Il Salame di cioccolato

Il Salame di cioccolato chiamato anche Salame de chocolate, salame del Papa, salame turco, salame vichingo o salame inglese!

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Oltre che facile da fare, questa squisitezza è anche comoda, perchè si può tenere congelata e, quindi, subito pronta in occasione di visite inaspettate. Nella ricetta che ho trovato, e di seguito trascritto, è previsto l’utilizzo del rum, perciò preparate un salame senza liquore ed infarinatelo con zucchero a velo: sarà dedicato agli ospiti bambini che lo festeggeranno e, poi, lo faranno sparire in un momento.

Il salame di cioccolato è una produzione tipica portoghese, con la denominazione di salame de chocolate, ma ormai è conosciuto anche in tutta Italia e servito per qualsiasi festività. Viene anche chiamato salame del Papa, salame turco, salame vichingo o salame inglese. L’appellativo “turco” non si riferisce all’origine del dolce, bensì al colore che ricorda quello della pelle dei Mori. Il nome “salame vichingo” risale invece agli anni settanta, quando la ricetta venne pubblicata con quel titolo, insieme a molte altre, nel ricettario per bambini noto come Manuale di Nonna Papera.

Salame al cioccolato, la ricetta tradizionale
Ingredienti e dosi per 4 persone

150 gr. di biscotti secchi, 125 gr. di zucchero, 60 gr. di burro, 60 gr. di cacao in polvere, 3 tuorli d’uova, rum q.b (io, in un salame, ho aggiunto l’alchèrmes).

Occorrono 12 ore di riposo in frigorifero.

Preparazione

Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire. Montate i tuorli con lo zucchero e aggiungete il burro, il cacao e un cucchiaino di rum ( o l’alchèrmes) amalgamando bene.
Aggiungete ora i biscotti sbriciolati e lavorate il composto con le mani, ponetelo su un foglio di alluminio e arrotolate per dare la forma del salame. Lasciatelo riposare per una notte in frigorifero.

Nelle foto 1-2-3 la preparazione con l’Alchèrmes. Nella 4 con il rum.↓

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Accorgimenti

Utilizzate biscotti semplici, in quanto il salame di cioccolato è un dolce già molto saporito.

 Idee e varianti

Potete aggiungere all’impasto anche nocciole tritate o, se vi piace l’idea di un salame al cioccolato speziato, un pochino di peperoncino in polvere o semi di sesamo.

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 Il Salame di cioccolato
Finte pesche all'Alchèrmes

Finte pesche all’Alchèrmes

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Questi dolcetti “della nonna”, che imitano quei frutti succosi, sono molto piacevoli da presentare e facili da preparare. Sono composti da 2 semisfere di pasta per biscotto unite da crema pasticciera o  crema al cioccolato e ornate con foglioline di menta. Sono molto carini da servire ad una festa di bambini, MA c’è un problema: l’Alchèrmes. Non si può fare a meno di questo liquore e allora? Ho sentito dire che si può fare evaporare l’ alcool con il procedimento del brulé di vino cioè, mettetete il liquore in un pentolino, portatelo a bollore, quindi fiammeggiate.

La ricetta per preparare le pesche dolci l’ho trovata sul web ed è la seguente:

Ingredienti per circa 15 pesche

500 gr. di Farina, 150 gr. di Burro, 150 gr. di Zucchero, 1 bustina di Lievito per dolci, 3 Uova, 75 ml di Latte, Liquore Alchermes¹ q.b, Crema pasticcera

Preparazione:

Mescolate la farina, il lievito e lo zucchero. Aggiungete le uova sbattute e il burro sciolto a bagnomaria. Amalgamate bene versando il latte a filo. Dovete ottenere un composto cremoso non troppo duro.

Cottura:

Con l’aiuto di un cucchiaio formate delle palline su una teglia rivestita di carta da forno. Cuocete a 180 gradi per circa 8 minuti. Otterrete delle mezze pesche che cospargerete di crema pasticcera e chiuderete a panino. Versate in una ciotola il liquore, inzuppateci le pesche cospargetele di zucchero semolato e servite nei pirottini!

Accorgimenti:

Al momento di aggiungere lo zucchero finale spolveratelo dall’alto, per evitare che si inzuppi di liquore.

Idee e varianti:

Potete farcire le pesche dolci anche con Nutella.

Vino

Moscato, Malvasia Passito, Vinsanto, Albana Passito

¹Alchèrmes di Firenze all’uso della fabbrica di santa Maria Novella
Ricetta di Giovanni Felice Luraschi, Nuovo cuoco milanese, Milano, 1853
Prendete un quarto d’oncia di cannella fina, mezz’oncia di garofani, una noce moscata tridata, mezzo quarto d’oncia di macis, un quarto d’oncia e mezzo di vaniglia, un quarto d’oncia e mezzo di alchèermes in grqana, mezzo quarto d’oncia di cocciniglia liquefatta, un poco acqua, libbre 4 di spirito soprafino, 12 libbre di zucchero soprafino, ponete il tutto in infusione per dieci giorni, indi fate il tutto passare alla salvietta, in seguito prendete quattro boccali di acqua santa rosa, unitela e passatela al filtro, imbottigliatelo.
  • L’alchèrmes (dall’arabo القرمز, al-qirmiz, che significa cocciniglia e che è utile a indicare il color cremisi, il genere. I suoi ingredienti sono: 350 g di alcol a 95°, 350 g di zucchero, 500 g di acqua, 5 g di cannella in stecche, 4 g di cocciniglia, 1 g di chiodi di garofano, 1 g di cardamomo.
  • Anticamente in Sicilia questo liquore chiamato “Archemisi” veniva utilizzato contro i “vermi da spavento” ossia, quando ad esempio un bambino cadeva in preda alla paura per un determinato evento i nonni si premuravano di dargliene un cucchiaio o due (dipendeva dal grado di spavento…) per esorcizzare la paura. Queste curiose convinzioni popolari sopravvivono attualmente in alcune zone della Campania prova ne sia che l’espressione partenopea “Aggio fatt’e vierme” significa “Mi sono spaventato molto”.
  • In Italia si diffuse durante l’epoca dei Medici, era chiamato “Elisir di lunga vita” ed era prodotto dai frati di Santa Maria Novella a Firenze. Da subito fu usato per la preparazione dei dolci, oltre che apprezzato come liquore. Era un liquore molto amato dalla famiglia Medici e in Francia fu conosciuto grazie ai pasticceri di Caterina De Medici e venne chiamato “liquore dei Medici”. Fonte Wikipedia
  • Garofani – chiodi di garofano.
  • Il macis (chiamato anche mace o fiore della noce moscata) è una spezia culinaria, originaria delleisole Molucche. Si tratta di una parte del frutto di un albero sempreverde (Myristica fragrans Gronov.) che può raggiungere l’altezza di 20 m. In particolare il macis è la parte interna del frutto (endocarpo) che riveste il seme che costituisce la più conosciuta noce moscata. Il macis è di color rosso brillante nel frutto fresco; diventa di colore arancio seccando. Il macis, dal sapore più delicato della noce moscata, è utilizzato in cucina per piatti salati composti di colore chiaro e luminoso, giallo o arancio, in modo analogo allo zafferano, così come nella preparazione di miscele di spezie (ad esempio il curry), negli aceti speziati per la conservazione delle verdure o nella preparazione di liquori casalinghi come il nocino. È gradevole nelle salse di formaggio e perfetto quando grattugiato fresco.

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 Finte pesche all’Alchèrmes