risotto radicchio rosso arance

Risotto con radicchio rosso di Treviso e arance

Mangia con me
 Ingredienti per 2 persone

180 gr di riso carnaroli, 1 arancia Tarocco bio, 1/2 lime, 80 gr di radicchio rosso di Treviso,1 scalogno, qb brodo vegetale (o dado), 1/2 bicchiere di vino bianco, qb pecorino sardo,1 noce di burro, qb sale, qb pepe nero, qb olio extravergine di oliva

Preparazione

Pulire e tagliare in listarelle il radicchio. Lavare l’arancia e..(continua a leggere sul blog Mangia con me)

radicchio rosso arance

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Old-Fashioned Holiday Glazed Ham, Prosciutto della Virginia glassato con ananas

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Natale è senza dubbio la più grande festa della Cristianità, ma è anche per tradizione una vera e propria sagra della gastronomia; in ogni Paese del mondo, infatti il 25 dicembre viene celebrato con pranzi ricchissimi di portate raffinate e di vini generosi.

Negli Stati uniti d’America un arrosto classico  sulle tavole natalizie è il Prosciutto della Virginia glassato con ananas, certamente molto allegro da vedere:

“A classic baked ham with a simple but tasty sweet brown sugar and pineapple glaze. This main dish will receive applause for its beautiful presentation as well as the irresistible flavor. You will definitely want to have some leftovers!” – Nodietsforme “Il classico prosciutto cotto con una semplice ma gustosa glassa di zucchero di canna e ananas. Questo piatto principale riceverà applausi per la sua bella presentazione e per il sapore irresistibile. Avrai sicuramente voglia di avere degli avanzi!”
 

In Italia non si usa molto cucinare il prosciutto fresco che pure si presta ad ottime pietanze. Si può preparare arrosto o brasato,  profumandolo con un buon vino da pasto o con un vino liquoroso come il Porto, il Madera o il Marsala. Naturalmente è una pietanza che va bene quando i commensali sono numerosi.

Il prosciutto arrostito si accompagna bene con il purè di patate, con i cavolini di Bruxelles, con gli spinaci cotti con olio e uno spicchio d’aglio e con altre verdure di stagione al burro (Cosa servire con il prosciutto).

Il prosciutto si porta sul vassoio con il manico (l’osso) guarnito con “paper frills” e affettato solo in parte. (paper frills è una decorazione per rendere gradevoli alla vista anche le costolette, il pollo o il tacchino intero)

glazed ham prosciutto glassatoprosciutto glassato paper frills

Paper frills

Paper frills

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 Ingredienti e dosi per 6 persone

1 prosciutto cotto da 450 gr., 20 chiodi di garofano, 3 cucchiai di zucchero di canna, un cucchiaio e mezzo di aceto o senape, una scatola di ananasso al naturale, ciliegine al maraschino.

Preparazione

Togliete la pelle del prosciutto e, con un coltellino appuntito, incidete su tutta la superfice dei solchi incrociati che formino dei rombi. Steccatelo con chiodi di garofano: 1 chiodo al centro di ogni rombo e qualcuno ai lati.

prosciutto glassato-Country_ham

  • Se usate l’aceto: fate sciogliere lo zucchero con l’aceto e versatelo sul prosciutto cospargendolo uniformemente.
  • Se usate la senape, stendete su tutta la superficie la senape in uno strato sottile massaggiando. Spolveratelo con lo zucchero di canna.

Fate cuocere il prosciutto in forno a 180 gradi per 30 minuti, cospargendolo 1 o 2 volte di con il sughetto. Togliete il prosciutto dal forno e disponetevi sopra qualche fettina di ananasso al naturale e qualche ciliegina. Mettete tutt’attorno, nella teglia, quanto rimane dell’ananasso e delle ciliegine compreso il loro succo e cuocete di nuovo in forno coperto con carta oleata unta di burro per circa 3 ore. Dieci minuti prima della fine della cottura, togliete la carta, in modo che il prosciutto possa glassarsi. E’ buono anche freddo. Si conserva in frigorifero per 7 giorni.

da L’enciclopedia della donna 1964

Invece dell’ananas e ciliegine, per il prosciutto glassato, si possono usare fette di  arance e chiodi di garofano.

prosciutto glassato arance chiodi di garofano

Glazed Christmas ham with orange slices 1.jpg  [[File:Glazed Christmas ham with orange slices 1.jpg|Glazed_Christmas_ham_with_orange_slices_1]]
“Country ham” by John Goetzinger – originally posted to Flickr as IMG_1734. Licensed under CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons – “Ham 01” by Cosmo1976 – Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons – BBQ Gammon Sliced (4767063533).jpg  [[File:BBQ Gammon Sliced (4767063533).jpg|BBQ_Gammon_Sliced_(4767063533)]]
vin brulè Glühwein-Zubereitung

Il Vin brulé

 Bevande calde per l’inverno

È la stagione dei ponches e dei grogs, bevande bollenti, fortemente addizionate di liquore che, subito appena sorbite, danno un senso di benessere e di ritrovato equilibrio fisico.

Il vin brulé (anche noto come Glühwein, dal tedesco, Vin Chaud in francese, Mulled Wine in inglese) è una bevanda calda a base di vino (tradizionalmente vino rosso), zucchero e spezie aromatiche, diffusa in numerosi paesi e semplice da preparare.
Il vino deve essere di buona qualità e di tipo corposo. La gradazione alcolica dipende ovviamente dal vino utilizzato. Tuttavia sopra gli 80 °C  l’alccol del vino evapora, pertanto la gradazione alcolica del vin brulè è molto variabile e diminuisce in base al tempo (lungo) ed il modo (fiamma bassa) di cottura dello stesso.
In Europa centrale si consuma vin brulé soprattutto nel periodo dell’Avvento. In Italia, soprattutto settentrionale, si trova nei mercatini di Natale, o, più in generale, preparato artigianalmente in pentole o thermos e distribuito al pubblico durante le feste popolari del periodo invernale, compreso Carnevale.
Il predecessore del vin brulé è il conditum paradoxum dell’antichità.
Nel Medioevo invece si consumavano vini speziati freddi, come l’Ipocras (sinonimo di ippocrasso), e che somigliavano al moderno vin brulé per le spezie usate e per il sapore.
Il costume di bere del vino cotto si diffuse soprattutto tra le popolazioni alpine o comunque dei paesi europei freddi. Successivamente, si diffuse positivamente in tutto il mondo, laddove occorre affrontare gelide giornate con una gradevole e confortante bevanda calda.

