Biscotti economici e spicci alla maniera di Petronilla

Biscotti economici e spicci alla maniera di Petronilla

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Qualora fosse esaurita la vostra riserva di biscotti che, sulle 17, è veramente doveroso offrire con una tazza di tè, o con un bicchierino di vinello bianco e dolce, a chi viene a visitarci… e qualora quegli indispensabili biscotti voleste voi stesse fabbricarveli… eccovi un modo spiccio di fare, all’ «ultra economica», biscotti veramente saporiti, soffici e che, in scatola di latta, si conservano persino eternamente freschi.
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In un tegame, sciogliete gr. 125 di burro. Mettete sul tavolo (allora allora lavato) 1/2 kg. di farina bianca; 1/2 etto di zucchero in polvere; un pizzico di sale; 2 di vaniglina e 7 gr. di carbonato di ammoniaca che ogni droghiere vende. Mescolate il tutto; riunite a montagna; scavatevi un buco fondo sulla cima. Versate nel buco il burro sciolto e 1/4 di litro di latte. Impastate, e manipolate a lungo la pasta, senza mai economizzare la forza delle vostre braccia. Stendete la pasta in uno sfoglio alto circa 1/2 centimetro. Ritagliate nello sfoglio tanti bastoncini ugualmente lunghi (circa 10 cm.) ed ugualmente larghi (circa 1 cm.). Ungete con olio la lastra di latta per il forno.

Allineatevi sopra i bastoncini osservando fra loro la distanza di 2 cm. circa. Lasciate la latta sul tavolo, fino a che avrete visto i bastoncini leggermenti rigonfiati. Servendovi di un  pennello (o di una penna di pollo) dipingete ad ognuno la superficie con latte per dar così un po’ di… lucido ai biscotti futuri. Infornate in forno caldo e, dopo circa 20 minuti, seguendo questo mio consiglio e con la spesa complessiva di circa 3 lire, avrete un piattone di biscotti veramente sopraffini, tanto anzi sopraffini da poter far pensare siano stati comperati in una lussuosa pasticceria

Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Biscotti economici e spicci alla maniera di Petronilla
Di Tamara Manning (originally posted to Flickr as Shortbread Cookies) [CC BY 2.0   Wikimedia Commons 
Polenta con tartufo

Polenta con tartufo

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Il tartufo bianco di San Miniato

«La sintesi di tutto quello che la città dei sapori, a livello di gusto è espressione, la ritroviamo nelle proposte gastronomiche dei ristoratori, dove gli chef coniugano brillantemente la tradizione con l’innovazione, attraverso l’utilizzo di prodotti del territorio, con un’attenzione particolare verso i cibi biologici e seguendo la stagionalità.

In autunno è il tartufo bianco il re della tavola.
Esso trova la sua migliore espressione, a differenza di altri tartufi, esclusivamente crudo su piatti caldi. Riso, tagliatelle o scaloppine con una ricca grattata, le proposte classica. La grattata indica l’aggiunta di tartufo con un’apposita taglierina che lamella sottilmente il tubero. Ma si può spolverizzare anche su uova al tegamino e formaggi fusi.»
Per maggiori informazioni vai alla sezione dedicata al Tartufo Bianco.

Tre ricette con il tartufo dell'Artusi

Polenta con tartufo
Ingredienti e dosi

800 gr. di farina gialla, 1 o 2 tazze di acqua o brodo, 1 tazza di sugo di carne, 250 gr. di Parmigiano grattugiato, 150 gr. di burro, 200 gr. di tartufo bianco di S. Miniato, sale q.b.

Preparazione

Adagiare in un pentolino il burro e, quando sarà fuso, aggiungere un pò di tartufi a fette sottili facendoli soffriggere per pochi minuti.

Preparare la polenta:

Mettere l’acqua salata al fuoco e ad ebollizione buttare la farina a pioggia. Farla cuocere per 30 minuti, unire il sugo ed il parmigiano e cuocere per 10 minuti. In uno stampo imburrato mettere intorno e in fondo a fette altri tatufi; rovesciare la polenta nello stampo ed infornate per 10 minuti circa. Capovolgere il piatto di portata e servire.

Vino

Vino rosso, fermo e corposo: Barbaresco, Barolo, Sangiovese, Merlot, Barbera, Chianti classico, Montepulciano d’Abruzzo, Morellino di Scansano, Nero d’Avola.

