baldino castagnaccio

Il Baldino toscano, un dolce medievale ricco di storia

castagnaccio baldino.ortensio lando

Nel Medioevo la specie arborea più utile era il castagno. i suoi frutti, le castagne, erano un cibo insostituibile per le popolazioni alpine ed appenniniche. Le castagne venivano consumate fresche o secche, crude o cotte, bollite e arrostite. Venivano anche ridotte in farina nei molini, per preparare pietanze, focacce, dolciumi come il baldino (castagnaccio).

Poiché la castagna, elemento principe del castagnaccio, è molto diffusa in regioni quali il Veneto, il Piemonte, la Lombardia e la Toscana, è un po’ difficile stabilire quale sia veramente la patria del castagnaccio anche perché ogni regione ne propone una sua versione. Nel corso del tempo, però, il castagnaccio è diventato sempre più un dolce tipico Toscano anche per la sua storia legata strettamente a questa regione e in particolar modo alla citta di Siena. Il castagnaccio nasce inizialmente, come la maggior parte delle ricette tradizionali, come pietanza per i poveri contadini ottenuta appunto dalla castagna, molto diffusa nelle campagne.
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Certo è che questo dolce affondi le sue origini in un passato davvero remoto: basti pensare che già nel ‘500 era molto conosciuto e apprezzato tanto che un padre agostiniano lo cita in un suo scritto. In ogni caso, sembra che l’ideatore del castagnaccio sia stato proprio il toscano Pilade da Lucca che viene citato nel «Catalogo dell’inventori delle cose, che si mangiano, et delle bevande c’hoggidi s’usano» p. 68, pubblicato in appendice ad Ortensio Lando, Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia, et altri luoghi, Venezia nel 1553-1547.

«Pillade da Lucca: fu il primo che mangiasse castagnazzi, et minestra di semola, et di questo ne riportò loda» .

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baldino castagnaccio medioevo

Fu però a partire dall’800 che i toscani esportarono il castagnaccio nel resto d’Italia e fu sempre nell’800 che venne arricchito con uvetta, pinoli e rosmarino.

Il Baldino è conosciuto come castagnaccio (o anche castignà, migliaccio, ghirighio, patòna, torta di neccio, bòle), è una torta preparata con farina di castagne.

La ricetta di storica

di Chef Marco Silvestri, Taccuinigastrosofici.it
Ingredienti per 4 persone
  • 300 gr. di farina di castagne,
  • 380 gr. di acqua fredda,
  • 4 cucchiai di zucchero,
  • 2 cucchiai di olio toscano extravergine d’oliva,
  • 40 gr. di uvetta,
  • 40 gr. di pinoli,
  • 40 gr. di gherigli di noce,
  • 2 rametti di rosmarino,
  • un pizzico di sale.
Preparazione
  1. Iniziate la preparazione del castagnaccio mettendo a bagno l’uvetta in acqua fredda e tostando i pinoli in n padellino antiaderente.
  2. In una ciotola setacciate la farina di castagne e unite il pizzico di sale, lo zucchero, i 2 cucchiai di olio evo e l’acqua. L’acqua va aggiunta a filo, poco alla volta, continuando a mescolare con una frusta per evitare la formazione di grumi. Dovrete ottenere un composto fluido ma non eccessivamente liquido.
  3. Unitevi la metà dell’uvetta strizzata, dei pinoli e delle noci. Mescolate bene.
  4. Ungete con olio, una teglia rotonda di 26 cm. di diametro, versatevi il composto e guarnite la superficie con le noci, i pinoli e l’uvetta rimasti e gli aghetti di rosmarino.
  5. Terminate con un filo d’olio e passate a cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 45 minuti, fino a quando sulla superficie si saranno formate delle piccole crepe.
  6. Sfornate il castagnaccio e lasciatelo raffreddare prima di servirlo.
 Consigli dello chef

Una volta che avete mescolato la farina con l’acqua lasciate riposare il composto per 40 minuti prima di procedere alla cottura. Distribuite la frutta secca sul castagnaccio e versate un’abbondante filo d’olio prima di mettere il dolce in forno.
Se il tempo stringe utilizzate lo stesso composto per fare delle frittelle da cuocere in olio bollente: in 5 minuti sono fritte, poi rigirate nello zucchero semolato. Sono pronte per essere servite.

