Pasta lievitata: Il Babà dolce tipico della pasticcieria napoletana

I classici. Pasta lievitata: Il Babà dolce tipico della pasticcieria napoletana

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L’invenzione di questa delizia si deve a Stanislao Leszczinski, re di Polonia dal 1704 al 1735, suocero di Luigi XV di Francia e duca di Lorena. Amante dei dolci e del rhum il re, durante il soggiorno a Luneville in Lorena, quando il maggiordomo gli servì l’ennesima fetta di Kugelhupf (dolce a forma di ciambella un po’ insipido e tipico della zona), prese il piatto e lo scaraventò lontano. Il piatto terminò la sua corsa contro una bottiglia di rhum che si rovesciò e il liquido fuoriuscito inzuppò la porzione di Kugelhupf. Il dolce assunse un meraviglioso colore ambrato ed un inebriante profumo si sparse per tutta la sala da pranzo. Re Stanislao lo volle assaggiare e ne rimase più che entusiasta e pensò di dedicare la “sua creazione” ad Alì Babà protagonista di uno dei racconti de “Le Mille e una notte“, libro che amava leggere. In breve tempo il nuovo dolce dalla Lorena giunse a Parigi e da qui arrivò a Napoli (dove assunse la caratteristica forma a fungo) grazie ai pasticceri che prestavano servizio presso i nobili napoletani.

 

Pasta lievitata: Il Babà dolce tipico della pasticcieria napoletana Pasta lievitata: Il Babà dolce tipico della pasticcieria napoletana Pasta lievitata: Il Babà dolce tipico della pasticcieria napoletana.
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I Vari tipi di babà
  • Babà tradizionale a forma di fungo, inzuppato di rum e di dimensioni variabili da 5 a 15 cm.
  • Torta babà a forma di ciambella, farcito al centro con panna o crema pasticcera e frutta sciroppata; si serve a fette.
  • Babà con la crema, di forma tondeggiante, dalle dimensioni di una pasta o di una torta e farcito con crema pasticcera e amarene o frutta in macedonia.

Il Babà, dolce tipico della pasticcieria napoletana

Ingredienti:

220 g di farina manitoba, 12 g di lievito di birra, 3 uova,  230 g di zucchero, la scorza di 1 limone non trattato, 500 ml di acqua, 70 g di burro, sale q.b.

Strumenti necessari:
Impastatrice dotata di frusta a gancio – Sbattitore con fruste a gancio – Stampini

Preparazione:

Preparate il “lievitino” mescolando il lievito di birra con 1 cucchiaio d’acqua, un cucchiaino di zucchero e 25 grammi di farina. Lasciate lievitare finché il volume non sarà raddoppiato. Nel frattempo cominciate a preparare la bagna facendo bollire 450 grammi d’acqua, 200 di zucchero e la buccia di limone. Una volta ottenuto questo sciroppo – e dopo aver atteso che si sia raffreddato – potete aggiungere del rum nella quantità a voi più gradita.

Quando il lievito sarà pronto, travasatelo in una terrina e aggiungetevi 200 grammi di farina Manitoba, un cucchiaio di zucchero e 3 uova, amalgamate il tutto e aggiungete 70 grammi di burro, un po’ di sale e lavorate l’impasto con uno sbattitore con fruste per 30 minuti circa a velocità media. A questo punto coprite la ciotola con un panno e fatela riposare in un luogo asciutto finché non avrà raddoppiato il suo volume.
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L’impasto per il babà va preparato in questo modo, prima di essere messo nello stampo, (da budino o da babà fa lo stesso): prendete in mano la pasta necessaria e spingete la parte bassa di questa con le dita delle due mani nella parte inferiore, mentre i due pollici tirano la parte alta della pasta.

Ripetete il movimento tre o quattro volte. Mettete l’impasto negli stampini fino a circa un terzo e lasciate riposare finché non sarà lievitato fino all’orlo, superandolo di poco con una leggera bombatura.