Leggi anche

Come preparare la polenta

1 lt. di acqua, 300 di farina di mais, sale
Portare a ebollizione l’acqua in un paiolo di rame o in una casseruola preferibilmente d’acciaio a fondo spesso. Quando l’acqua sta per bollire salatela. Fate cadere a pioggia la farina mescolando vigorosamente con la frusta. Eseguite quest’operazione velocemente perché è a questo punto che si possono formare i grumi. Lasciate cuocere la polenta a fuoco medio, mescolando con un cucchiaio di legno. A fine cottura (35/40 minuti) alzate la fiamma e mescolate vigorosamente per 3-4 minuti. Togliete dal fuoco e scodellate la polenta sul piatto di portata caldo.

Polenta con tartufo
Fettuccine Alfredo

Fettuccine Alfredo, la specialità italiana più famosa negli States e quasi sconosciuta in Italia!

Fettuccine Alfredo with a side of Caesar salad.

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Sono una variante della pasta al burro e parmigiano (già menzionata nel XV sec. da Maestro Martino da Como nel suo Libro de Arte Coquinaria).
Mentre le fettuccine Alfredo sono onnipresenti nei ristoranti italian style negli Stati Uniti, in Italia pochi le conoscono. Nella preparazione US sono stati aggiunti ingredienti vari come panna, broccoli, aglio, prosciutto, gamberetti, pollo e formaggi locali.

La ricetta originale delle “Fettuccine Alfredo” da alfredoallascrofa.com

Ingredienti

Fettuccine all’uovo, Burro, Parmigiano Reggiano grattugiato¹.

Preparazione

Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua², da salare moderatamente al momento dell’ebollizione, quando dovranno essere introdotte le Fettuccine. Mettere il burro in un piatto caldo dove, dopo averle scolate, versare le Fettuccine, quando queste hanno raggiunto la cottura ottimale.  Ricoprire con abbondante Parmigiano Reggiano, ed iniziare a mantecare il tutto con energica delicatezza. Profumare con la noce moscata. Ottenuta l’amalgama, quando sul bordo del piatto si vedrà formararsi una cremina inconfondibile, servire a tavola e mangiare caldo.

  • ¹Profumare con noce moscata e aggiungere la panna per la versione esotica
  • ²Tenere un mestolo di acqua di cottura delle fettuccine, da aggiungere al burro e parmigiano per formare l’intingolo cremoso.

N.B
I consigli di ropa55 Cookaround Administrator:
“Ricetta che sembra facile ma che in effetti tanto semplice non è: uno perché occorrono burro e parmigiano veramente buoni due perché si deve saper spadellare ……………..altrimenti vien fuori una banale pasta al burro
Però se ben eseguita accompagnandola con un buon buon bianco giovane fresco e di bella acidità magari uno chardonnay trentino………….e che te magni “.

Il nome di questa pietanza deriva da il suo “inventore”, Alfredo Di Lelio proprietario del Ristorante Alfredo di via della Scrofa a Roma:
«Tutto iniziò quando sua moglie Ines diede alla luce il loro primogenito. La donna era molto prostrata dopo il parto del piccolo Alfredo II e suo marito, preoccupato per la sua salute,fece del tutto per farle riprendere le forze con cibi sani e nutrienti.» (continua)
“Il Vero Alfredo a P.zza Augusto Imperatore è lo storico locale dove si possono gustare le “uniche” fettuccine all’Alfredo la cui fama ha avuto un grandioso eco internazionale a partire dagli anni ’20 quando, tra i clienti del ristorante, la famosa coppia di attori americani Mary Pickford e Douglas Fairbanks regalò ad Alfredo le mitiche posate d’oro con le quali da quel momento mangiarono gli ospiti più celebri e speciali: fulcro della dolce vita romana, il Ristorante Il Vero Alfredo oggi ospita le più celebri personalità mondiali.” (continua)

See also

Fettuccine Alfredo topped with shrimp, a typically American variation on the original recipe J Sullivan
Fettuccine Alfredo.jpg
“Fettuccine Alfredo” by Robert Banh – originally posted to Flickr as Fettuccine Alfredo. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons
“Chicken fettuccine alfredo” by Dllu – Own work. Licensed under CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons
Ciambellone allo yogurt Googlehupf