Castagnaccio mangiari ricchi e poveri

Mangiari dei ricchi e dei poveri di inizio ‘900: Il castagnaccio alla romagnola

Castagnaccio alla maniera di Petronilla

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Riso Venere con gorgonzola e noci

Facile e veloce ma di sicuro successo il Riso Venere con gorgonzola e noci

Il riso Venere nasce dall’incrocio tra una varietà di riso nero asiatico ed una varietà di riso italiano. Il chicco è color ebano e ha un caratteristico aroma di pane appena sfornato che si sprigiona durante la cottura. E’ un riso integrale ricco di fibre e antiossidanti ed è ottimo anche lessato e senza condimenti.

 Riso Venere con gorgonzola e noci

 Ingredienti e dosi per 4 persone
  • 280-300 gr. di riso Venere,
  • 150 gr. di gorgonzola dolce,
  • 30 gr. di parmigiano reggiano,
  • 40 gr. di noci,
  • 1 scalogno,
  • 30 gr. di burro,
  • sale
  •  brodo qb,
  • erba cipollina.
Preparazione

Tritate grossolanamente lo scalogno e le noci;  togliete la crosta ai formaggi poi spezzettateli. Lessate il riso Venere nel brodo per 15-20 minuti, quindi scolatelo e tenetelo in caldo.

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Nel frattempo in una padella, antiaderente e capiente, fate appassire lo scalogno nel burro, aggiungete i formaggi (ma tenetene un po’ da parte per decorare il piatto, perchè il riso Venere tinge qualsiasi altro ingrediente) e fateli sciogliere a fuoco dolcissimo fino ad ottenere un composto che abbia una consistenza cremosa; se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete un po’ di latte o di brodo.

Quando i formaggi saranno sciolti, unite il riso ormai cotto e mantecate, cioè amalgamate il tutto per rendere morbida e cremosa la preparazione con un mescolamento rapido e deciso.

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Distribuite sopra le noci tritate grossolanamente e servite, ricordandovi di decorare ogni piatto con pezzetti di formaggio, altre noci tritate e un po’ di erba cipollina spezzettata.

7 Riso Venere gorgonzola noci

Riso Venere con gorgonzola

Riso Venere con broccoli e uvetta

Riso Venere e zucchine con sugo al salmone

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Salsa ligure di noci

La Liguria è conosciuta per le sue bellezze naturali, i panorami ed i fiori, ma è giusto ricordare anche le specialità gastronomiche di questa regione: il tradizionale Pesto, il brodo di  pesce, la Fugassa (classica focaccia genovese), la Farinata di ceci, la Torta pasqualina con i suoi tanti strati di bontà e la Torta con le mandorle alla Mazzini.
Un’altra delizia ligure è la salsa di noci (in ligure sarsa de noxe o tocco de noxe, ajà sull’Appennino piacentino e nel Tortonese) che è un condimento a base di noci pestate a freddo nel mortaio con olio di oliva, aglio, sale e pane ammollato nel latte. La principale difficoltà in questo tipo di preparazione è da individuarsi nella pulitura dei gherigli, i quali devono essere prima scottati in acqua bollente e poi spellati manualmente uno ad uno. Esistono delle varianti come l’aggiunta di maggiorana, o di finocchietto selvatico, oppure un pizzico di menta, prezzemolo, formaggio grana. Si accompagna come condimento a tanti tipi di pastasciutta (in particolare ai pansoti), ma anche alle trofie di castagne e ai corzetti. Prima di servire alla pasta condita con la salsa, viene aggiunto del formaggio grana grattugiato.
La salsa di noci è assieme al pesto, uno dei condimenti principali della cucina ligure ed è usata prevalentemente a Genova, in provincia e nell’intero Genovesato.

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La ricetta

Ingredienti
  • 500 gr. di noci,
  • un piccolo spicchio d’aglio,
  • olio di oliva evo ligure,
  • mollica di pane,
  • prescinsêua (latte cagliato ligure),
  • sale.
 Preparazione

Scottate in acqua bollente i gherigli delle noci, in modo da poterli pelare con facilità. Metteteli un po’ alla volta in un mortaio, unite la mollica di pane, che avrete precedentemente bagnata nell’acqua e strizzata (assorbirà l’olio delle noci che darebbe un sapore amarognolo alla salsa). quindi aglio e sale. Pestate gli ingredienti sino ad ottenere una crema ben amalgamata. Setacciate poi la salsa, facendola cadere in una scodella, unitevi il latte cagliato (prescinsêua), e tre cucchiai di olio evo. Mescolate ancora.

