Marmellata senza zucchero (uva e pere) Petronilla

Marmellata senza zucchero (con uva e pere) della Petronilla

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« Poichè quella tale marmellata che vi ho insegnata, quella… che costa proprio niente e che si fa coi pomidoro acerbi, ha fatto, come si suol dire… colpo, oggi voglio insegnarvene un’altra, che costa ancora meno, in quanto che, per farla, non occorre nemmeno lo zucchero; quello zucchero, intendo, che si deve comperare dal droghiere.

Occorrono, invece, uva e pere, ma se voi, econome massaie, sapete quanto costa al chilo l’uva, quanto le pere e quanto lo zucchero, potete far subito i vostri conti e, naturalmente, i relativi confronti.

Per fare una tale marmellata, comprate 8 chili di uva, ma di uva che sia molto dolce, cioè ricca di quegli zuccheri naturali che abbondano nei frutti quando sono stramaturi (io, per far la marmellata, ho ricorso all’uva moscata); schiacciatela su di un setaccio; raccogliete il mosto in una pignatta; fatelo bollire; appena leverà il bollore, abbassate la fiamma; e, mescolando spesso, lasciate ancora bollire, ma sempre adagio adagio, e fino a che il mosto, bene ispessito, si sarà ridotto a circa metà del suo volume.

Aggiungete, allora, 1 chilo e 1/2 di pere sbucciate, tagliate in quattro, e ben monde dei loro semi. Fate ancora bollire; e sempre mescolando di tratto in tratto; e sempre a fiamma molto bassa; chè, se la marmellata si appiccicasse e bruciasse sul fondo della pignatta, sarebbe tutto rovinato! Dopo un’oretta di bollitura, la marmellata è fatta, e pronta per essere invasata!

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Se voi, ora, pensate che questa marmellata senza zucchero sia una trovata della mia fantasia, voi sbagliate proprio della grossa; e se, facendola, la troverete squisita (come squisita l’ho trovata io che l’ho fatta proprio ieri) non la solita Petronilla dovrete ringraziare, ma bensì una gentile marchesa che dalla nostra bella Riviera ha voluto mandare per tutte noi (cuoche e massaie) questa sua preziosissima ricetta.»

da Ricette di Petronilla Ed.Olivini 1938
Petronilla, chi era?
  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
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Foto: “Pear preserve head space (8292255177)” di Leslie Seaton from Seattle, WA, USA
Marmellata senza zucchero (uva e pere) Petronilla
Confettura di cocomero

Confettura di cocomero

Ingredienti  e dosi

1 Kg. di polpa di cocomero , 200 gr. di zucchero, 1 limone, 1 stecca di cannella o vaniglia (facoltativo), liquore (facoltativo)

Preparazione

Scegliete una anguria ben matura. Pulite il cocomero dai semi e tagliatelo a dadini. Mettete il tutto in un recipiente e aggiungete il succo e la scorza grattugiata del limone con la cannella. Fate macerare per 12 ore mescolando ogni quattro.

Confettura di cocomeroConfettura di cocomero (

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Frullate e cuocete a fuoco lento per 45 minuti mescolando spesso, finchè avrà raggiunto la giusta consistenza.

Per controllare la consistenza fate la prova piattino: mettete un piatto nel punto più freddo del frigo e quando stimerete che la marmellata è pronta ritirare il piatto dal frigo e mettetevi un po’ di marmellata. Se si stende, continuate la cottura e rimettete il piatto in frigo. Se invece si addensa la marmellata è pronta.

Se decidete di mettere il liquore aggiungetelo a metà cottura e prolungate di qualche minuto, il tempo di cottura.

Appena raffreddata mettete nei barattoli sterilizzati.

La confettura si conserva per un anno.

Confettura di cocomero

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Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.