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Annabella 1978
 Pasta lievitata: Il Babà dolce tipico della pasticcieria napoletana
Foto
Wikimedia Commons
Di Romain Behar (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Ciambella bicolore al cacao

Ciambella bicolore, un classico profumato al cacao

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Come preparare la ciambella bicolore

Ingredienti e dosi per 8 persone

50 g di amido di mais, ½ bustina di lievito per dolci, 175 g di zucchero, 4 uova, 2 cucchiai di cacao in polvere, 250 g di farina 00, 2 cucchiai di cacao amaro in polvere, 1 bicchierino di Rhum, 150 g di burro.

Preparazione
Setacciate la farina e l’amido assieme al lievito in una ciotola, aggiungete lo zucchero, il burro ammorbidito e le uova. Mescolate per qualche minuto per amalgamare bene gli ingredienti tra loro. Versate metà del composto ottenuto in un’altra ciotola e aggiungete il cacao prima stemperato in 3 cucchiai di acqua calda; mescolate bene con un cucchiaio. Aggiungete nell’altra ciotola (quella senza cacao) il bicchierino di rum e amalgamate bene.
Foderate una teglia per ciambelle con carta forno imburrata. Mettete l’impasto a cucchiaiate nella teglia, alternando un cucchiaio di quello chiaro a uno di quello al cacao. Livellate la superficie con il dorso di un cucchiaio inumidito in acqua.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 50 minuti circa.
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Accorgimenti
Per verificare la cottura della torta, infilzatela con uno stuzzicadenti: se esce asciutto, la torta è pronta!
Idee e varianti
Potete sostituire il rum con l’aroma di vaniglia.
Per una ciambella bicolore più ricca, potete incorporare all’impasto nocciole, mandorle o noci tritate.
Con questa ciambella farcita con Crema Chantilly e abbellita con Lingue di gatto potete ottenere la deliziosa Torta marmorizzata con crema Chantilly

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torta marmorizzata crema Chantilly
Ciambella bicolore al cacao

 

Torta paesana è una torta dolce di pane

La Torta paesana è una torta dolce di pane

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Per le ricette dedicate al riciclo degli avanzi, niente di meglio che questa torta povera, ma golosissima. È una torta di origine popolare, che troviamo un po’ dovunque, con vari nomi (Torta di Canegrate, Torta del Michelaccio, Paciarella, Torta nera) anche se, pare, arrivi dalla tradizione contadina della Lombardia (Canegrate è una cittadina in provincia di Milano).
In tutte le cucine povere, il pane è un ingrediente molto presente: pane come antipasto, pane come minestra, pane come dolce, bruschette all’aglio e olio, crostini con fegatini
Nel Rinascimento, alla corte di Lorenzo de’ Medici in Toscana, arrivò il pane azzimo (pane senza lievito) servito come base a pietanze di carne e di pesce ricche di spezie ed aromi. Le fette di pane venivano poi date al popolo che le usavano per la Minestra di pane  e la Ribollita con cavolo nero.

La mia torta paesana

 Ingredienti e dosi per 4 persone

200 gr. di pane raffermo, 100 gr. di cacao amaro in polvere, 1 litro di latte, 100 gr. di amaretti, 150 gr. di zucchero, 2 uova, 100 gr. di pinoli, 80 gr. di uvetta.
A gli ingredienti per la torta paesana, che ho trovato sul web, io ho aggiunto:
50 gr. di noci sgusciate e spezzettate, 70 gr. di canditi misti a tocchetti, ½ bicchiere scarso di rum e zucchero da cospargere sulla superficie prima di infornare il dolce.

Preparazione

Spezzettate il pane raffermo e mettetelo a bagno in una ciotola con il latte, dove resterà fino a diventare molle. Mettete in ammollo anche l’uvetta in una ciotolina con dell’acqua.

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Nel frattempo sbriciolate gli amaretti, servendovi del mixer se preferite. In una terrina, uniteli alle uova, al cacao, allo zucchero e ai pinoli, di cui ne terrete da parte una manciata per la decorazione. Strizzate l’uvetta e aggiungetela all’impasto (con le noci, i canditi ed il rum). Versate infine il composto di pane e latte e mescolate bene.

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Versate l’impasto in uno stampo foderato di carta da forno (cospargete di zucchero la superficie del dolce, così in cottura si formerà una golosa crosticina), cuocete in forno caldo a 180°C per 60 minuti circa. Una volta sfornata la torta cospargetela con la manciata di pinoli che avevate tenuto da parte.

