Farfalle con sugo alla cacciatora

Farfalle con sugo alla cacciatora

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Ricicliamo gli avanzi

Se volete riutilizzare il sugo avanzato del coniglio o del pollo, in 10 minuti potete realizzare un primo davvero succulento

Farfalle con sugo alla cacciatora
Ingredienti e dosi per 4 persone

380-400 gr. di pasta del tipo Farfalle, sugo di coniglio o pollo alla cacciatora.

Preparazione

Dal tegame in cui avete cotto il coniglio, togliete i pezzi di carne e lasciate il sughetto. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente. Versatela nel tegame con il sugo e, su fiamma dolce, fate saltare quel tanto che basta perchè la pasta si amalgami bene al condimento. Ecco fatto, servite caldo.

coniglio  cacciatora    pollo-cacciatora-2    Farfalle_Pasta    farfalle cacciatora (4)

Se volete servire la pasta e il coniglio nello stesso pasto, procedete così: Verso la fine della cottura del coniglio cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente. Quando il coniglio sarà a cottura, togliete dal tegame i pezzi di carne, lasciando il sugo, e metteteli su un vassoio coperto e al caldo perchè mantenga la temperatura. Fate saltare la pasta come da ricetta.

farfalle cacciatora

Farfalle con sugo alla cacciatora
Fenkata maltese con ricette a base di coniglio

Fenkata maltese con ricette a base di coniglio

 Spaghetti bil zalza istuffat tal-fenek 

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Il piatto tradizionale di Malta è il coniglio (Fenek) e un pasto completo a base di coniglio è denominato Fenkata, durante il quale vengono serviti:

Stufato coniglio maltese (2)Fenkata

  • Spagetti bil zalza istuffat tal-fenek, spaghetti con sugo di coniglio stufato alla maltese
  • Fenek moqli fit-tewme, coniglio fritto in aglio con patatine fritte per contorno.
  • Fenek fil-forn, coniglio al forno con patate insaporite con semi d’anice.
  • Stuffat tal-fenek, coniglio stufato in vino locale con pomodori e cipolle,l cui sugo viene usato come condimento per gli spaghetti).
  • Fichi e noci

I Cavalieri di Malta potevano cacciare e mangiare coniglio, ma lo proibivano al popolo per tutto l’anno tranne il 29 giugno, giorno della festa dei SS. Pietro e Paolo: L-Imnarja. Tuttoggi, in questo giorno è usanza riunirsi in molti ed organizzare la fenkata.

Spaghetti bil zalza istuffat tal-fenek,
Spaghetti con sugo di coniglio stufato alla maltese

Preparate lo Stuffat tal-fenek, il coniglio marinato in vino locale e poi stufato con cipolle, patate, carote, pomodori. Lessate gli spaghetti, scolateli bene e versateli nel sugo dello stufato. Mescolate e servite.

Vino
Birra (Cisk) o vini locali. Oltre ai vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Grenache, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Carignan, Chenin Blanc e Moscato) esistono vigneti locali come Gellewza e Ghirghentina a bacca rossa, vini di corposità e aromi diversi.

Stufato-di-coniglio-spaghetti (2)

Fenkata maltese con ricette a base di coniglio
Stuffat tal-fenek, Stufato di coniglio alla maltese

Stuffat tal-fenek, Stufato di coniglio alla maltese

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La cucina maltese è il risultato di una fusione di etnie e di gusti diversi, derivata dal fabbisogno di materie prime carenti nell’isola, ma soprattutto dalle numerose invasioni straniere subìte nel corso dei secoli. Arrivarono ingredienti e sapori dall’ Europa (in particolare dalla Sicilia) e da tutto il bacino del Mediterraneo: Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Svevi, Aragonesi, soprattutto i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, i Francesi ed infine gli Inglesi che approfittarono dell’isola per rafforzare i legami con l’India e l’Estremo Oriente durante il XVIII e i primi anni del XIX secolo.

Il piatto tradizionale è il coniglio (Fenek)

  • Fenek moqli fit-tewme: coniglio fritto in aglio con patatine fritte per contorno.
  • Fenek fil-forn: coniglio al forno con patate insaporite con semi d’anice.
  • Stuffat tal-fenek: coniglio stufato in vino locale con pomodori e cipolle, il cui sugo viene usato come condimento per gli spaghetti).

