Riso Venere con gorgonzola e noci

Facile e veloce ma di sicuro successo il Riso Venere con gorgonzola e noci

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Il riso Venere nasce dall’incrocio tra una varietà di riso nero asiatico ed una varietà di riso italiano. Il chicco è color ebano e ha un caratteristico aroma di pane appena sfornato che si sprigiona durante la cottura. E’ un riso integrale ricco di fibre e antiossidanti ed è ottimo anche lessato e senza condimenti.

 Riso Venere con gorgonzola e noci

 Ingredienti e dosi per 4 persone

280-300 gr. di riso Venere, 150 gr. di gorgonzola dolce, 30 gr. di parmigiano reggiano, 40 gr. di noci, 1 scalogno, 30 gr. di burro, sale e brodo qb, erba cipollina.

Preparazione

Tritate grossolanamente lo scalogno e le noci;  togliete la crosta ai formaggi poi spezzettateli. Lessate il riso Venere nel brodo per 15-20 minuti, quindi scolatelo e tenetelo in caldo.

riso venere gorgonzola (2)    riso venere    riso venere gorgonzola

Nel frattempo in una padella, antiaderente e capiente, fate appassire lo scalogno nel burro, aggiungete i formaggi (ma tenetene un po’ da parte per decorare il piatto, perchè il riso Venere tinge qualsiasi altro ingrediente) e fateli sciogliere a fuoco dolcissimo fino ad ottenere un composto che abbia una consistenza cremosa; se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete un po’ di latte o di brodo.

Quando i formaggi saranno sciolti, unite il riso ormai cotto e mantecate, cioè amalgamate il tutto per rendere morbida e cremosa la preparazione con un mescolamento rapido e deciso.

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Distribuite sopra le noci tritate grossolanamente e servite, ricordandovi di decorare ogni piatto con pezzetti di formaggio, altre noci tritate e un po’ di erba cipollina spezzettata.

riso venere con gorgonzola (2) Riso Venere con gorgonzola e noci
salsa noci

Salsa ligure di noci

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La Liguria è conosciiuta per le sue bellezze naturali, i panorami ed i fiori, ma è giusto ricordare anche le specialità gastronomiche di questa regione: il tradizionale Pesto, il brodo di  pesce, la Fugassa (classica focaccia genovese), la Farinata di ceci, la Torta pasqualina con i suoi tanti strati di bontà e la Torta con le mandorle alla Mazzini.
Un’altra delizia ligure è la salsa di noci (in ligure sarsa de noxe o tocco de noxe, ajà sull’Appennino piacentino e nel Tortonese) che è un condimento a base di noci pestate a freddo nel mortaio con olio di oliva, aglio, sale e pane ammollato nel latte. La principale difficoltà in questo tipo di preparazione è da individuarsi nella pulitura dei gherigli, i quali devono essere prima scottati in acqua bollente e poi spellati manualmente uno ad uno. Esistono delle varianti come l’aggiunta di maggiorana, o di finocchietto selvatico, oppure un pizzico di menta, prezzemolo, formaggio grana. Si accompagna come condimento a tanti tipi di pastasciutta (in particolare ai pansoti), ma anche alle trofie di castagne e ai corzetti. Prima di servire alla pasta condita con la salsa, viene aggiunto del formaggio grana grattugiato.
La salsa di noci è assieme al pesto, uno dei condimenti principali della cucina ligure ed è usata prevalentemente a Genova, in provincia e nell’intero Genovesato.

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La ricetta

Ingredienti

500 gr. di noci, un piccolo spicchio d’aglio, olio di oliva evo ligure, mollica di pane, prescinsêua (latte cagliato ligure), sale.