 Accorgimenti:

Prima di aggiungere all’impasto il composto di pane raffermo e latte, assicuratevi che tutti i pezzetti di pane abbiano assorbito bene il liquido e non ve ne siano di asciutti. Se necessario aggiungete un po’ di latte in più.

 Idee e varianti:
  • L’ uvetta può essere ammollata anche in pochi cucchiai di liquore, come il rum, che potrete decidere di aggiungere all’impasto per renderlo un po’ più profumato.
  • Potete non mettere il cacao in ricetta e, poi, servire le porzioni arricchite con salsa di cioccolato
Vino
Albana amabile di Romagna, Vin Santo (Toscana), Elba Spumante (Toscana), Moscato (Piemonte – Lombardia), Moscato Passito di Pantelleria, Marsala soleras (Sicilia).
In alternativa al vino, data la presenza del rum per la preparazione della torta, non sarebbe male far seguire: un bicchierino di rum per gli adulti, ed un bicchiere di latte con una spolverata di cacao, in superficie, per i bimbi.
torta paesana pane
.Torta paesana è una torta dolce di pane
Frittelle di mele alla maniera di Petronilla

Frittelle di mele alla maniera di Petronilla

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-Inverno-

Se appartenete anche voi a quella fitta schiera di mamme che, seguendo certi precetti dell’igiene, non voglio caricare con troppa carne gli stomachi dei loro ragazzi, e se volestequindi, qualche volta, preparare per la cena un piatto vegetale, spiccio a fare, di poca spesa, e molto appetitoso… ricordate che questa è la stagione delle grosse mele, e che, con le mele, si fanno (credo da secoli) certe squisitissime frittelle. Sono appunto queste che oggi ho pensato di indicare a quella… mosca bianca che non le abbia mai mangiate; di insegnarle a quella che non le sappia fare; e di ricordarle, infine, a quella che… di queste frittelle si sia da un po’ di tempo scordata.
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Comperate un chilo di grosse mele; di quelle che costano poco e che hanno la buccia qua molto rossa e là piuttosto verde. Togliete ad ognuna, con ogni cura, la sottile buccia. Se possedete l’apposito istrumento, strappate a tutte il torsolo, se non lo possedete, risparmiate la superflua spesa. Tagliate ogni mela sbucciata in tante fette trasversali, rotonde, alte circa mezzo centimetro e con il coltellino appuntito togliete quel po’ di torsolo che, per la mancanza di quel tale istrumento, sarà ancora nel centro d’ogni fetta. Disponete queste, a strati, in una insalatiera e, di mano in mano, spolverate ognuna di zucchero e sopra ognuna sgocciolate qualche goccia di rhum; o di cognac; o, più economicamente, di Marsala o di Rodi; o di semplice vino bianco.

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Coprite l’insaltiera con un piatto; e fate riposare 2 ore, affinchè le mele si imbevano per bene dello zucchero e dell’alcool. Mezz’ora prima di cena, sbattete in una insalatiera, con due cucchiai di zucchero, 2 uova intiere; a poco a poco aggiungete farina bianca fino ad ottenere una pasta molto densa; e, sempre a poco a poco, e sempre mescolando, aggiungete poscia latte, fino ad ottenere una pastella omogenea e densa quanto… una assai molle polenta. Ponete a fuoco, in padella, secondo il vostro uso familiare, o strutto od olio (io uso sempre olio). Quando il grasso bollirà, immergete nella pastella, ad una ad una, le fette di mela servendovi della forchetta; lasciatene sgocciolare l’eccesso di pasta, e buttatele poi nella padella, ma non più di due o tre alla volta. Toglietele quando sull’una e sull’altra faccia le vedrete tutte rigonfie ed imbrunite. Stendetele, di mano in mano, su carta asciugante, per toglierne un po’ del grasso. Inzuccheratele e servitele calde.
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Tanto eccellente è questa ghiottoneria invernale che, se la praparerete, giungerà poi alle vostre orecchie molto spesso la domanda: – Quando ci farai, mamma, quelle tali frittelle con le mele?