 Confettura di cocomero

Composta di noci verdi alla maniera di Petronilla

Composta di noci verdi alla maniera di Petronilla

 
   – Giugno –
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Quella che oggi mi accingo ad insegnarvi è una dolce conserva che costerà certamente poco; che sarà, probabilmente, ottima a gustare, ma che, anzi, richiederà, per essere confezionata, molta pazienza e, per riuscire ottima, un mese almeno di tempo. E’ insomma, quello mio d’oggi, un piatto che non è mio, di Petronilla, ma… tale e quale mi fu mandata (e tanto raccomandata), ora ve ne darò la complicatissima ricetta, e se alla metà circa di giugno (cioè alla stagione adatta) al par di me, vi accingerete poscia a confezionarle in quella guisa che mi venne tanto decantata, potremo un dì giudicare, tutte quante assieme se sarà o non sarà saggio raddoppiare, al prossimo anno, la raccolta di noci ancora verdi. La ricetta, complicata e lunga quanto lunga e complicata ne sarà la… fabbrica, eccola dunque qua:
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Raccoglier noci allorchè hanno, sotto al mallo, il guscio ancora tanto molle da poter essere con facilità attraversato da un ago grosso, cioè sul finire di giugno; raschiarle un po’ con il coltello; metterle in un vaso di terraglia; ricoprirle d’acqua. Rinnovare il dì appresso, l’acqua e rinnovarla per altre 8 mattine di seguito.
Il decimo giorno far bollire le noci per mezz’ora; scolarle; lasciarle raffreddare; rimetterle nel loro vaso e ricoprirle con acqua fredda. Rinnovare l’acqua per altre tre mattine di seguito.
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Il 14° giorno, sgocciolare ben bene le noci; metterle su uno dei piatti della bilancia e, su l’altro piatto, pesare altrettanto zucchero. Praticare, in ciascuna noce, col piccolo coltello, un foro e introdurvi un chiodo di garofano, un pezzetto di cedro candito, ed uno di cannella. Mettere al fuoco, in una pentola, lo zucchero pesato ed altrettanta acqua, per farne così uno sciroppo; unire, di lì a poco, le noci imbottite e lasciarle bollire per alcune ore a fuoco basso, aggiungendo di mano in mano un goccio d’acqua perchè lo sciroppo non si faccia troppo denso. Togliete dal fuoco la pentola quando le noci saranno diventate un poco trasparenti, e lasciarle raffreddare. Mettere in un vaso di vetro a tappo smerigliato le noci e lo sciroppo rimasto.
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Riporre il vaso sotto chiave affinchè le noci non vengano troppo spesso… assaggiate e perchè possano, così acquistare la dolcezza più soave. Dopo qualche mese, e in una grandissima occasione, aprire il vaso e offrire ai parenti ed agli amici la composta di verdi noci per… l’assaggio ed il giudizio. E se squisitissima essa sarà veramente da tutti giudicata, inviare un “grazie” non già, questa volta alla Petronilla, bensì ad una “vecchia veneziana“, che, per me e per tutte voi, con veneta cortesia, me ne ha mandata la ricetta complicata.
Petronilla libri
  Ricette di Petronilla Ed.Olivini 1938
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.Petronilla, chi era?

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.
Foto: cyclonebill from Copenhagen, Denmark
Torta matta con marmellata di melone e mandorle

La Torta matta di Giulia con marmellata di melone e mandorle

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Torta matta perchè semplicissima, senza burro e senza uova, quindi perfetta per intolleranti. Oltre che come base per torte farcite, è ottima gustata con una spolverata di zucchero a velo messo una volta tolta dal forno e fatta raffreddare. Accompagnatela con marmellate o creme.

Ingredienti per una tortiera di 20 cm di diametro

250 gr di farina 00, 220 gr di zucchero, 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere, 1 cucchiaino raso di cannella in polvere, 1 cucchiaino di bicarbonato, ½ cucchiaino di estratto di vaniglia, 1 pizzico di sale, 120 gr di olio di semi di arachidi, 180 gr di acqua.

Per la farcitura
Mandorle, marmellata di melone (o quella che preferite).

Preparazione

Mettete la farina in una ciotola e aggiungete lo zucchero, le spezie, gli aromi e il sale. Versate l’acqua e l’olio, quindi mescolate bene fino a formare un composto omogeneo.
Versate il composto nella tortiera, precedentemente imburrata e infarinata. Ricoprite tutta la superficie con la marmellata e distribuite le mandorle. Infornate a 180 gradi per 40 minuti.

