Gnocchetti di spinaci con speck e formaggio di malga

Gnocchetti di spinaci conditi con speck e formaggio di malga

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 Ingredienti e dosi per 4 persone

400 gr. di gnocchetti agli spinaci, 120 gr. di speck a cubetti (speck in würfel), 3 o 4 cipollotti bianchi freschi, 100 gr. di formaggio di malga (o di alpeggio), una manciata di pane croccante di segale (Schüttelbrot), 30 gr. di burro (o 2 cucchiai di olio), sale e pepe.

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Preparazione

Preparate gli gnocchi (la ricetta) e lessateli in abbondante acqua salata, saranno cotti quando verranno a galla.
Nel frattempo tagliate a rondelle i cipollotti freschi (usate anche la parte verde); sbriciolate lo speck, il formaggio di malga ed il pane croccante di segale.

In una padella capiente, unta di burro (o di olio), fate rosolare lo speck sbriciolato e unite le rondelle di cipolla. Mescolate, e quando la cipollina sarà imbiondita regolate di sale e di pepe e togliete dal fuoco, ma tenete in caldo.
Con un cucchiaio forato raccogliete gli gnocchi, ormai lessati e venuti a galla, e versateli nella padella con lo speck; mescolate delicatamente. Servite ogni porzione condita con il formaggio di malga sbricolato, il pane croccante di segale sbriciolato e  le rondelle di cipollotti freschi.

Ecco pronti i Gnocchetti di spinaci conditi con speck e formaggio di malga

Vino

Alto Adige Pinot nero, Pinot grigio dell’Alto Adige, Südtiroler Lagrein Dunkel (Alto Adige Lagrein scuro).

Paccheri con speck e radicchio rosso

I classici. Pasta secca, Paccheri con speck e radicchio rosso di Chioggia

Nella foto il piatto è decorato da un nodo di spaghetti

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Il Radicchio Rosso è una varietà di cicoria, caratterizzatoa da un colore rosso scuro intenso e striature bianche. Ha una consistenza croccante ed un inconfondibile gusto delicatamente amarognolo.. Viene coltivato in campo aperto e dopo l’estate, i cespi vengono legati per proseguire la maturazione e l’imbianchimento forzato.

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Paccheri con speck e radicchio rosso di Chioggia

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Questo ottimo condimento dal leggero gusto di affumicato, dovuto allo speck che si “sposa” benissimo con il radicchio, è qui presentato con paccheri  (formato che io prediligo, fra i maccheroni) ma è ugualmente perfetto con quasi tutti i maccheroni (meglio se rigati: raccolgono meglio il sugo) ed è eccellente con tagliatelle larghe tipo “pappardelle”, di sfoglia un po’ grossa e ruvida. Quindi scegliete voi il formato di pasta che più vi aggrada. Anche questa ricetta fa parte delle ricette “facili”, cioè quelle che richiedono non più di mezz’ora di preparazione. Nonostante la sua semplicità otterrà molti consensi. Fonte: eventi-bologna.it

Ingredienti e dosi per 4 persone

450 gr. di paccheri (o maccheroni rigati o tagliatelle larghe),1 radicchio rosso di Chioggia da circa 300 gr. (se non trovate il “Chioggia” scegliete un altro radicchio rosso dolce, per esempio il “Veronese”, ma non il pregiato “Trevigiano” che qui non è molto indicato per il sapore marcatamente amarognolo), 120 gr. di speck in un’unica fetta, 4 cipollotti freschi (quelli che si vendono in mazzetti), olio extravergine, parmigiano grattugiato q.b.

Preparazione

Pulite e lavate il radicchio, affettatelo a striscie larghe circa 2 cm. (non di più) e mettetelo a scolare nel colapasta. Pulite i cipollotti, affettateli finemente e fateli appassire con olio extravergine in una padella antiaderente, a fuoco basso. Prendete la fetta di speck e affettatela a striscie sottili. Unite lo speck ai cipollotti e, dopo 2 o 3 minuti, versate nella padella anche il radicchio affettato.

Fate cuocere a fiamma media per circa 1/4 d’ora, e comunque fino a quando il radicchio sarà completamente appassito; se il sugo si asciuga troppo aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda. Intanto avrete provveduto a portare a bollore l’acqua e a cuocere la pasta al dente. Scolate la pasta e versatela nella padella, alzate un po’ la fiamma, aggiungete un filo d’olio e fatela saltare rimescolando bene per incorporare il sugo.