Stuffat tal-fenek
La ricetta dello stufato di coniglio

Come ogni ricetta tradizionale, anche questa ha innumerevoli varianti. Io ho preparato quella che segue alla quale potete aggiungere:

  • piselli,
  • alloro,
  • spezie,
  • zucchero di canna.

Tagliate a pezzi un coniglio e soffriggetelo in olio d’ oliva con una cipolla tagliata a pezzi grossi.

Stufato coniglio maltese (3)    Stufato coniglio maltese (4)    Stufato coniglio maltese (5)

Aggiungete 200 ml di vino rosso e lasciate marinare a freddo per tre ore. .

Stufato coniglio maltese (5)    Stufato coniglio maltese    Stufato coniglio maltese (2)

Tritate un’altra cipolla e soffriggetela con uno spicchio d’ aglio, che toglierete subito dopo. Aggiungete 1,5 kg. di pomodori freschi e pelati, un cucchiaio di polpa di pomodoro, 4 patate e 4 carote tagliate a pezzetti, 2 rametti di timo, 2 di rosmarino, una manciata di prezzemolo e una di basilico. Lasciate sobbollire per 15 minuti e unite il coniglio con un po’ di marinatura; salate e fate cuocere a fuoco lento per un’ ora (il pepe lo aggiungerete pochi minuti prima di terminare la cottura).

Il sugo ottenuto potrà essere utilizzato per condire gli spaghetti Fenkata maltese con ricette a base di coniglio

Vino

Birra (Cisk) o vini locali. Oltre ai vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Grenache, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Carignan, Chenin Blanc e Moscato) esistono vigneti locali come Gellewza e Ghirghentina a bacca rossa, vini di corposità e aromi diversi.

Stufato coniglio maltese
 Stuffat tal-fenek, Stufato di coniglio alla maltese
Coniglio in agrodolce

Coniglio in agrodolce

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Già dai tempi dell’Antica Grecia in Sicilia si andava sviluppando uno stile ben preciso di abitudini culinarie che col passare dei secoli si è arricchito di sapori, seguendo le vicissitudini storiche dell’isola.
Le nobili famiglie Greche chiedevano per le loro mense cuochi siciliani, poiché all’epoca erano considerati tra i più abili in circolazione.
Archestrato di Gela (IV sec.a.C.–330 a.C. circa), poeta e considerato il padre dei critici dell’arte culinaria, scrisse un poeama titolato Gastronomia, nel quale elenca cibi e vivande incontrate durante i suoi lunghi viaggi:
« Quanto conobbi in viaggiar mostrando
A Grecia tutta, ove miglior si trova
ogni cibo dirò ogni liquore.
Di vivande squisite unica mensa.
Accolga tutti, ma di tre o di quattro
O di cinque non più sia la brigata:
Perché se fosser più cena sarebbe
Di mercenari predator soldati.»
Oltre al poeta Archestrato vi furono molti altri siciliani che si occuparono di gastronomia, come Miteco Siculo che scrisse il primo libro di cucina che la storia ricordi: Manuale di cucina o Il cuoco siciliano.

Continua il mio viaggio gastronomico in Italia. Oggi farà tappa nella splendida Sicilia con un saporito piatto della tradizione a base di carne bianca; come altre volte consulto il sito in cui frequentemente vado a curiosare… trovata!… questa è la ricetta per il

Coniglio in agrodolce

Ingredienti per 4 persone

1 coniglio di media grandezza, 200 g di olive verdi denocciolate, 30 g di uvetta, 30 g di pinoli, 1 gambo di sedano, 1 cipolla,  1 cucchiaio di capperi, 1 cucchiaio di miele, 100 ml di brodo, Farina q.b, Olio extravergine d’oliva q.b, Aceto q.b, Sale q.b, Pepe q.b.

Preparazione:

Fate sbollentare le olive e soffriggetele per un quarto d’ora insieme a cipolla e sedano tritati, capperi, pinoli, uvetta, sale e pepe a piacere. Aggiungete il brodo e portare a ebollizione. Lavate il coniglio e tagliatelo a pezzi, quindi passatelo nella farina e fatelo soffriggere in un tegame con un po’ d’olio. Fate diluire il miele nell’aceto e spennellate il coniglio, una volta cotto, con questo composto. Disponete, poi, i pezzi di coniglio nel tegame insieme al sugo di olive e lasciate cuocere per un altro quarto d’ora.

segue

Altre ricette della Sicilia
Riso integrale al sugo di coniglio alla cacciatora

Riso integrale al sugo di coniglio alla cacciatora

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Ricicliamo gli avanzi
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Il Coniglio alla cacciatora è una ricetta davvero squisita, e se vi restasse un po’ di salsa, usatela per condire pasta o riso
Riso integrale al sugo di coniglio alla cacciatora
Ingredienti per 4 persone

280-300 gr. di riso integrale (o riso per risotti), sugo di coniglio alla cacciatora.

