attraverso uno staccio ed aiutatevi in tale operazione bagnando di tanto in tanto col brodo della fesa lessata. Lavorate il paté con un cucchiaio di legno e per far sì che risulti ben morbido, unitevi un etto di burro a pezzi. Mettete la purée ottenuta in uno stampo e comprimetela bene affinchè non vi siano dei vuoti. Ponete lo stampo sul ghiaccio e fate gelare per qualche ora. Servite il paté assieme ai seguenti

Canapé di acciughe e di caviale
I canapè sono delle fettine di mollica di pane talgiate allo spessore di mezzo centimetro circa, abbrustolite e spalmate di burri composti. Procuratevi l’apposito pane rettangolare, tagliatelo come sopra indicato, indi fatelo abbrustolire al forno. Quando le fettine saranno raffreddate cospargetele con un composto che a parte avrete preparato così: prendete delle belle acciughe, togliete loro la spina e le lische, lavatele abbondantemente e, dopo averle passate finemente sotto la mezzaluna, unitevi del burro in quantità proporzionata. Amalgamate bene indi stendete sul pane. Avrete cosìconfezionato i canapé di acciughe. Per quelli di caviale dovete regolarvi così: prendete del burro e del caviale in pari proporzioni, mescolate amalgamando bene il composto e stendetelo sulle fettine di pane.

Minestra di brodo reale
Mettete al fuoco una pentola con una fetta di manzo del peso di circa 7 etti, una bella gallina pulita a dovere, un garretto di vitello e acqua quanto basta e coprite le carni. Salate, unite una cipollina, due carote, una gambetta di sedano ed un pizzico di prezzemolo. Fate bollire, indi abbassate il fuoco e lasciate cucinare dolcemente per non meno di cinque o sei ore. Se il brodo si restringesse eccessivamente, unite, di tanto in tanto, dell’acqua calda. Trascorso tale tempo, levate le carni, sgrassate, passate allo staccio e versate caldo nella zuppiera dove avrete a parte confezionato così:
Prendete dei tuorli d’uovo calcolandone uno per persona, diluiteli con poco brodo e conditeli con sale, pepe e con un pizzico di noce moscata. Riempite con ciò dei piccoli vasetti da crema e fate rapprendere a bagnomaria. Quando la crema così ottenuta sarà ben densa, levate dal fuoco, lasciate raffreddare e tagliate a dadolini. Questa vostra minestra di brodo reale sarà certamente degna di portare tale nome. Servitela accompagnandola con parmigiano grattugiato.

Branzino a court bouillon
Mettete sul fuoco la pesciaiuola con due terzi d’acqua, un terzo di vino bianco e qualche cucchiaiata di aceto. Unite una cipolletta, una carota, un gambetto di sedano, due foglioline di lauro, qualche ramoscello di prezzemolo e un pizzico di sale. Fate riscaldare e, prima che s’inizi il bollore, adagiate un bel branzino del peso di mezzo chilo circa convenientemeno pulito. Fate bollire pe qualche istante a fuoco vivo, indi abbassate il fuoco e lasciate terminare la cottura entro dieci minuti circa. Prima di levare il pesce dalla pesciaiuola, fatelo raffreddare nel suo brodo,dopo di che lo potrete adagiare sopra un piatto bislungo per servirlo in tavola con la seguente salsa

Salsa “Mayonnaise”
Mettete in una grande scodella, passata sotto l’acqua fresca senza poi averla asciugata, due tuorli d’uovo da cui avrete tolto con germe.Salate, pepate, indi sbattete girando con un cucchiaino sempre nello stesso senso. Quando le uova cominceranno ad essere legate, aggiungete dell’olio d’oliva finissimo. Da principio goccia a goccia, poscia a filo sino ad ottenere la consistenza desiderata. Quella cioè di una bella densa crema. Se credete potete anche incorporare mezzo cucchiaio di senape inglese. La salsa mayonnaise è ottima per accompagnare le insalate, i polli arrosto, ilegumi cotti ed i pesci.

Medaglioni di vitello al forno
Prendete 3 etti di tenera fesa di vitello tagliata a fettine che, dopo avere spalmato di burro da entrambi i lati, cucinerete per dieci minuti nella gratella voltandole rapidamente da ogni lato. Salate e pepate.
Preparate a parte una pastellacon 3 tuorli d’uovo, tre cucchiaiate di farina bianca e tre cucchiai di burro fuso. Il tutto bene amalgamato e convenientemente salato. Prendete una teglia da forno unta di burro, stendetevi i medaglioni di vitello e coprite con la pastella sopra descritta. Mettete al forno precedentemente riscaldato e fare prendere una bella tinta dorata. Servite con patate fritte.