Ricette di Petronilla Ed.Olivini 1938
Frittelle di mele alla maniera di Petronilla

Petronilla, chi era?Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

 La mela è sempre stata un alimento tipico della cucina rustica. Sane e succose, facili da conservare , le mele comparivano sulle tavole di campagna come frutto fresco, frittelle, fagottini,, crostate, torte o affettate e cosparse di zucchero o miele.(..) ma la mela non è solo la regina della pasticceria casalinga. E’ un ottimo ingrediente per contorni a piatti salati: la purea di mela è ideale per accompagnare piatti di carni grasse come l’oca e il maiale e fettine di mela arriccchiscono gustosamente le insalate.

La presentazione dei dolcetti fritti

  • Fritti leggeri e voluminosi come cenci e frappe Si servono in grandi vassoi dove formano una bella cupola. A parte si presenterà altro zucchero vanigliato nello spargizucchero.
  • Castagnole e frittelline
    Si servono in vassoi piccoli, coperti con un tovagliolino o un disco di carta pizzettata.

Enciclopedia della donna 1978
Frittelle d'arancia alla maniera di Petronilla

Frittelle d’arancia alla maniera di Petronilla

 
Sì, frittelle d’arancia! Non vi pare possibile? Ebbene; fate la prova, e vi convincerete che, come si possono fare buone frittelle con le mele, così si possono fare frittelle buone anche con i frutti d’oro della nostra terra.
Volete?
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Comprate, allora, 3 belle e grosse arance. Affettatele ciascuna per traverso e in 6-7 fette rotonde; togliete i semi; non togliete la buccia; e buttate via le 6 fettine estreme che saranno, naturalmente, quasi al completo composte da buccia. Mettete le fette in una scodellina; versate sopra 2-3 cucchiai di rum economico (cioè fatto alla casalinga, con l’essenza, e che non dovrebbe mai mancare in una cucina nella quale vengano spesso ammanniti dolci); spolverate con zucchero; coprite la scodellina con un piatto; e lasciate le fette a macero, per qualche ora, in quell’alcole profumato. Mescolate per bene, in una insalatiera, 150 grammi di farina bianca, un cucchiaio colmo di zucchero, un cucchiaino di lievito, un pizzico di sale. Unite 2 torli e, con il cucchiaio di legno, mescolate. A poco a poco e – naturalmente sempre mescolando – unite mezzo bicchiere di vino bianco.
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Montate a neve i 2 albumi di quei 2 torli; mettete anche questi nella insalatiera; e mescolate per bene fino a che vedrete la pastella tutta omogenea e senza ombra di grumi. Quando il desinare sarà quasi pronto, e il riso già bollirà nella pignatta, mettete nella padella di ferro, a gran fuoco, olio o strutto (in casa mia si mette sempre olio); mentre il grasso, scaldandosi,  si appresterà a bollire, ad una ad una immergetele nella pastella; e a 3 alla volta (non più, per non raffreddare il grasso) buttatele nella padella nella quale o l’olio o lo strutto saranno già nel pieno del bollore.
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Di mano in mano che vedrete le frittelle dorate, toglietele con la schiumarola; stendetele su carta assorbente per scolarne l’eccesso di grasso; di mano in mano disponetele sul piatto di portata che, posato sopra, manterrà le frittelle calde; e di mano in mano spolveratele con zucchero vanigliato. Portate in tavola il piatto colmo; gustate e fate gustare le frittelle un pochino strane; e infine constatate come, anche fritta, l’arancia sia squisita.
 Ricette di Petronilla Ed.Olivini 1938
Frittelle d’arancia alla maniera di Petronilla

Petronilla, chi era?Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
La presentazione dei dolcetti fritti

  • Fritti leggeri e voluminosi come cenci e frappe Si servono in grandi vassoi dove formano una bella cupola. A parte si presenterà altro zucchero vanigliato nello spargizucchero.
  • Castagnole e frittelline Si servono in vassoi piccoli, coperti con un tovagliolino o un disco di carta pizzettata.
  Enciclopedia della donna 1978
Castagne al rum

Castagne al rum

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Preparazione

Sbucciate le castagne e gettatele in acqua bollente. Cuocetele per 15 minuti, scolatele e togliete loro la pellicina cercando di non romperle.
Immergetele in uno sciroppo che avrete preparato con 500 gr. di zucchero e 180 gr. d’acqua e, quando saranno tenere e ben inzuppate, scolatele e sistematele nei vasi coprendole col rum.

