Curry di uova sode e lenticchie

Per Capodanno le lenticchie sì, ma esotiche!

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India – Bandiera India

Le lenticchie (dāl) sono un ingrediente fondamentale nella cucina dell’ Asia meridionale.

Dāl, ovvero legumi secchi come lenticchie, piselli e vari tipi di fagioli, è anche il nome che viene dato a pietanze preparate con questi legumi nelle cucine del sud dell’ Asia. È servito con riso nel sud dell’India, con riso e roti (pane piatto a base di grano) in tutto il nord dell’India e del Pakistan, nonché in Bangladesh, India orientale, e Nepal dove Dāl Bhat (dāl e riso) è l’ alimento base per gran parte della popolazione.

La ricetta del Masoor dāl proviene dal nord dell’India e utilizza lenticchie rosse in una vivace preparazione al curry. Questa pietanza saporita e poco costosa, è molto adatta per menù familiari durante la stagione invernale e, perchè no, servita per un Capodanno esotico.

मसूर की दाल
Masoor dāl
Curry di uova sode e lenticchie

Ingredienti per 4 persone

200 gr. di lenticchie secche, 1 carota, 1 zucchina, 2 cipolle medie, 1 spicchio d’aglio, 2 cm. di zenzero, 1 cucchiaino di polvere di curry, peperoncino, 2 pomodori freschi o secchi (no pelati), 4 uova, olio di girasole,  sale.

Preparazione

  • La sera prima di iniziare la preparazione mettete le lenticchie in una terrina e ricopritele di acqua tiepida con un po’ di bicarbonato.
  • Lessate le uova in acqua bollente per 10 minuti, su fuoco bassissimo; fermate la cottura con acqua fredda e togliete il guscio.
  • Grattugiate le carote e le zucchine; tagliate a dadini la cipolla e i pomodori; in un mortaio pestate l’aglio e lo zenzero.

Preparate la salsa al curry

  • In una casseruola versate l’olio e fatevi rosolare velocemente l’aglio e lo zenzero (attenzione a non bruciarli). Aggiungete le cipolle, incoperchiate e fatele appassire a fuoco basso. Aggiungete la polvere di curry e i pomodori; continuando a rimescolare, fate proseguire la cottura per altri 10 minuti.

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Preparate il dāl

  • Scolate le lenticchie. In un tegame con 1 lt d’acqua mettete le carote e le zucchine, unite le lenticchie e coprite il recipiente. Fate cuocere a fuoco lento per circa un’ora, quindi togliete il coperchio e aggiungete la salsa al curry, regolate il sale e lasciate restringere il sugo fino alla consistenza desiderata.
  • E’ importante che le lenticchie siano ben cotte, ma non disfatte, e il sugo ben legato. Si possono usare anche le lenticchie in scatola già lessate, riducendo opportunamente i tempi di cottura.

Versate la preparazione su un piatto di portata precedentemente riscaldato e portate subito in tavola con le uova sode che potranno essere lasciate intere oppure tagliate in 2 o 4 spicchi e spolverizzate con il peperoncino. Servite con riso Basmati o crostini tostati.

Vino

Rosato del Salento (Puglia) servito a 15°C, Roseolo pescarese (Abruzzo) servito a 15°C, Lambrusco (Emilia) servito a 16° C.

La cucina indiana e abbinamento con il Vino
“Nonostante gli indiani siano soliti abbinare alla loro cucina succhi di frutta o acqua, non è comunque escluso l’abbinamento con il vino (continua a leggere).”

lenticchie curryCurry di uova sode e lenticchie

 

Lenticchie e salsicce vegetali

Festeggiamo il Capodanno con lenticchie e golose salsicce vegetali!

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Solo le lenticchie a buccia spessa devono essere tenute in ammollo prima di essere cucinate. Il tempo di cottura varia a seconda della varietà, quindi da pochi minuti a 40 minuti. È bene aggiungere il sale solo a fine cottura.