Spolverate con parmigiano grattugiato e portate in tavola.

Paccheri con speck e radicchio rosso
Zuppa di cereali e fagioli con speck

Zuppa di cereali e fagioli con speck

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 Ingredienti per 4 persone

360 gr. di cereali misti (orzo perlato, farro, miglio) e fagioli secchi¹, 50 gr. di speck, 50 gr. di lardo di Colonnata, sale e pepe, 1 spicchio d’aglio, olio evo, alloro, rosmarino, parmigiano grattugiato, brodo vegetale.

 Preparazione

Preparate il brodo vegetale. Ammollate i fagioli secchi in acqua fredda, con un pizzico di bicarbonato, per 8-12 ore. Eliminate l’acqua, risciacquate e sgocciolate. Immergeteli nel brodo di verdure in un tegame possibilmente di coccio ed aggiungete il rosmarino, l’alloro e, durante la cottura, mantenete la zuppa coperta dal liquido. Portate ad ebollizione e cuocete per circa 60 minuti a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto. Salate, pepate e lasciate intiepidire. Raccogliete una parte di fagioli e passateli al mixer per farli diventare una crema che servirà per addensare la zuppa.
Lavate bene i cereali con un po’ di bicarbonato, quindi passateli sotto l’acqua corrente. Versateli in un tegame di coccio con brodo vegetale e fateli cuocere per 40 minuti circa.

fagioli

Tagliate a dadini il lardo e lo speck e in un’altro tegame di coccio, a bordi alti, rosolate il lardo finchè diventerà croccante rilasciando l’olio; aggiungete poi lo speck e mescolate. Con l’aiuto di un mestolo versate nel tegame i cereali e i fagioli. Amalgamate il tutto, regolate di sale e di pepe e fate insaporire per qualche minuto, sempre mescolando, su fuoco dolce. Spegnete la fiamma e lasciate riposare. Servite con una spolverata di parmigiano grattugiato e striscioline sottili di speck distribuite sulla zuppa (cosa che io ho dimeticato di fare per le foto!).

fagioli cereali

  • ¹500 gr. di cereali e fagioli secchi equivalgono a circa un kg di prodotto cotto.
  • I cereali si prestano alla preparazione di piatti ricchi e complessi, come certe zuppe, così come a pietanze più semplici nel caso siano serviti come contorni.

Vino

“(..) I cereali si prestano alla preparazione di piatti ricchi e complessi, come certe zuppe, così come a pietanze più semplici nel caso siano serviti come contorni. I cereali – consumati semplicemente lessati – a causa dell’alto contenuto di amido, hanno un gusto tendenzialmente dolce. Questa qualità organolettica consiglierebbe l’uso di vini bianchi o rosati, ma anche di vini frizzanti o spumanti. Questa scelta è generalmente appropriata, tuttavia è opportuno ricordare che i cereali sono raramente consumati dopo averli semplicemente lessati e senza l’aggiunta di altri ingredienti. La forma più semplice di consumo – da valutare comunque attentamente – è appresentata dalle insalate, dove i cereali lessati e scolati costituiscono l’ingrediente principale e ai quali si aggiungono, in quantità decisamente minore, altri ingredienti. In questo caso specifico risulta appropriato l’abbinamento con un vino bianco fresco e giovane, così come uno spumante prodotto con il metodo Charmat.
L’abbinamento diventa più complicato nel caso di zuppe e minestre, poiché – in termini generali – queste pietanze sono più ricche e strutturate, in particolare per la ricchezza degli ingredienti utilizzati nella preparazione. Nelle zuppe – oltre ai cereali – si possono infatti aggiungere i più disparati ingredienti, come carne, pesce, funghi e verdure: fattori che saranno attentamente valutati e che determineranno l’abbinamento. Nelle zuppe è inoltre bene considerare la presenza di pomodoro che – con il suo gusto tendenzialmente acido – richiederà l’abbinamento con un vino bianco strutturato e morbido, oppure un rosato di corpo, così come un vino rosso di medio corpo. Le zuppe e le minestre senza pomodoro possono essere abbinate con vini bianchi e rosati, così come spumanti, anche metodo classico. Una gustosa pietanza preparata con la farina di mais – sia bianca, sia gialla – è la polenta. Tipica delle regioni dell’Italia settentrionale, la polenta è solitamente accompagnata a condimenti e salse piuttosto ricche, complesse e succulente, tipicamente a base di carne brasata, sovente anche la selvaggina. La polenta – un piatto che può essere considerato anche robusto in funzione del condimento – si abbina molto bene a vini rossi di grande corpo, la cui astringenza sarà utile a bilanciare l’elevata succulenza provocata dai condimenti.(..)” da DiWINETaste – cultura ed informazione enologica