Ciambellone allo yogurt per la merenda

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Una ciambella e un ciambellone sono dolci di forma toroidale (circolare col vuoto in mezzo). Per estensione il termine designa anche le preparazioni alimentari salate con la medesima forma. Numerose regioni hanno inserito una o più varianti di ciambella nel proprio elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, a dimostrazione della grande varietà di ricette tradizionali e della diffusione in Italia: Fanno eccezione solo il forlivese e le zone limitrofe, perché, almeno nella Romagna centrale, la “ciambella” è invece un dolce a forma di panetto […]

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Il Ciambellone allo yogurt per la merenda è buono e semplice da preparare, soffice e veloce da fare, piace agli adulti ed ai bambini… che dire: provate e vedrete. Se volete, ecco qui la ricetta:

 Ingredienti

80 g di Fecola di patate 100 g di Burro 100 g di farina 00 80 g di zucchero a velo 2 Uova 1 bustina di Lievito per dolci 150 g di Yogurt bianco Olio extravergine d’oliva q.b.

 Preparazione

Sciogliete il burro a bagnomaria e lasciate raffreddare. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.Versate lo yogurt, il burro, le farine setacciate e il lievito, continuando ad impastare. Montate a neve gli albumi e aggiungete al composto, mescolando delicatamente.

Ungete uno stampo da ciambellone con l’olio e spolverateci della farina. Cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti circa.

Lasciate raffreddare e spolverizzate con lo zucchero a velo.

Di Nordicware – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15604868
Di Dirk Vorderstraße – Googlehupf, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31873956
 Ciambellone allo yogurt

 

Biscotti al burro

I biscotti al burro

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Andando a caccia di ricette in giro per le cucine del web, eccone una a cui proprio non ho saputo resistere: i biscotti al burro di Gustissimo.it. La delicata dolcezza di questi friabili biscotti è una vera gioia per il palato: non importa che sia estate, inverno, primavera o autunno, la festa della mamma o il compleanno di vostro figlio, questi semplici biscottini sono il dolcetto ideale per celebrare la quotidianità.

La ricetta è molto semplice e contempla pochi ingredienti, che potrete acquistare al supermercato senza fare la lista della spesa, grazie all’ App di gustissimo sempre con te .

Ecco cosa dovrete fare per preparare questa dolce prelibatezza.

Tagliate a dadini 150 grammi di burro e ponetelo in una ciotola con la scorza pulita e grattugiata di un limone e con 100 grammi di zucchero, quindi lavorate gli ingredienti fino a quando l’amalgama non sarà diventato omogeneo e privo di grumi. Aggiungete a questo punto 200 grammi farina, una bustina di lievito, un tuorlo, un uovo intero e un pizzico di sale, mescolando per bene l’impasto a ogni nuova aggiunta fino a ottenere un composto omogeneo, elastico e compatto, con il quale realizzerete una palla. Avvolgetela con una pellicola trasparente e lasciatela riposare nel frigorifero per mezz’ora.

Trascorso il tempo stendete l’impasto, magari aiutandovi con un mattarello, ottenendo una sfoglia non troppo sottile e ricavate i vostri biscotti al burro, applicando degli stampini o, semplicemente, il bordo di un bicchiere. Tenete presente che i biscotti non devono essere meno spessi di 3 – 4 millimetri! Sistemate i dolcetti su una teglia rivestita con carta forno, ponendoli a una distanza di circa 2 centimetri gli uni dagli altri, e fateli cuocere in forno a 180°C per circa 10 minuti, ovvero fino a doratura della superficie. Non vi resta che gustarli, magari decorandoli con lo zucchero e velo o con la glassa che preferite!

L’App di gustissimo sempre con te ti fornisce la lista della spesa che devi fare per realizzare nuove e sfiziose ricette, dandoti nuove idee culinarie direttamente al supermercato. Provatela anche voi!

App di gustissimo sempre con te

File:Danish butter cookies in container with wrappers, December 2009.jpg
Biscotti al burro
 https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ADanish_butter_cookies_in_container_with_wrappers%2C_December_2009.jpg

 

Filetto trota salmonata con salsa di Ribes

Filetto di trota salmonata al burro con salsa di Ribes rosso

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Che sia di lago o di fiume o di allevamento, salmonata o iridea, l’ottima carne delicata della trota si presta a qualsiasi pietanza.