Qualche ricetta a base di lenticchie:
Ingredienti

6 Salsicce o wurstel di soia e farro (le compro al Conad), 250 gr. di lenticchie, trito di sedano, carota e cipolla, polpa di pomodoro, sale, brodo vegetale.

Preparazione

lenticchie (2)La sera prima di iniziare la preparazione mettete le lenticchie in una terrina e ricopritele di acqua tiepida con un po’ di bicarbonato.

Cuocete le lenticchie in acqua salata con il sedano, la carota e mezza cipolla, per circa 1 ora. Quando sono cotte sgocciolatele e togllete le verdure. Le lenticchie vanno poi rimesse in casseruola, dove avrete fatto imbiondire mezza cipolla tagliata a velo e avrete aggiunto la polpa di pomodoro. Bagnate con due o tre mestoli di brodo vegetale (o d’acqua calda) e fate stufare, in modo che venga assorbita l’acqua fino alla consistenza dell’intingolo che più gradite.

Nel frattempo cuocete per 4 minuti le salsicce vegetali come volete: alla piastra, in forno o in padella. Servitele contornate dalle lenticchie.

La tradizione vuole che, se questo piatto viene gustato a capodanno, si guadagneranno durante il nuovo anno tanti milioni (di euro) per quante lenticchie siamo riusciti mangiare. Non esagerate e tanti auguri!

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Lenticchie e salsicce vegetali
Minestra di lenticchie con cavolo nero toscano e crostini

Minestra di lenticchie di zia Titti con cavolo nero toscano e crostini

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Il cavolo nero è una varietà di cavoli, privo della gemma centrale e caratterizzato da foglie di colore verde scuro lanceolate e divise, dalla superficie bollosa.
In cucina si usano le foglie private dello stelo per fare il minestrone, particolarmente gustose e croccanti se sono state colpite da una gelata durante l’inverno. Viene usato soprattutto nella cucina toscana.

Ingredienti e dosi

200 gr di lenticchie, 1 mazzo di cavolo nero, 2-3 patate medie, 1 carota, 1 costa di sedano, mezza cipollla, il succo di mezzo limone, 1 bustina di zafferano, brodo vegetale, olio evo toscano, sale e pepe.

Preparazione

  • La sera prima di iniziare la preparazione mettete le lenticchie in una terrina e ricopritele di acqua tiepida con un po’ di bicarbonato, quindi scolatele.
  • Tritate grossolanamente la carota, il sedano e la cipolla, fate poi soffriggere in tegame con un filo di olio evo e un goccio di acqua. Dopo qualche minuto aggiungete le lenticchie e fate saltare il tutto per un paio di minuti.
  • All’intingolo con le lenticchie, unite le patate tagliate a pezzettini, fate insaporire e versate brodo vegetale fino a coprire le lenticchie (circa un litro e mezzo). Portate ad ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate cuocere lentamente per una ventina di minuti.
  • Nel frattempo tagliate il cavolo nero a listarelle, eliminando la parte finale del gambo che è la più dura.
  • Quando le lenticchie saranno a metà cottura (dopo 20 minuti circa), aggiungete il cavolo nero.
  • Passati 10 minuti distribuite sulla zuppa la bustina di zafferano, mescolando con cura.
  • A fine cottura insaporite con sale¹ e pepe, quindi versate il succo del mezzo limone e lasciate ancora sul fuoco per due minuti.
  • Servite la zuppa calda accompagnata da fette di pane toscano tostato.

¹Il sale aggiunto alla fine permetterà una cottura migliore delle  lenticchie (vale per tutti i legumi), inoltre ne occorrerà meno perchè  il sapore della zuppa sarà già ricco.