Il Vin brulé

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Preparazione del Vin brulé 

Il vino deve essere di buona qualità e di tipo corposo, come il Barolo, il Barbaresco, il Chianti vecchio; io ho usato l’Aglianico di Solopaco (Bn.).

La bevanda si prepara al momento stesso di servirla, facendola bollire per alcuni minuti insieme con le spezie, che sono generalmente cannella e chiodi di garofano. Può essere zuccherata mentre si scalda, oppure anche dopo come per il tè. Si può aggiungere a piacere anice stellato, o una scorzetta di limone (o di arancia), e/o qualche spicchio di mandarino, oppure  una fettina intera di questi agrumi.

Il vin brulé può essere servito già così, ma se si volesse eliminare altro alcool ecco come fare:

  • Avvicinate alla superficie del vino una fiammella e lasciate prendere fuoco fino a completo spegnimento; una volta che le fiamme saranno spente filtrate il Vin brulé con un colino a maglia stretta e servite bollente.

Varianti

I vini utilizzati variano nelle diverse regioni.

  • In Germania si utilizza di solito vino rosso, nell’Italia settentrionale e alcune province tedesche anche il vino bianco, in Austria tutti e due.
  • In Italia esistono differenti varianti. Ad esempio, il bisò è il vin brulé in versione romagnola, preparato con Sangiovese speziato e servito molto caldo.
  • Nella città di Faenza, la sera del 5 gennaio si celebra la Nott de bisò, manifestazione legata al palio del Niballo. Il nome “bisò” è tradizionalmente fatto derivare dalla frase dialettale bì sò! (“bevete, su!”), ma si tratterebbe di una paretimologia: l’origine del nome andrebbe fatta risalire al tedesco Bischoff (o inglese bishop), parola che, oltre che “vescovo”, significa appunto “vino rosso caldo”, per via del colore che richiama appunto l’abito vescovile.
  • Le varianti invece che contengono il rum, l’acquavite o liquori come l’amaretto in realtà non sono delle varianti di vin brulé ma piuttosto di punch.
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Wikimedia Commons Di Loyna – Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4984499 Di Angela Huster – Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18265438
Come si mangia la frutta

Galateo: Come si mangia la frutta

La frutta generalmente viene portata in tavola intera e già lavata, fanno eccezione l’ananas, i meloni e le angurie chelibri enciclopedia_donna vengono presentati già tagliati a fette.

Nel caso in cui la frutta venga presentata non lavata insieme a una bacinella d’acqua, ci si regola così: si sceglie il frutto, lo si prende col cucchiaio, lo si mette nella bacinella, lo si sciacqua discretamente senza toccarlo con le dita e si porta, sempre col cucchiaio, nel proprio piatto. In nessun caso bisogna asciugare il frutto con il tovagliolo.

 Arance

Le arance si tengono con la mano sinistra e si sbucciano con il coltello. Gli spicchi si staccano e si portano alla bocca con le dita. Se però l’arancia è molto sugosa e matura, è preferibile, dopo averla sbucciata, affettarla sul piatto e portare alla bocca le fette con la forchetta.

Banane

Le banane si tengono nella mano sinistra e si sbucciano col coltello; si appoggia poi il frutto già sbucciato sul piatto e lo si taglia a fettine col coltello; ogni fettina, infine, viene portata alla bocca con la forchetta.

 Cachi

I cachi si tagliano a metà, poi si mangiano col cucchiaino, lasciando la buccia sul piatto.

Ciliegie

Le ciliegie si mangiano staccandole dal gambo a una a una.

Fichi

i fichi si dividono in quattro e si sbucciano col coltello: la polpa viene portata alla bocca con la forchetta.

Fragole

 Le fragole se sono molto grosse si mangiano con due dita, se piccole col cucchiaio da dolce.

 Frutta secca

Alla frutta secca (noci, nocciole, ecc.) si rompe il guscio con l’apposito strumento, si libera il seme dai frammenti e lo si porta alla bocca con le dita.

Mandarini

I mandarini si sbucciano col coltello, poi si mangiano, spicchio per spicchio, con le mani.

 Mele e le pere

Le mele e le pere si tagliano e si sbucciano in questo modo: con la forchetta si tengono ferme nel piatto e col coltello si tagliano a metà, poi in quarti, in pezzetti che vengono sbucciati e poi portati alla bocca con la forchetta.

Pesche

Le pesche si tengono ferme nel piatto con la forchetta e si sbucciano interamente con il coltello, poi si tagliano a pezzetti che vengono portati alla bocca con la forchetta.

Pompelmo

Il pompelmo viene generalmente servito già tagliato a metà, adagiato in coppe emisferiche, e con gli spicchi precedentemente divisi da un apposito coltellino. Si mangia col cucchiaino.

Prugne e le albicocche

Le prugne e le albicocche non si sbucciano. Si dividono a metà facendo una leggera pressione con le dita ai lati del frutto e, dopo aver tolto il nocciolo, si portano alla bocca con la mano destra. Si possono anche tagliare a piccoli pezzi con forchetta e coltello.

Uva

L’uva si mangia tenendo il grappolo nella mano sinistra e staccando gli acini a uno a uno con la destra. Le bucce e i semi si raccolgono nella mano e poi si depongono sul piatto.

Enciclopedia della Donna 1964
La macedonia 

Se è servita in coppette individuali, si lascia la coppa sul piatto tenendola con la mano sinistra, mentre con la destra si tiene il cucchiaino (al contrario per i mancini). Il cucchiaino non si lascia mai nella coppa, ma si deposita sempre sul piattino sottostante. Se vi sono noccioli, questi non si espellono con la mano, ma nel cucchiaino si depositano nel piattino, di lato.

Pelare gli agrumi al vivo,

un’operazione apparentemente semplice. Sbucciare un agrume non sembra un’operazione molto difficile ma utilizzando il coltello a volte mette in difficoltà. Iniziate col tagliare le due calotte, quella superiore e quella inferiore, incidete la buccia dell’agrume in senso verticale tutt’intorno facendo 5-6 tagli, poi col coltello staccate la buccia e avrete l’agrume sbucciato.
Per pelarlo a vivo invece dovete sempre tagliare le due calotte poi con un coltellino bene affilato e con movimenti semicircolari dall’alto verso il basso, seguendo la forma dell’agrume, tagliate la buccia senza incidere la polpa.
Dopo averlo pelato, se quello che vi serve sono gli spicchi, infilate uno spilucchino (coltellino a lama corta che termina a forma di becco a punta) tra la polpa e la membrana che separa gli spicchi e con un dolce movimento rotatorio staccate la fettina dal pezzo intero. Se invece vi occorre una rondella lo tagliate in senso orizzontale.

ricettedintorni.net
Come si mangiano i cibi, Prima parte Galateo 1 of 6    1  2   3 … 6 
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 Come si mangia la frutta
torta umida arancia

Torta umida alle arance

Che profumo in casa mentre la torta cuoce in forno! E’ un dolce squisito dal sapore agrumato, naturalmente, e dalla consistenza umida dovuta all’aggiunta del succo delle arance e del succo del limone.

