Menù Pranzo della Vigilia

Menù per il Pranzo della Vigilia

Mercato di Natale, Manizer Matveevich Henry (1847-1925)
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NATALE 1965

Menù
Avocado con bresaola
Consommé in tazza
Pesce in bianco con salsa Remoulade
Filetti impanati
Coppe al cioccolato
Panettone

Dosi e ingredienti per 6 persone

Avocado con bresaola
Ora sono molto di moda questi avocados che potrete servire come antipasto.
Prendetene uno a testa, apriteli ed eliminate il grande nocciolo, quindi disponete i frutti su un piatto di portata e contornateli di bresaola affettata finemente. Condite con olio, sale e pepe.

Consommé in tazza
Mettete in un pentolone gr. 800 di polpa di manzo, 500 gr. di ossa, una carota, una cipolla, un gambo di sedano e prezzemolo.
Salate e ricoprite con acqua fredda. Quando incomincerà a bollire schiumate, coprite e lasciate bollire lentamente per due ore e mezzo. Al momento di servire filtrare il brodo.

Pesce in bianco con salsa Remoulade
Lessate in abbondante acqua salata un pesce di circa 1 kg.
(nasello, merluzzo, cefalo)
insieme ad un mazzetto di odori.
Disponete il pesce su un piatto di portata e servitelo caldo con la seguente salsa:
nella scodella che generalmente usate per la maionese, passatevi uno spicchio d’aglio fregando bene in modo che s’impregni d’odore, poi sbattetevi un tuorlo con un pizzico di sale e piano piano incorporatevi mezzo bicchiere di olio che verserete a goccia a goccia.
Otterrete così una crema densa; allora incorporatevi un cucchiaio di aceto e un cucchiaino di prezzemolo tritato.

Filetti impanati
Comprate 6 bei filetti di manzo possibilmente uguali.
Passateli nell’uovo sbattuto poi nel pangrattato e friggeteli in olio bollente.
Disponeteli sul piatto di portata e guarniteli con punte di asparagi passati al burro.
 
Asparagi al burro
Prendete un chilo di asparagi; togliete loro la parte inferiore che non si mangia e, dopo avere abbondantemente lavato i vostri asparagi, lessateli al vapore acqueo. Cotti che siano, scolateli e quando saranno ben sgoggiolati, poneteli entro una teglia da forno unta di burro. Spolverizzateli con sale fine e cospargeteli con molto formaggio grattugiato. Versatevi sopra del burro fuso ben battuto per renderlo schiumoso; fate dorare leggermente al forno e servite.

Coppe al cioccolato
Fate bollire un litro di latte, quindi unitevi gr. 300 di biscotti secchi sbriciolati e due cucchiaiate di cacao dolce.
Fate raffreddare il composto, poi unitevi una tazza di panna montata e un cucchiaio di nocciole tritate. Riempite delle coppe e guarnite con ciliegine candite.
 
Panettone
Mettete in una grande terrina tre etti di farina bianca per dolci, cinque cucchiaini di lievito inglese, un pizzico di sale e la buccia grattugiata di mezzo limone.
Mescolate tutto assieme, indi aggiungete 100 gr. di uva passa, mezzo etto di cedro candito tagliato a pezzettini, due tuorli d’uovo e mezzo etto di burro fuso.
Ponete al fuoco una padellina con 70 gr. di zucchero biondo per dolci; fate fondere a fuoco tenue evitando l’ebollizione.
Lasciate raffreddare e versate anche questo liquido nella terrina.
Mescolate energicamente lavorando con una spatola di legno e con un movimento circolare sempre nello stesso senso.
Quando la paste sarà ben amalgamata e comincerà a staccarsi dalle pareti mettetela sull’asse e conntinuate a lavorarla energicamente con le mani.
Foggiate il vostro panettone e incidetelo sulla sommità, alla profonddità di mezzo centimetro, disegnando un quadrato e dentro il medesimo una croce.
Circondate il panettone con una fortecarta pergamena per evitare che abbia ad espandersi eccesivamente. Ponetelo in una teglia unta di burro e lasciatelo riposare in luogo tiepido per una buona mezz’ora. Fate cucinare al forno, precedentemente riscaldato, per tre quarti d’ora a fuoco moderato. Qualche minuto prima di togliere dal forno spruzzatene le pareti interne con poca acqua.
Il panettone così confezionato acquisterà una tinta brillante dorata.

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 Menù Pranzo della Vigilia
Menù Pranzo della Vigilia

2. Menù per la Vigilia

Mercato di Natale, Manizer Matveevich Henry (1847-1925)
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Menù
Antipasto in coppa di pompelmo*
Risotto alla certosina*
Triglie al caertoccio con insalata
Torta di mele
Vini
Soave, Marsala

Antipasto in coppe di pompelmo
Occorrente per coppa:
2 grosse carote, qualche spicchio di limone, pezzetti di coda di rospo o di granchio in scatola, mezzo pompelmo, olive nere.
Preparazione
Scavate il pompelmo, formate delle coppe e riempitele con le carte affettate crude, a julienne, il granchio a pezzi, pezzetti di polpa di pompelmo, olive. mettete in frigo e servite gelato.