Altre zuppe toscane

 

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Minestra di lenticchie con cavolo nero toscano e crostini
Bocconcini di salmone con lenticchie e patate

Bocconcini di salmone serviti con lenticchie e patate al forno

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Ingredienti e dosi per 4 persone

4 fette di Salmone fresco, 1 kg. di patate novelle, 400 gr. di lenticchie, rosmarino, aglio, olio evo.

Preparazione

La sera prima della preparazione mettete le lenticchie in una terrina e ricopritele di acqua tiepida. Lessatele, quindi, in acqua salata e sgocciolatele.
Insaporite in olio, aglio e rosmarino le lenticchie che avete lessato. Arrostite le patate in forno condiite con sale, pepe, aglio e rosmarino.
Tagliate dal trancio di salmone 4 fette di almeno 3 cm. circa di spessore, quindi togliete la pelle.Tagliate le fette a cubetti di 3 cm. circa per ottenere dei bocconcini.

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In una padella fate insaporire l’olio con rosmarino e aglio che poi toglierete, mettetevi i bocconcini di salmone, fateli rosolare sfumando con brandy, quindi fateli saltare.

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I bocconcini dovranno risultare croccanti fuori e tenerissimi all’interno. Serviteli caldissimi accompagnati con le lenticchie e le patate arrostite.

Vino

Müller-Thurgau, Pinot, Pignoletto dei Colli Bolognesi, Carso Traminer, Orvieto.

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 Bocconcini di salmone con lenticchie e patate
La lenticchia è relativamente tollerante alla siccità e viene coltivata in tutto il mondo. Le principali zone di produzione sono il Canada (il più grande esportatore al Mondo), il Subcontinente indiano (il maggior produttore al mondo, la cui produzione viene per lo più esaurita in loco) e la Turchia.
Solo le lenticchie a buccia spessa devono essere tenute in ammollo prima di essere cucinate. Il tempo di cottura varia a seconda della varietà, quindi da pochi minuti a 40 minuti. È bene aggiungere il sale solo a fine cottura.
Qualche ricetta a base di lenticchie:
Patate con lenticchie al profumo di spezie

Patate con lenticchie al profumo di spezie

मसाले के साथ सुगंधित दाल के साथ आलू

Questa pietanza indiana è ottima anche per riutilizzare patate e lenticchie avanzate. Infatti io avevo alcune patate e un po’ di lenticchie lessate, ho seguito la ricetta e in un attimo ho avuto un gustoso contorno che può essere anche un perfetto  secondo piccantino.

Ingredienti e dosi per 4 persone

800 gr. di patate, 150 gr. di lenticchie, 4 cipollotti, 4 cucchiai d’ olio di girasole, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 1-2 cucchiai di Garam masala (mix di spezie)¹, sale.

Preparazione

  1. La sera prima di iniziare la preparazione mettete le lenticchie in una terrina e ricopritele di acqua tiepida con un po’ di bicarbonato, quindi scolatele e mettetele a lessare in un tegame con acqua NON salata. Una volta cotte, scolatele e tenetele in caldo.
  2. In una padellina fate tostare i semi di sesamo e le spezie per qualche minuto: il calore ne esalterà il profumo e l’aroma.
  3. Pelate le patate e tagliatele a tocchetti non troppo piccoli.
  4. Tagliate i cipollotti a fettine sottili  e fateli appassire in padella con l’olio.
  5. Aggiungete le patate e fatele rosolare, mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno e cuocetele per 15 minuti.
  6. Unite le lenticchie, i semi di sesamo e il sale; mescolate delicatamente e fate insaporire per 10 minuti. Poco prima del termine della cottura aggiungete il garam masala e mescolate delicatamente perchè le patate non si rompano.
  7. Servite caldo.