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 Zuppa di cereali e fagioli con speck
Crostata "accartocciata" di porri

Crostata “accartocciata” di porri

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Il porro è un ortaggio. La parte edule è rappresentata dalla parte basale delle foglie (la parte bianca), mentre viene comunemente scartata la parte apicale verde delle stesse. La varietà Allium ampeloprasum var. kurrat chiamato comunemente kurrat è coltivata in Egitto e Medio Oriente. Viene largamente utilizzato nella cucina araba e maghrebina principalmente per le foglie.
Nella medicina tradizionale cinese e in macrobiotica il porro è considerato un alimento riscaldante. Il porro ha proprietà diuretiche e disintossicanti.
Ingredienti per 4 persone

1 rotolo di pasta sfoglia, 8 porri, 200 gr. di ricotta di capra, 200 gr. di caciotta morbida, 1 fetta di prosciutto crudo tagliata a dadini, 100 gr. di speck a striscioline, il tuorlo di un uovo, sale e pepe, olio.  

Preparazione

Soffriggere nell’olio il grasso del prosciutto e dello speck. Aggiungere i porri tagliati a rondelle ed imbiondire, versare un po’ di vino bianco secco. Stendere la pasta sfoglia su un foglio di carta da forno.

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Foderare una teglia con la pasta sfoglia. Stendervi sopra (fino ai bordi) la caciotta a pezzi, uno strato di porri, i dadini di prosciutto, la ricotta a tocchi e finire con lo speck. Risvoltare il bordo esterno della pasta sfoglia.

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Lasciare scoperto il centro del “cartoccio”. Pennellare con il tuorlo dell’uovo. Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 20-25 minuti o fino a quando la superficie del tortino sarà ben dorata. Lasciare riposare nella teglia. Servire sia caldo che freddo 

Vino

Pinot bianco, Trebbiano di Romagna, Nosiola del Trentino, Scavigna Rosato di Calabria

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 Crostata “accartocciata” di porri
Riso Long & Wild con misto benessere, patate e speck

Riso Long & Wild con misto benessere, patate e speck

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Ingredienti per 4 persone

360 gr. di riso Long and Wild, misto benesse (cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, cavolo romanesco), 1 cipolla o cipollotto, 1 patata, 50 gr. di speck, grasso di speck a dadini, formaggio tipo Asiago a tocchetti, 50 gr. di parmigiano a scaglie, latte q.b., burro, sale.

Preparazione

In una padella capiente fate imbiondire, nel burro, la cipolla affettata sottile  e sciogliete i dadini di grasso dello speck,  Unite, quindi, la patata tagliata dadi e mescolate. Bagnate con latte e acqua e portate a cottura.

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Nel frattempo cuocete il misto benessere in acqua bollente salata, scolate ma non buttate l’acqua. Unite il misto benessere al sugo di cipolla e patata, mescolate e regolate il sale.
Cuocete il riso nell’acqua di cottura del cavoli, quindi scolate il riso ed unitelo al resto. Mettete su fiamma bassa la padella e condite con il formaggio; lasciate riposare qualche ninuto prima di servire.

  • Il Riso Long & Wild è composto da riso Patna Parboiled Indonesiano o Thaibonnet Parboliled (chicchi lunghi e dal colore bianco latte) e riso Selvatico Nero del Nord America (Zizania palustris, dal chicco molto lungo e di colore scuro). Il Long & Wild è un riso profumato che tiene la cottura perfettamente ed è saporito anche senza condimenti.
Vino

I consigli di ropa55 Cookaround Administrator:
Hummmm c’è una bella commistione di sapori complicatino come piatto fammici pensare su si che la base è riso profumato e nero ma poi ci son salumi e formaggi verdure come il cavolo abbastanza aromatiche io propenderei per un rosso di corpo non troppo pesante e giustamente tannico e molto profumato oppure a pensarci un Lagrein rosato dovrebbe salvare capra e cavoli però sinceramente dovrei assaggiare il piatto.