Risotto alla certosina
Ingredienti per 4 persone.
500 gr. di riso, 400 gr. di gamberi, 150 g. di piselli, 20 gr. di funghi secchi, 50 gr. di burro, 1 spicchio d’aglio, 1 bicchierino di cognac, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco, 1 cipolla, sale, pepe, brodo.
Preparazione
Lessate i gamberi, levate loro l’involucro, mettete da parte le code intere e passate al setaccio quanto resta. Fate rosolare nel burro la cipolla tritata finissima e l’aglio intero che toglierete quando sarà dorato. Versate nella casseruola il riso, mescolandolo in modo che assorba il condimento, bagnatelo con il cognac e quando questo sarà evaporato, unite anche il vino bianco e il passato di gamberi. Fate evaporare il vino, aggiungete i funghi ammollati e tritati grossolanamente, i piselli, il pomodoro, sale, pepe e il brodo procedendo come per un npormale risotto. A metà cottura, unite le code dei gamberi.

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Menù per la Vigilia 2
Menù tradizionale natalizio delle Marche

Menù tradizionale natalizio delle Marche

Ostra (AN)

Menù
Antipasto all’italiana
Cappelletti in brodo di cappone
Vincisgrassi
Bollito di cappone condito con olio e prezzemolo
Oca e coniglio in porchetta
Patate al forno al profumo di rosmarino
Spinaci al burro
Pizza di Natale
Torrone
Frutta secca

Vini
Verdicchio dei Castelli di Jesi
Rosso Cònero
Moscato d’Asti
Vernaccia di Serrapetrona (Mc) spumante rosso
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La pizza de Natà
è un dolce natalizio tradizionale dell’entroterra marchigiano, specchio della civiltà contadina presso cui è nato e fatto con gli ingredienti che la terra offre. Non è altro che pasta di pane arricchita con vari ingredienti, come noci, nocciole, mandorle, uvetta, scorza di limone ed arancio, fichi secchi, eventualmente anche cioccolato tritato, e a cui viene aggiunto poco olio d’oliva.
Gli ingredienti vengono uniti direttamente all’impasto prima di porlo a lievitare su una teglia ben oliata; successivamente, quando la massa è ben lievitata, la si cuoce in forno.

La scelta di questi ingredienti particolari non sembra essere casuale. La noce, infatti, è una delle piante associate alla Grande Madre e pertanto è simbolo di rigenerazione come, d’altro canto, anche il fico, legato al culto di Dioniso, il dio che vegliava sulla fertilità di piante e di animali. E ancora, non a caso, il primo giorno dell’anno si mangiano i chicchi dell’uva conservata dalla precedente vendemmia come augurio di prosperità e di abbondanza. Con le noci, tra l’altro, si tentava di fare delle previsioni del tempo a lungo termine: il giorno di San Silvestro si riponevano in fila nella madia dodici mezzi gusci di noce, rappresentanti i dodici mesi dell’anno; dentro ad ognuno veniva messa una piccola quantità di sale. Il primo dell’anno si osservavain quali gusci si era formata umidità: i mesi corrispondenti sarebbero stati particolarmente piovosi.

ostra

Menù tradizionale natalizio delle Marche
NATALE la casa la tavola la festa

Per NATALE la casa e la tavola sono in festa!

In Danimarca, nel mese di dicembre, non può mancare la Candela  Calendario

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La casa in festa


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Decorazioni albero Natale pigne, globi e ghirlande.
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La tavola in festa

La tavola di Natale è la più attraente e ricca di decori che vi sia. Attenetevi alla tradizione preferendo un’elegante tovaglia bianca: darà spicco al verde dell’agrifoglio, al rosso delle bacche e dei nastri di raso. Non dimenticate i tocchi lucenti dell’oro e dell’argento.

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Perchè un pranzo possa dirsi memorabile deve compiacere l’olfatto, il gusto e la vista: il profumo dei cibi deve essere invitante, i sapori eccellenti e la presentazione splendida. Una delle regole d’oro è quella di tener conto che l’allestimento della tavola diventa parte integrante dell’ambiente. Valutate con attenzione l’atmosfera della stanza e adeguate la tavola allo spirito dell’ambiente: fresco, misurato, disinvolto o elegante. Non abbiate timore di osare qualche contrasto,
“…basta solo abbinare bene i colori partendo ovviamente dal proprio servizio di piatti, dal sottopiatto o dalla fantasia della tovaglia, da un particolare insomma e poi armonizzare bene i colori di tutti gli altri addobbi”. theitaliantaste.com

candele natale.

Christmas Pudding candele natale

 I segnaposto  su ogni piatto, sono i “Christmas Crackers”: pacchettini a forma di caramella  da tirare contemporaneamente dai due lati con un compagno di tavolo,  a chi rimane la parte più grande si aggiudica il regalino contenuto: Segnaposto “sorprendente, UK Christmas Cracker
segnaposto natale.
Facili e carini i segnaposto con i tappi di sughero

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deco.plurielles.fr

immediatamente.”Kalenderlys”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

NATALE la casa la tavola la festa
 
Confezionare i regali Carta da regalo

Come confezionare i regali: Carta da regalo “fai-da-te”

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Per avvolgere la vostra torta, o i tanti regalini, potete fare la carta decorata da voi usando delle patate come stampini, oppure il rullo per togliere i pelucchi dagli abiti.

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Occorrente
  • patata
  • carta bianca o carta da pacchi marrone
  • colori a tempera o a olio
  • coltellino a punta
Preparazione
  • Tagliate una patata cruda a metà. Incidete con un coltellino a punta sulla superficie tagliata un disegno a piacere: stella, cuore ecc.
  • Tagliate via i lati esterni della patata in modo da lasciare in rilievo il disegno.
  • Stendete la carta sul tavolo.
  • Bagnate la patata nel colore scelto e fatela impregnare bene. Premete con forza la patata sulla carta nei punti desiderati.
  • Ripetete più volte l’operazione fino a quando avrete decorato tutto il foglio come desiderate.
  • Fate asciugare perfettamente il colore prima di usare la carta.