Si assaggiano dopo 30 giorni.

Castagne-al-rum-2    Castagne-al-rum-3    Castagne-al-rum-4    Castagne al rum

 Castagne al rum
Castagna e Marrone
I termini castagna e Marrone vengono spesso confusi, ma rimandano a due specie ben differenti di achenii. La differenza base è che nella castagna la percentuale di frutti settati è maggiore del 12%, mentre nei Marroni è minore del 12%. Spesso questa definizione non accontenta i castanicoltori e i commercianti che differenziano le due specie tramite differenze varietali. In Italia con Marroni si intendono particolari cultivar di ottima qualità, con frutti adatti alla canditura, che presentano una superficie ilare di forma quasi rettangolare, una buccia chiara, brillante, con striature avvicinate spesso al rilievo e con una polpa senza cavità e facilmente separabile dall’episperma, che non si introduce all’interno del cotiledone (frutti non settati); inoltre, le piante di questi frutti sono più esigenti e meno produttive rispetto ai castagni ordinari, ed i ricci presentano solitamente 1 o 2 semi, mai settati e dal sapore dolce.
fichi caramellati alla romagnola

Fichi caramellati alla romagnola

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L’estate sta finendo ed è il momento di preparare i fichi caramellati da gustare il prossimo inverno!

Ecco qui la ricetta della tradizione contadna romagnola: i fichi venivano raccolti a fine estate ancora non troppo maturi, e dopo la bollitura venivano riposti in dispensa in attesa dell’occasione speciale per servirli.

Il modo migliore per gustarli è metterlii sulla piadina calda con il formaggio Squäquaròn (squacquerone), ma sono anche un perfetto accompagnamento al gelato.

Ricetta tratta da Mangiare in Romagna, cultura, ricette e tradizione – L’Altra […]

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Fichi caramellati

Tempo di preparazione e cottura: 8 – 12 ore

Ingredienti

  • 4 kg di fichi maturi ma ancora ben sodi e non privati della buccia
  • 1 kg di zucchero
  • 1 bicchiere di vino bianco o di aceto
  • 1 limone
  • pentola di acciaio o paiolo di rame: Se usate il paiolo di rame, non lasciate riposare i fi chi tutta la notte, ma metteteli subito al fuoco, dopo aver completato gli strati.

Preparazione

Versate un bicchiere di vino bianco o di aceto nella pentola dove andrete a sistemare i fichi, a strati, con lo zucchero e il limone tagliato a spicchi sottili, buccia compresa.

  • Se usate una pentola di acciaio lasciate riposare tutta la notte.
  • Se usate il paiolo di rame non lasciate riposare i fichi tutta la notte, ma metteteli subito al fuoco dopo aver completato gli strati.

Al mattino mettete la pentola sul fuoco e fate cuocere pianissimo, lasciando bollire almeno 8-10 ore, senza mai mescolare e senza coperchio. Schiumate all’occorrenza. Sono pronti quando il sugo è scuro e denso come il caramello. Sistemateli in barattoli di vetro puliti e sterilizzati. Riposti in dispensa, si conservano per mesi.

Varianti

  • Prima della cottura inserite all’interno dei fichi una mandorla o un gheriglio di noce.
  • Si può sostituire il limone con mezzo bicchiere di rum o di vino moscato.

fichi caramellati alla romagnola (2)

Di H. Zell – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1019806
Crema con fragole per la cena di San Giovanni

Crema con fragole per la cena di San Giovanni, ricetta di una famiglia nobiliare ravennate di inizio ‘900 (Romagna)

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Ricetta per il  Menù per SAN GIOVANNI B. del 24 giugno

Preparare la crema come è in uso in Romagna:

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Procedete così: mescolate 4 rossi d’uovo con 4 cucchiai di zucchero e 2 di farina. Unite poco alla volta 1/2 litro di latte caldo aromatizzato con la scorza di 1/2 limone. Mettete sul fuoco e fate bollire mescolando continuamente per 3 o 4 minuti. Lavate le fragole rapidamente in acqua fredda e tagliate le più grandi in 4 spicchi, a metà le medie e tenete qualche fragola più piccola che servirà per guarnizione.