 Preparazione

Dal tegame in cui avete cotto il coniglio, togliete i pezzi di carne e lasciate il sughetto.Versatevi il riso, fate insaporire qualche secondo, quindi aggiungete brodo e cuocete secondo le indicazioni sulla scatola del riso. Mantecate, fate riposare qualche minuto e servite caldo.

coniglio  cacciatora    riso cacciatora (4)    riso cacciatora (3).

 Riso Integrale

my-personaltrainer.it/alimentazione/riso-integrale.html
Coniglio in umido con carne macinata alla maniera toscana

Coniglio in umido con carne macinata alla maniera toscana

Il coniglio in umido del Cioni di Fucecchio

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Ingredienti per 6 persone

Un coniglio tagliato a pezzi, 750 gr, di carne macinata di manzo, 750 gr. di carne macinata di maiale, 2 fegatini di pollo, 500 gr. di passata di pomodoro, 500 gr. di pomodori pelati, cipolla, carota, sedano rosmarino, prezzemolo, 1 bicchiere di vino rosso, olio evo toscano.

Preparazione

Mettere il coniglio a bagno in acqua fredda per circa 6 ore. In un tegame cuocere il coniglio, ben sgocciolato, finchè avrà rilasciato l’acqua che verra poi buttata. Aggiungere l’olio e rosolare la carne rigirandola spesso.
In un altro tegame riscaldare un giro di olio e versarvi un trito fine di 1 carota, 1 cipolla, un gambo di sedano, un mazzetto di prezzemolo, 1 rametto di rosmarino. far insaporire ed aggiungere la carne macinata di manzo e di maiale e i 2 fegatini di pollo interi.

Unire il preparato ottenuto ai pezzi del coniglio, aggiustare di sale e di pepe. Versare un bicchiere di vino rosso e farlo evaporare. Quando la carne comincerà a prendere colore, unire i pomodori pelati e il passato di pomodoro. Cuocere il tutto a fuoco lento per minimo 3 ore, con coperchio semichiuso, girando la carne di tanto in tanto per non farla attaccare.
A cottura ultimata si otterrà: il coniglio in umido per un ottimo secondo ed il sugo per condire la pasta fresca all’uovo (pappardelle, tagliatelle).

  • ¹Ai pezzi di coniglio possono essere aggiunti, se piacciono, il fegatino e la coratella.
  • Il coniglio risulterà bianco e tenero se lo metterete a mollo tutta la notte nel latte. L’indomani, prima di cuocerlo, sgocciolatelo bene, sciacquatelo con acqua fresca e procedete al solito: acquisterà anche in sapore.
 Vino

Vini rossi robusti: Chianti Classico, Rosso di Montepulciano, Merlot, Barolo, Barbera, Sangiovese di Romagna

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Coniglio in umido con carne macinata alla maniera toscana
Coniglio alla cacciatora alla toscana con olive

Coniglio alla cacciatora alla toscana con olive

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E’ una ricetta davvero squisita. E se vi restasse un po’ di salsa, usatela per condire pasta o riso.
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Ingredienti per 4 persone
1 coniglio pulito da 1 kg., 500 gr. di pomodori pelati o maturi, 200 gr. di olive nere e verdi, ½  bicchiere di vino bianco secco, 2 spicchi d’aglio, scalogno (o 1 cipolla rossa), un rametto di rosmarino, ½ bicchiere d’aceto, farina, sale e pepe, olio evo toscano, brodo.

Preparazione
Tagliate in 12 pezzi il coniglio togliendo la testa e le zampe. Se avete tempo, tenetelo per una notte in una terrina contenete acqua e ½ bicchiere di aceto. Sgocciolate i pezzi, asciugateli, salateli ed infarinateli leggermente.