Ingredienti per uno stampo di 20 cm. di diametro

Il succo di 1-2 arance non trattate, il succo di 1 limone, 150 gr. di farina 00, 150 gr. di zucchero, 150 gr. di burro, 2 uova, 1 bustina di lievito per dolci,1 pizzico di sale, zucchero a velo. Io ho aggiunto anche un po’ di cacao in polvere.

Preparazione

Scaldate il forno a 180 gradi. Ungete la tortiera, oppure foderatela con carta da forno ungendo la stessa con un po’ di burro.

Ammorbidite il burro a bagnomaria e mettetelo in una ciotola con lo zucchero; mescolate bene fino ad avere una crema, Unite le uova una alla volta, mescolate con la frusta. Aggiungete la farina con il lievito, il pizzico di sale, il succo del limone e quello delle arance. Mescolate mplto bene con la frusta (o con il mixer) fino ad ottenere un composto spumoso.
Versate il composto nella tortiera (a questo punto ho versato metà del composto, poi ho spolverizzato il cacao in polvere e, quindi ho versato il restante composto) ed infornate nel forno caldo per 30 minuti. Passato questo tempo (non aprite il forno prima) fate la prova stecchino: inseritelo nel composto, se esce asciutto il dolce è pronto altrimenti proseguite la cottura ancora per un po’.
Spegnete il fuoco e lasciate nel forno per qualche minuto, quindi sfornate e togliete il dolce dalla tortiera e fatelo raffreddare su una griglia.

Solo quando sarà freddo cospargetelo di zucchero a velo, oppure irroratelo con sciroppo all’arancia, o ricopritelo con una glassa all’arancia

torta umida arancia

Fondant à l’orange imbibé, torta succosa all’arancia

Torta rovesciata di arance

Glassa all’arancia e sciroppo all’arancia per torte, biscotti e pasticcini

Spiedini di frutta al cioccolato

Gli spiedini di frutta al cioccolato sono una decorazione golosa e fresca per Pranzo in piedi e Buffet.

“In cucina la componente estetica non è un elemento da trascurare. Infatti anche se assaporiamo i cibi con il palato, in realtà iniziamo a gustare guardandoli”.

Con frutta e verdura possiamo ottenere deliziose e gustose decorazioni:
  • Rondelle decorate: Si fanno scanalando la superficie di carote e limoni in senso verticale e affettandoli poi in senso orizzontale.
  • Palline: Questa decorazione si ottiene con lo scavino da verdure a pasta dura o da meloni ed angurie.
  • Roselline: Si ricavano dai rapanelli, oppure si ottengono arrotolando della buccia di pomodoro dopo averla tagliata in una sola striscia.
  • Eliche: Si tagliano arance, limoni o cetrioli in fettine sottili, poi si pratica un’incisione che parte dalla scorza esterna fermandosi al centro della fettina e i due lati del taglio si torcono in direzioni opposte.
  • Spirali: Sono simili alle eliche e si ricavano dalla scorza degli agrumi usando l’apposito coltellino. Fonte “La mia Cucina pratica” 1988-89
La “Grande cuisine” non si avvale in genere solo di ingredienti particolarmente ricercati o “nobili”: uno dei più grandi segreti sta nella presentazione e soprattutto nella decorazione dei piatti.
Anche il piatto più semplice può essere valorizzato con opportuni accorgimenti con frutta sciroppata, candita o fresca, o con sottaceti e verdure conservate e fresche, a seconda delle esigenze della ricetta.
Sarà bene che nella vostra dispensa ben fornita non manchino mai i vasetti di frutta sciroppata o di verdure sotto aceto, che risolvono brillantemente il problema di un pranzo improvvisato e la necessità di portare in tavola un piatto ben guarnito, piacevole anche all’occhio.
La vera cuoca è maestra nelle decorazioni: appunto perchè sa che decorando con gusto si può rendere prezioso il piatto più semplice, si può nobilitare il piatto più economico, si può dimostrare il proprio gusto. E la vera padrona di casa sa che “l’architettura di un piatto” è altrettanto importante della scelta degli ingredienti e della composizione garbata e armoniosa di un ottimo menù.
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1 spiedini di frutta2 spiedini di frutta3 spiedini di frutta

I coloratissimi spiedini di frutta sono un modo simpatico, allegro e fantasioso di presentare la frutta, in innumerevoli combinazioni. Non sono difficili da fare e si possono preparare in anticipo; inoltre serviranno come elemento decorativo, e commestibile, per la tavola del Buffet o del Pranzo in piedi. Potranno essere infilzati in un pompelmo, un’arancia, un melone o un’anguria; oppure possono essere messi in bei bicchieri alti e stretti di vetro, anche colorato.

Come si fanno gli spiedini di frutta al cioccolato.

Ingredienti e dosi per 4 persone

2 chiodi di garofano, 1 pera, 10 fette di ananas sciroppato, 4 fragole, 2 kiwi, 1 banana, 350 gr. di pesche sciroppate, cannella q.b, 150 ml. di vino dolce, 80 ml. d’acqua, 3 cucchiai di zucchero.

  • Potete arricchire questo dolce aggiungendo anche del cioccolato fuso, da cospargere a filo sugli spiedini dopo averli fatti raffreddare per 5 minuti.
Preparazione

Procuratevi un pentolino e versate un po’ d’acqua fredda e lo zucchero che avete a disposizione; girate con un cucchiaio di legno e scaldate sul fuoco a fiamma bassa. Unite poi un bicchiere di vino, i chiodi di garofano e fate bollire il tutto per 5 minuti.
Nel frattempo sbucciate la pera, togliete la parte dura centrale e dividetela in piccoli pezzi. Ripetete la stessa operazione con la banana (ricavate delle fettine di circa 2 centimetri), la frutta sciroppata, le fragole e i kiwi tagliandoli sempre in piccoli pezzi.
Disponete la frutta sugli spiedini e sistemate il tutto su una padella antiaderente, cospargete poi con un po’ di sciroppo di frutta e scaldate a fiamma bassa per circa 6-7 minuti. Girate a metà cottura e spegnete la fiamma quando saranno ben dorati. Cospargete infine un po’ di cannella in polvere e servite dopo qualche minuto.