Variante

Aggiungete agli altri ingredienti, 30 gr di cacao amaro (v. Torta matta di Giugiu’)

 Torta matta con marmellata di melone e mandorle
File:Star-shaped designs on crostata.jpg
Di Dèsirèe Tonus (Flickr: crostata) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
Confettura di cachi

Tempo di cachi! Tempo di confettura

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Sul finire dell’autunno cominciano a comparire sulle bancarelle dei mercati i cachi (o kaki), dolci e colorati. La loro polpa succosa, dolce e ricca di vitamine ne fa un alimento gradevole e dissetante. Adatti ai bambini, i frutti del cachi, sono serviti generalmente come frutta per la conclusione ideale di un pranzo autunnale, ma possono essere utilizzati per preparare torte e marmellate per un’ottima merenda oppure per la colazione del mattino.

Dopo aver pubblicato la ricetta per la Torta di cachi con frutta secca ed amaretti e per la Crostata con i cachi semplice e veloce, qui di seguito ecco la ricetta, che ho trovato sul web, per preparare la

Confettura di cachi.
Ingredienti

800 gr. di cachi, Acqua q.b, 400 gr. di zucchero, la scorza di 1 arancia, 1 baccello di vaniglia.

Preparazione

Lavate i cachi sotto l’acqua corrente, tagliateli a metà ed eliminate i filamenti interni. Togliete la buccia, tagliateli a cubetti e, con aiuto del dorso di una forchetta o di un cucchiaio, schiacciateli fino a ridurli in una purea.
Mettete la purea di cachi in una casseruola e aggiungete un bicchiere d’acqua, lo zucchero, la scorza d’arancia e il baccello di vaniglia.

Fate cuocere la marmellata a fuoco bassissimo per circa 50 minuti, aggiungendo ancora acqua qualora il composto tendesse ad asciugarsi troppo. Quando si sarà formato un composto denso, trasferite la marmellata negli appositi vasetti e richiudeteli con i rispettivi coperchi. Metteteli a testa in giù per 20 minuti, in modo da creare l’effetto sottovuoto, dopodiché fateli bollire in una pentola piena d’acqua per 15 minuti, affinché si sterilizzino. Fate riposare la marmellata in un luogo fresco e asciutto per almeno 10 giorni prima di consumarla.

Accorgimenti

Aggiungete ancora acqua nella casseruola qualora la marmellata tendesse ad attaccarsi al fondo.

Idee e varianti 

Per una nota più aromatica, potete aggiungere un pizzico di cannella o dei chiodi di garofano.

http://blog.cookaround.com/queidelicatimotivisparsi/wp-content/uploads/2014/10/torre-cachi.jpg

Confettura di cachi
Marmellata di limoni

La deliziosa Marmellata di limoni

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Ma quanto è buona la marmellata di limoni?! Ecco la ricetta…

Innanzitutto occorrono limoni non trattati e di ottima qualità come i limoni di Sorrento (femminiello sorrentino) quelli della costiera Amalfitana (sfusato) o i limoni di Sicilia.

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Quando avremo a disposizione i giusti limoni, occorre una ricetta chiara e ben spiegata e io l’ho trovata. Eccola qui:

Marmellata di limoni

 

Ingredienti e dosi per 4 persone

 

1 kg di limoni, 1 kg di zucchero, 180 g di acqua

Preparazione:

Lavate, sbucciate i limoni e tagliateli a fette, privandoli della pellicina bianca e dei semini.

Tagliate a listarelle la buccia di un paio di limoni e fatele bollire per tre volte per una durata di circa 10 minuti, in questo modo eliminerete l’amaro.

Quando avrete terminato questo procedimento, mettete tutto in una padella con l’acqua e lo zucchero. Lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno.

Passata la mezz’ora, spegnete il fuoco e versate la marmellata nei vasetti di vetro sterilizzati.

Chiudeteli e capovolgeteli fino a che non si raffredderanno.

Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.
By cyclonebill – Bolle med appelsinmarmelade, CC BY-SA 2.0,
Cotognata alla maniera di Petronilla

Cotognata alla maniera di Petronilla

La cotognata (dulce de membrillo o carne de membrillo in spagnolo, marmelada in portoghese, codonyat in catalano, quince jelly in inglese) è  una pasta gelatinosa, soda, dolce e rossiccia fatta con la mela cotogna,con l’aggiunta di zucchero e acqua. Di origine spagnola, portoghese e italiana (qui esportata quando il meridione del paese era governato dal regno di Aragona), è molto diffusa anche in America latina (Argentina, Cile, Messico, Uruguay) e in Israele.