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Tagliate a fette sottili lo scalogno (o la cipolla) e tritate l’aglio e il rosmarino (ramerino). Mettete in un tegame capace un giro d’ olio toscano, il trito d’aglio e rosmarino e fateli rosolare mescolando. Aggiungete quindi lo scalogno e fatelo appassire.

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Unite i pezzi di coniglio¹ infarinati e fate rosolare a fuoco vivace. fate insaporire un po’, poi versate il vino bianco e fatelo evaporare completamente. Unite i pomodori e, a metà cottura, le olive. Salate e pepate, coprite con il coperchio e cuocete per 50-60 minuti circa su fiamma dolce aggiungendo, se dovesse asciugare troppo, un po’ di brodo caldo.  .

  • ¹Ai pezzi di coniglio possono essere aggiunti, se piacciono, il fegatino e la coratella tritati.
  • Potete accompagnare il piatto con polenta: la sola, la tradizionale, l’antichissima Polenta!.
  • Il coniglio risulterà bianco e tenero se lo metterete a mollo tutta la notte nel latte. L’indomani, prima di cuocerlo, sgocciolatelo bene, sciacquatelo con acqua fresca e procedete al solito: acquisterà anche in sapore.

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Vino
Rosso: Chianti Classico giovane.
Bianco: perchè non osare una Vernaccia di San Giminiamo Riserva? Asciutto, fresco, di buon corpo, di buona persistenza, armonico, con caratteristico retrogusto amarognolo di mandorla amara, servito a 12°C, si abbina a primi piatti di salse bianche, fritture varie, piatti di pesce, uova e carne bianche.

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«Questi, e mostrò col dito, è Bonagiunta. Bonagiunta da Lucca: e quella faccia di Ià da lui più che l’altra trapunta ebbe la Santa Chiesa e le sue braccia: dal Torso fu, e purga per digiuno l’anguille di Bolsena e la Vernaccia »
(Dante Alighieri, Divina commedia, Purg. XXIV,19-24)

«Della natura dei vini e dei Viaggi di Paolo III», in cui si legge che il bottigliere personale del Papa, nella lettera d’ordine di 80 fiaschi di Vernaccia al Comune di San Gimignano, si rammaricava della sua insufficiente produzione: «… è una perfetta bevanda da Signori et è gran peccato che questo luogo non ne faccia assai…»
(da “Della natura dei vini e dei Viaggi di Paolo III, descritti da Sante Lancerio, suo bottigliere”).

 

 

Coniglio lardellato con semi di finocchio

Coniglio lardellato con semi di finocchio

 

 Ingredienti

1 coniglio, 1 spicchio d’aglio, un rametto di rosmarino, semi di finocchio¹, fette di pancetta arrotolata (o lardo di Colonnata) tagliate sottili, 1/2 bicchiere di vino bianco, brodo vegetale

Preparazione

Pulire e tagliate a pezzi il coniglio. In un tegame basso e largo fate scaldare 2 cucchiai di olio d’oliva, aggiungete un trito di rosmarino e aglio e i pezzi del coniglio. Dopo dieci minuti bagnate con mezzo bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare. Incoperchiate e fate rosolare.

Togliete dal tegame e arrotolate attorno ad ogni pezzo di coniglio le fette di pancetta (o di lardo). Mettete i “fagotti”, così preparati, in una teglia, cospargete di semi di finocchio e infornateli in forno già caldo.

coniglio lardellato (2)coniglio lardellato (3)coniglio lardellato (5).

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Lasciate cuocere a fuoco dolce per più di un’ora aggiungendo del brodo se necessario e rigirandoli ogni tanto, facendo attenzione che la pancetta non bruci. Accompagnare con patate al forno.

Variante

Pulire e tagliare a pezze il coniglio, metterlo in tegame e bagnarlo con 200 ml. di brodo insaporito dalle solite verdure, più aglio e rosmarino. Cuocere a fuoco dolce per almeno 1 ora (non verrà lessato). Incoperchiare e lasciare in marinatura per 12 ore.procedere, quindi alla lardellatura, versare semi di finocchio e bagnare con un poì di brodo. Mettere in forno a rosolare.

Vino
Sangiovese di Romagna, Valpolicella DOC (Veneto), Rosso Piceno DOC (Marche).
¹Il finocchio (Foeniculum vulgare Mill.) è una pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere). Conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra che risalga al 1500. In cucina si possono usare tutte le parti del finocchio. Il grumolo bianco (erroneamente ritenuto un bulbo) del finocchio coltivato si può mangiare crudo nelle insalate oppure lessato e gratinato e si può aggiungere agli stufati.