Regali dalla mia cucina 1978

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Confezionare i regali Carta da regalo

Per dono (detto anche regalo o presente) si intende il passaggio di proprietà di un bene da un soggetto ad un altro senza una compensazione diretta che deriverebbe dallo scambio commerciale con un altro bene o servizio dotato di valore economicamente valutabile, anche se il dono stesso può comportare un’aspettativa di reciprocità, o un ritorno in termini di prestigio o simili. In molte società umane, il gesto di scambiarsi doni a vicenda contribuisce alla coesione sociale. Per estensione, il termine “dono” si può riferire a qualunque cosa fatta liberamente e spontaneamente, atta a rendere l’altro più felice o meno triste, come ad esempio un favore, un atto di perdono o di gentilezza.

Lo studioso francese Marcel Mauss ha elaborato negli anni 1920 una teoria del dono dal punto di vista antropologico, basandosi sui risultati di famose ricerche etnografiche. Tra gli scritti di Marcel Mauss su “L’Année sociologique” (poi raccolti in volume in Saggio sul dono) ci sono contributi di riflessione sulla cultura, sulla magia dei rituali, del sacrificio e dello scambio dei doni (braccialetti di conchiglie rosse scambiati con braccialetti di conchiglie bianche) tra melanesiani e polinesiani per rafforzare la fiducia dei popoli. Il dono per quanto spontaneo non è libero perché costituisce un’aspettativa della sua restituzione, perché fa parte di un sistema di obblighi e diritti proprio della società in cui si appartiene.

Luci e atmosfere: le candele Christmas pudding

Old Fashioned Christmas pudding

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Va preparato con molto anticipo, circa verso l’inizio dell’Avvento: il Tempo di Avvento comincia dai primi Vespri della domenica che capita il 30 novembre o è la più vicina a questa data, e termina prima dei primi Vespri di Natale.

 Ingredienti per 6 persone

250 gr di grasso di rognone, 250 gr di farina, 500 gr di uvetta di Corinto e di Smirne 200 gr di frutta candita, 125 gr di scorza di scorsa d’arancia candita, 60 gr di frutta secca, 120 gr di zucchero, 200 gr di pane raffermo, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 pizzico di ginger, 4 uova, mezzo limone, 1 bicchierino di liquore a piacere (all’arancia, rum, sherry, brandy), sale qb., un pizzico di noce moscata.

Per la crema
Mezzo bicchiere di liquore, 500 gr di zucchero a velo, 100 gr di burro.

Preparazione

Tritare il grasso; tritare la scorza di arancia candita, la frutta secca, la scorza del limone e mescolare tutto in una capiente ciotola. Unire la farina, il pane raffermo grattugiato, lo zucchero, il pizzico di sale e tutti gli aromi.
In un’altra ciotola sbattere le uova intere ed unire il liquore e il succo del mezzo limone. Unire tutti gli ingredienti (asciutti e liquidi) e mescolare bene fino a raggiungere un composto omogeneo.
Ungere uno stampo a forma semisferica e versare il composto fino a tre quarti di altezza. Avvolgere lo stampo in un tovagliolo e annodare le cocche in alto, facendovi passare un bastone. Immergere il pudding in una grande pentola con acqua bollente appoggiando le estremità del bastone ai bordi della pentola perchè lo stampo non tocchi il fondo della pentola.

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Questa la cottura tradizionale, ma il procedimento può essere anche il seguente (come nelle foto): Cuocere per almeno 6 ore, aggiungendo sempre acqua bollente. Alla fine sostituire il tovagliolo con un altro asciutto e mettere il pudding al fresco.
Il budino deve essere conservato in un luogo fresco (evitare il frigo, se possibile) fino al giorno di Natale.
Il giorno di Natale, è necessario avvolgere e sigillare il budino come prima e far bollire per altre 3 ore.

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Preparare.la crema:
in una ciotola lavorare a crema spumosa il burro con lo zucchero, aggiungere il liquore e mescolare bene. Tenere al fresco.Mettere il pudding su un piatto da portata. Irrorarlo con liquore, dare fuoco e portare a tavola. (Ognuno deve ricevere una fetta di torta con la fiammella ancora accesain modo da poter esprimere un desiderio quando l’alcool finirà di bruciarsi nel suo piatto). Versarvi sopra la crema oppure servire con la crema a parte.

 Brandy butter, Salsa per il pudding
  • Ingredienti per 6-8 persone
    230 gr. di burro, 200 gr. di zucchero a velo, ½ bicchiere di ottimo brandy, un cucchiaino di estratto di vaniglia.
    Preparazione
    Fate sciogliere a bagnomaria il burro, unitevi lo zucchero a poco a poco, mescolando col mestolino di legno e, alla fine, aggiungete la vaniglia e il brandy. Servite ben calda..