Patate fritte
Prendete delle belle patate e sceglietele non troppo grosse. Mondatele e tagliatele in quarti che asciugherete con una pezzuola. Mettetele tosto in una padella dove avrete preparato una grande quantità di grasso oppure di olio bollente. Rivoltate continuamente le patate con la schiumarola per evitare che abbiano ad attaccarsi. Quando avranno assunto una bella tinta dorata, levatele dalla padella, lasciatele sgocciolare, cospargetele disale fine e servite.

Sformato di cavolfiore
Scegliete un bel cavolfiore, molto bianco che abbia la fioritura molto compatta. Staccatene le ramificazioni come tanti mazzettini, e, dopo aver mondato della leggera peluria che li riveste i gambi, gettate i mazzettini nell’acqua bollente e salata e fate cucinare per non più di di dieci minuti. Levate dal fuoco e fate scocciolare. Fate lessare pure due patate farinose; cotte che siano, passate tutto attraverso lo schiacciapatate. Mettete la pureé ottenuta in una terrina, indi unite due uova intere, una bella cucchiaiata di parmigiano grattugiato ed un pizzico di noce moscata. Mescolate bene il composto con un cucchiaio di legno e ponetelo in uno stampo da budino unto di burro sul quale avrete cosparso uno strato di pane grattugiato. Fate cucinare la pureé così confezionata a bagnomaria per una ventina di minuti; rovesciate il budino su di un piatto e servite caldo.

Arance al maraschino
Prendete sei belle arance e sceglietele di quella qualità che hanno la scorza molto sottile. Dopo averle diligentemente lavate, asciugatele con cura con una pezzuola pulita; tagliatele quindi a dischi dello spessore di mezzo centimetro circa ( togliendo il primo e l’ultimo disco che risulterà esclusivamente di scorza). Ponete tutto entro una grande coppa di cristallo e spolverizzate con quattro cucchiaiate di maraschino di buona marca. Lasciate riposare qualche ora possibilmente nel ghiaccio. In mancanza di quest’ultimo in un luogo fresco e non dimenticate di tenere coperta la coppa onde non far perdere il delicato profumo alla vivanda.Budino freddo di ananas
Tagliate a pezzi la polpa di un ananas avendo cura di mettere a parte in una terrina il sugo. Mettete l’ananas in una casseruola assieme a 200 gr. di zucchero, un bicchiere d’acqua ed al sugo. Lasciate bollire per dieci minuti, levate dal fuoco e fate raffreddare. Preparate a parte cinque uova intere, più un rosso, ben battute; aggiungetele al composto della casseruola al quale unirete pure il sugo di mezzo limone ed n bicchierino di kummel. Mescolate tutto. Fate fondere in un pentolino un po’ di zucchero con poca acqua e foderatene uno stampo che riempirete con il composto sopra descritto. Fate cucinare a bagnomaria per mezz’ora circa, levate dal fuoco, lasciate raffreddare, rovesciate lo stampo sopra un piatto e servite.

Pranzo Epifania Almanacco della Cucina 1935
NATALE la casa la tavola la festa

Per NATALE la casa e la tavola sono in festa!

In Danimarca, nel mese di dicembre, non può mancare la Candela  Calendario

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La casa in festa


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Decorazioni albero Natale pigne, globi e ghirlande.
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La tavola in festa

La tavola di Natale è la più attraente e ricca di decori che vi sia. Attenetevi alla tradizione preferendo un’elegante tovaglia bianca: darà spicco al verde dell’agrifoglio, al rosso delle bacche e dei nastri di raso. Non dimenticate i tocchi lucenti dell’oro e dell’argento.

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Perchè un pranzo possa dirsi memorabile deve compiacere l’olfatto, il gusto e la vista: il profumo dei cibi deve essere invitante, i sapori eccellenti e la presentazione splendida. Una delle regole d’oro è quella di tener conto che l’allestimento della tavola diventa parte integrante dell’ambiente. Valutate con attenzione l’atmosfera della stanza e adeguate la tavola allo spirito dell’ambiente: fresco, misurato, disinvolto o elegante. Non abbiate timore di osare qualche contrasto,
“…basta solo abbinare bene i colori partendo ovviamente dal proprio servizio di piatti, dal sottopiatto o dalla fantasia della tovaglia, da un particolare insomma e poi armonizzare bene i colori di tutti gli altri addobbi”. theitaliantaste.com

candele natale.

Christmas Pudding candele natale

 I segnaposto  su ogni piatto, sono i “Christmas Crackers”: pacchettini a forma di caramella  da tirare contemporaneamente dai due lati con un compagno di tavolo,  a chi rimane la parte più grande si aggiudica il regalino contenuto: Segnaposto “sorprendente, UK Christmas Cracker
segnaposto natale.
Facili e carini i segnaposto con i tappi di sughero

segnaposto tappi-sughero

carolina natale 2Pranzo di Festa da Carolina

alberino di biscotti gingerbread 0

deco.plurielles.fr

immediatamente.”Kalenderlys”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

NATALE la casa la tavola la festa