Decorazioni natalizie Pasta al sale asciugatura al forno Cena di Capodanno in casa

Galateo: piccoli suggerimenti per la cena di Capodanno in casa

Tratto da Enciclopedia della Donna 1964

E’ tradizione in tutti i paesi del mondo aspettare l’inizio dell’anno nuovo in allegria e festeggiare con una cena che riunisca parenti ed amici.

Quale soluzione adottare
La prima cosa da decidere è il tipo di cena da offrire agli ospiti: Cena a una tavola unica? Cena a piccoli tavoli? Cena in piedi? Oppure Cenino pic-nic?

  • Quando gli ospiti non sono troppo numerosi, la tavola unica è la più indicata.
  • Se invece gli ospiti sono parecchi, ma non moltissimi, può essere assai pratica la soluzione a piccoli tavolini.
  • La cena in piedi risolve meglio il problema delle riunioni numerose: in questo caso la tavola viene messa contro la parete e vi si dispone il Buffet

La scelta del menù

(L’arte di comporre il menù)
Alla scelta del menù si deve in gran parte il successo della cena. La lista delle pietanze dovrà avere uno o due piatti che possano essere preparati il giorno prima (o acquistati in un negozio di di specialità gastronomiche), così il vostro lavoro sarà notevolmente alleggerito: il consommé, caldo o freddo, e una pietanza fredda e così, non rimangono da preparare in casa la minestra e una pietanza.

La cena pic-nic
E la più divertente e richiede la diretta collaborazione degli ospiti: ogni signora porterà un piatto, naturalmente dopo essersi consultata con la padrona di casa che farà da regista, in modo da non ritrovarsi all’ultimo momento con dei doppioni o peggio con una ricca serie di dolci e con poche pietanze. In questo modo ogni amica potrà preparare la sua specialità ed il Buffet riuscirà ricco e vario.

Il cenino in piedi
E’ un buffet freddo con almeno un piatto caldo: il consommé, o un risotto speciale, o i tortellini in brodo. E’ escluso il pollo arrosto che non si presta ad essere mangiato con disinvoltura.: ricorrete invece ad ad un arrosto di vitello o a il roast-beef. Preparate anche una insalata ricca di verdure diverse ed un pasticcio di fegato o di prosciuttto, oltre a tartine, canapè, dolcetti vari e torte. Sulla tavola del Buffet disponete inoltre pile di piatti, posate, bicchieri, salviettine e tovaglioli, che, se gli ospiti sono numerosi, possono essere di carta. In una cena di questo genere, la cosa più importante è di liberare rapidamente la tavola dalle posate e dai piatti sporchi, rinnovandoli al più presto.

L’importanza dei vini
Nel cenino pic-nic, toccherà agli uomini la scelta dei vini da portare. Almeno 3 tipi di vino sono indispensabili:

  • un buon vino bianco secco,
  • un buon vino rosso
  • ed infine uno spumante o lo Champagne , che dovrà essere di primissimo ordine, rosé,o demi-sec se non addirittura brut.

Mettete nel frigorifero i vini bianchi, ma non quelli rossi, poichè devono avere la temperatura dell’ambiente in cui vengono serviti. Lo champagne o lo spumante vanno messi in fresco nel secchiello con il ghiaccio un’ora prima di essere serviti.

Occhio all’orologio
Secondo la tradizione, a mezzanotte si stappano le bottiglie di champagne e tutti si scambiano gli auguri. Sta alla padrona di casa fare in modo che lo scoccare del primo minuto dell’anno nuovo coincida con la presentazione del dessert: è meglio sedersi a tavola con un certo anticipo, piuttosto che lasciarsi sorprendere dai rintocchi della mezzanotte quando la cena è ancora a metà.

libri enciclopedia_donnaCena di Capodanno in casa

Decorazioni: pigne, globi, ghirlande

F – Menu de Noël classique, Classico menù di Natale

Natale è senza dubbio la più grande festa della Cristianità, ma è anche per tradizione una vera e propria sagra della gastronomia: in ogni Paese del mondo, infatti il 25 dicembre viene celebrato con pranzi ricchissimi di portate raffinate e di vini generosi.