Tradizione vuole che il Christmas pudding deve contenere addirittura 6 oggetti: due anelli che porteranno l’amore, una moeta di sei pence a portare prosperità, dei bottoni per il celibe, un dado per la ragazza nubile e un piccolo maialino che verrà invece trovato dal più ghiotto della tavola.
Originariamente il Christmas pudding doveva essere qualcosa di parecchio diverso. L’ archetipo gastronomico sarebbe da ritrovarsi nel “frumenty”, un bollito di montone e manzo al vino condito di prugne e uvetta, documentato fin dal XIV secolo

Accompagnare il pudding con birra bruna inglese

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Foto: Lexeat.co.uk e Wikipediadia
Christmas Pudding 
lexeat.co.uk
Preparation time: 20 mins – Cooking time: 300 mins – Total time:320 mins
Nutrition (per portion) 292 calories – 10 g fat (4 g saturates) – 40 g carbs (28 g total sugars)
The coins! How could I forget – every year every member of the family had to stir the pudding and add a coin whilst making a wish. ….They are real sixpences from 1921 to about 1944. You can’t use today’s coins as they will oxidise and kill everyone (however tempting it may be to try them out on your relatives so you need silver coins).
110 g shredded suet, 50 g self raising flour, 110 g white breadcrumbs, 1 level tsp ground mixed spice, 1/4 tsp freshly grated nutmeg (or a freshly opened jar in my case), good pinch ground cinnamon, 225 g soft dark brown sugar, 110 g raisins, 110 g sultanas, 150 g currants (I used dried blueberries), 70 g figs, 70 g prunes, 30 g apricots (the mix of dried fruit can be of your own making, For larger dried fruit make sure you shop them into smaller pieces e.g. figs and apricots. Whatever the mix, your dried fruit needs to weigh approximately 520-540g), 25g almonds, skinned and chopped (if you get ones with the skin on, leave to soak in boiling water to remove the skins), 1 small cooking apple, peeled, cored and finely chopped grated zest of 1/2 large orange, grated zest of 1/2 large lemon, 2 eggs, 150 ml stout (or 75ml stout & 75ml barley wine), 2 T rum.
To begin, in a large bowl mix the suet, flour, breadcrumbs, spices and sugar. Gradually add and mix the dried fruit, almonds, apple and zests. In a separate bowl/jug beat together the alcohol and eggs. Pour this over the other ingredients and mix very thoroughly. At this stage you should add your coins one at a time, making a wish whilst stirring in each one. You should leave the mix overnight before continuing with the next stage. I knew I had to boil the pudding for 6 hours.
Grease your pudding bowl and cut out a small circle of greaseproof paper to put at the bottom. Pack the mix into the greased bowl. Cover with greaseproof paper and then foil – you will need a large enough piece to go down the outside of the bowl, below the lip. You will also need to make a pleat in the foil/paper to give the pudding room to rise (this is especially important if your mix fills right to the top of your pudding bowl, less important if not). Next (and it helps if you have two people) tie string around the lip of the bowl, to make it air tight. It can also help to tie yourself a little handle with the string. Trim excess foil/paper. Place the pudding in a large pot and fill up with water to about 2/3 up the side of the pudding bowl. Leave to boil for 6 hours, checking every 2 hours to fill up water if necessary. The water doesn’t need to be boiling vigorously – a constant simmer will do. Once done, take the pudding out of the saucepan. Remove the paper and foil and cover with cling wrap. The pudding should be kept in a cool place until Christmas Day – avoid the fridge if possible. On Christmas Day, you need to wrap and seal the pudding as before (but the pleat won’t be necessary, as it won’t rise anymore) and boil for another 3 hours. I’ll be pouring brandy or rum over mine to light while it’s sitting centre stage on the table, and will of course be making hard sauce and custard.
“As you know, it’s worth all the effort … good luck!”
Christmas Pudding candele natale
Tacchino ripieno di castagne e prugne

Tacchino ripieno di castagne e prugne

Albero di Natale a Gubbio (Umbria)
 

.Per chi vuole rispettare la tradizione ecco due ricette per preparare il più classico piatto di Natale.

Ricetta .1

Ingredienti
Un tacchino da 5 kg, 1,5 kg di castagne, prugne secche, pinoli, 800 gr di pane raffermo senza crosta, 150 gr di burro, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 limone, 2 bicchieri di vino bianco secco, rosmarino, prezzemolo, maggiorana, timo, olio.

Preparazione

  • Fare bollire le castagne per circa 45 m. Pulire e lavare con cura il tacchino dentro e fuori, asciugarlo con cura e strofinare le carni con 1/2 limone. Quando le castagne saranno cotte, sbucciarle, privarle della pellicola interna e spezzettarle.
  • Sciogliere il burro in una padella, unire la cipolla ed il sedano puliti e finemente tritati, quindi lasciare insaporire a fuoco medio. Quando saranno morbidi, aggiungervi 1 bicchiere di vino e lasciarlo evaporare.
  • Tagliare il pane a dadini e poi versarlo nella padella, unendo anche le castagne spezzettate, la frutta secca, il prezzemolo, la maggiorana, il timo, sale e pepe. Mescolare con cura, lasciare sul fuoco per 5 m. poi lasciare raffreddare il tutto.
  • Quando il composto si sarà raffreddato, usarlo per riempire il tacchino e quindi cucire l’apertura con dello spago da cucina. Salare e pepare il tacchino all’esterno e legarlo con altro spago, frapponendo tra questo e la carne i rametti di rosmarino.
  • Sistemare il tacchino in una teglia, coprirlo con una garza da cucina impregnata di olio ed infornate a 180°, lasciando cuocere per circa 1 h. Aggiungere il bicchiere di vino bianco e rimettere in forno ancora per 2 h e 1/2, bagnando di tanto in tanto con il liquido di cottura. Per ultimo eliminare la garza e cuocere ancora per una ventina di minuti.
  • Prima di portare in tavola, lasciare raffreddare per alcuni minuti.