 Preparazione

Scottate in acqua bollente i gherigli delle noci, in modo da poterli pelare con facilità. Metteteli un po’ alla volta in un mortaio, unite la mollica di pane, che avrete precedentemente bagnata nell’acqua e strizzata (assorbirà l’olio delle noci che darebbe un sapore amarognolo alla salsa). quindi aglio e sale. Pestate gli ingredienti sino ad ottenere una crema ben amalgamata. Setacciate poi la salsa, facendola cadere in una scodella, unitevi il latte cagliato (prescinsêua), e tre cucchiai di olio evo. Mescolate ancora.

Con questa salsa potete condire pesce, carne o pasta (in questo caso aggiungete abbondante parmigiano grattugiato:

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800px-Pansotti_alle_noci_02scaloppine con noci

 

 

 

 

 

 

Torta dolce di carote e cacao con le noci

Torta dolce di carote e cacao con le noci

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Ingredienti e dosi per 4 persone

200 gr. di carote,150 gr. di farina 00, 50 gr. di fecola, 1 bustina di lievito per dolci, 50 gr. di olio di semi, 100 gr. di zucchero, 50 gr. di cacao amaro, gocce di cioccolato, 1 uovo, 3 noci, la buccia grattugiata di un limone, 1 bicchiere di latte, un pizzico di sale.

Preparazione
Pulite le carote e tagliatele finemente, poi passatele al mix  con il latte. Grattugiate la buccia del limone.
In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, il lievito, l’uovo, le noci sbriciolate, il cacao, le gocce di cioccolato, l’olio e il sale e mescolate per amalgamare bene gli ingredienti. Aggiungete, quindi, le carote passate al mix e mescolate ancora: si otterrà un composto abbastanza liquido che comunque non avrà problemi a lievitare una volta in forno. Ungete uno stampo e versatevi l’impasto. Mettetelo in forno caldo e cuocete per 35-40 minuti a 180 gradi. Sfornate, togliete dallo stampo la torta e lasciate raffreddare su una griglia. Quando la torta sarà raffreddata, cospargete la superficie con zucchero a velo o crema al burro (Buttercream).
Torta dolce di carote e cacao con le noci
Vino
Prosecco (Veneto), Albana amabile di Romagna, Orvieto classico amabile (Umbria).
Leggi anche

Carrot cake half eaten.jpg

“Carrot cake half eaten”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
“Carrot cake”. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

 

Gnocchi di patate e noci al semolino in salsa besciamella

Gnocchi di patate e noci al semolino in salsa besciamella

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Ingredienti e dosi per 4 persone

750 gr. di patate, 50 gr. di gherigli di noci, 3 uova, 150 gr. di parmigiano grattugiato, semolino di grano, noce moscata, sale e pepe, salsa besciamella.

Preparazione

Dopo aver lessato le patate, pelatele mentre sono ancora calde, quindi passatele nello schiacciapatate.
Raccoglietele sul piano di lavoro e mescolate ad esse i gherigli di noce ben pestati, le uova sbattute, i due terzi del formaggio grattugiato, una “grattugiatina” di noce moscata, sale, pepe.
Impastate tutto con il semolino necessario per dare corpo al composto, che deve risultare di giusta consistenza e bene amalgaato. Ricavatene dei lunghi rollini da tagliare a pezzetti di due centimetri circa.

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Se avete il tempo ed un minimo di abilità fate scorrere ogni gnocchetto sulla grattugia o sui rebbi della forchetta incavandolo contemporaneamente con il pollice. Lessateli  poi in acqua bollente e scolateli.

Servite questo gnocchetti asciutti conditi con una besciamella non troppo densa alla quale avrete incorporato, via dal fuoco, il rimanente formaggio.