Cuisine Française

Menù
Cocktail di champagne
Coquilles St.-Jacques gratinés
Cappesante gratinate
Canapés de foie gras
Tartine al foie gras
Chapon de fête au Champagne
Cappone di Natale allo Champagne
Bûche de Noël
Ceppo di Natale
*
Vini
Graves
Borgogna bianco
Champagne Blanc de Blancs
Chateau Margaux
Chateau Latour
Champagne demi-sec

Bandiera Francia

 

Canapés de foie gras
Tartine al foie gras

8 fette di foie gras, 4 fette di pane per tramezzini senza bordo, confettura di fichi, burro, pepe rosso.
Tagliare il pane per tramezzini senza il brodo con uno stampino per biscotti a forma di stella. Rosolate nel burro le stelle di pane da entrambi le parti. Tagliate a fette il foie gras e mettete in frigo per un po’. Prelevate dal frigo le fette di fegato, e friggetele per 2 minuti su ogni lato.
Spalmate le stelle di pane fritte con la confettura di fichi, coprite con una fetta di foie gras e finite con due grani di pepe rosso.
Servire con Graves, Champagne Blanc de Blancs o Borgogna bianco.

Chapon de fête au Champagne
Cappone di Natale allo champagne

Un chapon qui trouvera facilement sa place pour un agréable repas de Noël. Un grand classique !
per 8 persone
1 cappone da 1,8-2 kg. (pronto per la cottura 1,4-1,6), 150 gr. di prosciutto crudo, mezzo limone, 3 dl. di panna, 2 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di paté di fegato d’oca, qualche fettina di tartufo, sale, pepe, burro, 1 bottiglia di champagne (o spumante secco), mezzo kg. di cipolline, 700 gr. di champignons.

Legate bene il cappone pronto per la cottura, salatelo e pepatelo anche internamente. In una capace casseruola fate rosolare 60 gr. di burro, unite il prosciutto crudo tritato finemente e il cappone. Lasciatelo rosolare per una mezz’ora girandolo spesso. Bagnate con lo spumante e continuate la cottura per 50 minuti. Togliete il cappone e tenetelo in caldo. Fate ridurre il fondo di cottura, unite la panna, il succo di limone, lasciate sobbollire per qualche minuto. Togliete dal fuoco ed incorporate i tuorli e le fettine di tartufo. Riportate la casseruola sul fuoco, ma appena accenna a bollire toglietela. Preparate il cappone tagliato a pezzi su di un grande piatto di portata, irroratelo con una parte della salsa e servite il resto in una salsiera. Contornatelo con le cipolline, che avrete scottato in acqua bollente e finito di cuocere nel burro, le zucchine scottate affettate e dorate nel burro e gli champignons fatti saltare nel burro.
Attenzione alla scelta del cappone, se ha la pelle rossiccia e gli speroni lunghi non sarà di certo tenero!

Vino:
Servire con Chateau Margaux, Chateau Latour, Corvo rosso di Salaparuta o un Barbaresco.

Altri menù di cucina francese

Menu de Noël classique, Classico menù di Natale
Menù Pranzo della Vigilia

1. Menù per la Vigilia

Mercato di Natale, Manizer Matveevich Henry (1847-1925)
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Menù
Cocktail di scampi*
Crema di pomodoro
Sformato di tonno* con insalata capricciosa
Soufflé al cioccolato
Vini
Ovieto, Spumante

  • Cocktail di scampi è un antipasto di pesce perfetto per le feste, così bello da presentare in coppa e tanto tanto sfizioso

Sformato di tonno
Ingredienti per 4 persone
400 gr. di tonno sott’olio, 200 gr. di burro, 2 acciughe, 1 manciata di capperi sotto aceto, 1 uovo 1 cucchiaio di olio.
Preparazione
Frullate il tonno, le acciughe lavate e diliscate e i capperi. Impastate questo trito con il burro che avrete prima montato in una terrina, lavorandolo a lungo con un cucchiaio di legno fino a che sia diventato soffice. Prendete una forma da budino senza vuoto in mezzo, ungetela con l’olio e versatevi l’impasto che premerete via via con il dorso di un cucchiaio, in modo che non vi rrimangano vuoti di aria. Mettete lo stampo nel frigorifero per qualche ora e sformatelo al momento di servire. Nel frattempo fate rassodare un uovo; quando è freddo, levate il tuorlo intero e tritate finemente l’albume. Al momento di portare in ta vola, deponete al centro dello sformato il tuorlo intatto e tutto in giro spargete l’albume tritato, formando così un’elegante decorazione.Pesce finto