Per quanto riguarda il finocchio selvatico, chiamato in cucina anche “finocchina” o “finocchietto”, si usano sia i fiori freschi o essiccati, sia i frutti o “diacheni”, impropriamente chiamati “semi”, che sono più o meno dolci, pepati o amari, a seconda della varietà, sia le foglie (o “barba”), sia i rametti più o meno grandi utilizzati nelle Marche per cucinare i bombetti (lumachine di mare); le foglie si usano fresche e sminuzzate per insaporire minestre, piatti di pesce, insalate e formaggi: nella “pasta con le sarde”, nota ricetta siciliana, le foglie del finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali.

I fiori si usano per aromatizzare le castagne bollite, i funghi al forno o in padella, le olive in salamoia e le carni di maiale (in particolare la “porchetta” dell’Alto Lazio). I cosiddetti “semi” si usano soprattutto per aromatizzare tarallini (Puglia), ciambelle o altri dolci casalinghi e per speziare vino caldo o tisane. È in uso nelle regioni costiere del Tirreno, un “liquore di finocchietto”, per il quale s’utilizzano i fiori freschi e/o i “semi” e le foglie.

L’espressione “lasciarsi infinocchiare” deriva dall’abitudine dei cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente o prossimo all’acetificazione.

coniglio lardellato (4)Coniglio lardellato con semi di finocchio

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Coniglio al forno Salamoia bolognese

Coniglio al forno con “Salamoia bolognese”

 

Ingredienti e dosi per 6 persone

1 coniglio, 1 bicchiere di vino bianco secco, acqua o brodo q.b., 1/2 bicchiere olio d’oliva, 2 spicchi aglio,
1 rametto rosmarino, sale e pepe.

per la Salamoia bolognese:
100 g di sale grosso, 10 g di foglie di rosmarino, 5 g di foglie di salvia, 1 spicchio d’aglio.

Preparazione

Preparazione della salamoia:
Lavare le foglie di rosmarino e di salvia. Tamponarle con carta da cucina. Spellare l’aglio. Riunire rosmarino, salvia ed aglio su un tagliere e tritarli finemente con la mezzaluna. Mettere sale ed aromi nel mortaio e pestare per aromatizzare il sale miscelando il composto e sminuzzandolo per ottenere dei grani più fini. La salamoia così preparata si conserva per 3 mesi in un vaso a chiusura ermetica.

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In un tegame scaldare l’olio e unire il rosmarino e gli spicchi d’aglio che, una volta ben imbionditi, andranno tolti. Aggiungere, quindi il coniglio a pezzi.
Quando sarà ben colorito, condire con la Salamoia Bolognese e passare il recipiente al forno. Cuocere a calore moderato per un’ora abbondante. Mescolare di tanto in tanto, aggiungendo vino e acqua o brodo, al bisogno.
Regolare se occore la sapidità. Sistemare il coniglio sul piatto da portata e servire.
Vino
Valpolicella, Rosso Piceno, Bardolino, Chianti, Sangiovese
Il coniglio risulterà bianco e tenero se lo metterete a mollo tutta la notte nel latte. L’indomani, prima di cuocerlo, sgocciolatelo bene, sciacquatelo con acqua fresca e procedete al solito: acquisterà anche in sapore.coniglio_con_salamoia

 Coniglio al forno Salamoia bolognese
Cucina maltese

La Cucina maltese

Golden Tulip Vivaldi Hotel – Saint Julian’s, Malta
La cucina maltese è il risultato di una fusione di etnie e di gusti diversi, derivata dal fabbisogno di materie prime carenti nell’isola, ma soprattutto dalle numerose invasioni straniere subìte nel corso dei secoli. Arrivarono ingredienti e sapori dall’ Europa (in particolare dalla Sicilia) e da tutto il bacino del Mediterraneo: Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Svevi, Aragonesi, soprattutto i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, i Francesi ed infine gli Inglesi che approfittarono dell’isola per rafforzare i legami con l’India e l’Estremo Oriente durante il XVIII e i primi anni del XIX secolo.