Vino

Cerveteri (Lazio), Frascati (Lazio), Soave (Veneto), Recioto (Veneto), Trebbiano di Romagna

gnocchi besciamella

 Gnocchi di patate e noci al semolino in salsa besciamella
Gli gnocchi sono una preparazione di cucina estremamente diffusa in molti paesi del mondo e presentano differenze notevoli da un tipo all’altro sia per forma che per ingredienti Per semplificare possiamo definirli come piccoli pezzi di impasto, solitamente di forma tondeggiante, che vengono bolliti in acqua o brodo e quindi conditi con salse varie.
Gli gnocchi già descritti a partire dalla seconda metà del Settecento, nel 1880 si diffusero a macchia d’olio quelli a base di patate. Solitamente vengono conditi con sugo di carne o al ragù, ma anche in bianco con burro fuso e formaggio, con l’aggiunta di aromi come la salvia, o spezie come la noce moscata o la cannella. La storia degli gnocchi di patate ha inizio quando vennero importate in Europa le prime patate provenienti dal continente americano. Gli altri tipi di gnocchi comparvero dapprima nei banchetti rinascimentali della Lombardia; venivano impastati con mollica di pane, latte e mandorle tritate e venivano chiamati zanzarelli. Per preparare gli zanzarelli venivano utilizzati ingredienti particolari che ne determinavano la differente colorazione: ad esempio vi erano gli zanzarelli verdi, impastati con bietola e spinaci che sono molto tipici, e gli zanzarelli gialli, realizzati con l’aggiunta di zucca o di zafferano.C’erano poi malfatti bianchi, impastati con carne di pollo tritata, ed arancioni, quando venivano preparati con carote. Nel Seicento invece subirono un lieve cambiamento nel nome e nella preparazione.  […]
Ravioli vegani farciti di asparagi e noci

Ravioli vegani farciti di asparagi e noci

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I mazzi di asparagi che compaioni a primavera inoltrata sui banchi degli ortolani, ci riportano ogni anno il saporito gusto di un ortaggio conosciuto fin dall’antichità. Gli egizi, infatti, lo offrivano in omaggio agli dei ed i Greci lo consideravano un alimento apportatore di felicità. Gli asparagi, dunque, hanno avuto in ogni epoca grandi estimatori e oggi, grazie alla surgelazione, abbiamo il privilegio di poterli avere in tavola tutto l’anno per preparare raffinate e saporite pietanze.

Una primo piatto veramente delicato e gustoso sono questi

Ravioli vegani di asparagi e noci

Ingredienti e dosi per 4 persone

200 gr. di farina 00, 2 cucchiai di olio di semi, acqua q.b, 150 gr. di punte di asparagi bollite, 50 gr. di gherigli di noci, 8 foglie di salvia, olio d’oliva extravergine q.b, sale q.b, pepe q.b.

Preparazione

Mettete la farina in una terrina e unitevi l’olio di semi e la quantità d’acqua sufficiente a creare un buon impasto.
Lasciate riposare qualche minuto mentre preparate il ripieno. Tagliate le punte d’asparagi a tocchetti e mettetele per qualche minuto in padella con i gherigli di noce, un po’ d’olio, sale e pepe. Quando il tutto si sarà insaporito, fatelo passare in un mixer.
Stendete la pasta con un mattarello e create i vostri ravioli utilizzando, se non avete stampi appositi, un bicchiere a bocca abbastanza larga. Riempite un lato del raviolo, bagnate i bordi con un po’ d’acqua e ripiegatelo a mezzaluna.
Fateli cuocere in abbondante acqua bollente per circa 10 minuti. Nel frattempo fate rosolare le foglie di salvia con l’olio, in modo che questo si insaporisca. Scolate i vostri ravioli, conditeli e serviteli con la salvia.

 Accorgimenti

Stendete la pasta in modo che risulti abbastanza sottile e facile da cuocere, ma anche con una consistenza tale che non si rompa in cottura col peso del ripieno. Fate passare i ravioli nella farina prima di disporli su un piatto, così non si attaccheranno e non rischierete di romperli. Se invece temete che possano legarsi tra loro in cottura, basta versare un goccio d’olio nell’acqua.