Con questa salsa potete condire pesce, carne o pasta (in questo caso aggiungete abbondante parmigiano grattugiato.

Mazze di tamburo fritte in salsa di noci

Pasta verde ripiena al formaggio di fossa con gherigli di noci per la Festa dei Becchi di Sant’Arcangelo di Romagna

Scaloppine con funghi in salsa di noci

 

Torta dolce di carote e cacao con le noci

Torta dolce di carote e cacao con le noci

Ingredienti e dosi per 4 persone
  • 200 gr. di carote,
  • 150 gr. di farina 00,
  • 50 gr. di fecola,
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • 50 gr. di olio di semi,
  • 100 gr. di zucchero,
  • 50 gr. di cacao amaro,
  • gocce di cioccolato,
  • 1 uovo,
  • 3 noci,
  • la buccia grattugiata di un limone,
  • 1 bicchiere di latte,
  • un pizzico di sale.
Preparazione
Pulite le carote e tagliatele finemente, poi passatele al mix  con il latte. Grattugiate la buccia del limone.
In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, il lievito, l’uovo, le noci sbriciolate, il cacao, le gocce di cioccolato, l’olio e il sale e mescolate per amalgamare bene gli ingredienti.
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Aggiungete, quindi, le carote passate al mix e mescolate ancora: si otterrà un composto abbastanza liquido che comunque non avrà problemi a lievitare una volta in forno.
Ungete uno stampo e versatevi l’impasto. Mettetelo in forno caldo e cuocete per 35-40 minuti a 180 gradi. Sfornate, togliete dallo stampo la torta e lasciate raffreddare su una griglia. Quando la torta sarà raffreddata, cospargete la superficie con zucchero a velo o crema al burro (Buttercream).
Vino
Prosecco (Veneto), Albana amabile di Romagna, Orvieto classico amabile (Umbria).
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Torta dolce di carote e cacao con le noci “Carrot cake”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons”Carrot cake half eaten”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
Pesto di rucola e mandorle

Pesto di rucola con noci o mandorle

In questi giorni mi è stata regalata così tanta rucola che ho pensato di fare come “la cuciniera del 1893″ che, in mancanza del basilico, consigliava di usare maggiorana e prezzemolo per il pesto alla genovese. Ho, allora, preparato un gustosissimo Pesto di Rucola e, una parte l’ho surgelata, e l’altra l’ho messa in frigo (in vasetti di vetro), perchè si conserva benissimo almeno una settimana.
Questa deliziosa salsa la utilizzerò per condire la pasta, o per insaporire il pesce, il bollito e l’insalata mista, o per profumare tartine, crostini e crostoni.

La ricetta è facilissima e veloce, occorreranno circa 5 minuti di preparazione.

Ingredienti e dosi per 400 gr. di pesto
  • 100 gr. di rucola,
  • 150 gr. di olio evo,
  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo),
  • 50 gr. di parmigiano
  • 50 gr. di pecorino.
  • 50 gr. di mandorle pelate (o noci o pinoli).

Preparazione

Lavate bene ed asciugate la rucola, mettetela nel bicchiere del mixer e unite gli altri ingredienti. Frullate.

Busiate trapanesi integrali Bio al pesto di rucola Le busiate sono una pasta fatta in casa tipica siciliana. Vengono attorcigliate ad un ramo di buso (che è il fusto della disa o saracchio), da questo deriva il loro nome. Tradizionalmente venivano consumate condite con salsa di pomodoro fresco, il cosiddetto pizzutello, accompagnata da melanzane o zucchine fritte, o anche da pesce fritto (ritondo, menola, cicerello).

pesto rucola pasta (2)_tn

Pesto di rucola e mandorle

File: Salsa alla crema di pollame, 2006.jpg

Piadina romagnola farcita con stracchino e rucola

Di Katrin Gilger – Pesto, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89958547
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Ravioli vegani farciti di asparagi e noci

I mazzi di asparagi che compaiono a primavera inoltrata sui banchi degli ortolani, ci riportano ogni anno il saporito gusto di un ortaggio conosciuto fin dall’antichità. Gli egizi, infatti, lo offrivano in omaggio agli dei ed i Greci lo consideravano un alimento apportatore di felicità. Gli asparagi, dunque, hanno avuto in ogni epoca grandi estimatori e oggi, grazie alla surgelazione, abbiamo il privilegio di poterli avere in tavola tutto l’anno per preparare raffinate e saporite pietanze.