Il piatto tradizionale è il coniglio (Fenek)Stuffat tal-fenek

La Fenkata maltese
è un pasto completo a base di coniglio durante il quale vengono serviti:Spaghetti bil zalza istuffat tal-fenek,

  • Spaghetti con sugo di coniglio stufato alla maltese
  • Coniglio stufato, alla griglia o arrosto con patate
  • Fichi e noci

Antipasti

  • Un tipico antipasto maltese è formaggio di Ghozo, aioli, bigilla (fave tritate), crostini e insalata.
  • Formaggini di latte pecorino, prodotti localmente, fatti fermentare con olio, pepe e aceto,
  • Ħobż biż-Żejt: pane inzuppato d’olio con pomodori e capperi,
  • Bigilla: fagioli o fave schiacciati in aceto, aglio e prezzemolo,
  • Żebbuġ Mimli, olive ripiene,
  • Fażola Bajda bit-tewm u it-tursin: fagioli conditi con aglio, prezzemolo e olio,
  • Fritturi Tal-Qaqoċċ, carciofi fritti,
  • Angels on Horseback: (dalla cucina inglese) ostriche o capesante, avvolte nella pancetta e cucinate alla griglia), o la variante Devils on Horseback con le prugne avvolte nella pancetta e grigliate.
  • Salsa Aioli: La salsa aglioli (dal catalano allioli e dall’occitano alhòli, cioè all-i-oli, alh-òli, “aglio ed olio”), anche chiamata in spagnolo ajiaceite o ajoaceite, è una salsa tipica dell’area mediterranea composta prevalentemente da aglio, olio di oliva e sale e dal sapore molto forte.La versione classica prevede l’uso di aglio, macinato in un mortaio al quale viene aggiunto a filo dell’olio di oliva mescolando continuamente fino ad ottenere un composto cremoso. L’aggiunta troppo rapida di olio scompone l’emulsione e l’aglioli “impazzisce”. Come emulsionante viene aggiunto talvolta un pochino di latte, un pezzo di patata lessa oppure dell’albume d’uovo. L’aglioli viene servito come antipasto insieme al pane o alle olive, viene anche accompagnato ai piatti di pesce, di carne o alle verdure. Tradizionale in regioni e isole dell’arco mediterraneo tra la Spagna e l’Italia, andando dalla comunità Valenciana alla Calabria, passando per la Catalogna, la Provenza e la Liguria.
Il pastizz, cibo da strada
Nella cucina delle isole maltesi la concezione di base è: tutto può essere avvolto nella pasta sfoglia dalla carne al pesce, dal riso alla pasta, dal formaggio alle verdure.
Il pastizz (pastizzi plurale) è una specialità culinaria “da strada” della cucina maltese. Cibo da strada, per eccellenza, è di solito venduto in pastizzerija (negozio di pastizzi) o in chiosco, ma anche nella maggior parte dei bar, pizzerie e panetterie. Essendo una pietanza a buon mercato (il prezzo tipico al 2013 è di 30 centesimi di Euro), i pastizzi si consumano in qualunque momento della giornata e per ogni occasione.
Di forma semilunare allungata, è fatto di pasta sfoglia croccante riempita con formaggio di ricotta (Pastizzi ta ‘l-irkotta) o ancora con piselli (Pastizzi tal-Pizelli). Si consuma caldissimo.

Il pastizz, cibo da strada

Primi piatti

  • Zuppe:
    • Soppa tal-Armlane, Zuppa della Vedova: è preparata con il Gbejnet (formaggino di pecora o capra). Nella tradizione veniva servita alle vedove dal vicinato in segno di supporto e condivisione. Ne esistono diverse versioni, tra cui quella che vuole l’aggiunta di uova crude in un piatto fumante, o quella che predilige l’aggiunta di cipolle, lattuga, piselli e carote, uova e l’immancabile formaggio.
    • Zuppa Kawlata, a base di carne di maiale (stinco di maiale e salsiccia maltese, a volte anche pancetta) e cavolfiore.
  • Timpana, pasta al forno in crosta con carne di bue, maiale, fegatini di pollo.
  • Ross fil-forn, timballo di riso con carne trita
  • Ravjul, ravioli ripieni di ricotta in salsa di pomodoro
  • Spagetti bil zalza istuffat tal-fenek, spaghetti con sugo di coniglio stufato