Idee e varianti

All’interno del ripieno potrete mettere qualche erba o spezia a vostro piacere.

ravioli tortelli

Ravioli vegani farciti di asparagi e noci
Ricette con la Frutta secca

La Frutta secca è il fiore di Natale

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In inverno sulle bancarelle e nelle vetrine, i cestini raccolgono la frutta secca tutta colore, sapore e profumo. Essiccate al sole le prugne, le albicocche, le uvette dolcissime: diventeranno ricche di zuccheri, come i fichi, le noci, le nocciole, le mandorle, le arachidi, i datteri. Più ne abbiamo in casa, più saranno completi e invitati i pranzi dell’inverno.
La frutta secca è un alimento prevalentemente energetico con alto contenuto in grassi o in zuccheri: sono frutti oleosi le noci, le mandorle, le nocciole, le arachidi, le noci brasiliane, i pinoli; sono frutti zuccherosi le prugne, i fichi, i datteri e l’uva. Numerosi frutti e semi si prestano a essere preparati sotto forma di frutta secca, il che permette loro di essere conservati ben al di là del normale periodo di conservazione. Questo procedimento può riguardare frutti sia interi, sia tagliati a pezzi, a cubetti o anche macinati.

La frutta secca può essere consumata così com’è oppure può essere impiegata come ingrediente nella preparazione di ricette culinarie o di pasticceria.

 Pietanze con la frutta secca

Primi

Busecchina lombarda con castagne seccheGnocchi di patate e noci al semolino in salsa besciamellaMezze penne al gorgonzolaMinestra e Passato di castagne in grasso ed in magro

 

 

 

 

Secondi di Pesce

Calamari con olive nere, uvetta e pinoli Apt_Chat_qui_pêche_Supoins_à_la_provençaleFiletti di sgombro con salsa di noci alla mentaTorta salata al salmone e caviale

 

 

 

 

Secondi di Carne

Agnello in Tajine con prugne e spezieCignale (cinghiale) dolce-forte ArtusiLepre in dolce e forteStufato al vino bianco in salsa di prugne ed albicocche

 

 

 

 

Dolci

Pasta frolla: Barchette con crema al pistacchio e con crema e fragoleBiscotti di mandorle alla maniera di PetronillaBuccellato toscanoCastagne al rum

 

 

 

 

Varie

Dolci dell'Epifania nel mondoChicchi d'uva con Gorgonzola e pistacchiPolpettine di spinaci in crostasalsa noci

 

 

 

 

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  Ricette con la Frutta secca
Di Stefan Jurca from Munich, Germany – München, CC BY-SA 2.0,  
Torta di cachi con frutta secca ed amaretti

Torta di cachi con frutta secca ed amaretti

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 Ingredienti per 4 persone

4–6 cachi, 400 gr. di farina, 200 gr. di zucchero, 150 gr. di burro, 2 uova, 100 gr. di mandorle, 100 gr. di noci, 100 gr. di amaretti sbriciolati,100 gr. di canditi, 80 gr. di cioccolato fondente a tocchetti, g. 100 di uvetta (ammollata in un poco di rhum), una bustina di lievito per dolci.

 Preparazione

 Pulite i cachi dalla buccia. Metteteli, poi, in una ciotola e schiacciateli bene con le mani. Aggiungete gli ingredienti, tranne i canditi, ed il lievito. Amalgamate bene il tutto ed infine aggiungete il lievito.infine aggiungete il lievito.

torre cachi     .cachi Mehrere_Kaki    torta di cachi (3)    torta di cachi (8)

Versate il composto in una tortiera imburrata del diametro di circa 30 cm. o foderata con carta da forno. Decorate con i canditi e qualche gheriglio di noce.

torta di cachi (2)    torta di cachi (5)    torta di cachi (4)    torta di cachi
Cuocete in forno ben caldo a 200 gradi. Dopo 10 minuti portate la temperatura a 180 gradi e lasciate cuocere per altri 30-35 minuti circa. Fate la prova stecchino: infilate uno stecchino nella torta, se esce asciutto la torta è cotta.
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 Vino

Chardonnay, Moscato, Soave, Prosecco.