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Versate in una terrina il liquore che preferite (brandy, rum, ecc.) e lo zucchero. Lasciate macerare in frigorifero per due ore circa.
Versate sopra la crema, già fredda, uno strato di fragole macerate nel liquore e spolverate di zucchero.

Crema con fragoleCrema con fragole per la cena di San Giovanni
24 giugno Natività di San Giovanni Battista Profeta e martire
fu un asceta proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica originaria della regione montuosa della Giudea e fondatore di una comunità battista che fu all’origine di alcuni movimenti religiosi del I secolo come la comunità cristiana fondata da Gesù di Nazareth e le comunità gnostiche samaritane fondate da Dositeo, Simone Mago e Menandro. Giovanni Battista, venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei santi, è una delle personalità più importanti dei Vangeli. Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù Cristo; insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā[4] come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.
Luci e atmosfere: le candele Christmas pudding

Old Fashioned Christmas pudding

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Va preparato con molto anticipo, circa verso l’inizio dell’Avvento: il Tempo di Avvento comincia dai primi Vespri della domenica che capita il 30 novembre o è la più vicina a questa data, e termina prima dei primi Vespri di Natale.

 Ingredienti per 6 persone

250 gr di grasso di rognone, 250 gr di farina, 500 gr di uvetta di Corinto e di Smirne 200 gr di frutta candita, 125 gr di scorza di scorsa d’arancia candita, 60 gr di frutta secca, 120 gr di zucchero, 200 gr di pane raffermo, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 pizzico di ginger, 4 uova, mezzo limone, 1 bicchierino di liquore a piacere (all’arancia, rum, sherry, brandy), sale qb., un pizzico di noce moscata.

Per la crema
Mezzo bicchiere di liquore, 500 gr di zucchero a velo, 100 gr di burro.

Preparazione

Tritare il grasso; tritare la scorza di arancia candita, la frutta secca, la scorza del limone e mescolare tutto in una capiente ciotola. Unire la farina, il pane raffermo grattugiato, lo zucchero, il pizzico di sale e tutti gli aromi.
In un’altra ciotola sbattere le uova intere ed unire il liquore e il succo del mezzo limone. Unire tutti gli ingredienti (asciutti e liquidi) e mescolare bene fino a raggiungere un composto omogeneo.
Ungere uno stampo a forma semisferica e versare il composto fino a tre quarti di altezza. Avvolgere lo stampo in un tovagliolo e annodare le cocche in alto, facendovi passare un bastone. Immergere il pudding in una grande pentola con acqua bollente appoggiando le estremità del bastone ai bordi della pentola perchè lo stampo non tocchi il fondo della pentola.

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Questa la cottura tradizionale, ma il procedimento può essere anche il seguente (come nelle foto): Cuocere per almeno 6 ore, aggiungendo sempre acqua bollente. Alla fine sostituire il tovagliolo con un altro asciutto e mettere il pudding al fresco.
Il budino deve essere conservato in un luogo fresco (evitare il frigo, se possibile) fino al giorno di Natale.
Il giorno di Natale, è necessario avvolgere e sigillare il budino come prima e far bollire per altre 3 ore.

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Preparare.la crema:
in una ciotola lavorare a crema spumosa il burro con lo zucchero, aggiungere il liquore e mescolare bene. Tenere al fresco.Mettere il pudding su un piatto da portata. Irrorarlo con liquore, dare fuoco e portare a tavola. (Ognuno deve ricevere una fetta di torta con la fiammella ancora accesain modo da poter esprimere un desiderio quando l’alcool finirà di bruciarsi nel suo piatto). Versarvi sopra la crema oppure servire con la crema a parte.