Ingredienti e dosi per 4 persone

4 filetti di trota salmonata, farina, 100 gr. di burro, sale.
 
Per la salsa di ribes¹
150 gr. di ribes, una noce burro, 2 gocce di aceto balsamico, una cipolla bianca, uno spicchio d’aglio, un cucchiaino da caffè di zucchero, sale, pepe.

Preparazione

 Preparare la salsa di ribes rosso.
Sgranate il ribes aiutandovi con una forchetta e lavatelo. Tritate la cipolla e lo spicchio d’aglio. Passate al mixer ¾ degli acini di ribes e mettete da parte quelli rimasti che verranno aggiunti, poi, alla salsa.
In una casseruola fate sciogliere una noce di burro, unitevi la cipolla e l’aglio tritati, il sale, il pepe e fate insaporire per circa 10 minuti a fuoco basso; aggiungete poca acqua calda se occorre.
Aggiungete il succo di ribes, gli acini di ribes interi, il cucchiaino di zucchero, l’aceto balsamico e mescolate delicatamente. Tenete in caldo

trota ribes (4)    trota ribes (7)    trota ribes (5)

Preparare i filetti di trota salmonata
Asciugate e passate i filetti nella farina mescolata a un po’ di sale. Friggeteli nel burro sfrigolante. Servite i filetti di trota salmonata con la salsa di ribes rosso calda.

Filetti di Trota alla Mugnaia (3)    trota ribes (6)    Filetti di Trota alla Mugnaia (5)

  • ¹La salsa di Ribes rosso è una salsa agrodolce tipica del Nord Europa, che può accompagnare sia il pesce (trota salmonata, sgombro, pesce spada) che la carne (anatra, tacchino, capriolo, maiale, renna), sia gli arrosti che i bolliti.
Vino

I consigli di ropa55 Cookaround Administrator:
“A naso perché è un abbinamento mai provato ..non è che dalle mie parti i pesci d’acqua dolce siano frequenti direi che rosato no la trota se pur salmonata tenderebbe a sparire direi un bianco, se la salsa al ribes vira su sentori acidi uno Chardonnay barricato o un Traminer o senza lambiccarti troppo il cervello un Pinot bianco e amen.
Accetta sempre con beneficio d’inventario che il terreno degli abbinamenti è minato dal gusto personale…………….altra alternativa un Orvieto bianco classico.”

File:Ribes rubrum2005-07-17.JPG

Filetto trota salmonata con salsa di Ribes
Aragosta alla Bretone

Homard «Breton», Aragosta alla Bretone

Château de La Chèvre d’Or, Rue du Barri 06360 Eze-Village (Alpes-Maritimes) France

 

Homard «Breton», Aragosta alla Bretone
Ingredienti e dosi per 4 persone

Un’aragosta viva da circa 1,200 kg, mezzo bicchiere di olio, 80 gr. di burro, uno spicchio d’aglio, una cipolla, un bicchierino di brandy, un bicchiere di vino bianco secco, sale, pepe, un mazzetto di basilico.

Preparazione

Lavate l’aragosta, privatela della testa e tagliatela a fette (senza togliere il guscio), seguendo le tracce degli “anelli”. Fate scaldare, in una pirofila, l’olio e una noce di burro (25 gr.); poi unite i medaglioni di aragosta e lasciateli insaporire per qualche minuto. Tritate finemente l’aglio e la cipolla e spargete il trito sul crostaceo.

Spruzzate quindi di brandy, lasciate riscaldare ed infiammate. Quando il brandy sarà stato completamente assorbito, irrorate di vino bianco, insaporite con una presa di sale e un pizzico di pepe e profumate con il basilico tritato. Introducete la pirofila nel forno caldo (180°) e lasciatevela per 20 miuti. Trascorso questo tempo, estraete il recipiente dal forno ed  eliminate tutti i gusci. Sistemate poi i medaglioni di aragosta sul piatto di portata e teneteli al caldo.

Incorporate il burro rimasto al fondo di cottura, lasciate rapprendere il tutto, rimestando spesso con un cucchiaio di legno, quindi distribuite la salsa sul crostaceo e servite.

Aragosta alla Bretone