 Un consiglio

Cachi troppo maturi? Usateli per fare una maschera, 1 volta alla settimana, sulla pelle del viso. Risciacquate bene. E’ un segreto giapponese

torta di cachi (6)

Scaloppine con champignon in salsa di noci

Scaloppine con champignon in salsa di noci

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 Ingredienti per 4 persone

8 fettine di vitello, 500 gr. di funghi misti (o champignon), 1 cipolla, 3 cucchiai di farina, 50 gr. di burro, 15 gherigli di noci, 1 spicchio d’aglio, 4 cucchiai circa di latte, brodo, sale e pepe.

Preparazione

Mondate i funghi: Con un coltellino pelate via la parte terrosa all’estremità inferiore dei gambi, prendendo insieme quanta meno polpa è possibile. Mondate anche le parti sciupate. Lavateli velocemente sotto acqua fredda corrente, strofinandoli con uno spazzolino morbido, Asciugateli immediatamente con cura. Affettateli e versateli in tegame e cuoceteli su fiamma media finchè uscirà l’acqua di vegetazione; dopo un paio di minuti alzate il fuoco, unite il burro, l’aglio ed il prezzemolo tritati, sale, pepe e lasciate cucinare per 10 minuti, quindi teneteli al caldo.

Nel frattempo, se necessario, battete leggermente le fettine e infarinatele. Appassite in padella la cipolla tritata in una noce di burro, unite le fettine di carne e doratele da ambo le parti facendo attenzione a che non attacchino. Regolate il sale e il pepe, bagnate con un po’ di brodo e cuocete per 5 minuti a fuoco basso. Scolate le fettine dal fondo di cottura e tenetele in caldo.salsa noci

Preparate la salsa alle noci: Aggiungete il latte al sughino delle scaloppine (regolatevi: se occorre versatene dell’altro per formare una crema), mescolate bene e unite le noci tritate finemente; cuocete per un altro minuto a fiamma bassa.

Mettete nel tegame con la salsa alle noci le scaloppine e i funghi, lasciate il tutto per qualche secondo ad insaporirsi. Presentate la carne e i funghi in un piatto di portata ricoperti con la salsa. Servite.

  • C’è un trucco per far uscire una noce tutta intera dal guscio:
    lasciatele a bagno tutta una notte in acqua salata e schiacciatele poi, con molta attenzione.

scaloppine con noci (2)

Scaloppine con champignon in salsa di noci
Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta

Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta

Ingredienti

Sgombri, Salamoia bolognese e salsa di noci alla menta.salamoia

Per la salsa alla menta e noci: Gherigli di noce spezzettati, 3 cucchiai di foglioline di menta, 1 yogurt bianco cremoso, 1 cucchiaio di aceto bianco di mele, sale e pepe bianco.

Per la Salamoia bolognese: 100 g di sale grosso, 10 g di foglie di rosmarino, 5 g di foglie di salvia, 1 spicchio d’aglio.

N.b. le dosi sono indicative.

 Preparazione

Preparate la brace¹. 0.JPG

 Preparate la salamoia: Lavare le foglie di rosmarino e di salvia. Tamponarle con carta da cucina. Spellare l’aglio. Riunire rosmarino, salvia ed aglio su un tagliere e tritarli finemente con la mezzaluna. Mettere sale ed aromi nel mortaio e pestare per aromatizzare il sale miscelando il composto e sminuzzandolo per ottenere dei grani più fini. La salamoia così preparata si conserva per 3 mesi in un vaso a chiusura ermetica.

Preparare la salsa: Mettete nel bicchiere del mixer i gherigli spezzettati, le foglioline di menta, lo yogurt, l’aceto, il sale, il pepe e frullate fino ad ottenere un composto cremoso, liscio ed omogeneo.

Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta (7)Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta (5)Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta (4) .