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 La ricetta della Petronilla

Allorquando il profumo delle mele cotogne si va diffondendo nelle dispense di tante cascine, e i bei frutti sfoggiano le loro grasse e ornamentali forme sui cantarani di certe case ancora all’antica… vorreste fabbricare squisita cotognata lì, sul focolare della vostra cucina?

La cosa è presto fatta! Però… quale cotognata desiderate? Quella tenerella (come si addice ad ogni marmellata), e che si mangerà servendosi del cucchiaino, o spalmandola su larghe fette di pane? Quella che assume le varie forme di vari pasticcini, e ch’è soda, e ch’è tutto zucchero cristallino, alla superficie? Quella, insomma, che fa venire l’acquolina in bocca ad ognuno che la sbirci dentro le vetrine dei pasticceri? L’una e l’altra gradite? L’una e l’altra, quindi, vorreste? Ecco, allora, la facile e spiccia maniera di fabbricare entrambe.

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Mettete mele cotogne, così, quali sono, in una pentola; copritele appena d’acqua; e ponete la pentola a fuoco.
Tosto le bucce cominceranno qua e là a screpolare, togliete le mele dall’acqua; tagliatele a grossi pezzi; versate, questi, un po’ alla volta, su di un setaccio; di mano in mano setacciateli servendovi di un bicchiere; e raccoglietene la polpa in una casseruola che avrete prima pesata vuota. Setacciata tutta la polpa, ripesate la casseruola per avere così, dalla differenza fra i due pesi, quello della polpa.

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Aggiungete altrettanto zucchero; mettete la casseruola a fuoco; rimescolate di continuo con cucchiaio di legno; tosto vedrete iniziarsi il bollore, guardate l’orologio; e allorchè saranno trascorsi 10 minuti, invasate la vostra squisita e molliccia cotognata.

 Vorreste, invece, cotognata soda?

Pesate la polpa setacciata, mettetela allora e, senza zucchero, a fuoco basso; mescolatela assai spesso; e fatela così, per l’evaporar dell’acqua, alquanto rassodare. In un’altra casseruola, mettete zucchero in proporzione di gr. 70 ogni 100 di polpa; copritelo con acqua; fatelo bollire perchè si muti in sciroppo; unite questo alla polpa che starà lievemente bollendo; e, sempre mescolando, lasciate ancor più rassodare la cotognata fino a che la vedrete ricadere, tutta in un pezzo, dalcucchiaio nella casseruola. Stendetela, allora, alta un dito, su di un’asse; e, prima che sia tutta rappresa, tagliatela in piccoli rettangoli.

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Vorreste cotognata in belle forme?

Colatela, in questo caso, in stampini lievemente oliati e che capovolgerete soltanto il giorno appresso.

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Vorreste, infine, cotognata rivestita di zucchero cristallino

Bollite, allora, zucchero, con poca acqua, fino a che, sollevandone un po’ con il cucchiaio, lo vedrete fare il filo; e con quello zucchero limpido e fluido, dipingete le vostre sode cotognate, e le avrete, così, dell’identico aspetto di quelle che, dalle vetrine, vi faranno in quei giorni l’occhiolino.

Cotognata della Petronilla

Cotognata alla maniera di Petronilla
 Come STACCARE la marmellata dal tegame

Occorre grasso non salato. Fatelo riscaldare. La parte bruciata si staccherà in una sola pellicola, lasciando intatta la superficie della casseruola.

Petronilla, chi era?Ricette della Petronilla libri

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Rotolo con frutta sciroppata alla maniera di Petronilla

Dolce rotolo con marmellata per un desinaretto alla maniera di Petronilla

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I gustosi, svelti, economici desinaretti di Petronilla

  • Risotto con carciofi
  • Fondi di carciofi e uova
  • Dolce rotolo con marmellata

Dolce rotolo con marmellata
Versate in una bacinella 125 gr. di farina bianca e un cucchiaio di lievito in polvere; mescolate lungamente; unite un uovo intero, un cucchiaio di zucchero, un bicchierino di liquore e il giallo grattugiato di un limone, mescolate ben bene e lasciate l’impasto (coperto con un panno) ariposare un’oretta affinchè possa un poco lievitare.
Spianatelo in una larga sfoglia alta circa mezzo centimetro; copritela fino a due dita dall’orlo con uno strato di marmellata avvolgetela su se stessa in un rotolo compatto; stendetelo in una teglia leggermente oliata; infornate in foerno non troppo caldo e quando ne vedrete la superficie dorata servite il dolce rotolo ancora caldo.

