Polpettine di carne con salsiccia e zucchine

Polpettine di carne con salsiccia e zucchine

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Ingredienti e dosi per 4 persone

400 gr, di carne maciinata (manzo, pollo), 100 gr. di polpa di salsiccia, 2 zucchine piccole, 1 uovo, 20 gr. di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, due cucchiaiate di parmigiano grattugiato, rosmarino, sale e pepe.

Preparazione

Lavate le zucchine, asciugatele e grattugiatele. In una ciotola unite la carne, la polpa della salsiccia, le zucchine grattugiate, l’uovo, il prezzemolo tritato, l’aglio tritato ed il formaggio grattugiato, sale e pepe. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti. Se il composto sarà troppo morbido aggiungete altro formaggio grattugiato (o dei grissini grattugiati), se invece, sarà troppo sodo versate un po’ di latte.

Bagnatevi le mani e prelevate il composto per formare le polpettine a forma di palline, che poi farete rotolare nella farina. Fate riscaldare l’olio evo, immergetevi uno stecchino e quando attorno ad esso si formeranno delle bollicine, sarà il momento di mettere le polpettine poche alla volta, perchè vengano croccanti, e rigirandole spesso; aggiungete nell’olio un rametto di rosmarino. Mano a mano che le polpette saranno ben dorate da tutte le parti, prelevatele con un paletta forata e ponetele su carta assorbente da cucina o cartapaglia.

Varianti

  • Provate a cuocere le polpettine nella margarina con cipolla tritata, rosmarino e salvia.
  • Servitele con burro al gorgonzola o con burro alla senape.
  • Copritele in cottura con fettine di formaggio che fonde.
  • Immergetele in sugo di pomodoro.
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  • Servitele calde accompagnate da una crema di gorgonzola oppure una crema di parmigiano o di pecorino che farete così: In una padella con pochissimo olio, scaldate 200 gr. di panna fresca (anche di soia) e 100 gr. di parmigiano o pecorino; mescolate con il cucchiaio di legno.
  • Accompagnatele alle uova al burro.
  • Invece delle zucchine potete usare melanzane fritte e a pezzettini oppure funghi tritati.
Polpettine di carne con salsiccia e zucchine
Polpette di broccolo romanesco

Polpette di broccolo romanesco

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 Ingredienti per 4 persone

150 g di carne macinata, 250 g di broccolo romanesco (cavolo romano ), 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 2 uova, farina q.b., mollica di 1 panino ammollata nel latte, pepe e sale, olio per friggere (arachide o mais o girasole), pane grattugiato.

Preparazione

Lessate, in poca acqua e con poco sale, il cavolo romano. Rosolate la carne macinata. Uniteli in una ciotola e aggiungete il pane ammollato e ben strizzato, il parmigiano, le uova, il sale e il pepe. Mescolate tutto con un cucchiaio di legno fino a formare un impasto omogeneo. Inumidite le mani e formate le polpette della dimensione e della forma che preferite e passatele nella farina.

Disponetele su un vassoio e, una volta preparate tutte, friggetele, poche alla volta, in abbondante olio per friggere ben caldo. Quando saranno ben dorate, raccogliete e scolatele con una paletta fortata. Scolate l’eccesso d’olio e deisponetele su un vassoio coperto con carta assorbente da cucina.
Potete anche cuocerle in forno: infornatele a 180 gradi con forno caldo. Saranno pronte quando la panatura sarà diventata dorata e croccante.

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Er testamento der Pasqualino

di Giuseppe Gioacchino Belli
Torzetto l’ortolano¹ a li Serpenti
prometteva oggni sempre ar zu’ curato
c’a la su’ morte j’averia lassato
cinquanta scudi e ccert’antri ingredienti.
Quanto, un ber giorno, lui casc’ammalato;
e ccurreveno già cquinisci o vventi
tra pparenti e pparenti de parenti
a mmostrajje unamore indemoniato.
Ecchete che sse venne all’ojjo-santo;
e ‘r Curato je disse in ne l’ontallo;
Ricordateve, fijjo, de quer tanto…
Torzetto allora uprì ddu lanternoni,
e jj’arispose vispo com’un gallo:
Oggne oggne, e nnu mme roppe li cojjoni.
6 aprile 1834
¹Veditore di broccoli romaneschi
  •  Il broccolo romanesco è una varietà di cavolo broccolo (Brassica oleracea var. italica). I broccoli rientrano nel gruppo di piante di cui non vengono mangiate le foglie bensì le infiorescenze non ancora mature.
    Questo broccolo è conosciuto in tutta la campagna romana da tempo remoto. Nel 1834, Giuseppe Gioacchino Belli, uno dei poeti in romanesco più noti ed importanti insieme al Trilussa, nel suo sonetto “Er Testamento Der Pasqualino” chiama l’ortolano “Torzetto” perché coltivava e vendeva i broccoli romaneschi.
    Il broccolo romanesco assomiglia ad un cavolfiore, ma è verde chiaro, ha una forma piramidale e tante piccole rosette, disposte a spirale, che riproducono la forma principale e si ripetono con regolarità e gni rosetta è composta da numerose rosette più piccole.
Polpette di broccolo romanesco
Frittelle salate di riso