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Pulite i pesci²: Squamateli bene, fate un’incisione lungo la pancia di ogni pesce e togliete le interiora. Condite l’interno con sale, pepe, aromi tritati finissimi o con la Salamoia bolognese. Adagiate gli sgombri sulla graticola che metterete sulla brace, rigirandola ogni tanto. Quando gli sgombri saranno cotti toglieteli delicatamente dalla graticola e adagiateli su un piatto.

Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta (3)Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta (8)Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta (2).

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Con l’aiuto di un coltellino provvedete, quindi, a ricavare i filetti che metterete in un piatto da porta. Accompagnate i filetti di sgombro con la salsa di noci alla menta e servite.

Questo piatto è ottimo anche freddo, a temperatura d’ambiente.

 Vino
Affidarsi al classico binomio “pesce e vino bianco” è un buon metodo per non sbagliare, ma a volte è riduttivo pensare che con un piatto a base di pesce sia la scelta migliore:
  • per un piatto di pasta al sugo rosso di tonno, un buon rosso, ad esempio un Nero d’Avola, può rappresentare un ottimo connubio per un piatto cosi succulento e grasso.
  • Per il fritto misto, da gustare caldo e senza limone, buono l’abbinamento con un Trebbiano di Romagna.
  • Pe una grigliata di pesce azzurro, un buon Sangiovese di Romagna saprà esaltarne i sapori.

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Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta

¹Come preparare la brace: Tra braci di legna, di carbone e di carbonella la differenza in termini di aromatizzazione del cibo si sente: la legna ha bisogno di almeno 1 ora per trasformarsi in brace. Non vanno mai usati i legni resinosi delle conifere come pino, larice e abete perché il cibo prenderebbe un sapore non piacevole. I migliori sono i legni forti, come ulivo, frassino e quercia, che aromatizzano piacevolmente i cibi. Ma vanno benissimo anche i legni dolci, come faggio, pioppo, ciliegio e potature di vite. I raffinati suggeriscono di utilizzare l’ulivo per il pesce e legno dolce per la carne. La tecnica dell’accensione: appiccate il fuoco a un combustibile solido o carta di giornale stropicciata, sistematevi sopra dei rametti sottili che trasmetteranno la fiamma a rami via via più grossi.
Il carbone deriva da legni duri, la carbonella da legni dolci e non c’è differenza apprezzabile fra l’uno e l’altra ai fini di un barbecue. E’ indispensabile che i carboni siano tutti roventi prima di iniziare la cottura. Il carbone deriva da legni duri, la carbonella da legni dolci e si accendono facilmente con i combustibili solidi. Non usare mai alcool e altri combustibili liquidi. Il carbone e la carbonella hanno bisogno di tre quarti d’ora prima di essere usati. Cenere sulle braci. Abbassa la temperatura a seconda della sua quantità. Se viene rimossa, la temperatura aumenterà.
Tempi di cottura del pesce
  • INTERO e con uno spessore di circa 4 cm. va cotto a fuoco medio per 15 minuti.
  • TRANCI e FILETTI per non più di 7 minuti.
²Come si pulisce il pesce. Per pulire il pesce occorre innanzitutto di squamarlo: a questo scopo, tenendo fermi i pesci per la coda, passate rapidamente il coltello sul corpo di esso dalla coda verso la testa e tenendolo inclinato per non intaccarne la pelle. Togliete quindi le branchie alzando gli opercoli e adoperando il coltello come una leva. Nella città i pesci grossi sono posti in vendita senza i visceri. Per togliere questi ultimi dovete fare un’incisione lungo il ventre che vi permetterà di asportarli. Lavate quindi con molta acqua fresca i vostri pesci avendo cura di portar via tutti gli eventuali residui delle squame, delle branchie e dei visceri. da Almanacco della Cucine 1935

Filetti di sgombro ai peperoni (5)

Filetti di sgombro con salsa di noci alla menta
Mazze di tamburo in salsa di noci

Mazze di tamburo in salsa di noci

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 La mazza di tamburo (Macrolepiota procera) è volgarmente conosciuta anche come puppola, bubbola maggiore, ombrellone o parasole. È uno dei più vistosi, conosciuti ed apprezzati funghi commestibili. La sua tossicità da cruda, caratteristica poco nota e comune ad altre specie congeneri, è causa di non infrequenti intossicazioni (v. le note sulla commestibilità).