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Cavolini di Bruxelles gratinati con speck e gorgonzola

Cavolini di Bruxelles gratinati con speck e gorgonzola

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Questa ricetta è una mia variante della zuppa tipica del Belgio

Ingredienti

350 gr. di cavolini, 100 gr. di gorgonzola, 50 gr. di burro, 50 gr. di farina, 5 dl. di latte, speck, aglio, salsa besciamella, sale e pepe.

Preparazione

Al momento dell’acquisto controllate che i cavolini siano compatti e di un bel verde brillante. Pulite i cavolini, togliendo le foglioline esterne avvizzite e tagliate la parte terminale del torsolo. Incideteli alla base con un coltellino appuntito praticando un taglio incrociato, così diverrà tenero anche il torsolo. Teneteli a bagno per qualche minuto in acqua acidulata con aceto, poi lavateli, aprendo leggermente le foglie.

In una pentola portate a bollore abbondante acqua salata, quindi immergete i cavolini e lessateli per 15 minuti.

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Preparare la salsa besciamella:
Sciogliete il burro, unite la farina e lasciate dorare. Aggiungete il latte freddo e cuocete per circa 10 minuti. Fate fondere il gorgonzola con un po’ di latte ed aggiungetelo alla besciamella. Versate la crema ottenuta sui cavolini già lessati e saltati nel burro con speck e aglio; salate e pepate a piacere.

Infornate per 5 minuti circa a 200 gradi in forno già caldo.

 Vino
Cavolini di Bruxelles gratinati con speck e gorgonzola

 

Pastasciutta cotta nel latte con sugo di piselli, speck e pecorino

Pastasciutta cotta nel latte con sugo di piselli, speck e pecorino

Ingredienti per 4 persone

Per cuocere la pasta: Abbondante acqua, latte e sale.

Per il sugo
350 gr di pasta all’uovo (reginette, tagliatelle), 500 gr. di piselli medi freschi (possibilmente appena raccolti e sgranati), 100 gr di pancetta, 50 gr. di speck, pecorino sardo a scagliette, qualche pomodorino ciliegino, mezza cipolla, olio (o meglio strutto), vino bianco secco, pepe, sale.

Preparazione

Nella pentola (che servirà per cuocere la pasta) lessare i piselli in acqua e latte. Con un  cucchiaio forato raccogliere i piselli lessati al dente. Non buttare l’acqua.

Preparare il sugo
In una capiente padella (saltapasta) rosolare nell’olio (o strutto) la pancetta e lo speck tagliati a dadini. Unire la cipolla tagliata a fettine e farla rosolare.
Sfumare con vino bianco secco. Aggiungere i pomodorini spezzettati, farli insaporire ed unire i piselli lessati.

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Mescolare delicatamente e aggiustare di sale e pepe. Aggiungere acqua nella pentola dove sono stati lessati i piselli, salare e portare a bollore: cuocere la pasta al dente. Scolare tenendo da parte un poco di acqua di cottura da aggiungere al sugo nel caso fosse troppo denso.

Versare la pasta nel sugo e mescolare delicatamente. Cospargere di scaglie di pecorino e servire.

Leggi anche

A seconda delle varietà e del grado di maturazione, i piselli sono classificati in modo diverso.

  • Finissimi: I primi, più pregiati, provenienti dalle varietà precoci. Sono particolarmente consigliati per contorni e da mangiare crudi.
  • Fini : Ottimi per arricchire i primi piatti, soprattutto i risotti, e i ripieni. Sono i più adatti alla congelazione domestica.
  • Medi: Al punto massimo di maturazione, sono un po’ più duri e farinosi. Sono indicati soprattutto per i passati e nelle frittate.
pasta latte piselli Pastasciutta cotta nel latte con sugo di piselli, speck e pecorino