Una primo piatto veramente delicato e gustoso sono questi

Ravioli vegani di asparagi e noci

Ingredienti e dosi per 4 persone
  • 200 gr. di farina 00,
  • 2 cucchiai di olio di semi,
  • acqua q.b,
  • 150 gr. di punte di asparagi bollite,
  • 50 gr. di gherigli di noci,
  • 8 foglie di salvia,
  • olio d’oliva extravergine q.b,
  • sale q.b, pepe q.b.
Preparazione

Mettete la farina in una terrina e unitevi l’olio di semi e la quantità d’acqua sufficiente a creare un buon impasto.
Lasciate riposare qualche minuto mentre preparate il ripieno. Tagliate le punte d’asparagi a tocchetti e mettetele per qualche minuto in padella con i gherigli di noce, un po’ d’olio, sale e pepe.

asparagi

1 orecchioni tortelli (2)2 orecchioni tortelli (2)

Quando il tutto si sarà insaporito, fatelo passare in un mixer.
Stendete la pasta con un mattarello e create i vostri ravioli utilizzando, se non avete stampi appositi, un bicchiere a bocca abbastanza larga. Riempite un lato del raviolo, bagnate i bordi con un po’ d’acqua e ripiegatelo a mezzaluna.
Fateli cuocere in abbondante acqua bollente per circa 10 minuti. Nel frattempo fate rosolare le foglie di salvia con l’olio, in modo che questo si insaporisca. Scolate i vostri ravioli, conditeli e serviteli con la salvia.

 Accorgimenti

Stendete la pasta in modo che risulti abbastanza sottile e facile da cuocere, ma anche con una consistenza tale che non si rompa in cottura col peso del ripieno. Fate passare i ravioli nella farina prima di disporli su un piatto, così non si attaccheranno e non rischierete di romperli. Se invece temete che possano legarsi tra loro in cottura, basta versare un goccio d’olio nell’acqua.

Idee e varianti

All’interno del ripieno potrete mettere qualche erba o spezia a vostro piacere.

Triangoli ripieni con stridoli (Silene vulgaris) e ricotta

Tortelli al radicchio rosso trevigiano con crema di Squacquerone e mandorle

Maultaschen, Ravioli bavaresi

[[File:Ravioli Pasta Salad.jpg|Ravioli_Pasta_Salad]]
Torta di cachi con frutta secca ed amaretti

Torta di cachi, kaki, con frutta secca ed amaretti

 Ingredienti per 4 persone
  • 4–6 cachi,
  • 400 gr. di farina,
  • 200 gr. di zucchero,
  • 150 gr. di burro,
  • 2 uova,
  • 100 gr. di mandorle,
  • 100 gr. di noci,
  • 100 gr. di amaretti sbriciolati,
  • 100 gr. di canditi,
  • 80 gr. di cioccolato fondente a tocchetti,
  • gr. 100 di uvetta (ammollata in un poco di rhum),
  • una bustina di lievito per dolci.
 Preparazione

 Pulite i cachi dalla buccia. Metteteli, poi, in una ciotola e schiacciateli bene con le mani. Aggiungete gli ingredienti, tranne i canditi, ed il lievito. Amalgamate bene il tutto ed infine aggiungete il lievito. Infine aggiungete il lievito.

Versate il composto in una tortiera imburrata del diametro di circa 30 cm. o foderata con carta da forno. Decorate con i canditi e qualche gheriglio di noce.

Cuocete in forno ben caldo a 200 gradi. Dopo 10 minuti portate la temperatura a 180 gradi e lasciate cuocere per altri 30-35 minuti circa. Fate la prova stecchino: infilate uno stecchino nella torta, se esce asciutto la torta è cotta.
Vino

Chardonnay, Moscato, Soave, Prosecco.