Accorgimenti

Durante la cottura, ricordate di girare gli spiedini per farli cuocere in modo uniforme.

Idee e varianti

Il suggerimento di Valentina che ringrazio

Commento Inviato da Valentina «La trovo una ricetta buonissima e fresca, ma io ho fatto una variante proprio oggi… ho tagliato il melone (e tutta la frutta che mi piace) a cubetti, a bagnomaria sciolgo 2 kinder bueno tritati con il cucchiaio, e pezzi di cioccolato e biscotti tritati fino a farla diventare una crema non omogenea… poi lo verso sulla frutta, amalgamo, e metto in frigo per 1h e mezza-2h… buonissimo…» .

Ricetta Spiedini alla frutta

Spiedini di frutta al cioccolato.Party – fruit skewers (3863174408).jpg [[File:Party – fruit skewers (3863174408).jpg|Party_-_fruit_skewers_(3863174408)]] Bthl.jpg [[File:Bthl.jpg|Bthl]] Fruits brochette with warm chocolate.jpg [[File:Fruits brochette with warm chocolate.jpg|Fruits_brochette_with_warm_chocolate]]
arance fritte

Frittelle d’arancia alla maniera di Petronilla

 
Sì, frittelle d’arancia! Non vi pare possibile? Ebbene; fate la prova, e vi convincerete che, come si possono fare buone frittelle con le mele, così si possono fare frittelle buone anche con i frutti d’oro della nostra terra.
Volete?
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Comprate, allora, 3 belle e grosse arance. Affettatele ciascuna per traverso e in 6-7 fette rotonde; togliete i semi; non togliete la buccia; e buttate via le 6 fettine estreme che saranno, naturalmente, quasi al completo composte da buccia.
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arance-fritte
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Mettete le fette in una scodellina; versate sopra 2-3 cucchiai di rum economico (cioè fatto alla casalinga, con l’essenza, e che non dovrebbe mai mancare in una cucina nella quale vengano spesso ammanniti dolci); spolverate con zucchero; coprite la scodellina con un piatto; e lasciate le fette a macero, per qualche ora, in quell’alcole profumato. Mescolate per bene, in una insalatiera, 150 grammi di farina bianca, un cucchiaio colmo di zucchero, un cucchiaino di lievito, un pizzico di sale. Unite 2 torli e, con il cucchiaio di legno, mescolate. A poco a poco e – naturalmente sempre mescolando – unite mezzo bicchiere di vino bianco.
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Montate a neve i 2 albumi di quei 2 torli; mettete anche questi nella insalatiera; e mescolate per bene fino a che vedrete la pastella tutta omogenea e senza ombra di grumi. Quando il desinare sarà quasi pronto, e il riso già bollirà nella pignatta, mettete nella padella di ferro, a gran fuoco, olio o strutto (in casa mia si mette sempre olio); mentre il grasso, scaldandosi, si appresterà a bollire, ad una ad una infarinate le fette di arancia ad una ad una immergetele nella pastella; e a 3 alla volta (non più, per non raffreddare il grasso) buttatele nella padella nella quale o l’olio o lo strutto saranno già nel pieno del bollore.
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Di mano in mano che vedrete le frittelle dorate, toglietele con la schiumarola; stendetele su carta assorbente per scolarne l’eccesso di grasso; di mano in mano disponetele sul piatto di portata che, posato sopra, manterrà le frittelle calde; e di mano in mano spolveratele con zucchero vanigliato. Portate in tavola il piatto colmo; gustate e fate gustare le frittelle un pochino strane; e infine constatate come, anche fritta, l’arancia sia squisita.
 Ricette di Petronilla Ed.Olivini 1937

Petronilla, chi era?Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

La presentazione dei dolcetti fritti

  • Fritti leggeri e voluminosi come cenci e frappe Si servono in grandi vassoi dove formano una bella cupola. A parte si presenterà altro zucchero vanigliato nello spargizucchero.
  • Castagnole e frittelline Si servono in vassoi piccoli, coperti con un tovagliolino o un disco di carta pizzettata.
  Enciclopedia della donna 1978

Frittelle di mele alla maniera di Petronilla

Apple fritters in cider batter.jpg [[File:Apple fritters in cider batter.jpg|Apple_fritters_in_cider_batter]]
agrumi sciroppati arance mandarini

Come pelare gli agrumi al vivo per preparare arance, limoni e mandarini sciroppati

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Pelare gli agrumi al vivo, un’operazione apparentemente semplice
  • Sbucciare un agrume non sembra un’operazione molto difficile ma utilizzando il coltello a volte mette in difficoltà. Iniziate col tagliare le due calotte, quella superiore e quella inferiore, incidete la buccia dell’agrume in senso verticale tutt’intorno facendo 5-6 tagli poi col coltello staccate la buccia e avrete l’agrume sbucciato.
  • Per pelarlo a vivo invece dovete sempre tagliare le due calotte poi con un coltellino bene affilato e con movimenti semicircolari dall’alto verso il basso, seguendo la forma dell’agrume, tagliate la buccia senza incidere la polpa.
    Dopo averlo pelato, se quello che vi serve sono gli spicchi, infilate uno spilucchino (coltellino a lama corta che termina a forma di becco a punta) tra la polpa e la membrana che separa gli spicchi e con un dolce movimento rotatorio staccate la fettina dal pezzo intero.
  • Se invece vi occorre una rondella lo tagliate in senso orizzontale.
ricettedintorni.net
Agrumi sciroppati

Ingredienti
Arance (possibilmente sanguinelle), limoni, mandarini, zucchero, brandy.