Frittelle salate di riso

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 Ingredienti per circa 40 frittelle

300 g di riso, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato (o altro formaggio avanzato), 6 cucchiai di farina, 4 uova, due bicchieri di latte (o acqua) q.b., 1 pizzico di bicarbonato (che renderà le frittelle belle gonfie), 1 pizzico di sale, olio per friggere.

Preparazione

Preparate la pastella
Mescolate il riso avanzato (oppure cuocete il riso in acqua e latte) con il formaggio, la farina, le uova, il pizzico di bicarbonato e il sale: si formerà un composto non molto sodo.

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Dopo aver fatto riposare la pastella per circa ½ ora, raccoglietela a cucchiaiate, versatela in abbondante olio sfrigolante e friggetela finchè le frittelle saranno dorate e gonfi.

Raccogliete le frittelle con un cucchiaio forato, fate scolare bene l’olio e deponetele su carta assorbente. Servite calde (ma sono buone anche tiepide e fredde).

 Vino

Monferrato Chiaretto o Ciaret. L’Alta Langa spumante rosato, ha un sentore che ricorda il lievito, la crosta di pane e la vaniglia, di sapore secco, sapido ben strutturato, perciò può esser servito come spumante da dolci e da dessert a tavola, fresco, ad una temperatura di 9-11 °C. L’Alta Langa spumante rosato ben si accompagna ai fritti in generale, quindi ideale col suo sapore secco ripulire il dolciume delle frittelle. Wikipedia

Leggi ancheFrittelle dolci riso di San Giuseppe
  • Frittelle dolci di riso di San Giuseppe
    che sono un dolce tradizionale della cucina toscana, di quella umbra e dell’Alto Lazio. Vengono preparate il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe e ricorrenza della Festa del Papà. La tradizione delle frittelle di riso risale al tardo Medio Evo.
Frittelle salate di riso
Fettuccine Alfredo

Fettuccine Alfredo, la specialità italiana più famosa negli States e quasi sconosciuta in Italia!

Fettuccine Alfredo with a side of Caesar salad.

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Sono una variante della pasta al burro e parmigiano (già menzionata nel XV sec. da Maestro Martino da Como nel suo Libro de Arte Coquinaria).
Mentre le fettuccine Alfredo sono onnipresenti nei ristoranti italian style negli Stati Uniti, in Italia pochi le conoscono. Nella preparazione US sono stati aggiunti ingredienti vari come panna, broccoli, aglio, prosciutto, gamberetti, pollo e formaggi locali.

La ricetta originale delle “Fettuccine Alfredo” da alfredoallascrofa.com

Ingredienti

Fettuccine all’uovo, Burro, Parmigiano Reggiano grattugiato¹.

Preparazione

Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua², da salare moderatamente al momento dell’ebollizione, quando dovranno essere introdotte le Fettuccine. Mettere il burro in un piatto caldo dove, dopo averle scolate, versare le Fettuccine, quando queste hanno raggiunto la cottura ottimale.  Ricoprire con abbondante Parmigiano Reggiano, ed iniziare a mantecare il tutto con energica delicatezza. Profumare con la noce moscata. Ottenuta l’amalgama, quando sul bordo del piatto si vedrà formararsi una cremina inconfondibile, servire a tavola e mangiare caldo.

  • ¹Profumare con noce moscata e aggiungere la panna per la versione esotica
  • ²Tenere un mestolo di acqua di cottura delle fettuccine, da aggiungere al burro e parmigiano per formare l’intingolo cremoso.