¹Il garam masala (Vगरम मसाला in hindi) è una mistura di spezie tipica della cucina indiana e pakistana: il significato del nome è piccante, spezia calda, bollente.
Viene preparato tostando, macinando e miscelando alcune spezie tra cui la cannella, i semi di cumino, il coriandolo, i baccelli di cardamomo, i chiodi di garofano, i grani di pepe nero e la curcuma, peperoncini, aglio, polvere di zenzero, sesamo, semi di senape, finocchio e altri.
Il garam masala può venire usato durante la cottura, ma, diversamente da altre spezie, viene spesso aggiunto al termine della cottura, in modo che l’aroma non sia disperso.

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Patate con lenticchie al profumo di spezie
I cibi afrodisiaci di Apicio

I cibi afrodisiaci di Apicio

Affresco di Ercolano
DE RE COQUINARIA  – Marco Gavio Apicio

Il grande gastronomo dell’antica Roma, Apicio, fu un simbolo del suo tempo quando, una volta tramontata la corrente moralizzatrice del periodo augusteo, la ricerca dei piaceri della vita divenne fondamentale per i Romani. In nome della “dissolutezza più raffinata”, egli intratteneva i suoi aristocratici ospiti offrendo elaborate pietanze quali il pappagallo arrosto, l’utero di scrofa ripieno o i ghiri farciti, dei quali troviamo le ricette in De re coquinaria, opera redatta, con buona probabilità nel IV secolo d.C

INDEX

LAMPASCIONI PER L’AMORElampascioni (Apicio, da una ricetta di Varrone)

“Per coloro che cercano le gioie di Venere, lessare i lampascioni in acqua, poi, come si fa anche per le nozze, servirli con i pinoli, il succo estratto dalla ruchetta e con pepe”.

  • Nelle ricette antiche non viene spiegato come togliere il sapore amaro, sicuramente venivano fatti bollire cambiando spesso l’acqua, quindi venivano scolati.

Un piatto di lampascioni con pinoli,il succo di ruchetta (rucola) e abbondante pepe erano serviti, durante i banchetti di nozze. agli sposi, come augurio di una notte focosa.
Molti erano i modi previsti dalla cucina romana per gustare i pinol: spesso venivano mischiati al formaggio, oppure erano l’ingrediente per realizzare salse e ripieni di sicuro successo. Secondo Plinio il Vecchio, i pinoli “spengono la sete, calmano i bruciori dello stomaco e vincono la debolezza delle parti virili”, mentre per la ruchetta (rucola) la garanzia d’efficacia veniva direttamente dal dio della fertilità Priapo: questa erba aromatica cresceva spontanea intorno alle sue immagini sacre.

Anche Marziale credeva al potere afrodisiaco dei lampascioni che scriveva (XIII, 34) di un povero vecchio, messo alla berlina, per essere stato sorpreso a mangiarne a iosa:
“Dato che tua moglie è vecchia – sentenziava il poeta – e le tue membra sono morte i lampascioni potranno soltanto riempirti lo stomaco”.

Oltre agli amari lampascioni, ai pinoli e alla rucola erano considerati afrodisiaci anche le ostriche, il fegato d’oca, i frutti di mare, le lenticchie, le lumache, il tartufo e secondo la magia, erano considerati afrodisiaci i genitali d’animali e i cibi che nella forma rassomigliando ad essi.
I romani non furono gli unici ad apprezzare le qualità afrodisiache di determinati cibi, anche i Greci, allo stesso scopo, consumavano cipolle, carote, tartufi, miele, uova, storione e diverse qualità di pesce e crostacei; quest’ultimi, del resto, arrivavano direttamente dal mare, da dove era sorta Venere.

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BIBERE ERUCAE (Bevanda di rucola)
Considerata altamente afrodisiaca, la rucola poteva essere usata anche come bevanda rinfrescante. Per prepararla frullare tre foglie di rucola con un po’ di acqua. Lentamente aggiungere ancora acqua fino ad arrivare ad un litro. Le proporzioni possono variare a seconda del gusto. Eventualmente nel frullatore si può aggiungere anche un cucchiaino di miele.