Torta di cachi con frutta secca ed amarettiTorta di cachi 2

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Un consiglio

Cachi troppo maturi? Usateli per fare una maschera, 1 volta alla settimana, sulla pelle del viso. Risciacquate bene. E’ un segreto giapponese

Torta di caachi 1

Crostata con i kaki, cachi, semplice e veloce

Tempo di kaki, cachi! Tempo di confettura

scaloppine funghi salsa noci

Scaloppine con funghi in salsa di noci

Gold Phoenix Steak House
 Ingredienti per 4 persone
  • 8 fettine di vitello,
  • 500 gr. di funghi misti (o champignon),
  • 1 cipolla,
  • 3 cucchiai di farina,
  • 50 gr. di burro,
  • 15 gherigli di noci,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 4 cucchiai circa di latte,
  • brodo,
  • sale e pepe.

funghi porcini Scaloppine

Preparazione

Mondate i funghi: Con un coltellino pelate via la parte terrosa all’estremità inferiore dei gambi, prendendo insieme quanta meno polpa è possibile. Mondate anche le parti sciupate. Lavateli velocemente sotto acqua fredda corrente, strofinandoli con uno spazzolino morbido, Asciugateli immediatamente con cura. Affettateli e versateli in tegame e cuoceteli su fiamma media finchè uscirà l’acqua di vegetazione; dopo un paio di minuti alzate il fuoco, unite il burro, l’aglio ed il prezzemolo tritati, sale, pepe e lasciate cucinare per 10 minuti, quindi teneteli al caldo.

salsa-di-noci

Salsa alle noci:

Nel frattempo, se necessario, battete leggermente le fettine e infarinatele. Appassite in padella la cipolla tritata in una noce di burro, unite le fettine di carne e doratele da ambo le parti facendo attenzione a che non attacchino. Regolate il sale e il pepe, bagnate con un po’ di brodo e cuocete per 5 minuti a fuoco basso. Scolate le fettine dal fondo di cottura e tenetele in caldo.

Preparate la salsa alle noci:

Aggiungete il latte al sughino delle scaloppine (regolatevi: se occorre versatene dell’altro per formare una crema), mescolate bene e unite le noci tritate finemente; cuocete per un altro minuto a fiamma bassa.

Mettete nel tegame con la salsa alle noci le scaloppine e i funghi, lasciate il tutto per qualche secondo ad insaporirsi. Presentate la carne e i funghi in un piatto di portata ricoperti con la salsa. Servite.

  • C’è un trucco per far uscire una noce tutta intera dal guscio:
    lasciatele a bagno tutta una notte in acqua salata e schiacciatele poi, con molta attenzione.

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Scaloppine con champignon in salsa di noci

Salsa ligure di noci

A US Beef steak with mixed mushrooms from Gold Phoenix Steak House, Tuen Mun.jpg [[File:A US Beef steak with mixed mushrooms from Gold Phoenix Steak House, Tuen Mun.jpg|A_US_Beef_steak_with_mixed_mushrooms_from_Gold_Phoenix_Steak_House,_Tuen_Mun]]
cotolette funghi mazze di tamburo

Mazze di tamburo fritte in salsa di noci

La mazza di tamburo (Macrolepiota procera) è volgarmente conosciuta anche come puppola, bubbola maggiore, ombrellone o parasole. È uno dei più vistosi, conosciuti ed apprezzati funghi commestibili. La sua tossicità da cruda, caratteristica poco nota e comune ad altre specie congeneri, è causa di non infrequenti intossicazioni (v. le note sulla commestibilità).

Una volta fritte, possiamo servire i funghi accompagnati da una deliziosa Salsa alle noci

mazze di tamburo salsa noci

Mazze di tamburo fritte, la ricetta di Paolera

Ingredienti
  • 8 funghi (quelli che ho trovato io)
  • 5 uova, un goccio di latte,
  • pane grattugiato,
  • olio extra vergine,
  • sale e pepe.

Cotolette di funghi mazze di tamburo

Preparazione

il procedimento è semplicissimo: immergerli nell’uovo sbattuto al quale ho aggiunto un goccio di latte e un pizzico di sale per renderlo più fluido..

Cotolette di funghi (2)Cotolette di funghi (3).Cotolette di funghi (4)

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.e passarli nel pane grattugiato che ho fatto frullando grossolanamente del pane secco integrale con del pane secco normale.