Preparazione

  1. Sbucciate 2 agrumi, staccando solo la parte più esterna della buccia; poi levate anche la parta bianca, pelandole al vivo.
  2. Pelate al vivo anche gli altri agrumi e con un coltello affilatissimo penetrate tra gli spicchi in modo che questi vengano asportati già privi della loro pellicola (volendo, però, potete tagliare gli agrumi anche a fette).
  3. Distribuite gli spicchi nei vasi aggiungendovi il succo colato durante l’operazione di spicchiatura.
  4. Mettete sul fuoco un recipiente di smalto con un chilogrammo di zucchero (quantitativo sufficiente per circa 15 frutti), 1 litro di acqua e le scorze tagliuzzate degli agrumi e; portate ad ebollizione, facendo poi bollire lentamente per 6-7 minuti.
  5. Togliete quindi dal fuoco e unite il brandy mentre lo sciroppo è ancora caldo; poi, non appena si sarà intiepidito, versatelo sugli spicchi passandolo attraverso un colino.
  6. Chiudete i vasi ermeticamente e fateli sterilizzare² per 20 minuti. Lasciateli raffreddare nell’acqua, prima di toglierli.
  7. Quindi conservateli in luogo fresco e buio.
 La buona cucina 1976(?)

Come sterilizzare i recipienti per una perfetta conservazione di frutta e verdura

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Pelare gli agrumi al vivo per Arance sciroppate Mandarin oranges canned.jpg [[File:Mandarin oranges canned.jpg|Mandarin_oranges_canned]]
torta-di-arance-mele-rovesciata

Torta rovesciata di arance

La torta rovesciata (Upside-down cake) è una torta statunitense alla frutta:  arance, ananas, ciliegie, mele e altri frutti a piacere. Risale agli anni venti e trenta del Novecento, quando si diffuse la frutta in scatola, che era considerata pratica e “alla moda”.

La torta rovesciata si prepara in uno stampo ove prima viene messa la frutta e, in un secondo momento, l’impasto. Dopo la cottura, il dolce viene ribaltato. Un altro dolce che si prepara seguendo lo stesso principio è la tarte Tatin francese.

Come la Torta umida all’arancia e la Fondant à l’orange imbibé, questo è un dolce squisito dal sapore agrumato.

Ingredienti per 4 persone

2 arance, 1 mela, 200 gr. di farina 00, 200 gr. di zucchero, 100 gr. di burro, 2 uova, 1 bustina di lievito per dolci, la buccia grattugiata di 1 limone, 1 pizzico di sale

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Preparazione
Scaldare il forno a 200 gradi. Ungere una tortiera di 24 cm. di diametro oppure foderarla con carta da forno e ungere la carta con un po’ di burro. Cospargere con lo zucchero. In una terrina unire il burro fuso a bagnomaria e lo zucchero.
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Mescolare. Aggiungere al composto le uova, la farina, la buccia grattugiata del limone (o 1 fialetta di aroma di limone), il sale ed il lievito. Lavare bene le arance e la mela. Sbucciare la mela, tagliarla a tocchetti ed unirla all’impasto. Da un’arancia, ancora con la buccia, ricavare alcuni dischi. Togliere la buccia alle arance, tenendone da parte una striscia da tritare. Tagliare la polpa grossolanamente e unirla all’impasto assieme alla buccia tritata.
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Impastare il tutto mescolando bene. Disporre i dischi di arancia sul fondo dello stampo e cospargervi sopra lo zucchero. Versare il composto sui dischi e livellare la superficie. Infornare e cuocere per trenta minuti circa. Quando la torta sarà cotta, toglierla dal forno, aspettare che raffreddi un po’, così diventerà più solida e rovesciarla. Eliminare la carta e farla raffreddare completamente.
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Vino

Riesling, Müller Thurgau, Prosecco

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Ringrazio
maria albezzano appena fatta !! L’aspetto è invitante …l’assaggio a stasera. Prova assaggio superata alla grande !!Molto buona , morbidissima e soffice , grazie 1000 per l’ottima ricetta, ne è rimasta poca
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fralubacotta e mangiata, ho utilizzato in stampo di silicone e spolverato le arance con zucchero di canna, solo che x un mio errore ho messo 1/2 bustina di lievito anzichè 1 e all’interno si è un pò ammassata, ma il sapore è buonissimo.

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lillamarzo
.. L’ho fatta anch’io…………..buonissima……..peccato non avere fatto la foto………………dopo avere sistemato l’impasto nella teglia.. …mi è venuta una idea!!!! ho aggiunto pezzettoni di cioccolato fondente…..FAVOLOSA!!!!!! …COMPLIMENTI……NON LA MOLLERO’ PIU’

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jenny82 L’ho fatta ieri pomeriggio e staattina è già finita. E’ buonissima Grazie della ricettina. Ti inserisco la foto della mia tortina

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lenticchietta
Com
e promesso, oggi ho preparato la tua torta.Purtroppo la mia non era molto bella come la tua, ma in compenso era buonissima.

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Torta rovesciata di arance
Aanatra all'arancia

Canard à l’orange, anatra all’arancia, ovvero «Paparo alla pomarancia»

Canard à l’orange Les Boucheries Parisiennes
L’anatra all’arancia è conosciuta come una ricetta tipica della cucina francese, ma in realtà questo piatto ha le sue origini in Toscana e precisamente nella cucina di Firenze. All’epoca questa pietanza veniva  chiamata Paparo alla pomarancia e fu esportata, come tantissime altre ricette, in Francia dai cuochi toscani che seguirono Caterina de’ Medici, sposa di Enrico II. Accadde che, pian piano, piatti della cucina fiorentina vennero inseriti tra quelli della cucina francese e l’anatra all’arancia, in Francia, diventò Canard à l‟orange. L’anatra all’arancia è una pietanza dal gusto agrodolce che ormai viene normalmente servita per le feste natalizie e se anche tutti noi vogliamo averla sulla nostra tavola  delle feste ecco trovata la ricetta:
Preparare l’ anatra all’ arancia per il pranzo natalizio:

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 Ingredienti

1 anatra (di dimensione abbastanza grande), 1 arancia spremuta, Lardo per battuto q.b, 1 spicchio d’aglio, 1 cipolla, 2 Chiodi di garofano, Maggiorana q.b, Timo q.b, Ginepro q.b, Rosmarino q.b, 4 foglie di salvia, 4 foglie di alloro, 100 ml di vino bianco, Olio extravergine d’oliva q.b, Pepe q.b, Sale q.b.

Prepazione
  1. Frollatura e marinatura della selvaggina prima della cottura
  2. Come preparare la selvaggina da piuma (o da penna)

Ripulite l’anatra eliminando le interiora e il grasso, dopodiché prendete il lardo e con sale, aglio e pepe, preparate un composto, con cui successivamente andrete a ungere con abbondanza sia l’interno che l’esterno dell’anatra.