Vino
Servitelo con Chateauneuf-du-Pape, Rhone-France (secondo la classifica 2007 stilata da Wine Spectator il miglior vino al mondo), Moulin-à-vent (Beaujolais F), Rosso di Montalcino (Toscana)

  • Dindo o tacchino da 900 a 1800 gr. per 6 e più persone. Deve cuocere un’ora per ogni kg. di peso. La carne è piuttosto coriacea. Condite il tacchino anche all’interno, perchè si ammorbidisca e, se la ricetta lo richiede, spruzzatelo con vini o liquori, a mezza cottura, non prima. Si presta per le preparazioni al forno: meglio se possedete forno a fuoco di legna.

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Ricetta .2

Ingredienti Per 6-8 persone
1 tacchino di circa 3 kg. già pulito; il cuore, il fegato, il durello del tacchino già puliti, 70 gr. di burro, 2 mele ruggine del Piemonte, 50 gr. di prugne secche, 100 gr. di castagne, 100 gr. di salsiccia, 3 foglie di salvia, un rametto di rosmarino, sale e pepe. Attrezzatura Un recipiente ovale a pareti alte, con coperchio, sufficientemente ampio per contenere il tacchino, poco filo incolore, uno spago sottile.

Preparazione

  • Mettete le prugne in una terrina e lasciatele coperte di acqua tiepida per 6 ore, quindi scolatele e snocciolatele.
  • Sbucciate le mele, privatele del torsolo, tagliatele a fette piuttosto spesse e mettetele in una terrina.
  • Spellate la salsiccia, sbriciolatela con la forchetta e unitela alle mele.
  • Lavate il durello, il cuore e il fegato del tacchino asciugateli, tagliateli a pezzettini e mettete tutto nella stessa terrina delle mele con metà burro a pezzetti, sale e pepe.
  • Passate le castagne in un panno umido e poi, con un coltellino molto affilato, praticate in orizzontale un taglio di circa un centimetro sulla parte bombata della buccia. Mettetele nella padella bucata sul fuoco a fiamma piuttosto viva. Durante la cottura scuotete spesso la padella, in modo che le castagne cuociano bene e da tutte le parti senza bruciare. Quando le castagne saranno ben arrostite, sbucciatele e pelatele.
  • Tagliate a pezzi le prugne, spezzettate le castagne e unitele al resto, rigirando il tutto con il cucchiaio di legno, in modo da ottenere un ripieno omogeneo.
  • Fiammeggiate, lavate e asciugate bene il tacchino, salatelo, pepatelo leggermente all’interno e all’esterno e riempite, per tre quarti, la cavità addominale con il composto appena preparato. Cucite l’apertura con filo incolore e legate iltacchino con spago sottile.
  • Lavate ed asciougate la salvia e il rosmarino, mettete il burro rimasto nel recipiente ovale, mettete il burro rimasto nel recipiente ovale, unite la salvia e il rosmarino, ponetelo su fuoco vivace e quando il burro comincia a colorire disponetevi il tacchino. Fatelo rosolare a fiamma alta da tutte le parti. Salate, mettete il coperchio, abbassate la fiamma e fate cuocere per 4 o 5 ore, irrorandolo ogni tanto col fondo di cottura che si formerà.
  • Se necessario potete aggiungere durante la cottura poca acqua calda per volta.
  • A cottura ultimata il grasso del tacchino dovrà essere completamente sciolto; inoltre la pelle dovrà risultare croccante e rosolata in modo uniforme. Se così non fosse togliete il coperchio e passate il recipiente in forno molto caldo per altri 20 minuti, È necessario, però, che il tacchino venga prima cotto sul fornello e non al forno per ottenere una carne ben cotta, ma morbida e non asciutta.

Anzichè di un tacchino potete servirvi di una tacchinella di circa 2 kg., riducendo gli altri ingredienti in proporzione: basterà per 6 persone.

Vino
Servitelo con Chateauneuf-du-Pape, Rhone-France (secondo la classifica 2007 stilata da Wine Spectator il miglior vino al mondo), Moulin-à-vent (Beaujolais F), Rosso di Montalcino (Toscana)* Dindo o tacchino da 900 a 1800 gr. per 6 e più persone. Deve cuocere un’ora per ogni kg. di peso. La carne è piuttosto coriacea. Condite il tacchino anche all’interno, perchè si ammorbidisca e, se la ricetta lo richiede, spruzzatelo con vini o liquori, a mezza cottura, non prima. Si presta per le preparazioni al forno: meglio se possedete forno a fuoco di legna.

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“Roast turkey” by Mark Miller – Own work. Licensed under CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons –
“Tied up turkey-01” by Muffet – trussed turkey auf flickr. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons –
Tacchino ripieno di castagne e prugne
Stufato di renna

Fin – Poronkäristys – Stufato di renna

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Lo stufato di renna è un tipico piatto della cucina finlandese, molto semplice da fare e molto gustoso. La carne di renna ha un sapore tra il manzo e la selvaggina abbastanza magra.

Ingredienti per 4 persone

1 kg di polpa di renna, 150 g di lardo o strutto o burro salato (la ricetta originale richiederebbe grasso di renna, che però è impossibile trovare in Italia), 1 tazza di acqua calda, Sale, Pepe.