Cotolette di funghi (5)Cotolette di funghi (6)funghi .

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Ecco la pila pronta per la frittura in una capiente teglia aspettiamo che l’olio diventi molto caldo.. e incominciamo.. rigiriamoli…eccoli pronti..vi consiglio di mangiarli caldi.

Vino
I vini da scegliere sono certamente gli spumanti: l’anidride carbonica, che origina la spuma, è ripulente del gusto così da tenere un’efficace antagonista delle preparazioni grasse e dei fritti, rendendo la portata più fresca e leggera. potremmo optare per un Franciacorta, con bollicine finissime, persistenti, e spuma ricca. Ha sentori di frutto di bosco, mentre il sapore è secco, con sensazioni di frutta e possibili note amarognole.
Come regola generale quindi se i funghi sono gli unici protagonisti del piatto, o sono accompagnati da amidi come pasta, riso, polenta e patate, il vino sarà necessariamente delicato. Se invece guarniscono cibi più saporiti, il vino da scegliere dovrà saper bilanciare la componente più saporita del piatto, ossia la carne. everywine.biz

Salsa ligure di noci

Cotolette di funghi Pleurotus

[[File:Parasol mit Pilzsauce.jpg|thumb|Parasol mit Pilzsauce]]Mazze di tamburo in salsa di noci
spaghetti noci quaresima macccheroni lunghi

Maccheroni lunghi (spaghetti) al pangrattato da Quaresima dell’ Artusi

Il Risorgimento della cucina italiana
Il 2011 è stato l’anno dei 150 anni dall’Unità d’Italia ma anche dei 100 anni dalla morte di Artusi. E’, quindi, un’occasione per ricordare il contributo di Pellegrino Artusi alla formazione di un’identità nazionale basata anche sulla varietà che si ritrova in una tavola imbandita.

« Molti leggendo questa ricetta esclameranno: – Oh che minestra ridicola! – eppure a me non dispiace; si usa in Romagna e, se la servirete a dei giovanotti, sarete quasi certi del loro aggradimento.

Pestate delle noci framezzo a pangrattato, uniteci dello zucchero a velo e l’odore delle spezie e, levati asciutti gli spaghetti dall’acqua, conditeli prima con olio e pepe, poi con questo pesto a buona misura.

Per grammi 400 di spaghetti, che possono bastare per cinque persone:

Noci sgusciate, grammi 60.
Pangrattato, grammi 60.
Zucchero bianco a velo, grammi 30.
Spezie fini, un cucchiaino colmo. »

Pellegrino Artusi (18201911) è stato uno scrittore, gastronomo e critico letterario italiano; fu autore di un notissimo libro di cucina, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.
Il caso del minestrone ed il colera
Di particolare interesse è una testimonianza dello stesso Artusi riguardo ad una sua disavventura avvenuta durante la stagione dei bagni a Livorno, nel 1855, quando lo stesso gastronomo entrò a diretto contatto con il colera, la malattia infettiva che in quegli anni mieteva molte vittime in Italia.
Giunto a Livorno, Artusi si recò in una trattoria per cenare. Dopo avere consumato il minestrone, decise di prendere alloggio presso la palazzina di un certo Domenici in piazza del Voltone. Come Artusi testimonia, passò la notte in preda a forti dolori di stomaco e diede la colpa per questi ultimi al minestrone. Il giorno dopo, di ritorno a Firenze, gli giunse la notizia che Livorno era stata colpita dal colera e che il Domenici ne era caduto vittima. Fu allora che comprese chiaramente la situazione: non era stato il minestrone, ma i primi sintomi della malattia infettiva a procurargli i forti dolori intestinali.Artusi: Giugno - Nota pranzo I
L’episodio convinse l’Artusi a scrivere una personale e celebre ricetta del minestrone.

 

Mangiari di Quaresima dei ricchi e dei poveri di inizio ‘900: Favata, Ceciata, Fagiolata, Poveretta

Capricci di Mezzaquaresima, cookies alle mandorle

Nidi di tagliatelle dolci e fritti, per Mezzaquaresima

Mangiari di metà Quaresima, detta anche della SÉGAVÈCIA (Segavecchia), dei primi del ‘900