Libro V. Ospreon (Dei legumi)

LENTICVLA (Lenticchie)

  • LENTICULA EX SPHONDYLIS [SIVE FONDILOS]. Accipies caccabum mundum, adicies in mortarium piper, cuminum, semen coriandri, mentam, rutam, puleium, fricabis, suffundis acetum, adicies mel, liquamen et defritum, aceto temperabis, reexinanies in caccabo. sphondylos elixatos teres et mittis ut ferveant. Cum bene ferbuerint, obligas. adicies in boletari oleum viridem.
  • LENTICULAM DE CASTANEIS. Accipies caccabum novum, et castaneas purgatas diligenter mittis. Adicies aquam et nitrum modice, facies ut coquatur. Cum coquitur, mittis in mortario piper, cuminum, semen coriandri, mentam, rutam, laseris radicem, puleium, fricabis. suffundis acetum, mel, liquamen, aceto temperabis, et super castaneas coctas refundis. adicies oleum, facies ut ferveat. cum bene ferbuerit, tudiclabis [ut in mortario teres]. gustas, si quid deest, addes. cum in boletar miseris, addes oleum viridem.
  • ALITER LENTICULAM. Coquis. cum despumaverit, porrum et coriandrum viridem supermittis. teres coriandri semen, puleium, laseris radicem, [semen] mentam et rutam, suffundis acetum, adicies melle, liquamine, aceto, defrito temperabis, adicies oleum, agitabis. si quid opus fuerit, mittis. amulo obligas, insuper oleum viridem mittis, piper aspargis et inferes.

Lenticchie con sfondili (funghetti o spugnole). Prendi una pentola pulita e mettile dentro e cuoci. Lavora nel mortaio del pepe, cumino, semi di coriandolo, menta, ruta, mentuccia, versa l’aceto, aggiungi il miele, Salsa¹ e mosto cotto. Mescola tutto con l’aceto, e getterai nella pentola. Trita i funghi puliti e mettteli a cuocere a bollire. Quando saranno ben cotti aggiungerai l’olio verde.

Castagne ad uso lenticchie. Prendi una padella nuova, e cuoci le castagne accuratamente purificate e aggiungi un po’d’acqua. Quando saranno cotte, metti in un mortaio, pepe, cumino, semi di coriandolo, menta, ruta, laser, mentuccia. trita il tutto. Cospargi di aceto, miele, Salsa, mescola con l’aceto, e versa sopra le castagne cotte. Aggiungi l’olio, fai bollire. Quando saranno cotte sfarinale come se usassi un mortaio. Assaggia, se qualcosa manca, aggiungilo. Quando metterai tutto nel piatto, aggiungi olio verde.

Altro modo per le lenticchie. Le cuocerai. Quando le avrai schiumate, metti porro e coriandolo verde. Trita i semi di coriandolo, mentuccia, radice di laser, semi di menta, della ruta, cospargi di aceto, aggiungi il miele, Salsa, aceto. Metti mosto cotto, aggiungi l’olio, e lavorare bene. Se c’è qualcosa che manca aggiungila. Llega con amido, olio verde, cospargi di sale e pepe.

  • ¹ SALSA GARUM o LIQUAMEN : salsa mille usi, piccante, dal forte profumo, che i Romani aggiungevano a tutto: alle minestre, verdure, secondi piatti, dolci. Libro VII. Polyteles (Vivande prelibate)
  • Il garum più pregiato, quello chiamato salsa di sangue (αἱμάτιον), si ottiene così: si prendono le interiora del tonno, con le branchie e il sangue, si salano quanto è necessario, poi si mettono in un vaso. Dopo circa due mesi, si fora il recipiente e viene fuori il garum salsa di sangue.

TUBERA (Tartufi)
Pulire i tartufi, scottarli in padella, cospargerli di sale ed infilarli in uno spiedo. metterli in un tegame con dell’olio del garum, del vino dolce cotto, del vino puro, pepe e miele. A fine cottura guarnire i tartufi e servire caldi. (Apicio, libro VII).