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Una volta fritti, possiamo servire i funghi accompagnati da una deliziosa Salsa alle noci alla quale aggiungere funghi trifolati

Mazze di tamburo fritte, la ricetta di Paolera

Ingredienti

8 funghi (quelli che ho trovato io) 5 uova, un goccio di latte, pane grattugiato, olio extra vergine, sale e pepe.

Preparazione

il procedimento è semplicissimo: immergerli nell’uovo sbattuto al quale ho aggiunto un goccio di latte e un pizzico di sale per renderlo più fluido..

Cotolette di funghiCotolette di funghi (2)Cotolette di funghi (3).Cotolette di funghi (4)

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.e passarli nel pane grattugiato che ho fatto frullando grossolanamente del pane secco integrale con del pane secco normale.

Cotolette di funghi (5)Cotolette di funghi (6)funghiCotolette di funghi (7).

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Ecco la pila pronta per la frittura in una capiente teglia aspettiamo che l’olio diventi molto caldo..e incominciamo.. rigiriamoli…eccoli pronti..vi consiglio di mangiarli caldi.

Vino
I vini da scegliere sono certamente gli spumanti: l’anidride carbonica, che origina la spuma, è ripulente del gusto così da tenere un’efficace antagonista delle preparazioni grasse e dei fritti, rendendo la portata più fresca e leggera. potremmo optare per un Franciacorta, con bollicine finissime, persistenti, e spuma ricca. Ha sentori di frutto di bosco, mentre il sapore è secco, con sensazzioni di frutta e possibili note amarognole.
Come regola generale quindi se i funghi sono gli unici protagonisti del piatto, o sono accompagnati da amidi come pasta, riso, polenta e patate, il vino sarà necessariamente delicato. Se invece guarniscono cibi più saporiti, il vino da scegliere dovrà saper bilanciare la componente più saporita del piatto, ossia la carne. everywine.biz

salsa noci

Mazze di tamburo in salsa di noci
Mezze penne al gorgonzola

Mezze penne al gorgonzola

Ingredienti per 4 persone

400 gr. di mezze penne, 150 gr. di gorgonzola piccante, mezzo bicchiere di panna, 20 gr. di burro, sale e pepe bianco, una manciata di noci o di mandorle pelate e no.

Preparazione

Mettere al fuoco una pentola con abbondante acqua salata, portare a bollore e versare la pasta. Eliminare la crosta al gorgonzola, tagliarlo a pezzetti e metterlo in una padella capiente con il burro, la panna, le mandorle ed il pepe bianco

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Fare sciogliere il composto e, sempre rigirando, ottenere una crema morbida ed omogenea. Scolare la pasta al dente e versarla nella padella con la crema di gorgonzola. Mescolare bene e servire.

Vino

Valpolicella classico (Veneto).

Il gorgonzola è un formaggio erborinato, prodotto in Italia dal latte intero di vacca. Si tratta di un formaggio DOP originario della provincia di Milano e le sue zone di produzioni storiche sono le province di Milano, Como, Pavia e Novara. Quest’ultima ne è diventata nell’ultimo secolo la principale produttrice Il gorgonzola prende il nome dalla omonima cittadina lombarda che gli ha dato i natali.

Ne esistono due tipi principali, sebbene da disciplinare chiamati allo stesso modo, essenzialmente diversi:

  • dolce, che si presenta cremoso a pasta molle con sapore particolare e caratteristico leggermente piccante;
  • piccante, con un sapore più deciso e forte e la pasta semidura, più consistente e friabile e simile agli erborinati di origine francese.