Enciclopedia della donna 1965

Soufflé o sufflè
è un piatto della cucina francese, adatto sia a preparazioni dolci che salate. La cottura del soufflé in forno avviene lentamente, generalmente a bagnomaria: è un processo molto delicato ed a cui bisogna prestare molta attenzione. Per questo, nel linguaggio comune, viene spesso usato come termine di paragone.
La parola soufflé è il participio passato del verbo francese souffler, che vuol dire soffiare: è un po’l a descrizione di cosa accade al composto messo a cuocere in forno nell’apposito stampo, generalmente realizzato in ceramica.
Ogni soufflé è costituito da due componenti di base: una crema (solitamente burro, farina e latte) aromatizzata e dal bianco d’uovo sbattuto. La base può essere completata con vari ingredienti come formaggio, cioccolata e limone (queste ultime due, usate come dessert, con la compresenza dello zucchero).
La preparazione del soufflé è piuttosto complessa poiché non deve gonfiarsi troppo, ma nemmeno perdere troppo volume.

Menù per la Vigilia 1
Cocktail BEETHOVEN

Cocktail BEETHOVEN

 

Questo cocktail è dedicato al compositore Beethoven. E’ uno sparkling essendo a base dichampagne e frutta come Bellini, Rossini, Tintoretto, Puccini e altri. Il sapore può variare notevolmente a seconda della varietà di frutta utilizzata e dal punto di maturazione. Se il sapore fosse troppo dolce al gusto, può essere corretto con un po’ di lime.

6/10 Spumante secco
4/10 Frutti di bosco frullati

Frullare i frutti di bosco, insieme ad un pò di spumante, fino ad avere una poltiglia cremosa. Versare il mix di frutti di bosco nei flütes e aggiungere lentamente lo spumante rimasto. Mescolare delicatamente con uno stirrer e gustare.
Fonte: zumi.it

Cocktail BEETHOVEN

Ludwig van Beethoven ([beˈtɔven] o [beˈtoven]; in tedesco [ˈluːtvɪç fan ˈbeːthoːfn̩]; Bonn, bap. 17 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827) è stato un compositore e pianista tedesco.

Figura cruciale della musica colta occidentale, fu l’ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese. Considerato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica. Nonostante la sordità (ipoacusia) che lo colpì prima ancora d’aver compiuto i trent’anni, egli continuò a comporre, condurre e suonare, anche dopo aver perso completamente l’udito. Beethoven ha lasciato una produzione musicale fondamentale, straordinaria per forza espressiva e per la capacità di evocare emozioni.

Beethoven influenzò fortemente il linguaggio musicale del XIX secolo e di quelli successivi, tanto da rappresentare un modello per molti compositori. Il mito del Beethoven artista eroico, capace di trasmettere attraverso la sua opera ogni sua emozione, esperienza personale o sentimento, crebbe moltissimo nel periodo Romantico; tuttavia, pur anticipando molti aspetti del futuro Romanticismo, la sua adesione alle regole dell’armonia nelle modulazioni, il rigetto dei cromatismi nelle melodie nonché la cura dell’equilibrio formale dei brani, lo collocano nel solco della tradizione del classicismo. Nel vasto catalogo delle composizioni beethoveniane, grande rilievo hanno la sua produzione cameristica, quella sinfonica e le opere pianistiche. […]

 

 

Champagne Cocktails

Champagne Cocktails

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Si possono preparare con lo champagne, o, più economicamente, con un buon spumante secco (con assoluta esclusione degli spumanti dolci e semi-secchi) delle migliori case italiane: il risultato non cambierà!

Avvertenze preliminari

  • Champagne e spumante non devono essere agitati nello shaker (pron. scecar); è sufficiente metterli, assieme agli altri ingredienti, nel mixer-glass, il bicchierone miscelatore di cristallo, e miscelare con un cucchiaio ouna bacchetta di vetro.
  • Spumante e liqori vanno versati sul ghiaccio e non viceversa.
  • Il ghiaccio deve essere a pezzi e non tritato.
  • Uno spruzzo equivale a circa 3 – 4 gocce.
  • Non si debbono riempire i bicchieri sino all’orlo, ma soltanto per due terzi.
  • I liquori non devono mai essere lasciati in recipienti di metallo

CHAMPAGNE COBBLER .1

(long drink freddo) per 1 persone. Servire in bicchiere cilindrico alto (tumbler). 1 bicchiere di champagne o spumante italiano brut (1/8 di bottiglia), 1 zolletta di zucchero, 3 gocce di angostura, 4 gocce di curaçao, 2 ciliegine al maraschino, 1 fetta di arancia. Mettere nel tumbler la zolletta imbevuta di angostura; unire il curaçao.
Aggiungere lo spumante e mescolare con un cucchiaio lungo. Decorare con la frutta.