Desinaretti… per questi tempi, 1944

Petronilla, chi era?

  • PETRONILLA: svolse un ruolo importante negli anni delle ristrettezze economiche dovute alla guerra. Di fronte alla drastica riduzione dei beni alimentari disponibili, proponeva i suoi suggerimenti «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»
Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.

Personalizziamo i barattoli delle marmellate

Dolce rotolo con marmellata Petronilla
Come preparare la crostata senza burro per la merenda

Preparare la crostata senza burro per la merenda

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Per preparare la crostata per la merenda dei bambini, ma anche per gli adulti, ho trovato questa ricetta dove non è previsto l’uso del burro; è quindi più leggera e ottima per chi ha intolleranza ai latticini.

Ingredieni:

150 g di Zucchero, 2 Uova, 300 g di farina 00, 4 cucchiai d’Olio d’oliva. 1 cucchiaino di Lievito per dolci, La scorza di 1 Limone non trattato, 1 pizzico di Sale

Preparazione

Mescolate la farina con lo zucchero e disponete a fontana. Rompete al centro le uova, aggiungete l’olio e 1 pizzico di sale. Lavorate con le mani portando la farina verso l’interno. Aggiungete la scorza di limone grattugiata, il lievito e impastate velocemente. Formate un panetto e fate riposare sotto un panno per 1 ora.

Trascorso il tempo stendete la pasta su un piano infarinato. Spennellate d’olio una teglia e infarinatela. Disponeteci la sfoglia, copritela con della carta da forno e dei fagioli secchi per evitare che si gonfi. Cuocete in forno già caldo a 180°C e estraete ancora morbida appena la superficie inizia a dorarsi. Farcite con la vostra marmellata preferita.

Accorgimenti

La crostata senza burro rischia di essere poco friabile, per questo è importante lavorare l’impasto il meno possibile e prestare attenzione a non cuocerla troppo.

Idee e varianti
 

Per una ricetta ancora più leggera, utilizzate la farina povera di glutine e solo gli albumi d’uovo.Come preparare la crostata senza burro per la merenda

Come preparare la crostata senza burro per la merenda
confettura-di-susine

Confettura di prugne

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Ingredienti

Per ogni kg di prugne 700 gr di zucchero

Preparazione:

Togliete i noccioli alle prugne, mettetele in una pentola a cuocere finché non si spappoleranno e inizieranno a bollire. A questo punto togliete la pentola dal fuoco e scolate l’eventuale acqua che la frutta avrà prodotto.

Pesate la frutta e rimettetela nella pentola con lo zucchero, mescolate bene e riaccendete il fuoco. Fate bollire fino a quando la marmellata non si sarà addensata. Mettete un cucchiaio di marmellata su un piattino e inclinatelo: se la marmellata non scenderà sarà pronta.

Mettetela ancora bollente nei barattoli, chiudeteli e teneteli capovolti finchè non si saranno raffreddati.

Confettura di prugne –  dolciricette.blogs

Come STACCARE la marmellata dal tegame: occorre grasso non salato. Fatelo riscaldare. La parte bruciata si staccherà in una sola pellicola, lasciando intatta la superficie della casseruola.

 Leggi anche
  • Personalizziamo i barattoli delle marmellate, degli oli aromatici, delle salse fatte in casa, è senz’altro un’ottima idea regalo. Da non dimenticare l’etichetta preparata con un cartoncino ed un decoro. Ma può essere un’idea carina ed allegra per arredare quell’angolo della nostra cucina un po’ vuoto e triste. E, poi, va bene anche per i vasetti acquistati al supermercato. Con barattoli, anche non belli, qualche ritaglio di stoffa (o centrini in pizzo, come spiegato qui), nastri colorati di varie lunghezze, cartoncino bianco e ritagli dalle riviste (o motivi per découpage), ecco fatto onore alla nostra produzione.[…]
Personalizziamo i barattoli delle marmellate
 I barattoli della nonna
Tortelli dolci Carnevale

Tortelli dolci di Carnevale

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Ingredienti e dosi

Per la pasta dei tortelli
300 gr. di farina, 2 uova, 100 gr. di zucchero, qualche cucchiaio di vino bianco secco.