Piatti di pesce e carne

  • Aljotta, zuppa di pesce condita con aglio, peperoncino, pomodori, riso e spezie.
  • Lampuki Biz-zalza, nasello con pomodori, cipolle e capperi.
  • Lampuki pie, torta di pesce
  • Stufatt tal-qarnit, polpo al vino.
  • Piatti di carne
  • Laham fuq il-fwar, carne cucinata al vapore.
  • Falda Mimlija, carne ripiena.
  • Laham taz-żiemel, carne di cavallo.
  • Zalzett tal-Malti, salsiccia maltese.
Altre specialità della tradizione: Bragioli (olive con carne), Kapunata (simile alla caponata), Bebbux (lumache). Ross fil-forn: specialità di riso reso croccante dalla cottura finale nel forno. Timpana: pasticcio di maccheroni con carne, cipolla, sugo, uova e formaggio. Tal Fenec: tortino con carne, piselli, pomodori e spezie 
Dolci
anche la tradizione dolciaria risente delle influenze siculo-moresche
  • Kannoli: pasta croccante ripiena di ricotta dolce, canditi e pezzi di cioccolato (simili ai cannoli siciliani.
  • Qaghaq Ta’L-Ghasel: ciambelle farcite con cacao, zucchero e ricoperte di miele.
  • Imqaret: dolcetti, dalla forma diagonale, fritti ed imbottiti di datteri, da mangiare ancora caldi.
  • Helwa tat Tork, composto di zucchero e mandorle da servire dopo il caffè.

Birra e Vino

Tutto annaffiato da birra (Cisk) e/o vini locali. Oltre ai vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Grenache, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Carignan, Chenin Blanc e Moscato) esistono vigneti locali come Gellewza e Ghirghentina a bacca rossa, vini di corposità e aromi diversi.

Piatto tipico maltese formato da: salsiccia, olive sotto sale, pomodori soleggiati, capperi, formaggio tipico, pane e grissini tipici, tutto tipico.... e inoltre... la Bigilla, la coppetta piu' a destra formata da crema di piselli e aglio mi pare. Bevande: Miranda! (l'equivalente della Fanta... liofilizzata) e Birra Cisk (bionda leggera, sciacquata!)

Piatto tipico maltese formato da: salsiccia, olive sotto sale, pomodori soleggiati, capperi, formaggio tipico, pane e grissini tipici, tutto tipico…. e inoltre… la Bigilla, la coppetta piu’ a destra formata da crema di piselli e aglio mi pare. Bevande: Miranda! (l’equivalente della Fanta… liofilizzata) e Birra Cisk (bionda leggera, sciacquata!)

 

Menù Comunione Daniele

Menù per la Comunione di Daniele

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Menù

Aperitivo del Parco

Antipasti
Speck della Valtellina
Insalatine miste
Crostini caldi

Primi
Consommé di Passatelli
Tortelloni alla crema di asparagi
Strozzapreti al pasticcio

Secondi
Scaloppine al profumo di Porcini
Coniglio in porchetta
Anatra all’arancia

Contorni
Patate al rosmarino
Pomodori e Melanzane al forno

Dessert
Prugne al maraschino
Torta

Vini, Spumante,
Caffè, Amari

Bomboniere a punto croce

Minestra Passatelli ArtusiScaloppine con champignon in salsa di nociLa ricetta per il coniglio in porchettaAnatra all'arancia

 

 

 

 

Bomboniere Punto Croce Comunione DanieleBomboniere e ConfettiFestoni delicati per la tavola della festaMenù per Prima Comunione o Cresima

 

 

 

 

Pranzo casa Comunione CresimaUncinetto: Cestini e Cuori come bomboniere Profumo di fiori di lavanda, profumo di CupcakesGalateo Festa di bambini

 

Menù Comunione Daniele
La comunione è nel suo significato originario e fondante l’armonia che c’è tra due o più persone. La parola viene dal latino communio, che corrisponde al greco koinonìa. La comunione è, nella Chiesa Cattolica, un’istituzione sacramentale-giuridica. La natura sacramentale si vede nella partecipazione del fedele all’Eucarestia (lo scomunicato perde questo diritto) e nelle lettere di comunione, documenti che provano l’appartenenza alla Chiesa di un credente proveniente da un’altra diocesi. La natura giuridica si coglie nel fatto che è un’autorità a stabilire chi è scomunicato o chi non lo è e ad emanare le lettere di comunione Wikipedia