  • Tubera ut diu serventur. Tubera, quae aquae non veraverint, componis in vas alternis, alternis scobem siccam mittis, cooperis et gypsas, et loco frigido pones.

Come conservare a lungo i tartufi (Apicio, libro I, XII): riempi a strati un barattolo di tartufi non contaminati dall’acqua. Separali con segatura fresca, coprili e chiudi il barattolo con gesso e metteli in luogo freddo.

Numerosi fonti indicano che si utilizzavano le scrofe per cercarli, e che erano cotti sotto la cenere o saltati in padella, per essere poi mangiati senza una precisa collocazione durante il pasto. In quel tempo ai tartufi s’iniziarono ad attribuire anche virtù afrodisiaca, e il medico Michele Savonarola (1385–1468) li consigliava come alimento ideale per i vecchi che avevano una bella moglie.

Platina, erudito dell’epoca, non solo assegnò al tartufo un alto potere nutritivo, ma lo definì: “un eccitante della lussuria… servito spesso nei pruriginosi banchetti di uomini ricchi e raffinatissimi che desiderano essere meglio preparati ai piaceri di Venere”.

 I cibi afrodisiaci di Apicio
Cotechino, Zampone e Cappello del prete con lenticchie e puré

Per il menù delle feste viva la tradizione con Cotechino, Zampone e Cappello del prete con lenticchie e puré

Cotechino, con puré e lenticchie 

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 Ricetta tradizionale del cotechino con le lenticchie
  • La ricetta seguente è quella classica del cotechino con le lenticchie.
    La ricetta delle lenticchie vale anche per lo zampone.
Le lenticchie, vanno cotte in acqua salata con il sedano e mezza cipolla.
Quando sono cotte vanno sgocciolate. Si tolgono gli ortaggi. Le lenticchie vanno poi rimesse in una casseruola dove è stato fatto imbiondire l’altra mezza cipolla tagliata a velo. Si bagnano con due o tre mestoli d’acqua di cottura del cotechino. Si devono far stufare, in modo che assorbano l’acqua e s’insaporiscano.
La tradizione vuole che se questo piatto viene gustato a capodanno si guadagneranno durante il nuovo anno tanti milioni (di euro) per quante lenticchie siamo riusciti mangiare. Non esagerate e tanti auguri!
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Il cotechino è caratteristico dell’Emilia. L’impasto è molto simile a quello dello zampone. C’è carne suina magra tagliata dalla spalla e dal guanciale, cotenna e lardo tritati, in più sale, salnitro, pepe, noce moscata ed erbe aromatiche. Si può insaporire, se si preferisce, con aglio oppure con aromi diversi. A Cremona, con vaniglia, nelle Marche con pepe garofanato e cannella. L’impasto viene racchiuso in un budello suino o bovino fine ed elastico, fissato poi alle due estremità con dello spago o del refe.

COTTURA DEL COTECHINO NON PRECOTTO:
il cotechino va bucato con la forchetta in diversi punti e avvolto in una tela sottile e bianca, di cui legherete le estremità con uno spago. Immergetelo in una pentola con l’acqua necessaria a coprirlo completamente. Quando l’acqua avrà raggiunto l’ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere lentamente, per almeno un’ora e mezza. Terminata la cottura, fate riposare il cotechino per qualche minuto nella sua acqua. Gettate il brodo di cottura, sfasciate l’insaccato, tagliatelo a fette non troppo sottili e deponetele su un piatto da portata col contorno che si desidera.

www.cotechino.it/

Ricette

Lenticchie

Zampone di Modena

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“The Modena classic Zampone” di Carmelita Caruana – Flickr. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons –
“Cotechino-Servito-Polenta-Lenticchie” by J.P.Lon – Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons  
Cotechino, Zampone e Cappello del prete con lenticchie e puré