Faraona con polenta bianca e porcini speck

Faraona in tegame con polenta bianca e intingolo di porcini allo speck

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La gallina faraona è originaria della Numidia (Africa) ed era molto apprezzata sulle mense degli antichi Faraoni. Il nome latino è Nimida Meleagris e deriva dal luogo di origine e da una leggenda che narra che alla morte di Meleagro, re di Calidone, le sue sorelle lo piansero tanto che la dea Diana, impietosita, per togliere loro la memoria della disgrazia, le trasformò appunto in galline faraone.
Venendo a discorsi più pratici…, si può dire che la gallina faraona è più costosa, ma più “elegante”, e ha carne più saporita del pollo di allevamento, per cui è bene non cucinarla appena uccisa, ma lasciarla frollare per 4-5 giorni in inverno e per 2 giiorni in estate. La carne ha un sapore simile a quello del fagiano e può essere cucinata in salmì, alla griglia, arrosto e in casseruola. Per la preparazione la faraona va spennata, svuotata e passata alla fiamma come una comune gallina o pollo; nei negozi si trova in vendita già spennata e si può chiedere di svuotarla e di eliminare testa, collo e zampe
 
Ingredienti per 4-5 persone

1 faraona di 2 kg. circa pronta per la cottura (peso lordo kg. 2.500), aglio, sale, romarino, 4-5 pomodorini Piccadilly.
 
Per l’intingolo:
500-600 gr. di funghi porcini freschi, 100 gr. di speck a cubetti, 1 cipolla tritata fine, pezzemolo.

Per la polenta bianca¹:
Farina, acqua sale. Calcolate per ogni litro d’acqua: 300 gr. di farina per una polenta soda, 250 gr. per una polenta di media consistenza e 200 gr. per una polenta molto tenera.

 Preparazione

Cottura della faraona:
spennatela, svuotatela, passatela alla fiamma, lavatela ed asciugatela. Tagliatela a pezzi e mettetela in tegame, su fiamma moderata, a rosolare nel suo grasso (solitamente questa gallina ha abbastanza grasso) con aglio e rosmarino. Giratela spesso per 8-10 minuti o finchè sarà dorata. Scolate dalla casseruola l’olio in cui avete rosolato la faraona o cambiate tegame. Unite i pomodorini, 1 bicchiere di brodo caldo, salate e portate a bollore. Coprite, riducete la fiamma e, girando qualche volta la faraona, cuocete a fuoco dolce per 1 ora o finchè, pungendo a fondo una coscia nel punto di maggiore spessore con la lama di un coltello, la sentirete tenera. se durante la cottura il sugo si asciugasse troppo allungatelo con poco brodo.

  1. Frollatura e marinatura della selvaggina prima della cottura
  2. Come preparare la selvaggina da piuma (o da penna)

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Cottura dei funghi
Con un coltellino pelate via la parte terrosa all’estremità inferiore dei gambi, prendendo insieme quanta meno polpa è possibile. Mondate anche le parti sciupate. Lavateli velocemente sotto acqua fredda corrente, strofinandoli con uno spazzolino morbido, Asciugateli immediatamente con cura. Rosolate i cubetti di speck, aggiungete la cipolla e fatela soffriggere. Unite i pezzetti di funghi, il prezzemolo. Mescolate delicatamente e portate a cottura. Servite la faraona con i porcini e la polenta.

 Vino

Merlot (Veneto), Pinot nero (Alto Adige), Sangiovese di Romagna

  • ¹Differenza tra polenta gialla e polenta bianca.
    Nelle cucine del Veneto (soprattutto nelle province di Venezia, di Treviso e di Padova) quasi quotidianamente fino a poche decine d’anni fa si celebrava il rituale della preparazione della Polenta, dove per Polenta si intendeva esclusivamente la Polenta Bianca. E’ questo uno dei misteri gastronomici che non hanno ancora trovato una risposta, infatti in tutta Italia e anche in parte del Veneto, quando si dice Polenta non è neanche necessario specificare se Gialla o Bianca, data la predominanza della prima. Uno dei suoi tipici accostamenti, come vogliono le tradizioni della mia famiglia, è quello con il Baccalà in umido o con quello bianco (prossimamente…)! Il cuciniere.blogspot.com.
Faraona   con polenta
Faraona con polenta bianca e porcini speck
Polpettine ricottine ai funghi con speck

Polpettine ricottine ai funghi con speck

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Ingredienti e dosi per 4 persone

500 gr. di ricotta, 200 gr. di funghi porcini freschi, 100 gr. di funghi secchi, 160 gr. di speck, 1 cipolla (o 4 scalogni), 4 tuorli, 2 uova intere, olio evo, 50 gr. di burro, 100 gr. di parmigiano grattugiato, 150 gr. di pane grattugiato, 100 gr. di farina, erba cipollina, sale e pepe

Preparazione

 

Ammollate in acqua calda  i funghi secchi per 30 minuti,poi scolateli, strizzateli e tritateli fini: Non gettate l’acqua perchè servirà per cuocere le polpettine. Mettete i funghi ammollati e tritati in una padella con poco olio, la cipolla tritata, il sale, il pepe e fateli saltare.