A questo punto prendete un tegame, ungetelo con dell’olio e riponeteci sopra l’anatra. Aggiungete la cipolla intera assieme a un paio di chiodi di garofano, un cucchiaino di maggiorana, mezzo cucchiaino di timo, un rametto di rosmarino, qualche bacca di ginepro, un paio di foglie di salvia ed infine un paio di foglie di alloro.

Ora aggiungete sale e pepe quanto basta e fate rosolare la vostra anatra. Successivamente cospargete di vino bianco (rigorosamente secco) e lasciate cuocere il tutto a fuoco lento per circa 4 ore. Verso la fine della cottura, allo scopo di insaporire l’anatra, aggiungete il succo di arancia.

Accorgimenti:

Se notate che in fase di cottura si asciuga troppo il fondo, aggiungete mano a mano dell’acqua.

Idee e varianti:

Potete scegliere se servire l’anatra intera oppure tagliarla a pezzetti. Nel caso sceglieste di tagliarla a pezzetti, è buona cosa fare cuocere i pezzetti per altri 5 minuti circa all’interno del sugo prodotto con la precedente cottura. Infine servite in tavola accompagnando il tutto con delle fette di arancia come decorazione.

 Vino

Dolcetto d’Alba (Piemonte) di 1 anno servito a 18°C, Chinon rosso (Val de Loire, Francia) a 16-17°C.

Magret de canard à l'orange

Magret de canard à l’orange

Anatra all’arancia
Medio-evo, Rinascimento, Barocco: ricette con foto
torte maestro martino medioevoTudor_pies_on_pewter_plates_at_Hampton_Court
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Anatra in salsa Madeira per Pranzo di Natale a Cambridge

 Di Alpha – https://www.flickr.com/photos/avlxyz/299663896/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34602523 Di Alpha – https://www.flickr.com/photos/avlxyz/299663896/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34602523
Conserva d'arancia alla maniera di Petronilla

Conserva d’arancia alla maniera di Petronilla

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«Volete preparare, molto alla svelta, e molto anche all’economica, una certa squisitissima conserva che, stesa sul pane, costituirà un’ottima merenda per i ragazzi; che, distribuita fra due sfoglie di pasta sfogliata, vi darà una torta prelibata, e che, spalmata su fettine di pane da crostoni abbrustolite ed imburrate, vi garantirà una figurona, al prossimo ricevimento che offrirete alle amiche? Volete dunque prepararla, una tale conserva sì ricca di pregi? Allora…
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Sbucciate 1, 2, 3, arance belle, succose, dolci e dalla scorza grossa; e ricordate che anche con una arancia sola si può fabbricare quasi mezzo chilo di conserva. Tagliate la scorza a listerelle; e tagliate poscia queste per traverso, in modo d’averne tanti cubetti.
Metteteli in una casseruola; copriteli d’acqua; fateli bollire per un minuto; scolateli nel colapasta; e rimetteteli subito al fuoco nella stessa casseruola, ma con nuova acqua. Questa operazione di bollire, scolare, e far ribollire con nuova acqua, deve esser ripetuta di seguito, cinque volte, per poter togliere così, alle bucce, l’amaro dal loro sapore. Mentre le bucce bolliranno, scoleranno, e ribolliranno, pesate vuota una casseruola (più o meno capace a seconda del numero delle arance che state riducendo a conserva); scrivetene il peso su un pezzetto di carta (non è mai prudente affidarsi alla memoria); e su di un piatto, uno alla volta, tagliate a pezzi gli spicchi delle arance, togliendone i semi (se ci sono) quanta più potrete della bianca stoppa (che c’è sempre). Versate, di mano in mano, nella casseruola pesata la polpa tagliata e tutto il sugo scolato.
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Mettete nella casseruola anche le bucce ricotte. Pesatela con tutto il suo carico. Togliete dal peso che dirà ora la bilancia quello della casseruola vuota; e avrete così il peso esatto delle bucce, della polpa, del sugo. Pesate altrettanto zucchero, possibilmente in grossi grani. Mettete anche questo nella casseruola. Non aggiungete nemmeno una goccia d’acqua; ponete la casseruola sul fuoco; e fate bollire per 10 minuti, di tratto in tratto mescolando. La conserva squisita, eccola, così pronta a venire mangiata od invasata.
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Però un consiglio: Quello di scarseggiare un po’ nello zucchero (su circa gr. 500 di arancia, gr. 400 di zucchero), qualora, alla conserva, si desideri far subito… festa, o qualora in famiglia non si gradisca il “molto dolce”. Così, al pregio di essere ugualmente dolce quanto deve esserlo una conserva che si rispetti, unirà anche quello, per noi importantissimo, di riuscire più leggera al nostro borsellino.»Ricette della Petronilla libri

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Altre ricette di Petronilla 1937

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Petronilla, chi era?

PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.
Orange marmalade-3.jpg
Conserva d’arancia alla maniera di Petronilla
“Orange marmalade-3” di jules – orange marmalade-3. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons –
“Flickr – cyclonebill – Bolle med appelsinmarmelade” di cyclonebill – Bolle med appelsinmarmelade. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons –
Arance aromatiche

Arance aromatiche per profumare l’albero di Natale o armadi e cassetti

Regali dalla mia cucina 1978
Possiamo realizzare le arance aromatiche per profumare cassetti e armadi, oppure per utilizzarli come addobbi profumati per l’albero di Natale; inoltre possono essere un piccolo dono per qualsiasi festività.
Sembra che la tradizione di questi frutti aromatici risalga al Medioevo, quando erano usati per tenere lontani le infezioni e i cattivi odori. Durante il regno di Elisabetta I d’Inghilterra, i nobili racchiudevano le erbe aromatiche, che portavano in viaggio, in preziose sfere di oro, argento o avorio.

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Occorrente per 4 arance

200 g di chiodi di garofano, 4 cucchiai di cannella in polvere, 4 cucchiai di drogapura, 4 cucchiaini di cardamomo, nastri colorati, nastro adesivo (largo come i nastri).

Preparazione

Usate soltanto frutta perfettamente sana, meglio se un po’ acerba. Appiccicate due cerchi verticali di nastro adesivo ad angolo retto sulla scorza delle arance. Infilate direttamente nella scorza rimasta libera i chiodi di garofano, tenete in mano le arance senza schiacciarle e premendo i chiodi con la radice.

Dovete ricoprire tutta la scorza. Posate le arance su di un vassoietto. Mescolate la cannella, la drogapura e il cardamomo e cospargeteli sulle arance. Conservatele così per 10 giorni, cospargetele ogni tanto con la polvere di spezie. Con un pennellino togliete la polvere in eccesso. Togliete il nastro adesivo e legate un nastro colorato al suo posto. Aspettate altri 10 giorni prima di chiudere le arance in una scatola.