Preparazione
  1. Frollatura e marinatura della selvaggina prima della cottura
  2. Marinare la selvaggina da pelo prima della cottura

Tagliare a cubetti il lardo (o lo strutto o il burro salato) e farlo fondere a fiamma dolce in un tegame. Aggiungere la polpa di renna tagliata a piccoli pezzi, incoperchiare e far cuocere per 20-30 minuti a fiamma vivace. Unire 1 tazza di acqua calda, sale, pepe e incoperchiare.Far sobbollire a fiamma dolce finché la carne sarà molto tenera.

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Si serve con purea di patate e cipolle affettate soffritte nel burro.

Oppure, come in Finlandia, con marmellata o salsa di mirtilli rossi oppure di “molte berries“, una specie di more dal colore arancione pallido, dal delicato gusto tra le more e le fragole.
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 Stufato di renna

 

Panettone di Natale

Panettone di Natale

Panettone is a type of sweet bread loaf originally from Milan, usually prepared and enjoyed for Christmas and New Year in Italy

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Il Panettone,
in lombardo panatone o panatton, è un tipico dolce milanese, associato alle tradizioni gastronomiche del Natale ed ampiamente diffuso in tutta Italia. Il panettone tradizionale lombardo è notoriamente quello alto, ma esiste anche la variante bassa e larga, piemontese, detta Galup.
Generalità
Tipicamente ha una base cilindrica di 30 cm di altezza che termina in una forma a cupola. Basi ottagonali o a sezione a forma di stella sono più comuni per il pandoro. È ottenuto da un impasto lievitato a base di acqua, farina, burro, uova o anche tuorli, al quale si aggiungono frutta candita, scorzette di arancio e cedro in parti uguali, e uvetta. Il risultato è comunemente denominato panetton candìo.
Il panettone nasce a Milano ai tempi di Ludovico il Moro (1452 –1508), e ancora oggi è prodotto secondo la ricetta di 500 anni fa. A Milano fino al 900 erano in moltissimi tra fornai e pasticceri a produrre il panettone, oggi però le grandi ditte industriali di panettoni sono dislocate in tutta Italia, mentre a Milano rimangono ancora tanti artigiani che producono un panettone secondo la ricetta tradizionale.

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Storia e storie del Panettone
Le origini del panettone sfumano a tratti nella leggenda. Sono due le storie che godono di maggior credito:
  1. Messer Ughetto degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.
  2. Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola.» Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.
 Il Panettone attraverso i secoli
Pietro Verri narra di un’antica consuetudine che nel IX secolo animava le feste cristiane legate al territorio milanese: a Natale la famiglia intera si riuniva intorno al focolare attendendo che il pater familias spezzasse “un pane grande” e ne porgesse un pezzo a tutti i presenti in segno di comunione. Nel XV secolo, come ordinato dagli antichi statuti delle corporazioni, ai fornai che nelle botteghe di Milano impastavano il pane dei poveri (pane di miglio, detto pan de mej) era vietato produrre il pane dei ricchi e dei nobili (pane bianco, detto micca). Con un’unica eccezione: il giorno di Natale, quando aristocratici e plebei potevano consumare lo stesso pane, regalato dai fornai ai loro clienti. Era il pan di scior o pan de ton, ovvero il pane di lusso, di puro frumento, farcito con burro, miele e zibibbo. Alla fine del Settecento si verificò una novità inattesa: la Repubblica Cisalpina s’impegnò a sostenere l’attività degli artigiani e dei commercianti milanesi favorendo l’apertura dei forni, mondo di delizie in cui guizzavano indaffarati i prestinee, e delle pasticcerie, regno incantato degli offellee. Nel corso dell’Ottocento, durante l’occupazione austriaca, il panettone diventò l’insostituibile protagonista di un’annuale abitudine: il governatore di Milano, Ficquelmont, era solito offrirlo al principe Metternich come dono personale. La ricetta del panettone viene ripresa da Angelo Vergani nel 1944, fondatore della Vergani, azienda che ancora oggi produce il panettone a Milano.
Il poeta Graziano Pastori, uno dei più apprezzati poeti milanesi del ’900, cita il panettone Vergani in una delle sue poesie: La parabola del Natal

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Ingredienti panettone.jpg

Varianti
L’industria ed i laboratori artigianali hanno proposto, negli ultimi vent’anni, numerose variazioni sul tema “panettone”: glassato, senza canditi o uvetta, ripieno di crema, gelato o cioccolato per citare solo le più apprezzate. Viene anche esportato come dolce simbolo del Natale in moltissimi paesi.
Wikipedia
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Homemade panettone with bread machine, December 2010 (5232148128).jpg
Panettone di Natale
1″Home made panettone by Nicola (5300955223)” di N i c o l a from Fiumicino (Rome), Italy – Home made Panettone – IMG_8656Uploaded by Mindmatrix. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons –
2″Ingredienti panettone” di Pasticceria Cucchi dal 1936 – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons
3″Homemade panettone with bread machine, December 2010 (5232148128)” di N i c o l a from Fiumicino (Rome), Italy – Homemade Panettone with bread machine – IMG_8388Uploaded by Mindmatrix. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons
Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura al forno Cena di Capodanno in casa