N.B
I consigli di ropa55 Cookaround Administrator:
“Ricetta che sembra facile ma che in effetti tanto semplice non è: uno perché occorrono burro e parmigiano veramente buoni due perché si deve saper spadellare ……………..altrimenti vien fuori una banale pasta al burro
Però se ben eseguita accompagnandola con un buon buon bianco giovane fresco e di bella acidità magari uno chardonnay trentino………….e che te magni “.

Il nome di questa pietanza deriva da il suo “inventore”, Alfredo Di Lelio proprietario del Ristorante Alfredo di via della Scrofa a Roma:
«Tutto iniziò quando sua moglie Ines diede alla luce il loro primogenito. La donna era molto prostrata dopo il parto del piccolo Alfredo II e suo marito, preoccupato per la sua salute,fece del tutto per farle riprendere le forze con cibi sani e nutrienti.» (continua)
“Il Vero Alfredo a P.zza Augusto Imperatore è lo storico locale dove si possono gustare le “uniche” fettuccine all’Alfredo la cui fama ha avuto un grandioso eco internazionale a partire dagli anni ’20 quando, tra i clienti del ristorante, la famosa coppia di attori americani Mary Pickford e Douglas Fairbanks regalò ad Alfredo le mitiche posate d’oro con le quali da quel momento mangiarono gli ospiti più celebri e speciali: fulcro della dolce vita romana, il Ristorante Il Vero Alfredo oggi ospita le più celebri personalità mondiali.” (continua)

See also

Fettuccine Alfredo topped with shrimp, a typically American variation on the original recipe J Sullivan
Fettuccine Alfredo.jpg
“Fettuccine Alfredo” by Robert Banh – originally posted to Flickr as Fettuccine Alfredo. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons
“Chicken fettuccine alfredo” by Dllu – Own work. Licensed under CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons
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Polpettone al parmigiano con uova sode

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Il polpettone è una pietanza a base di carne tritata o verdure, spezie, aromi e ingredienti leganti (come l’uovo, il pangrattato e la farina);  può essere farcito di verdure (specialmente spinaci) e formaggio. Può essere considerato come secondo o piatto unico. Gli ingredienti vanno macinati, tagliuzzati o spezzettati  come per le polpette, ma è preparato in un unico pezzo dalla forma più o meno cilindrica; viene poi  servito affettato al momento. Per la cottura si privilegia la lessatura, l’umido o il forno. Meno usata, anche a causa delle dimensioni, la frittura.
In alcune regioni d’Italia, il termine “polpettone” viene usato anche per indicare un tipo di torta di verdure ricoperta non dalla pasta sfoglia ma dal pan grattato, come, ad esempio, il Polpettone di fagiolini, tipico della Liguria.
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Quella che segue è la ricetta di un polpettone molto simile al Pštrosí vejce (uova di struzzo), una specialità della cucina ceca, a base di carne trita e uova sode che viene fritto in padella, poi tagliato a fette e servito con patate bollite o puré,

polpettone Pstrosi_vejce_-_sekana_A

Ingredienti per 4 persone

400 gr. di carne di manzo tritato, 4 würstel o 150 gr. di prosciutto cotto affumicato, 1 uovo crudo, 2 uova sode, 2 cucchiaiate di parmigiano grattugiato, mollica di pane, latte, noce moscata, sale e pepe.

Preparazione

Cuocete i würstel per un paio di minuti in acqua bollente, scolateli, pelateli e tritateli grossolanamente (se usate il prosciutto affumicato dovete solo tritarlo). Metteteli in una terrina con la carne macinata, la mollica imbevuta nel latte e poi strizzata, l’uovo crudo, il parmigiano grattugiato, noce moscata, sale e pepe. Amalgamate il tutto.

Bagnate e strizzate una pezzuola bianca di forma rettangolare, stendetela sul tavolo e al centro mettetevi il composto preparato. spianatelo a circa 2 cm. di spessore e sopra disponetevi le uova sgusciate. Racchiudetele ora all’interno del polpettone e avvolgete questo nella pezzuola, affrancate con qualche giro di filo. Immergete il polpettone in acqua bollente salata e cuocetelo per un’ora.

Toglietelo dall’acqua e lasciatelo raffreddare prima di affettarlo. Servitelo con una fresca insalata di stagione o con sott’aceti e salsa maionese.