Potete anche ricoprire tutta la scorza delle arance con i chiodi di garofano, se non desiderate legarle con i nastri per appenderle. Queste arance si conservano per 5-6 anni.

Per ravvivare il profumo, cospargetele ogni tanto con la polvere di spezie e conservatele così per due o tre giorni. Pulitele quindi con il pennello.

Regali dalla mia cucina 1978

prosciutto glassato arance chiodi di garofano

Arance aromatiche per profumare armadi e cassetti
Medio-evo, Rinascimento, Barocco: ricette con foto
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Scorzette (d'arancia) candite alla maniera di Petronilla

Scorzette (d’arancia) candite alla maniera di Petronilla

Sotto i baffi sorrideva l’altro giorno mio marito quando, a fin di pranzo, ho voluto sbucciare io stessa, a ciascuno, l’arancia. E con che cura io andavo sbucciando i frutti! Ne ho tagliati prima i…due poli (il nord e il sud); ho incisi poscia, nella buccia e per il lungo, 5 meridiani e, infine, con un po’ della tanta pazienza mia, ho tolta ad ogni frutto la grossa buccia in 5 pezzi intieri. – Che ne vuoi fare – m’andavan chiedendo, fra sorrisetti ironici, il marito e persino i ragazzi – che ne vuoi fare di…bucce? Ed io? Io zitta; ché, in certi campi, ad ogni buon conto, è meglio saper mantenere un dignitoso riserbo fino a che sia stato ottenuto, in pieno, l’effetto vagheggiato.

***
Che ne ho fatto? Ho messe le bucce in una scodellona d’acqua; le ho lasciate qualche ora in bagno rinnovandone però, di tratto in tratto, l’acqua; le ho poi distese su di un tovagliolo le ho fatte così asciugare; le ho poscia tagliate in listerelle alte circa 1/2 centimetro e lunghe 3; le ho messe su l’uno dei piatti della mia bilancia; sull’altro ho pesato altrettanto zucchero; ho versato lo zucchero in una casseruola; ho unito prima quel tantin d’acqua che è stato appena sufficiente a bagnar lo zucchero, e poscia le listerelle di buccia.
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Dal cassetto ho tolto quel tal cucchiaio di legno che tengo in serbo unicamente per rimescolare dolci; e con esso (messa la casseruola al fuoco) mescola e rimescola, finchè lo zucchero prima si è sciolto; poi ha cominciato a friggere; indi a bollire; e infine ad intrufolarsi, bollendo, dentro alle scorzette. Quando, dalla casseruola, tutto lo zucchero è sparito, e dentro non vi sono rimaste che le listerelle di buccia tutte impregnate di zucchero, l’ho capovolta su di un angolo del mio tavolo di marmo (se il piano ne fosse stato di legno avrei capovolta la casseruola su di un piatto); col cucchiaio ho distribuite in largo le scorzette; le ho lasciate raffreddare; e…

Candied Orange Peel, Sliced (4175935076).jpg   Candied Orange Peel, Simmered (4175179447).jpg   Candied Orange Peel (4175930962).jpg

E quando, il giorno appresso, nell’occasione del mio “grande ricevimento” marito e ragazzi han visto che il piatto dei miei biscotti cosparso delle mie scorzette candite, aveva un aspetto più che sciccoso…e quando le hanno assaggiate…e quando soprattutto, han sentita la moglie del notaio chiedermi in quale pasticceria le avessi acquistate…mi hanno lanciata un’occhiata!… Un’occhiata non suggerita certo dall’ironia. Quanto mi sono costate? Con il niente che costano le bucce e con quel che costano 2 etti di zucchero… Fate la prova e vi convincerete quanto economiche siano le dolcissime scorzette, allorchè vengono candite all’ultra economica, cioè in casa.

Altre ricette di Petronilla 1937
Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri
  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
 Scorzette (d’arancia) candite alla maniera di Petronilla
 Di David Adam Kess (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons
liquore Blue_Curacao )

“Curaçao” casalingo alla maniera di Petronilla

Il Curaçao è un liquore all’arancia amara (bigarade) e piante aromatiche. Scoperto per caso, il liquore fu affinato e commercializzato da una famiglia spagnola dell’isola di Curaçao, la famiglia Senior, nel corso del XIX secolo.  Il liquore ha un deciso gusto di arancia con gradazione alcolica e amarezza del gusto variabili a seconda del produttore.
Il colore è generalmente trasparente, ma vengono spesso commercializzate versioni colorate di verde, rosso, arancione e, soprattutto blu (E133)
 «Sapete che nel mare Caraibico, che cioè nel mare che bagna le spiagge nordiche dell’America del Sud, ci sono alcune isole sulle quali sventola, imperiosa, la bandiera dell’Olanda? E che una di quelle isole si chiama Curaçao? E che da quell’isola è pervenuta la ricetta di un liquore pregiatissimo, olandesissimo e costosissimo, che si chiama appunto Curaçao?
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Ebbene, se, in credenza, tra le vostre varie bottiglie di liquori, voleste averne anche una di Curaçao… – ma di Curaçao italiano e di marca casalinga – purchè non abbiate fretta nel prepararlo… purchè non vi spinga la necessità di subito offrirlo… e purchè non vi riesca spendere un pochettino… (senza alcool non si fan liquori, e purtroppo, non costa poco) eccomi ad insegnarvene il semplicissimo modo.
Mettete in una piccola bottiglia gr. 200 di alcool buono, a 90°; e, di mano in mano che durante 2-3 giornate andrete mangiando arance, ritagliatane la sola parte gialla della buccia (quella colma di essenze) e le listarelle, così ritagliate, mettetele dentro a quella bottiglia, fin che non le vedrete tutte ben stipate nell’alcool. Tappate allora per bene la bottiglia; riponetela; lasciatela riposare per un mese (è indispensabile, v’ho detto, non avere fretta). Quando il mese sarà passato, mettete in una piccola casseruola, a fuoco basso, mezzo chilogrammo di zucchero con 3-4 cucchiai d’acqua, e aprite ben bene gli occhi; e non allontanatevi mai dal fornello; e siate ben leste nel cogliere il minuto esatto, il minuto cioè nel quale vedrete lo zucchero cotto, ma non bruciato, ossia di colore marrone scuro, ma non ancora nero.
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Colto il punto, togliete la casseruola dal fuoco. In un altra casseruola, mettete invece a fuoco un chilo di zucchero con un litro e mezzo d’acqua; appena lo sciroppo bollirà, unite ad esso lo zucchero cotto; e lasciate raffreddare la miscela. Passate per un cola-tè quel tale infuso di bucce d’arance nell’alcool che sarà ormai tutto impregnato di essenze, con altri 400 gr. di alcool; versate tutto questo alcool nello sciroppo raffreddato; date con un cucchiaino uno rimescolata; imbottigliate.
***
Troppo costoso il mio Curaçao, per il vostro borsellino? Dimezzate, in questo caso, le dosi giacchè quelle che vi ho date valgono a preparare quasi due litri di liquore. Se il liquore è degno della spesa? Vi assicuro che se possedete vuota una di quelle bottiglie autentiche in terracotta nelle quali ci perviene il costosissimo liquore dalle fabbriche d’Olanda…; che se da quella stessa bottiglia verserete, offrendolo, il liquore di fabbrica casalinga…; che (soprattutto) se saprete starvene zitte…nemmeno il più guardingo ed astuto dei palati si accorgerà di essere stato … da voi imbrogliato!»
Ricette di Petronilla Ed.Olivini 1938
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  • NdR Blu Curaçao Per ottenere il colore blu intenso si aggiunge, agli ingredienti della ricetta, una punta di colorante alimentare E133.