CHAMPAGNE COBBLER .2

(long drink freddo) per 1 persona. Servire in bicchiere cilindrico alto (tumbler). 1 bicchiere di champagne o spumante italiano brut, 1 cucchiaino di zucchero, mezzo bicchierino di curaçao, mezzo bicchierino di maraschino. Mettere, nel mixer glass, gli ingredienti e mescolare. Versare nel bicchiere di servizio pieno per 2/3 di ghiaccio e guarnito con frutta fresca

CHAMPAGNE CUP .1champaGNE COCKTAIL

(long drink – freddo) a persona. Servire in coppe o flùte. 1 bicchiere di champagne o spumante italiano brut, 1 zolletta di zucchero, 3 gocce di angostura, 2 cucchiai di macedonia di frutta, 4 gocce di curaçao. Mettere nel bicchiere la zolletta imbevuta di angostura, unire il curaçao e la macedonia.Aggiungere lo spumante e mescolare a fondo con un cucchiaio lungo. Usando una bottiglia intera di spumante moltiplicare per 8 le dosi e preparare lo champagne cup in una zuppiera o in una caraffa e tenere in frigo fino al momento di servire. Per versarlo nei bicchieri usare un piccolo mestolo.

CHAMPAGNE CUP .2

(long drink – freddo) per 4 persone. Servire in coppe o flùte. 1 bottiglia di champagne o di spumante italiano brut, 2 cucchiai di zucchero, mezzo bicchiere di cognac, frutta fresca a piacere (banane, fette di arancia, fragole). In una zuppiera o in una caraffa far macerare per circa 1 ora, in frigo, la frutta con il cognac e lo zucchero. Poco prima di servire aggiungere lo spumante. Con un mestolo versare nei bicchieri.CHAMPAGNE COCKTAIL61

CHAMPAGNE COCKTAIL

per 1 persona. Servire in un bicchiere a calice aggiungendo una buccia di limone. 1 bicchiere di champagne o spumante, 1 cucchiaio da caffè di sciroppo di zucchero o 2 zollette di zucchero, 1 spruzzo di angostura, 2 spruzzi di Curaçao. Riempite per circa un terzo il miscelatore con ghiaccio a pezzi, mettete lo zucchero, l’angostura e il Curaçao. Aggiungete tanti bicchieri di spumante quanti sono gli invitati e mescolate. Versate la miscela nel bicchiere guarnito da buccia di limone.

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cocktail bellini

Cocktail BELLINI

Il Bellini è un cocktail ufficiale IBA, appartenente alla categoria dei long drinks a base di vino bianco frizzante (usualmente del Prosecco) e polpa frullata e succo di pesca bianca. È internazionalmente uno dei più noti cocktail italiani.

Ingredienti
10 cl di Prosecco
5 cl di Pesca
Zucchero

Procedimento
la ricetta originale prevede l’uso di polpa e succo di pesca bianca prodotta nel veronese, schiacciata e non frullata, mescolata al Prosecco, e un po’ di zucchero per correggere il sapore; servire in un flûte.

Varianti
Per via della diffusione limitata delle pesche bianche e del prosecco, esistono numerosissime varianti. Per esempio, quando non è stagione di pesche bianche, vengono usate al loro posto pesche gialle oppure succo di pesca. In altre varianti la pesca bianca viene sostituita con altri succhi o con altri liquori al sapore di pesca.

Nelle varianti si usano anche altri tipi di vino bianco frizzante al posto del Prosecco, anche se alcuni sostengono che il francese Champagne non sia il massimo accoppiato al gusto delicato delle pesche bianche del Bellini. Per una versione non alcolica, si usano succhi frizzanti o soda al posto del vino. Se usiamo lo champagne, diventa Bellini Royal.
Succo di lampone o fragola sono aggiunti nella versione confezionata.

Storia: Il Bellini è stato inventato nel 1948 da Giuseppe Cipriani, capo barista dell’Harry’s Bar. Per via del suo colore rosato che ricordò a Cipriani il colore della toga di un santo in un dipinto del pittore Giovanni Bellini, egli nominò il cocktail Bellini.

Il drink divenne una specialità stagionale dell’Harry’s Bar di Venezia, uno dei locali favoriti da Ernest Hemingway, Sinclair Lewis e Orson Welles. Successivamente divenne molto popolare anche alla sede dell’Harry’s Bar di New York. Dopo che un imprenditore francese instaurò una rotta commerciale per trasportare polpa di pesche bianche fra le due località, il cocktail divenne un classico perenne.