Vino
Pinot (Trentino), Trebbiano (Romagna)

La buona tavola 1986
Polpettone al parmigiano

Risultati immagini per Polpettone al parmigiano

 Di Safranek-interia.eu (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons
 Di Safranek-interia.eu (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons
Involtini di melanzane con gorgonzola e parmigiano

Involtini di melanzane con gorgonzola e parmigiano

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Ingredienti

Melanzane ovali tagliate a fette, Gorgonzola, Parmigiano grattugiato (1 cucchiaino per involtino), Prezzemolo tritato fine, Sale e pepe.

Preparazione

Togliere il picciolo alle melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle a fette rotonde. Metterle in una teglia su carta da forno ed infornarle a caldo finchè saranno appassite. Toglierle dal forno e lasciarle intiepidire. Sciogliere in una padellina, il formaggio (1 cucchiaino di formaggio fuso per fetta di melanzana), se necessario , aggiungere un po’ di latte.

Mettere le fette di melanzana su di un piano di lavoro e schiacchiarle un pochino. Versare su ogni fetta: 1 cucchiano di formaggio fuso, una spolverata di prezzemolo trito, pepe e sale q. b. secondo la sapidità del formaggio usato. Arrotolare ad involtino e porre in teglia. Infornare a caldo per qualche minuto. Servire calde o tiepide.

Per un tocco in più: avvolgere ogni involtino in una cialda di parmigiano.

Vino

Chiaretto (Trentino), Lambrusco (Emilia), Galatina rosato (Puglia)

Come regolarsi con l’antipasto?
  • Quando si compila un menù, sorge immancabilmente un dubbio: presentare o no l’antipasto?
    Non presentarlo, può dar l’impressione di poca considerazione verso gli ospiti; presentarlo, oltre a comportare lavoro e spesa, può dar l’impressione di volere strafare. Come regolarsi? […]
  • L’ ANTIPASTO A CENA
  • L’ANTIPASTO A PRANZO
  • LE GUARNIZIONI

Involtini di melanzane con gorgonzola

 Involtini di melanzane con gorgonzola e parmigiano
Tortellini in brodo alla bolognese dell'Artusi

Tortellini in brodo alla bolognese dell’Artusi

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Lo scrittore e poeta Alessandro Tassoni, vissuto tra la fine del 1500 ed il principio del 1600, nel suo celebre poema eroicomico “La secchia rapita” spiega l’origine del tortellino. Questa opera racconta in chiave fantastica la guerra realmente avvenuta nel sec. XIII tra modenesi e bolognesi. Imitando gli antichi poemi epici, il tassoni fa scendere in campop a fianco degli eserciti delle due città, gli dei dell’Olimpo venere, marte e Giove. Accade così durante una pausa dei combattimenti Venere e >Marte si rechino ad alloggiare in una taverna e l’oste, quando al mattino si reca a portare la colazione, ha la grande occasione di vedere nuda la dea della bellezza:
“E l’oste che era guercio e bolognese
imitando di venere il bellico
l’artre di fare il tortellino apprese…”
Nella sua opera il Tassoni svela anche l’ inventore delle pappardelle: tali divagazioni gastronimiche hanno un certo interesse storico. Quando il Tassoni scrive: “… il cuoco maggior Mastro Prosciutto…” informa il lettore che questo salume era un ingrediente molto importante nella cucina emiliana fin da allora. inoltre le descrizioni dei banchetti che vedevano impegnati i contendenti sui rispettivi fronti sono un vero manuale storico-gastronomico.

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Minestre in brodo

Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, ché se la merita. È un modo di cucinare un po’ grave, se vogliamo, perché il clima così richiede; ma succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che colà le longevità di ottanta e novant’anni sono più comuni che altrove. I seguenti tortellini, benché più semplici e meno dispendiosi degli antecedenti, non sono per bontà inferiori, e ve ne convincerete alla prova.

Prosciutto grasso e magro, grammi 30.
Mortadella di Bologna, grammi 20.
Midollo di bue, grammi 60.
Parmigiano grattato, grammi 60.
Uova, n. 1.
Odore di noce moscata.
Sale e pepe, niente.

Tritate ben fini colla lunetta il prosciutto e la mortadella, tritate egualmente il midollo senza disfarlo al fuoco, aggiungetelo agli altri ingredienti ed intridete il tutto coll’uovo mescolando bene. Si chiudono nella sfoglia d’uovo come gli altri, tagliandola col piccolo stampo del n. 8. Non patiscono conservandoli per giorni ed anche per qualche settimana e se desiderate che conservino un bel color giallo metteteli, appena fatti, ad asciugare nella caldana. Con questa dose ne farete poco meno di 300, e ci vorrà una sfoglia di tre uova.