Petronilla, chi era?Petronilla libri

PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»

“Curaçao” casalingo alla maniera di Petronilla
Par Coatilex — Travail personnel, Domaine public, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2567582
conserve conservare frutta

Conserviamo la frutta: al naturale, sciroppata, sotto spirito.

Oltre ad essere simpatico elemento decorativo, i vasi di conserva sono meraviglioso aiuto per la padrona di casa: anche se ormai è assai facile rifornire la cucina facendo la spesa al supermarket, è altrettanto vero che le conserve in genere, fatte in casa, acquistano un sapore particolare.

 Conservazione al naturale

Disponete nei vasi le frutta preparate, intere o divise a metà, a seconda delle loro dimensioni. Battete il fondo del vaso su un canovaccio ripiegato, posato sulla tavola, per aiutare le frutta a disporsi l’una accanto all’altra e riempite i vasi fino a circa 2 cm. dall’orlo. Aggiungete, ma è facoltativo, 2 o 3 cucchiai di zucchero per ogni vaso da 1 litro, a seconda dell’acidità delle frutta scelte. Chiudete ermeticamente i vasi e passate subito alla sterilizzazione.

uva passa sotto spirito

 

 

 

 

 

Conservazione nello sciroppo

Per questo tipo di conservazione si usa uno sciroppo di zucchero che si ottiene mescolando acqua e zucchero nelle proporzioni dovute e facendoli bollire. Dal momento in cui lo sciroppo comincia a bollire, calcolate un po’ meno di 1 minuto; utilizzatelo poi a freddo o appena tiepido. Tenete presente che anche la frutta conservata nello sciroppo va poi sterilizzata.

agrumi sciroppati arance mandariniuova_piselli-300x2251 fichi caramellati

 

 

 

 

fichi sciroppati (2)macedonia di frutta zucca cocomerina blanc mangerMarenata (sciroppo di amarene

 

 

 

 

Melone sciroppato uva (2)Ciliegie giubileo Escoffier Cherries-jubilee-

 

 

 

 

Conservazione sotto spirito

È il sistema di conservazione riservato in genere alle ciliegie (ciliegie grosse e a polpa dura), ma si possono conservare allo stesso modo anche grossi grani di uva, uva spina e piccole susine. Le frutta (ben mature e pulite) vanno trapassate più volte con un grosso ago (in tal modo l’acquavite in cui sarà immersa penetrerà meglio) e poi disposte nei vasi, aggiungendo lo zucchero e l’acquavite a 45° oppure alcool a 97°, in questo caso NON punzecchiare le frutta perchè seccherebbero. Chiudete i vasi e durante la prima settimana, rigirateli e scuoteteli un po’ in modo che lo zucchero e l’acquavite si possano mescolare bene. Le frutta sotto spirito non vanno mangiate prima che siano trascorsi almeno 2 mesi dal momento in cui sono state messe sotto spirito, meglio se questo tempo viene prolungato fino a 3 o 4 mesi.

La ricetta della nonna
«1 chilogrammo di pesche, o pere, o albicocche, 2 litri di grappa di vinacce buone, 4 cucchiai di zucchero caramellato.
Versate lo zucchero sul fondo del vaso da conserva, sopra mettete a spicchi la frutta (le albicocche a metà senza il nocciolo). Coprite con la grappa, invasate e lasciate per 60 giorni a maturare. Il frutto si serve sul piattino, il liquore nel bicchierino del rosolio.»

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 Frutta e verdura essiccate
  1.  Essiccamento “al sole”: è adottato in campagna nei paesi in cui il sole ha grande forza e quando si può contare su più giorni di sole consecutivi. Ci si serve di graticci formati da un intreccio di vimini, su cui si dispongono frutta e verdura pulite e, se occorre, tagliate a fette. I graticci vengono poi esposti in pieno sole coperti con una leggera garza per evitare polvere ed insetti. I graticci devono essere ritirati la notte e in genere 4 o 5 giorni bastano per un perfetto essicamento. In alcuni paesi funghi e pomodori vengono infilati in lunghe collane e quindi esposti al sole.
  2. Essicamento “con calore artificiale”: si può usare il forno tiepido a 50-60°. La porta del forno deve essere socchiusa per consentire l’uscita del vapore acqueo e l’operazione va compiuta in 3-4 giorni. Si tiene la frutta nel forno per 7-8 ore e quindi si leva lasciando sempre un intervallo di dodici ore fra un essicamento e l’altro.
  3. Essiccamento “misto”: si può cominciare l’essiccamento al sole e terminare in forno.

Fra le frutta più adatte: albicocche e pesche gialle, tagliate a metà e senza nocciolo. Pere e mele a fette. Prugne intere o anche aperte e snocciolate. Ciliegie intere.
Fra le verdure: funghi, tagliati a fette. Pomodori tagliati a metà e senza semi.

Pomodorini secchi sott'olio e sottacetoUva da conservare per la tavola di NatalePanetti d' uva passa (4)

 

 

 

 

Personalizziamo i barattoli delle marmellatePersonalizziamo i barattoli delle marmellate,

Conserve la frutta: al naturale, sciroppata, sotto spirito.