Decorazioni natalizie in Pasta al sale con asciugatura al forno

 Acqua, farina e sale sono gli ingredienti necessari per preparare bellissime sculture
Con acqua, farina e sale si ottiene un impasto facilmente manipolabile e di poco costo. L’abbondante quantità di sale usata, nella ricetta classica è pari a quella della farina, assicura una buona conservazione del modello.Nel passato il sale veniva usato anche per proteggere gli oggetti da topi e insetti. Con la pasta al sale i poveri creavano gli addobbi per l’abete natalizio.Quest’arte, conosciuta soprattutto in Germania (salzteig), si è sviluppata anche in Italia. Con un po’ di esperienza si ottengono ottimi risultati e si costruiscono: animaletti, trecce, bomboniere, si confezionano regali creativi….Al principio potrà sembrare un po’ difficile, ma come in ogni attività manuale, la pratica consente di raggiungere la perfezione.
 Ricetta classica con cottura al forno
  1. Per iniziare dovete procurarvi dalla farina, del sale, una caraffa d’acqua ed una terrina. Acquistate possibilmente la farina migliore tipo 00 di grano tenero per preparare sfoglie e dolci. Adoperate il sale raffinato: per renderlo sottilissimo, impalpabile come lo zucchero a velo, dovete frullarlo. Se usate del sale grossolano le vostre sculture di pane saranno porose e brutte da vedere.
  2. Versate in una terrina della farina e la stessa quantità di sale: ad esempio per 1 kg. di sale, 1 kg. di farina.
  3. Aggiungete lentamente dell’acqua e un cucchiaio di colla vinilica ogni due 2 etti e mezzo di farina.

Usando come misura sempre lo stesso bicchiere sarà più facile controllare il risultato delle variazioni apportate.

  • Se la pasta si attacca alle dita aggiungete delle piccole quantità di farina.
  • Se invece tende a sgretolarsi, bagnate le mani con un po’ d’acqua.
  • Preparate solo la quantità di pasta che serve.
  1. Tirate e ripiegate verso di voi, girate, tirate nuovamente. Trattenete l’impasto con una mano e premete contro il piano di lavoro con il palmo delll’altra. Ripetete questi movimenti per 10 minuti circa.
  2. Manipolate bene l’impasto per 4-5 minuti, poi formte una palla e ponete l’impasto sul tavolo di lavoro.
  3. La qualità del modello finale dipende molto dal fatto che la pasta sia stata lavorata a lungo e amalgamando bene sale e farina.
  4. L’impasto ideale non deve essere troppo molle né troppo duro, ma elastico, simile alla creta.
  5. Prima di iniziare a modellare, lasciate riposare la pasta per circa 2 ore.

Colorare la pasta
I modelli possono essere colorati in due modi:

  1. Usando un impasto colorato. Per colorare l’impasto mescolate un po’ di colore a tempera nella pasta e lavorate bene premendo con i polpastrelli finchè il colore si è ben amalgamato. Per ottenere la tinta desiderata aggiungete colore in piccole quantità. Formate delle palle di pasta colorata e appoggiatele al tavolo.
  2. Dipingendo i modelli dopo l’asciugatura. Quando il modello è perfettamente asciutto, dipingetelo utilizzando colori a tempera. Usate colori tenui, nonostante sbiadiscano durante la cottura, aumentano di intensità dopo essere stati verniciati.

Al termine della lavorazione ricoprite le sculture di pasta al sale con una vernice idrorepellente, spray o liquida, per proteggere gli oggetti dall’umidità e conservarne le caratteristiche.

Gli strumenti per modellare
Le dita e le mani sono gli strumenti migliori per modellare le figure in pasta al sale; tuttavia semplici attrezzi aiutano e risolvono vari problemi. Gli strumenti in ferro, a causa del sale, arrugginiscono.

  • Spremiaglio
  • Trancino per il ferro
  • Spatola e bastoncino per modellare la creta
  • Matterello
  • Pinzette
  • Coltello
  • Tagliapasta
  • Struzzicadenti
  • Colino da tè
  • Schiacciapatate
  • Filo di ferro sottile

Asciugatura
I modelli possono essere asciugati all’aria aperta, ma non è consigliabile perchè gli oggetti assumono una colorazione gessosa. Inoltre sulla superficie si formano facilmente delle screpolature. In ogni caso l’aria deve essere asciutta e calda, non umida.
Gli oggetti realizzati con pasta al sale non devono assolutamente lasciati all’aria aperta durante la notte altrimenti vengono rovinati dall’umidità.

  1. Normalmente gli oggetti si asciugano nel forno elettrico, a gas. ad aria calda (consigliato perchè il calore è uniforme e non c’è rischio di bruciacchiare il modello). Non asciugate nel microonde i modelli con intelaiature in ferro perchè è pericoloso. La temperatura dovrà essere molto bassa.
  2. Appena avete terminato la costruzione dell’oggetto, mettetelo nel forno, anche spento, soprattutto se l’aria circostante è umida.
  3. All’inizio tenete aperto lo sportello del forno per impedire che si formino delle bolle sulla superficie degli oggetti.
  4. Dopo una prima cottura (10 minuti per i modelli molto piccoli), poneteli all’aria aperta, purchè non sia umida. Appoggiateli su un supporto in legno, non di plastica, in modo che l’umidità venga assorbita dal legno.
  5. Per completare l’asciugatura utilizzate anche un ventilatore.
Angioletti, stelle, frutta…tante idee per decorare l’abete: per appenderli occorre inserire un asola in fil di ferro sul retro dell’oggetto.

presepi natale pasta sale

Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura al forno
Atmosfere natalizie: La magia del caminetto