Bologna è un gran castellazzo dove si fanno continue magnazze, diceva un tale che a quando a quando colà si recava a banchettare cogli amici. Nell’iperbole di questa sentenza c’è un fondo di vero, del quale, un filantropo che vagheggiasse di legare il suo nome a un’opera di beneficenza nuova in Italia, potrebbe giovarsi. Parlo di un Istituto culinario, ossia scuola di cucina a cui Bologna si presterebbe più di qualunque altra città pei suo grande consumo, per l’eccellenza dei cibi e pel modo di cucinarli.
Nessuno apparentemente vuol dare importanza al mangiare, e la ragione è facile a comprendersi: ma poi, messa da parte l’ipocrisia, tutti si lagnano di un desinare cattivo o di una indigestione per cibi mal preparati. La nutrizione essendo il primo bisogno della vita, è cosa ragionevole l’occuparsene per soddisfarlo meno peggio che sia possibile. (..)

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Stampa romagnola a ruggine¹ su tela di cotone
  • ¹Nell’opera “la Romagna” di Emilio Rosetti¹ della fine dell’ Ottocento, si trova il primo riferimento alle stamperie romagnole: “… vi sono 21 tintorie nella provincia di Forlì; 15 in quella di Ravenna, 9 nel Montefeltro romagnolo e qualcun’altra nel resto della Romagna, che impiegano iin tutto circa 250 operai. In alcune di esse si opera anche la stampa a mano dei tessuti, ma questa industria va diminuendo rapidamnete per la concorrenza del di fuori”.²
    Anche Aldo Spallicci¹, poeta e cultore di cose romagnole, si curò di queste tele stampate perchè entrassero a far parte degli argomenti di etnografia romagnola. Descrisse minuziosamente la preparazione dell’impasto in una ricetta, compilata come una ricetta di cucina. All’ epoca la destinazione era il ceto modesto, e i motivi impressi sulla canapa ricordavano le decorazioni “dei ricchi”: trine, pizzi, ricami, filet o stampe ben più preziose. [continua…]

Tortellini bolognese  Artusi  Stampe romagnole ruggine stampi di pero x tele a ruggine romagnoletovaglia stampa ruggine romagnola (3).

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Foto
  1. By Marco Carboni – Own work by Marco Carboni, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4599786
  2. Di cyclonebill – Tortellini med laks, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8822643
  3. By Algont at Dutch Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3218587

 

 

Cestini e cialde di parmigiano

Cestini e cialde di parmigiano

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Questi cestini (come i Cestini di spaghetti e i Cestini di patatine fritte) sono piacevoli sfiziosità. Riempiteli con spinaci al burro, piselli al prosciutto, funghetti, caviale o lompo e burro, ecc.

Cestini e cialde di parmigiano
Ingredienti

Parmigiano grattugiato q.b., 1 padellina, 1 tazza o ciotola capovolta come stampo, carta da forno.

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Preparazione

Scaldate un padellino antiaderente o coperto di carta da forno. Versatevi il parmigiano grattugiato. Fondete il formaggio a fuoco basso.

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Quando il formaggio sarà fuso e si sarà formata una cialda toglietelo molto delicatamente aiutandovi con una spatolina (potete utilizzare la semplice cialda per decorare ad esempio un risotto).

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Mettete su una ciotolina o un piccolo oggetto che serva da stampo. Lasciate raffreddare, quindi staccate delicatamente.

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Leggi anche

cestini di parmigiano

  • Il Parmigiano Reggiano è un formaggio a pasta dura, prodotto con latte vaccino crudo, parzialmente scremato per affioramento, senza l’aggiunta di additivi o conservanti. La zona di produzione del Parmigiano Reggiano comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a sud del fiume Po. Le origini di questo formaggio risalgono al Medioevo e vengono generalmente collocate attorno al XII secolo. Giovanni Boccaccio nel Decameron dimostra che già nel 1200-1300 il Parmigiano-Reggiano aveva raggiunto la tipizzazione odierna, il che spinge a supporre che le sue origini risalgano a diversi secoli prima. Non è escluso che la ricetta sia analoga a quella di un formaggio piacentino appunto chiamato “il Piacentino” e ad uno lodigiano (il Granone Lodigiano) a pasta dura che talvolta troviamo citato di sfuggita nelle fonti romane.[…]
  • Il Grana Padano è un formaggio a pasta dura, cotta ed a lenta maturazione. Si produce in trentadue province dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, del Piemonte, del Trentino-Alto Adige e del Veneto.  La storia narra che il formaggio grana della pianura padana nacque nel 1134 nell’abbazia di Chiaravalle, pochi chilometri a sud di Milano. Veniva prodotto in apposite caldaie all’interno dei monasteri che possono essere considerati i primi caseifici. I monaci lo chiamarono caseus vetus, formaggio vecchio. Il popolo che non aveva dimestichezza con il latino, gli diede un altro nome, derivato dalla particolarità della pasta, compatta ma granulosa. Così nacque il nome di formaggio di grana o più semplicemente grana. I grana più citati sono il lodesano o lodigiano, considerato da molti il più antico, il milanese, il parmigiano, il piacentino ed il mantovano […]