Cucina
Oltre che essere mangiato “liscio” o spalmato su una fetta di pane, il gorgonzola è ingrediente di molti piatti della cucina lombardo/piemontese, dal risotto alla pasta alle scaloppine, spesso abbinato con altri formaggi meno piccanti ma più consistenti. È ingrediente praticamente fondamentale della “pasta ai quattro formaggi”, sia nella versione “alla bava” sia quella gratinata (compresa quella fatta con il riso). Gli altri tre formaggi (o più, in realtà) variano molto da ricetta a ricetta: uno di essi è necessariamente il parmigiano, grana o lodigiano grattugiati. Gli altri due sono generalmente formaggi dolci e fondenti, come la fontina o il valtellina, ma anche non italiani come l’emmentaler. Ancora, due classici abbinamenti del gorgonzola crudo, spesso combinati, sono con il mascarpone e le noci.[…]

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Di Rachel Black from San Francisco, USA – gorgonzola, CC BY-SA 2.0,
Mezze penne al gorgonzola
Maccheroni lunghi (spaghetti) al pangrattato Quaresima Artusi

Maccheroni lunghi (spaghetti) al pangrattato da Quaresima dell’ Artusi

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Il Risorgimento della cucina italiana
Il 2011 è stato l’anno dei 150 anni dall’Unità d’Italia ma anche dei 100 anni dalla morte di Artusi. E’, quindi, un’occasione per ricordare il contributo di Pellegrino Artusi alla formazione di un’identità nazionale basata anche sulla varietà che si ritrova in una tavola imbandita.

« Molti leggendo questa ricetta esclameranno: – Oh che minestra ridicola! – eppure a me non dispiace; si usa in Romagna e, se la servirete a dei giovanotti, sarete quasi certi del loro aggradimento.

spaghetti-quaresima (3)    spaghetti-quaresima3    spaghetti-quaresima (4)

Pestate delle noci framezzo a pangrattato,uniteci dello zucchero a velo e l’odore delle spezie e, levati asciutti gli spaghetti dall’acqua, conditeli prima con olio e pepe, poi con questo pesto a buona misura.

spaghetti    spaghetti-quaresima (5)    spaghetti-quaresima (6)

Per grammi 400 di spaghetti (io ho usato le Trofie), che possono bastare per cinque persone:

Noci sgusciate, grammi 60.
Pangrattato, grammi 60.
Zucchero bianco a velo, grammi 30.
Spezie fini, un cucchiaino colmo. »

 Maccheroni lunghi (spaghetti) al pangrattato Quaresima Artus
ispaghetti-quaresima (2)

 Pellegrino Artusi (18201911) è stato uno scrittore, gastronomo e critico letterario italiano; fu autore di un notissimo libro di cucina, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.

Il caso del minestrone ed il colera
Di particolare interesse è una testimonianza dello stesso Artusi riguardo ad una sua disavventura avvenuta durante la stagione dei bagni a Livorno, nel 1855, quando lo stesso gastronomo entrò a diretto contatto con il colera, la malattia infettiva che in quegli anni mieteva molte vittime in Italia.
Giunto a Livorno, Artusi si recò in una trattoria per cenare. Dopo avere consumato il minestrone, decise di prendere alloggio presso la palazzina di un certo Domenici in piazza del Voltone. Come Artusi testimonia, passò la notte in preda a forti dolori di stomaco e diede la colpa per questi ultimi al minestrone. Il giorno dopo, di ritorno a Firenze, gli giunse la notizia che Livorno era stata colpita dal colera e che il Domenici ne era caduto vittima. Fu allora che comprese chiaramente la situazione: non era stato il minestrone, ma i primi sintomi della malattia infettiva a procurargli i forti dolori intestinali.Artusi: Giugno - Nota pranzo I
L’episodio convinse l’Artusi a scrivere una personale e celebre ricetta del minestrone.