Luci ed atmosfere natalizie: La magia del caminetto

Il camino, detto anche fuoco o caminetto, è stato praticamente il primo metodo di riscaldamento di un’abitazione, infatti se si visita un qualsiasi castello, rocca o abitazione molto vecchia, in quasi ogni stanza se ne trova uno. Tipicamente l’alimentazione, ovvero la combustione, è a legna.
Ancora verso la fine degli anni Quaranta il caminetto era il cuore di quasi tutte le cucine, i tinelli e i salotti. Poi il tradizionale caminetto fu considerato antiquariato: il riscaldamento centrale rese possibile riscaldare in modo uniforme tutte le parti della casa. Ma col tempo la nostalgia del calore del caminetto prevalse, e negli anni Ottanta tornarono al loro posto: le case hanno sempre il riscaldamento centrale ma abbinato a uno o due caminetti che forniscono calore diffuso e un bel fuoco per gli incontri e le conversazioni.
I principali stili:
  • A niccchia
  • Rustico
  • Classico
  • Vittoriano
  • Pastrellato
  • Incassato nel muro

Candele e caminetto creano un’atmofera calda ed accogliiente che fa subito Natale ed intimità. Il loro fuoco attrrae per la sua danza ipnotica.

camino natale

Il tremolio di una fiamma ha un effetto irresistibilmente calmante e piacevole. La luce del fuoco è perennemente mobile, ma un elemento da non sottovalutare è quello dato a livello sensoriale: il fuoco nel caminetto e la luce delle candele hanno un livello più basso di luminosità rispetto alla luce artificiale: non abbaglia, fa fantasticare ed abbellisce ogni ambiente. Un altro aspetto da non sottovalutare è il colore che solitamente è bello, dorato e caldo ed infine come non ricordare il tipico crepitio che le fiamme producono durante la combustione del legno.

Sicuramente le candele non richiedono lo stesso impegno e la stessa accortezza che necessita la disposizione di un cammino; metterle allineate lungo le mensole, in bagno o in camera, optare per varie forme, colori e profumi, posizionarle in giardino in modo da creare dei piccoli percorsi luminosi, sono tutte soluzioni facilmente applicabili senza spese eccessive. Anche il portacandela si è adeguato alle numerose trasformazioni passando dai classici candelabri d’epoca a modelli scultorei, a candelabri in vetro o metallo, alle lanterne traforate di metallo e quant’altro.

Luce del focolare.camino natale (2)
Un caminetto ben curato offre molti vantaggi. Quando è acceso fornisce una fiamma gradevole e sempre diversa per la stanza ed è una fonte di calore in più nelle serate invernali. La sua mensola costituisce un comodo ripiano per i soprammobili, le cornici esterne, l’architrave e il parafiamma sono elementi decorativi.

Per concludere: è fondamentale privilegiare la sicurezza, evitate che le candele brucino da sole se la stanze vuota, evitate che i bambini si avvicinino alle fiamme, per quanto riguarda i camini fate in modo che vengano puliti e controllati periodicamente da personale specializzato ed infine è sempre bene utilizzare un parafuoco da porre di fronte al caminetto. arredamenticasa.it    .camino natale (3)

Trasparenze chic.
Il vetro, il cristallo sfaccettato e gli specchi riflettono e scorporano la luce creando effetti straordinari e intensificanola luce diurna e impreziosiscono i quella delle candele.

Caminetto elettrico

E se non si dispone di spazio o canna fumaria la soluzione è il caminetto elettrico con il quale l’effetto fiamma è garantito [leggi]

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“Afternoon Relax with Jack (3131314633)” di Serge Melki from Indianapolis, USA – Afternoon Relax with Jack. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons –
Atmosfere natalizie: La magia del caminetto
Mercatino di Natale a Bolzano

Atmosfere magiche al Mercatino di Natale a Bolzano

Il Mercatino di Natale di Bolzano (in tedesco Bozner Christkindlmarkt) si tiene nel mese di dicembre in piazza Walther (nel centro della città), alle spalle del Duomo.

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  • Le dolci note:
    canti natalizi, tradizione in musica, allegra armonia che si sprigiona nell’aria.

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  • Il profumo:
    è quello di cannella e spezie, di legno di montagna e di dolci fatti in casa, di Vin brulé e di abeti decorati a festa.

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  • La luce:
    è quella delle casette di legno tutte ordinate ed addobbate, è quella che viene dall’albero di Natale, che brilla negli occhi dei bambini.

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  • I sapori
    dolci doni per il palato: strudel, biscotti fatti in casa e torte, tante torte, per tutti i gusti.
Nella foto torte in vetrina in una pasticceria di Bolzano, da sn: Haselnuss sahne torte, Crostatine con frutta, Prinzregententorte, Mokka sahne torte, Sachertorte.

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torte bolzano natale sacher mokka nocciole
Ricette

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  • Il calore fra le mani:
    quello della lana cotta, del loden, delle candele decorate, di una tazza fumante di Vin brulé in compagnia di amici.

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Il Mercatino di Natale è una festa per tutti i sensi: ascoltare e poi ammirare, respirare e poi gustare, toccare con mano la tradizione, vivere il clima di festa che avvolge e riscalda. Nelle piazze e sulle strade si respira un’atmosfera di sincero calore, si sente il valore più vero e profondo del Natale.

bolzano  http://www.mercatinodinatalebz.it/
Mercatino di Natale a Bolzano