Per il ripieno
Marmellata a piacere: di castagne, di arancia, di fichi, di pesche, di albicocche, di uva e pere, ecc.

Preparazione

 

Impastate la farina con le uova,  lo zucchero e qualche cucchiaio di vino bianco secco. Se l’impasto ottenuto risulterà troppo sodo ammorbiditelo con altro vino. Stendete la sfoglia piuttosto sottile e ritagliate delle strisce. Su ogni striscia mettete dei mucchietti di marmellata distanziati 5 cm. circa l’uno dall’altro.

Coprite con un’altra striscia di pasta e premete ai bordi, così da evitare che, durante la cottura, la marmellata fuoriesca. Con la rotella dentata tagliate i tortelli di 3-4 cm. di lato.

Questi tortelli dolci possono essere fritti o cotti in forno:

  • Fritti: In abbondante olio bollente
  • In forno: dopo aver imburrato e infarinato la placca del forno, disponete i tortelli distanziati l’uno dall’altro. Cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti circa.

Spolverizzateli, quindi, con zucchero a velo e serviteli sia caldi che freddi.

Variante

Potete farcire i tortelli dolci anche con un composto di castagne secche e Savòr o Sapa:

  • La sera precedente mettete a bagno 300 gr. di castagne secche in acqua tiepida. Il giorno dopo lessatele e passatele al setaccio. In una terrina mescolate le castagne con 150 gr. di zucchero e la scorza gratttugiata di ½ limone. Impastate il tutto con il Savòr o la Sapa, in quantità tale da ottenere un composto morbido.

tortelli carnevale bis

 Tortelli dolci Carnevale
Confettura di rose antiche

Confettura di rose antiche

Questa varietà di rosa ha un profumo incredibile ma è molto delicata e perde i petali non appena è fiorita! Da moltissimi anni ho un cespuglio di queste rose e per conservare il profumo intenso faccio questa marmellata squisita e vi assicuro che sembra proprio di… mangiare un profumo.

Risultati immagini per Marmellata di rose antiche paperblog

Confettura di rose antiche
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Ricetta di Paolera-Cookaround

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Ecco le mie rose! Purtroppo ancora non sono fiorite tutte quindi ho fatto circa metà dose della ricetta, ma ne è valsa la pena…sono comunque in attesa della prossima fioritura

Ingredienti:

250 g di petali di rose, 250 g di zucchero, mezzo limone

 Preparazione

Cogliete le rose accertandovi che non ci siano insetti e, naturalmente, che non hanno subito un trattamento antiparassitario e sfogliatele con cura. Sbucciate il mezzo limone e fatelo a fettine sottili cuocendolo in poca acqua finché diventa teneroa parte preparate uno sciroppo con lo zucchero e mezzo bicchiere d’acqua .

Quando lo zucchero sarà sciolto unite il limone sgocciolatoed i petali di rosa, fate cuocere a fuoco lento fino a che lo sciroppo si addenserà (provate a metterlo nel mestolo o in un piattino; se scenderà lentamente e sarà limpido la marmellata è pronta)

Se ne farete una dose ragguardevole, la potrete invasare bollente rovesciando il barattolo e formare così il sottovuoto, ma nel mio caso è venuto fuori un solo barattolino.

Conserva rose Artusi

 Marmellata, confettura, gelatina, composta
Il principio delle quattro preparazioni è identico. Il risultato varia, però, leggermente.
  • Marmellata
    si intende una crema cotta di zucchero e agrumi a pezzetti (limone, arancia, mandarino, e più raramente di pompelmo, clementina, cedro e bergamotto).
  • Confettura
    indica la stessa preparazione riferita agli altri tipi di frutta.
  • Gelatina di frutta
    viene prodotta con zucchero e succo della frutta, senza polpa o buccia, ed è maggiormente usata in pasticceria per apricottare i dolci prima di glassarli. Compare anche come ingrediente di creme dolci.
  • Composta di frutta
    si distingue dalla marmellata o dalla confettura per il maggior contenuto di frutta (65%) e conseguentemente il minor quantitativo di zucchero aggiunto.

Confettura di rose antiche

Georgia About [CC BY 3.0], attraverso Wikimedia Commons
Georgia About [CC BY 3.0)], attraverso Wikimedia Commons