 Brandy butter, Salsa per il pudding
  • Ingredienti per 6-8 persone
    230 gr. di burro, 200 gr. di zucchero a velo, ½ bicchiere di ottimo brandy, un cucchiaino di estratto di vaniglia.
    Preparazione
    Fate sciogliere a bagnomaria il burro, unitevi lo zucchero a poco a poco, mescolando col mestolino di legno e, alla fine, aggiungete la vaniglia e il brandy. Servite ben calda..

Tradizione vuole che il Christmas pudding deve contenere addirittura 6 oggetti: due anelli che porteranno l’amore, una moeta di sei pence a portare prosperità, dei bottoni per il celibe, un dado per la ragazza nubile e un piccolo maialino che verrà invece trovato dal più ghiotto della tavola.
Originariamente il Christmas pudding doveva essere qualcosa di parecchio diverso. L’ archetipo gastronomico sarebbe da ritrovarsi nel “frumenty”, un bollito di montone e manzo al vino condito di prugne e uvetta, documentato fin dal XIV secolo

Accompagnare il pudding con birra bruna inglese

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Foto: Lexeat.co.uk e Wikipediadia
Christmas Pudding 
lexeat.co.uk
Preparation time: 20 mins – Cooking time: 300 mins – Total time:320 mins
Nutrition (per portion) 292 calories – 10 g fat (4 g saturates) – 40 g carbs (28 g total sugars)
The coins! How could I forget – every year every member of the family had to stir the pudding and add a coin whilst making a wish. ….They are real sixpences from 1921 to about 1944. You can’t use today’s coins as they will oxidise and kill everyone (however tempting it may be to try them out on your relatives so you need silver coins).
110 g shredded suet, 50 g self raising flour, 110 g white breadcrumbs, 1 level tsp ground mixed spice, 1/4 tsp freshly grated nutmeg (or a freshly opened jar in my case), good pinch ground cinnamon, 225 g soft dark brown sugar, 110 g raisins, 110 g sultanas, 150 g currants (I used dried blueberries), 70 g figs, 70 g prunes, 30 g apricots (the mix of dried fruit can be of your own making, For larger dried fruit make sure you shop them into smaller pieces e.g. figs and apricots. Whatever the mix, your dried fruit needs to weigh approximately 520-540g), 25g almonds, skinned and chopped (if you get ones with the skin on, leave to soak in boiling water to remove the skins), 1 small cooking apple, peeled, cored and finely chopped grated zest of 1/2 large orange, grated zest of 1/2 large lemon, 2 eggs, 150 ml stout (or 75ml stout & 75ml barley wine), 2 T rum.
To begin, in a large bowl mix the suet, flour, breadcrumbs, spices and sugar. Gradually add and mix the dried fruit, almonds, apple and zests. In a separate bowl/jug beat together the alcohol and eggs. Pour this over the other ingredients and mix very thoroughly. At this stage you should add your coins one at a time, making a wish whilst stirring in each one. You should leave the mix overnight before continuing with the next stage. I knew I had to boil the pudding for 6 hours.
Grease your pudding bowl and cut out a small circle of greaseproof paper to put at the bottom. Pack the mix into the greased bowl. Cover with greaseproof paper and then foil – you will need a large enough piece to go down the outside of the bowl, below the lip. You will also need to make a pleat in the foil/paper to give the pudding room to rise (this is especially important if your mix fills right to the top of your pudding bowl, less important if not). Next (and it helps if you have two people) tie string around the lip of the bowl, to make it air tight. It can also help to tie yourself a little handle with the string. Trim excess foil/paper. Place the pudding in a large pot and fill up with water to about 2/3 up the side of the pudding bowl. Leave to boil for 6 hours, checking every 2 hours to fill up water if necessary. The water doesn’t need to be boiling vigorously – a constant simmer will do. Once done, take the pudding out of the saucepan. Remove the paper and foil and cover with cling wrap. The pudding should be kept in a cool place until Christmas Day – avoid the fridge if possible. On Christmas Day, you need to wrap and seal the pudding as before (but the pleat won’t be necessary, as it won’t rise anymore) and boil for another 3 hours. I’ll be pouring brandy or rum over mine to light while it’s sitting centre stage on the table, and will of course be making hard sauce and custard.
“As you know, it’s worth all the effort … good luck!”
Christmas Pudding candele natale