 

Spója lorda (pasta lorda) o mnëstra imbutida (minestra ripiena)

La spója lorda (pasta lorda) o mnëstra imbutida (minestra ripiena)

foto: www.brisighella.org/gastronomia/sfoglia
La spója lorda (pasta lorda) o mnëstra imbutida (minestra ripiena) è un tipico piatto della cucina povera tradizionale romagnola, ottimo per recuperare gli avanzi. Infatti per la “spója lorda“,  in origine,  veniva utilizzato quel che restava del ripieno dei cappelletti, pertanto la quantità era sufficiente solo per “sporcare la sfoglia“.

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Preparazione

Fate due sfoglie di pasta per minestra grosse un centesimo ognuno. Stendetene una sul tagliere e spalmatevi sopra (fino a ricoprirla) il “composto” dei cappelletti, oppure un impastato di formaggio fresco e parmigiano grattugiato con un pizzico di noce moscata.

Coprite il tutto con l’altra sfoglia e tagliate, con la sprunella (la rotella tagliapasta), a quadretti (o a rombi) di circa tre centimetri di lato.

Cuocete i quadretti (o i rombi) in brodo bollente e servite in tavola.

Varianti
  • Nata per essere servita in brodo, questa pasta è gustosa anche asciutta e condita con ragù romagnolo, sugo alla salsiccia, salsa con Formaggio di Fossa.
  • Usando gli spinaci la pasta, dei due sfogli, si può fare anche verde.
Il ripieno per i cappelletticappelletti ripieno
Ricotta, oppure metà ricotta e metà cacio raviggiolo, grammi 180.
Mezzo petto di cappone cotto nel burro, condito con sale e pepe,
e tritato fine fine colla lunetta..
Parmigiano grattato, grammi 30.
Uova, uno intero e un rosso.
Odore di noce moscata,
poche spezie,
scorza di limone a chi piace.
Un pizzico di sale. […]
 “Cucinario di una vecchia famiglia nobiliare”: Menù per festività e ricorrenze con oltre 350 ricette raccolti in un cucinario di una vecchia famiglia nobiliare romagnola che il rampollo Giovanni Manzoni ha svelato in questo libro ricco di suggerimenti e leccornie. Tra le ricette più selezionate ben otto modi di fare i cappelletti romagnoli ed altrettanti per i tortellini bolognesi con tanto di brodo doc per palati fini. Da citare la polenta alla Manzoni che riporta gli antichi sapori nostrani, poi per sbizzarrirsi si può provare a cucinare altre ricette che si adattano a qualsiasi piatto ed accostamento di cibi. Lugo di Romagna 1985.
Spója lorda o minestra imbottita romagnola
Traduziione della ricetta in dialetto romagnolo
Per questa specialità, tipicamente romagnola, preparare una normale sfoglia con 300 gr. di farina e 3 uova per 6 persone. Stendete l’impasto in 2 sfoglie uguali piuttosto sottili. Preparate un ripieno simile a quello dei cappelletti, mescolando insieme 200 gr. di ricotta freschissima, 100 gr. di parmigiano grattugiato, 1 uovo e 1 pizzico di sale. Fate amalgamare bene i vari ingredienti, quindi stendete l’impasto su una delle due sfoglie. Ricoprite con l’altra sfoglia e pressate leggermente in modo da far aderire bene le due superfici. Ritagliate la pasta in quadratini di circa 2 cm. di lato e fateli cuocere in un buon broido di carne, Servite la minestra appena pronta con abbondante parmigiano grattugiato.
“Romagna in cucina”
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 Spója lorda (pasta lorda) o mnëstra imbutida (minestra ripiena)