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Con un coltellino pelate via la parte terrosa all’estremità inferiore dei gambi dei porcini freschi, prendendo insieme quanta meno polpa è possibile. Mondate anche le parti sciupate. Lavateli velocemente sotto acqua fredda corrente, strofinandoli con uno spazzolino morbido, Asciugateli immediatamente con cura. Tagliateli a pezzetti e aggiungete il sale ed il pepe e fateli saltare in una padella con il burro.
In un’altra padella  con poco olio fate rosolare lo speck a dadini piccoli.
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In una ciotola mescolate e lavorate bene la ricotta, il pangrattato, le uova, il parmigiano ed i funghi ammollati, salate e pepate: l’impasto dovrà essere omogeneo.
Bagnatevi le mani e formate delle polpettine della grandezza di una noce o poco più, facendo rotolare velocemente le polpettine su un piano infarinato.
Portate a bollore l’acqua dei funghi secchi, insaporitela e versatre le polpettine. Cuocete per circa 2–3 minuti, quindi scolatele e fatele saltare nella padella con i porcini.
Versate sul piatto da portata e guarnite con lo speck e l’erba cipollina tritata al momento.
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Vino
Teroldego Rotaliano DOC (Trentino), Sangiovese (Romagna ), Nebbiolo (Piemonte).
 
Ringrazio asa che ha testato e variato la ricetta: “….questi gnocchetti sono una meraviglia allora io ho fatto mezza dose di tutto con due eccezioni: ho messo un solo uovo e 20g di mandorle tritate finissime + 30g parmigiano (invece che 50g di parmigiano solo) buonissssimi! io nn avevo porcini, e ho fatto misto funghi congelati, ottimi lo stesso!!! consistenza perfetta anche con un uovo solo anzi, forse con 3 sarebbe stato troppo liquido x i miei gusti! ecco le foto. ah ne sono venuti 16, di dimensioni.. forse un ninin + grandi delle noci

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 Polpettine ricottine ai funghi con speck
Gespickte Würste, Salsicce rivestite

Gespickte Würste, Salsicce rivestite

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Il würstel (dal diminutivo della parola tedesca Wurst, “insaccato”, secondo i dialetti tedeschi meridionali, laddove il termine in tedesco standard, hochdeutsch, suonerebbe Würstchen), chiamato erroneamente in Italia anche salsiccia, è una specie di insaccato preparato con carni tritate bovine e suine, tipico della Germania e dell’Austria e, in Italia, del Trentino e dell’Alto Adige. Da alcuni anni sono commercializzati anche würstel prodotti con carne di pollo e di tacchino, pubblicizzati come prodotti più leggeri rispetto a quelli di suino e molto apprezzati dal mercato mediorientale (o dagli immigrati musulmani all’estero).
Il würstel più diffuso in Italia corrisponde generalmente al Wiener o Wiener Würstchen (letteralmente “salsicciotto di Vienna” o “viennese”) reperibile in Germania. Lo stesso prodotto in Svizzera è chiamato Wienerli e in Austria Frankfurter (Würstel), letteralmente “salsicciotto di Francoforte”, sebbene in origine i due tipi (Wiener e Frankfurter) non fossero identici: il primo conteneva sia carne suina che bovina, era più corto e veniva servito appaiato a un altro, il secondo conteneva solo carne suina, era più lungo e veniva servito da solo. Alcune aziende del settore hanno cominciato a produrre anche in Italia würstel simili a quelli venduti in Germania, commercializzandoli come “würstel tipici
Ingredienti

Würstel o salsicce, fette sottili di speck, striscioline sottili di sottiletta, senape.

  Preparazione

Tagliare i würstel (o le salsicce) per la lunghezza lasciando unite le due parti. Riempire l’interno dei wurstel con striscioline sottilissime di sottiletta (in cottura non deve fuoriuscire) e la senape. Una volta riempiti tutti i wurstel, avvolgere ognuno con una sottile fetta di speck. Passare i würstel in forno finchè lo speck risulterà croccante.

 “So schmeckt’s besser” Heimeran Verlag 1970
1708347913Gespickte Würste, Salsicce rivestite