Cultura popolare
Il Bellini è uno dei cocktail ufficiali dell’Associazione Internazionale Bartender, ciò indica la sua popolarità ed il fatto che è noto a molti baristi.
“Io credo che la crescita della fama del cocktail Bellini sia strettamente legata alla notevole crescita delle catene di ristoranti italiani, specialmente Olive Garden, visto che i ristoranti italiani sono i luoghi dove questo cocktail è stato diffuso e promosso” ha detto Jack Robertiello, editor del magazine Cheers.
Fonte: Wikipedia

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Cocktail Rossini

Cocktail ROSSINI

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Il Rossini è una variante dei cocktail Bellini, Tintoretto e Mimosa, messa a punto verso la metà del XX secolo. Viene preparato con purea fresca di fragola e prosecco, che adesso viene sostituto da Champagne.
Si serve in flûte e ha un sapore fresco e rinfrescante.
Il nome rende omaggio al compositore Gioachino Rossini.

Il cocktail è composto da 1/3 di frullato di fragole e 2/3 di prosecco (o Champagne) freddo. Normalmente servito in flute.

Cocktail ROSSINI

Preparazione
La preparazione del cocktail consiste nella semplice unione di tutti gli ingredienti nel bicchiere assieme a del ghiaccio.
L’unico dettaglio è la purea di fragole, l’unico sistema per ottenerla è frullare le fragole; infatti, essendo queste un frutto senza succo, la polpa della fragola va tritata con il frullatore; la purea ottenuta andra’ poi mescolata assieme ad alcune gocce di succo di limone ed alcune gocce di sciroppo di zucchero.
Fonte: Wikipediarossini

 

Gioachino Rossini, o Gioacchino, al battesimo Giovacchino Antonio Rossini ( 1792 – 1868), è stato un compositore italiano.

Le ricette del Rossini bon vivant

Rossini era un amante della buona cucina. Sin da bambino – secondo i suoi biografi – avrebbe fatto il chierichetto essenzialmente per poter bere qualche ultima goccia del vino contenuto nelle ampolline della Messa. Ma, lo si capisce facilmente, questa asserzione – pure riportata in passato – ha il sapore della leggenda che, nel tempo, si è costruita attorno ad un personaggio sicuramente dalle molte sfaccettature e ricco di ironica originalità.

Alcune delle frasi che gli vengono attribuite e che, per questo aspetto, meglio lo definiscono sono l’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Non conosco – era solito aggiungere – un lavoro migliore del mangiare; Per mangiare un tacchino dobbiamo essere almeno in due: io e il tacchino; Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita.

Il compositore era spesso alla ricerca di prodotti di ottima qualità che faceva giungere da diversi luoghi: da Gorgonzola l’omonimo formaggio, da Milano il panettone, ecc.

Era anche grande amico di Antonin Carême, uno dei più famosi chef dell’epoca, il quale gli dedicò parecchie delle sue ricette; al che Rossini contraccambiò dedicando proprie composizioni musicali al grande cuoco. Una delle ricette che Rossini amava di più è l’insalata che aveva personalmente ideato, composta da mostarda, limone, pepe, sale, olio d’oliva e tartufo.

Durante la visita di Richard Wagner nella sua villa di Passy, è stato narrato che Rossini si alzasse dalla sedia durante la conversazione quattro o cinque volte per poi tornare a sedersi dopo pochi minuti. Alla richiesta di spiegazioni da parte di Wagner, Rossini rispose: “Mi perdoni, ma ho sul fuoco una lombata di capriolo. Dev’essere innaffiata di continuo”.

Nel libro “Con sette note”, di Edoardo Mottini, è scritto che un ammiratore – vedendolo così allegro e pacifico – chiese al maestro se egli non avesse mai pianto in vita sua: “Sì”, gli rispose Rossini, “una sera, in barca, sul lago di Como. Si stava per cenare e io maneggiavo uno stupendo tacchino farcito di tartufi. Quella volta ho pianto proprio di gusto: il tacchino mi è sfuggito ed è caduto nel lago!”.

Della passione culinaria di Rossini restano varie ricette, nelle quali compare sempre il tartufo d’Alba, o forse, meglio, di Acqualagna, viste le origini del Maestro, e, tra queste, i Maccheroni alla Rossini, ripassati in padella col tartufo,ed i tournedos alla Rossini, cuori di filetto di manzo cucinati al sangue, poi coperti con foie gras e guarniti col tartufo.